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47 comments

  1. Caro Paolo,
    leggo quotidianamente il tuo pensiero, anche se solitamente è di qualche hanno fà nella liturgia del giorno del sito lachiesa.it. Naturalmente seguo il video settimanale, quello aggiornato, e sto provando a “convertirmi ” in questo tempo di quaresima. Alcune cose, però, rappresentano un ostacolo difficile da superare per accettare le sacre scritture, ad es.: Il Magnificat di Maria (davvero ardito pensare che una ragazzina ebrea di quel tempo sappia esprimere concetti così elevati e che siano riportati fedelmente da Luca), la preghiera di Gesù nel Getsemani (Gesù era solo e gli altri dormivano, e allora?) il dialogo con Satana prima di cominciare la vita pubblica. Per non parlare del Vecchio Testamento, dove si alterna un Dio terribile, vendicativo, che stermina bambini, popoli, città, ad un Dio dell’amore senza confini e senza tempo, il Dio della Misericordia. Forse il mio modo di ragionare è schematico, ma alcune volte mi pare non si voglia fare i conti con la ragione e si dimentica che non possiamo rifarci ai precetti degli uomini, sovrapponendoli al volere di Dio. Grato per l’attenzione e per la risposta.

    1. Penso che sia importante, per te, provare ad affrontare in maniera generale l’approccio alla Scrittura, per evitare semplificazioni e fondamentalismi. Ovviamente le parole di Maria sono frutto di un collage della prima comunità che però riconosce in lei le cose che dice, così come il Getsemani o le tentazioni sono riassunti degli evangelisti che, però, ricostruiscono ciò che di Gesù hanno colto in altri frangenti.

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Article by: Silvio Ottanelli

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