<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Paolo Curtaz &#187; Santi</title>
	<atom:link href="http://www.paolocurtaz.it/category/santi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.paolocurtaz.it</link>
	<description>Pensieri e Parole</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Jan 2012 11:03:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	
		<item>
		<title>Curiosi</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2012/01/curiosi/</link>
		<comments>http://www.paolocurtaz.it/2012/01/curiosi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 08:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>
		<category><![CDATA[magi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=1478</guid>
		<description><![CDATA[Cercano, i magi. Sono partiti da lontano per verificare la validità delle loro teorie astronomiche. Scrutano i cieli per verificare un qualche evento che li aiuti a capire cosa sta succedendo. Scommettono su una teoria: un evento astrale indica la nascita di un grande re, a Occidente. E non si fermano alla teoria: si mettono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cercano, i magi. Sono partiti da lontano per verificare la validità delle loro teorie astronomiche. Scrutano i cieli per verificare un qualche evento che li aiuti a capire cosa sta succedendo. Scommettono su una teoria: un evento astrale indica la nascita di un grande re, a Occidente. E non si fermano alla teoria: si mettono in cammino, fanno un sacco di strada, giungono fino alla città di Gerusalemme. Forse hanno scommesso qualcosa, per vedere chi fra loro abbia ragione. E lì, al palazzo di Erode, restano interdetti: il re sembra spaventato, non c&#8217;è nessun erede appena nato, ci mancherebbe (alcuni fra i suoi figli li ha fatti ammazzare lui, non è esattamente un padre modello!). Il re convoca i sacerdoti, parlano di profezie, di un inviato celeste. Cosa sta succedendo? La loro ricerca, ora, cambia. Non c&#8217;è più nessuna scommessa in gioco, qui si parla di qualcosa di più serio. Si rimettono in strada e arrivano a  Betlemme. Lì incontrano un&#8217;adolescente che stringe al suo seno un neonato. Ecco, sono arrivati alla fine della loro ricerca. No, non c&#8217;è nessun fenomeno astrale, nessuna lucina, solo una madre e un bambino. Eppure. Per un&#8217;altra strada tornano. Il loro cuore è cambiato.</p>
<p>Quei <em>magoi</em>, ci dicono gli esegeti, rappresentano i popoli pagani che cercano la verità e incontrano Dio. Perciò l&#8217;epifania è la grande festa dei popoli che incontrano l&#8217;inaudito di Dio. L&#8217;epifania è l&#8217;inizio della nuova fede, spalancata ad ogni uomo. Non esiste più il Dio nazionale che difende un popolo: Dio è accessibile ad ogni uomo che lo cerca con cuore sincero.</p>
<p>Anzi: che cerca la verità. Il testo di Matteo mette in crisi anche le nostre categorie cattoliche. Non gli uomini religiosi e nemmeno i sacerdoti incontrano Dio. Solo chi ha il coraggio di mettersi in strada lo incontra. I magi sono i patroni dei cercatori di Dio.</p>
<p>Siamo ciò che desideriamo. Siamo ciò che cerchiamo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolocurtaz.it/2012/01/curiosi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>19</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giovanni è il suo nome</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2011/12/giovanni-e-il-suo-nome/</link>
		<comments>http://www.paolocurtaz.it/2011/12/giovanni-e-il-suo-nome/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 06:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni battista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=1433</guid>
		<description><![CDATA[Giovanni è una sorpresa nel tiepido mondo religioso giudaico dell’epoca: da secoli mancavano profeti, da tempo la Parola languiva. Alcuni (ingenui!) avevano pensato che la ricostruzione del tempio e la nuova classe sacerdotale avrebbero ridato vigore e impulso alla spiritualità. Come spesso accade, invece, dopo i primi momenti di entusiasmo videro che la classe sacerdotale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni è una sorpresa nel tiepido mondo religioso giudaico dell’epoca: da secoli mancavano profeti, da tempo la Parola languiva.</p>
<p>Alcuni (ingenui!) avevano pensato che la ricostruzione del tempio e la nuova classe sacerdotale avrebbero ridato vigore e impulso alla spiritualità. Come spesso accade, invece, dopo i primi momenti di entusiasmo videro che la classe sacerdotale, e il sommo sacerdote in particolare, era maggiormente interessata a difendere la propria nuova posizione di potere e a intrattenere buoni rapporti con Roma che a curare la spiritualità del popolo.</p>
<p>La parola di Giovanni giunse come una scudisciata in pieno volto, piombò sulla popolazione di Gerusalemme con la forza delle parole di fuoco di Elia il tisbita o di Geremia. Giovanni invitava a convertirsi, diceva di non fidarsi delle mura del tempio, proponeva un percorso interiore di verità, non di apparenza.</p>
<p>Riascoltiamo le sue parole:</p>
<blockquote>
<p><em> </em><em>Alle folle che accorrevano da lui per farsi battezzare, egli diceva: «Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all’ira ormai vicina? Dimostrate piuttosto con i fatti che vi siete veramente convertiti e non cominciate a dire tra di voi: “Noi come padre abbiamo Abramo”. Io vi dico che Dio è capace di suscitare veri figli ad Abramo anche da queste pietre. La scure è già posta alla radice degli alberi: ogni albero che non fa frutti buoni, sarà tagliato e gettato nel fuoco» (Lc 3,7-9).</em></p>
</blockquote>
<p>Giovanni segue, nella sua vibrante predicazione, lo schema dei grandi profeti della storia di Israele: scuote e rimprovera, scortica e provoca. Uomo austero e carismatico, masticato da lunghi anni di penitenza e di digiuno, Giovanni rappresenta un modello che Gesù stesso ammirerà, pur superandolo.</p>
<p>Accade anche a noi, oggi, di essere affascinati da persone particolarmente carismatiche e seduttive, coerenti ed energiche.</p>
<p> La Chiesa necessita di profezia e di profeti, di posizioni scomode e all’apparenza irriguardose, per mantenere vivo il carisma fecondo del Vangelo. È bello che ancora oggi ci siano dei cristiani che, sentendo di appartenere alla Chiesa, compiono scelte di pace e di giustizia, a volte estreme, che richiamano tutti, cristiani <em>in primis</em>, alla coerenza. Guai a spegnere lo spirito della profezia!</p>
<p>A volte è la Chiesa intera a dover essere segno profetico nel mondo, come quando (finalmente!) assume una posizione di netto rifiuto di ogni forma di violenza e di guerra, fosse anche motivata da nobili ragioni (che quasi mai si rivelano del tutto nobili).</p>
<p> Nello stesso tempo bisogna distinguere i profeti dai rompiscatole.</p>
<p>In ogni comunità c’è il polemico che si sente un po’ profeta, in ogni presbiterio il prete che assume posizioni forti. Gesù invita a mitigare la severità e la polemica, mettendo al centro di ogni relazione, sempre, il bene maggiore dell’amore.</p>
<p>Amore che esige franchezza e richiamo, certo, ma pur sempre amore.</p>
<p>Anche i profeti, insomma, devono stare attenti a non porsi fuori dalla norma assoluta del Vangelo.</p>
<p>Giovanni stesso resterà travolto dalla sua profezia: la sua franchezza e la sua violenza verbale lo porteranno, lo sappiamo bene, a un tragico epilogo, a una tristissima storia di donne permalose e di re ignavi (cfr. Mt 14,3ss).</p>
<p>(Che buffo Dio: Erode pensa di essere potente; Erodiade, sua cognata, pensa di avere diritto di vita e di morte e fa uccidere Giovanni per la sua permalosità. Nessuno si ricorderebbe di loro se non avessero ucciso un profeta. Come nessuno si ricorderebbe di Pilato o di Erode il Grande. La storia scritta da Dio è molto più divertente di quella scritta sui libri dai vincitori!)</p>
<p> Eppure, pur avendolo atteso, pur avendolo conosciuto e riconosciuto, anche Giovanni dovrà convertirsi, cambiare idea sul Messia.</p>
<p>No, Gesù non userà nessuna scure, e non sarà l’ira divina a caratterizzare la sua predicazione ma, al contrario, lo splendido volto del Dio misericordioso. In una tenerissima pagina, anche Luca ci fa parte dello stupore e dello sconcerto del battezzatore:</p>
<blockquote>
<p><em>Giovanni chiamò due discepoli e li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Quando arrivarono da Gesù, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molta gente da malattie, da infermità, da spiriti cattivi; e a molti ciechi ridonò la vista. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni quello che avete visto e ascoltato: i ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono mondati, i sordi odono, i morti risorgono, ai poveri viene annunziata la buona novella.E beato colui che non si scandalizza di me» (Lc 7,18-23).</em></p>
</blockquote>
<p>Gesù non viene a castigare. Il suo regno non si basa sul timore, non fa leva sui sensi di colpa. Gesù viene a liberare gli uomini da ogni paura, per svelare il volto di un Dio che salva, che opera, che agisce.</p>
<p>Dio ci spiazza sempre</p>
<p>Spiazza anche i profeti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolocurtaz.it/2011/12/giovanni-e-il-suo-nome/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>18</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Santi</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2011/11/santi/</link>
		<comments>http://www.paolocurtaz.it/2011/11/santi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 06:06:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=1389</guid>
		<description><![CDATA[Non c’è che una nostalgia, quella di non essere santi! Così scriveva un tormentato autore francese alla ricerca della fede. E aveva indovinato! Il santo è l’uomo perfettamente realizzato, l’uomo che non pone ostacoli al desiderio che Dio ha di renderci simili a lui, da cui deriva ogni santità. Essere santi non significa diventare persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Non c’è che una nostalgia, quella di non essere santi!</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Così scriveva un tormentato autore francese alla ricerca della fede. E aveva indovinato! Il santo è l’uomo perfettamente realizzato, l’uomo che non pone ostacoli al desiderio che Dio ha di renderci simili a lui, da cui deriva ogni santità. Essere santi non significa diventare persone straordinarie che levitano e che fanno miracoli, ma cristiani che prendono sul serio il Vangelo, che lo incarnano nella propria vita, che lo fanno risplendere, a volte senza accorgersene!</p>
<p style="text-align: justify;">Il santo non sa di esserlo, cerca di accogliere il progetto che Dio ha su di lui con semplicità, nel ruolo che ha, nella vita che gli capita di vivere. Senza fare cose straordinarie, scriveva una santa (Teresa di Lisieux) ma facendo straordinariamente bene le cose ordinarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Il santo pecca come tutti, ma non si ferma alla propria colpa, preferendo, piuttosto, la misericordia di Dio. anzi: mette la sua fragilità a disposizione del Padre, perché la usi per manifestare la sua grande compassione lui, lento all&#8217;ira e grande nell&#8217;amore.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni celebriamo la festa di tutti i Santi, quelli presenti sul calendario e i tanti che abbiamo conosciuto e che nessuno pregherà mai. Sono lì a tifare per noi, che ancora giochiamo nello stadio della vita, per incoraggiarci e dirci che ce la possiamo fare, che Dio già vede in noi il capolavoro che siamo e ci aiuta a realizzarlo!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolocurtaz.it/2011/11/santi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>39</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sì</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2011/08/si/</link>
		<comments>http://www.paolocurtaz.it/2011/08/si/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 05:48:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>
		<category><![CDATA[Maria assunta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=1264</guid>
		<description><![CDATA[Se siamo qui, oggi, a celebrare le grandi opere che Dio ha fatto in Maria, sua discepola, se abbiamo ascoltato ed accolto una Parola che ci ha cambiato la vita, riempiendola di speranza e di luci, se ora abbiamo un orizzonte ampio di riferimento in cui essere un tassello di un gigantesco mosaico di salvezza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se siamo qui, oggi, a celebrare le grandi opere che Dio ha fatto in Maria, sua discepola, se abbiamo ascoltato ed accolto una Parola che ci ha cambiato la vita, riempiendola di speranza e di luci, se ora abbiamo un orizzonte ampio di riferimento in cui essere un tassello di un gigantesco mosaico di salvezza, se vediamo fratelli attorno a  noi e non avversari, se abbiamo scoperto quanto siamo amati e quanto possiamo amare è grazie al &#8220;sì&#8221; di una ragazzina tredicenne vissuta duemila anni fa.</p>
<p>Una ragazzina che ha creduto che Dio potesse entrare nel suo ventre e che Dio avesse deciso di compromettersi con noi.</p>
<p>Un &#8220;sì&#8221; illogico, folle, sconcertante che, pure, ha messo in moto un grande movimento di fede. E oggi questo &#8220;sì&#8221; giunge a compimento: Maria è la prima fra i discepoli ad essere risorta in corpo e anima.</p>
<p>Se oggi vi scrivo, cercatori di Dio, è grazie al &#8220;sì&#8221; di quella ragazzina.</p>
<p>Se un giorno altri crederanno è per il mio e il tuo &#8220;sì&#8221; al progetto di Dio.</p>
<p>Buon Ferragosto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolocurtaz.it/2011/08/si/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>16</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Beato lui</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2011/05/beato-lui/</link>
		<comments>http://www.paolocurtaz.it/2011/05/beato-lui/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 May 2011 08:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>
		<category><![CDATA[Beato]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Paolo II]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=1108</guid>
		<description><![CDATA[Che effetto fa avere conosciuto un santo? Me lo sono chiesto molte volte, in questi giorni, dopo avere visto la beatificazione di Giovanni Paolo. L&#8217;ho incontrato diverse volte, come molti, peraltro. Il fatto di avere avuto la fortuna e la fatica di ospitarlo in una delle mie parrocchie, quando facevo il parroco, m ha permesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che effetto fa avere conosciuto un santo? Me lo sono chiesto molte volte, in questi giorni, dopo avere visto la beatificazione di Giovanni Paolo. L&#8217;ho incontrato diverse volte, come molti, peraltro. Il fatto di avere avuto la fortuna e la fatica di ospitarlo in una delle mie parrocchie, quando facevo il parroco, m ha permesso di entrare in una specie di &#8220;confidenza&#8221; con quel mondo strano eppure semplice che è la &#8220;famiglia papale&#8221;.</p>
<p>Un personaggio carismatico, senz&#8217;alcun dubbio, con una incredibile capacità di relazione, di profezia, di carisma. Ha saputo far uscire il papato dalla gabbia in cui la storia l&#8217;aveva relegato, riprendendo in mano l&#8217;intuizione originaria: il Papa è il primo fra gli evangelizzatori. E così è stato: Giovanni Paolo ha davvero percorso il globo come nessun altro, annunciando il vangelo, lui che dal vangelo aveva ricevuto tutto. Un papato lungo un quarto di secolo, portato avanti anzitutto con uno sguardo luminoso e tenace di fede. Nel mondo che abbandonava tutte le certezze, Papa Giovanni Paolo ha ricordato ai credenti che l&#8217;unica certezza era l&#8217;immutato vangelo.</p>
<p>La sua vita, poi, è stata un vera parabola vivente. Giovane e atletico cardinale, il neoeletto Papa ha spiazzato tutti per la sua forza, il suo dinamismo, la sua presenza. Poi la malattia lo ha piegato, stravolto, sfigurato: eppure ha saputo mettere anche la malattia nelle mani di Dio, perché diventasse luminoso esempio, in un tempo in cui il malato è nascosto.</p>
<p>Anche i critici di professione, davanti al suo declino, hanno dovuto riconoscergli la tempra del santo, del pastore che dona la vita per le sue pecore.</p>
<p>Molte cose si dicono e si scrivono su Papa Giovanni Paolo: penso che sia corretto riconoscere la complessità di un pensiero che si esprime per 25 anni (e che pochi conoscano!) e il diritto, per un Papa, di fare qualche errore di troppo e di non piacere necessariamente a tutti. Ma in una logica di fede, Papa Giovanni Paolo ha donato tanto alla chiesa ed è stato strumento.</p>
<p>Riconoscere che il Cristo ha prevalso nella sua vita è ciò che la Chiesa, seguendo la sua tradizione millenaria, ha appena fatto, riconoscendo le sue virtù eroiche.</p>
<p>Beato lui.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolocurtaz.it/2011/05/beato-lui/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>69</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Martiri</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/06/martiri/</link>
		<comments>http://www.paolocurtaz.it/2010/06/martiri/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 15:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=734</guid>
		<description><![CDATA[Il 5 febbraio scorso, quarto anniversario dell’uccisione a Trebisonda di don Andrea Santoro, aveva detto alla Radio Vaticana: “Don Andrea fu ucciso come simbolo, in quanto sacerdote cattolico. Non è stata uccisa soltanto la persona, ma si è voluto colpire il simbolo che la persona rappresentava: ricordarlo in questo momento, all’interno dell’anno dedicato ai sacerdoti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/turecko_0044a.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-735" title="turecko_0044a" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/06/turecko_0044a.jpg" alt="" width="288" height="216" /></a>Il 5 febbraio scorso, quarto anniversario dell’uccisione a Trebisonda di don Andrea Santoro, aveva detto alla Radio Vaticana: “Don Andrea fu ucciso come simbolo, in quanto sacerdote cattolico. Non è stata uccisa soltanto la persona, ma si è voluto colpire il simbolo che la persona rappresentava: ricordarlo in questo momento, all’interno dell’anno dedicato ai sacerdoti, è ricordare a tutti noi che la sequela di Cristo può arrivare anche all’offerta del proprio sangue”. E in un intervento a Venezia nell’ottobre del 2009: “Le tragiche morti di don Andrea, del giornalista armeno Hrant Kink, dei tre missionari protestanti di Malatia hanno portato alla ribalta la realtà di un cristianesimo che in Turchia esiste ancora e reclama pieno diritto di cittadinanza. “Se accettassimo come cristiani di non comparire, restando una presenza insignificante nel tessuto del paese, non ci sarebbero difficoltà, ma stiamo rendendoci conto che questa è una strada senza ritorno, che non fa giustizia alla storia cristiana di questi paesi nei quali il cristianesimo è nato e fiorito; è una strada che non farebbe giustizia alle migliaia di martiri che in queste terre ci hanno lasciato in eredità la testimonianza del loro sangue”. Alla vigilia del suo incontro con Papa Benedetto a Cipro, per presentargli da difficile situazione dei cristiani in Medio Oriente, padre Luigi Padovese, 64 anni, milanese, francescano cappuccino, è stato sgozzato dal suo autista, pare in raptus di follia, in queste ore messo in discussione da autorevoli fonti. Padre Luigi amò e percorse passo passo la Turchia dapprima come ricercatore e docente di patrologia, nonché preside della Pontificia Università Antonianum di Roma. In tale veste promosse più di venti simposi di studio su san Paolo, a Tarso, e su san Giovanni, a Efeso. Dal novembre 2004 era vescovo, vicario apostolico per l’Anatolia, con sede a Iskenderun. Era presidente della conferenza episcopale. Eventi come questi ci richiamano con violenza alla violenza che il Vangelo subisce a qualche passo da noi, e ci obbliga a rivedere il nostro cristianesimo da poltrona e pantofole, per riprendere il filo del dialogo con l&#8217;islam moderato, senza ingenuità o scorciatoie, e conoscendo, pregando e intervenendo in favore dei tanti (troppi) cristiani che dal Medio Oriente sempre più estremizzato devono fuggire.</p>
<p style="text-align: justify;">Discorsi di papa benedetto a Cipro: www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/travels/2010/index_cipro_it.htm</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolocurtaz.it/2010/06/martiri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Conversioni</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2010/01/conversioni/</link>
		<comments>http://www.paolocurtaz.it/2010/01/conversioni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 09:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>
		<category><![CDATA[San Paolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=621</guid>
		<description><![CDATA[La conversione di Paolo è diventata, per i discepoli, l&#8217;emblema di ogni conversione, il modello di riferimento, anche nella storia, dell&#8217;incontro fra l&#8217;incredulo e Dio. Fiumi di inchiostro sono stati versati su questo episodio, mi piace ricordare che la conversione è un cambiamento di prospettiva, di indirizzo, una scelta radicale esistenziale, una risposta alla chiamata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/01/la_conversione_di_san_paolo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-622" title="la_conversione_di_san_paolo" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2010/01/la_conversione_di_san_paolo.jpg" alt="" width="322" height="323" /></a>La conversione di Paolo è diventata, per i discepoli, l&#8217;emblema di ogni conversione, il modello di riferimento, anche nella storia, dell&#8217;incontro fra l&#8217;incredulo e Dio. Fiumi di inchiostro sono stati versati su questo episodio, mi piace ricordare che la conversione è un cambiamento di prospettiva, di indirizzo, una scelta radicale esistenziale, una risposta alla chiamata del Signore che, però, cresce e dura tutta la vita. Paolo dovrà convertirsi numerose volte, nella sua vita, dalla prima, fondamentale conversione del cuore, a quelle più sottili del suo modo di vedere se stesso, gli altri, la Chiesa. Riprendo quanto ho scritto ne &#8220;La lettera perduta&#8221;, è Paolo che parla in prima persone.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ogni conversione è una storia da raccontare, ogni incontro con Dio è una testimonianza del suo amore per tutti noi. Molti tra voi, fratelli provenienti dal paganesimo, pensano che la conversione sia passare dal non credere al credere, dall’adorare false divinità al riconoscere il volto del vero Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte è così.</p>
<p style="text-align: justify;">Per me, invece, la conversione fu tanto più eclatante quanto più difficile: io credevo di credere, ero certo delle mie convinzioni, non dubitavo nulla e di nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto è più difficile convertire un credente!</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto più difficile convertire un devoto zelante che crede di conoscere Dio quale ero io!</p>
<p style="text-align: justify;">Dio ha dovuto urlare, farmi inciampare nelle mie sicurezze che mi avevano portato a diventare un violento nel suo nome, per farsi riconoscere.</p>
<p style="text-align: justify;">State vigilanti, fratelli nel Signore: anche a noi discepoli può succedere di diventare arroganti, di essere certi di possedere la verità, di guardare con disprezzo a coloro che non si comportano come noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando Gesù si scagliava contro le certezze di noi farisei, stava parlando ad ogni credente di ogni tempo: anche nel suo nome potremmo tornare a chiudere il cuore, a stravolgere il Vangelo, a rinchiudere Dio in una gabbia.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi anni di gioia e di fatica l’ho visto con i miei occhi: l’unico vero discepolo è colui che, pur avendo conosciuto Dio, sa di non sapere; pur avendolo amato, sa di poter amare ancora; pur seguendo le sue leggi, sa di non potersene fare scudo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra cosa ho capito, col passare degli anni: la conversione dura tutta la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Non avviene in un momento puntuale, non accade una volta per sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando fui battezzato dal fratello Anania, visibilmente timoroso e impacciato, reso tale dalla mia triste fama, pensai che le cose sarebbero state chiare e semplici da allora in poi. Ora, vecchio e stanco, pronto a dare la mia vita per il Signore, guardandomi indietro mi rendo conto di quanto io sia cambiato in questi anni di predicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Molte volte le mie certezze sono state messe in discussione, dagli eventi, dai nemici, dai fratelli. E più conoscevo l’inesprimibile mistero della Redenzione e più capivo di non avere ancora capito. Questo vi suggerisco, amati nel Signore che vorrei ancora dare alla luce e offrire a Dio: non rassegnatevi mai, non abituatevi, neppure ad una vita santa.</p>
<p style="text-align: justify;">Cercate il Signore, sempre.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolocurtaz.it/2010/01/conversioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>22</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Santi subito!</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2009/10/santi-subito/</link>
		<comments>http://www.paolocurtaz.it/2009/10/santi-subito/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 16:38:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>
		<category><![CDATA[Festa dei santi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=512</guid>
		<description><![CDATA[Triste il paese, il nostro, in cui la memoria dolorosa dei defunti si sovrappone e si sostituisce ad una delle feste più gioiose dell’anno così che, paradossalmente, il giorno dei Santi è diventato il giorno della visita ai cimiteri! Pazienza, cerchiamo, almeno nella liturgia, di tenere ben distinti i due livelli: abbiamo bisogno di meditare, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2009/10/141377072_1e6f7819f7_m.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-513" title="141377072_1e6f7819f7_m" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2009/10/141377072_1e6f7819f7_m.jpg" alt="141377072_1e6f7819f7_m" width="240" height="160" /></a>Triste il paese, il nostro, in cui la memoria dolorosa dei defunti si sovrappone e si sostituisce ad una delle feste più gioiose dell’anno così che, paradossalmente, il giorno dei Santi è diventato il giorno della visita ai cimiteri! Pazienza, cerchiamo, almeno nella liturgia, di tenere ben distinti i due livelli: abbiamo bisogno di meditare, e tanto, sulla gloria dei santi per affrontare il ricordo dei nostri amati defunti.</p>
<p>Il nostro tempo è chiamato a compiere un&#8217;opera ciclopica: riappropriarsi dei santi, tirandoli giù dalle nicchie e facendoli entrare nella nostra vita. Rischiamo di vedere il santo come qualcuno di completamente estraneo alla nostra vita; con il proposito corretto di esaltarne le qualità, si corre il rischio di allontanare questi nostri fratelli dalla concretezza relegandoli nella sfera del miracolistico e, perciò, dell’impossibile. Cosa c’entrano i santi con me? Con il mio lavoro, le mie preoccupazioni, i miei limiti?</p>
<p>È importante, credo, ridire che il santo è un cristiano riuscito bene, un cristiano che ha lasciato germogliare il germe della fede piantato nel suo cuore il giorno del battesimo fino a farlo diventare l’albero frondoso alla cui ombra gli uomini riposano.</p>
<p>Ciascuno di noi è chiamato a diventare santo, cioé a realizzare in pieno il motivo per cui esiste, a centrare il bersaglio, lasciandosi costruire da Dio. Il santo, uomo completo, non è colui che fa delle cose straordinarie, ma che fa le cose di tutti i giorni straordinariamente bene (frase di Teresiana memoria &#8230;).</p>
<p>La Chiesa, madre di santi, ci propone oggi come modelli Santi più vicini alla nostra sensibilità e che possono davvero essere presi ad esempio per la nostra quotidianità: studenti universitari simpatici e concreti, come Piergiorgio Frassati; madri di famiglia che accettano il sacrificio nella quotidianità, come Gianna Beretta Molla; professionisti che vivono con passione il proprio lavoro, come Giuseppe Moscati.<br />
Se riusciamo a rimettere i santi accanto a noi, ci accorgeremo che la loro santità non consiste nel fare cose fuori dal comune, o in atteggiamenti devozionistici o pietistici, rassegnati o zuccherosi.</p>
<p>Conoscere i santi significa veramente percepire in essi una profonda umanità innalzata dall&#8217;amore di Dio. Uomini e donne di tutti i tempi che hanno cercato di lasciarsi fare dalla grazia del Signore, senza intralciarlo, ma mettendo la propria sensibilità e intelligenza a servizio del Vangelo. Il più grosso miracolo che i santi compiono è quello di lasciare che Dio lavori nella loro vita.</p>
<p>E noi? Se la santità è il modello della piena umanità, perché non porci questo obbiettivo? Santo è chi lascia che il Signore riempia la sua vita fino a farla diventare dono per gli altri. Come brillantemente annota uno scrittore francese del secolo scorso: “Non c&#8217;è che una tristezza, quella di non essere Santi”.</p>
<p>Festeggiare i santi significa celebrare una Storia alternativa.</p>
<p>La storia che studiamo sui testi scolastici, la storia che dolorosamente giunge nelle nostre case, fatta di violenza e prepotenza, non è la vera Storia. Intessuta e mischiata alla storia dei potenti, esiste una Storia diversa che Dio ha inaugurato: il suo regno.</p>
<p>Le Beatitudini ci ricordano con forza qual è la logica di Dio.</p>
<p>Logica in cui si percepisce chiaramente la diversa mentalità tra Dio e gli uomini: i beati, quelli che vivono fin d’ora la felicità, sono i miti, i pacifici, i puri, quelli che vivono con intensità e dono la propria vita, come i santi. Questo regno che il Signore ha inaugurato e che ci ha lasciato in eredità, sta a noi, nella quotidianità, renderlo presente e operante nel nostro tempo.</p>
<p>Buon onomastico a tutti, allora.</p>
<p>Un abbraccio particolare a quanti, lo scorso we hanno condiviso con me la Parola a Vicoforte. Stiamo uniti nella preghiera, lasciamo che il Signore riempia i nostri cuori!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolocurtaz.it/2009/10/santi-subito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>28</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tardi ti amai</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2009/08/tardi-ti-amai/</link>
		<comments>http://www.paolocurtaz.it/2009/08/tardi-ti-amai/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 18:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Agostino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=416</guid>
		<description><![CDATA[Sant&#8217;Agostino nasce in Africa a Tagaste, nella Numidia &#8211; attualmente Souk-Ahras in Algeria &#8211; il 13 novembre 354 da una famiglia di piccoli proprietari terrieri. Dalla madre riceve un&#8217;educazione cristiana, ma dopo aver letto l&#8217;Ortensio di Cicerone abbraccia la filosofia aderendo al manicheismo. Risale al 387 il viaggio a Milano, città in cui conosce sant&#8217;Ambrogio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2009/08/220px-Sandro_Botticelli_050.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-417" title="220px-Sandro_Botticelli_050" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2009/08/220px-Sandro_Botticelli_050-195x300.jpg" alt="220px-Sandro_Botticelli_050" width="117" height="180" /></a>Sant&#8217;Agostino nasce in Africa a Tagaste, nella Numidia &#8211; attualmente Souk-Ahras in Algeria &#8211; il 13 novembre 354 da una famiglia di piccoli proprietari terrieri. Dalla madre riceve un&#8217;educazione cristiana, ma dopo aver letto l&#8217;Ortensio di Cicerone abbraccia la filosofia aderendo al manicheismo. Risale al 387 il viaggio a Milano, città in cui conosce sant&#8217;Ambrogio. L&#8217;incontro si rivela importante per il cammino di fede di Agostino: è da Ambrogio che riceve il battesimo. Successivamente ritorna in Africa con il desiderio di creare una comunità di monaci; dopo la morte della madre si reca a Ippona, dove viene ordinato sacerdote e vescovo. Le sue opere teologiche, mistiche, filosofiche e polemiche &#8211; quest&#8217;ultime riflettono l&#8217;intensa lotta che Agostino intraprende contro le eresie, a cui dedica parte della sua vita &#8211; sono tutt&#8217;ora studiate. Agostino per il suo pensiero, racchiuso in testi come «Confessioni» o «Città di Dio», ha meritato il titolo di Dottore della Chiesa. Mentre Ippona è assediata dai Vandali, nel 429 il santo si ammala gravemente. Muore il 28 agosto del 430 all&#8217;età di 76 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Agostino è stato un gigante nella fede, la sua dottrina e si suoi scritti hanno spaziato su mille temi e la sua elaborata teologia ha colto alcune profonde verità di fede che permangono attuali e vitali. Ma quello che mi piace di Agostino è stata la sua vicenda personale, il suo passare dall’agnosticismo alla fede passionale e convinta grazie all’avvincente testimonianza di sant’Ambrogio. Vissuto in tempi simili ai nostri, Agostino ci richiama al primato dell’incontro con Cristo che poi diventa impegno e servizio alla Chiesa. Alcune sue parole ancora ci fanno vibrare il cuore e gli chiediamo di vegliare sulla sua Chiesa: <em>Tu ci hai fatto per te, Signore, e il nostro cuore è senza riposo finché non dimora in te.</em></p>
<p><strong>«</strong>Tardi ti ho amato, Bellezza così antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Sì, perché tu eri dentro di me ed io fuori: lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle sembianze delle tue creature. Eri con me, ma io non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, respirai ed ora anelo verso di te; ti gustai ed ora ho fame e sete di te; mi toccasti, e arsi dal desiderio della tua pace. <strong>» <span style="font-weight: normal;">(<em>Confessioni</em> X, 27.36)</span></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolocurtaz.it/2009/08/tardi-ti-amai/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>112</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Guida alpina</title>
		<link>http://www.paolocurtaz.it/2009/08/guida-alpina/</link>
		<comments>http://www.paolocurtaz.it/2009/08/guida-alpina/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 16:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>
		<category><![CDATA[assunta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.paolocurtaz.it/?p=399</guid>
		<description><![CDATA[Ferragosto: l’inizio della fine dell’estate. Dalle mie parti questo giorno segna la fine della brevissima estate: dopo il 15, al primo temporale, la temperatura precipita e il lieve tepore dell’alta montagna lascia intravedere l’autunno incombente. Ma per noi il 15 agosto ha poco a che fare con la gita fuori porta, con l’inevitabile ripresa delle attività dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2009/08/DSCN05971.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-401" title="DSCN0597" src="http://www.paolocurtaz.it/wp-content/uploads/2009/08/DSCN05971-300x225.jpg" alt="DSCN0597" width="300" height="225" /></a>Ferragosto: l’inizio della fine dell’estate. Dalle mie parti questo giorno segna la fine della brevissima estate: dopo il 15, al primo temporale, la temperatura precipita e il lieve tepore dell’alta montagna lascia intravedere l’autunno incombente. Ma per noi il 15 agosto ha poco a che fare con la gita fuori porta, con l’inevitabile ripresa delle attività dopo la (breve) pausa estiva. Oggi è la festa di Mari assunta in cielo, la prima dei credenti, la prima tra i risorti.</p>
<p style="text-align: justify;">È una festa antichissima che affonda le sue radici nella primitiva comunità cristiana. Perciò facciamo così fatica a descriverla. Noi crediamo, semplicemente, che Maria di Nazareth, la madre di Gesù, la prima dei discepoli, che ha allevato il figlio di Dio ed è stata presente alla croce e nella comunità radunata a Pentecoste, è stata assunta in cielo, presso il Padre, in corpo e anima. Detto questo cala il silenzio: come, dove, quando, in che senso, non ci è dato di sapere.La tradizione cristiana parla di questa come la festa della “Dormitio Marine”, l’addormentamento di Maria nelle braccia del Padre.Oggi diremmo: Maria è la prima dei risorti, la prima tra noi che ha conosciuto la totalità destino di ogni uomo. Ma la cosa che più mi intriga, e scusate se emerge la mia valdostanità, è il fatto che Maria è patrona delle guide alpine.</p>
<p style="text-align: justify;">La ragione è poetica: Maria è salita in alto senza corde e piccozza.Carino, vero? Fa sorridere vedere le guide, omaccioni rudi e forti, formati alla fatica e alla prudenza, veri professionisti della montagna, intenerirsi davanti alla ragazzina di Nazareth.Qualche anno fa organizzammo il restauro della piccola statua posta in cima al Gran Paradiso. Per riportarla in vetta organizzammo un pellegrinaggio di alta quota. Rimasi impressionato dal fatto che la statua, imbracata, venne portata in vetta da una giovane guida, all’apparenza non proprio devoto, che non lasciò mai ai colleghi il peso ingombrante della statua, e se la portò sulle spalle per sei ore di ascensione senza battere ciglio. Lo guardavo con compassione: chissà quali sentimenti lo avevano spinto a fare quel gesto così pieno di fede e di affetto? Oggi, nelle comunità di montagna, le guide fanno benedire le piccozze e le corde, si affidano, con lo sguardo basso, un po’ imbarazzato, all’adolescente che divenne la madre di Dio. Mi piace che le guide cerchino una guida, mi piace che l’uomo riconosca il proprio limite e senta l’esigenza di affidarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">In montagna la guida è quella cosa che non serve a niente ma, se non c’è nel momento del bisogno, rischi seriamente di lasciarci la pellaccia.Anche in ascensioni relativamente semplici va sempre tutto bene; finchè non capita qualcosa.Allora emerge la stoffa della guida: rassicura, interviene, risolve, vede passaggi che nessuno sa vedere, annusa l’aria e sa dove portarti. Fino alla vetta.Come Maria, proprio come lei.Perché non prenderla come guida per la nostra vita spirituale?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.paolocurtaz.it/2009/08/guida-alpina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>147</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

