Ultimi articoli inseriti Pecore senza pastore
Ultimi articoli inseriti Abbi pietà di noi!
Ultimi articoli inseriti Condizioni avverse
Ultimi articoli inseriti Compassione
Ultimi articoli inseriti Lode al Signore!

Frutti buoni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. 
Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».

Mt 7,15-20

Il criterio di discernimento che ci propone il Signore, in fondo, è molto semplice: riconoscere le persone dai frutti che portano. Nessun rovo può dare frutti buoni e se un fico è improduttivo, meglio lasciar perdere. Cioè non fermarci alle questioni di principio, alle grandi affermazioni, alle pratiche di fede ostentate. Andare all’essenziale, guardare i frutti che una persona è in grado di produrre. Allora le appartenenze, i “distinguo”, le elucubrazioni mentali si sciolgono come neve al sole. Hai incontrato il Signore? Dici di volerlo seguire? Hai fatto del Vangelo, nonostante tutti i tuoi evidenti limiti, il metro di giudizio della tua vita? Del tuo agire? Da cosa si vede? Nel quotidiano, sul lavoro, nelle tue scelte, da cosa si vede? Il discorso di Gesù è tagliente, drammaticamente vero, un esame di coscienza urticante. Ma vero. Se non si vede proprio mai, in nessun contesto, che la nostra vita è cambiata, che vira verso la gioia del Vangelo, verso la speranza, allora mi permetto di dubitare di me stesso e della mia fede. Ma non scoraggiamoci: il fatto di ammettere di essere terreno infecondo è il passo essenziale per far crescere il seme della Parola! Mt 7,21-29

Anche noi siamo stupiti, Signore, come le folle. E anche un po’ scossi e intimiditi. No, macché, non abbiamo mai sentito parole dette in quel modo. Gran discorsi, sì, e predicozzi, e voli pindarici di cose da fare e di come dover essere. Ma le tue parole così taglienti e vere, mai rabbiose, mai supponenti, ci spiazzano. È vero ciò che dici, per come lo dici, perché, mentre lo dici, lo vivi. Sei autorevole, Maestro, e credibile, perché sulla roccia salda della Parola hai costruito la tua predicazione e la tua vita. Perché tu per primo le hai vissute quelle Beatitudini così scarnificanti e libere, così luminose e liberanti. E ci inviti a fare altrettanto. A non sbrodolare grandi proclami, a non profetare nel tuo nome, a non compiere gesti plateali se, prima, non abbiamo poggiato le fondamenta della nostra vita sulle parole che proclamiamo. Donaci, Signore, di essere sempre autentici, di ammettere i nostri limiti, di vedere ogni nostra mancanza come lo scavo necessario per poter poggiare salde fondamenta. Di non fuggire davanti a ciò che di noi ci spaventa e che non vorremo, ma di poggiare su di te, non sui nostri meriti o sui nostri limiti.

Category: Parole

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Article by: Paolo

Tutte le informazioni le puoi trovare in questa pagina. Se ti servono alcune fotografie per locandine o depliant, le puoi trovare qui