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Quando pregate dite

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Nel deserto riscopriamo il valore e il dono della preghiera. Quella preghiera che, giorno per giorno, feconda i nostri giorni e cambia il nostro modo di vedere la vita. Facciamo fatica a pregare, tutti, anche dopo molti anni di tentativi e di esperienza, anche se siamo dei discepoli navigati. Alla fine del percorso non ci resta che arrenderci all’evidenza, ammettere la nostra incapacità e chiedere al Signore di insegnarci lui a pregare. La preghiera che ci consegna, l’unica che egli ci ha donato, è colma della sua interiorità, del suo slancio verso il Padre, della sua ricerca intima di Dio. Un Dio che è Padre/madre, che ci invita a riconoscerci parte di un tutto, che ci chiede di elemosinare ciò che riempie il quotidiano restando capaci di guardare all’essenziale e all’altrove. Riscopriamo questa preghiera, in queste settimane, facciamola nostra, gustiamola, ripetiamola spesso durante lo scorrere dei giorni. È la preghiera che meglio parla di Dio, e di noi. Siamo figli di un padre straordinario, siamo discepoli di un Dio che ci fa crescere e ci conduce verso la pienezza. E ancora chiediamo che ogni uomo scopra o riscopra il volto del Padre…

Category: Parole

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One comment

  1. Ogni giorno leggo il tuo commento al Vangelo sul sito della Chiesa.it perchè mi aiuta a confrontarmi guardando al mio quotidiano. Oggi, a proposito della preghiera, mi sono ritrovata a pensare che se dovessi “rappresentarmi graficamente” mi disegnerei come un enorme punto interrogativo. La mia preghiera in questo periodo è “continua”. Vorrei dire che prego anche mentre “sto peccando”!… ma la definirei “disordinata”!!!…. in realtà non so fino a che punto sia preghiera! Piuttosto è un GRIDO ANGOSCIOSO E DISPERATO CHE MI INVADE IL CUORE E LA MENTE CONTINUAMENTE NELLE 24 ORE!!! Certamente non è un affidarmi! Certamente è un “sollecitare” Dio perché mostri OGGI la Sua Gloria!!! PERCHE’ TANTA VIOLENZA??? E alla fine non mi resta che una domanda: IN COSA E IN CHI HO CREDUTO FINO AD OGGI? IN NOME DI CHI FACCIO LE COSE CHE FACCIO?
    CHI PREGO SE EVIDENTEMENTE LA MIA FEDE E’ TUTTO TRANNE CHE FEDE???

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Article by: Paolo

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