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Vigilate!

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». 
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. 
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. 
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. 
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più». Lc 12,39-48

No Pietro, la parabola del servo che aspetta non riguarda i fratelli ancora in ricerca o quelli che tengono Dio lontano dal proprio orizzonte. No, non è proprio così: riguarda me e te, noi discepoli di lunga data, noi che abbiamo avuto la gioia straordinaria di conoscere il vero volto di Dio. Proprio noi rischiamo di appesantire la fede, di appannare lo smalto, di abituarci alla gloria del Padre. Proprio noi che lo abbiamo seguito da vicino rischiamo di dare tutto per scontato: le scoperte, le conquiste, i doni della fede. E di sederci. Quanto sono rimasto turbato dalle pagine sconcertanti dei preti pedofili! Certo, ci sono dei casi patologici, dei veri e propri disturbi della personalità in mezzo a loro, ma molti di più sono i preti “normali” che si sono adagiati, che non hanno vegliato, che hanno iniziato a percuotere gli altri servi. E senza andare a questi eccessi anche noi possiamo, senza accorgercene, senza darvi peso, diventare dei piccoli dittatori della nostra parrocchia, esigenti e presuntuosi, troppo sicuri di noi stessi e delle cose che sappiamo. No, Pietro, Gesù parla a noi due, te e me, e ci invita a non scommettere troppo sulla nostra presunta fede. Vigiliamo.

Category: Parole

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One comment

  1. Domenica sera ho partecipato ad una serata in cui dei giovani raccontavano di un cammino compiuto quest’estate, da La Verna a Loppiano, passando per Romena e Barbiana. Questi ragazzi hanno parlato di luce, fatica, condivisione, autenticità, servizio, accoglienza…senza saperlo, mi hanno portato a Gesù più loro di tante omelie di sacerdoti che quando cominciano, non la sanno più smettere, non sanno chiedersi se chi hanno di fronte percepisce qualcosa, …talvolta ho l’impressione che a taluni preti piaccia tantissimo ascoltarsi, e che pensino di fare “opera di convincimento”a suon di parole!
    Mi vengono in mente le parole di Madre Teresa di Calcutta, sentite non ricordo più quando, che, alla domanda di un cronista su come dovesse cambiare il mondo per migliorare, lei abbia risposto: ” per cambiare il mondo dobbiamo cambiare lei ed io”.

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Article by: Paolo

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