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Perché vedano e ascoltino

In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». 
Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. 
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!».

Gesù parla in parabole, utilizzando immagini e contesti molti conosciuti dai suoi uditori, Lo fa’, così spiega, per lasciare un margine di libertà, per invitare ad uno sforzo di comprensione, per superare l’immagine e lasciarsi coinvolgere. Le parabole, all’apparenza semplici ed immediate, richiedono, in realtà, uno sforzo enorme: quello dell’accoglienza e della semplicità. Quanto è complicata la semplicità! Quanto è difficile parlar semplice! Ne sappiamo qualcosa quando, ahimè, rischiamo di imbatterci in qualche zelante predicatore che da sfoggio della propria cultura teologica! Ma c’è di più: Gesù non forza la mano, non impone, non ostenta la sua verità. Sa che la verità non si impone, ma si accoglie. Perciò chiede ai suoi uditori di aprirsi profondamente all’ascolto, non vuole far sfoggio della sua cultura, né intavolare inutili e ampollose discussioni di religione. Vuole avvicinare al cuore, non all’intelligenza, i suoi uditori. Così le parabole, quasi dimesse nella loro struttura, quasi eccessivamente fragili nel confronto con la retorica e lo stile narrativo, emergono con forza dalle labbra di Gesù. Beati noi che abbiamo accolto la Parola e la coltiviamo! Beati noi che desideriamo conoscerla e meditarla! Beati noi se apriamo le orecchie del cuore senza pregiudizi, accogliendo la Parola che feconda la nostra vita e la fa germogliare!

Category: Parole

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Article by: Paolo

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