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In tanti

Sono davvero tanti i temi su cui riflettere, in questa settimana.
Temi dettati dall’urgenza, penso, ad esempio, alla spinosissima questione dei profughi che ormai sono presenti e visibili anche nelle grandi città e alla oggettiva difficoltà ad affrontare il tema senza cadere nelle ideologie o nelle eccessive semplificazioni. O all’uscita della nuova enciclica del Papa che tanto scalpore sta suscitando e che aspetto di leggere per poter condividere con voi un’opinione ragionato. O, ancora, alla tragedia greca del debito greco con le conseguenze concrete che i poveri greci stanno sperimentando (leggevo di diecimila – diecimila! – suicidi negli ultimi tre anni)…

Mentre il treno sfreccia nella pianura padana, in questa ultima e impegnativa settimana di evangelizzazione prima di un periodo di vacanza con i miei, decido, invece, di parlare brevemente nel mio post settimanale di qualcosa che dia fiducia e speranza.
Non per fuggire dalla responsabilità che ci deriva dall’essere cristiani credenti che cercano, in qualche modo, di far brillare la luce del Vangelo nella tenebra di questo mondo, ma per trovare una chiave di lettura che eviti le contrapposizioni, gli scontri frontali, le presunte soluzioni definitive.

Voglio dedicare qualche parola alle decine di migliaia di ragazzi delle elementari e delle medie, degli adolescenti loro animatori, dei coadiutori, vicari, viceparroci (ogni luogo li chiama in maniera diversa!), di volontari cuochi e di mamme e nonne arzille che in questo mese di fine scuola si radunano in cortili assolati delle grandi città, in campi da calcio parrocchiali che hanno visto tempi migliori, sotto gazebo comprati ai grandi magazzini, con qualche vecchio impianto di amplificazione a balla e che radunano, intrattengono e cercano di formare i cristiani e i cittadini di domani.

Decine di migliaia di voci, di sorrisi, di balli che non finiscono sui giornali, ragazzi e giovani che tornano a casa verso sera esausti e ustionati dal sole, sporchi e sorridenti. Che, così spero!, riescono a cogliere dietro tutto questo gran daffare la voglia di rendere testimonianza a un Nazareno che, amando, indicò, se non la soluzione ai problemi, un percorso per affrontarli.

(Io sono fra questi, quest’anno inseguendo l’Isola che non c’è in una grande parrocchia della mia Chiesa)

Category: Cose di Chiesa

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Article by: Paolo

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