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Paure

Si susseguono gli attentati terroristici di matrice islamica e non riesco più a sentire un telegiornale senza avvertire una specie di nausea mista a paura, soprattutto per i miei familiari, il tutto unito a una crescente avversione verso tutto ciò che sa di arabo o di islam. Lo so che esagero, che sto ascoltando la pancia più che la testa. Ho sempre pensato che il dialogo e l’inclusione siano le uniche “armi” a nostra disposizione, ma ora incomincio a pensare che forse occorrono scelte ardite per non essere inghiottiti dal mondo musulmano di cui i terroristi sono un’espressione, forse una malattia.
Lettera firmata

Anch’io, come te, provo grande disagio nell’apprendere le notizie che ci giungono, come un flusso ininterrotto, dai mezzi di comunicazione. È uno dei limiti del mondo globalizzato: un secolo fa, probabilmente, la violenza era più diffusa ma si conosceva meno.

La strategia del terrorismo islamico, ideologia brutale che pensa di imporre le proprie idee con la forza, è esattamente quella di suscitare odio in noi e di scatenare una guerra globale.

È naturale nutrire un moto di diffidenza, come scrivi, ma bisogna stare attenti a generalizzare: il Corano, come la Bibbia, contiene in sé pagine ambigue e di difficile comprensione e l’islam, diversamente dal cristianesimo, ancora non è stato in grado distinguere cosa in quella pagine è rivelazione divina e cosa è interpretazione umana. Il grande travaglio che sta scuotendo il mondo islamico, però, ha qualche punto di forza. Dopo l’assassinio del parroco di Rouen, il Grande imam di al Azhar, l’unica università “teologica” dell’islam, ha affermato: “Coloro che hanno compiuto questo selvaggio attacco sono privi di qualunque senso di umanità e di tutti i valori e principi di tolleranza islamica, che invitano alla pace e alla prevenzione del sangue degli innocenti, senza distinzione alcuna di religione, colore, genere o appartenenza etnica”.

Il dialogo con chi rifiuta la violenza, senza preconcetti né ingenuità, resta l’unica strada da percorrere mentre i terroristi vanno individuati e sconfitti con decisione.

L’Europa sarà inghiottita dal mondo musulmano? No, se torniamo ad essere cristiani sul serio e non di facciata. Potrei stare in un aula con cento musulmani che cercano di convincermi all’abiura e, credimi, non ci riuscirebbero. Quello che possiamo fare, quindi, è coltivare la nostra fede e vigilare, come cittadini. Augurando a tutti i musulmani di scoprire di non essere sottomessi ma figli, come ci ha detto Gesù.

 

(Questo mio articolo è apparso sulla rivista Benessere con cui ho iniziato a collaborare. http://www.lasaluteconlanima.it/)

 

Category: Pensieri

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One comment

  1. Sono d’accordo con quanto dici. Mi sgomenta questa paura che sta dilagando, e che si estende , siamo onesti, non solo al musulmano, ma anche al vicino, al collega di lavoro, all'”altro”.
    Come se si sentisse il bisogno di stare all’erta perché in ciascuno può celarsi una minaccia alla nostra sicurezza, alla nostra realizzazione personale, alla tranquillità di cui vogliamo godere nel nostro tempo libero. alla nostra spensieratezza.
    Io non ci sto, non voglio che sia la paura a vincere la partita.
    Penso che tanti stiano operando perché ciò avvenga, anche chi dice di avere a cuore la nostra sorte. Credo invece che più che per amore, lo facciano perché la paura ci rende più governabili.
    Ah! Trovo la vignetta fantastica!

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Article by: Paolo

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