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Cammelli e moscerini

In quel tempo, Gesù parlò dicendo: 
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!». Mt 23,23-26

È una questione di proporzione, di equilibrio, di priorità. I farisei ormai mettevano tutto sullo stesso piano: non nella teoria, ricordiamoci che il più grande rabbino dell’epoca, Hillel, proponeva una graduatoria nell’importanza dei comandamenti, come Gesù; ma nella pratica. Per una religiosità basata essenzialmente sul “fare”, sull’osservanza scrupolosa dei precetti era fondamentale praticare con precisione ogni più piccola indicazione. Ma il risultato era che non si riusciva più a distinguere cosa era davvero importante… Così accade anche a noi oggi, purtroppo. Esiste una priorità di verità nella nostra fede, come ci ha ben ricordato il Concilio, e dobbiamo renderla evidente in ogni momento! Non tutto è uguale allo stesso modo e molte verità sono consequenziali ad altre. Capisco la proposta cristiana sulla sessualità solo dopo avere scoperto la bellezza del modo nuovo di vedere l’umanità proposto da Cristo. Capisco il valore della preghiera solo quando vi trovo il sorriso del Padre! Troppo spesso, nelle nostre comunità, si attribuisce la stessa importanza ai grandi misteri della fede e alle consuetudini del parroco! Diamoci una scossa, ristabiliamo una priorità nelle nostre comunità per essere credibili!

Category: Parole

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One comment

  1. E’ da quando sono nata che vado a Messa la domenica: 45 anni. Sono in ricerca da sempre. Non mi è mai capitato di parlare di Gesù così, in un discorso spontaneo, tra amici magari quando esci dalla chiesa. Men che meno con il parroco. Non al di fuori degli incontri “istituzionali” organizzati.
    Mi capita, però, di parlare di Gesù con persone che non frequentano più. Persone come me con fallimenti importanti alle spalle, ferite, che hanno partecipato per decenni alla vita della Parrocchia e alla Messa. Possiamo dire che Gesù è venuto per i peccatori, possiamo dire che Gesù ha accolto tutti senza giudicare con amore. Non possiamo dire che le nostre Comunità e i NS parroci facciano altrettanto. E allora ti senti sbagliato, inadeguato e ti allontani. L’ho vissuto personalmente e l’ho visto accadere molte volte. Poi penso che nel momento dell’ultima Sua cena Gesù non ha allontanato quel traditore di Giuda, lo ha tenuto con se anche quando ha istituito l’Eucarestia. E allora ho speranza che prima o poi ci sarà posto davvero x tutti nelle nostre comunità

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Article by: Paolo

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