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Le case di Mosul

Le case di Mosul bruciano, e le persone sono appese, impiccate.
Dov’è l’amore?
Dov’è la verità?
Dov’è la compassione?

Francesco e i ragazzi dei The Sun, rock band italiana di cui ho già parlato in un altro post e che mi onorano della loro amicizia, questa volta sparano in alto.
Sul loro percorso musicale hanno incontrato un tale Gesù che li ha ribaltati e ha deciso di usarli per raggiungere mille giovani su percorsi di luce. E di farlo con linguaggi e strumenti nuovi. Quelli musicali.
Niente melodie stucchevoli e zuccherate, però. Piuttosto quelle dure e pungenti di un ottimo sound scritto e arrangiato da professionisti quali sono.
Ed è Francesco stesso a spiegare perché, dopo tre anni di attesa, il nuovo album è preceduto da questo singolo così feroce. Perché, semplicemente, anche nel mondo delle band questo è un tema tabù. Si canta di amori falliti, di ingiustizie sociali, si gioca a fare gli alternativi.
Ma di quelle centinaia di migliaia di persone che muoiono in Iraq e in Siria, a nessuno fotte niente. Specie dei cristiani che lì vivono da duemila anni.
Una canzone da ascoltare più volte.
Un messaggio coraggioso che, almeno, sposterà i riflettori sull’assurdo silenzio dell’occidente, preparandoci alla veglia di sabato sera.
Un uomo corre fra le fiamme e i volti sconvolti, fra le urla e i pianti. Alla fine sono in tanti a correre, ad agire. E i volti si fanno sorridenti.
Speriamo.

Se il mondo va a fuoco, brucerò anch’io.

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Category: Incontri

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Article by: Paolo

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