Ultimi articoli inseriti Talenti
Ultimi articoli inseriti Zaccheo
Ultimi articoli inseriti Abbi pietà di me
Ultimi articoli inseriti In treno
Ultimi articoli inseriti La vedova e il giudice

Paura del futuro

Devo ammettere a me stesso che il futuro mi preoccupa. I miei figli crescono ma per loro vedo solo incertezza e paura. Il mondo che pensavamo di avere in qualche modo rappacificato – quanta speranza dopo la caduta del muro di Berlino! – è di nuovo nel caos. Prevale una visione piccina e populista della politica e delle nazioni, rabbiosa e arrogante, crescono nuovi muri. Da giovane ho seguito con entusiasmo il mio don e la mia parrocchia. Ora non mi ritrovo più. (…) Dopo duemila anni di cristianesimo cosa è cambiato? (Mauro)

Anch’io, a volte, vivo il tuo senso di scoraggiamento, una sottile rassegnazione che sta avvelenando la vita dei tanti che, come noi, hanno davvero sperato nel futuro, in quel momento fecondo e straordinario che è stato il dopo Concilio. Le nuvole che preannunciano il temporale ci sono e sono davvero minacciose. La nostra civiltà europea sta naufragando e anche fra noi credenti prevale la confusione e lo scetticismo. Eppure permettimi di richiamarti all’essenziale, di invitarti a riflettere, da cristiano, non sulla fine del mondo ma sul fine del mondo. No, Cristo ci dice che la Storia non sta precipitando nel caos, ma nelle braccia di Dio e ci incoraggia a non temere, a non farci travolgere dalla paura, ad alzare lo sguardo. Forse è questo che manca: una visione che non resti inchiodata al nostro piccolo universo ma che assuma le dimensioni della speranza cristiana. Gesù è venuto a rivelare il volto di Dio, il padre misericordioso, poi ha affidato l’annuncio del Vangelo a noi, fragili discepoli, in questo tempo di mezzo. Crediamo che il Signore tornerà nella pienezza dei tempi per fare nuovi il cielo e la terra, in cui avrà stabile dimora la giustizia. La speranza, allora, come diceva splendidamente san Tommaso d’Aquino è «il presente del nostro futuro». È una sfida, certo, che provoca anche una profonda scrematura fra un cristianesimo culturale e sociale, carino ma fragile, innocuo e insignificante, e una scelta di fede forte, un’appartenenza che cambia il nostro modo di vedere il mondo e il suo destino. Io credo, Mauro, che il Signore tornerà per manifestare ad ogni uomo la sua salvezza, e cerco, nel mio possibile, di rendere visibile questa speranza. Le nostre parrocchie, anche se impoverite, restano presidi del Regno, caparra di un mondo diverso, pubblicità per la logica di Dio. Non importa se siamo meno, non importa se siamo travolti, non importa se siamo in affanno. Lo guardo è rivolto altrove, verso l’essenziale che ci aiuta a cambiare il nostro giudizio su ciò che accade. Chissà che la forte esperienza di fede che hai fatto in giovinezza non ti sia stata data proprio in previsione di questi tempi di fatica e di sconcerto?

(Articolo apparso sul mensile BenEssere)

 

Category: Pensieri

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Article by: Paolo

Tutte le informazioni le puoi trovare in questa pagina.
Se ti servono alcune fotografie per locandine o depliant, le puoi trovare qui

CHIUDI
CLOSE