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	<title>Paolo Curtaz</title>
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	<description>Pensieri e Parole</description>
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		<title>Sbandamenti</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 12:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[innamoramento]]></category>
		<category><![CDATA[tradimento]]></category>

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		<description><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Grandioso!</em><em> Il capo della mia amica, come da copione, si è dichiarato&#8230;”mi sono innamorato di te fin dal primo momento che ti ho visto!”</em><em>. </em><em>Bello eh? E la cosa più bella è che lei è felice come una pasqua e l’unica cosa che riesce a fare è guardarsi allo specchio per vedere cosa può averlo colpito così tanto del suo aspetto. Prevedo dei casini notevoli a breve&#8230;ma tanto io non posso farci proprio niente, giusto? Mi dispiace</em></p></blockquote><p>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!--CusAds1--><blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Grandioso!</em><em> Il capo della mia amica, come da copione, si è dichiarato&#8230;”mi sono innamorato di te fin dal primo momento che ti ho visto!”</em><em>. </em><em>Bello eh? E la cosa più bella è che lei è felice come una pasqua e l’unica cosa che riesce a fare è guardarsi allo specchio per vedere cosa può averlo colpito così tanto del suo aspetto. Prevedo dei casini notevoli a breve&#8230;ma tanto io non posso farci proprio niente, giusto? Mi dispiace tanto per lei (Che ultimamente continuava a dirmi che nella sua vita aveva bisogno di un pò di&#8230;”movimento”) per suo marito che non si accorgerà di nulla fino a quando qualcuno non inizierà a spettegolare nel peggiore dei modi&#8230; e per sua figlia che già detesta la madre per un sacco di motivi, figuriamoci poi&#8230;</em><em>Non sono scandalizzata, sai? Io penso che non sia così impossibile innamorarsi anche se sei sposata. Anzi, purtroppo lo so che è possibile. Quello che sta accadendo a *, però, non ha nulla a che vedere con l&#8217;amore&#8230; proprio nulla! E questo rende tutto ancora più squallido e inutile. (Manu, via mail)</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/07/2475898513_cf24b3412b_m.jpg" rel="shadowbox[post-771];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-772" title="2475898513_cf24b3412b_m" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/07/2475898513_cf24b3412b_m.jpg" alt="" width="174" height="240" /></a>Il matrimonio non vaccina contro l’innamoramento, ovvio. Anzi, a volte succede proprio di invaghirsi di una persona nel momento in cui le cose, apparentemente, funzionano a meraviglia. Potrei quasi dire che quando una coppia si sente un po’ “arrivata” è il momento più pericoloso: si allenta la tensione ideale dell’amore e si accetta il corteggiamento di qualcun altro/a. Perché succede questo? Semplicemente perché il desiderio di essere al centro dell’attenzione, di essere amati e coccolati è qualcosa di enormemente importante per la nostra autostima. Sapere di “piacere”, di suscitare l’interesse di una persona scatena in noi il desiderio di essere al centro dell’attenzione. È un sentimento naturale e bello, euforico e galvanizzante. Si scatena in noi una tempesta di emozioni e di energia, il cuore batte all’impazzata e il mondo ci sorride. Le complicazioni ci sono, ovvio: un marito o una moglie che sentiamo – sinceramente – di amare, dei figli che non vogliamo far soffrire, le conseguenze di una storia senza sbocco che potrebbe distruggere la nostra vita. Ma nessuna ragione è sufficiente per farci desistere: la piccola adolescente, il piccolo adolescente che c’è in noi prende il sopravvento. Che fare, in questi casi? Voglio anzitutto ribadire un dato che ho sperimentato in questi vent’anni di esperienza con le coppie: un tradimento, anche fugace, anche improvvido, è sempre dannoso per la vita della coppia. Lo dico perché ogni anno, di questi tempi, sui giornali scandalistici qualche genio di (finto) psicologo dichiara: il tradimento fa bene alla coppia. Non è assolutamente vero: a volte si sopravvive ad un tradimento ma, certamente, non fa mai del bene. La possibilità di recuperare un rapporto dopo un tradimento è, dalla mia esperienza, solo del cinquanta per cento. Meglio non vivere un tradimento, quindi. Quando qualcuno viene a confidarsi con me parlando delle sue emozioni e della nascente storia, lo spiazzo sempre dicendogli: «Fantastico! Lascia tutto, parti con lei alle Bahamas, abbandona la tua famiglia senza falsi sensi di colpa. Se è la donna della tua vita devi far tutto per lei!». Già: ma come si fa a sapere se lei è la donna della tua vita? E se ti sbagliassi per la seconda volta? Alcuni consigli, allora. Anzitutto: è meglio se non ci si innamora di qualcun altro. Perciò coltiviamo (e tanto) il rapporto di coppia, anche sessuale. La seduzione, il corteggiamento sono essenziali alla coppia sempre, soprattutto dopo qualche anno di vita coniugale. Come dico energicamente ai mariti (distratti) che seguo: se non fai tu i complimenti a tua moglie li farà qualcun altro! Quando scopriamo di essere attirati da una persona parliamone con qualcuno di fidato: un prete, un amico, per smontare le nostre sensazioni e non farci trasportare dal senso di colpa (che – paradossalmente – diventa un trampolino per tradire!). Si tratta di gestire l’innamoramento, di apprezzarlo e riconoscerlo per le emozioni che da, riportando però la riflessione sulle conseguenze del tradimento. La fase dell’infatuazione è “dopata”e come tale va trattata: la persona che ti sembra splendida (perché ti dice che sei splendida!) probabilmente non ha nessuna intenzione di costruire un futuro con te ma di avere qualche mese di storia clandestina e che – credimi – lascia il cuore gonfio di amarezza… Aiuta la tua amica, se puoi, senza scivolare nell’ambito del moralismo ma della concretezza: se davvero ha amato e ha desiderato costruire un futuro col suo sposo, significa che ha investito un patrimonio interiore immenso che non vale proprio la pena di scialacquare…</p>

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		<title>Il prossimo tuo</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 08:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole]]></category>

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		<description><![CDATA[<blockquote><p><em>Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Và e anche tu fà lo stesso».</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/07/3197657482_f4d20d45a5.jpg" rel="shadowbox[post-764];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-765" title="3197657482_f4d20d45a5" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/07/3197657482_f4d20d45a5.jpg" alt="" width="252" height="336" /></a></em>E&#8217; talmente forte il disprezzo del dottore della legge verso i samaritani che non osa neppure pronunciarne il nome. Il dottore della Legge conosce la fede, è esperto in comandamenti, ma fuori dal suo piccolo mondo interiore e fuori dalle sue certezze non&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Và e anche tu fà lo stesso».</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/07/3197657482_f4d20d45a5.jpg" rel="shadowbox[post-764];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-765" title="3197657482_f4d20d45a5" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/07/3197657482_f4d20d45a5.jpg" alt="" width="252" height="336" /></a></em>E&#8217; talmente forte il disprezzo del dottore della legge verso i samaritani che non osa neppure pronunciarne il nome. Il dottore della Legge conosce la fede, è esperto in comandamenti, ma fuori dal suo piccolo mondo interiore e fuori dalle sue certezze non sa come muoversi, perde di vista l&#8217;essenziale, vede solo le ragioni del sacerdote e del levita, preoccupati di non contaminarsi o di non finire nei guai. Il samaritano, invece, osa. Osa amare il prossimo, chi gli capita vicino, senza farsi troppi giri di testa, con prudenza e senso pratico, Gesù chiede di amare chi è vicino, senza immaginare amori ideali, impossibili, probabili. Parlo per me: non c&#8217;è niente di peggio dell&#8217;amare il prossimo: tua madre, tua moglie, i tuoi vicini, quelli che vorresti essere non &#8220;prossimi&#8221; ma leggermente più lontani! E&#8217; consolante sapere che il Signore propone questa verità come un obiettivo da raggiungere: &#8220;amerai&#8221;. Ci vuole tutta la vita per imparare ad amare, e questo avviene anche attraverso comprensibili fallimenti e difficoltà. Mettiamoci alla scuola del Maestro che ci insegni ad amare.</p>
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		<title>Sole d&#8217;estate</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 12:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/07/3732574792_faf6167730.jpg" rel="shadowbox[post-758];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-759" title="3732574792_faf6167730" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/07/3732574792_faf6167730.jpg" alt="" width="350" height="278" /></a>(…) Alcuni parlano di combattimento  spirituale, ma credo ke non sia la stessa cosa, sento ke sto attraversando una profondissima crisi tanto da pensare di farmi cancellare dalla chiesa cattolica per orientare la mia fede verso una nuova chiesa, i punti di riferimento terreni non esistono, intendo voi preti, così ci si arrangia ma questo serve proprio ad accentuare il mio distacco dalla chiesa, mi sono </em><em>accorta ke più cerco una guida e più mi accorgo di quanto</em>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/07/3732574792_faf6167730.jpg" rel="shadowbox[post-758];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-759" title="3732574792_faf6167730" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/07/3732574792_faf6167730.jpg" alt="" width="350" height="278" /></a>(…) Alcuni parlano di combattimento  spirituale, ma credo ke non sia la stessa cosa, sento ke sto attraversando una profondissima crisi tanto da pensare di farmi cancellare dalla chiesa cattolica per orientare la mia fede verso una nuova chiesa, i punti di riferimento terreni non esistono, intendo voi preti, così ci si arrangia ma questo serve proprio ad accentuare il mio distacco dalla chiesa, mi sono </em><em>accorta ke più cerco una guida e più mi accorgo di quanto la chiesa non possa offrire niente di quanto in realtà sia vuota proprio di quel Vangelo (nn voglio fare polemica), allora inizio a pensare ke la chiesa in realtà non esiste, la sola cosa ke esiste è la mia fede. (ultima.delusione, via mail) </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Ciao sconosciuta. So che non leggerai mai questa mia risposta e che ti sei arrabbiata per la risposta asciutta che ti ho inviato a mezzo mail e che riporto per completezza: “Mi spiace di questa tua esperienza, non è così per me”. Dallo stile della tua mail furibonda e dal piglio deduco che tu sia una persona giovane, forse una ragazza in piena crisi adolescenziale. Eppure questa tua mail mi dà l’occasione di affrontare un tema sempre più caldo e che mette molte persone in difficoltà: il senso profondo della Chiesa. È un disagio che colpisce anche me, specialmente in questi ultimi mesi in cui si scatenano le rabbie anticlericali e quelle antilaicali, un clima che mi spaventa e che non condivido ribadendo la mia totale adesione ai principi derivanti nel vangelo ma venendo travolto da uno stile aggressivo e pugnace in cui non mi riconosco. Una cosa ho imparato in questi anni: molto spesso le persone che mi si avvicinano e che si professano atee sono, in realtà, anticlericali. E, quasi sempre, fanno benissimo ad esserlo. Non parlo del diciottenne pompatello che si crede ateo e alternativo perché si fa le canne e non vuole entrare in chiesa, no. Parlo, purtoppo, di coloro che nel corso della vita hanno incrociato preti e suore e cristiani che di evangelico avevano ben poco e che di “sacro” avevano solo l’osso su cui si sedevano. Esagero, ovvio, ma voglio riflettere con voi sulla crasi che vedo tra la parola del Maestro e la fatica boia che facciamo a viverla, Paolo <em>in primis</em>. Come posso parlare di Chiesa a Laura che lavora da quindici anni in un asilo di suore e che quando ha detto che aspettava il terzo figlio quasi la scaraventavano fuori dalla porta? Cosa dire a Giovanni che, pieno di belle speranze, è entrato, migliore del suo corso, nel famoso ospedale cattolico e ne è fuggito appena ha potuto? Come consolare Gianni e Mara che hanno visto un prete idiota rifiutare la prima comunione alla propria splendida Sara perché altrove con la testa (Da come la penso io Sara vede Dio faccia a faccia. Siamo noi i “diversamente abili”). Forse vengono tutti a parlare da me quelli che sono rimasti scottati dalla contraddizione dei cristiani, ma, credetemi, non dobbiamo avere paura della conversione che possiamo ancora compiere (Paolo sempre <em>in primis</em>). Quindi vi parlo della Chiesa che Dio aveva nel cuore e che Gesù ha sognato. Lasciate perdere, al momento, tutte le obiezioni che vi saltano in mente, tutte le brutte figure di cristiani (vere o presunte) che avete incontrato nella vostra vita. Io amo la Chiesa, la amo disperatamente, la amo con forza e passione, la servo. La amo perché mi ha donato Cristo, perché ho scoperto che non è la coerenza a salvarci, ma la misericordia. La amo perché ho scoperto che, seppure in un angolino, c’è posto per me e per tutti, se leali cercatori di Dio. Ci sono poi cose che non condivido, che faccio fatica ad accettare. Come altri, nella Chiesa, fanno fatica ad accettare le cose che dico (Poche obiezioni, a dire il vero: sono piuttosto ortodosso!) e come le dico (Moltissime obiezioni: il mio linguaggio è troppo audace!). Non parlo delle solite trite obiezioni sullo stile del Vaticano o su questa o quella posizione ufficiale riguardo a temi sensibili. Credo che la Chiesa debba e possa parlare, interrogarsi, osare andare contro corrente, se ciò ha a che fare con la tutela della vita e del vangelo.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlo di quando, nella Chiesa, scordiamo il vangelo, di quando scordiamo la misericordia.</p>
<p style="text-align: justify;">Di quando confondiamo le cose ultime con quelle penultime e terzultime. Amo la Chiesa perché Cristo l’ha amata e ha dato se stesso per lei. Questo non significa che non dobbiamo faticare a capire, crescere, cambiare le situazioni ambigue e lontane dal Regno. Dobbiamo però ammettere con disarmante (evangelica?) semplicità che quest’idea (stramba) della Chiesa è proprio un’idea che ha avuto Gesù. Mannaggia a lui.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Il cortile dei gentili</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 08:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[cortile-dei-gentili]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/GE424_7.jpg" rel="shadowbox[post-753];player=img;"><img class="size-full wp-image-754 alignnone" title="GE424_7" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/GE424_7.jpg" alt="" width="552" height="428" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/GE424_7.jpg" rel="shadowbox[post-753];player=img;"></a>Non ha fatto molto scalpore. Perlomeno ne ha fatto molto meno di quanto i giornali abbiano dedicato alla presunta gestione discutibile dei beni di Propaganda Fide da parte del Cardinale Sepe. Eppure il nostro vecchio papa teologo, che in questo ultimo anno ha dovuto affrontare una serie di problemi capaci di stroncare un santo (Il caso Williamson, i Legionari di Cristo, i preti predofili e ora ci mancava Sepe!) tira diritto per la sua strada,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/GE424_7.jpg" rel="shadowbox[post-753];player=img;"><img class="size-full wp-image-754 alignnone" title="GE424_7" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/GE424_7.jpg" alt="" width="552" height="428" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/GE424_7.jpg" rel="shadowbox[post-753];player=img;"></a>Non ha fatto molto scalpore. Perlomeno ne ha fatto molto meno di quanto i giornali abbiano dedicato alla presunta gestione discutibile dei beni di Propaganda Fide da parte del Cardinale Sepe. Eppure il nostro vecchio papa teologo, che in questo ultimo anno ha dovuto affrontare una serie di problemi capaci di stroncare un santo (Il caso Williamson, i Legionari di Cristo, i preti predofili e ora ci mancava Sepe!) tira diritto per la sua strada, senza far clamore, impegnato ad assolvere al preciso mandato di Cristo di custodire la fede autentica e di annunciare il volto di Dio. E&#8217; un&#8217;idea che accarezzava da tempo e, aiutato da Mons. Ravasi, ora è diventata realtà e proprio s partire dalla nazione che è stata culla del laicismo moderno, la Francia: è &#8220;Il cortile dei gentili&#8221;, un luogo dove poter incontrare chi si professa ateo, un luogo di scambio e dialogo perchè, come afferma Papa Benedetto,<em> si giunga a cercarlo almeno come Sconosciuto</em>. Un&#8217;idea grandiosa, di ripresa di dialogo, di grande onestà intellettuale che già suscita parecchio interesse da parte degli intellettuali atei. Perché l&#8217;evangelizzazione è e deve restare la prima preoccupazione della Chiesa, ad ogni costo. E mentre si discute dei beni materiali della Chiesa e della loro gestione, e qualche cristiano passa il tempo ad accusare il mondo di avercela con la Chiesa, Pietro ricorda a tutti che dobbiamo temere il peccato nella Chiesa, non le accuse del mondo, e agisce, cacciando i mercanti dal Tempio e facendo parlare del Padre. Nasce, in forma ufficiale, un luogo di incontro fra cristiani e atei ricordando, come ben spiega Mons. Ravasi, che:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Bisogna tener conto dei diversi ateismi, non riducibili a un unico modello. Da un lato c’è il grande ateismo di Nietzsche e Marx che purtroppo è andato in crisi, costituito da una spiegazione della realtà alternativa a quella credente, ma con un sua etica, una visione seria e coraggiosa, ad esempio, nel considerare l’uomo solo nell’universo. Poi c&#8217;è un ateismo ironico-sarcastico che prende a bersaglio aspetti marginali del credere o letture fondamentaliste della Bibbia. È l’ateismo di Onfray, Dawkins e Hitchens. In terzo luogo vi è un’indifferenza assoluta figlia della secolarizzazione, ben sintetizzata dall’esempio che Charles Taylor fa in &#8216;L’età secolare&#8217; quando afferma che se Dio venisse oggi in una nostra città, l’unica cosa che succederebbe è che gli chiederebbero i documenti&#8221;.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; il tempo della conversione, del ritorno all&#8217;Essenziale, del dialogo intellettuale onesto per rendere ragione della propria speranza, della trasparenza assoluta dei modi e delle strutture. Questo ci ricorda Pietro, questo possiamo fare a partire dal lembo di Chiesa che rendiamo presente là dove viviamo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Imprenditoria evangelica</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 09:25:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario in Terra Santa]]></category>
		<category><![CDATA[taybeh]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/chorale_15.jpg" rel="shadowbox[post-748];player=img;"><img class="alignleft size-medium wp-image-749" title="chorale_15" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/chorale_15-300x104.jpg" alt="" width="300" height="104" /></a>Taybeh è un villaggio di Samaria, sulle colline che separano la Galilea dalla Giudea.E&#8217; rimasto l&#8217;unico villaggio arabo interamente cristiano della Terra Santa: poco meno di 2000 abitanti, ma trent&#8217;anni fa erano quasi ottomila. L&#8217;assenza di lavoro, la difficile situazione politica e, in ultimo, il muro di &#8220;sicurezza&#8221; hanno spinto tutti i giovani ad andarsene in Europa o in America. Finché non è arrivato Abuna Raed. Lo avevo conosciuto dieci anni fa, quando era segretario del Patriarca latino.&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/chorale_15.jpg" rel="shadowbox[post-748];player=img;"><img class="alignleft size-medium wp-image-749" title="chorale_15" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/chorale_15-300x104.jpg" alt="" width="300" height="104" /></a>Taybeh è un villaggio di Samaria, sulle colline che separano la Galilea dalla Giudea.E&#8217; rimasto l&#8217;unico villaggio arabo interamente cristiano della Terra Santa: poco meno di 2000 abitanti, ma trent&#8217;anni fa erano quasi ottomila. L&#8217;assenza di lavoro, la difficile situazione politica e, in ultimo, il muro di &#8220;sicurezza&#8221; hanno spinto tutti i giovani ad andarsene in Europa o in America. Finché non è arrivato Abuna Raed. Lo avevo conosciuto dieci anni fa, quando era segretario del Patriarca latino. E&#8217; sempre uno spilungone magro e asciutto, con un naso importante e qualche capello bianco che spunta nella folta capigliatura riccia. Il piglio è lo stesso, sa parlare bene diverse lingue, spiega al microfono ai pellegrini che sono con me la sua parrocchia: ci ha accolti in una grande sala addobbata con divani e cuscini, ha offerto bevande fresche per tutti. Racconta di come, alla fine dell&#8217;anno, i genitori portassero a lui, direttore della scuola, taniche di 100 litri d&#8217;olio, non avendo da pagare.A quel punto il vulcanico parroco ha deciso di dare una svolta all&#8217;intero paese: ha raccolto l&#8217;olio dei quasi 20mila ulivi dei dintorni, ha insegnato ai giovani a fare dell&#8217;olio di qualità superiore, ha convinto, chissà come, un politico francese a chiedere all&#8217;Europa l&#8217;esenzione del dazio per il suo olio. Oggi decine di famiglie vivono dell&#8217;olio di oliva venduto nei supermercati francesi. Poi ha deciso di dare lavoro a venti giovani donne: costruiscono delle colombe della pace in ceramica. L&#8217;obiettivo dichiarato è quello di farle brillare in ogni parrocchia del mondo, così Dio non potrà fare a meno di mandare la pace in Terra Santa. Poi ha deciso di costruire una casa di ospitalità per gli ormai numerosi pellegrini che giungono nell&#8217;unico angolo cristiano di Samaria, sempre accolti. Poi ha fatto costruire l&#8217;unica casa per anziani in Palestina. Poi ha preso il coro della parrocchia e, insieme ad altri artisti ebrei e palestinesi, ha promosso una tournée in Francia, spostando 120 ragazzi per l&#8217;Europa, una diplomazia del canto, come la chiama lui. Poi si è accorto che il muro stava provocando delle tragedie: molte partorienti avevano avuto delle complicazioni, mentre aspettavano inutilmente di varcare il check point e andare all&#8217;ospedale, troppe madri e troppi bimbi erano morti aspettando un permesso assurdo, così ha preso tre stanze della parrocchia e ne ha fatto una sala parto e degli ambulatori che ora servono la popolazione dell&#8217;intera regione e danno lavoro a giovani medici palestinesi che, altrimenti, dovrebbero emigrare. Ora vuole fare una scuola di archeologia, per insegnare ai giovani a diventare intagliatori di pietra, e ha ottenuto l&#8217;appoggio del governo francese. E&#8217; un fiume in piena, Abuna Raed, sprizza dinamismo e simpatia da tutti i pori, ammalia, da buon venditore arabo. Conclude: ora hanno un giro d&#8217;affari di due milioni di euro, un&#8217;enormità da queste parti, di fatto danno lavoro alla maggioranza degli abitanti di Taybeh e ci provoca, &#8220;Non dateci soldi, non vogliamo la vostra elemosina, la vostra elemosina crea dei parassiti. Noi vogliamo solo lavorare, dateci la dignità di essere uomini che mantengono le proprie famiglie lavorando sodo&#8221;. Sorrido, Imprenditoria evangelica. Ce ne fosse.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">(www.taybeh.info)</p>
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		<title>Compleanni</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 19:44:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario personale]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/Paolo-Curtaz-2.jpg" rel="shadowbox[post-739];player=img;"><img class="alignleft size-medium wp-image-740" title="Paolo Curtaz 2" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/Paolo-Curtaz-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Il 10 giugno, ieri, questo blog ha festeggiato un anno di vita. A dire il vero se non me lo avesse fatto notare una di voi neanche me ne sarei accorto&#8230; ma abbiate pazienza, io sono proprio così! Un compleanno, quindi, simpatico, gioioso, almeno per me. Ieri ero a Bari, alla fine di un mini-toru che mi ha visto incontrare tanti amici, che saluto, a Terni, a Roma e a Bari. Lettori, internauti, curiosi&#8230; Tante persone, tanti cercatori,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/Paolo-Curtaz-2.jpg" rel="shadowbox[post-739];player=img;"><img class="alignleft size-medium wp-image-740" title="Paolo Curtaz 2" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/Paolo-Curtaz-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Il 10 giugno, ieri, questo blog ha festeggiato un anno di vita. A dire il vero se non me lo avesse fatto notare una di voi neanche me ne sarei accorto&#8230; ma abbiate pazienza, io sono proprio così! Un compleanno, quindi, simpatico, gioioso, almeno per me. Ieri ero a Bari, alla fine di un mini-toru che mi ha visto incontrare tanti amici, che saluto, a Terni, a Roma e a Bari. Lettori, internauti, curiosi&#8230; Tante persone, tanti cercatori, tanti amici. Come amici sono diventati gli oltre 30mila visitatori del blog che hanno aperto e letto oltre 400mila pagine. Alcuni diventando dei fedeli lettori, altri capitando quasi per caso, altri intervenendo con opinioni. Una piccola comunità virtuale, come direbbe don Sandro, fatta di persone vere, alcune incontrate e conosciute (ww. robis, il mitico janus, spina&#8230;), altre solo un nickname di passaggio. Un&#8217;esperienza bella per me, brandelli di Regno, incoraggiamento, speranza, voglia di esserci, di credere, di cercare. Un piccolo porto nell&#8217;oceano di Internet, scrivevo nel primo post. Oggi festa del Sacro Cuore, dell&#8217;amore di Dio, chiude l&#8217;anno sacerdotale, anno sanguinante per la Chiesa penitente, eppure denso e vero, infine. Anch&#8217;io, da lontano, da dentro, da mendicante, ho seguito questo anno chiedendomi se e come io possa ancora porre la mia vita a servizio del Regno. E così, affidandomi, affidandovi, affidandoci, Dio intesse nuove cose. Superbe, inattese, luminose. Un grazie a tutti, amici, cercatori di Dio, semplici curiosi. Dio ci abbraccia con le parole di chi si fa consolazione.</p>
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		<title>Martiri</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 15:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/turecko_0044a.jpg" rel="shadowbox[post-734];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-735" title="turecko_0044a" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/turecko_0044a.jpg" alt="" width="288" height="216" /></a>Il 5 febbraio scorso, quarto anniversario dell’uccisione a Trebisonda di don Andrea Santoro, aveva detto alla Radio Vaticana: “Don Andrea fu ucciso come simbolo, in quanto sacerdote cattolico. Non è stata uccisa soltanto la persona, ma si è voluto colpire il simbolo che la persona rappresentava: ricordarlo in questo momento, all’interno dell’anno dedicato ai sacerdoti, è ricordare a tutti noi che la sequela di Cristo può arrivare anche all’offerta del proprio sangue”. E in un intervento a Venezia&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/turecko_0044a.jpg" rel="shadowbox[post-734];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-735" title="turecko_0044a" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/turecko_0044a.jpg" alt="" width="288" height="216" /></a>Il 5 febbraio scorso, quarto anniversario dell’uccisione a Trebisonda di don Andrea Santoro, aveva detto alla Radio Vaticana: “Don Andrea fu ucciso come simbolo, in quanto sacerdote cattolico. Non è stata uccisa soltanto la persona, ma si è voluto colpire il simbolo che la persona rappresentava: ricordarlo in questo momento, all’interno dell’anno dedicato ai sacerdoti, è ricordare a tutti noi che la sequela di Cristo può arrivare anche all’offerta del proprio sangue”. E in un intervento a Venezia nell’ottobre del 2009: “Le tragiche morti di don Andrea, del giornalista armeno Hrant Kink, dei tre missionari protestanti di Malatia hanno portato alla ribalta la realtà di un cristianesimo che in Turchia esiste ancora e reclama pieno diritto di cittadinanza. “Se accettassimo come cristiani di non comparire, restando una presenza insignificante nel tessuto del paese, non ci sarebbero difficoltà, ma stiamo rendendoci conto che questa è una strada senza ritorno, che non fa giustizia alla storia cristiana di questi paesi nei quali il cristianesimo è nato e fiorito; è una strada che non farebbe giustizia alle migliaia di martiri che in queste terre ci hanno lasciato in eredità la testimonianza del loro sangue”. Alla vigilia del suo incontro con Papa Benedetto a Cipro, per presentargli da difficile situazione dei cristiani in Medio Oriente, padre Luigi Padovese, 64 anni, milanese, francescano cappuccino, è stato sgozzato dal suo autista, pare in raptus di follia, in queste ore messo in discussione da autorevoli fonti. Padre Luigi amò e percorse passo passo la Turchia dapprima come ricercatore e docente di patrologia, nonché preside della Pontificia Università Antonianum di Roma. In tale veste promosse più di venti simposi di studio su san Paolo, a Tarso, e su san Giovanni, a Efeso. Dal novembre 2004 era vescovo, vicario apostolico per l’Anatolia, con sede a Iskenderun. Era presidente della conferenza episcopale. Eventi come questi ci richiamano con violenza alla violenza che il Vangelo subisce a qualche passo da noi, e ci obbliga a rivedere il nostro cristianesimo da poltrona e pantofole, per riprendere il filo del dialogo con l&#8217;islam moderato, senza ingenuità o scorciatoie, e conoscendo, pregando e intervenendo in favore dei tanti (troppi) cristiani che dal Medio Oriente sempre più estremizzato devono fuggire.</p>
<p style="text-align: justify;">Discorsi di papa benedetto a Cipro: www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/travels/2010/index_cipro_it.htm</p>
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		<title>L&#8217;invisibile in mezzo a noi</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 06:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/05/4579188579_1a39e55711.jpg" rel="shadowbox[post-728];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-730" title="4579188579_1a39e55711" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/05/4579188579_1a39e55711.jpg" alt="" width="350" height="232" /></a>L’invisibile in mezzo a noi. Siamo talmente travolti dal visibile, dai ritmi frenetici di una vita che peggiora continuamente in qualità, da non avere più la capacità e la forza di rintracciare l’invisibile che abita in mezzo a noi. Che tempo è il tempo che stiamo vivendo? Assistiamo all’inesorabile ( e profetato) declino della religiosità? Al di là degli eventi di massa legati a momenti di forte impatto emotivo (i funerali di papa Giovanni Paolo), dobbiamo rassegnarci ad&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/05/4579188579_1a39e55711.jpg" rel="shadowbox[post-728];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-730" title="4579188579_1a39e55711" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/05/4579188579_1a39e55711.jpg" alt="" width="350" height="232" /></a>L’invisibile in mezzo a noi. Siamo talmente travolti dal visibile, dai ritmi frenetici di una vita che peggiora continuamente in qualità, da non avere più la capacità e la forza di rintracciare l’invisibile che abita in mezzo a noi. Che tempo è il tempo che stiamo vivendo? Assistiamo all’inesorabile ( e profetato) declino della religiosità? Al di là degli eventi di massa legati a momenti di forte impatto emotivo (i funerali di papa Giovanni Paolo), dobbiamo rassegnarci ad una appartenenza alla fede personale e saltuaria? Sarò più drammatico ancora: dottore, come sta il paziente cristianesimo italiano? Alcuni medici dicono che il cristianesimo italiano è destinato a morire: lo zoccolo duro della Chiesa italiana, rappresentato da una parte del popolo italiano cristiano per tradizione, sta inesorabilmente invecchiando e, perciò, scomparendo; i numeri ci sono contro e sempre meno italiani si dichiarano “praticanti”, lo scollamento fra le posizioni ufficiali della gerarchia e le convinzioni personali è sempre più evidente, lo scontro di inciviltà, venduto per scontro di religioni, ha ulteriormente approfondito il solco che separa la parte intellettuale della società che guarda con sospetto ad ogni professione di fede identificata, tout court, con fanatismo. Altri medici dicono che, invece, il cristianesimo italiano sta piuttosto bene: una grande vivacità della base e dei movimenti, che testimonia le moltissime anime della Chiesa lo testimonia, l’avvicinamento da parte di adulti che riscoprono la fede (fenomeno marginale per quantità ma interessante per qualità di scelta), l’interesse per la Parola e la spiritualità dicono, invece, che il cristianesimo, soprattutto nel suo versante interiore, di ricerca dell’invisibile e meno nell’aspetto socio-culturale, sta benissimo. Certo i problemi non mancano: le parrocchie e, ahimè, i preti rappresentano il primo problema della Chiesa oggi. I preti sono investiti da molte responsabilità, con parrocchie sempre più estese e situazioni paradossali di inglobamento di ruoli che portano spesso il prete a vivere con disagio la propria missione in una crescente incomprensione. Non mancano, poi, in un clima di grave crisi vocazionale, le scorciatoie per cui non si va troppo per il sottile nella scelta dei candidati al sacerdozio. Le parrocchie, volto povero dell’annuncio evangelico, fanno l’impossibile, ma sacrificano la stragrande maggioranza delle proprie (poche) energie a mandare avanti la baracca. Il secondo problema, dal mio punto di vista, è rappresentato dalla comunicazione carente. Non sappiamo più dire il Vangelo, ci mancano parole semplici, efficaci, immediate, che raggiungano al cuore un adulto del 21mo secolo. È vero che il cambiamento culturale mette in crisi strutture molto più all’avanguardia della nostra (penso all’Università e, in generale, al mondo educativo scolastico), ma se non riusciamo a dire il Vangelo falliamo l’obiettivo principale che giustifica l’esistenza della Chiesa. Ma, accanto i problemi, abbiamo anche delle risorse immani: la differenza, vera ricchezza della Chiesa italiana, la quale, proprio perché percorsa da mille anime, può stare serena sul proprio futuro. A patto che le differenze non vengano appiattite o subdolamente emarginate. Proprio perché nella stessa Chiesa troviamo movimenti con sensibilità molto diverse, o stili e carismi abbondanti, il cristianesimo ha un futuro. A patto che nessuna esperienza si definisca la sola esperienza e pretende di fare proseliti all’interno della comunità!Altra enorme risorsa è la riscoperta della Parola di Dio, la grande dimenticata del post-Concilio. Con la meditazione e la conoscenza affettuosa e spirituale della Parola di Dio possiamo dare all’uomo contemporaneo una chiave di lettura originale per rileggere la propria esperienza di vita… Infine la preghiera, una preghiera da rivedere radicalmente nei modi e negli stili, che – sul serio – sia praticabile da ogni cercatore di Dio, possibilmente legata alla Parola del giorno, che occupi non più di cinque minuti quotidiani, utilizzando, come già accade, lo stupefacente strumento che è Internet o la radio o la carta stampata. In un tempo in cui non c’è tempo, la qualità della proposta spirituale dev’essere elevata: una pausa quotidiana minima, da carbonari, la messa domenicale (se possibile) e due giorni all’anno di momento forte possono essere sufficienti per riscoprire il Cristo uomo nuovo. Come capitò per i primi cristiani, abbiamo l’occasione unica di ridire la fede, di tracciare nuovi sentieri, l’ebbrezza delle scelte diverse dal passato. Per reimparare a vedere l’invisibile che è in mezzo a noi.</p>
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		<title>Pentecoste</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 06:34:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole]]></category>
		<category><![CDATA[Pentecoste]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/05/01.jpg" rel="shadowbox[post-723];player=img;"><img class="size-full wp-image-724 aligncenter" title="01" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/05/01.jpg" alt="" width="600" height="499" /></a>Su consiglio di molti, pubblico sul blog anche il mio commento alle domeniche che abitualmente trovate sul sito tiraccontolaparola.it e altri. Spero di farvi cosa gradita!</em></p>
<p>No, non siamo in grado.</p>
<p>Né tu, né io, né nessuno che abbia un po’ di sano realismo lo può (veramente) fare. Non siamo capaci di annunciare il Regno con sufficiente trasparenza, con coerenza minima, con passione necessaria. Il peccato è il nemico da combattere, come ci ha ricordato un illuminato Papa&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/05/01.jpg" rel="shadowbox[post-723];player=img;"><img class="size-full wp-image-724 aligncenter" title="01" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/05/01.jpg" alt="" width="600" height="499" /></a>Su consiglio di molti, pubblico sul blog anche il mio commento alle domeniche che abitualmente trovate sul sito tiraccontolaparola.it e altri. Spero di farvi cosa gradita!</em></p>
<p>No, non siamo in grado.</p>
<p>Né tu, né io, né nessuno che abbia un po’ di sano realismo lo può (veramente) fare. Non siamo capaci di annunciare il Regno con sufficiente trasparenza, con coerenza minima, con passione necessaria. Il peccato è il nemico da combattere, come ci ha ricordato un illuminato Papa Benedetto domenica scorsa. In un mondo in cui tutti danno la colpa agli altri (anche nella Chiesa!), Pietro ci ricorda che il nemico è dentro, non fuori.</p>
<p>Questa storia dell’affidare alla Chiesa, a questa Chiesa, le redini del Regno è stato uno scherzo, o un inganno o una follia. Siamo seri.</p>
<p>Lui non c’è, lo sappiamo, lo vediamo mille volte, lo sperimentiamo.</p>
<p>Eppure ci dev’essere una soluzione.</p>
<p><strong>Riunioni</strong></p>
<p>È quello che si sono detti per ore i Dodici radunati al cenacolo.</p>
<p>Gesù se n’è andato davvero e loro devono capire cosa fare.</p>
<p>Annunciare il Regno, d’accordo. Dove, come a partire da quando, dicendo cosa?</p>
<p>Fuori tira ancora una brutta aria per i discepoli del Nazareno, per quale masochistica ragione dovrebbero uscire e farsi nuovamente arrestare?</p>
<p>Pietro e gli altri lo sanno bene, lo hanno vissuto sulla propria pelle: non sono all’altezza del compito. Diamine: solo un mese prima erano tutti fuggiti a rotta di collo! Come aspettarsi, ora, una reazione diversa, un comportamento all’altezza della situazione?</p>
<p>Pensano e discutono, i Dodici. Un po’ si fanno coraggio, un po’ non alzano lo sguardo. No, non ce la possono fare, non da soli, non adesso.</p>
<p>Si sta alzando il vento. Strano, non succede quasi mai in primavera, a Gerusalemme.</p>
<p><strong>Uragano</strong></p>
<p>Non è un vento: è l’uragano. Un uragano che li strappa alle loro certezze, che li devasta, che li scompiglia e li scapiglia, che li converte, infine. Il fuoco scende nel cuore e li consuma.</p>
<p>No, certo, non ce la possono fare. D’accordo.</p>
<p>Sarà lo Spirito ad agire. È arrivato, il dono (annunciato) del Risorto. È più folle e più anarchico di come neppure osassero immaginare. Il cuore ora è gonfio, escono per strada, fermano i pellegrini di passaggio a Gerusalemme per la Pentecoste. Parlano del Maestro, lo professano Messia e Signore e presente.</p>
<p>È arrivato lo Spirito.</p>
<p><strong>Finalmente</strong></p>
<p>Il Consolatore, per sradicare ogni solitudine, per fare della Chiesa la compagnia di Dio agli uomini.</p>
<p>Il Vivificatore, per togliere l’asfalto e ogni altra crosta che ostinatamente ricopre il volto di Dio e la Parola.</p>
<p>Il Paracleto, per difenderci dalla paura e dalla parte oscura che è in noi e che ci turba impedendoci di essere veramente discepoli.</p>
<p>Egli ricostruisce i linguaggi, ci dona la grazia di capirci, di intenderci, di comunicare. Supera l’arroganza dell’uomo che costruisce torri per manifestare la propria forza e usa il linguaggio del potere che non fa capire, che confonde, che allontana. Pentecoste è l’Antibabele, l’altro modo di capirsi, accomunati dalla stessa ricerca interiore.</p>
<p>Eccolo il fuoco, che scalda e illumina, che indica una strada nella notte.</p>
<p>Eccola la nube, che tiene lontani gli egiziani e illumina il cammino del popolo che fugge verso la libertà del cuore, la nebbia che toglie ogni punto di riferimento per affidarsi a Dio solo.</p>
<p>Ecco la colomba, portatrice di buone notizie, quando torna nelle mani sicure di Noè che l’ha inviata per sapere se il diluvio è finito.</p>
<p><strong>Prudenza</strong></p>
<p>Tenetelo nel cassetto lo Spirito, per favore.</p>
<p>È pericoloso, devastante, inquietante.</p>
<p>Quando la Chiesa si siede o si arrocca fa nascere i santi che la ribaltano.</p>
<p>Quando pensate che la vostra vita sia finita, annientata, vi spalanca lo sguardo del cuore.</p>
<p>Quando le nostre parrocchie languono, si clericalizzano, si svuotano, si abituano, si stancano, si illudono egli scuote dalle fondamenta, fa crollare i palazzi della retorica e ci spinge a uscire nelle strade del nostro quartiere a dire Dio.</p>
<p>Gli Atti degli apostoli sono una divertente comica in cui lo Spirito combina pasticci e gli apostoli corrono (invano) cercando di capire cosa fare veramente.</p>
<p>È lo Spirito che guida la Chiesa, anche se cerchiamo continuamente di correggere la rotta.</p>
<p>È lui, se vuoi, fratello, sorella, che può orientare la vita verso i cammini della santità.</p>
<p>È lui che soffia, nonostante tutto.</p>
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		<title>Fatima</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 15:39:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/05/papa.jpg" rel="shadowbox[post-718];player=img;"><img class="size-large wp-image-719 alignnone" title="io e BXVI" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/05/papa-1024x682.jpg" alt="" width="553" height="368" /></a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/05/papa.jpg" rel="shadowbox[post-718];player=img;"></a>Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio, vi è anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Anche questo si è sempre saputo, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa</em>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/05/papa.jpg" rel="shadowbox[post-718];player=img;"><img class="size-large wp-image-719 alignnone" title="io e BXVI" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/05/papa-1024x682.jpg" alt="" width="553" height="368" /></a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/05/papa.jpg" rel="shadowbox[post-718];player=img;"></a>Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio, vi è anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Anche questo si è sempre saputo, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa e che la Chiesa quindi ha profondo bisogno di ri-imparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare da una parte il perdono, ma anche la necessità della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia. Con una parola, dobbiamo ri-imparare proprio questo essenziale: la conversione, la preghiera, la penitenza e le virtù teologali. Così rispondiamo, siamo realisti nell’attenderci che sempre il male attacca, attacca dall’interno e dall’esterno, ma che sempre anche le forze del bene sono presenti e che, alla fine, il Signore è più forte del male, e la Madonna per noi è la garanzia visibile, materna della bontà di Dio, che è sempre l’ultima parola nella storia.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La risposta alla domanda rivolta a Papa Benedetto durante il volo di trasferimento a Fatima in occasione del pellegrinaggio appena concluso, sul senso e l&#8217;attualità dell&#8217;apparizione di Fatima, ha lasciato i giornalisti di stucco, per l&#8217;ennesima volta. Papa Ratzinger, che da cardinale aveva dato una essenziale interpretazione teologica all&#8217;apparizione ai pastorelli (<a href="http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000626_message-fatima_it.html">www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000626_message-fatima_it.html</a>) ancora una volta si rivela un grande Papa. Abituato alla riflessione (uno dei grandi teologi del Concilio!), Papa Benedetto non abbraccia la deriva veggentista che, ahimé, sta mietendo tante vittime nella Chiesa, nella ricerca di rivelazioni sensazionali, di rivelazioni puntuali, quasi come se il Vangelo non fosse sufficiente. Il messaggio di Fatima è attuale, dice, perché la Chiesa sempre deve affrontare delle persecuzioni e, ora, affronta delle persecuzioni a causa  dei suoi stessi membri. Non ci sono forze oscure a combattere la Chiesa, quindi, ma l&#8217;incoerenza, tragica, talora, da parte di noi discepoli. Lo scandalo dei preti pedofili e le accuse sconcertanti rivolte a Papa Benedetto ricevono una ulteriore adeguata risposta. Papa Benedetto non si mette sulle difensive (come fatto inopinantamente da qualche pezzo grosso suo collaboratore più papista del Papa) ma invita tutti alla conversione: <em>quando il mondo ci accusa, dobbiamo fare penitenza</em>, ha detto ai fedeli di Malta. Scalda il cuore vedere questo timido papa evangelico che ricorda a tutti l&#8217;essenziale, che guarda dentro di sé prima di accusare gli altri, che per primo si fa pellegrino e penitente. Scalda il cuore vedere questo Papa che fugge la deriva delle rivelazioni private sensazionalistiche richiamando tutto all&#8217;unica, definitiva Rivelazione in Gesù Cristo. Scalda il cuore vedere mezzo milioni di fedeli stringersi attorno a  Pietro che, accusato dal mondo senza colpa, china il capo e accetta senza ribattere l&#8217;umiliazione dicendo , sempre a Malta: <em>la Chiesa è ferita dai nostri peccati</em>. E&#8217; altro, la Chiesa, dalla pallida realizzazione che ne abbiamo fatto. E&#8217; il sogno di Dio che sussiste nella Chiesa cattolica, come dice il Concilio, ma che non lo esaurisce. Sono fiero di appartenere ad una Chiesa fatta di cristiani come Papa Benedetto e anch&#8217;io, nel mio piccolo voglio convertire la Chiesa.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire da me stesso.</p>
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