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Pani e pesci

In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».
Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà. Mc 8,1-10

Per due volte Marco racconta lo stesso miracolo della moltiplicazione dei pani e non è una svista. I due miracoli avvengono prima e dopo la missione dei discepoli fuori dal territorio di Israele. E quella di oggi avviene ancora in territorio pagano. Ieri, ricordate?, eravamo ancora in pieno territorio delle decapoli con la guarigione del sordomuto. La ragione del raddoppio, quindi, è proprio questa: Marco, e Pietro dietro di lui, afferma che la logica della condivisione, perché è quella il vero miracolo, convincere la gente a dividere il pane!, riguarda tutti, giudei e pagani. Marco scrive probabilmente per la comunità di Roma, composta da giudei e pagani convertiti al vangelo. L’invito alla condivisione, mettendo in gioco tutto quel poco che siamo, è ormai universale, rivolto ad ogni uomo, ad ogni donna, non solo agli ebrei e nemmeno solo più rivolto ai cristiani. Mettiamo in gioco tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che siamo, perché possiamo sfamare le tante persone che oggi incontreremo. È Dio che moltiplica le nostre forze, i nostri doni, ma siamo noi a distribuirli in questa nostra giornata.

Category: Parole

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3 comments

  1. Ho trovato il commento bellissimo e stimolante. Ma non credo che sia il Vangelo di oggi o almeno altre fonti portano un Vangelo differente. Comunque grazie, come vorrei che questo messaggio fosse continuamente moltiplicato e diffuso nelle nostra chiese e diventasse la base del nostro operare. Grazie ancora.

  2. Sette.
    Completezza, Gesù completa l’opera, la replica, va oltre la realtà, chiede fiducia da parte dei suoi discepoli non tanto dalla gente, questi hanno avuto da mangiare non sapendo oggettivamente cosa fosse disponibile. Gesù dimostra come agire, dando tutto. È la verifica di questo è ciò che è rimasto, ben di più di quello che c’era in origine. È dando tutto che si ottiene di più.

    1. Lo sentiamo Gesu’ pieno di compassione, sempre. Attento e premuroso verso la folla che da tre giorni digiuna nel deserto e vicino in ogni momento ad ogni sofferente che si rivolge a Lui. Pieno
      di tenerezza , mentre i suoi discepoli non hanno capito ancora quello che il Maestro puo’ fare. Chiede solo di non guardare al proprio orticello,paurosi che condividere i nostri pani e i nostri pesci significhi perdere le nostre sicurezze. E’ la condivisione che moltiplica la grazia, i doni e tutto quello, anche se poco, riusciamo a fare per il fratello. Perche’ Dio ha bisogno anche di noi. ” Quanti pani avete” , chiede. Quanto sei disposto a dare di te stesso quando vedi che qualcuno ha bisogno di te? Grazie ,Signore perche’ ci ami di un Amore infinito. Aiutaci a capire che e’ per tutti che hai creato questa meravigliosa terra e i suoi frutti.

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Article by: Paolo

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