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Brebis

agnelloA’ brebis tondue, Dieu mésure le vent.

Alla pecora tosata, Dio misura il vento.

E’ un proverbio francese in uso dalle mie parti, che mi è venuto in mente nei giorni scorsi, contemplando un gregge di pecore che stavano placidamente brucando l’erba. Trovo che sia una splendida verità: ci sono dei momenti nella vita in cui siamo “tosati” e non è mai una bella esperienza, neanche per le pecore. In quei momenti vorremmo che Dio intervenisse, fermando il tosatore, o donandoci una coperta. E abbiamo l’impressione che Dio si allontani o che non si occupi di noi. Col senno di poi, invece, ci accorgiamo che, in quei momenti, Dio era presente, moderando il vento.

E’ un equilibrio delicato, quello della vita spirituale: da una parte Dio interviene, dall’altra non agisce come noi vorremmo. Dovesse dar retta a noi, vorremmo una vita pianificata, senza scosse, piena di felicità e soddisfazioni. Abbiamo paura ad affrontare le sconfitte, dimenticandoci che proprio attraverso le sconfitte possiamo imparare molto della vita, di noi stessi e di Dio.

Dio ha creato il mondo e lo assiste, non nel senso di un intervento diretto e continuo, ma nella Provvidenziale logica che accompagna i giorni e che siamo chiamati a riconoscere e ad assecondare.

Dio misura il vento: non siamo mai provati al di sopra delle nostre forze, anche quando abbiamo l’impressione che la vita sia troppo dura con noi. Come già detto molte volte, Dio non ama la sofferenza né la invia, lui stesso ne farebbe a meno. Ma l’ombra serve a segnare la luce e per salire in montagna bisogna sudare.

Teniamo a mente questo proverbio così pieno di verità.

Quanta tenerezza manifesta il gesto di moderare il vento!

Category: Pensieri

58 comments

  1. Non so l’ho già scritto in qualche commento dei giorni scorsi, ma avevo letto su un giornale (di quelli che sono a dir poco ridicoli) che le acque che fanno davvero bene al nostro corpo ed alla nostra mente sono tutte le “acque salate”: acqua di mare, acqua di sudore, acqua di lacrime. 🙂
    In questo momento ne sto mischiando 2: quella di mare e quella di lacrime perchè sudare in acqua è impossibile.

    Sì, forse è vero che “Dio modera il vento”, anzi lo è sicuramente, ma credo lo faccia … a secondo delle pecore, di che tipo di “pecora” siamo per Lui.
    Credo sia un’altra interpretazione dell’essere sale e luce della terra che aancora non è mi è molto chiara, ma che suonerebbe così: se si è davvero sale e luce per la terra potrebbe anche essere che oltre ad essere “sapore e calore”ci sia anche lo svelare ogni “tenebra” e bruciare “ogni” tentaivo di inganno. Sotto questa intepretazione i regali che arrivano sono e saranno sempre di “opposizione” nonostante tenerezza/dolcezza/generosità. Oltre, ovviamente a quelli già pesantissimi che la vita ci fa incontrare nei nostri limiti fisici.

    Non ce la faccio ad avere la stoffa della martire … e mi ribello non poco.

  2. @lidia
    Cara Lidia, può darsi che Dio non ti chieda di essere martire… ma solo che tu lo segua come meglio puoi. Mentre lo dico a te lo ricordo fortemente anche a me.

  3. mi viene in mente una frase che mi ripeto spesso: CE LA POSSO FARE.. anche quando la sensazione di essere spogliati di tutto è li a farmi compagnia. ce la posso fare… nasconde fiducia in questo Dio che spesso non sento, non percepisco ,non riesco ad afferrare, ma so che c’è e allora… ce la posso fare!!

  4. Sono sicura che sia così; mi capita di riconoscere in diverse occasioni la mano della Provvidenza, potrei fare un’esempio: in un periodo in cui le persone che consideravo amiche mi hanno abbandonata e mi hanno fatto letteralmente il vuoto attorno, ci stavo veramente male…arriva una telefonata: “Ciao Laura, come stai? Mi riconosci?” “Certo che ti riconosco, Lidia!””Ti penso spesso, ho trovato il tuo numero e ho deciso di telefonare…” Era una ragazza congolese con la quale avevo fatto amicizia, non avevo sue notizie da tempo, era andata a vivere in Francia… sentivo lei che rideva dall’altra parte del telefono, e io di qua con le lacrime agli occhi e il sorriso sulle labbra! In quel momento ho sentito davvero che la Provvidenza stava ‘misurando il vento’, ho ringraziato il Signore…
    Sicuramente capita a tutti qualcosa ‘che ti tira su’ nel momento in cui ne hai veramente bisogno, che non ce la fai quasi più…magari sono i nostri occhi che possono vedere in modo diverso lo stesso evento: tanti ci vedono il caso, la fortuna, io ci vedo la Sua mano, ed è bellissimo sentirsi teneramente accuditi e consolati!

  5. non siamo mai provati al di sopra delle nostre forze….
    “…infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla…”

    Nei momenti di grande sofferenza è stato ciò che ha dato ragione della speranza che è in me come in ciascuno di noi…

  6. Ma quando ci stai dentro è dura da accettare, molte volte sei portata allo sconforto, non riesci proprio a sentire la moderazione del vento.
    Sono certa che Dio c’è , non ci abbandona, ma questo riesci a dirlo col tempo, quando invece vivi la situazione, la sofferenza per molto tempo, ti viene spontaneo pensare che Dio ti abbia abbandonato. Anche se con la ragione sai che non è così, perchè conosci bene il Dio in ci credi,è molto difficile in quei momenti abbandonarsi fiduciosi in Lui.

  7. che bello Dio che modera il vento ..
    Grazie Paolo per le parole di oggi, che sono vere e io l’ho capito vivendole su di me.
    Quando non capivo e mi sentivo abbandonata, un amico continuava a dirmi “Dio ci affida solo le croci che siamo in grado di portare”.

    ..quanto è vero !..

  8. Bonhoeffer (pastore protestante ucciso per la sua resistenza al nazismo) dice in “Resistenza e Resa”: “sono anche convinto che nessuno viene gravato da un peso superiore alla forza che può ricevere” e il come è morto è testimonianza della sua fede totale, sine glossa in Gesù Cristo Nostro Signore e la sua testimonianza è lampada ai miei passi. Bonhoeffer è riuscito a vivere questa realtà affidando tutta la sua vita al Signore ed io credo questa sia l’unica chiave di lettura del non essere tentati al di sopra delle nostre forze, ma, se sommersi dal dolore, non ci si abbandona, tutto ciò viene a cadere ed allora mi chiedo il perchè di un dolore insopportabile e quale possa essere la strada per uscirne, se pure ne esiste una, al di fuori del rimettere la nostra vita nelle Sue mani.

  9. La pecora tosata e come il tralcio potato:

    Gv 15,2 “Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto”.

    Gesu’ ci pota non per far morire il tralcio, ma per portare piu’ frutto !

    Certo non vuole il nostro male, ma ci mette alla prova. Sapendo che gli renderemo chi il 100, chi il 60, chi il 30.

  10. Saulo :La pecora tosata e come il tralcio potato:
    Gv 15,2 “Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto”.

    Ti confesso che questa mattina due sono state le immagine evangeliche che mi si sono presentate alla mente mentre pensavo alla pecora tosata: una è stata quella del sale e luce e l’altra è stata appunto quella del tralcio tagliato.
    E dato che io mi sento sempre quel tralcio tagliato e bruciato quello che spero è che bruciando possa portare luce e calore a quelli che sono al freddo/gelo/buio.

    Certo che il mio tosatore ha la mano pesante .. così, quando è finito il pelo attacca la pelle … morta
    Và … mi butto in mare, un bel 100 mt di nuotata e tutto si ridimensiona … spero …

  11. @R.
    Sicuramente. Ma anche Gesu’ non ha portato la Croce da solo. Il Padre gli ha mandato Simone di Cirene in aiuto.
    Nel momento della croce, non dovremmo chiedere al Signore di togliercela, ma di aiutarci, di darci la forza di portarla.
    Molti Santi chiedevano al Signore di vivere la sofferenza per la salvezza di molte anime.
    Se la sofferenza viene vista come occasione di salvezza (per se o per altri), allora non viene vissuta come inutile o fine a se stessa, ma come portatrice di frutto.

  12. @lidia
    Per il solo fatto che sei qui, non sei il tralcio tagliato e bruciato, ma quello potato 😉

    Se ti senti potata pesantemente, vuol dire che il Signore sa che da te si puo’ aspettare molto 😉

    E mettila co sto’ mare e nuotata che mi fai un’invidia … 😀 (scherzooo)

  13. (Premetto che non è farina del mio sacco, non sono così brava)

    La dura prova non è segno dell’abbandono divino.
    Le nostre desolazioni non sono che l’ombra della sua mano tesa ad accarezzarci.

  14. Grazie di cuore per questo “proverbio” che scalda il cuore, Provvidenza c’è sempre! I proverbi trasmettano saggezza e verità, ora che non ho più i genitori e sono sola al mondo ricordo ancora di più i proverbi che la mia mamma mi diceva in situazioni diverse il più delle volte realistici e consolanti.Grazie di cuore per i Suoi commenti e pensieri che trasmettono consolazione, forza e fiducia a resistere. Le sono grata per il Suo coraggio e per la Sua trasparenza di vita.Un augurio di bene

  15. Ma guarda un po’ cosa mi è capitato di leggere oggi!

    “perchè cerchi la quiete, mentre sei nato per la fatica? Disponiti più a soffrire che ad essere consolato;a portare la croce più che a vivere nella letizia.
    Anche tra coloro che vivono nel mondo, chi non accetterebbe volentieri la consolazione e la letizia spirituale, se potesse ottenerne in ogni momento?
    Le gioie dello spirito, infatti, sorpassano tutti i piaceri mondani e le soddisfazioni materiali…Ma nessuno può godere sempre a suo piacimento di queste consolazioni divine, perchè l’ora della tentazione non tarda a venire.
    E poi, la falsa libertà di spirito e l’eccessiva fiducia in se stessi sono di grande ostacolo a questa visita celeste.
    Iddio compie un atto di bontà, quando ci dona la grazia della consolazione; ma l’uomo compie un’azione colpevole non attribuendo il tutto a Lui e non ringraziandoLo.” (L’imitazione di Cristo)

  16. Buongiorno a tutti.
    Ogni tanto vi racconto qualche pezzetto di me ….
    Quindici anni fa morì mia mamma , la depressione l’aveva fatta morire nel modo più assurdo… i mesi che seguirono furono di totale sbandamento fisico e mentale. Ogni tanto ancora adesso faccio fatica a ricordare e a dare cronologia agli eventi successivi della mia vita … Ricordo però che ,quando proprio non ne potevo più, andavo in una Chiesa sui Navigli di Milano e iniziavo a piangere come una fontana . Più di una volta durante queste mie “visite” il parroco , DOn Pino ,veniva da me e senza chiedermi perchè piangessi (non sapeva nulla, non ero una sua parrocchiana) mi prendeva per mano , mi portava con lui in sacrestia e mi faceva vedere dei quadri. Mi faceva notare i colori , i volti , i paesaggi e io dopo un po’ stavo meglio . Era davvero un balsamo , anzi ,visto che si parlava di vento , era una brezza primaverile di quelle che mettono di buonumore. Il tempo è passato e io ho superato. Ricordo quest’aspetto “concreto” , ma sono stati infiniti i modi con cui Gesù si è preso cura di me in quel periodo. Anche solo non facendomi allontanare dalla preghiera , ma anzi , facendo sì che la cercassi per dare un senso ad una situazione che di senso ne aveva ben poco. E alla fine tutto è stato decisamente più sopportabile.

    un p.s. per tutti
    Da quello che ho scritto adesso e nei miei precedenti commenti , sembro una donna perennemente triste . Nooooo !!!! Sono serena e sono anche allegra !! 🙂

    vi abbraccio uno ad uno

  17. @Saulo
    A me non è stato mandato alcun Simone di Cirene in aiuto, in totale solitudine quindi. Nel momento in cui il dolore ti sommerge, si ha solo il problema di continuare a vivere e non esiste, perciò, alcuna possibilità di vivere la sofferenza come portatrice di frutto nè tantomeno come purificazione, è solo dolore da elaborare nel tempo e se si crede affidarsi al Signore.

  18. @R.
    Forse conosci già questa poesia, ma voglio fartela leggere.

    ORME SULLA SABBIA

    Ho sognato che camminavo in riva al mare con il Signore
    e rivedevo sullo schermo del cielo tutti i giorni della mia vita passata.
    E per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia due orme:
    le mie e quelle del Signore.
    Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma.
    Proprio nei giorni più difficili della mia vita.
    Allora ho detto:”Signore, io ho scelto di vivere con te
    e tu mi avevi promesso che saresti stato sempre con me.
    Perchè mi hai lasciato solo proprio nei momenti difficili?
    E Lui mi ha risposto: “Figlio, tu lo sai che ti amo
    e non ti ho abbandonato mai:
    i giorni nei quali c’è soltanto un’orma nella sabbia
    sono quelli in cui ti ho portato in braccio”.

    anonimo brasiliano

  19. @R.
    R., rispettando la tua sofferenza, mi permetto di inoltrarti quella bellissima preghiera in cui credo :

    ————————–

    Ho sognato di camminare
    in riva al mare con il Signore
    e di rivedere sullo schermo del cielo
    tutti i giorni della mia vita passata.

    E per ogni giorno trascorso
    apparivano sulla sabbia due orme,
    le mie e quelle del Signore.

    Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
    proprio nei giorni più difficili della mia vita.

    “Signore, io ho scelto di vivere con te
    e tu mi avevi promesso
    che saresti stato sempre con me.
    Perché mi hai lasciato solo
    proprio nei momenti più difficili?”

    E Lui mi ha risposto:
    “Figlio, tu lo sai che io ti amo
    e non ti ho abbandonato mai.

    I giorni nei quali
    vi è soltanto un’orma sulla sabbia
    sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio.”

  20. Quando ci siamo sposati avevamo entrambi 22 anni.
    Ci attendeva una vita di felicità .
    A 23 è nato il mio primo figlio : un maschietto.
    A 24 la femminuccia.
    Dopo tre mesi io e mia moglie ci siamo guardati in faccia: la piccola non faceva le cose che alla sua età faceva il maschietto. Si muoveva pochissimo.
    La portammo in ospedale per dei controlli accurati.
    Quando ci ritrovammo soli nell’ascensore dell’ospedale che ci riportava al piano terra, io e mia moglie rimanemmo in silenzio, con le parole del medico che continuavano a ronzarci in testa :”vostra figlia è microcefala e vegeterà su di un letto per il resto della sua vita”.
    Tralascio il calvario fatto di medici, esami, cure di tutti i tipi.
    Dopo 15 anni non ce la facevo proprio più e come dice Paolo non mi interessava sapere da Dio il “perchè”, ma solo smettere di soffrire.
    In una mia accorata preghiera ho quasi accusato Gesù di predicare bene e razzolare male : “Tu hai detto di prendere la nostra croce e seguirti, ma Tu stesso non sei stato capace di portarla da solo in cima al Calvario”.
    Penso che Gesù abbia accettato il mio sfogo come una particolare preghiera perchè è intervenuto subito.
    Mia figlia è stata accolta poco tempo dopo in un istituto gestito da suore dove “vegeta” tuttora. Adesso ha 33 anni. Il vento è calato, ma il dolore rimane.

  21. Se si cerca nella Bibbia l’espressione “perfetta letizia”, compare solo in un punto: “Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la prova della vostra fede produce la pazienza” (Gc 1,2-3). Penso che la letizia nella prova sia “perfetta” proprio perché niente può distruggerla. E penso anche che sia una letizia che non coinvolge necessariamente la sfera emotiva, ma è situata ad un livello più profondo. In altre parole, si può essere “perfettamente lieti” anche in un momento in cui le nostre emozioni sono totalmente negative.

    Mi viene in mente anche una citazione attribuita, se non ricordo male, a San Emilio (chi era costui?): “Non pregare perché il tuo compito sia pari alle tue forze. Prega perché le tue forze siano pari al tuo compito”.

  22. @R.
    E’ così. Lo so per esperienza. E in quei momenti non c’è consiglio che riesca a penetrare quel dolore. Tutto scivola e tu rimani immutabile, senza niente che possa uscire o entrare in quel mare di vuoto e disperazione. Neanche la Parola, al meno nel mio caso, faceva alcun effetto. Buio, vuoto, dolore.
    Ecco perché non ho niente da dirti. Sappi soltanto che ti ricorderò nella mia preghiera, e che Lui sarà sempre il tuo Simone di Cirene, anche quando è nascosto.

  23. @Valerio
    essere qui adesso e leggerti per me ha significato prendere un po’ del tuo dolore con me … nessuna presunzione caro Valerio , magari potessi alleggerirti davvero ! era solo per dirti che mi dispiace ….
    Un abbraccio sincero !!!!

  24. @Valerio
    Valerio, ho un nodo alla gola, vorrei dirti tante parole, ma credo che non servano.
    Dico, solo che il nove gennaio di quest’anno, mia sorella è salita in cielo dopo anni di sofferenza, aveva un tumore addominale, l’abbiamo tenuta in casa anche se aveva bisogno di tante cure, venivano i medici in casa. Insieme a lei se n’è andato un pezzo del mio cuore, solo Dio conosce la vastità di ogni dolore e solo la fede rafforza la ragione e da pace ad un cuore che sanguina. Anche se quando mia sorella era in agonia non avuto la forza di ringraziare il Signore, come faccio sempre, quotidianamnte. Adesso guardo mia madre che è discrutta e prego il Signore che le dia quella fede che superi ogni ragione.

  25. @Valerio
    Valerio, innanzittutto grazie per aver condivisio la tua vita e il tuo dolore.

    Ci hai fatto un dono cosi’ grande che a costo di risultare “presenzialista” oggi nel blog, non posso non scriverti.

    Io e mia moglie abbiamo avuto la prima figlia abbastanza giovani 26-27 anni.
    La prima figlia, mille preoccupazioni, ma soprattutto, che fosse sana. Non ti nascondo che nei momenti di preoccupazione per la sua salute, avevamo anche preso in considerazione l’ipotesi dell’aborto in casi di manifesti gravi problemi.
    Grazie a Dio, ci ha donato una figlia sana e poi anche un’altra.
    Crescendo, sia in termini anagrafici, ma soprattutto in termini di cammino di fede, ho raggiunto la convinzione che Dio ci da’ la croce che possiamo portare. Non di piu’. In quest’ottica, quando vedo amici o genitori con figli down o con gravi problemi, io mi sento molto piccolo rispetto a loro. Io quella croce non sarei stato in grado di portarla.
    Credimi, te lo dico con il cuore, con grande umiltà e con grande ammirazione nei vostri confronti.
    Qualcuno forse puo’ chiedersi che senso abbia una vita come quella di tua figlia (sicuramente non voi). E purtroppo qualcuno arriva anche ad auspicarne la fine anticipata (vedi Englaro), ma io credo che quanto meno, creano occasione di manifestare Amore nei loro confronti, offrendo occasione di salvezza a chi le accudisce.
    Poi della loro Anima non possiamo sapere niente. A me piace pensare che vivono già in compagnia del Signore.

    Se per caso ho offeso la tua sensibilità, mi scuso enormemente. Volevo solo aprirti il mio cuore a te, come tu hai fatto con noi e farti sentire la mia vicinanza. Preghero’ anche per voi.
    Ciao

  26. Grazie a Laura, Saulo e Flavia: è vero che è il Signore il nostro Simone di Cirene, purtroppo, non sempre, lo si capisce subito, ci vuole tempo.

  27. Grazie Valerio e tutti per il dono delle vostre condivisioni, riflessioni…..a me serve anche in certi periodi di fatica FAR MEMORIA delle precedenti “tosature” e di come il Signore che non sentivo ma invocavo )mi ha portata in braccio….
    Il problema è che certe frasi le dico con la testa ma viverle davvero nell’animo a caldo….beh, mi è molto, molto più difficile ….

  28. nel nascondersi di Gesù, nel non rendere troppo evidente il Suo aiuto, il sostegno, io ci trovo un grande rispetto nei nostri confronti, ci lascia liberi di vedere Lui in certi eventi, oppure di non pensarci nemmeno…e vedo in questo anche la sua grande umiltà: agire quasi impercettibilmente, senza dare nell’occhio, gratuitamente…

  29. @R.

    @Valerio

    “Ci sono dei momenti nella vita in cui siamo “tosati” e non è mai una bella esperienza, neanche per le pecore. In quei momenti vorremmo che Dio intervenisse.. Abbiamo l’impressione che Dio non si occupi di noi. Poi ci accorgiamo che in quei momenti, Dio era PRESENTE”.

    A tutti voi che siete nel momento della (dolorosissima) “tosatura”: ci siamo passati (e continuiamo a passarci) anche noi. Non statò qui a minimizzare o dare un senso al vostro dolore, che mi tocca profondamente perchè è un’eco del mio stesso dolore. Non starò a dirvi la dimensine salvifica del dolore (sop)portato con amore e per amore. So bene che non posso darvi nessuna vera parola di consolazione. Posso solo dire che nella mia soffrenza, altrettanto grande (perchè la sofferenza dell’uomo è sempre grande) e in-sop-portabile Gesù è sempre stato PRESENTE, con grande tenerezza e amore, attento a moderare il vento, per non gravarmi di altre croci. Anche quando la mia barca era completamente in balia alla tempesta, Lui ERA LI’, beatamente addormentato sul cuscino. E la Sua Presenza rendeva sopportabile anche l’insopportabile.

  30. Un ringraziamento ed una scusa a tutti quelli che involontariamente ho rattristato. Volevo solo testimoniare che il Signore è effettivamente vicino a noi, ci ascolta e fortunatamente non si offende per il tono con cui a volte ci rivolgiamo a Lui.
    La nota positiva di fondo è che la mia famiglia è rimasta unita.
    A volte il dolore distrugge. A volte cementa.
    Il rosario quotidiano che io e mia moglie pregheremo questa sera , sarà anche per le intenzioni di tutti voi.
    Un abbraccio in Cristo.

  31. Grazie Paolo per le riflessioni di oggi….guarda come in un proverbio ci sta così tanta teologia!
    grazie per la tenerezza di Dio e per la tua tenerezza …..e grazie a tutti i bloggisti per le condivisioni

  32. @Valerio
    Caro Valerio, devo ammettere che leggere quello che hai scritto mi ha fatto venire i brividi, ma allo stesso tempo ho letto nelle tue parole anche la tua serenità, la tua capacità di rivolgere il tuo sguardo verso Gesù invece di guardare giù e disperare!

  33. Mentre leggevo i vs. scritti mi è venuta in mente questa preghiera:

    Padre mio,io mi abbandono a te.
    Fa’ di me ciò che ti piace.
    Qualunque cosa tu faccia di me, io ti ringrazio.
    Sono pronto a tutto, accetto tutto,
    purchè la tua volontà si compia in me e in tutte le tue creature:
    non desidero nient’altro, mio Dio.
    Depongo la mia anima nelle tue mani.
    Te la dono, mio Dio,
    con tutto l’amore del mio cuore,
    poichè ti amo, ed è per me un’esigenza d’amore il donarmi,
    l’abbandonarmi nelle tue mani senza misura,
    con fiducia infinita, poichè mi sei Padre.

    Questa preghiera mi è molto di aiuto nei periodi di “tosatura”…

  34. Grazie Paolo per la bellissima immagine di Dio che misura il vento mentre il Suo Sguardo è rivolto alla pecorella tosata e,come una mamma premurosa,ne”spia”i movimenti,pronto a”dosare il vento”.
    Lo immagino così il Signore:Lui non dosa per farci trovare più o meno nei guai ma per renderci consapevoli di noi stessi,consapevolezza che nasce non dall’avere una bella lana(non è nostra la lana,è un Dono)ma dal sapere utilizzarla.
    Ho scritto così di getto,forse sono cose dette e ridette ma le sentivo nel cuore.
    Un abbraccio
    francesca

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Article by: Paolo

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