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Santi sepolcri

Rieccoci. Rieccomi.

Mi riempie il cuore vedere il volto dei pellegrini che si mettono in gioco, giorno dopo giorno, incontro dopo incontro. Un percorso pensato, cesellato, intenso ma, alla fine, sono loro a fare la differenza.

E questo gruppo vola alto.

Eccoci nella chiesa dei luterani per una piccola introduzione al Santo Sepolcro. Qualcuno, spinto dalla curiosità, è già venuto qui ieri sera, tornandone turbato e scosso. Sorrido: ve l’avevo detto.

Una chiesa magnifica, ferita, intrisa di umanità. Ma anche sporca, buia, caotica. La negazione di ogni spiritualità. L’opposto dei nostri desideri spirituali. Racconto, spiego, invito ad avere un cuore aperto.

Non ha bisogno della nostra dignità, il santo sepolcro. E , onestamente, siamo qui a vedere una tomba vuota. Che idioti. Inutilmente i pellegrini tenteranno di entrare nell’edicola che contiene la tomba di Cristo. Molti torneranno a tutte le ore, ma niente da fare.

Ci sta. E la delusione lascia spazio ad una visione diversa.

Io so dove andare. Entro a destra, fuori dalla chiesa, nella cappella di san Michele e poi salgo le scale, nella cappella di Gesù risorto che immette sul tetto del santo sepolcro. Due cappelle antiche, segnate dal fumo, chiuse da una cancellata. Scorciatoia per quanti arrivano dalla via crucis, pratica che francamente non capisco, fatta nelle strade che Gesù non ha mai vista.

Sono le cappelle degli etiopi ortodossi. Che sul tetto hanno costruito delle baracche dove vivono i monaci. Magri come una scultura di Marinetti, ascetici, intensi.

Sono i poveri dei poveri, tenuti fuori dal santo sepolcro diviso nelle diverse confessioni e nelle chiese cristiane nei secoli. Gli ortodossi, ovvio, un angolo per i copti, e i francescani, nella sacristia. Ma loro no, fuori, sul tetto.

Un monaco legge un libro usurato in un angolo.

Davanti a me un braciere con alcune candele. Ne accendo una. Lascio un’offerta nel piccolo contenitore. Prego. Poi mi giro verso il monaco. Un oceano di luce nei suoi occhi. Mi ringrazia per l’offerta (ma figurati) o forse perché qualcuno si è accorto della loro esistenza. Poche parole in inglese.

Prega per me, chiedo.

Prega per me, mi risponde.

Ci abbracciamo lungamente.

Gesù è risorto. Credeteci.

Category: Diario in Terra Santa

One comment

  1. Sì, anche noi ci siamo passati… Il mio parroco che ci accompagnava disse “Se avete intenzione di fare un’offerta, fatela a questi, che sono davvero molto poveri”…

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Article by: Paolo

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