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El Grieco de Toledo

Doveva essere un bel tipo il señor de Orgaz se il parroco di Santo Tomé in Toledo decise di venerarne la memoria ordinando al pittore Domínikos Theotokópoulos che tutti conoscevano come El Grieco, il greco (il suo nome era troppo complicato da pronunciare), una pala d’altare che ne raffigurasse la di  lui sepoltura. Era un uomo talmente pio che i notabili presenti, così narrano le cronache tardive, videro santo Stefano e sant’Agostino in persona discendere dal paradiso per deporlo nella tomba.

Ora non mi soffermo sulla veridicità del miracolo e nemmeno entro nel dettaglio della santa vita del señor de Orgaz, pio e religioso e senz’altro generoso benefattore della suddetta parrocchia, cosa che potrebbe avere favorevolmente impressionato il reverendo in merito al quadro e al prodigio.

Ciò che mi ha colpito come un’epifania è stato proprio il modo originale, innovativo, mistico, che il pittore, conosciuto per una sua certa spregiudicatezza di vita, peraltro, ha utilizzato nell’ideazione della pala d’altare.

In basso vediamo la scena cardine: il corpo del nobile, sepolto con una straordinaria armatura da parata, il volto sereno, viene adagiato da due riconoscibilissimi santi. Di spalle il parroco in questione avvolto in una candida cotta e al suo fianco i sacerdoti celebranti, di lato riconosciamo due frati che discutono dell’accaduto. Tutto intorno i nobili della città, avvolti in abiti neri, considerati estremamente lussuosi per l’epoca, che guardano in alto e in basso, stupiti o storditi, poco espressivi direi, mentre gli unici due protagonisti che fissano lo spettatore sono lo stesso pittore, in seconda fila, a sinistra, e suo figlio, in basso, che indica la scena.

Fissano lo spettatore con ironia, perché loro sanno che lassù, nella parte alta del quadro, non c’è tutta la mestizia, la rigidità, la seriosità, la cupezza di cui solo i cattolici più devoti sanno essere capaci.

Lassù, in paradiso, nel Regno, è tutto una danza, un tripudio di movimenti, di colori, i corpi slanciati che derivano dalla tradizione iconografica greca, una festa di sguardi fra la Trinità, i santi e i beati.

Qui seriosità eccessiva. Lì luce e colori.

Ecco, El Grieco ci ha avvisati. Il vero miracolo sarebbe lasciarsi contaminare.

Category: Pensieri

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Article by: Paolo

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