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La condivisione dei pani

13 aprile

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.

Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo. Gv 6,1-15

Il peggiore miracolo di Gesù. Tragico, disastroso, l’inizio della fine della sua missione. Ciò che Gesù voleva comunicare era fortissimo: davanti alle difficoltà, davanti al bisogno di senso della folla, davanti alla fame e sete di giustizia del mondo inquieto, mettiti in gioco, fai come quel ragazzino che, ignorando lo sguardo di sufficienza degli apostoli, condivide la sua merenda. Dio ha fiducia negli adolescenti, come questo ragazzotto, come Maria, come Davide, perché gli adolescenti, come lui, amano un pizzico di follia. Non passare la vita a lamentarti ma rimboccati le maniche, non chiedere a Dio di risolvere i guai al posto tuo, fai del tuo meglio, dona quel poco che sei, il resto lo farà Dio. E invece. La folla ha capito l’esatto contrario: ecco uno che ci riempie la pancia, ecco un Dio che, finalmente!, ci risolve i problemi, ci toglie dai guai! Chi di noi non voterebbe un governo che, invece di chiederci le tasse, ci regalasse un pacco di soldi? Gesù è scosso dal pessimo risultato del suo miracolo, fugge la folla, turbato. Forse per la prima volta, davvero, Gesù si rende conto che non riuscirà a cambiare il cuore degli uomini con le parole…

Category: Parole

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Article by: Paolo

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