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Homo homini lupus

“L’uomo è un lupo per l’uomo” scriveva il commediografo latino Plauto.
La notizia è da approfondire, ma il dato di fatto resta. A Vercelli un ragazzo di 26 si è impiccato dopo essere caduto in una devastante depressione innescata, a dire dei genitori, da una serie di angherie subite da parte di coetanei, forse colleghi di lavoro, che hanno poi pubblicato su un profilo Facebook appositamente creato (!) le foto delle malversazioni e degli “scherzi”.
A suo tempo era partita la denuncia, il profilo chiuso ed era partita (lentissima, in Italia) la denuncia, poi archiviata. Il datore di lavoro minimizza, parla di un animo troppo sensibile, esageratamente sensibile.
La procura vedrà. Resta il fatto che gli scherzi pesanti c’erano.
E se l’intento degli amici era una sciocca goliardata, così non è stato recepito.
Qualcosa in lui si era spezzato. Gli avevano strappato la dignità.
Per cosa?

Non credo che gli aguzzini fossero ragazzi particolarmente violenti o dei delinquenti e, ne sono certo, qualcuno fra loro tenderà a minimizzare.
Per stare in questo mondo devi avere le spalle grosse, essere disposto ad ingoiare più di un rospo. E la tecnologia, in questo caso, diventa arma letale per denigrare e offendere, nuova gogna incancellabile che non si riesce a fermare. Le notizie, anche false, restano in rete per decenni, ad oscurare la reputazione di chiunque.
Ed è il debole a finirne in mezzo.

Certo, bisogna agire, arginare queste derive, punire esemplarmente, mandare un messaggio forte e chiaro a tutti, smetterla di cazzeggiare su queste cose. Cose che vanno fatte e subito. Ma, anche questa triste vicenda di cronaca (solo una delle tante) ci ricorda che c’è un lupo dentro ciascuno di noi, che va riconosciuto e domato come da sempre insegna il percorso cristiano.
Ostinarsi a credere che l’uomo sia connaturalmente spinto alla bontà è un falso: in noi abita una radice oscura.
Che Dio redime, se lo lasciamo fare.

Category: Diario personale

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2 comments

  1. Solo tra gli “uomini” succede , unico animale che uccide gratis ( le parole come si è visto uccidono ) il suo simile e bestemmia il suo Dio ….
    Il Lupo anche quando uccide è meno banale ….

  2. Si chiama sexting ed è una pratica che consiste nel condividere scambiandoli via chat, social network e programmi di messaggistica istantanea, foto che vengono postate ma anche immagini o video spesso a contenuto sessuale. Ormai è un’abitudine direi gioco-perverso fra i giovanissimi condiviso e guidato, purtroppo, anche da adulti.
    A mio avviso una supervisione, un accompagnamento e una opportuna educazione nei confronti degli adolescenti da parte degli adulti è indispensabile per evitare che stringano amicizie pericolose virtualmente e nella vita reale. A volte si giunge a conseguenze distruttive per chi subisce il torto.
    I ragazzi, infatti possono compromettere, senza neppure rendersene conto, la propria immagine e reputazione presente e futura perchè nulla viene distrutto in rete.
    La sensibilità fra i ragazzi spesso non è apprezzata ; al contrario viene intesa come debolezza e quindi presa di mira. Il supporto e il dialogo con la famiglia che dimostri affidabilità ma anche autorevolezza e competenza, credo siano assolutamente necessari.
    La parte buia (il lupo)che è in ciascuno di noi può essere mitigata e trasformata in “alba” e in “nuovo giorno”solo se tempestivamente riconosciuta e non sottovalutata con l’aiuto umano (genitori, educatori…), ma soprattutto con l’intervento che “facoltativamente”Dio ci propone e che non verrà mai meno!

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Article by: Paolo

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