Ultimi articoli inseriti Battaglie
Ultimi articoli inseriti Venite a me
Ultimi articoli inseriti Pecore perdute
Ultimi articoli inseriti Amici veri
Ultimi articoli inseriti Un piatto di pasta

Migdal

Da quando sono passato qui l’ultima volta, due anni fa, i lavori sono andati avanti.

Sono contento di portare i pellegrini in mezzo al cantiere, anche perché, ad essere onesti, la scoperta di Migdal, Magdala, è una di quelle che segnano la storia dell’archeologia e della storicità dei vangeli.

Si sapeva dell’esistenza di Magdala ma, nonostante vari tentativi da parte degli archeologi francescani, non si era riuscito a trovare il villaggio distrutto durante la prima rivolta giudaica, nel 67 d.C. 

Intanto uno dei più promettenti e dinamici movimenti del ventesimo secoli, i Legionari di Cristo, misero gli occhi su un appezzamento di terreno poco distante dal luogo: una lunga trattativa col governo e una concessione edilizia permise loro di iniziare i lavori per una gigantesca struttura di accoglienza per i pellegrini, un centro di formazione per donne e altre cose. Valore complessivo dell’opera: quasi 50 milioni di dollari, una bella sfida ma anche un prezioso aiuto per i pellegrini visto che, sul lago, non ci sono strutture di accoglienza.

Era il 2009: praticamente al primo colpo di piccone ecco emergere dei resti.

Un villaggio, delle strade, un grande ambiente.

Giorno per giorno le scoperte si sono rivelate sensazionali: un’aula comunitaria/sinagoga con diversi pezzi fra cui un insolito leggio che rappresenta il tempio di Gerusalemme, due stanze per conservare i rotoli, tracce di un raffinato mosaico e di affreschi alle pareti. Per avere un’ordine di idee: nemmeno al tempio Gerusalemme si hanno notizia di mosaici. Una scoperta eccezionale: la più bella e meglio conservata sinagoga del I secolo fra le sette esistenti al mondo. Ma anche molto di più: vasche per la conservazione del pesce (conosciuto fino a Roma il pesce essiccato), un quartiere popolare con molte vasche di purificazione, una grandiosa villa con mosaici, il porto, appena trovato.

Cammino fra i resti del villaggio: gli scavi per ora sono solo al 10%. La storia che ne esce è straordinaria: un luogo di ricchi mercanti (nulla a che vedere con la pulciosa Cafarnao), pietre squadrate, mosaici, un benessere palpabile. Così la Maria dei vangeli, che da qui proveniva, erroneamente confusa con la prostituta, sarebbe potuta essere una ricca mercante. Passeggio travolto dalle emozioni, sapendo che certamente e più volte Gesù ha calpestato quel selciato per imbarcarsi verso Cafarnao, punto d’accesso per evitare il tratto di costa paludoso.

Unico edificio già costruito è la splendida chiesa dedicata alle donne del Vangelo. Si respira una bella aria, con vista sul lago. Passa il prete che si occupa del luogo, don Juan, ci siamo già presentati. Gli confido:

“Trovo straordinario il senso dell’ironia dello Spirito: proprio la vostra congregazione, attraversata da una bufera senza precedenti, ha avuto l’onore e la custodia del luogo della misericordia”.

Sorride. Molti sanno che il fondatore dei Legionari, padre Maciel, è stato accusato e condannato per abusi, condotta immorale, uso di stupefacenti, una doppia vita in grado di radere al suolo qualunque istituto religioso. Da anni la congregazione va avanti, purificandosi, sostenuta dai papi, molti hanno lasciato, ma molti hanno tenuto duro.

Mi ringrazia.

“E’ bello che tu noti questo. Sai una cosa? Proprio nei mesi in cui usciva fuori il fango che ci avrebbe travolti, in piena crisi personale, abbiamo trovato la sinagoga”.

 

http://www.magdala.org/

Category: Diario in Terra Santa

Tags:

One comment

  1. Grazie Paolo di questa pagina: ricordo ancora l’emozione, due anni fa, agli scavi di Magdala, un’acqua rigenerante, come già nei passi veloci a Banias. L’archeologa che avevi avuto la premura di cercare per noi spiegava con allegria ciò che veniva emergendo, i mosaici, la sinagoga e noi a immaginarvi con un brivido i passi lievi di Gesù, le tracce dei suoi giorni nel nostro mondo. Grazie di questa pagina ora, all’inizio dei giorni che sono il cuore della nostra fede: perché nella settimana santa scaviamo nel tempo, e in verticale, dentro di noi. Per attraversare il buio e cercare la luce, una fede nuda. E se lo Spirito può soffiare la polvere, se sottrae sempre al fango la luce delle perle, e se ancora si costruiscono chiese dedicate alle donne, allora l’augurio è che in questi giorni santi possa riemergere, come dagli scavi da Magdala, la ragione della nostra speranza, e una nuova appartenenza a una chiesa rinnovata. A una primavera che ha bisogno di tutte le nostre mani. Grazie ancora.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Article by: Paolo

Tutte le informazioni le puoi trovare in questa pagina.
Se ti servono alcune fotografie per locandine o depliant, le puoi trovare qui

CHIUDI
CLOSE