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Strazio

Mi ha chiesto un appuntamento via internet, sapendo che passavo nella sua città a presentare un libro.
Mi porta in un giardinetto , su una panchina, alcune nonne fanno giocare i nipoti sulle giostre. Mi ringrazia, chiede quanto tempo ha, tutto quello che vuole, rispondo; decide di raccontarmi la sua storia con calma. E’ entrato in seminario con  slancio, molti anni fa, dopo una laurea in lettere. Poi la decisione del vescovo di inserirlo nella scuola, come insegnante, e come viceparroco. Un’esperienza bella poi, un decennio fa la decisione di dargli una parrocchia ai confini della Diocesi, sulle colline. Una piccola parrocchia, seicento anime, cui se ne’è aggiunta un’altra, dopo due anni, altri trecento. Mi racconta le sue perplessità, la richiesta di lasciare la scuola. Nulla. Anzi: la cattedra è stata spezzata su tre plessi. Le giornate cominciano a diventare un delirio: sveglia alle 5 e mezza, breviario, messa dalle suorine del paese, un’ora di auto, scuola, panino, scuola, un’ora di auto, arrivo in parrocchia verso sera. Documenti, incontri, riunioni. Breviario. A mezzanotte qualcosa da scaldare al microonde. Così per un paio d’anni, con alcuni collaboratori laici che soffiano sui sensi di colpa: non sei mai in parrocchia! Cosa ci serve un prete così! Prima lamentele da bar, poi tensione crescente.

Mi sembra un tipo scrupoloso, un prete corretto, forse eccessivo nel suo zelo, ma sincero.

Sei anni fa la prima urgente richiesta al vicario: toglimi qualcosa, la scuola per essere più in parrocchia. Niente, solite cose, porta pazienza, fai quel che puoi. Sugli incarichi, però, non sentono ragioni. Il prete deve esserci, com’è possibile, che roba… Ascolto e vedo il suo volto contrarsi; la madre vedova si ammala, lui, figlio unico, aggiunge al delirio anche le notti a curarla, non può lasciarla in parrocchia da sola, e la badante non se la può permettere. Due anni a dormire tre ore per notte, E la gente che soffia sul fuoco, mi dice, ora, piangendo.    Un giorno il piccolo capetto del paese, temuto da tutti, lo affronta a muso duro: non sanno che farsene di un prete così, che trascura la parrocchia (!) per la madre malata.

Sono basito, non pensavo esistessero persone così, figuriamoci dei sè-dicenti cristiani. Continua, piangendo: tre incontri col vescovo, per dire di spostarlo, che lui non è in grado. E le risposte consuete: porta pazienza, la spina nella carne di san Paolo, prega. E lui, anima, candida, prega, rubando ancora ore al sonno. La mamma muore, infine, ma le cose non migliorano. 

Qualche genio in curia gli aggiunge un incarico diocesano. Non osa credere ai suoi occhi, quando riceve la lettera. Parla col vicario generale che lo rassicura: è solo un incarico temporaneo. Passano altri due anni, ormai è un’ombra che cammina, roso dai sensi di colpa, con la paura di fare le riunioni in parrocchia col solito capetto che sa di averlo in pugno e non passa occasione per umiliarlo.

Rodo, mentre lo ascolto: è questa la Chiesa? Dobbiamo dare un prete a comunità così? Perché?

Succede, alla fine, ovvio.

Esplode. Manda una lettera al vescovo che non ha mai capito la gravità della situazione e gli comunica, semplicemente, che smette di fare il prete a partire da una certa data. Il vescovo lo convoca. Mi confida, piangendo: mi avesse detto “resta”, vieni qui a fare le pulizie in episcopio, avrei accettato. Per anni sono andato da lui e dai suoi collaboratori: ero un codice rosso e hanno continuato a misurarmi la pressione. Il vescovo invece, indurito, si dice meravigliato dalla sua decisione e parla dello scandalo che darà. Gli ordina (!) di andarsene a vivere in un’altra città.

Sento uno strazio infinito. Quanti altri preti dovranno morire prima che le nostre comunità si convertano? Quanti, perché i nostri pastori la smettano di tappare i buchi e vedano il dolore dei loro preti?

 

(La storia che ho narrato è drammaticamente vera. Una delle tante che incontro nel mio percorso inusuale. Ovviamente ho tolto i riferimenti specifici per rispettare il sanguinante percorso di questo prete che vi affido. Ho atteso mesi per pubblicare questo post ma ora lo faccio. Non è un’accusa, ma una fra molte storie. Sogno una Chiesa diversa)

Category: Diario personale

110 comments

  1. Ho faticato a trattenere le lacrime…quanta sofferenza per miopia e durezza del cuore….e questa storia è terribilemente comune. conosco amici preti che già hanno mollato per ragioni simili e altri a cui penso ora, e che continuo ad affidare, perchè se le cose continueranno così come oggi sono, la loro storia avrà un simile epilogo!

  2. Anche io sogno una Chiesa diversa.
    Domenica scorsa abbiamo appreso la triste notizia che il nostro parroco amato andrà in un’altra parrocchia a fine estate; soltanto dopo poco più di due anni che era da noi in servizio.
    I motivi sono tanti, troppi…..lui dà l’anima per ogni persona che incontra, ma in parrocchia viene trattato “non bene”, spesso scavalcato, spesso deriso, spesso criticato….da gente che pensa di avere la verità in tasca solo per un’appartenenza a un Movimento che sta esplodendo di vocazioni sacerdotali e di esperienze che in diocesi fanno sgranare gli occhi e fanno venire l’acquolina in bocca tanto sono ben organizzate e hanno una grande messaggio di fede ……ma il parroco non appoggia questo Movimento per motivi validissimi che non sto qui a dire…..e quindi gli si taglia le gambe…..ti assicuro Paolo questo scandalizza i nostri figli, i giovani della parrocchia ( quelli svegli, non i tonti che si lasciano assorbire i cervello e per pigrizia non pensano con la loro testa, ma con la testa dei loro genitori appartenenti.)…..mentre scrivo piango di rancore e di rabbia. Perdonami, ma adesso Dio ci cihede di piangere per una situazione che è così da più di vent’anni e non accenna a cambiare. Spero solo che Dio perdoni il nostro rancore …….e porti una pace che qui in parrocchia non c’è.

    Anche io spero in una Chiesa diversa……..prego per quel prete di cui parli. Benedetta storia di sofferenza. Sono convinta che sia più santo lui rispetto a tutti quei preti che pensano di portare Cristo e inculcano nel cervello dei fedeli idee loro, parziali e piccole.

    1. Carissima Teresa comprendo il tuo dolore e leggendo tra le righe della tua testimonianza capisco di vivere anche io la tua medesima situazione.
      Ho lasciato la “mia” Comunità lo scorso Natale proprio per questa verità che gli appartenenti al Movimento pensano di avere in tasca…
      Un grande dolore che porto nel cuore dopo anni passati a “vivere” il Vangelo assieme a sacerdoti ordinari ma proprio per questo straordinari.
      E proprio per queste “vere” vocazioni continuo a pregare il Signore perchè voglio continuare a credere in una Chiesa di Amore, Fede e Verità.

      1. Ciao Silvia, vedo solo ora il tuo post. Mi rattrista la tua storia perchè sei una tra le tante vittima di un sistema più grande di te. Hai avuto coraggio a fare la tua scelta. Se non ti dispiace mi piacerebbe scambiare due chiacchiere telemartiche attraverso la mail.
        Se ti va contattami attraverso Paolo.
        Teresa

        1. Ciao Teresa, volentieri scambio la mia esperienza con te attraverso uno scambio di mail anche se credo che i km che ci separano siano davvero pochi… molto pochi! Non sono molto pratica di questo blog che leggo scpesso ma su cui nin ho mai scritto e dunque ti chiedo come devo procedere per mettermi in contatto con te.
          Grazie e un abbraccio
          Silvia

  3. Non sono tanto per il sentimentalismo. Io sogno una Chiesa fatta proprio di fratelli come quelli che ci racconta Paolo, che nonostante le istituzioni, i movimenti, le associazioni, la sedicente fede di questo cattolicesimo ‘ateo’ (cercate l’interessante articolo di garelli sull’ateismo debole di qualche giono fa), continua a restare nella Chiesa, continua ad essere fedele a Cristo, continua a essere convinto che noi siamo qui per realizzare il Regno. Continuo a credere che il mio posto è quello del fermaporte, per far si che le porte della mia Chiesa non siano mai chiuse, a chi preso da un barlume di luce cerca Cristo. Non cerco una altra Chiesa , sto nella mia Chiesa, ed esempi come quello che ci hai raccontato mi convincono che si può fare ancora di più di quello che già faccio. Grazie!

  4. Pure io sogno una Chiesa diversa, il mio parroco ha da fare, ma x le S. Messe luglio e agosto c’è un sacerdote ausiliario che lo aiuta. Preghiamo x i sacerdoti, vengano aiutati da volontari della Chiesa.

  5. Grazie Paolo.
    Io a volte li vedo i sacerdoti stanchi e da soli, non fisicamente.
    Soli dentro.
    Mi dispiace.
    Noi laici ci siamo, ma credo ci sia una solitudine dove non si arriva con nessuno … e vale per tutti.
    Certo il vescovo poteva essere un po’ paterno!

  6. Le due facce della nostra chiesa: il prete consumato dal dono di sè e dall’incomprensione e il vescovo e la comunità di dura cervice che proprio rifiutano di capire. Non voglio giudicare, ma so che è un problema molto diffuso. E’ proprio un brutto momento per la nostra civiltà, sia per i laici che per il clero.
    Preghiamo insieme per entrambi, ma soprattutto per noi stessi, perchè lo Spirito soffi forte e ci spinga tutti (o almeno la maggioranza) a diventare testimoni autentici del Vangelo.
    Non so cosa si possa fare concretamente, se ci sono suggerimenti sono sempre bene accetti.

  7. A tutti; nell’altro post non sono stata precisa, il nostro parroco ha una sola parrocchia, ha la mamma, ma a dire il vero non è mai in canonica, dopo 2 anni ha messo il numero di cell. sulla bacheca fuori dalla chiesa. Se vede un numero che non conosce, non sempre risponde, ha una fretta di celebrare la S. Messa x andare non si sa dove, va dagli anziani che piace a lui, non da tutti, basta così divento troppo lunga…….preghiamo x le vocazioni sacerdotali……senza afaticare altri sacerdoti……….Pace e Bene

  8. Manda, O Signore, numerose e soprattutto SANTE Vocazioni alla Tua Chiesa!
    Manda, O Signore, numerosi e soprattutto SANTI Sacerdoti alla Tua Chiesa!

  9. “Santa Maria, donna del riposo, vogliamo pregarti per coloro che annunciano il vangelo. Qualche volta li vediamo stanchi e sfiduciati, e sembrano dire come san Pietro: Abbiamo faticato tutta la notte, ma non abbiamo preso nulla. Ebbene, fermali quando la generosità pastorale li porta a trascurare la loro stessa persona. Richiamali al dovere del riposo. Allontanali dalla frenesia dell’azione. Aiutali a dormire tranquilli. Non indurli alla tentazione di ridurre le quote minime di sonno, neppure per la causa del regno. Perché lo strss apostolico non è un incenso gradito al cospetto di Dio.
    Pertanto, quando nel breviario recitano iol salmo 126, mettiti a cantarlo con loro, e calca la voce sui versetti in cui si dice che è inutile alzarsi di buon mattino o andare tardi a riposarsi la sera, perché “ai suoi amici il Signore dà il pane del sonno”. Capiranno bene, allora, che tu non li esorti al disimpegno, ma a rimettere tutto nelle mani di Colui che dà fecondità al lvoro degli uomini”.
    Don Tonino Bello

    Paolo, nella Parola di domenica scorsa, solennità di S. Giovanni Battista,
    ci invitava ad accorgerci dei Profeti di oggi…. Don Tonino è stata la voce profetica che Dio ha mandato tra noi oggi, io lo amo molto e leggere i suoi libri mi è di grande stimolo per una fede solida e incarnata nell’umile quotidiano….

  10. Chiedo scusa se nell’ultima parte manca il punto dopo Bello e poi inizia un nuovo capoverso … spero si capisca.. Qualcosa non ha funzionato nella trasmissione perché quando ho scritto le cose erano a posto….

  11. Due miei cari amici preti hanno deciso di mollare per sfinimento, per incomprensione, per solitudine e tante difficoltà con parroci anziani di fuori e vecchi di dentro, disillusi e amari, che non li hanno mai incoraggiati, ma solo oberati di impegni dei quali potevano finalmente liberarsi. E’ stata una scelta tanto sofferta, tanto…che li ha lasciati sfasati e decisamente stravolti per un periodo piuttosto lungo. Ora uno dei due, dopo anni di lavoro sottopagato (non è facile mantenersi senza un titolo di studio specifico o delle competenze spendibili….) , è riuscito a riciclarsi nel Commercio Equo e a ritrovare una dimensione di vita e di impegno che gli dà soddisfazione e che lui vive con grande coinvolgimento. Mi pare sereno, le ferite più grosse si sono rimarginate.
    Anche io sogno una chiesa diversa, una chiesa che abbracci chi la ama.

  12. – Da Matteo 17: Signore, com’è bello stare qui!” esclamò Pietro! Se vuoi, facciamo tre tende, una per te, una per Mosè ed una per Elia.”

    – Da Luca 17: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare.

    Mi dispiace, ma non sono molto d’accordo su alcuni punti, perchè è bello stare sul Tabor, ma quando si tratta di scendere e di essere servi inutili non va più bene e…….abbandoniamo tutto e tutti.
    Bellissima situazione di comodo……!
    Non conosco Santi che hanno vissuto una vita ricca, comoda e felice! No, è nella tribolazione, nel dolore, nella fatica, nella notte dello spirito che sono diventati Santi!
    Maria non ha detto: “Scusa Dio, se devi nascere da me, voglio che ciò avvenga nelle agiatezze di una reggia con centinaia di servitori!” No, è per il suo “Eccomi, sono la Serva del Signore” che è divenuta la Madre di Dio e che ora vive accanto al Suo Figlio nella gloria degli Angeli e dei Santi!
    Gesù stesso, pur essendo Figlio di Dio, non ha preteso una corona e uno scettro, anche se Dio, gli ha voluto donare lo stesso una corona, ma di spine, e una Croce per scettro! No, è per il suo Fiat che ora vive nella Gloria alla destra del Padre!
    Una madre, non può decidere di lasciare tutto e rifarsi una vita se il suo bambino piange di notte senza lasciarla dormire neppure un’ora!
    Suvvia, siamo seri! In qualsiasi campo, quando si dice Si, non ci si può permettere di voltarsi indietro…….!
    E come qualcuno ha detto: “Tranquilli, il regno di Dio avanza, lavori in corso, scusate il disagio”. Sì amici, il metro di misura delle nostre comunità non è l’efficienza ma l’amore, non il profitto – fosse anche spirituale – ma la gioia data dal saperci amati……….!

    1. Tutto giusto Michaela!
      Ma non facciamo che siamo noi a martirizzare e a far diventare santi i nostri poveri preti!!!
      Spesso siamo spietati tra di noi, e nei loro confronti anche di più…pretendiamo da loro la santità, la coerenza, e li giudichiamo-
      Mi è rimasta nel cuore una frase del papa:
      “… la Chiesa, comunità visibile della sua misericordia, permane in Lui come segno della riconciliazione definitiva con il Padre.”
      Misericordia! La Chiesa (quindi anche noi!) dovrebbe essere fondata sulla Sua misericordia… ma spesso ce ne dimentichiamo.

  13. La chiesa, la societa’, l’obbedienza, l’organizzazione dei rapporti fra le persone e le istituzioni e la burocrazia… noi e il sabato, o il sabato… e solo dopo noi?
    +++
    Scusatemi! Mi viene una gran voglia di dire che vorrei sentire la storia raccontata dal punto di vista del vescovo, del bar, del cosiddetto capetto del paese. E mi domando perche’ mai questo dovrebbe averlo avuto in pugno e perche’ mai lui avrebbe dovuto accettare anche solo di sentirsi tenere in pugno da qualcuno! … ? Quali logiche evangeliche stanno sotto a tutta questa situazione assurda?
    +++
    Capisco, la gente a volte sa essere crudele e cattiva, ma segue delle logiche tutte sue!: ecco, mi piacerebbe conoscerle per capire cosa non ha funzionato nei meccanismi di comunicazione tra queste persone: siamo sicuri che il disagio insostenibile per il carico di lavoro eccessivo sia stato espresso correttamente dal prete? Il messaggio e’ stato realmente capito? La gente era a conoscenza, e bene, delle difficili situazioni in cui viveva il nostro prete? …
    Mi sembra strano… una mamma malata, una situazione del genere… suscita sempre qualche compassione in qualcuno… eppure… comunque… penso poi che in fondo al nostro amico e’ anche andata bene!
    +++
    Si, gli e’ persino andata bene a questo parroco di non trovare una sola persona che lo aiutasse, che si interessasse di lui, magari di sesso femminile, magari che si innamorasse di lui e lui di lei e che nascesse davvero altro scandalo.
    (E altri racconti da bar e altri ricatti da capetti.)
    Perche’ poi… nel deserto delle emozioni nel duro lavoro continuo senza nessuna spalla casa amica o Marte o Marie e Lazzari presso cui riposare… (senza Gesu’ vero da cui farsi abbracciare… ) a volte si rischia che questo innamoramento per una vita diversa e un focolare diverso, davvero accada, anche per inerzia e non solo per amore improvviso e travolgente…
    +++
    Ma che gente e’ questa che pretende e che ordina… (la comunita’ parrocchiale il vescovo) e decide delle vite degli altri… e che persona e’ questo prete che si lascia comandare e obbedisce anche quando non e’ piu’ tenuto a farlo? Perche’ infine deve andare in un’altra citta’ se non ne ha voglia?
    Se la sua vita ‘e li?…
    Non capisco. E’ davvero tenuto ad obbedire ancora?! E non solo c’e’ da dire: dobbiamo dare comunita’ come queste ai nostri preti…. ma io chiedo alla chiesa gerarchia: che tipo di preti diamo alle comunita’? +++
    Che guide diamo alla comunita’? come li formiamo e attrezziamo per il compito spesso solitario e difficile che dovranno svolgere aggrappati a Gesu’, vivendo solo di Lui?
    Un tempo il prete era ritenuto, anche nell’immaginario collettivo, una persona saggia a cui potersi rivolgere anche per consigli, per indicazioni, per aiuto nel discernimento, nelle decisioni da prendere… si pensava che fosse una persona equilibrata e capace, ad un livello di conoscenza di se’ e della natura umana e delle pulsioni e della psicologia e delle cose spirituali un pochino piu’ in su della media degli uomini … un tempo!…
    Oggi anche i nostri preti sembrano appiattiti nel mediocre livellamento della societa’ che rende tutti piu’ fragili piu’ deboli, meno capaci di resistere alle tentazioni alle delusioni alle notti e alla fatica del combattimento della vita. Meno capaci di portare croci e storie personali. … e se non lo fanno loro per primi… chi mostra la strada a chi?…
    amici chiesa, convertiamoci tutti, e siamo infine luce di carita’ tutti. Per favore!
    …..
    Un’ultima osservazione: che c’e’ di diverso nella vita di questo prete, affannata, di corsa, inseguendo panini e orari e sonno mancato e cura della propria famiglia, rispetto a quella di una donna che lavora che corre con l’orologio in mano spesso senza panini per se’… (non c’e’ tempo…) e le sue ore di cura e fatica (e il suo sonno sempre vuoto…). O rispetto a quella di un altro uomo che corre coi minuti contati e il lavoro le tensioni e la famiglia… tutti loro tentano di portare a frutto carismi e vocazioni coi loro pesi e coi loro problemi! Certo!!!…
    …….
    Insomma dove e’ la Preghiera dove il Vangelo dove la Novita’ di cio’ che siamo chiamati a vivere e testimoniare? … Dove il primato di Dio nella nostra vita? quali le nostre vere priorita’?
    …….
    Ognuno ha le sue responsabilita’: ma quando e’ che esse smettono di diventare obblighi da portare a termine per forza col sangue e il sudore… e diventano giogo leggero? ….
    Richiamando il prete alla spina di San Paolo il vescovo gli imponeva una santita’ irraggiungibile, a cui forse il nostro non era pronto, un obbligo che lo ha infine stroncato.
    E la santita’, imposta, che frutti puo’ dare?…
    Si diventa santi o si esplode. Non ci sono vie di mezzo. (O forse si fa esplodere qualcun altro!…)
    Ma mentre il prete e’ potuto uscire dalla sua situazione di disagio, e difficile… mi viene semplicemente e umilmente da dire che molte altre persone, che corrono pure loro giorno e notte, a curare tutti meno che se stessi… non hanno modo di uscire da situazioni altrettanto difficili di fatica di sconforto di disagio di notti in bianco di duro e duro lavoro per se’ e per i propri cari, e magari anche queste hanno accanto il loro capetto che tiranneggia…
    …..
    Ecco, sto semplicemente tentando di dire che la chiesa ha molti problemi certo! (di organizzazione e di gerarchia e di formazione dei suoi stessi preti) problemi che in parte sono comuni all’epoca e alla societa’ in cui tutti viviamo e a cui tutti dobbiamo un pesante tributo di tempo stress energia fatica quotidiana. L’unico modo per venirne fuori per noi cristiani e’ vivere davvero di vangelo, convertirci. ….
    E in particolare in un ambiente come quello del nostro prete, cattolico, religioso, si sarebbe di sicuro potuta trovare una strada piu’ coraggiosa e creativa da parte di tutti per venirne fuori.
    Ne sono convinta: come in tutte le situazioni, e come sempre!, parlare onestamente riconoscendo e identificando i problemi e dando loro un nome condiviso aiuta a comprendersi, sempre che ci si muova entro gli stessi orizzonti! E in questo caso mi sembra che gli orizzonti fossero gli stessi… o non lo erano?!
    Comunque abbiamo bisogno di preti santi PRIMA che di preti che insegnino religione (o altro) a scuola.
    Abbiamo bisogno di parrocchie dove la carita’ sia davvero visibile e sperimentabile.
    E un bisogno matto e disperato di verita’ e di coraggio per dirla, (come san Giovanni che abbiamo appena festeggiato e che e’ morto – testa tagliata – per averla detta), e di conversione. Tutti.

    1. Senz’altro il punto di vista del vescovo non c’è, ma Vera, non sappiamo nemmeno noi, tutto.
      Volevo solo dire che non siamo tutti uguali.
      Tu hai ragione nel dire che tutti siamo tirati ecc …ma non tutti abbiamo la stessa forza, la stessa resistenza fisica… e un po’ di umanità non guasta su
      di noi. La sofferenza di questo fratello è indubbia.
      Non mi permetto altro.

  14. A Teresa voglio dire che e’ ora di pensare e creare la pace. E’ ora di smettere (da parte di tutti!) con l’ ostacolare i movimenti e le realta’ della chiesa che non ci piacciono!!! e per i piu’ santi motivi! E’ ora di smettere di dividerci ancora tra noi… ————————————————————————————————————-Di portare lei, da domani, pace in paese e in parrocchia. Sostenuta dalla nostra preghiera… e a tutti chiedo di pregare per la loro pace e comunione!
    Ci sono persone che trovano utili e comode le piu’ varie esperienze di fede, che trovano grazie ad esse il loro percorso! E’ cosi! Rendiamocene conto! Non passiamo tutti attraverso il catechismo e l’Azione Cattolica! Non arriviamo tutti alla fede attraverso lo stesso percorso! I cammini e le decisioni dello Spirito che agisce e vuole agire sono vari e diversi… ci sono delle cose che io stessa, lo so, non farei mai, che non mi interessano, ma se Dio parla li’ per altri?! Che cosa posso e devo “opporre” io?
    Se il suo parroco assumesse, anche lui, lui per primo, un atteggiamento, mi permetto di dire e me ne scuso gia’ fin d’ora se turbo qualcuno, piu’ cristiano, di sicuro potrebbero venire meno le tensioni, le fazioni e i problemi… l’altro, il movimento a cui accenna, qualunque esso sia… se e’ nella chiesa, se e’ nello Spirito… bisogna capire e accettare che nulla potra’ fermarlo! nemmeno l’opposizione del parroco-paladino che crea solo ulteriore scompiglio e divisioni! Se non viene da Dio tutto si rovina de se’…
    Allora: se questi uomini vengono da Dio, lasciamoli fare! altrimenti moriranno da soli, e in fondo, se qualcosa di buono fanno, e lo si vede dai loro frutti cio’ che essi fanno… perche’ non lasciargliela fare? e perche’ non imparare tutti a COLLABORARE? Per il bene comune? brutto vizio italiano nelle aziende nei posti di lavoro pubblici o privati e persino nelle parrocchie!! No, per favore! nelle parrocchie impariamo a ragionare diversamente, usando meglio il vangelo! e umilmente, la prospettiva di Dio… perche’
    una cosa fatta “bene” E’ “bene” per tutti!!!
    Nella comunione dei santi! Quando ce lo metteremo in testa?
    Unire non dividere. In Cristo, se siamo tutti suoi.

    1. Come spesso mi capita, sono molto d’accordo con te Vera. Con due figli ed un terzo in arrivo, senza suoceri, un lavoro esigente, altrochè se mi sento tirato….

      Ciò non toglie che esistono situazioni difficili, e anche io credo che il carico di lavoro dei preti sia eccessivo, soprattutto quello non legato alla funzione di sostegno spirituale.
      Dobbiamo però smetterla di dividerci, e imparare a correggere fraternamente se vogliamo essere degni di chiamarci Cristiani.

  15. E se il tuo prete lavora in parrocchia come un impiegato non ti va bene, e se fa tanta carita’ non ti va bene, e se ha troppi impegni non ti va bene se ne ha pochi e’ uno scanzafatiche, se si dedica ai vecchietti non ha tempo per i giovani, se pensa solo ai giovani non puo’ pensare ai vecchietti ed e’ un insensibile, e se si occupa dei barboni che schifo! per non parlare degli zinagarelli o degli handicappati!!!

    E’ vero che il SIGNORE ha promesso la croce a chi lo segue ma ogni tanto Signo’ non puoi dare un po’ di ultravitamine a questi tuoi poveri amici?

    Dalle mie parti speri sempre che il parroco di turno prima o poi se ne vada perche’ speri che quello che verra’ sia migliore e ti accorgi che invece quello che c’era era piu’ che bravo ma te ne accorgi sempre alla fine…
    La mia parrocchia (per fortuna o per sfortuna) e’ una grande palestra per molti preti … abbiamo due vice parroci e almeno 5 pretini che gironzolano tra fine studi e dottorati vari … siamo richissimi ad averne cosi’ tanti … ma ci lamentiamo che le cose non vanno comunque (INGRATI!!!)
    preghero’ vivamente lo Spirito di intervenire presto per questo nostro fratello … ora lo porto nel cuore …

  16. Sempre per Vera, ma per noi tutti …
    Ciò che dice Teresa è meno di quello che succede in realtà …
    E’ una cosa seria, molto seria.
    Per cui bisogna pregare insieme.
    Grazie

  17. A me piace il blog di Paolo perché è vissuto …
    poco intellettuale nel senso peggiore del termine, ovvio.
    Ci si trova la vita, a differenza di altri blog.
    Quindi sempre grazie!

  18. Ho sempre pensato che la chiesa è fatta di uomini, con le loro fragilità e debolezze.Ed è per questo che la amo e, 2000 anni di storia pregressa lo dimostrano come dimostano altresì che a capo di essa c’è Lui.
    Abbraccerei questo sacerdote che passa un periodo brutto di incomprensione con il suo superiore Vescovo che addirittura immagino tutt’altro che caritatevole, gli consiglierei di prendersi un periodo di meritato riposo per ritrovare di nuovo forza e passione per la persona di Cristo che fin da giovane lo ha voluto con sè e, una volta ritrovato sè stesso allora potrà mandare a stendere il capetto e tutte quelle persone che lo opprimono…solo così potrà tornare a irradiare Gesù che è la Gioia di ogni cristiano.Coraggio fratello, ti voglio bene e pregherò per te.

  19. E’ la conferma di quello che penso da un po’ di tempo. Alla Chiesa va tagliata la testa (troppi poteri e insensibilità), perchè le gambe e le braccia sono buone!!!
    Non si può far nulla (rispettando la privacy) per questa storia?

  20. ” Mi sento solidale con quel sacerdote!Come sono solidale con tutti gli altri sacerdoti che ho conosciuto nel mio cammino spirituale nel Rinnovamento nello Spirito!Ne ho conosciuti tanti,che di fronte alle mille difficoltà umane,fisiche,psicologiche( pensate solo al carico umano/psicologico che sopportano nella S.Confessione!Ancora ricordo il mio parroco,uscire dal confessionale stanco e spaurito dopo ore passate a confessare!)finanziarie,ad un certo punto,han mollato tutto per stanchezza e stress!Sono solidale con Vera,e condivido il suo pensiero,è ora di smettere con le liti per schiocchezze,è ora di smetterla con i settarismi tra i vari gruppi post conciliari nati dal soffio dello Spirito Santo,è ora di smetterla di metterci etichette:” io sono neocatecumenale.”,” Io sono del R.n.S.”, “io sono del movimento dei Focolari”,e via dicendo,dobbiamo capire che siamo tutti di Dio,da Lui abbiamo avuto il dono della Vita,ed alla nostra ora,ritorneremo a Lui,tutti quanti!Dobbiamo capire che la Chiesa siamo noi,e per questo dobbiamo fare unità ed aiutare il più possibile i nostri sacerdoti,non dobbiamo lasciarli soli,perchè gia per la loro Vocazione sono soli,ed hanno solo l’appoggio in Dio,nella loro fede che è messa in continuazione a dura prova in ogni modo,con qualsiasi tentazione,hanno bisogno delle nostre preghiere,della nostra semplice e pura amicizia,cerchiamo di portare pace,di aiutarci,e se la debolezza loro,li porta a pensare di mollare tutto,noi come cristiani,dobbiamo usare la loro debolezza e la nostra,per farla divenire forza,sostegno,coraggio,formando una cordata dove se uno cade,ci sono altri 10 che lo sostengono e lo aiutano a ritirarsi in piedi,forse è solo un sogno,il mio,ma se leggiamo la storia delle prime comunità nate dopo la Pentecoste,era così che vivevano!Mi auguro che avvenga una Nuova Pentecoste,che finalmente liberi tutti noi e la Chiesa stessa,da tutte le pastoie che ora la frenano in tante sue manifestazioni!Riconvertiamoci tutti!
    Grazie,e chiedo venia per aver rubato qualche minuto per leggere questo semplice commento a Voi tutti.Vi auguro una dolce serata in gioia e letizia!
    Rossana

  21. Approfitto dell’intervallo della partita Italia-Germania per dire la mia. Rimango allibita a una simile storia, ma non mi meraviglio, in quanto da anni agli incontri regionali per le vocazioni vado ripetendo che i preti giovani vengono troppo caricati di lavoro, troppi impegni contemporaneamente e alla fine scoppiano e lasciano, come è accaduto anche qui in Valle…Ma dove è andata a finire l’umanità di chi sta a capo? E dov’è la collaborazione dei parrocchiani??? Anche nella mia parrocchia quasi si scoppia, ma per fortuna ci sono circa 250 volontari, che si fanno in quattro per aiutare preti e anche noi suore e lasciarci così lo spazio per respirare e anche per pregare…e i nostri due preti fanno bene a prendersi le loro giornate di relax ogni tanto e a scomparire, nonostante qualche critica…altrimenti, impossibile resistere e….ricordi Paolo?…era la tua frase ricorrente..”un prete (o una suora) stressato, stressa gli altri…”. Sono veramente addolorato per questo giovane e pregherò per lui, ma noi comunità parrocchiali vogliamo convertirci o no???

    1. Gentile sorella Nerina
      mi ha toccato la storia ma non lo nego anche il suo commento . La mia esperienza è diversa : ho deciso di abbandonare il consiglio pastorale , la redazione del notiziario in segno di protesta in quanto i nostri due sacerdoti fanno tutto. Per esperienza professionale non credo ai tuttologi soprattutto se sacerdoti i quali dovrebbero dedicarsi agli ammalati a consigliare e dirigirere le anime e non a scegliere vernici per i pavimenti , fare i capiredattore dei notiziari , gli architetti e i direttori di scuole per l’infanzia. La mia conclusione è : quando si decideranno i sacerdoti a svolgere pienamente la loro missione abbandonando il secolo ?

      1. Caro Mario, solo ora trovo il tempo per risponderti. Capisco benissimo la situazione in cui ti trovi e sono pienamente d’accordo con te nel dire che i preti dovrebbero pensare a fare quanto compete a un prete e non tutto… per fortuna, io non ne ho conosciuto di preti simili, ma ho sempre trovato comunità parrocchiali che non lasciavano il prete da solo, ma collaboravano in tante cose. Certo, se c’è un parroco come il tuo, che vuol fare tutto lui, è difficile dare una mano, ma secondo me dovevi perseverare nei tuoi importanti impegni pastorali, perchè, lasciando tutto per protesta, dai ancora più potere a lui. Certo, alla fine è il parroco che decide, ma un suggerimento lo si può dare in Consiglio pastorale e così la redazione del Notiziario non andava abbandonata. Magari ci sarà da sopportare, da soffrire, ma se ti ritiri, cade tutto…Spero tu possa tornare a prestare il tuo prezioso servizio! Auguri!

  22. Hai ragione suor Nerina, il nostro parroco ha una sola parrocchia, fuori stagione siamo meno di mille abitanti,d’inverno e d’estate ce ne saranno 5 o 6 mila. però c’è un sacerdote che lo aiuta. Invece in valle di non un Decano ha 8 parrocchie con preti collaboratori, tutti sopra i 75 anni. Pace e Bene a tutti.

  23. Il lupo (tutto) cattivo da una parte e l’agnello (tutto) buono dall’altra esistono solo nelle favole. E noi amici, come sappiamo, non inseguiamo le favole! … ma parliamo di persone, esseri umanissimi di carne e di sangue, che faticosamente, lupi e agnelli tutti… grazie allo Spirito si incontrano in una terra di mezzo, dove possono e tentano di capirsi, venirsi incontro, lavorare insieme per il Regno, la terra di mezzo del compromesso, del sacrificio, della santita’. Un luogo di comunione faticosa a volte e dolorosa. Per tutti. Un luogo croce.
    Comunque, credo che la Chiesa Gerarchia debba interrogarsi sul serio se esistono davvero vescovi come questo e preti come questo nella STESSA storia! Persone che neppure in Cristo sono riuscite a capirsi! +++ Certo che non sappiamo tutto cio’ che e’ accaduto veramente e forse ormai non e’ necessario parlarne ancora da parte nostra… e a che servirebbe?! Ma vi e’ mai capitato di sentire i racconti di un bambino a proposito di un litigio, di un disaccordo, di una discussione con un coetaneo?: e’ quasi sempre colpa dell’altro, il bambino che racconta non ha responsabilita’: quasi mai! tranne poi a volergli chiedere e domandare e indagare piu’ a fondo… e si scopre che forse si’… qualche suo atteggiamento diverso e qualcosa sarebbe potuta andare diversamente…. +++ Ecco, nessuno ci chiede di agire da superman, mai!, ma da discepoli, si’, sempre, e il nostro primo compito e dovere verso noi stessi e’ sapere fin dove possiamo arrivare e cosa siamo disposti ancora a fare per chi chiede senza riserve e insiste e ottiene semplicemente perche’ non sappiamo dire – evangelicamente – di no! … perche’ noi non ci “ribelliamo” secondo “giustizia” e per tempo! Una situazione cosi’ sembra compromessa ormai… ed io ho come l’impressione che la cosa che piu’ di tutte sia venuta a mancare sia stata anche la forza derivante dalla propria vocazione profonda e vera. per tutti gli attori della storia.
    Fabio hai ragione a dire che le situazioni difficili esistono, certo, eccome!, il vescovo magari potrebbe dirci cosa fa pure lui ogni giorno!, e chissa’ che brutta vita conduce la comunita’ …. se non ha altro di meglio da fare che criticare il proprio pastore influenzata da un capetto (?) … chissa’!… ma se non esiste una vera comunita’ intorno ai nostri preti, se non c’e’ nessuno che li aiuti, che li sostenga; se la sera della Festa dopo la Messa si ritrovano soli… con la mamma ammalata da curare di notte… in una situazione come questa insomma… se non hanno la Santita’ come unica aspettativa di vita, cosa possono fare?! +++
    Ma io chiedo a tutti voi amici, di me lo so, nel caos delle nostre vite, cos’e’ che vi da’ l’energia e la forza di affrontare le vostre giornate pesanti e difficili? … dove trovate la forza anche fisica, per esserci quando tutti vi chiedono di esserci? non rispondete, voi lo sapete per voi, come io lo so per me! Ecco: e’ da li’ che dobbiamo partire, se i rubinetti dell’energia sono spenti, se siamo lontani dalla sorgente di ogni forza, allora ogni cosa diventa un insostenibile fardello. Ogni cosa.————————————————————-
    Stare sempre in mezzo alla corrente-acqua-di-vita… questo occorrerebbe fare!, nel mare, con le vele sempre ben orientate, ma spesso non ci riusciamo, e allora, nel momento della crisi, del bisogno, della bonaccia spirituale e della fatica insopportabile, bisognerebbe trovare una comunita’ che soffi verso di noi con la sua preghiera e diriga lo Spirito verso di noi accucciati e tristi in fondo alla barca bucherellata e stanca della nostra vita….
    e ci porti verso quel luogo di incontro comunicazione e comunione e croce soave e gloriosa, che qui purtroppo e’ venuto a mancare.
    E credo infine che l’unica cosa saggia da fare sia interrogarci sui meccanismi, anche psicologici, che si mettono in moto in situazioni simili. Per non sbagliare ancora. E se nelle nostre parrocchie ci accorgiamo che qualcosa non va… allora diamo una mano prima di parlare! E poi magari parliamo, ma con umile carita’.

  24. non ho parole,e poi ci lamentiamo che non ci sono vocazioni-come mamma mando un abbraccio grandissimo a questo giovane sacerdote ,e noi cattolici che frequentiamo la chiesa dovremmo solo vergognarci .Mi rivolgo a Paolo Curtaz:Aiutatelo!Preghero’ per lui- I vescovi dove vivono?su Marte.E’ giusto pubblicare queste storie cosi’ ci facciamo un esame di coscienza-

  25. Responsorio Breve
    R. Hanno dato la vita * per il Signore Gesù.
    Hanno dato la vita per il Signore Gesù.
    V. Erano lieti di essere insultati
    per il Signore Gesù.
    Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
    Hanno dato la vita per il Signore Gesù.

    Auguri Paolo!

    Sempre in Cristro Gesù nostro Signore, federica.

  26. Il mio buongiorno, unito ad un augurio di felice onomastico,
    La storia da te raccontata,mi ha portato alla mente quella del curato d’Ars,Giovanni Maria Vianney,che mentre la leggevo provavo una pena infinita per quel sant’uomo, ma ancor di più una rabbia profonda, in chi lo aveva relegato in una realtà così disumana, e che nelle visite gli alti prelati ben pasciuti,che pur vedendo la sua realtà da non sopravvivenza, se ne tornavono nelle loro sedi dorate e osannati da un popolo inconsapevole.Il nostro personaggio, che te descrivi, così bene, tanto da farcelo vedere nel suo “strazio”.Per grazia di Dio, vive in un tempo di più consapevolezza anche umana, anche se secondo me, ha pazientato più di quanto gli era dovuto.
    Ricordo in una settimana di ritiro spirituale, il sacerdote che la conduceva tra l’altro, parlando dei comportamenti dei cristiani,diceva: prima di interpellare la Parola, c’è da domandarsi a livello umano se certi comportamenti o scelte fossero concepibili in quanto persona, perchè anche nella fede c’è una razionalità da non sottovalutare, dopo di che, cercare conferme evangeliche, e non da dogmi o pretese del magistero, che a volte sono lontane mille miglia, da quelle Cristocentriche, che appartengono a tutta la chiesa.

  27. Carissimo Paolo, ci conosciamo già per un breve scambio di battute. Sono il vedovo risposato con una divorziata, che la mia chiesa ha esautorato dagli incarichi di parrocchia. Ho letto. E non posso che condivedere lo strazio, ma anche ripetere che i laici di oggi, sono i bambinin di ieri che voi preti avete cresciuto. Li avete curati, “ammaestrati”, pascolati, ma non li avete aiutati a diventare cristiani “adulti” nella fede. Non avete valorizzato il loro essere, in Cristo, sacerdoti, re e profeti. Li avete lasciati nell’agolo oscuro dell’obbedienza cieca, senza consapevolezza e autonomia. Questi laici! Un giorno un sacerdote che consideravo amico, alle mie pacifiche e costruttive critiche, sul modo di fare pastorale, rispose: “Io non so che farmene di laici saccenti come te! Ecco cosa siamo in alcuni casi! Ma se è così, allora chiudete le scuole di teologie ai laici. Non permettete loro di imparare…rischiano di diventare in alcuni casi laici saccenti! Lasciateli nell’ignoranza come quelli di quel paesino di quel povero prete, ma poi non lamentatevi! Con affetto e stima, Gabriel Salvo Macaluso

  28. **NOTA TECNICA**
    Ciao a tutti,
    le pagine sono state impostate in modo tale che possano visualizzare fino a 40 commenti (il numero che si legge ad inizio pagina comprende anche le risposte ai commenti) poi dopo tale numero compare a fine pagina il link “Vecchi Commenti” cliccando il quale è possibile leggere anche gli altri.
    Un caro saluto nel Signore a tutti!

      1. Ciao Barth.
        La pagina dell’articolo può contenere fino a 40 commenti reali, ovvero senza contare la loro nidificazione. Il numero che c’è a inizio pagina è comprensivo delle risposte singole ai vari singoli commenti (come questo che sto scrivendo adesso e come hai fatto tu). Pertanto per ogni post c’è spazio a disposizione per 40 commenti reali più 5 commenti nidificati a disposizione per ciascun singolo commento. In questo caso, per ora, siamo a quota 32 commenti reali più le varie nidificazioni e si trovano tutti qui 🙂 non servono altre pagine, è per questo che non compare il link.

      2. ciao Barth, ma adesso comunque li vedi tutti insieme i commenti, vero?! 😉 comunque il link arrivera’ presto, quando supereremo i 40 commenti! … ora vai a leggere i moltissimi altri Post dove abbiamo superato i 40 commenti e vedrai il link di cui parliamo! buona giornata.

  29. Lo metto anche qui: buon onomastico Paolo! 🙂
    E aggiungo che se uno chiede aiuto …
    come questo don, vuol dire che ne ha bisogno.

  30. Grazie Fabiana perchè hai capito bene la “mia” storia.
    Grazie Vera perchè credo che tu abbia ragione : non è realistico pensare che il lupo cattivo è tutto da una parte e l’agnellino buono dall’altra. Agnello e lupo però sono persone in carne ed ossa e soffrono …tanto, qiundi vi chiedo di pregare per loro al di là di tutti gli errori commessi, affermazioni eccessive, scelte sbagliate. Se guardate il volto di questi sacerdoti vi accorgete della reale solitudine profonda: abbiamo il dovere morale di sostenerli…..devono sentirci vicini……

  31. ‎”Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo.”
    AUGURI PAOLO!
    e auguri a tutti i Paolo i Pietro e agli altri … per tutti i giorni del calendario e della vita! … Auguri!

  32. una preghiera per il fratello, perchè senta che il Signore gli è vicino
    una preghiera per chi non ha aperto la porta quando il fratello ha bussato
    una preghiera per tutti noi, che apriamo le nostre porte solo a chi ci è simpatico
    il Signore ci chiede di metterci in gioco sempre, apriamo le porte a Cristo!
    buona domenica a tutti

  33. Forse sono stata più fortunata… ma ho conosciuto sacerdoti che si sono “spesi” ognuno a proprio modo, con i quali ci sono stati anche scontri, ma sempre orientati in un un’unica direzione, quella di G. Cristo. Penso che il confronto schietto, sincero e rispettoso possa essere fonte di crescita e di sostegno vicendevole. Questa è la chiesa che sogno e che conosco. Gabry

  34. non so se altri preti son già intervenuti …. io ci provo .Sono già state fatte molte analisi …. espresse molte idee….consigli ecc. Esprimo il mio pensiero senza la pretesa di aggiungere nulla di nuovo … se non … qualcosa che deriva dallesperienza ….visto che son prete !
    Dico subito che non sono certo le belle parole che mancano ne ibei consigli ….. I documenti della chiesa , anche riguardanti i preti sono eccellenti , ma anche i consigli dei laici non son da meno . C’è poi chi esperto di scienze umane si getta in discorsi che riguardano la psicologia o la sociologia … e sa presentare cose eccellenti! Ma la discrepanza tra cio’ che si dice o si scrive e la prassi ecclesiale … rimane notevole ed ecco allora che i casi narrati da Paolo sono non solo verosimili ma sono in effetti molto più estesi di quanto si immagini .
    Come si vivono certe realtà spesso stressanti? Ci sarà quello che si lamenta sempre… quello che dona tutto se stesso fino a schiantare con un … infarto , quello che con tanto amore … si dona x il Regno … quello che ha intorno a se molti laici che lo sostengono … altri fin troppo troppo presenti fino a non permettere che prenda decisioni … vi saranno poi quelli (preti intendo ) che invece le decisioni devono prenderle solo e sempre loro .. vi sono anche quelli che lascian il Ministero x i più svariati motivi , spesso però logorati … quelli che si esauriscono e demotivati e depressi lasciano invece che le cose vadano avanti x inerzia … magari vorrebbero cambiar vita ma … non sanno come e cosa fare .!! Vi sono poi quelli che vivono in città e parrocchie molto grandi e non hanno un attimo x se stessi ,.. quelli che vivono in paesini sperduti tra i monti e … non sanno cosa fare … e allora x tenersi un su si danno all’ alcool o si adeguano ai pettegolezzi della gente .. altri poi intedono il servizio come un dar in continuazione ordini , disposizioni consigli ecc .. Vi sono infine anche quelli che dopo tanti anni di servizio sono messi improvvisamente da parte e non sanno dove andare …
    Certo è vero che il discorso –e i vari commenti lo confermano — non riguarda solo il mondo dei preti ma tutta la Chiesa sia nei suoi rapporti interni ..che nei suoi rapporti con il mondo a cui è mandata non x escludere ma x accogliere e sanare .
    il problema c’è.. ma cerchiamo di non risolverlo in modo semplicistico !!!! Semmai con un impegno di tutti sostenendoci a vicenda …. molto concretamente con spirito di condivisione — sempre concreta — un sostegno non giudicante , fatto anche di saper vedere le cose positive che ognuno ha e mette a disposizione … Insomma farsi buon samaritano per versare sulle ferite ( del prete , ma anche del laico) l’olio della misericordia e il vino dell’accoglienza . una chiesa in sintesi __E CHIESA SIAMO NOI _ che proclama la misericordia e sa tradurre in gesti concreti la misericordia stessa di Dio .

  35. Di esempi come quelli che tu hai dato Sandro, ne abbiamo e ne sono sicura, quasi tutti noi.
    Ma non tutti insieme cosi’ e vederli elencati, da te poi, lo ammetto, mi fa impressione. Molta. Altro che Tommaso che resta di oggi.
    Certo. occorre grande fede per restare oggi nella Chiesa. Lo so io per prima.
    Per non fregarsene di quello che i preti dicono e non fanno… o non vivono,
    lo so.
    E mi ricorda:
    1- che e’ importante pregare in maniera conitnua per il papa per i vescovi per i preti per i consacrati …
    2- che anche i nostri preti sono uomini “malati” come noi uomini “malati” di questo nostro tempo “malato”.

    Non ho ricette.
    Mi vien voglia di dire: “Buttiamo giu’ tutto e rifacciamo tutto!! Ora basta!”
    Mi vien voglia di dire: “ripartiamo in qualche modo… ripartiamo noi, almeno noi che siamo qui a leggere e straparlare di/su fede e di/su Dio …”
    Noi finalmente piu’ convertiti di altri. E di noi stessi di ieri.

    In una delle prossime omelie che Paolo ha gia’ pubblicato in vista delle vacanze e che io ho gia’ ascoltato… Paolo dice che soltanto in 12 sono riusciti ad evangelizzare l’area del Mediterraneo… e noi? in quanti siamo noi davvero? Tiepidi alla ricerca di scuse di vario genere per rimandare il tempo serio della conversione. non siamo in grado di “evangelizzare” nemmeno noi stessi!

    Sempre piu’ urgente la conversione decisa seria di pochi come Paolo li chiama: “minoranza qualificata” e mi fa sorridere, (grazie Paolo) ma sempre piu’ urgente che almeno pochi si convertano TRA i preti o TRA i laici per continuare l’opera che ci e’ stata affidata quasi come una patata bollente!!! si’ Si ecco, come se bruciasse di urgenza … occorre lanciarci il Kerigma di mano in mano aspettando Gesu’ lanciarcelo tra preti e laici … e convertirci tutti.
    Solo questo ci serve. Aspettando che il Signore ritorni!…

  36. Aspettando che il Signore ritorni!…?

    Vera, carissima amica, mi piace quello che dici e sono d’accordo con te!

    Ma aspettare che il Signore ritorni? questa non te la lascio passare, perchè chi ha fede, sa che il Signore è già qui, vivo e presente in mezzo a noi! Chi ha fede non ha bisogno di vedere di toccare per capire che il Regno di Dio comincia qui!
    Davvero, io non ho più parole, e penso che se il Signore dovesse decidere di dire basta pochi saranno i salvati!
    Intanto, si continua e non ci si arrende, poi…………

    1. Gesu’ E’ tra noi! si’, e tornera’ nella gloria! (per porre fine al tempo).

      Michela carissima, certo che Gesu’ E’ tra noi altrimenti CHI saremmo noi?!!!
      ecco che mi dai l’opportunita’ di ri-dire:

      “Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
      nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio,
      Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato,
      della stessa sostanza del Padre;
      per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
      Per noi uomini e per la nostra salvezza
      discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo
      si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo.
      Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto.
      Il terzo giorno è risuscitato,
      secondo le Scritture, è salito al cielo,
      siede alla destra del Padre.

      E DI NUOVO VERRA’, nella gloria,
      per giudicare i vivi e i morti,
      e il suo regno non avrà fine.”

      “Ma il Figlio dell’uomo, quando VERRA’, troverà la fede sulla terra?”.

      “Annunciamo la Tua morte, Signore.
      Proclamiamo la Tua resurrezione, nell’attesa della Tua VENUTA!”

      Credo che questo basti, vero? non cito altro… e credo che siamo d’accordo!
      un abbraccio!

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Article by: Paolo

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