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Venite dietro a me

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. 
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Ricomincia l’anno ordinario, dopo la parentesi dell’avvento e del Natale. Smontato l’albero e il presepe, iniziamo il tempo liturgico e la settimana con un vangelo di chiamata, di discepolato, un vangelo in cui il Maestro ci raggiunge nella quotidianità e ci invita a seguirlo lasciando tutto. Chiama ogni uomo a diventare suo discepolo, il Signore, e non cerca discepoli fra i leviti del tempio, ma fra i pescatori di una provincia periferica guardata con sospetto dai puri di Gerusalemme. Ci raggiunge là dove siamo, oggi, in ufficio, a scuola, a casa, e ci chiede di lasciare quello che pensiamo sia importante. Quante volte passiamo anche noi il tempo a rassettare le reti, a ripararle: dobbiamo, invece, lasciare ciò che ci lega al passato, che ci tiene impigliati come dei pesci nella rete della mediocrità e seguire Gesù, finalmente, fino in fondo. Da lui impareremo a diventare pescatori di umanità: a far uscire dal profondo di noi stessi tutta l’autenticità e la verità, la compassione e l’audacia, la misura e la misericordia che hanno caratterizzato l’opera del Signore e che possono e devono caratterizzare l’opera dei cristiani. Alziamo lo sguardo, oggi, andando al lavoro, puntiamolo verso l’essenziale, stiamo pronti, desti, tesi nell’attendere il Maestro che ci chiama a seguirlo.

Category: Parole

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Article by: Paolo

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