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In due

Spiegami in dieci parole perché io e Carla dovremmo, alla fine, sposarci. Ci amiamo, viviamo bene insieme, siamo seri nel nostro affetto, siamo fedeli, cosa aggiunge la benedizione di un prete?

La domanda, affatto pellegrina, la ricevo da una coppia di amici ed è un tema che mi sta davvero a cuore.

Va di moda il matrimonio, fatevi un giro sui canali satellitari appositi!

Cos’ha da dire la fede cristiana sull’amore di coppia?

Ecco la mia risposta.

 

Certo che mi ricordo di voi e la domanda che fai mi obbliga a riflettere con te.

Come dicevo durante il week, il modello del matrimonio tradizionale (famiglia patriarcale eccetera) è tramontato, ma non sono tramontati i valori soggiacenti a quella visione. M’esplico: corriamo il rischio di lavare il bambino sporco e di gettare via, insieme all’acqua sporca, anche il pupo pulito. E’ vero che l’amore e l’innamoramento è esperienza umana, non legata necessariamente alla fede e che nelle prime comunità ci si è posti il problema di cosa distingueva l’amore di due passerottini convolati a giuste nozze (pagane) da quello celebrato davanti al Signore.

Davanti al Signore, Dani, non in chiesa. Tempo fa su di un settimanale della mia zona, uno pseudo articolo titolava: “Sposarsi in chiesa costa 25mila Euro”. Mi sono imbufalito e ho mandato una mail alla redazione dicendo: sposarsi in chiesa costa zero Euro. Se poi vogliamo dar retta a tutte le zie e le mamme e ascoltare il “Si è sempre fatto così” si spendono anche 70mila Euro! Una cosa è la sostanza, l’altra l’apparenza (che andrebbe rivista, o no?).

L’amore è esperienza comune, ma i cristiani hanno – forse – qualcosa da dare, qualcosa da dire in quest’esperienza; non in un rigido modello moralistico, non in uno sforzo sovrumano in cui la coppia si condanna alla fedeltà e all’indissolubilità, ma nella ricerca di modelli a partire dal Vangelo, fedeli alla (preziosa) esperienza di duemila anni di cristianesimo. E’ normale innamorasi, normale arrivare a scegliere di vivere insieme e di costruire una relazione, è invece una scelta il fatto di volersi amare nel Signore. Il matrimonio e l’innamoramento sono eventi dell’essere umano, non specifici del cristianesimo. Cosa ha da aggiungere, allora, il matrimonio cristiano? In cosa si differenzia dall’esperienza di ogni essere umano che si innamora?

Scegliere di sposarsi nel Signore significa anzitutto prendere a modello del proprio amore l’amore del Signore Gesù, amarci come egli ci ha amato, cioè fino al dono di sé e questo già indica un modo di amarsi piuttosto particolare. Il nostro mondo parla fino allo sfinimento di autorealizzazione. Quell’originale del Nazareno dice, invece, che per vivere occorre spendersi, donarsi, dimenticarsi.

Le coppie cristiane hanno poi capito che la decisione di amarsi è volontà di Dio, Gesù ribadisce la centralità della coppia e della famiglia nel progetto di Dio. La coppia è chiamata a scoprire il progetto che Dio ha su di sé, progetto di collaborazione alla Creazione e alla salvezza del mondo.

In questa logica la coppia è in cammino verso la felicità, insieme cerchiamo la felicità che supera ciò che siamo, la sorgente della felicità è altrove, tu mi sei compagno di viaggio. Questo mette le ali alla coppia: non sei tu la sorgente della mia felicità, non devi sempre stupirmi, sempre esagerare, sempre fare lo splendido, la splendida. Mi sei compagno di viaggio: abbiamo tutta la vita per cercare – insieme – il senso della vita.

La coppia che si sente chiamata e sceglie di sposarsi nel Signore riceve un Sacramento (cioè un segno dell’amore di Dio) e diventa un Sacramento, cioè il segno dell’amore che Gesù ha per la sua Chiesa. San Paolo mi fa impazzire quando ragiona e dice che l’amore fra una coppia è segno, simbolo, sacramento dell’amore che Dio ha per l’umanità. Ogni volta che vedo una delle mie amate famiglie sbattersi per farsi un favore, aiutarsi a tenere il bimbo, incoraggiarsi e farsi una carezza, penso: “Ecco come Dio ci ama, donandosi”. Semplice e bello, luminoso e straordinario.

Ecco, voi potete scegliere di diventare così.

La scelta di amarvi e di condividere i vostri sogni è una scelta onorabile e da rispettare. Potreste farla maturare fino ad assumervi un impegno davanti alla collettività, un impegno che significa investire il futuro. Ma ti auguro, alla fine del discernimento che state facendo, di volere rispondere alla vocazione all’amore che Dio vi sta facendo, ad amarvi condividendo il suo amore in mezzo a voi, a prendere come modello del vostro donarvi il suo dono crocifisso, a diventare un segno dell’amore di Dio per l’umanità, un piccolo spazio pubblicitario dell’amore di Dio per il vostro condominio.

Se farete questa scelta, mi raccomando, mettetevi in testa di coltivare il vostro amore. L’amore, come un fragile albero, va coltivato, irrigato, coccolato, cresciuto. La fedeltà non è una gabbia in cui vi infilate, ma l’opportunità di crescere insieme.

Category: Incontri

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79 comments

  1. La felicità è alla nostra portata: basta guardare Gesù, fidarsi di Lui, e il matrimonio cristiano è la cosa più bella che il Signore poteva donarci. La sofferenza molto spesso è solo frutto della nostra incredulità alla Verità insegnata da Cristo, Egli ci ha chiesto la fedeltà e la donazione nel matrimonio solo perchè è questa e solo questa la strada per la felicità, non ce ne sono altre. Se solo lo capissimo col cuore!

  2. La cosa che mi rattrista è quando senti persone (anche credenti) confondere l’eventuale utilità sociale del contratto matrimoniale con il sacramento del matrimonio, temo che anche aver usato la stessa parola per entrambi non abbia aiutato nel tempo….
    Comunque è tutt’altro che facile scoprire il dono che i sacramenti sono nella nostra vita, siamo troppo abituati a considerarli semplicemente rito… Ed è per il rito (che è bello, la messa, la musica, i fiori, etc) che molto si sposano in chiesa. E ammetto che mi fa arrabbiare quando vedo negli occhi degli sposi una totale mancanza di consapevolezza, ed -inutile rimuginarci sopra- la superficialità anche di alcuni religiosi nello sposare coppie che hanno conosciuto magari per mezz’ora appena, la prassi di considerare i corsi per fidanzati un opzional…
    Per me è come andare a fare immersioni senza sapere un tubo di come ci si deve immergere, a cosa fare attenzione, ciome si respira nelle bombole…e poi ci si stupisce se si affoga!

  3. è vero, c’è molta superficialità, ma non è riempiendoci di regole che convertiamo le persone, ma vivendo la novità del vangelo rispetto al matrimonio!

    🙂

  4. Non è proprio vero che prendere un qualsiasi sacramento in chiesa (battesimo, comunione, cresima, ecc. ) sia a costo “zero”. Provate a non dare l'”offerta” richiesta dal parroco di una qualsiasi parrocchia e sentite la risposta! Parlo per esperienza personale: quando i miei figli stavano per fare la Prima Comunione siamo stati obbligati a versare un’offerta non inferiore a 100 euro a bambino perchè “tanto li avremmo spesi per il pranzo al ristorante”. Stesso dicasi per la Cresima. E poi ci chiediamo perchè la gente si allontana dalle parrocchie!!

    Ma a parte la precisazione di cui sopra, io credo che ci si debba sposare in chiesa se si desidera farlo e se questo fa parte di un nostro cammino di fede. Non credo che nostro Signore consideri di meno coloro che convivono o si sono sposati solo civilmente e/o con riti religiosi non cattolici. Si può essere una coppia, amarsi, avere un progetto un progetto di vita esattamente come dice Paolo senza sensi di colpa.
    A volta nella vita ci sono circostanze che non ci consentono di sposarci per così dire “regolarmente” anche se desiderasse farlo; Che dire di coloro regolarmente sposati in chiesa che si detestano e continuano a stare assieme perpetuando ogni sorta di violenza in famiglia pur di mantenerla unita ? Non è ipocrisia questa ? Non è forse meglio un matrimonio scelto consapevolmente senza mai usare la parola “per l’eternità” perchè nessuno di noi è in grado di stabilirlo ?

    Non c’entra nulla con l’argomento qui trattato, ma mi sarebbe piaciuto un vostro commento su quanto è avvenuto in questi giorni i Liguria (e non solo ) scusate ma mi ha toccato molto da vicino e non ho letto neppure un pensiero da parte vostra .

    1. Forse tu avrai sborsato 100 euro x bambino, da noi c’è un’offerta che stabiliscono le mamme, x i matrimoni, si invita il prete al pranzo, x i funerali un’offerta, se si vuole le messe Gregoriane sono 400 euro, ma non le celebra il nostro sacerdote, vanno celebrate fuori parrocchia. Ciao a tutti, grazie Paolo e a tutti!!!

      1. “messe Gregoriane sono 400 euro” sono allibito. E chi non a soldi? Rimane in purgatorio sino alla fine del mondo??
        E pensare che Gesù è andato sulla Croce gratis.

  5. Ciao a tutti, ciao Paolo!

    allora: San Paolo fa impazzire te, Paolo, …
    e poi insieme, voi due, fate impazzire Me quando ragionate!
    ed eccome se ragionate! grazie per le tue/vostre riflessioni!

    per ora dico solo questo! scherzosamente,
    perche’ sono un po’ occupata, !
    ma mi piace il tema che hai proposto…
    attualissimo, interessante, e molto, anche per me…

    intanto rileggendoti, io mi chiedo quale sia la differenza
    dello sposarsi “davanti al Signore”
    e dello “sposarsi in chiesa”
    e dove, e se, e come le cose coincidono o no!!!
    E’ chiaro che non parlo di soldi o di cose irrilevanti…
    ma parlo di Fede e di Amore-che-viene-da-Dio,
    parlo di “differenza cristiana” anche nel rapporto a due,
    dell’essere in due nel Matrimonio…
    e quando si e’ in due davanti al Signore senza esserlo davanti alla chiesa?
    e si continua a essere in due davanti al Signore e alla chiesa “per sempre”?
    anche se mutano molte cose nel cammino insieme?
    mi sembrano dei bei problemi questi!
    questi e altri che ad essi ruotano intorno…
    a dopo

  6. Chi crede davvero sa cosa significa sposarsi nel Signore, sa bene che ci si sposa in 3.

    Comunque ci si arriva così al matrimonio solo se prima c’è una crescita spirituale, altrimenti è solo un matrimonio in chiesa giusto perchè siamo in un Paese cattolico.

    Quindi ha stessa valenza per un induista, un buddista o altre religioni.

    La domanda “perchè sposarsi in chiesa” ha già in sé il problema: normalmente chi pone questa domanda non crede molto.

    Per la Liguria:
    anch’io mi sono stupita dell’assenza di richieste di preghiera per questo disastro, ma sono convinta che tutti l’hanno fatto.
    Certo che sarebbe bello fare come quella ragazza che autonomamente e spontaneamente ha lanciato un appello via fb ed ha reclutato migliaia di volontari che poi ha gestito raccordandosi con la Protezione Civile (fantastica!!!!!) … e non è neppure Ligure questa ragazza e forse non bazzica molto in chiesa ….

  7. Due parole su:
    Le preghiere per la Liguria.

    Abbiamo pregato insieme parlandone e ritrovandoci su Fb
    sul Gruppo di Paolo, e sulla bacheca di Paolo,
    da dove lui stesso ci ha invitato a farlo!
    qui o li’ o altrove o in silenzio… per chiunque…
    certo che preghiamo!
    e tutti possiamo chiedere di pregare e ricordare di farlo!
    dappertutto.
    certo che noi tutti cristiani preghiamo ogni giorno per tutti
    questo e’ normale…
    se almeno diciamo una volta al giorno il Padre Nostro!
    comunque
    accadono molte cose nel mondo:
    allarghiamo i nostri sguardi! e le nostre preghiere!
    buona serata.

  8. Ho tanti amici, molto cari che vivono nel peccato perche’ non sposati in chiesa, ma sono amorevoli, sono solleciti con i figli, sono onesti, sono delle persone normalissime ma, non credono o hanno avuto esperienze negative con la fede oppure hanno un matrimonio fallito alle spalle ma hanno trovato una compagna con cui formare quella famiglia che non sono riusciti a formare nel matrimonio.
    Mi sono sempre chiesa che differenza c’e’ tra loro e la mia famiglia visto che le preoccupazioni sono le stesse, i problemi economici anche, l’amore che vivono e’ come il mio (e poi chi sono io per misuralo?) allora? E perche’ io e mio marito che abbiamo consacrato la nostra vita nella fede dovremmo essere “MIGLIORI” ???
    Bigottamente parlando quando ero piccola mi avevano messo in testa che chi non si sposava in chiesa era un grande peccatore … ma io oggi che testimonianza do’ del mio matrimonio con CRISTO e in CRISTO???
    Essere sposati in Cristo e’ dire che la mia vita ha un senso perche’ avro un testimone d’eccezione che le dara’ un senso, forse e’ dire al mondo che il mio amore per Angelo e’ come l’amore che Cristo ha per la sua Chiesa, il mio matrimonio testimonia quella piccola Nazareth dove Maria e Giuseppe hanno amato Gesu’, ho tante di quelle frasi come queste che mi danno il senso del mio amore per mio marito ma altri mi interrogano sul loro amore non consacrato! e mi rimane un vuoto perche’ forse il mio amore non da molta testimonianza !

    Ma se dove c’e’ amore c’e Dio perche’ Dio e’ l’amore … allora forse non lo sanno ma anche il loro matrimonio e’ in Cristo!

    PS: sul costo dei matrimoni qui a roma ci sono delle vere tariffe sopratutto nelle chiese non parrocchiali dove ti sposi perche’ la chiesa e’ bella e famosa!!! Aime’…

  9. Noi ci sposammo 19 anni fa nella parrocchia di Rhemes Notre-Dame; vivevamo l’una a Firenze, l’altro a Napoli, e scegliemmo di andare in un posto altro proprio per sottolineare che la centralità assoluta dello sposarsi era dirsi l’un l’altro, e dirselo davanti a Dio, che ci impegnavamo a far crescere un sentimento e a trasformarlo in una vita condivisa. So che questa scelta è stata la vera roccia sulla quale stiamo costruendo, giorno dopo giorno, ognuno se stesso, la nostra coppia, la nostra famiglia. E sempre abbiamo saputo che per superare crisi, difficoltà interne ed esterne (tre figli piccoli da crescere, tre genitori malati da accompagnare fino alla fine), coniugare lavoro precario e impegno civile, l’unica vera forza è un amore che viene dall’alto e che ci attraversa, come un torrente che vive solo grazie al ghiacciaio che lo alimenta, e che riesce a far fiorire prati e pascoli dove passa. E tutto scorre a partire da quella chiesetta in val d’aosta nella quale sono affondate le radici della nostra vita. Questo, per me, il senso unico, vero, del matrimonio cristiano.

  10. dalle Lutture di oggi:
    (e mi fa impazzire ANCHE leggere cose cosi’… e desidero condividerle con vo!!!)

    ———————————————————–
    Dal libro della Sapienza (Sap 7,22-8,1)

    Nella sapienza c’è uno spirito intelligente, santo,
    unico, molteplice, sottile,
    agile, penetrante, senza macchia,
    schietto, inoffensivo, amante del bene, pronto,
    libero, benefico, amico dell’uomo,
    stabile, sicuro, tranquillo,
    che può tutto e tutto controlla,
    che penetra attraverso tutti gli spiriti
    intelligenti, puri, anche i più sottili.
    La sapienza è più veloce di qualsiasi movimento,
    per la sua purezza si diffonde e penetra in ogni cosa.
    È effluvio della potenza di Dio,
    emanazione genuina della gloria dell’Onnipotente;
    per questo nulla di contaminato penetra in essa.
    È riflesso della luce perenne,
    uno specchio senza macchia dell’attività di Dio
    e immagine della sua bontà.
    Sebbene unica, può tutto;
    pur rimanendo se stessa, tutto rinnova
    e attraverso i secoli, passando nelle anime sante,
    prepara amici di Dio e profeti.
    Dio infatti non ama se non chi vive con la sapienza.
    Ella in realtà è più radiosa del sole e supera ogni costellazione,
    paragonata alla luce risulta più luminosa;
    a questa, infatti, succede la notte,
    ma la malvagità non prevale sulla sapienza.
    La sapienza si estende vigorosa da un’estremità all’altra
    e governa a meraviglia l’universo.
    _____________________
    ciao Amici di Dio e Profeti,
    buona giornata a voi e alle vostre famiglie sante!

  11. “la famiglia, che nasce dal patto d’amore e dall’impegno totale e sincero di un uomo e una donna nel matrimonio, non è una realtà privata, chiusa in se stessa. Essa per specifica vocazione offre un servizio meraviglioso e decisivo al bene comune della società e alla missione della Chiesa. In effetti la società non è una mera somma di individui, bensì il risultato di relazioni tra le persone, uomo-donna, padri-figli, tra fratelli, fondate nella vita familiare e nei legami d’affetto che da essa derivano. Ogni famiglia affida alla società, mediante i suoi figli, la ricchezza umana che ha vissuto. Si può ragionevolmente affermare che dalla salute e dalla qualità delle relazioni famigliari dipende la salute e la qualità delle stesse relazioni sociali” (Benedetto XVI, Messaggio per il II Congresso Mondiale sulla Famiglia)… ci riempie di gioia restituire l’amore ricevuto condividendo…

  12. 1971-2011
    40 anni di matrimonio davanti al Signore e con il Signore.

    Tu sei veramente santo, Dio dell’universo, hai creato l’uomo a tua immagine, uomo e donna lo hai creato..
    Hai posto in noi l’amore che ci porta l’uno verso l’altro fino al dono della vita.
    Hai fatto del matrimonio un segno privilegiato del tuo amore per noi.

    Noi ti preghiamo per tutti coloro che conoscono la felicità di amare e di essere amati,
    e per tanti altri che sono rimasti delusi nella loro sete di felicità e di amore.
    Sii la loro pace, la loro consolazione, la loro speranza affinchè
    essi ritrovino la gioia di vivere.

    . – . – . – .

    L’amore lega due persone l’una all’altra.
    Il matrimonio fa di questi due esseri uno solo.
    Inoltre, mentre ogni amore si concreta in terra,
    il matrimonio si sublima in cielo.

    Ecco perchè il matrimonio è il più semplice e più perfetto modo di fondere il divino al terrestre e rendere indissolubile ed eterna
    la temporaneità dell’ Amore.

    . – . – . – .

    Sposarsi non è solo caminare
    con la mano nella mano
    -perchè è facile unire i corpi-
    ma è andare cuore a cuore , perchè
    è più difficile amarsi con tenerezza,
    mettere in comune l’anima
    per mezzo della fiducia.

    Accettarsi l’un l’altro e vivere ogni giorno
    per aiutarsi e completarsi amandosi,
    perchè più intimamente ci si conosce,
    più diventiamo un mistero l’uno per l’altro…

    .-.-.-.-.

    Un abbraccio e una preghiera per voi tutti .

  13. Io avevo tredici anni e lui diciotto quando ci siamo incontrati per la prima volta; e come si suol dire, fu “un colpo di fulmine”.

    Io, da brava credente, andavo (ci vado ancora) alla messa e frequentavo l’azione cattolica, lui non credente.

    L’ho amato da subito, e da subito lui ha affermato che sarei stata la donna della sua vita.

    Ha acconsentito al matrimonio in chiesa solo per il grande amore che provava nei miei confronti; ma non mi importava perchè come dice San Paolo, in 1Corinzi 7, la moglie santifica il marito non credente e viceversa.

    Posso affermare che è stato un matrimonio d’amore, e per me lo è ancora, dal quale abbiamo avuto due figlie meravigliose; i figli sarebbero stati quattro se il buon Dio non ce li avesse tolti ancor prima che nascessero.

    Se un giorno mio marito, ancora non credente, dovesse stancarsi e chiedere la separazione, io continuerei la mia vita nella fedeltà come se fossi ancora sposata, e lo sarei, perchè il matrimonio, per me Cristiana, è un Sacramento per mezzo del quale lo Spirito di Dio,ha posto il Suo Sigillo su di noi, quindi indissolubile.

    Per questo gli direi: Caro …….puoi andare lontano quanto vuoi e con chi vuoi, ma sappi che dentro di te c’è quella piccola fiamma accesa dallo Spirito Santo che non si spegnerà mai!

    Amo la fedeltà e la castità,rifarei un matrimonio Cristiano e lo consiglio alle mie figlie, ma sinceramente, non mi sento di condannare chi si ama e vuole vivere una vita insieme,nella fedeltà reciproca, spendendosi l’uno per l’altro, mettendo al mondo dei figli ed educadondoli secondo i valori e la dignità umani.
    Forse mi contraddico, ma preferisco riimettere tutto nelle mani di Dio; è Lui che legge nei cuori e scruta le menti!

    .

  14. Liguria
    … anch’io, come molti, ho pregato … con gli stivali ai piedi ed i secchi in mano! Non è difficile, ve lo giuro! Magari un pelo più scomodo ed umido che farlo da casa … ma vi invito a provarci … davvero! Nessun rischio… Dio non ha fatto l’uomo solubile all’acqua 🙂

    @ Costanza
    Cara amica, sapevo che, scavando … avremmo trovato il punto d’unione 🙂 … la mia cappella fu quella di Pont Valsavaranche 😉

    @ Matrimonio
    I due ragazzi non mi sembrano credenti, men che meno cattolici … per cui, effettivamente … perchè dovrebbero sposarsi in Chiesa al cospetto del Signore?

    Forse prima occorrerebbe stimolarli alla conversione … no?

    Salùt
    Janus

    1. giusto Janus. Credo che la questione non sia tanto il matrimonio davanti al prete, ma la conversione.
      A mio parere, chi crede in Cristo si sposa senza dubbi in Chiesa, è impensabile un’alternativa.

      Ovviamente sto lasciando da parte le eccezioni del “secondo matrimonio” e magari l’ateismo di un partner.
      Ma se entrambi si considerano credenti non capisco proprio come può venir fuori il dubbio su dove sposarsi!

  15. Si, Janus, sono d’accordo con te! Occorre stimolarli alla conversione! E se la conversione non arriva? Così come è successo con mio marito! Anche se la mia speranza non muore mai!
    Dio lascia sempre liberi di scegliere e di decidere!

    1. Cara amica, non conosco la tua situazione!
      Non so quindi cosa risponderti.
      Ti invito solo a riflettere sul fatto che, parlando del tuo matrimonio, hai usato un tempo passato, eppure mi par di capire che tutt’ora esso sia … presente!

      In ogni caso credo che la tua situazione sia e fosse molto diversa da quella dei due giovani del Curtaz.
      Tu almeno credi e credevi … e per la Chiesa, basta a anche solo la fede di uno dei due coniugi per rendere onore al Sacramento!

      I due giovani, par di capire, siano entrambi lontani dalla fede … per cui effettivamente non si capisce perchè dovrebbero decidere di sposarsi in Chiesa!

      Due son le cose quindi:
      O la domanda è capziosa e puramente polemica.
      O la domanda nasconde in realtà un’esigenza che sta montando …. che sta maturando … la consapevolezza che qualcosa (Qualcuno), pur amandosi l’un l’altro, ancora manca.

      In tutti e due i casi … hanno trovato pane per i loro denti … pane nero valdostano doc 🙂

      Salùt
      Janus

  16. Janus, caro amico, a parte il fatto che non sono il tipo da fare domande capziose e polemiche, niente di tutto ciò che dici!

    Volevo solo dire che il libero arbitrio non si può intaccare!
    E in virtù di questo, intendevo quasi giustificare i due giovani, in quanto Gesù, pur essendo molto esigente, riguardo al matrimonio:” Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola” e continua…….., tuttavia non disdegna di dare l’acqua viva alla samaritana che “ha avuto cinque mariti e l’ultimo non è suo marito”, rendendola portatrice di annuncio del regno, di conseguenza santificandola!
    Ma ciò non toglie che bisogna sempre tentare la strada della conversione!

    Vorrei dire salut, come dici tu, ma non ci riesco, ti dico solo pace!

    Pace in Cristo Gesù!

    1. Michaela, mi sembra abbastanza chiaro che la presunta capziosità o autenticità relative la domanda … non erano rivolte a te … ma ai due giovani amici del Curtaz.

      E per inciso …. il libro arbitrio … è un dono … come ogni dono va usato bene …
      non si può intaccare … dici tu ….
      boh … dico io …
      … chissà 🙂

      Se tu vedi un amico malato che non vuole farsi curare e sta morendo … che fai … lo lasci morire?

      Salùt
      Janus

      1. Janus, per esperienza personale, no, non lo lascio morire!

        Non posso però obbligarlo!

        Condurlo con dolcezza al ragionamento, questo si posso farlo!

        Il tutto sta nella mia capacità e soprattutto nella mia autenticità!

        E infatti io ho concluso dicendo: “Ma ciò non toglie che bisogna sempre tentare la strada della conversione!”

        E auguro di cuore a Paolo, affinchè con l’aiuto di Dio la sua impresa possa andare a buon fine!

        La mia di impresa con mio marito non è andata a buon fine, nonostante la mia fede, dopo anni di matrimonio, lui è ancora non credente!

        Sono stata poco autentica?

        Boh……!

        Pace,Felicità e Grazia

        michaela.

  17. Ciao Paolo, tu cominci dicendo che i ragazzi ti chiedono del matrimonio come di una ”benedizione” ed e’ fuorviante il loro chiedere cosi’…
    Certo loro sanno chi sei e cio’ in cui credi… e magari per questo chiedono a te di aiutarli ad intraprendere il loro cammino di Conversione, questo puo’ essere il loro primo passo…
    la loro prima occasione per riflettere sull’Amore cristiano sempre diverso (!) anche tra due che si amano e si sposano, e trasmettono e accolgono e vita e figli.

    Questo che dici tu mi va meglio:
    La coppia cristiana riceve un sacramento e diventa un sacramento.
    “Sacramento” che’ e’ piu’ di “segno” che e’ piu’ di “simbolo”.
    E’ la stessa Azione di Dio in noi.
    (d’accordo! Aggiungo: “noi che sempre liberamente diciamo di “si’” … “ ecc ecc ecc…)

    Dopo le molte discussioni che abbiamo fatto a proposito dell’Uomo e della Donna, mentre da una vita io stessa rifletto su questi argomenti che stanno molto a cuore anche a me… e avendo da sempre letto molto altro che parla di uomini e donne dei loro rapporti delle loro difficili relazioni (nei secoli nei millenni), ed anche il bellissimo libro di Paolo Curtaz In coppia con Dio…. ripensando alla mia esperienza, all’esperienza di molte coppie “normali” o meno che conosco… e credetemi che ne conosco di “strane” davvero…

    Io mi sto sempre piu’ convincendo di una cosa:
    la specificita’ del matrimonio cristiano e’ il cuore stesso dell’annuncio cristiano: e’ morire e risorgere continuamente con Gesu’.

    (annuncio che chi e’ sposato vive in coppia, chi e’ da solo… vive da solo, ma nella comunita’ cristiana tutti, singoli e coppie. Ognuno vive la sua chiamata.)

    Certo ci sono matrimoni piu’ o meno “riusciti” piu’ o meno apparentemente felici…
    eppure io sono sicura che indipendentemente dalle qualita’ umane dei coniugi, importantissime peraltro…
    alle loro capacita’ umane assolutamente necessarie per stare insieme almeno civilmente!…
    resti sempre, nel fondo di ogni uomo e donna, la sua propria personale Croce solitaria da portare, e resti il personale rapporto con Dio di ognuno domanda fondamentale che ognuno di noi deve risolvere per proprio conto, anche se e quando si e’ in due! in quello che sembra lo stesso cammino insieme… ma in cui ognuno poggia i piedi su un pezzo personalissimo di terra che solo lui calpesta.
    (le responsabilita’ ultime dell’agire son sempre squisitamente e soggettivamente personali!)

    Ci si puo’ aiutare e sostenere fra coniugi quando va bene!, piu’ spesso invece capita e lo vediamo, che ci si e’ di ostacolo a vicenda nella ricerca personale della felicita’ profonda (!), e sappiamo quando e quanto e’ piu’ difficile amare i “nemici-amici” piu’ “vicini”…

    Nel matrimonio cristiano credo che siamo chiamati tutti noi a vivere dello stesso amore di Gesu’ che muore e si dona, e lo fa con Amore, con perdono, con consapevolezza.
    Con Dolore anche.
    Senza tante smancerie.
    Un altra cosa e’ curare e coltivare l’amore di cui parla, secondo me benissimo, Paolo…

    Lo ri-dico: ci sono tante coppie “alternative” (paragonandole ad un recente passato): da noi in Italia, e in giro per il mondo… ci sono situazioni stravagantissime! famiglie piu’ che allargate… situazioni particolari e delicate… non voglio dare giudizi su nessuno, non tocca a me, ma tocca a me cristiana dire questo invece: che se Noi siamo cristiani e se abbiamo accettato il messaggio cristiano… non possiamo ragionare poi a compartimenti stagno, e farci le nostre regole come vogliamo per i vari ambiti della nostra vita!, il matrimonio, o l’educazione dei figli o il lavoro, e tutto il resto…
    ecc ecc … se si vuole essere cristiani allora si parte anche da li’!
    dal riscoprire il proprio matrimonio cristiano, la propria chiamata.
    La personale Prima vocazione. A realizzare compiutamente la vita in due – in Cristo – che si e’ scelto di fare. Consapevolemente o meno crescendo anche nella conoscenza di cio’ che essere sposati uniti con un Sacramento significa…
    Con TUTTO cio’ che questo comporta, nel bene e nel male.

    Parlo qui per chi si dice e vuole essere cristiano, gli altri, per carita’! si amino si rispettino si siano piu’ o meno fedeli e facciano quello che vogliono! Dio ci lascia liberi, Lui, non io! A tutti, credenti o no… a tutti ci pensa Dio piu’ grande di noi.
    Ma chi ha sentito la sua chiamata, …
    Chi ha fatto qualche piccolo passo verso Dio, chi ha conosciuto un pochino il Signore, sa che manca qualcosa al suo rapporto di Coppia se in esso, fra i due, “manca” Dio.

    Coraggio! lo so che e’ difficile per chi oggi si trova a credere in Dio magari dopo essersi sposato con piu’ incoscienza… e per chi si trova coinvolto in situazioni particolari: separati divorziati conviventi e senza neanche il conforto degli altri Sacramenti poi!…
    lo so: e’ molto difficile e per questo vi dico: chiediamo insieme aiuto a Dio che puo’ tutto… PUO’ TUTTO! anche questa in fondo e’ Croce vita-che-si-dona-e-muore-e-risorge!
    (e’il solito mistero di Dio che ci trascende… Dio di cui ci siamo innamorati prima che dei nostri amanti e fratelli e sorelle!…)

    E per me, ribadisco ora e sempre, non e’ affatto lo stesso essere sposati nell’Amore “fuori” dalla chiesa e nell’Amore “dentro” la Chiesa: la forza del Sacramento avra’ pure un valore per noi che ci crediamo nei Sacramenti (e in cio’ che essi sono) o no?!!?

    Ho tanto ancora da dire. Altre cose (magari) le dico dopo.

  18. Sposarsi in Chiesa è un vero e proprio atto di fede. Lo posso affermare sulla base di quella che è la mia esperienza personale.

    Quando mi innamorai di Maria Chiara ed insieme decidemmo di sposarci in Chiesa la prima cosa di cui sentii la necessità fu quella di approfondire la mia conoscenza di Dio. Mi sembrava assurdo accostarmi a quel Sacramento quasi a scatola chiusa, con le poche nozioni in tema di fede che avevo, ricordo degli anni del Catechismo, ormai lontani. A trentasei anni suonati avevo la cultura religiosa di un ragazzetto di quattordici (quella fu l’età in cui mi Cresimai ed in cui dissi addio al Catechismo in parrocchia). Non voglio neppure prendere in considerazione l’ora di religione del liceo…

    Negli anni a seguire il mio rapporto con Dio è rimasto sospeso, quasi in un limbo. Le priorità nella mia vita erano altre: lo studio, gli amici, un poco di sport, l’ambita “conquista” di una ragazza. Poi l’Università, la ricerca di un lavoro, l’occupazione tanto agognata. In tutto questo tempo Dio era finito in un cantuccio del mio cuore, per riemergere raramente nei momenti di difficoltà. Era certamente un‘ancora di salvataggio a cui aggrapparsi in caso di burrasca ma, soprattutto, una figura romantica che si era formata nella mia testa. Non mi rapportavo con Dio perché non lo ricercavo: non partecipavo alla Messa, non approfondivo la Parola, non cercavo quel colloquio con Lui che è la preghiera (e che ancora oggi stento a mantenere con assiduità), ma semplicemente mi accontentavo di una figura quasi mitica, figlia della mia parziale e soggettiva visione della vita. La mia fede traballava perché ammantata di ignoranza.

    L’incontro con Maria Chiara è stato per me sconvolgente. È stata lei a riportarmi in Chiesa la domenica, chiedendomi con molta grazie se mi andava di accompagnarla. Da lì abbiamo iniziato ad approfondire insieme la nostra fede, seguendo le catechesi dei “Dieci Comandamenti”.

    Il rapporto con mia moglie non è solo frutto di un profondo reciproco sentimento ma anche la condivisione di un cammino di fede fatto nella nostra (umana) comunione.

    Conosco molte coppie – alcune molto da vicino – che hanno scelto di vivere insieme ed avere figli senza sposarsi in Chiesa. Alcune di loro faticano nell’andare avanti, altre, invece, sono unioni che durano da tanto in solidissimi rapporti d’amore. Ed allora, c’è differenza?

    Si e no.

    La risposta è no se l’essere sposati in Chiesa ci fa presumere di essere migliori degli altri. Se così la pensiamo rimaniamo poi delusi nel constatare che anche i matrimoni in Chiesa possano finire per il fallimento delle relazioni. I sentimenti sono gli stessi, i problemi e le difficoltà anche.

    La risposta è si se nel matrimonio si vede il valore aggiunto, rispetto agli altri tipi di unione, della comune ricerca di Dio. Ci si sposa in Chiesa perché si vuole vivere la fede nel vincolo matrimoniale. Si punta tutto nell’altro e con l’altro: la nostra salvezza come singolo e come coppia. “Portare l’altro a salvezza” (come si dice “in gergo”, quale significato della fede nel matrimonio) è il modo per avvicinarsi a Dio non solo come marito e moglie ma anche come singoli credenti. Il matrimonio in Chiesa è diverso dagli altri tipi di unione quando diviene il comune percorso di fede.

    Spesso, purtroppo, ci si sposa in Chiesa perché così vuole la tradizione. Si organizzano feste faraoniche – per carità, la gioia del festeggiamento è un elemento importante che non va demonizzato! – e la celebrazione del Sacramento è solo uno tra i momenti di una giornata di celebrazione. Una mia conoscente ha organizzato per mesi il suo matrimonio da favola, con costosissimo abito bianco, celebrazione in una chiesa antichissima che ha una lista d’attesa lunga un chilometro, banchetto luculliano, fuochi artificiali finali, viaggio di nozze all’altro capo del mondo, casa ristrutturata senza badare a spese. Dopo sei mesi, tutto finito!

    Sposarsi in Chiesa non si riassume nella location e nel rito prescelto. Sposarsi in Chiesa è dare il proprio consenso all’accoglienza di Dio, lasciandolo entrare nella propria vita insieme alla persona che si sceglie per condividere il resto del cammino. Se non è così, allora, poco può fare “la benedizione di un prete”, espressione che copio dal Post di Paolo.

    Guardare le altre cose, le miserie umane che alcune volte si accompagnano alle “cose di Dio”, non cambia il valore ed il senso della scelta. Qualcuno di voi parlava di vere e proprie “tariffe” per sposarsi. Nella mia esperienza ciò non è stato, fortunatamente, e posso testimoniare che per molte coppie che conosco il loro matrimonio è stato anche un’occasione di condivisione della propria felicità con le persone meno fortunate. Alcuni hanno, per esempio, rinunciato alle costose bomboniere – optando per più sobrie pergamene ricordo o per semplici sacchetti di confetti – per devolvere la cifra preventivata per un’adozione a distanza piuttosto che per il sostegno di una giovane mamma in difficoltà o per qualche opera di carità. Il matrimonio così diviene anche un invito alla condivisione ed un concreto esempio per tutti coloro che vi prendono parte.

    Ho assistito di recente al matrimonio civile di un mio amico. Ci sono andato volentieri perché, anche se non è stata la mia scelta e non rientra nella “mia visione delle cose”, volevo comunque testimoniare a quella coppia il mio affetto e la mia vicinanza. In quella cerimonia, comunque festosa, non si respirava, però, l’infinito: il sindaco li ha semplicemente dichiarati marito e moglie “in nome della legge” mentre io e Maria Chiara siamo stati “sposati in Eterno” dal nostro don. Il loro amore vicendevole non ha nulla di meno di quello tra me e Maria Chiara e la loro unione è stabile né più né meno della nostra.

    Forse l’unica differenza è che il nostro impegno noi l’abbiamo fatto con Dio quale momento culminate della nostra conversione come sposi che “insieme si portano a Salvezza“.

    Le difficoltà sono le stesse, il sentimento forse anche. Quello che cambia è la comune ricerca di Dio e le ultime parole della celebrazione del nostro matrimonio: “Stefano e Maria Chiara sono sposi in Eterno!”.

  19. Cari Frateli che vi ritrovate su questo sito vorrei aggiungere solo la mia modestissima esperienza di 33 anni di matrimanio e 7 di fidanzamento: all’interno di questo periodo lascio a voi immaginare la più ampia gamma di eventi accaduti. Una vita non si può narrare è unica irripetibile ecco perchè è insostituibile. Il matrimonio è una scelte libera, liberissima ma proprio per questo deve e sottolineo deve essere unica perchè si chiama a testimone l’Altissimo e non degli altri uomini che possono essere ingannati. “Ad augusta per angusta” se un’unione non viene sancita e Consacrata davanti e con Dio perde la sua legittimazione al di là di ciò che noi possiamo pensare di tutte queste strane coppie che affollano il mondo, sono certamente cambiati i tempi e ulteriormente cambieranno ma se io e te dichiariamo di fronte a Dio di prenderci cura l’uno dell’altro nella buoa e nella cattiva sorte beh… evitiamo alchimie linguistiche… anche di questo quel fiorno dovremmo rendere conto.

  20. Dirò qualcosa che forse inquieterà qualcuno…
    Quando il sacerdote celebra la messa e da la benedizione ai due sposi, quello non è un rito “magico”, che una volta fatto poi Dio entra a far parte della festa, del matrimonio riuscito.
    Quella benedizione dovrebbe essere l’invito per Chi vuole esserci, e un aprirGli la porta di chi vuole averlo come amico nella festa che sta per iniziare.
    Nei matrimoni non celebrati in chiesa, chi lo dice che lì fuori non ci sia Lui, che aspetta di essere invitato? Chi lo ha deciso che non sia ancora lì quando tutti gli invitati in ghingheri sono andati via?
    Io credo che Lui sia ancora lì, aspettando con il Suo dono in mano, aspettando di essere riconosciuto e fatto entrare, anche senza festa in chiesa, anche senza cerimonie, senza bei vestiti, e senza le carte in regola!
    Lui è quello che porta il dono più bello, che non vuole tenere per sè, e aspetta il momento giusto per farsi avanti, e il matrimonio in chiesa può essere il momento giusto, ma non è detto che lo sia per tutti.
    E due che decidono di vivere insieme, che non desiderano ancora farlo invitando il Signore alle nozze (e soprattutto al dopo nozze!), non è detto che poi non si accorgano di che cosa può significare invitare Lui, che resta pure quando gli altri vanno via, per iniziare finalmente la festa…

    Caro Elio, io faccio parte di una di quelle “strane coppie” di cui parli, e pur non avendo celebrando il matrimonio in chiesa (ma non perchè non vorrei! almeno adesso!), ho aperto a quel Signore che un giorno ho trovato fuori dalla finestra di casa mia, che mi aspettava, anche se non era stato invitato e se era passato tanto tempo…

    1. Scusa Vera se in qualche modo ti ho mancato di rispetto ma sono troppo convinto che il Matrimonio come libera scelta nasca da una conoscenza e da un rispetto a tutto tondo del proprio futuro/a compagna/o: Come dicevo nella mia lunga esperienza di momementi “teribili” ne ho avuti ma quel giuramento fatto quel giorno dopo lunga riflessione ha rappresentato “la roccia” o più modestamente la scelta unica e definitiva: avevo assunto non solo un Sacramento ma la responsabilità di un essere umano che Lui mi affidava. In una società di ondivaghi di incerti di chi prende la via più comoda per non “soffrire” la vita il Matrimonio è la libera scelta per eccellenza. Si dice si una sola volta nella vita dopo, … dopo… è accettazione e affidamento a Dio Padre se la scelta, nonostante tutto, non è andata a buon fine. Se il Sacerdozio è un impegno estremamente gravoso, il Matrimonio quello vero quello consapevole fatto solo di sentimenti e buoni propositi lo è perlomeno il doppio.E ti dirò di più è proprio in questo nostro Nuovo Tempo” che la responsabilità più grande nella decisione ricade sulla donna in quanto ha perso (più che giustamente) il ruolo di subalterna , nela stesura del rito, per assurgere al ruolo meritorio di parità: ma L’uomo? Ha capito? E’ all’altezza ? Francamente ho i miei dubbi.

    2. Grazie Laura mi sono piaciute molto le tue parole… hai dato voce anche ad alcuni miei pensieri che non avevano ancora avuto modo di uscire…

      Ho sempre pensato che il matrimonio non inizia il giorno delle nozze ma il SI non si esaurisce in quel giorno ma ogni giorno ti svegli e dici il tuo SI…
      buona bomenica con Gesù nel cuore

  21. Buongiorno!
    Oggi si sposa una mia carissima amica.
    Lei e la sua famiglia di origine molto cristiani, molto cattolici.

    sarebbe stata una festa di nozze fantastica…
    eppure….
    ieri e’ morto il suo papa’. Il papa’ di lei, carissimo, amatissimo.

    Ci sara’ il matrimonio….
    anche se forse non ci sara’ la “grande festa” che aspettavamo…
    Ci sara’ tempo per capire cosa questo significhi per le loro vite…

    Io ora ringrazio tutti coloro che, fra di voi, avranno modo e voglia di
    pensare a tutti loro, oggi, davanti a Dio, in qualche forma di preghiera.

    In silenzio: e io vi dico grazie!, voi non ditemi nulla.

    (In silenzio davanti a gioie e dolori che si mischiano sempre per noi.)

  22. Lasciando da parte per un attimo i nostri tentativi umani di “par condicio”
    di non scontentare nessuno di essere accoglienti con tutti…
    Anch’io ora voglio dire qualcosa che forse potra’ non piacere a molti.

    Il Sacramento, se di Sacramento parliamo a proposito del matrimonio,
    certo non e’ un rito magico.
    (come d’altra parte non lo sono il Battesimo… e tutti gli altri Sacramenti … e io non divido i Sacramenti in serie A e serie B….)

    Ma come Sacramento ci trascende!
    E’ oltre la realta’ sensibile fisica puramente umana e spirituale.
    In esso partecipiamo della Grazia divina propria del Sacramento stesso.
    E non e’ lo stesso amarsi donarsi (COME COPPIA, INTENDO) in Cristo,
    o amarsi (COME COPPIA) fuori da Cristo.
    Ovvio che Chiunque fra noi, intesi come SINGOLE PERSONE davanti al nostro Dio, anche se esclusi dal sacramento del Matrimonio (e dagli altri sacramenti) possiamo morire e donare la vita al nostro coniuge per amore!…
    Ovvio! Quasi Banale…
    Ma la realta’ e la forza del Sacramento restano intatte. E agiscono.

    Altrimenti carissimi tutti, la Chiesa non si sarebbe nemmeno presa la briga di diventare cosi’ “impopolare” per custodire cio’ che esso rappresenta: l’unione dell’Uomo e della Donna Segno dell’unione di Cristo e della Sua Chiesa, appunto.

    Rileggete questo se ne avete voglia, Catechismo della Chiesa cattolica,
    ARTICOLO 7 IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO:
    http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p2s2c3a7_it.htm

    da li’ traggo questa citazione:
    “1661 Il sacramento del Matrimonio è segno dell’unione di Cristo e della Chiesa. Esso dona agli sposi la grazia di amarsi con l’amore con cui Cristo ha amato la sua Chiesa; la grazia del sacramento perfeziona così l’amore umano dei coniugi, consolida la loro unità indissolubile e li santifica nel cammino della vita eterna.”

    Ora se il Sacramento non e’ una magia, non e’ nemmeno una nocciolina o una barzelletta! (O qualcosa che se c’e’ bene, ma se non c’e’ fa lo stesso! e le coppie si amano si rispettano crescono figli ecc ecc allo “stesso” modo…)
    ESSO e’ piuttosto una realta’ seria e profonda che nel bene o nel male segna quotidianamente la vita di milioni di esseri umani.
    E merita considerazione e rispetto, quello cristiano!
    Soprattutto da noi che ci diciamo cristiani. Anche se lo viviamo ognuno a modo nostro.

    Le coppie che vivono situazioni particolari… si affidino a Dio che c’e’ sempre per tutti, cristiani e non! Portando croci “particolari” e morendo e risorgendo in altro modo…

    La cosa che piu’ mi dispiace e’ che queste coppie non possono accedere agli altri Sacramenti. Per questo soffro pure io. Tanto. E pero’ credetemi, capisco in qualche modo la posizione della Chiesa che sembra “dura”, intransigente, ma che ha le sue motivazioni profonde e misteriose per noi incomprensibili… come molti misteri che riguardano DIO.

    P.S.
    Io non ho pagato una lira (erano lire!) quando mi sono sposata. E nessuno mi ha posto tariffe davanti. Ho fatto un’offerta anonima in un secondo momento, alla Parrocchia,
    per dire grazie a Dio e alla Comunita’ cristiana, dentro – e davanti a cui, mi sono sposata.

    1. Mai detto o pensato che un sacramento sia una nocciolina o una barzelletta!
      Sperimento solo (e mi preme dirlo a chi soffre per queste situazioni) che Il Signore è libero da tutto, e la Sua grazia non si lascia ingabbiare, ma si lascia accogliere anche da chi a parere degli altri “in regola” non possono incontrarla
      .
      Quando Gesù è venuto gli esperti delle cose sacre, quelli che avevano tutte le carte in regola non lo hanno accolto, non si sono accorti di Lui, e invece quelli che a loro parere non lo avrebbero mai incontrato erano proprio il motivo per cui il nostro Dio è venuto!

      I Sacramenti sono importanti, non ho mai avuto l’intenzione di dire il contrario!
      Ma non mi stanco di dire che i destinatari che Lui ritiene più “urgenti” sono quelli che sembrano i più lontani, più bisognosi, i meno meritevoli, sono proprio quelli che il Signore vuole incontrare! Nonostante tutto! Nonostante noi! Nonostante le regole! Nonostante i bollini…

      1. Laura carissima,
        noi due ne abbiamo parlato altre volte… lo sai,
        non mi riferivo a te parlando di noccioline,
        so bene la serieta’ e la profondita’ con cui vivi il tuo essere cristiana!
        il mio
        era un discorso in generale.
        e credevo che andasse fatto!
        per chiarezza per mia onesta’ secondo quanto mi suggeriva la mia coscienza …che parla tanto!
        (potrei certo farla stare piu zitta!)
        un abbraccio a te.
        (Dio e’ piu’ grande di noi. e delle nostre parole per provvidenza o fortuna!)

  23. Non sono sposato, e non intendo esserlo, non sono un religioso consacrato, ma sono un religioso che ha consacrato la sua vita a Dio, quindi Chiesa.

    Vera, condivido pienamente il tuo pensiero e ciò che ci insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica: Cristo lo sposo, sposa la Chiesa!

    Voglio spezzare però una lancia a favore di Laura, lo so l’hai spezzata anche tu quella lancia, e ciò è davvero ammirevole e degno di una vera Cristiana: Gesù si è fatto carico di tutti i peccati e le debolezze, infatti la maggior parte dei suoi compagni di viaggio erano peccatori; è morto in Croce per loro, per noi e per le generazioni future; pertanto sono certo che, come dice Laura, nel dopo festa, Lui è lì pronto ad accogliere gli sposi e a cominciare a farsi carico del loro amore, anche se nel peccato.
    E ho la convinzione che, alla fine dei tempi, a loro, agli sposi che non hanno celebrato il matrimonio in chiesa, se avranno molto amato e molto donato, sarà anche molto perdonato; mentre, può succedere che agli sposi che hanno celebrato, e solo celebrato, il matrimonio Cristiano non sarà perdonato perchè non hanno amato abbastanza e non hanno donato affatto.

    La sofferenza di non poter partecipare ai sacramenti, per alcuni di loro può essere grande, perchè sentono la necessità di accostarsi a questi senza poterlo fare: alcuni anni fa, per fortuna non nel mio paese, anche se non cambia, ho assistito a questo riguardo ad una scena in cui una povera donna, innamorata e timorata di Dio, per essere stata abbandonata dal marito e per trovato un compagno amorevole che l’ha accolta e consolata, è stata cacciata duramente dal sacerdote nel momento in cui lei, con le lacrime agli occhi, gli ha chiesto la confessione o in sostituzione poter parlare con lui.

    Cacciata, non mandata via con gentilezza, con riguardo!

    Pertanto, nel Giudizio finale, chi sarà accolto e chi sarà cacciato?

    Anche se potrebbe sembrarlo, non è una domanda capziosa e polemica, e non sono contro i sacerdoti, anzi………! è solo una constatazione di fatto!

    1. In effetti caro Angelo si può essere prete senza aver incontrato Cristo, e si può essere sposati in chiesa senza essere sposati in Cristo. E anche per loro il Signore è lì che aspetta…
      Mi dispiace veramente per quella povera donna, ma sono sicura che dopo quella cacciata il Signore le avrà fatto incontrare un sacerdote santo, e se non è ancora accaduto, se lei avrà la forza di continuare a bussare…lo troverà qualcuno che l’ascolterà e l’accoglierà, anche se non potrà accostarsi ai sacramenti. Ne sono certa. Perchè il dolore di quella donna sarà arrivato di sicuro al cuore del Signore.

  24. Grazie Angelo, e io continuo a “spezzare”!
    E di lancia in lancia non chiudero’ mai il cerchio!
    Continuiamo il discorso? Bene!
    Siamo nella storia che tu hai raccontato (e che avrei potuto raccontarti pure io).
    Il cerchio… chiamiamolo per ora catena di responsabilita’ !e la donna ne e’ un anello… perche’ dunque fermarci a lei?!

    Io immagino la fine dei Tempi, e Qualcuno che dice a quel prete… “vieni qui anche tu, che non sei stato in grado di fare quello che avresti potuto (come molti), che non sei stato preparato bene a farlo (non ti sei preparato), che hai fatto fatica ad esercitare il tuo ministero tra molte difficolta’, che non sei stato sostenuto aiutato accolto dalla tua comunita’, da chi ti stava vicino, anzi… che ti ritrovavi solo e triste stanco ogni sera di Festa (e ogni giorno dell’anno), che avevi mille cose da fare mentre la Luce-Parola rischiava di spegnersi in te. … e altro e poi… Vieni qui anche tu. Ora siamo tutti qui.”

    Perche’ sono sicura che per agire-rifiutando-cosi’ la donna, quel sacerdote ha fatto da qualche parte esperienza di rifiuto pure lui… sulla sua pelle. Chi riceve amore, dona amore.
    Saranno mancati anche a lui gioia calore pace intorno e carita’!
    Aveva un “No” da dire e ci sono molti modi di dire di “No”, lo sappiamo.
    Pero’ ognuno da’, e dice, quello che conosce, e soprattutto, quello che ha!

    Non chiuderemo mai il cerchio passandoci la responsabilita’ di mano in mano. No! (sempre altri anelli… da capire…)
    Noi possiamo poco alla volta, un pezzetto alla volta, rattoppare quelle piccole che ci capitano tra le mani e i piedi…
    Il mio il tuo il nostro pezzetto di responsabilita’… ricucito, risanato, giustamente (=con giustizia) perdonato.
    Pregare per quelle responsabilita’ piu’ grandi… quelle in cui sembra che le nostre azioni siano ininfluenti, talvolta… (ma goccia a goccia si riempiono i vasi… i bicchieri, le bottiglie, i fiumi… e capita che escano pure dagli argini….)
    Sempre comunque tentare di tenere piu’ in ordine possibile proprio la nostra, esattamente la nostra, bella, grande, capacita’ di decidere. (liberta’?!)
    Cioe’quella consapevolezza di dover rispondere degli effetti delle nostre azioni.
    Rispondere a noi, alla nostra felicita’, anzitutto… e all’umanita’ intera, (i vicini e i lontani… ) e poi al nostro personale eterno futuro.
    Cosa altro resta a noi (da fare)?
    Curare bene il nostro giardino-responsabilita’… rami secchi nelle varie stagioni foglie e frutti zappare potare pulire con sudore (?) tollerando qualche erbaccia che cresce sempre dovunque ci sia qualche grammo di terra o di fango (cio’ di cui siamo fatti… in fondo… ) ma anche di acqua, che da’, e di nuovo da’, la vita. E ogni tanto certo raccogliere e mangiare con gusto qualche buona pera matura! (o carote o albicocche o patate e ciliegie o basilico!… )
    Certe zolle si dissodano in due, in Coppia, ma per il resto occorre tanto, proprio tanto, quotidiano lavoro individuale!

    povera donna povero prete poveri noi quando “facciamo” senza Dio…

  25. Non conosco quella donna Laura, ma come tu dici, sicuramente il suo grido di dolore è arrivato al cuore di Dio, che l’ha inondata anche in assenza di Sacramenti, con il Sacramento della Sua Grazia.

    Buona domenica, in Cristo Gesù!
    🙂

  26. Come sempre, bello ciò che tu dici Vera, Grazie!

    Si, sono convinto anch’io, il Signore darà sicuramente delle altre possibilità a quel Sacerdote e anche ad altri, per poter dire un giorno: “vieni anche tu, Benedetto nel e dal Signore”!

    Perchè, se noi siamo infedeli, Lui è fedele per sempre! E la Sua Fedeltà, oltre che verso il Padre, consiste nel voler portare a compimento l’Opera di Salvezza che ha iniziato!

    E allora, il cerchio, finalmente si chiuderà: Tutto è compiuto!

    Buona Santa Domenica e un abbraccio in Cristo Gesù!

    🙂 🙂 🙂

  27. … mamma mia che confusione che fate!

    Quante parole … troppe forse!
    E quando le parole diventan troppe … è facile che si annidi il cornuto!

    Un sacerdote non può comunicare una divorziata convivente … punto! il Sacramento della Penitenza, non è valido fino a che permane la convivenza.
    Quindi il buon sacerdote di Angelo ha fatto ciò che doveva … forse poteva parlare alla donna … forse poteva essere meno brusco …. forse aveva i cabasisi girati … ed è uomo pure lui !

    MI fa ridere amaro il tentativo pietistico di tirare la Dottrina della Chiesa ogni volta, verso le proprie miserie e le proprie cadute …come se potesse esistere una Dottrina non dei Dogmi, ma delle Eccezioni! E’ sempre più dura essere cattolici … in mezzo ai cattolici !
    Cara Laura, Dio ha uno sguardo amorevole per tutti … e per tutte le “situazioni particolari” … ma noi … invece di fare Dio … pensiamo a far bene quello che il Signore ci ha chiesto di fare … ovvero santificare l’unione tra uomo e donna … il resto.. lasciamolo decidere a Lui … no?
    Se ci sono battezzati che si sposano in chiesa per la location e poi se ne strabattono di tutte le conseguenze … bòn questi fanno peccato mortale, tra i più gravi oltretutto … si chiama Sacrilegio … come vedi Laura … non c’è nessuna superiorità presunta in un matrimonio celebrato in chiesa senza rispetto e consapevolezza … anzi c’è una colpa ben definita!

    Vera ha linkato il Catechismo … bene … leggiamolo, meditiamolo … e già ce ne vien bene… che le cose vengon dette e spiegate con dolcezza ed amore … quello Maggiore di Pio X era anche più piatto e ruvido!

    Il Matrimonio è Sacramento di Servizio alla Comunione! SERVIZIO ALLA CHIESA assieme al Sacramento dell’Ordine (Sacerdozio)! Quindi Elio non hai fatto un paragone azzardato, anzi …

    Caro Curtaz, ai due amici di pure che i cattolici si sposano per VOCAZIONE …. amore, piacere, attrazione, star bene etc etc … son tutte cose secondarie ….la prima cosa è rispondere ad una chiamata forte, potente … assieme ad un’altra persona a cui affidi tutti i tuoi momenti ( e ce ne sono a bizzeffe) di debolezza, caduta fatica che incontrerai per rispondere appieno a questa chiamata.

    Ecco Paolo, ai tuoi amici di così … di che Marito e Moglie Cattolici sono un nucleo combattente … un’unità di resistenza ed attacco … di sabotatori a volte … nella battaglia quotidiana di vivere oggi qui, in questo mondo … ostinatamente stringendosi e volgendosi a Cristo …

    Di ai tuoi amici che gli sposi cattolici creano una struttura di vita in questa società di morte … e sull’uscio delle loro case e nei loro cuori ci sono incise a fuoco queste parole : fecondità, carità, accoglienza e sacrifico.

    Di ai tuoi amici che gli sposi cattolici la sera, quando i figli dormono e prima che le forze svaniscano, pregano abbracciati, in silenzio perchè si sentono quasi schiacciare dal peso e dalla consapevolezza d’esser simbolo e fulcro di tutto l’ Ordine della Creazione che Dio gli ha affidato …. e pregano perchè fuori il nemico non smette un attimo di bersagliare il loro piccolo rifugio … sia materiale che nei loro cuori … e digli pure che dopo la preghiera ci si sente più forti, più sereni ed il sonno non porta incubi !

    Va beh …
    … mi fermo qui …

    Salùt
    Janus

    1. Bhè caro Janus, posso dirti che sto solo provando a dire il mio “si”, nella mia precisa e scomoda situazione, esattamente qui, godendomi la Sua presenza che colgo in tante piccole cose, che mi donano il coraggio e la forza per poter ridire ogni momento i miei si.
      E nella mia precisa situazione mi pare di aver capito che posso essere anche io segno dell’amore di quel Padre, e sento di dover e poter dire a quei figli che si sentono messi da parte o scacciati, o messi fuori, che quel Padre non intende cacciarli, ma che li vuole amare! Qualsiasi fosse la loro situazione. Questo sento di doverlo dire, e lo farò finchè ne sarò convinta. Senza pietismi, senza volermi piangere addosso, ma ringraziando sempre il Signore che mi ha fatto sentire amata nonostante tutto, e mi ha ridonato la dignità che non sapevo più di avere. E posso ricordarlo e ridirlo a chi forse lo ha dimenticato.

    2. …un’altra piccola cosa: non mi sento e non sono un’eccezione, perchè semplicemente il Suo amore NON FA ECCEZIONI
      buona giornata!

  28. Janus, forse sarò una puritana, ma sinceramente non sono molto compiaciuta riguardo ad alcune espressioni che hai usato!

    A parte questo, dopo quello che sto per dire forse mi bandirete, ma non importa: Non ho molta cultura e non capisco la differenza tra Dottrina e Dogma, però mi pare che Gesù abbia detto : “Prendete e mangiatene tutti, questo è il Mio Corpo…….
    Tutti, Gesù ha detto Tutti! E tutti ne mangiano, anche coloro che non ne hanno davvero diritto, solo perchè apparentemente sembrano puliti e santi!
    Poi, non mi pare una giustificazione il fatto che il Sacerdote sia nervoso o che sia un uomo!
    A prescindere, anche se ha un diavolo per capello, lui ha il dovere di essre sempre disponibile e calmo e gentile e sorridente perchè è Ministro di Dio, lui rappresenta Gesù e sono certa che Gesù vorrebbe che i suoi ministri, coloro che lo rapprsentano siano così come Egli è……..o no?

    Comunque, io sono per il matrimonio Cristiano, e se mai un giorno dovrò sposarmi con un uomo,perchè attualmente il mio Sposo è Gesù, vorrei sposarmi in Chiesa, vorrei sposarmi in Tre.

  29. … ho già avuto modo di dire che nella piena libertà di ciascuno, su questo blog, permettete a me di esprimermi liberamente ed in piena libertà. Se risulto eccessivamente duro alle vostre orecchie abituate al miele ed a suluzioni zuccherine … semplicemente non leggetemi.
    Non vorrei più tornare su sta cosa.

    Federica, mi permetto di dire … che la libera lettura del Vangelo non ti aiuta molto, se, invece che farti delle idee tue senza alcuna altra mediazione che la lettura stessa, tu non trovi il tempo, il modo e la voglia di chiedere e confrontarti con un Sacerdote.
    Il solo Magistero è Docente … noi (e grazie a Dio) rimaniamo umilmente Discenti.

    Comunqu ciò che hai letto, non vuol dire ciò che tu deduci.

    Un Sacerdote disponibile, calmo, gentile e sorridente .. sempre addirittura … è un’immagine diabetica che non corrisponde ne ad un dovere ne ad un auspicio 🙂 almeno per me.

    Ecco Federica, brava … l’ultimo tuo pensiero me lo porto in preghiera questa notte … e chiederò anch’io al Signore che tu possa trovare un bravo ragazzo con cui convolare a giuste nozze … in Cristo!

    Buon riposo.

    Salut
    Janus

  30. Quando tanto tempo fa ho incontrato mio marito, la cosa che mi ha colpita di lui (a parte l’attrazione e la simpatia), è stato il suo dolore e la sua convinzione che dal momento che aveva un matrimonio fallito alle spalle, nessuno ormai avrebbe potuto solo pensare di volerlo amare…
    Lì mi è scattato qualcosa dentro: “ma no!!!!!! Non è così!” E da quel momento ho deciso che sarei stata la sua compagna per la vita.
    Così è stato, ci siamo sposati, abbiamo avuto due figli…e poi ho incontrato Qualcuno di cui non avevo tenuto conto.
    Tutto quello che avevo fatto è stato rimesso in discussione, uno stravolgimento totale della mia vita.
    Tutte le mie certezze spazzate via, tutte le mie difese cadute, e sono rimasta “sola” cercando di capire cosa stesse succedendo e cosa volevo fare della mia vita.
    Ora eccomi qui, ancora con lui, nonostante tutto.
    Io che in lui in fondo in fondo cercavo sicurezza, che non ho trovato….e mi sono ritrovata a ridire ancora quella frase che mi aveva spinta all’inizio verso di lui. No, non è vero che sei destinato a continuare da solo, ci sono io. Ho ridetto un si più consapevole, anche se significa per me anche dolore, rinuncia, pazienza. Questa situazione richiede la forza che non ho, io che avevo bisogno di sentirmi amata e rassicurata, spesso non mi sento così, però (sorpresa!!!!!) ho scoperto che c’è qualcuno che non avrei mai immaginato, che c’è, che ci ama, che ci guida, che mi rassicura e mi stravolge e mi fa rialzare quando cado e mi fa cadere quando mi siedo…un compagno di viaggio che sa dove ci sta portando, e secondo me era anche lui che nel mio cuore quel giorno mi ha fatto sentire che nessuno può dire di non essere degno di essere amato. In qualunque situazione si sia cacciato…

      1. @ Jenny & Laura

        Va bene … Dio ama tutti!
        Quindi ???

        Il punto non è fare l’esame a Dio !
        Il punto è fare l’esame all’uomo, a ciascuno di noi … e ciascuno per se verificare e meditare a come risponde a questo Amore!

        Non vale dire … “io amo Dio … ma le regole le stabilisco io!”
        Non vale neanche dire … “le regole non sono di Cristo, ma della Chiesa … io non seguo la Chiesa, ma Cristo.”

        Non vale nemmeno dire che “l’amore per un uomo sia superiore a quello per Dio …”
        … che sia difficile scegliere lo so … che Dio accoglierà questa sofferenza pure…
        … che il modello da proporre però, parlando in questo caso di matrimonio cristiano cattolico, sia altro (ovvero quello descritto nel Catechismo, per esempio) … non è posto in dubbio!

        Salùt
        Janus

        1. Caro Janus,
          quindi…ne più ne meno di quello che ho detto…
          sono d’accordo con te in tutto, non faccio l’esame a Dio!
          Non mi scelgo quello che mi fa comodo e lascio il resto.
          Sono dentro e prendo tutto, anche se con fatica, dolore,spesso. Ma ci sono, ci stò!
          Ma mi trovo lontana dal vedere certe situazioni come peccaminose, le vedo semplicemente come situazioni dolorose, nelle quali Dio può entrare e aiutarci a “raddrizzarle”, a guarire chi si sta facendo del male.
          E sono triste quando sento di persone che vengono giudicate, cacciate, invece di essere accolte e accompagnate magari in un cammino di conversione. Se queste pecorelle smarrite tornano, perchè cacciarle? E’ quello il momento di approfittare dell’opportunità di far fruttare il talento! Invece di sotterrarlo…

  31. …ultime ore di lavoro !
    stanotte alle 4 parto per la Terra Santa!!!!
    con mio marito “agnostico” abbiamo deciso di festeggiare così i nostri 25 anni di matrimonio…..
    vi porterò tutti nel cuore….. vi chiedo di essere a me vicina nella preghiera!!! ci “leggiamo” fra una settimana……..

  32. Marco 8, 5-6 : Quanti pani avete?» Essi dissero: «Sette». Egli ordinò alla folla di accomodarsi per terra; e presi i sette pani, dopo aver reso grazie, li spezzò e diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla; ed essi li distribuirono.

    Il Secondo episodio della moltiplicazione dei pani a differenza del primo, si svolge in un contesto completamente pagano.

    E se nel primo episodio Gesù dice solo la preghiera di benedizione che si suol dire prima di iniziare a mangiare, nel secondo episodio fa un “Rendimento di Grazie”.

    Pertanto, il rendimento di grazie può essere inteso come preludio dell’Ultima Cena, dell’ istituzione dell’ ‘Eucaristia, della Pasqua.

    Quindi Gesù, dopo aver reso grazie, li spezzò e diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla; ed essi li distribuirono.
    A me sembra che qui, Gesù, non sia soffermato a controllare chi fosse battezzato e chi non; chi fosse santo e chi peccatore; chi sposato una volta in chiesa e chi separato e risposato:

    Li spezzò li diede ai suoi discepoli perchè li distribuissero a Tutti….e Tutti furono saziati……..o no!

    1. No cara amica, no!
      L’eucarestia NON è per tutti … e non va presa in mano, ed ora che arriva un “periodo forte” dell’anno liturgico occorre fare molta attenzione a chi si comunica con la particola alla mano … vigilate!

      Comunque, Federica, che il messaggio di Cristo e la sua luce salvifica siano offerti a tutti è vero … che tutti l’accolgano no … che basti l’opera di Dio… nemmeno ..

      Cristo è inerme su questa terra senza la volontà dell’uomo di accoglierlo.

      Parla con un Sacerdote.

      Salùt
      Janus

        1. Si Paolo lo so, ma onestamente il rischio della dispersione dei frammenti e della profanazione dell’Ostia Santa …. non capisco veramente come facciano ad essere tollerati … quindi è vero ed è corretto … si può … dolorosamente si può … ma vigiliamo … !!

          Grazie per la correzione.

          Janus

  33. Mia madre vedova, vive con un vedovo… non vogliono sposarsi per cavoli loro (ops scusate!) e in Chieda da noi sono stati più di una volta come dire ammoniti dai preti per il loro comportamento da peccatori… che dire? la Chiesa ha la sua è vero sono peccatori perchè potrebbero sposarsi vista la loro condizione di vedovi… e vi assicuro che sentirsi cacciati dalla Chiesa non è stato bello nè piacevole, ma lo hanno dovuto accettare … Chiuque convive e non si sposa in CRISTO è peccatore anche se dietro le loro storie ci sono persone, fragili, con tante poverta… ecc… ecc…
    Vorremmo una Chiesa più accogliente forse? Gesù stava con i peccatori e i pubblicani e le prostitute ma portava loro la conversione a non peccare più…
    se dietro ad un divorzio o una separazione c’è un dolore grandissimo per la nostra Madre Chiesa c’è anche una grave colpa…. e chi si sposa lo sa… quindi perchè lamentarci della “durezza” di nostra Madre?
    e come ho già scritto mi interrogo molto su quelle coppie che non si sposano in Chiesa ma che si amano e si ripettano ugualmente…

    PS è vera una cosa che io con mio marito cerchiamo di pregare che il signore conservi il nostro amore per sempre come ci siamo promessi 9 anni fa!

    un sorriso serale

    1. Molly, non capisco una cosa, sono stati cacciati dalla chiesa? Un sacerdote non può ne cacciare ne non dare l’Eucarestia, ho chiesto a vari preti e loro hanno detto assolutamente non possono rifiutare di dare la comunione a persone che come dici tu vivono nel peccato. Il Signore è il giusto giudice. Abbracci a tutti, grazie Paolo!!!

  34. Per la preparazione alla Comunione ci si può unire alla preghiera silenziosa del Sacerdote: “La comunione con il tuo Corpo e il tuo Sangue, Signore Gesù Cristo, non diventi per me giudizio di condanna, ma per la tua misericordia sia rimedio e difesa dell’anima e del corpo.”

    Forse sbaglio, ma secondo il mio punto di vista non si può rifiutare la Comunione, non si può rifiutare il viatico per la vita eterna!

    Il Sacerdote dice sottovoce:
    “Il Corpo di Cristo mi custodisca per la vita eterna”
    “Il Sangue di Cristo mi custodisca per la vita eterna”

    Accogliamo questi fratelli, peccatori si, ma pur sempre figli di Dio!
    Aiutiamoli a fare ritorno alla casa del Padre, anzi se sono lì a bussare vuol dire che sono già tornati, perchè mandarli via.

    “Il Padre lo vide da lontano e gli corse incontro!”

    Il mondo è cambiato e il numero di questi fratelli aumenta sempre di più, chi rimarrà alla mensa del Padre? Solo Gesù con il Sacerdote che in quanto uomo, anche lui peccatore?

    Non sono per il libertinaggio ma per l’amore puro e sincero!

  35. Siamo alla follia pura …
    … parole in totale libertà …

    L’ignoranza che si erge a dottrina … senza saper ciò che dice … ed il danno potenziale che compie nel dirlo !

    Ma mi domando io… è così difficile cercare di fare semplicemente ciascuno il proprio dovere, seguendo quanto ha chiesto il Signore attraverso Santa Romana Chiesa ?

    E’ così divertente di improvvisarsi ogni volta ridicoli Dottori della Legge , teologi raffazzonati … pronti a citare brani del Vangelo e della Bibbia senza probabilmente neanche averne capito realmente il significato, senza averne meditato il senso, senza averne poi tratto un seme per se?

    … ma si … ma si … avete ragione voi … andate avanti così … sono io fuori luogo … come sempre …

    Hai ragione Michaela, il numero dei peccatori aumenta ,,,, aboliamo il peccato … fai tu la telefonata al Signore, comunicagli la nostra decisione … ma si, che ci frega!

    Hai ragione Jenny ed hanno ragione i tuoi amici preti che ne sanno meno di te probabilmente … che sarà mai quel dischetto bianco … diamolo a tutti, con una fettina di salame perchè no?, il vino è già previsto no? fai tu una chiamata a S. Paolo e digli di correggere 1Corinzi … ma si che ci frega .. a tutti, a tutti …

    Vi saluto ,
    per sempre.

    Janus

    1. Janus, per non smentirci su ciò che dici di noi, mi piace ricordarti l’altro fratello del figliol prodigo, che non vuole entrare alla festa perchè il Padre ha accolto con gioia il figlio perduto.

      Dai, non fare così, tu non hai bisogno di conversione! Aiutaci però ad accogliere e riportare all’ovile le pecorelle smarrite!

      pace, pace, pace, michaela.

      🙂

    2. Janus, ti ritengo una persona intelligente, e questo tuo ultimo post non è degno di te.
      Sono sicura che stamattina, riposato, farai caso che qui nessuno stava divertendosi, nessuno vuole ostia e salame…o improvvisarsi teologo!
      E non andartene, dispiacerebbe a tutti, non farti pregare!
      E ti rispondo: Si, è molto difficile accettare alcune cose quando non si comprendono. Alcune cose sono impossibili da accettare razionalmente, se non si entra in un certo modo di guardare…senza fede non è pensabile accettare certe cose.
      Solo la fede ci permette di non vedere nel rifiuto di dare la comunione un’ingiustizia, di sopportare la sofferenza che si prova nel non poterla ricevere.
      E’ un cammino che può esserci, faticoso, doloroso, che può arrivare poi ad accettare, a capire.
      Ma se prima che questo avvenga si chiudono le porte, questo non può avvenire!
      Nessuno vuole abolire il peccato, ma magari cominciamo a guardarci l’un l’altro un po diversamente!
      Si può essere rispettosi delle regole e allo stesso tempo della dignità delle persone, di tutte le persone!

  36. Non voglio entrare direttamente nelle questioni “legali” del fatto che un divorziato non può fare la comunione ma semplicemente riflettere sul significato della comunione in generale.
    Infatti mi sembra di aver capito che un peccatore non può prendere l’eucarestia perché fa un sacrilegio.

    Mi è saltata subito in mente la festa del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, che forse non tutti sanno che nasce dal miracolo di Bolsena.
    Un sacerdote dubita della presenza reale di Cristo nel pane e nel vino… così durante la messa, quando spezza il pane, un po’ di sangue scorre dalla piccola ostia. Dal 1200 si ricorda ciò.

    Se Dio è capace di farsi presente in un pezzo di pane, cosa può fare di noi?
    Quando prendo la comunione, questo pane è Dio stesso che viene in me, che non si vergogna del mio peccato. Vuole amarmi e vuole incontrarmi.
    Lui entra dentro di me, ma in realtà sono io che vado da Lui.
    La comunione non è un premio per la buona condotta…ma è eventualmente la forza per ottenerla, la medicina per gli ammalati.
    Non dobbiamo essere puri per avvicinarsi al Signore, ma è accogliere il Signore che ci rende puri.

  37. Sono davvero perplesso.
    Non intervengo molto nei commenti, a volte non li leggo nemmeno, non per snobismo o superficialità, ma perché la vita mi porta a fare molte cose, forse troppe, e sento il bisogno di silenzio…telematico.
    Ma quest’ultima discussione mi amareggia oltre il consentito e mi tira per i capelli a replicare energicamente.

    Ma da quando ogni volta che scrivo un post ci si azzuffa? Poi si usano le parole gentili, certo, ma ci si danno delle mazzate. E da quando (troppo!) i temi dei miei post sono solo un pretesto per dire qualunque cosa?

    Prendete questo, ad esempio.
    L’ho scritto di ritorno dal ritiro di Vicoforte con diverse coppie (sposate, separate e conviventi): un vento di speranza, sempre, in cui si mette l’amore al centro.
    Il messaggio del post (e leggetelo bene, cavolo!) era: il matrimonio cristiano ha una proposta nuova, destabilizzante, inebriante, che è diversa dalla prospettiva del mondo (raccogliticcia) e della consuetudine culturale.
    E cosa trovo nei commenti?
    Tuut’altro. E, ovvio, di nuovo la questione dei divorziati e della comunione, già affrontata almeno altre quattro volte!
    Pietà!

    Non mi ripeto perché mi snervo, andate a rileggervi le ragioni della Chiesa. La questione è dibattuta anche fra i teologi e fra i vescovi ma la linea è chiara da sempre: Gesù ha detto con forza che il matrimonio è unico e indissolubile e quindi un matrimonio celebrato validamente NON si può sciogliere in alcun modo! La Chiesa NON può contraddire Gesù e che cavolo!
    Sulla comunione il dibattito è aperto ma la posizione attuale è quella di chiedere alle coppie conviventi o risposate di astenersi dal farla, anche se sono a pieno titolo membri della comunità.
    Non mi sembra folle, ma piuttosto comprensibile se la Chiesa vuole/deve conservare il vangelo così come l’ha ricevuto!

    Se questa è la teoria, i casi singoli riflettano: sbaglia il prete che caccia la coppia separata (ma dove? Ma scherziamo? Roba da denuncia!), sbaglia la coppia separata che pretende la comunione.
    Tutti gli altri discorsi pseudo-mistici che tirano per la giacchetta Gesù mi urtano profondamente.
    Certo che Dio ama chiunque, anche chi sbaglia (non ditelo a me!) ma l’amore è serio ed esigente (non severo e truce). E la Chiesa NON contraddice in questo l’amore di Dio!

    Perciò mi tocca dar ragione a janus, anche se, lo sai bene, non condivido la connaturale voglia di menare che hai: quello che stiamo scrivendo è opinione legittima ma non fa parte dell’esperienza cristiana.

    E non venite a dirmi che la mia posizione è dura: provengo da una famiglia di separati, ho un fratello sposato due volte, un’altro che convive e io stesso, negli ultimi due anni, per evitare di destare scandalo perché ho vissuto come famiglia per seguire mio figlio, NON mi sono accostato alla comunione in obbedienza alla Chiesa! Con sofferenza, certo, ma consapevole che le mie vicende personali non sono il metro di giudizio del mondo! E come vedete, non ho ancora perso la fede…

    Perciò, per evitare di farmi bollire il sangue al mattino alle 6, per evitare che una persona che giunge per sbaglio sul blog scappi a gambe levate (ma che immagine di Chiesa stiamo dando?), vi annuncio un avvento sabbatico: pur continuando a scrivere, disabiliterò i commenti. Invito chi vuole al silenzio e alla preghiera
    Magari farà del bene a tutti.

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Article by: Paolo

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