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Il gladiatore

Ci sono situazioni in cui i sofismi dovrebbero avere l’umiltà di tacere o di farsi da parte. Ed evidenze così evidenti al buon senso che nessun ragionamento o sentenza giuridica può far fronte.

Come il fatto, ad esempio, che un bimbo afflitto da una malattia sconosciuta che lo sta lentamente spegnendo e che da due anni è accudito da una coppia di genitori che non sono apparsi in alcun modo squilibrati o folli sia affidato alle loro cure e che lo Stato, semmai, è lì per sostenere, non per sostituirsi.

E che la scienza dovrebbe interrogarsi sui propri limiti, senza arrogarsi il diritto di fare Dio, soprattutto in questo caso in cui, secondo la sentenza, contraddicendosi, afferma: «Chi lo ha esaminato sostiene che il cervello di Alfie è ormai totalmente distrutto e nessuno sa perché. Ma non c’è alcuna speranza che le cose vadano meglio», Nessuno sa il perché, nessuno sa cos’ha ma certamente non andrà mai meglio. Così come la certezza che Alfie sarebbe serenamente spirato dopo 15 minuti dalla sospensione della ventilazione artificiale e non cinque giorni.

E che il Diritto dovrebbe anche guardare negli occhi, oltre che tra le righe del Codice, per vedere che impedire a dei genitori di portare il proprio figlio ad essere accudito altrove è semplicemente crudele.

Tant’è, tutta questa evidenza, ancora una volta, è stata nascosta da volate di fumo e di sordità giuridica e umana. Un’altra piccola vittima di una cultura che elimina gli scarti e annienta il mistero.

Alfie, lui, sorride dei nostri ragionamenti.

L’unico combattente, qui dentro, è stato lui. Noi, tutti, la civiltà, il Diritto, la scienza, il buon senso, ci siamo arresi da tempo.

Un gladiatore mandato nell’arena a morire per far divertire il pubblico.

«Il Signore mi ha abbandonato,
il Signore mi ha dimenticato».
Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se queste donne si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai. (Is 49)

Category: Diario personale

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2 comments

  1. È una gran pena . L’unica consolazione in questa nostra sorda umanità e il sapere che il piccolo Alfie corre già in un giardino molto più bello e colorato di quello che avrebbe trovato qui! Una preghiera per i giovani e coraggiosi genitori

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Article by: Paolo

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