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Eccolo

L’avvento passato in silenzio ci ha avvicinati al mistero dell’infinita presenza di Dio. Ora che ricordiamo la sua nascita, auguro di cuore a tutte le persone che mi hanno conosciuto il dono della gioia interiore. In questi tempi difficili la stella della speranza brilli ancora possente nei nostri cuori. Buon Natale

ps: come sempre un piccolo regalo.

PAOLO CURTAZ

Natale di crisi

Racconto per gli amici, Natale 2011

La strada è sgombra e la luce del tramonto crea unʼatmosfera magica intorno al nastro dʼasfalto che attraversa le colline; i campi che costeggiano la strada sono attraversati dai segni regolari dellʼaratro; la terra sta riposando, gli ulivi si stagliano in controluce sul bordo dei campi.

Cʼè poca gente in giro e nellʼabitacolo si avverte appena il rumore del motore. Affronta le curve con delicatezza, cercando di attenuare lʼinevitabile movimento dellʼauto: non vuole svegliare la sua donna. La guarda dallo specchietto.

Quanto è bella ora che lʼultimo raggio di sole le illumina il volto! Dorme. La testa appoggiata al finestrino, una piccola coperta a coprirla dal freddo. Sembra sorridere. Chissà cosa sta sognando? Anche lui sorride, per un attimo.

Torna con lo sguardo alla strada, gli occhi bruciano. Da quante ore sta guidando? Troppe. Non è il momento di fermarsi. Vuole arrivare prima di cena: è stato un azzardo mettersi in strada in quelle condizioni. In unʼora e mezza dovrebbero farcela.

Guarda lʼindicatore sul cruscotto: metà della benzina se nʼè andata. Nonostante abbia tenuto il piede leggero sarò costretto ad aggiungerne per poter rientrare. Non ci voleva.

Questa considerazione lo sprofonda nello sconforto. I soldi sono più che contati, non ci sono margini di errore. I pensieri, ora, si affollano. Il paesaggio, attorno a lui scompare, il corpo continua a guidare, la mente lo assorbe.

Ci mancava la crisi! Proprio adesso! Non possiamo farcela, non più! Eravamo già tiratissimi, al pelo. Forse aveva ragione lei, quando diceva di aspettare a cambiare il capannone. Ma allora i mutui erano favorevoli e lʼattività andava più che bene!

Speravo che il calo dello scorso anno fosse solo un momento, ma le cose vanno sempre peggio.

E adesso ci mancava la manovra… Se va avanti così non andrò mai in pensione e come faccio a mantenere la famiglia?

La notte precedente si era svegliato di soprassalto. Si era seduto al tavolo della cucina senza fare rumore, aveva acceso il portatile e aperto il file della contabilità. Leggeva e rileggeva i dati, aveva fatto proiezioni sui guadagni, proposte di tagli alla loro già striminzita vita sociale: forse qualche serata in pizzeria in meno… e una settimana al mare invece di due… sperando che la macchina tenesse ancora per un anno, come il furgone della ditta…

Poi aveva provato ad utilizzare uno di quei programmi forniti dai quotidiani on- line per il calcolo dellʼICI. Fra la casa e il capannone doveva trovare altri 764 euro. Altro che vacanze. Guardò la casella delle spese. Forse qualche risparmio sulla spesa settimanale… Cacciò via quel pensiero: non conducevano certo una vita lussuosa! Come avrebbero potuto risparmiare sul cibo?

La sera, ormai, era scesa. I fari dellʼauto illuminavano la strada. Ma non i suoi pensieri.

Forse devo arrendermi allʼevidenza; affittare il laboratorio e andare allʼestero a trovare un lavoro. Qualche anno, solo per riuscire a superare il momento. Solo qualche anno, finché il bimbo non cresce…

Non riusciva a capacitarsi di essere davanti ad una scelta del genere. Come il suo bisnonno, che era dovuto andare in America. Cose da pazzi. E il pensiero che suo figlio avrebbe dovuto vivere peggio di lui lo straziava. Suo padre aveva lavorato sodo tutta la vita per lasciargli la piccola attività e i macchinari, una casa modesta e qualche cliente.

Era stato tutto inutile. Si stavano impoverendo e senza avere commesso particolari errori.

Ora gli occhi gli si erano inumiditi. Era un misto di rabbia e di rassegnazione, di uno sposo e di un padre che non riesce a mantenere la propria famiglia. Una voce lo raggiunse dalla spalle.

«Manca molto?»

«Il navigatore indica 16 chilometri, diciamo 20 minuti…»

Lei lo raggiunse dai sedili posteriori mettendogli la mano sulla spalla e sbucando col viso assonnato e sorridente.

«Hai dormito bene?»

Annuì, allargando il sorriso e passandogli le dita fra i capelli ricci.

«Il mio sposo è un grande autista ma il suo volto tradisce una preoccupazione».

Sorpreso dallʼaffermazione cercò di giustificarsi. Fu lei a impedirglielo.

«Perché il mio sposo e il papà del mio bambino è molto preoccupato per il lavoro e i soldi che mancano e non sa se riusciremo a tirare avanti. Vero?»

Tacque.

«Ma il mio sposo sa che la sua donna e il suo bambino lo seguiranno ovunque andrà e non deve temere per il futuro, perché dobbiamo custodire la speranza e sa anche che il buon Dio ci ha ampiamente dimostrato la sua vicinanza…».

Questʼultima cosa la disse con un tono di voce talmente dolce da cacciare ogni ombra dalla sua mente.

«Sì, è così, Maria».

«Adesso, Giuseppe, mio sposo preoccupato, è bene che acceleri, perché il pisolino ha fatto bene a tuo figlio che, secondo me, ha deciso di nascere proprio stanotte».

Paolo Curtaz

 

Category: Pensieri

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41 comments

  1. Buon Natale Paolo!
    sono vicino a te come a tutti quelli che in questo momento di crisi non riescono ad essere sereni per il futuro. Ma tu Paolo, ancora una volta ci inviti alla Speranza e a gurdare alla vita “nuova” che si affaccia all’esistenza di ciauscuno di noi. Una SPERANZA di nome Emanuele.
    Un Abbraccio a Te Paolo e a tutti voi
    don Carmelo

  2. E si, bisogna proprio stare attenti a tutto, anche a quanto si pigia l’acceleratore… ke tempi… Ma finchè ci ricordiamo ke Gesù nasce la speranza in un futuro migliore non ci abbandona: Coraggio cercatori di Dio lasciamoci trovare e consolare. Santo Natale a tutti.

  3. Grazie per questo bellissimo pensiero.. ma come tu ben dici bisogna avere FEDE E SPERANZA e io non mollo mai la mia fede e speranza metto tutto ai suoi piedi fiduciosa che prima o poi mi risponderà un Papà non lascia soli i suoi figli BUON NATALE PAOLO ANCHE SENON CI CONOSCIAMO DI PERSONA SO CHE SEI UNA PERSONA SPECIALE!!

  4. Grazie Paolo, mentre leggevo mi scendevano le lacrime, molto commovente. Tanti come lui ce ne saranno.
    BUON NATALE a te e famiglia!!
    BUON NATALE a tutti!!!

  5. Guidare in città proprio non mi piace: non sopporto il traffico che ti fa percorrere bervi distanze, perdendoci tanto tempo. Ormai sono più di dieci anni che ho smesso di fumare, eppure penso che la smania di arrivare presto a destinazione sia dovuta dall’impossibilità di accendere quella sigaretta che un tempo rendeva i miei viaggi più rilassanti. Prima, quando il vizio del fumo era un rito che si ripeteva in accensioni per più di un pacchetto di sigarette al giorno, la macchina diventava il luogo dove dedicarmici in tranquillità, spesso durante tragitti solitari. Oggi quel gesto non esiste più, fortunatamente, ma ha lasciato dietro di sé la fretta indiavolata che sempre ho di arrivare il prima possibile. Il tempo che trascorro in macchina non è più un piccolo spazio personale da dedicare al vizio del fumo ma uno spreco di minuti preziosi per colpa del caotico fluire del traffico cittadino. Il nervosismo diventa, così, padrone di emozioni e di azioni.

    Maria Chiara mi ha dato un CD con le canzoni di Natale da ascoltare in macchina per tutta la durata del periodo delle festività: ha messo lì i più famosi brani americani, interpretati dai vari Frank Sinatra, Michael Bublè, Dean Martin, Nat King Kole, Bing Crosby, ecc. C’è pure un improbabile Bob Dylan che canta, con la sua voce rauca ed impastata, il brano “Do You Hear What I Hear?”. Insomma, la mia macchina in questi giorni è un tripudio di melodie zuccherose, tentativo di mia moglie di calmare il nervosismo che ho mentre guido. Luca, che ha superato da pochi giorni i tre anni e mezzo, adora ascoltare i brani natalizi contenuti nel CD: me li fa risentire in maniera ossessiva. Specialmente “Rudolf the Red Nosed Ranindeer” nella versione cantata magistralmente da Dean Martin.

    Me la sogno anche di notte quella renna dal naso brillante! Luca appena entra in macchina mi chiede subito di sentire “Rudolf”. L’altro giorno ero in auto insieme a lui, nell’ora di punta nella zona più trafficata della città (forse esagero un po’ visto che Perugia è pur sempre una piccola città e non certo una metropoli…) in una radiosa e fredda giornata invernale. Ero da poco passato a prenderlo alla scuola materna e mi stavo dirigendo verso l’asilo di Matteo, il mio figlio più piccolo. Luca mi chiese di sentire Rudolf. Lo accontento, facendogli sentire la voce calda di Dean Martin che canta: “Rudolph, the red-nosed reindeer /had a very shiny nose. /And if you ever saw him, /you would even say it glows”…

    Canta anche Luca: vorrei potervi descrivere la dolcezza della sua voce. Ha sentito talmente tante volte quel brano che l’ha imparato a memoria, così come può fare un bambino di tre anni e mezzo che non conosce una parola d’inglese. Le sue sono assonanze quasi perfette. Lo vedo dallo specchietto retrovisore: sta guardando fuori dal finestrino ed è tutto impegnato a cantare. Si tocca le dita di una mano con quelle dell’altra, nel tipico modo in cui i bambini piccoli giocherellano quando non hanno nient’altro con cui divertirsi. Incomincio a ridere tra me e me: il suo fanta-inglese è veramente spassoso e mi stupisce per come sia in grado di creare delle corrispondenze così simili alla lingua originale, sebbene con parole inventate.

    Stamattina, invece, ha deliziato tutta la famiglia – in giro per gli ultimi acquisti! – con la sua personale versione di “Hark the herald angels sing”: se ricordo bene “Glory to the newborn King” lui l’ha adattata in “Glori tu de niubo’ kin”. Oggi sono sicuramente più sereno sia alla guida che per il futuro… ma che crisi! Nel mio cuore di certo non c’è perché riscaldato dalla tenera vocina di Luca!

    Vorrei segnalare questa originale versione di “Hark the herald angels sing” cantata in stile Beatles dalla band “The Fab Four” che si ispira, imitandoli, agli scarafaggi di Liverpool:
    http://www.youtube.com/watch?v=pJXMKt2UYA4&feature=related
    ed augurare a tutti voi ed ai vostri cari un Natale pieno di Dio e, quindi, d’Amore e di Speranza.

  6. Grazie Paolo, un bellissimo racconto di Natale adattato al nostro tempo!

    E, bellissimo : «Ma il mio sposo sa che la sua donna e il suo bambino lo seguiranno ovunque andrà e non deve temere per il futuro, perché dobbiamo custodire la speranza e sa anche che il buon Dio ci ha ampiamente dimostrato la sua vicinanza…».

    E come si suol dire: “Sul Monte, il Signore provvede”

    Auguri, Auguri, Augurissimi e Pace e Gioia e Amore e Felicità e Grazia e Speranza a noi tutti, ai nostri cari, ai nostri amici ai nostri parenti ai lontani ai vicini ai nostri nemici e a tutti gli uomini di buona volontà!

  7. Grazie Paolo!
    Auguri per un Natale vero nel suo ricco significato di fede e per una profonda esperienza di amore e di tenerezza del Dio che vive in mezzo a noi!
    Buon inizio d’anno con il Signore che è venuto a salvarci
    Auguri a tutti gli amici in rete…

    Rosaria

  8. Voglio unirmi anch’io nell’augurare a tutti un Natale pieno di senso e di silenzio interiore, ricolmo solo del caldo abbraccio di Dio!
    Grazie a te, Paolo, per i contributi di riflessione che ci doni costantemente!

  9. GRAZIE!!!
    GRAZIE PER LE TUE PAROLE,GRAZIE PER I TUOI LIBRI,,
    GRAZIE PER LA BELLA PERSONA CHE SEI , UN INNAMORATO DI DIO, E SI SENTE IN OGNI TUA PAROLA.GRAZIE PERCHE’ SI SENTE IL
    BISOGNO DI PERSONE COME TE!
    BUON NATALE !!! CHE DIO TI SIA SEMPRE VICINO!

  10. grazie…bellissimo racconto e belle parole come sempre!! Auguroni di Buon Natale…!!
    In attesa di vederci ad un prossimo viaggio…
    Simona (Zaccheo 3)

  11. E poi, arriva una mail con queste parole:

    “Auguri di rinascita felice e serena, lasciando al passato ciò che non ci piace ed al futuro il rinnovamento positivo e duraturo.”

    Accompagnata dalla seguente riflessione che riporto nelle sue parti più salienti e con delle immagini che non riesco a copiare, altrimenti la riproporrei integralmente:

    Joshua Bell, uno dei più grandi violinisti del mondo, una mattina sedutosi per terra nella metropolitana di New York con jeans e camicia si mise ad eseguire brani di musica sacra con uno strumento rarissimo, uno stradivari del 1713 stimato più di 3 milioni di dollari.
    Qualche giorno prima Bell aveva suonato nella Symphony Hall di Boston dove i migliori posti costavano la bazzecola di mille dollari.
    Per i 45 minuti durante i quali suonò fu praticamente ignorato dai passanti.
    Il video della metro mostra uomini e donne che camminano veloci bicchiere di caffè in mano e cellulare all’orecchio indifferenti al suono del violino.
    Queste sono tante di quelle situazioni che accadono nelle nostre vite, che sono uniche singolari e alle quali non diamo importanza solo perchè non vediamo l’etichetta del prezzo.
    Sarà che i nostri sentimenti e il nostro apprezzamento sono manipolati dal mercato dai media dalle istituzioni che detengono il potere finanziario?
    Dobbiamo imparare a valorizzare ciò che non ha prezzo perchè non si compra.
    Non si compra l’amore l’amicizia la dedizione l’affetto gli abbracci i baci;
    non si compra un raggio di sole nemmeno le gocce di pioggia.
    La canzone del vento che passa sibillando nel tronco cavo di un albero è gratis.
    L’abbraccio intorno al collo di un bambino che corre spontaneo al nostro incontro non si vende in gioielleria.
    L’aria che respiriamo la brezza che scompiglia i nostri capelli il verde degli alberi il colore dei fiori….
    Tutto questo e di più è alla nostra portata, senza prezzo, senza brevetto registrato..
    Godiamoci i momenti di tenerezza, chè la manifestazione di affetto è sempre unica straordinaria speciale e sentiamoci felici fin da oggi mentre il giorno ci sorride e il sole sparge la luce nel nostro cuore innamorato della vita.

    Anch’io dico a voi a noi a tutti: Auguri di rinascita felice e serena!

    Si, possa Gesù, oggi e per sempre, rinascere nei nostri cuori!

    Buon Natale, fede.

  12. Natale 2011:
    un pensiero semplice e (forse) scontato: oggi riflettevo sul fatto che per poter permettere a Dio di nascere in noi, o a noi di rinascere in Lui, insomma per poter mischiare la nostra umanita’ con la sua divinita’ che ci rende figli di Dio e simili a lui… occorre che moriamo.

    ripeto: per nascere, anche a Natale come a Pasqua, bisogna morire.
    la croce e’ sempre all’orizzonte, non scompare dietro gli alberi di Natale e i pastori. non si dimentica con lo spumante e il panettone.

    allora mi sono messa tranquilla! Ok, va bene cosi’! il piccolo Gesu’ vi dicevo appena l’anno scorso (e mi sembra ieri) tra poco diventera’ un uomo esigente! in cammino, instancabile serio appassionato e determinato, consapevole della sua missione! e ci chiamera’ ad andare dietro a Lui a seguirlo a modo suo…

    allora se oggi vogliamo che nasca, e aspettiamo che nasca, desideriamo che nasca…, li’ nelle stalle in cui ci troviamo pieni gia’ del nostro stesso sangue (non parlo di altro…)
    … e’ per permetterci di morire, finalmente con Lui, per rinascere infine con Lui gia’ da ora da subito (nella sua culla?)
    e la morte (spuntata) non ci fara’ piu’ male, e il Neonato ci rassicurera’ dal grembo della nostra stessa vita! ci dara’ pace, risoluta e serena!

    perche’ anche noi, come Maria come Giuseppe, se guardiamo bene, abbiamo avuto mille momenti in cui abbiamo potuto sperimentare che Dio si prende cura, che Egli provvede a noi. a modo suo (il migliore per noi e forse a volte non ci piace) ma lo fa.

    In questa notte santa che aspetta LA notte santa…
    la veglia di Pasqua
    Dio ci ha provveduto un Figlio, che ha in se’ ogni cosa e gloria (e umanita’) e potenza, e non ci serve altro!
    offriamo a Dio le nostre vite adesso e certo gia’ da domani saremo piu’ suoi.

    Auguri a tutti, Buon arrivo di Dio nelle nostre vite: i Natali e le Pasque mescolati nei nostri anni. buon lavoro a tutti! con Lui.

    a tutti: quelli che scrivono, o che leggono, o che non scrivono e non leggono piu’: a chi e’ passato di qua per caso o ci ha cliccati almeno una volta in piu’ intenzionalmente… 🙂
    a tutti tutti voglio dire: grazie carissimi amici lontani!, e grazie a Paolo!, per gli spunti di riflessione e il confronto cristiano, e perche’ camminiamo insieme nella Chiesa e verso Gesu’ , verso il centro di cio’ che siamo. Grazie.
    —————

    (ciao Stefano, quando guido, se sono da sola, a me piace cantare, soprattutto i salmi! grazie!)

    (a Federica: tempo fa ho ricevuto anche io la stessa email… grazie!)

    (a Maria Rosaria, se c’e’ e legge un abbraccio (e un miao per la sua gattina))

    BUON NATALE!

    1. Vera, tu sai che ci sono e leggo e piango e sorrido con voi!

      Un caro abbraccio anche a te e a tutti!

      Ricordo di aver detto di avere ora oltre alla gattina anche un gattino e un miao da parte loro per la tua gattina.

      Auguro a noi e a tutti un felice Santo Natale.

      E scende giù dal ciel, lento, un dolce canto ammaliator, nella notte Santa il cuor esulta d’amor, è Natale ancor!
      E scende giù dal ciel, lento, un dolce canto ammaliator che ti dice spera anche tu è Natale non soffrire più!

      E prego e canto con voi!

  13. vedo che c’è una nuova new entry di nome Simone.
    Io sono comunque il vecchio rompiscatole di sempre.
    Buona natale a tutti!

  14. Non mi perdi, Vera! Comunque può essere che qualche volta ti scriva, anche se non ne sono certa. Non scrivo molto, rispondo solo a qualche amica-collega di lavoro degli anni passati.

    Non so se si gioca a tombola, penso di si; non gioco a tombola da quando i ragazzi erano piccoli! Ora anche se sono in casa hanno altri interessi.

    Non mi lamento però, va tutto bene così com’è! Si fa tutto solo e sempre secondo la volontà di Dio.

    Buon Natale e ancora Buon Natale, sempre amica, maria rosaria.

  15. Auguri di buon onomastico a tutti coloro che portano il nome di Stefano!

    Possano essi essere audaci e coraggiosi e avere, come il loro Santo Protettore, sempre lo sguardo rivolto al Signore.

  16. Conosco Stefano ormai da molti anni. È un medico che da due anni ha terminato la specializzazione ed ora ha un contratto con una clinica privata a Brescia. È il fidanzato della migliore amica di mia moglie. In camera nostra io e Maria Chiara abbiamo una foto che ci ritrae l’anno prima di sposarci, scattata in centro durante i festeggiamenti per l’ultimo mondiale di calcio vinto dall’Italia: ce l’hanno regalata loro. Che bello che sono in quella foto del 9 luglio 2006, magro e sorridente, abbracciato alla mia bella che in mano sventola una bandierina dell’Italia. Ci regalarono la cornice con quell’immagine – una delle poche che abbiamo del periodo del nostro breve fidanzamento – nel Natale di quell’anno facendoci una graditissima sorpresa. Ogni volta che guardo quella fotografia ripenso a questa nostra coppia di cari amici, perennemente fidanzati.

    Stefano è stato vicino a me ed alla famiglia mia e di mia moglie in varie occasioni, dimostrando un’amicizia ed una disponibilità senza pari. Me lo ricordo ancora con il camice bianco da medico specializzando passare a trovare mio nonno durante il suo ricovero, prima che una malattia fulminante avesse la meglio sulla sua tempra di energico ottantanovenne. Mi ricordo la contentezza di quel povero vecchio quando veniva a trovarlo “quel medico amico tuo”, come chiamava Stefano, il dottore che accoglieva con un sorriso le preoccupazioni di un malato terminale. Mi ha sempre colpito il tono pacato con cui il mio amico medico confortava mio nonno ed il modo con cui teneva sempre la sua mano mentre gli parlava. Quante telefonate ho fatto a Stefano per chiedergli qualche consiglio o per avere da lui un aiuto per capire la situazione, all’inizio non chiara, della salute di nonno!

    Alessandro, mio cognato, aveva una grandissima ammirazione per Stefano che era diventato ciò che la sua predilezione per le scienze, e la medicina in particolare, avrebbe voluto che fosse anche la propria professione. Me lo ricordo ancora alla mia festa di compleanno – organizzata a sorpresa da mia moglie che di lì ad una settimana avrebbe dato alla luce Luca – incontrare Stefano ed intrattenersi con lui conversando di medici e medicina: Ale dopo una laurea in agraria e vari anni spesi nella infruttuosa ricerca di lavoro aveva passato le selezioni per l’iscrizione al Corso di infermieristica della Facoltà di Medicina. Quando un anno dopo Ale si ammalò, Stefano andò spesso a trovarlo durante i suoi ricoveri in Chirurgia ed in Oncologia. Me li ricordo passeggiare insieme nel corridoio del reparto, l’uno con il camice bianco e l’altro con pigiama e vestaglia. Anche in quel drammatico periodo Stefano fu un amico prezioso: a lui feci vedere i risultati della TAC di Ale dopo il primo ciclo di chemioterapia per avere qualche delucidazione in più. Mi ricordo ancora lo sconforto che gli lessi sul volto dopo averle viste: fu vicino a noi anche nella preoccupazione.

    A lui mi rivolsi in occasione di ognuno degli innumerevoli peggioramenti delle condizioni di Ale: lui fu un amico ed un sostegno. Soffrì con noi della scomparsa di Alessandro a cui si era molto affezionato.

    Oggi, in questi ultimi minuti del 26 dicembre, penso a questo caro amico che si trova ad un bivio della sua esistenza: l’ho sentito oggi al cellulare, dopo averlo chiamato per fargli gli auguri per l’onomastico, ricorrenza che ci lega per via del nome che abbiamo in comune. Oggi è a Brescia, lontano dalla fidanzata e dalla famiglia. Lui è figlio unico ed ha lasciato soli i genitori ed i nonni materni per un impiego precario in una clinica del nord. Lui si trova bene, professionalmente parlando, ma la lontananza con la sua città di origine sta minando il rapporto con la ragazza. È difficile prendere delle decisioni che impegnino il proprio futuro soprattutto quando possano mettere in discussione quella indipendenza che si è faticosamente conquistati. Sento da Maria Chiara le preoccupazioni della sua amica, la fidanzata di Stefano. Si vedono poco, mettendosi di mezzo tra loro la lontananza ed i doveri famigliari di lui, figlio unico. Il progetto per un futuro insieme sembra sempre di più allontanarsi.

    Oggi penso a questo mio amico, e bravo medico, che si trova ad un bivio negli affetti: è stato un angelo vicino alla sofferenza di miei cari e prego affinché il suo futuro conosca l’amore di una sposa vicino a lui. Oggi, però, temo che le incognite per il domani facciano in modo che si accontenti di un lavoro precario lontano da casa con il pericolo più che concreto di trascurare le cose importanti: l’amore per la sua ragazza.

  17. Prego il Bambino Gesù, Stefano, affinchè il tuo amico Stefano possa ritornare accanto alla sua fidanzata e futura sposa, se questa è la Sua volontà!

  18. Preghiamo e quel che deve essere sarà.
    Amore e lavoro sono importanti per tutti.
    (Lavoro e amore pure)

    Le cose non accadono per caso.
    Dio sa quello che fa.
    Magari entrambi troveranno altro amore e altri sposi magari il loro rapporto ne verrà rinforzato….

    Tu soffri per il loro legame con te, Stefano, ma la cosa importante, ora, e’ il loro legame tra di loro che Dio permette sia messo alla prova e Dio sa quello che fa.
    Affidali a Lui nelle tue preghiere e non preoccuparti!
    (ti sei mai chiesto perché non si sono ancora sposati?)
    stai tranquillo.
    (e preghiamo per loro: perché capiscano cosa vogliono fare da grandi! regala a loro In coppia con Dio di Paolo Curtaz magari, potrebbe essere per loro un grande aiuto!…)

  19. Gentilissimo Paolo, per ora posso ringraziare Dio per averti messo sulla mia strada. Ti ho scoperto mettendo ordine tra i libri nella casa della mia migliore amica, nonchè moglie di mio fratello. Dopo anni di malattia, lei mi ha lasciata, è tornata a vivere altrove, accanto a Dio.
    Nella sua camera da letto, tra i suoi libri ho trovato “Gesu zero”.
    E’ stato il suo utimo dono per me. I tuoi scritti mi stanno cambiando la vita. Ho già letto altri due libri. Grazie con tutto il cuore. quest’anno davvero posso contemplare Gesù piccolino nato nel mio cuore, nel mio quotidiano spesso monotono e vorticoso, nato nei miei pensieri. Gesù è nato davvero e non più a parole. grazie

  20. E poi ci si mette anche la caldaia per il metano che dopo 15 anni a Natale è passata a miglior vita.

    E ora chi lo dice alle istituzioni che ci vuole più di uno stipendio, più di un mese di lavoro per poterne installare una nuova? (scherzo)

    Stringiamo la cinghia e ringraziamo comunque e sempre il Signore che almeno lo stipendio c’è.

    A chi può interessare questo? A nessuno! Era giusto per rimanere in tema di Natale di crisi.

  21. Scherzo naturalmente!

    Su qualsiasi cosa nasce spontanea una battuta di scherzo e la mia collega se la ride! Lavoriamo duro, ma nella pace nella gioia nell’armonia (poveri ma felici)!

    Magari i poveri gli sfrattati i senza tetto, coloro che sono stati colti da calamità naturali, coloro che abitano paesi dove ci sono la carestia la fame la guerra la siccità le malattie…….e ci sono, potessero stare come sono io adesso.

    E poi apro la finestra ed ecco il sole! (noi del sud abbiamo una canzone conosciuta in tutto il mondo: “O sole mio”)

    E sorseggio un buon caffè caldo prego con i salmi! e la Grazia di Dio è con me!

    E’ vero, non posso permettermi gran chè e la mia vita è fatta di restrizioni, ma grazie al Signore Dio nostro Padre e Figlio e Spirito Santo, non ho debiti, perchè mi accontento di ciò che ho dell’essenziale!

    E in pace mi corico e subito mi addormento!

    E penso: “chi sono i veri poveri noi o i poveri ricchi ” (quanti affanni quante preoccupazioni inutili)!

    Forse anche Gesù appena nato e già consapevole della sua morte e Risurrezione, se la rideva pensando ai poveri ricchi che abitavano nei palazzi dei re e al povero Erode che avrebbe fatto uccidere degli innocenti a causa della sua preoccupazione più grande (da infarto :-)) : era nato un Re che gli avrebbe usurpato il trono!

    1. Grazie a Dio non ne ho bisogno, ma sto facendo una cura speciale per le mie tonsille: l’acqua fredda, che dico gelida del rubinetto quando lavo i denti è davvero un toccasana; per non dire il lifting al viso con il freddo che c’è in casa.

      Casa mia è diventata un centro benessere gratuito! ah ah! 🙂 🙂

  22. Tanto per tenervi aggiornati:

    Dopo un breve scambio di opinioni con il signore che mi vende la caldaia e che molto probabilmente installerà domani, davanti a un caffè caldo (e si, noi del sud siamo patiti per il caffè), il risultato è che la gente ormai è alla ricerca di valori veri concreti senza falsi idealismi; c’è il bisogno di vivere nella semplicità nell’armonia nella pace della famigliia dove ci si può riposare dopo il tram tram quotidiano.
    Il Natale è si un Natale di crisi, ma tranquillo senza regali (in fin dei conti ormai abbiamo tutto) senza spese eccessive per il cenone per il pranzo per i vestiti………

    Coraggio amici, questo è il tempo! E’ il tempo di dire Gesù c’è è nato davvero, è Morto è anche Risorto ed è vivo e presente in mezzo a noi.

  23. Ciao maria rosaria,

    tu dici questo è il tempo! E ne sono convinta anch’io e la Parola come sempre ce ne dà conferma:

    “Figlioli, è giunta l’ultima ora. Come avete sentito dire che l’anticristo deve venire, di fatto molti anticristi sono già venuti. Da questo conosciamo che è l’ultima ora.

    Ora voi avete ricevuto l’unzione dal Santo, e tutti avete la conoscenza. Non vi ho scritto perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete e perché nessuna menzogna viene dalla verità.
    (dalla prima lettera di San Giovanni Apostolo)

    Buon 2012 a tutti a noi: Buon anno a coloro che dopo aver cercato la verità hanno incontrato Dio, Buon anno a coloro che sono alla ricerca della verità affinchè possano anche loro incontrare Dio, Buon anno a coloro che non si pongono il problema e che amano le cose della terra, l’effimero, la vanità, con l’augurio e la speranza che Dio possa piantare un piccolo seme anche nel loro cuore.

    Un abbraccio festoso nel Verbo che si è fatto Carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi.

  24. Grazie michaela, buon 2012 anche a te e a Paolo, Vera, Stefano, Laura, Jenny e a tutti quelli che se anche non nomino ci sono.

    Un abbraccio fraterno nel Padre nel Figlio nello Spirito Santo e in Maria Santissima Madre di Gesù e Madre di tutta l’umanità.

  25. Fatto, con qualche spicciolo in meno, ma in casa un pò più caldi!

    Auguri Paolo e a tutti, possa il Signore con l’ausilio di Maria Santissima e Benedetta, da oggi e per sempre benedire i nostri pensieri le nostre attività le nostre azioni!

    Un abbraccio grande a voi e a tutto il mondo!

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Article by: Paolo

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