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Algoritmi

Fatico a far capire a mio figlio disperato che il gioco che sta cercando di vincere è gestito da un algoritmo. Lo scarichi gratuitamente, ti fanno vincere diverse volte, poi inizi a perdere e, oplà, magicamente ti viene proposto di acquistare dei gettoni che ti permetteranno di vincere ancora. Fino alla prossima perdita catastrofica e alla proposta di comprare altri gettoni.

Non c’entra l’abilità o la fortuna, cerco di spiegare, ma un calcolo, un algoritmo il cui scopo è quello di convincere il ragazzo giocatore a far spendere al proprio genitori qualche euro.

Temo di non averlo convinto. Tento di fargli cancellare quel gioco per dedicarsi alla consolle, più onesta su questo fronte. Inutile: quel gioco va di gran moda fra i suoi compagni. Vabbé.

Negli stessi giorni sono anch’io alle prese con un algoritmo. Per adulti, questa volta. 

Sono abituato, navigando, ad avere a che fare con le pubblicità che tentano di riportarti su quella pagina di prodotti che avevi visitato, o a selezionare le fastidiose mail (strumento quasi scomparso), o ad aspettare pazientemente quando prima di un video devo sorbirmi qualche secondo di spot.

Ma qui, credetemi, si è superata una soglia creativa.

Da tre settimane sono bersagliato da richieste di amicizia su fb. Un algoritmo ha visto, probabilmente, che ho parecchie visualizzazioni. Ecco allora che uno stuolo di signorine avvenenti (dalle foto certamente pescate on-line), con nomi seducenti, mi chiedono di diventare loro amiche con esplicite disponibilità affettive e non solo. 

L’inghippo è confezionato abbastanza bene: foto, profilo, qualche dato, e un link da cliccare. Un algoritmo, ovviamente, anche se non ho ancora colto la finalità di questa piccola truffa. Mi stupisco, invece, nel vedere “amici” reali che hanno accettato l’amicizia dell’algoritmo seducente. Vabbé.

Interessante: anche nel mondo virtuale qualcuno sta pensando di usare le nostre debolezze (avere una bella ragazza che si propone di conoscerti, un gioco che puoi vincere…) per fare dei profitti. 

Ci sta.

Chissà quando inventeranno un algoritmo che spiega l’abisso che abita il cuore dell’uomo?

Category: Diario personale

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One comment

  1. Caro Paolo
    Hai centrato il problema.
    Sarà una lotta impari quella che ci spetta come genitori: quella di combattere contro un algoritmo che genera pubblicità e notorietà. Non riusciremo a strapparli da questa macchina infernale.
    L’uomo (moderno) non è mai stato così solo come in questa epoca, ma la fede e il rispetto per se stessi e per gli altri sta alla base di ogni rapporto umano.
    Un abbraccio
    Gigi

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Article by: Paolo

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