Ultimi articoli inseriti Veglia Pasquale
Ultimi articoli inseriti Fuga
Ultimi articoli inseriti Follia divina
Ultimi articoli inseriti Io sono il pane di vita
Ultimi articoli inseriti Dacci questo pane

Chi ti credi di essere?

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». 
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». 
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». 
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio. Gv 8,51-59

Chi ti credi di essere? Cosa dici di te stesso, Nazareno? Sei solo un falegname in delirio mistico, uno che si è fatto da sé. Proviene da una famiglia di persone modeste, figli dei figli degli esiliati in Babilonia, fieri di essere della discendenza di Davide, chiamati nazorei perché “del germoglio” (di Iesse). Non c’è nessuno della classe sacerdotale dei leviti, fra i tuoi. Non hai frequentato rabbì Hillel o rabbì Shammai, i più famosi maestri di Gerusalemme. Cosa dici di te stesso, Nazareno? Non conti nulla nel consesso dei potenti, là dove si decidono le sorti dei paesi. Non ti prendono mai sul serio quando qualcuno, nel tuo nome, ripete le tue parole. Belle parole, per carità, ma l’economia, il mondo degli affari, i delicati rapporti internazionali sono un’altra cosa… Cosa vuoi ancora insegnarci, Maestro, dopo duemila faticosissimi anni di Chiesa, di approssimativa testimonianza, di tradimenti? Come vuoi che ti possiamo credere se coloro che si appellano al tuo nome smentiscono clamorosamente ciò in cui credono? E ancora rispondi: prima di Abramo Io Sono. Il nome impronunciabile di Dio. Ecco chi sei.

Category: Parole

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Article by: Paolo

Tutte le informazioni le puoi trovare in questa pagina. Se ti servono alcune fotografie per locandine o depliant, le puoi trovare qui
CHIUDI
CLOSE