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Portugal

Il viaggio è stato un ripiego, in teoria. Dovevamo andare in Bretagna, poi abbiamo optato per il decisamente più economico Portogallo.
Ed è stata un incredibile sorpresa.
Vuoi per una provvidenziale congiuntura (guida brava e disponibile, gruppo che ha legato tantissimo, bel tempo), vuoi per il fatto che è un paese poco conosciuto, vuoi per le bellezza dei luoghi (ma quanto è verde il Nord con le sue colline di eucalipti!), vuoi per le opere d’arte di altissimo livello (che dire del monastero di Tomar? O di Batalha?).
Tant’è: di viaggi con Zaccheo ne abbiamo organizzati tanti ma è davvero difficile fare una classifica!
Cosa mi porto a casa dopo questi giorni?
Alcune suggestioni.
Mi impressiona il grande mosaico che rappresenta le imprese compiute dai marinai portoghesi a Lisbona: un gigantesco planisfero che traccia le “scoperte” e la data. Prima il Marocco, poi le Azzorre, le Canarie, poi Capo Verde, la Guinea, Terranova a Nord (nel 1500!), poi giù a superare l’Africa e le Indie, fino in Australia e in Brasile… L’invenzione della vela triangolare, una scuola che raggruppava le migliori intelligenze del paese per studiare il modo di rendere più efficiente la navigazione delle piccole e temerarie caravelle e la scoperta del carciofo che contiene tre volte tanta vitamina B rispetto all’arancia, permettendo di vincere lo scorbuto… Il monastero de Los Jerominos con il portale che celebra i marinai tornati in patria e il trionfo del Portogallo… Tutto, a Lisbona, parla di mare, di scoperta, di coraggio, di ingegno.
Rifletto a lungo, per me. Vorrei ritrovare la stessa curiosità, la stessa voglia di osare, la stessa inquietudine nel mettermi in viaggio interiormente.
E prendere il largo.
Un altro elemento che mi ha profondamente impressionato è la presenza, nello stile “Manuelino”, una sorta di barocco, di elementi decorativi presi dalla vita: volti di africani, il mais, il carciofo, gli animali esotici… una sorta di stupore e di orgoglio che è finito nelle decorazioni delle chiese e dei monasteri. Come se noi, oggi, rappresentassimo nelle nostre grandi aule liturgiche un ipad o un satellite. Mi ha colpito questa commistione, il desiderio di far entrare lo stupore della vita nella preghiera.
Infine, fra le tante cose che si potrebbero dire, un applauso al fiero popolo portoghese.
Primo fra i paesi europei ad entrare in crisi e ad adottare misure draconiane (fra le tante l’abolizione -!- per tutti della quattordicesima), non si è spento ma si è rimboccato le maniche: tutti gli alberghi in cui siamo stati (di alto livello!) sono stati iniziati proprio nel momento della crisi. Così le infrastrutture turistiche offrono ottimi servizi a prezzi concorrenziali. Una bella lezione per il nostro paese troppo intento a piangersi addosso.

Que lindo!

(Foto di Massimo)

Category: Diario personale

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Article by: Paolo

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