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Speranza

La morte di padre Jacques ha segnato senz’altro un ulteriore balzo in avanti nella follia del terrorismo islamico e, se possibile, ha scosso in maniera ancora più forte le nostre coscienze. Il dibattito su come affrontare questa piaga si fa incandescente e io stesso ne faccio esperienza, nel mio piccolo, quando, come accaduto in questi giorni, vedo accendersi una disputa immotivata intorno ad una vignetta dell’amico don Gioba o devo cancellare un puntuale articolo (opinabile ma ben argomentato) di Aldo Maria Valli dal mio diario. 

Perciò non ho proprio voglia di parlare di questi temi perché vedo che vanno a toccare tasti profondi ed irrazionali che smuovono l’emotività di tutti, anche di chi condivide la stessa fede. Peccato.

Allora mi premuro di evidenziare una sola immagine, quella di papa Francesco nella GMG di Cracovia insieme a centinaia di migliaia di giovani dell’età dei due assassini di Rouen. Vederli cantare, danzare, pregare mi ha allargato il cuore. Così come vedere il papa, solo, malfermo sulle sue gambe, sedersi in silenzio nel grande cortile delle esecuzioni di Auschwitz è stato, per me, ben più che un’immagine suggestiva, ma una vera e propria provocazione teologica.

Il male sembra prevalere: cosa pensavano gli oltre dieci milioni di assassinati, ebrei per la maggior parte, dalla follia nazista? Un’ideologia che aveva alle spalle un’intera nazione plaudente? Cosa pensavano nei campi di sterminio? Che il male avrebbe vinto. E ne avevano tutte le ragioni. Ma non è stato così.

Non so come andrà questa storia dell’Isis. Temo che sarà ancora lunga e dolorosa e altri morti piangeremo e avremo modo di interrogarci sulla forza della nostra piccola fede.

Ma vedere quei giovani mi fa credere che non esiste la reale possibilità che il male prevalga. E’ meglio accendere un fiammifero che maledire l’oscurità.

Category: Diario personale

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4 comments

  1. Una lampada ad olio, accesa al centro della stanza, una volta, era sufficiente a illuminare non solo la stanza stessa ma tutta la casa, che poi, se vogliamo, era tutta lì. Oggi, si, è meglio accendere un fiammifero, che maledire l’oscurità, ma forse sarebbe meglio, oltre che Benedire sempre e comunque l’oscurità, la tenebra che a volte risiede anche nei nostri cuori, essere noi stessi lampada e luce che illumina l’oscurità di chi non riesce neppure ad accendere un fiammifero; Lampada e Luce della Speranza che come dici tu, Paolo, non potrà essere sempre così… Anche circa 2000 anni fa perseguitavano e uccidevano i Cristiani, gli Apostoli e i Discepoli di Gesù, anche se non tutti, e Gesù stesso sono stati perseguitati e uccisi… Allora di cosa ci meravigliamo? Siamo certi, invece, che le tenebre, mai, hanno vinto sulla Luce… e se ci sono più persone che diffondono la Luce della Speranza a coloro che speranza più non hanno, allora, Si, che l’oscurità non avrà più speranza!

  2. Ci sone delle sculture di Luigi Mainolfi che si chiamano “Per quelli che volano”. Sono sedute o panchine verdi, poste su tetti o cornicioni, ce ne sono alla Fondazione Maeght e un po’ in giro per l’Italia. Danno una bella prospettiva – provate a vederle-, sono utili a trovare un altro punto di vista. In questi giorni abbiamo bisogno di posti nuovi, “per quelli che volano”. Mi viene in mente, assieme alla sedia col papa fermo, inerme, nella cella scura di Kolbe, lo sguardo di Etty Hillesum quando descriveva, a noi vivi, il gesto delle madri ad Auschwitz che lavavano con cura e mettevano ad asciugare sui fili spinati le camicie bianche dei figli piccoli, che sarebbero morti. Ci sono momenti in cui non occorre ostinatamente puntare il dito; giorni in cui bisogna, ostinatamente, pensare il bene. Comunque. Il bene che possiamo, come solo compito. Il bene come sola cosa da fare, con la cura di un amante.

  3. Grande speranza in questi giovani che troppo spesso additiamo come vuoti. Grande spereanza in questi bambini che ritroviamo nelle ns classi di catechismo che, nonostante la giovanissima età, hanno la luce meravigliosa dell’amore per Gesù tatuato nel cuore. Tutto questo fino a quando non incontrano noi adulti che di adulto abbiamo poco, che cerchiamo di indottrinarli anziché dare spazio al loro naturale, sano, giusto modo di sentire l’amore per Gesù. E allora noi che sappiamo tutto, noi censori del pensiero degli altri ( non del nostro che e’corretto per definizione) possiamo essere certi che finché ci sono questi bambini e questi giovani portatori non di un cerino ma di una luminosissima fiaccola, la tenebra non avrà la meglio……nonostante noi.

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Article by: Paolo

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