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Dimorare

TN_ev3pa14“E, usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea” (1,29)

Dio dimora in casa di Pietro. Dio abita, non è di passaggio, si ferma per restare con noi. la nostra esperienza di fede non è passeggera, legata ad un momento di emozione. No: questo Gesù che ci viene incontro vuole condividere con noi la quotidianità, la ferialità, perciò entra in casa. Ricordate Betania? Questa casa viene citata soprattutto in Giovanni e in Luca: lì, a quattro chilometri da Gerusalemme, Gesù di ritirava con Marta, Maria e Lazzaro, in un gesto d amicizia e di umanità straordinario. Gesù avverte la necessità di fuggire dalla Gerusalemme che rifiuta i Profeti per ritrovare l’ambiente di Nazareth nella casa dei suoi amici. Siamo disposti a fare della nostra vita una piccola Betania? Permettere al Signore di abitare la nostra casa, permettergli di condividere il solito ‘tran-tran’? La buona notizia che Marco ci porta è quella di un io che lascia i templi per riempire le case, che vuole condividere con noi ogni cosa, anche la gioia della famiglia.

Al mattino si alzò quando era ancora buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. (1,35)

Dopo una giornata a dir poco frenetica, Gesù si ritira a pregare e, per farlo, ritaglia una parte della notte, rinunciando al sonno. Desta una grande impressione questo Gesù che si ritira a pregare: tutti gli evangelisti lo annotano con stupore. Perché mai Gesù pregava? Aveva bisogno di chiedere qualcosa? Che senso ha Gesù in preghiera? Certo: se la preghiera è, così come spesse volte pensiamo, un chiedere, un elemosinare, non ha nessun senso che Gesù preghi. Ma se la preghiera è invece un dimorare nel cuore di Dio, un aprire la propria vita e lasciarla abitare dalla sua presenza, allora ha senso pregare. E Gesù è Maestro nella preghiera. Ci immaginiamo questa intimità profonda che Gesù ha col Padre. E un po’ la invidiamo. Cos’é per noi la preghiera? Cose ne pensiamo? Come la viviamo? Nel linguaggio corrente ‘preghiera’ è addirittura sinonimo di ‘chiedere’. E in effetti gran parte della nostra preghiera è dedicata al chiedere. Mi ricordo quella simpatica richiesta di san Filippo Neri: “Sia fatta la volontà di Dio soprattutto se assomiglia alla mia”! Non è forse così? In fondo in fondo non pensiamo che sappiamo noi cosa è bene per noi e cerchiamo di convincere Dio ad esaudirci? Gesù vive la preghiera come un cercare la volontà del Padre, perché sa che nella volontà del Padre è la sua felicità. Perciò la sua preghiera è così straordinaria: perché vera. Qualcuno penserà: “cosa è mai la preghiera?”. La preghiera, lo vediamo, è questo motore che muove l’azione di Gesù. E’ così anche per noi? L’azione scaturisce dalla preghiera, questo è il messaggio di questa pagina. L’equilibrio tra preghiera e azione è fondamentale nella nostra vita interiore: l’una scaturisce dall’altra. Qui ricordo la bella frase che san Bernardo, arcidiacono di Aosta, usava come motto per il suo apostolato di preghiera e carità: “Hic Christus adoratur et pascitur”: qui Cristo è adorato e sfamato. Questa è la frase che campeggia sull’Ospizio del Gran san Bernardo.Cari fratelli sacerdoti e religiosi, che dedicate tanto tempo all’annuncio del Vangelo in maniera da riempirvi freneticamente la giornata senza avere tempo di pregare, attenti! Il paradosso è che rischiamo di vivere la vita per Cristo senza incontrare Cristo. Di dedicare le nostre risorse e le nostre energie a Lui senza più avere il tempo di incontrarlo… paradossale, ma è così. La buona notizia che Gesù ci viene a portare è che possiamo avere un colloquio intimo con Dio e che questo può riempire il nostro cuore. E questo colloquio è la preghiera.

Category: Parole

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243 comments

  1. @Saulo
    Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.
    Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molte lune passare, gli altri li vediamo appena tra un passo e l’altro. Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi.
    Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici.
    Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra amica Mamma, che ci mostrano cosa è la vita. Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi. Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
    Ma il destino ci presenta ad altri amici che non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro li chiamiamo amici dell’anima, del cuore.
    Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici.
    E alle volte uno di questi amici dell’anima si installa nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato. Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi.
    Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza o un giorno un’ora. Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.
    Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l’altra.
    Il tempo passa, l’estate se ne va, l’autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono l’estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
    a quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria.
    Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino.
    Ti auguro, foglia del mio albero, pace amore fortuna e prosperità. Oggi e sempre…….. semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica.
    Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi. Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente.
    Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.
    Questa lettera è stata scritta da Paul Montes, missionario sud-americano

  2. @Saulo

    @Elisa

    @miriam
    Oggi le vostre parole mi hanno profondamente commosso,sento quanto di veramente bello traspare da ognuno di voi.Ho gli occhi inumiditi e fatico a rileggere ciò che sto scrivendo……ecco tutto questo sta uscendo dal mio cuore.Un sentimento che non posso fissare,che non posso descrivere ma che sento con tutto me stesso.Grazie x tutto quello che mi state dando,x la vostra amiciazia e sincerità.Grazie Saulo e buon cammino.Grazie Elisa x le tue parole,la tua sensibilità non è da meno.Grazie Miriam x la tua infinita dolcezza.E grazie a tutti x essersi fatti dono.
    Ora vi saluto il dovere mi chiama.Buona giornata! A domani!

  3. @Saulo
    mi spiace anche me moltissimo … sono curiosa di sapere che fine farai e dove andrai… ma mi accontento di portarti ne cuore … buon cammino, buon tutto e se sarai o no saulo noi ci piace ricordarti così…

  4. @Saulo

    Caro Saulo, ti ho sempre letto molto volentieri e mi spiace tantissimo che tu ci lasci.. Avrai sicuramente i tuoi buoni motivi che ovviamente sfuggono ai nostri occhi (per lo meno ai miei..). Ti lascio il mio piu’ sincero grazie per tutto cio’ che hai voluto condivedere con noi e spero che le nostre strade si possano di nuovo incrociare. Per il momento ti auguro di cuore un buon cammino…

  5. @ Saulo

    Caro Saulo, grazie per tutto quello che mi hai dato, le tue parole, i tuoi pensieri mi hanno arricchita molto, mi dispiace molto non poterti più avere tra di noi, ma so che con la preghiera ci porterai con te. Ti auguro ogni bene, anche per la tua salute, e buon cammino di cuore. Pregherò per te.

  6. @Saulo
    Caro Saulo, non trovo le parole, quindi ti dico solo grazie, è stato bello camminare per un po’ insieme… grazie per il dono che sei stato! Spero di rincontrarti, qui o chissà… 😉
    Ti auguro tante tante cose belle! Ciao, un abbraccio!

  7. Sono qui a rapporto!”

    Una volta un sacerdote stava camminando in chiesa, verso mezzogiorno, passando dall’altare decise di fermarsi lì vicino per vedere chi era venuto a pregare.
    In quel momento si aprì la porta, il sacerdote inarcò il sopracciglio vedendo un uomo che si avvicinava; l’uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni, indossava una camicia consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a disfarsi.

    L’uomo si inginocchiò,abbassò la testa, quindi si alzò e uscì.
    Nei giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a mezzogiorno, tornava in chiesa con una valigia… si inginocchiava brevemente e quindi usciva.
    Il sacerdote, un po’ spaventato, iniziò a sospettare che si trattasse di un ladro, quindi un giorno si mise davanti alla porta della chiesa e quando l’uomo stava per uscire dalla chiesa gli chiese:

    “Che fai qui?” L’uomo gli rispose che lavorava nella zona e aveva mezz’ora libera per il pranzo
    approfittava di questo momento per pregare,

    “Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica è un po’ lontana, quindi mi inginocchio e dico:
    “Signore, sono venuto nuovamente per dirTi quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai miei peccati… non so pregare molto bene, però Ti penso tutti i giorni… Beh Gesù… qui c’è Jim a rapporto”.
    Il padre si sentì uno stupido, disse a Jim che andava bene, che era il benvenuto in chiesa quando voleva.

    Il sacerdote si inginocchiò davanti all’altare, si sentì riempire il cuore dal grande calore dell’amore di Dio, e
    incontrò Gesù.

    Mentre le lacrime scendevano sulle sue guance, nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim:
    “SONO VENUTO SOLO PER DIRTI, SIGNORE, QUANTO SONO FELICE DA QUANDO TI HO
    INCONTRATO ATTRAVERSO I MIEI SIMILI E MI HAI LIBERATO DAI MIEI PECCATI…
    NON SO MOLTO BENE COME PREGARE, PERO’ PENSO A TE TUTTI I GIORNI… BEH
    GESU’… ECCOMI A RAPPORTO!”
    Un dato giorno il sacerdote notò che il vecchio Jim non era venuto.

    I giorni passavano e Jim non tornava a pregare. Il padre iniziò a preoccuparsi e un giorno andò alla fabbrica a chiedere di lui; gli dissero che Jim era malato e che i medici erano molto preoccupati per il suo stato
    di salute,ma che tuttavia credevano che avrebbe potuto farcela.

    Nella settimana in cui rimase in ospedale Jim portò molti cambiamenti, egli sorrideva sempre e la
    sua allegria era contagiosa.
    La caposala non poteva capire perché Jim fosse tanto felice dato che non aveva mai ricevuto né fiori, né biglietti augurali, né visite. Il sacerdote si avvicinò al letto di Jim con l’infermiera e questa gli disse,
    mentre Jim ascoltava: “Nessun amico è venuto a trovarlo, non ha nessuno.
    Sorpreso il vecchio Jim disse sorridendo: “L’infermiera si sbaglia…però lei non può sapere che:
    TUTTI I GIORNI, da quando sono arrivato qui, a MEZZOGIORNO, un mio amato amico viene, si siede sul letto, mi prende le mani, si inclina su di me e mi dice:

    “SONO VENUTO SOLO PER DIRTI, JIM, QUANTO SONO STATO FELICE DA QUANDO HO
    TROVATO LA TUA AMICIZIA E TI HO LIBERATO DAI TUOI PECCATI. MI E’ SEMPRE
    PIACIUTO ASCOLTARE LE TUE PREGHIERE, TI PENSO OGNI GIORNO… BEH JIM…QUI
    C’E’ GESU’ A RAPPORTO! Da oggi, ogni giorno, non possiamo perdere l’opportunità di dire a Gesù: “Sono qui a rapporto!” Gesu’ e’ vivo e sta accanto ad ognuno di noi,egli non aspetta altro che tu’ gli dai il permesso di entrare nel tuo cuore ,difatti e’ scritto nell’apocalisse “Ecco io sto’ alla porta e picchio, se uno mi ama e mi fara’ entrare, Io verro’ da lui,cenero’ con lui ed egli con me” (Apocalisse cap 3 :20) Pensa Gesu’ il Re dei Re non aspetta altro di mettersi a RAPPORTO con te ,non rimandare a domani quello che puoi fare in questo istante. Buona giornata e che Dio ti benedica

  8. @Saulo
    non trovo parole..tutti le hanno dette anche per me
    TI dico solo GRAZIE va per la tua strada, qualunque essa sia ,in pace..porterai sempre con te un po di tutte noi

  9. Cari tutti, solo adesso riesco a leggere, sono in ufficio e per leggere “tutto il fine settimana” fra un lavoro ed un altro è stato davvero difficile, ma quando leggo i vostri commenti mi “arde il cuore”, quando si “vede” Dio si è davvero felici, quando c’è condivisione la gioia si espande contangiando le altre persone.
    La condivisione vera è quando si riesce ad esprimere i propri sentimenti, il proprio vissuto, tutto ciò che ci ha mandato alle stelle e ciò ci ha fatto star male (Cara Lidia è per te). Condividere così significa aprirsi, esporsi (non cè unione senza questa apertura). Qui c’è.
    E’talmente bello che sembra che il regno dei cieli sia qui.
    E’ importante stare insieme. Lui che è il nostro Supervisore ci ascolta e ci guarda dentro e nasce il contatto, l’unione nasce dal raccontarsi, dall’aprirsi, dal potersi dare-accogliere.La prima cosa da fare è il poter entrare uno nel cuore dell’Altro e l’Altro nel proprio cuore e condividere questo amore con gli altri.
    Questa è preghiera, questo è quello che vuole Gesù.

  10. Grazie Miriam, e anche a te WW, mi servivano proprio i vostri scritti oggi,il Signore si è servito di voi per rimettermi in riga, la stanchezza di questo fine settimana mi stava deviando un po’.

  11. Ma davvero tu mi conosci e mi ascolti, signore dio?Io voglio parlarti, Signore:
    non per corromperti in modo servile e strapparti qualche favore, non perché mi fai paura, non per farti fare le cose al mio posto.Voglio parlarti, voglio entrare in relazione con te!Io voglio pregarti, Signore.
    Voglio essere io a raccontarti le mie cose perché tu da me non le hai ancora sentite.Voglio condividere con te tutte le mie emozioni, voglio portarti dentro tutte le mie storie, voglio farti partecipare di tutte le mie gioie, voglio che tu soffra con me tutte le mie paure.Voglio presentarti i miei amici, voglio confidarti i miei amori.Voglio sognare con te il mio futuro, voglio prendere con te le mie decisioni, voglio affrontare con te tutte le mie domande.Voglio poterti dire “Ti voglio bene!” e insieme gridarti “Perché mi hai abbandonato?”
    Voglio avere il tempo per stare con te, voglio darti il tempo per farmi capire che cosa mi chiedi di fare, voglio darti il tempo di stringermi e di farmi sentire amato.Voglio darti il tempo per farmi vedere dove stai negli eventi del mio mondo.
    Voglio darti la possibilità di chiedermi tutto per amore della tua gente, della mia gente.Insegnami a pregare, Signore, perché io voglio te e ti vorrei tutto!

  12. Per parlare della preghiera
    ci piace molto quella di lode e di contemplazione…
    Spesso si corre il rischio di utilizzare Dio come una vecchia zia che sta in Australia alla quale ci si rivolge per bussare quattrini…ridurre la preghiera ai soli momenti di bisogno è un tantinello riduttivo, non trovate?
    Il fatto che ci si possa rivolgere a Dio nella contemplazione, nella lode, nell’adorazione a volte ci avvicina allo spirito di Gratuità che Lo contraddistingue….
    Logisticamente, come famiglia numerosetta, ci viene faticoso trovare un momento apposito per pregare insieme (non le preghierine con i bimbi prima di andare a nanna, parlo delle preghiere di noi grandi…) poco alla volta cisiamo resi conto che forse era opportuno rendere l’intera giornata una preghiera:
    Segno di Croce la Mattina: tutto ciò che faccio lo faccio alla Tua presenza Signore, Si va al lavoro e la preghiera non è conclusa quindi, l’atteggiamento si sforza di essere in preghiera, nella correttezza con l’azienda e il prossimo,
    Si torna a caa con i figli e si è in preghiera, con le azioni con l’amore offerto con il tempo dedicato con le cattive parole non dette….
    Prima di andare a Nanna concludiamo la preghiera…
    E’ un Modo per vivere alla Sua presenza tutto il giorno….

  13. Pregare con i cinque sensi
    Quando si parla di preghiera si pensa per lo più ad un momento fatto per lo più di parole e di silenzio. Ma accostandoci alla Sacra Scrittura, possiamo allenare tutti i 5 sensi ad aprirci all’incontro con il Signore.La Parola è, infatti, “scuola di vista”, che ci aiuta a vedere Dio con occhi nuovi, privi delle cataratte della noia, del dovere, della fretta, che ci rendono incapaci di stupore e di gratitudine, perché «guardare a Lui ci fa essere raggianti» (cfr. Sal 34), come Mosè quando usciva dalla presenza del Signore (Es 34,35).
    “Scuola di gusto”, perché ci fa assaporare le parole della Scrittura, mai uguali a se stesse, seppure lette più e più volte, per trattenerne la bellezza e la dolcezza, come faceva S. Francesco che passava la lingua sulle labbra ogni volta che diceva il nome di Gesù (Fonti Francescane 470).
    “Scuola di tatto”, perché attraverso la Parola consegnataci dagli Apostoli -ci assicura Giovanni- abbiamo la garanzia, non solo di vedere, ma anche di «toccare quello che essi toccarono con le loro mani del Verbo della vita» (cfr. 1Gv 1), e giungere anche noi alla professione di fede di Tommaso, che, dopo aver posto il suo dito sul segno dei chiodi proclama Gesù «mio Signore e mio Dio» (Gv 20, 27-28).
    “Scuola di olfatto” che, accostandoci alle “fragranti parole di Cristo” (Fonti Francescane 180), ci rende a nostra volta «diffusori del profumo della sua conoscenza» (2Cor 2,14), come S. Policarpo, che mentre bruciava nel fuoco del martirio, emanava «tanta soavità di profumo, come di incenso o di qualche altro aroma prezioso» (dalla «Lettera della chiesa di Smirne sul martirio di S. Policarpo»).
    Infine è “scuola di ascolto” perché ci rivela un Dio che è Parola dal suo stesso esistere («In principio era il Verbo» Gv 1,1), che vuole dialogare con noi, offrendoci parole non zuccherose, ma impegnative, talora scomode, le uniche però che vale la pena di seguire, perché solo esse sono «parole di vita eterna» (Gv 6,68), come ha riconosciuto Pietro, pur nella fatica di accogliere un Messia diverso dalle sue aspettative.
    alleniamoci, dunque, con l’augurio che anche noi possiamo scoprire, come dice S. Chiara, che «l’amore di Cristo rende felice, la sua contemplazione ristora, la sua benignità sazia, la sua soavità ricolma, il suo ricordo risplende soavemente» (Fonti Francescane 2901).

  14. @ Saulo
    Grazie per tutto quello che di te ci hai donato attraverso i tuoi post.
    Grazie per aver contribuito a cementare questo “piccola” community.
    Grazie perché sappiamo che ci porteremo reciprocamente nel cuore. Credo che ci mancherai.
    Ti abbraccio forte e ti auguro un buon cammino, comunque sia sempre accanto al Signore.

    @ miriam
    che emozione!

  15. Ciao a tutti ! Sono tornata…tutto è andato benissimo, ma oggi ho già preso una bella legnata sul lavoro,quindi non sono molto in forma…
    Volevo dirvi che vi leggo con grande piacere,e che comunque ci sono anche se ho le ali un pò spennate e bruciacchiate!
    Un arrivederci a Saulo…grazie per quello che sei .
    E’ un pò dura questa sera ma…andrò a cercare quel pezzettino di Dio che è in me…
    malgrado tutto…ostinato, caparbio,e dolcissimo…in questa sera un pò amara.
    Notte….Spina

  16. @Maddalena
    Grazie! Sì è questo che intendevo per condivisione perchè è sempre facile condividere cose, ma condividere il cuore … bé … per questo ci vuole Fede e amore sincero, così sincero che si riesce a mostrare anche il peggio di sé e pregare Iddio che questo “peggio” sia per far dire agli altri “No, così mai!”.

    La preghiera è anche (e forse soprattutto) questo: è un togliersi ogni maschera.
    Troppo facile fare i “santi” quando va tutto bene, si è riposati e soddisfatti (anche di sé), un po meno tentare di farlo quando ci sono i giorni neri e quando si è schiaffeggiati dai propri limiti.
    Ma se in quei giorni si riesce comunque a sollevare dal peso qualcuno, allora, ci convince che la santità non è una dote per sé, ma è il rendere qualcuno d’altro un po’ più santo di ieri ed un po’ meno di domani ben coscienti che per sé stessi la parola “santità” è una cosa che non ci riguarda per nulla, ben coscienti che siamo lontani anni luce dalla santità.

    Lavorare sulla santità del prossimo .. forse è davvero questa l’essenza della santità che viene di certo dalla preghiera.
    Chi è, difatti, quello che rinuncia alla propria santità per la santità di altri? (intendendo come “santità” la buona vita dentro una buona luce e l’andare spediti al Signore)

  17. @miriam
    Grazie miriam è troppo bello. il tuo racconto mi ha insegnato qualcosa in più anzi per meglio dire mi ha dato una certezza in più Gesù e qui anche adesso mentre scrivo e mentre cerco quello che mi vuol dire …ma io sono sempre in rapporto con Lui? a volte mi assalgono dei dubbi,sopratutto quando vivo momenti futili e pieni di rabbia, penso che in quei momenti gesù ha paura di me e scappa…no ti prego non andare via, non lasciarmi sola , dammi tanta forza per superare questi momenti per dirti ancora una volta GRAZIE per essere in casa mia

  18. @spina bentornata! @rosaria 🙂 oggi è il compleanno della nostra mamma celeste!Sono andata già a farle gli auguri di persona…Sono già stata a messa ! 😉 auguri auguri auguri madre nostra! Sotto il tuo sguardo materno ci mettiamo dolce mamma…Buona giornata con Maria Santissima..

  19. Buongiorno a tutti e bentornata Spina!Volevo solo salutarvi e ringraziarvi ancora x il forte aiuto che mi state dando nel aprire il mio cuore.Non me ne ero accorto ma è ancora molto chiuso e sordo al Signore.Ha proprio ragione Maddalena nel dire:”sembra che il regno dei cieli sia qui”.La Sua presenza si respira attraverso le vostre parole.Ciao e buona giornata nel Signore a tutti!

  20. @Saulo
    Caro Saulo , hai sempre trovato le parole giuste per indicarmi il cammino … non lo dimenticherò di certo !
    Come tutti spero di rileggerti presto , come Saulo o come vorrai, l’importante sarà ritrovarti !
    un abbraccio sincero

  21. oggi si festeggia la nascita di Maria… io farei un natale come quello per Gesù 🙂
    a parte gli scherzi vi affido a lei cari amici
    vi ricordo nella preghiera e mi piace moltissimo avervi vicino e sapere che ci siete ….
    anche a Lei possiamo dire A RAPPORTO!!! grazie miriam

    un sorriso da casa

  22. @rosaria MI HAI FATTO SORRIDERE ROSARIA CON QUELLA TUA FRASE “penso CHE Gesu’ ha paura di me e scappa..” mi piace questo tuo modo di rapportarti con LUI XK E’ reale : lo consideri realmente amico….gli amici quando diventiamo un po’ pesanti noiosi monotoni o troppo aggressivi si allontanano…Gesu’ sicuramente non si allontana…forse si mette un po’ da parte 😉 un canto che viene fatto nella mia parrocchia dice cosi’ : Padre aprimi il cuore e parlero’ con te e piangero’ con te..a Te che solo sai quanto si soffre, a TE che solo sai chi sono io davvero …

  23. Cari fratelli e sorelle (permettetemi di usare una parola che sento fortemente in quanto tristemente figlia unica), ho avuto un po’ di tempo per tornare qui da voi a Betania; non ho potuto leggere tutti i post di questi 15 giorni, ma questi sulla preghiera mi hanno proprio toccato.
    Anche per me la preghiera è importantissima e vorrei, come il pellegrino russo, pregare ininterrottamente. Spesso mi capita di sentire il Signore vicino e presente accanto a me quando “parlo” con Lui e vorrei che quei momenti durassero all’infinito, molte altre volte mi sembra di parlare da sola anche se so che Lui è presente e sorride. Il racconto di Miriam è bellissimo, come anche quello della “sedia accanto al letto” (non so se lo conoscete): mamma mia, come vorrei saper pregare come Jim.
    Un abbraccio a tutti voi.

  24. @laura pure io sono già raffreddata!Xk è venuto il fresco all’improvviso e ho la gola che mi brucia!…Eh noi donne facciamo sempre le mammine…X me il tran tran è iniziato già da un pò…Pure quello parrocchiale con il primo consiglio pastorale…Il riposo è bello e ci vuole ma è bello trovare i propri ritmi anche se a volte sono un pò frenetici…Ritornando alla preghiera …La preghiera è fondamentale anche prima dei vari incontri…Affinché lo Spirito Santo scenda su tutti…Sono un pò bigotta lo sapete?Al di là di tutto quello che ho scritto…Amo anche pregare con il Santo Rosario ogni giorno,con la corona angelica e la coroncina..E starete pensando : e che esagerazione!Dovete sapere che sono state proprio queste “formule” ad aprirmi il cuore…A prendere confidenza col Signore e a migliorarmi…X quanto gli posso parlare a tu x tu …Anche questo tipo di preghiera è x me fondamentale..È la mia medicina il mio sorriso il mio abito…

  25. DALL’ ENCICLICA DI BENEDETTO XVI ” SPE SALVI”

    Luoghi » di apprendimento e di esercizio della speranza
    I. La preghiera come scuola della speranza
    32. Un primo essenziale luogo di apprendimento della speranza è la preghiera. Se non mi ascolta
    più nessuno, Dio mi ascolta ancora. Se non posso più parlare con nessuno, più nessuno invocare, a
    Dio posso sempre parlare. Se non c’è più nessuno che possa aiutarmi – dove si tratta di una
    necessità o di un’attesa che supera l’umana capacità di sperare – Egli può aiutarmi.25 Se sono
    relegato in estrema solitudine…; ma l’orante non è mai totalmente solo. Da tredici anni di prigionia,
    di cui nove in isolamento, l’indimenticabile Cardinale Nguyen Van Thuan ci ha lasciato un prezioso
    libretto: Preghiere di speranza. Durante tredici anni di carcere, in una situazione di disperazione
    apparentemente totale, l’ascolto di Dio, il poter parlargli, divenne per lui una crescente forza di
    speranza, che dopo il suo rilascio gli consentì 33. In modo molto bello Agostino ha illustrato l’intima relazione tra preghiera e speranza in una
    omelia sulla Prima Lettera di Giovanni. Egli definisce la preghiera come un esercizio del desiderio.
    L’uomo è stato creato per una realtà grande – per Dio stesso, per essere riempito da Lui. Ma il suo
    cuore è troppo stretto per la grande realtà che gli è assegnata. Deve essere allargato. « Rinviando [il
    suo dono], Dio allarga il nostro desiderio; mediante il desiderio allarga l’animo e dilatandolo lo
    rende più capace [di accogliere Lui stesso] ». Agostino rimanda a san Paolo che dice di sé di vivere
    proteso verso le cose che devono venire (cfr Fil 3,13). Poi usa un’immagine molto bella per
    descrivere questo processo di allargamento e di preparazione del cuore umano. « Supponi che Dio ti
    voglia riempire di miele [simbolo della tenerezza di Dio e della sua bontà]. Se tu, però, sei pieno di
    aceto, dove metterai il miele? » Il vaso, cioè il cuore, deve prima essere allargato e poi pulito:
    liberato dall’aceto e dal suo sapore. Ciò richiede lavoro, costa dolore, ma solo così si realizza
    l’adattamento a ciò a cui siamo destinati.26 Anche se Agostino parla direttamente solo della
    ricettività per Dio, appare tuttavia chiaro che l’uomo, in questo lavoro col quale si libera dall’aceto e
    dal sapore dell’aceto, non diventa solo libero per Dio, ma appunto si apre anche agli altri. Solo
    diventando figli di Dio, infatti, possiamo stare con il nostro Padre comune. Pregare non significa
    uscire dalla storia e ritirarsi nell’angolo privato della propria felicità. Il giusto modo di pregare è un
    processo di purificazione interiore che ci fa capaci per Dio e, proprio così, anche capaci per gli
    uomini. Nella preghiera l’uomo deve imparare che cosa egli possa veramente chiedere a Dio – che
    cosa sia degno di Dio. Deve imparare che non può pregare contro l’altro. Deve imparare che non
    può chiedere le cose superficiali e comode che desidera al momento – la piccola speranza sbagliata
    che lo conduce lontano da Dio. Deve purificare i suoi desideri e le sue speranze. Deve liberarsi dalle
    menzogne segrete con cui inganna se stesso: Dio le scruta, e il confronto con Dio costringe l’uomo a
    riconoscerle pure lui. « Le inavvertenze chi le discerne? Assolvimi dalla colpe che non vedo »,
    prega il Salmista (19[18],13). Il non riconoscimento della colpa, l’illusione di innocenza non mi
    giustifica e non mi salva, perché l’intorpidimento della coscienza, l’incapacità di riconoscere il male
    come tale in me, è colpa mia. Se non c’è Dio, devo forse rifugiarmi in tali menzogne, perché non c’è
    nessuno che possa perdonarmi, nessuno che sia la misura vera. L’incontro invece con Dio risveglia
    la mia coscienza, perché essa non mi fornisca più un’autogiustificazione, non sia più un riflesso di
    me stesso e dei contemporanei che mi condizionano, ma diventi capacità di ascolto del Bene stessodi diventare per gli uomini in tutto il mondo un testimone della speranza – di quella grande speranza che anche nelle notti della solitudine non tramonta.
    34. Affinché la preghiera sviluppi questa forza purificatrice, essa deve, da una parte, essere molto
    personale, un confronto del mio io con Dio, con il Dio vivente. Dall’altra, tuttavia, essa deve essere
    sempre di nuovo guidata ed illuminata dalle grandi preghiere della Chiesa e dei santi, dalla
    preghiera liturgica, nella quale il Signore ci insegna continuamente a pregare nel modo giusto. Il
    Cardinale Nguyen Van Thuan, nel suo libro di Esercizi spirituali, ha raccontato come nella sua vita
    c’erano stati lunghi periodi di incapacità di pregare e come egli si era aggrappato alle parole di
    preghiera della Chiesa: al Padre nostro, all’Ave Maria e alle preghiere della Liturgia.27 Nel pregare
    deve sempre esserci questo intreccio tra preghiera pubblica e preghiera personale. Così possiamo
    parlare a Dio, così Dio parla a noi. In questo modo si realizzano in noi le purificazioni, mediante le
    quali diventiamo capaci di Dio e siamo resi idonei al servizio degli uomini. Così diventiamo capaci
    della grande speranza e così diventiamo ministri della speranza per gli altri: la speranza in senso
    cristiano è sempre anche speranza per gli altri. Ed è speranza attiva, nella quale lottiamo perché le
    cose non vadano verso « la fine perversa ». È speranza attiva proprio anche nel senso che teniamo il
    mondo aperto a Dio. Solo così essa rimane anche speranza veramente umana.

  26. Miriam :
    @laura pure io sono già raffreddata!Xk è venuto il fresco all’improvviso e ho la gola che mi brucia!…Eh noi donne facciamo sempre le mammine…X me il tran tran è iniziato già da un pò…Pure quello parrocchiale con il primo consiglio pastorale…Il riposo è bello e ci vuole ma è bello trovare i propri ritmi anche se a volte sono un pò frenetici…Ritornando alla preghiera …La preghiera è fondamentale anche prima dei vari incontri…Affinché lo Spirito Santo scenda su tutti…Sono un pò bigotta lo sapete?Al di là di tutto quello che ho scritto…Amo anche pregare con il Santo Rosario ogni giorno,con la corona angelica e la coroncina..E starete pensando : e che esagerazione!Dovete sapere che sono state proprio queste “formule” ad aprirmi il cuore…A prendere confidenza col Signore e a migliorarmi…X quanto gli posso parlare a tu x tu …Anche questo tipo di preghiera è x me fondamentale..È la mia medicina il mio sorriso il mio abito…

    bigotto m
    singolare plurale
    maschile bigotto bigotti
    femminile bigotta bigotte
    di persona che ha una religiosità solo esteriore, non riscontrabile nei fatti
    di persona o pensiero che mostra una grande religiosità unita ad altrettanta intolleranza e mancanza di flessibilità

    Cara Miriam, spesso mi sono sentita appioppare questa parola e alla fine sono andata a cercarla sul dizionario: non mi pare che ti descriva, quindi…continua a recitare rosario ecc…a volontà!!! 🙂

  27. @laura grazie grazie troppo buona 🙂 in questi giorni sto organizzando,tra le varie cose da fare,un incontro di preghiera con i giovani …Ormai la fascia si è allargata e fino ai 35anni sei ancora “giovane” anche se comunque le esigenze son diverse x un vissuto diverso…Sono una che conserva tutto e mentre rovistavo vedevo è venuta fuori l’enciclica del papa e ho voluto inserirla nel blog ..Mi sono resa conto che è un pò lunghetta …;-) scusatemi. ..E janus dov’è?

  28. Siete stati sicuramente a vari incontri di preghiera…X favore mi potreste riferire le vostre sensazioni?Tipo quando e se vi siete annoiati…Quando invece il cuore ha palpitato….Così mi date un aiuto con le vostre esperienze e magari qualche suggerimento…:-) grazie

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Article by: Paolo

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