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Dei Papi

Sento l’esigenza (un’altra volta) di chiarire il mio pensiero, che reputo cattolico e anche molto tradizionale, riguardo al ruolo e alla figura del Papa.
Lo dico in riferimento alle roventi polemiche suscitate sui media e sui social (anche, come sempre, sui miei profili facebook) riguardo alla disputa suscitata dall’ultimo libro di Socci (Non è Francesco) e all’articolo del giornalista Messori apparso sul Corriere della Sera del 24 dicembre. A soffiare sul fuoco le diverse opinioni espresse dai maggiori blog italiani che trattano di temi ecclesiali: quello di Magister (http://chiesa.espresso.repubblica.it/) e quello ormai istituzionalizzato di Tornelli (http://vaticaninsider.lastampa.it/).

La questione: alcuni manifestano perplessità riguardo all’azione di Papa Francesco che, a parer loro, creerebbe sconcerto fra il popolo cristiano, soprattutto per le sue amicizie e citazioni di persone come Scalfari, Benigni e compagnia bella e per le su affermazioni ad effetto. Chi velatamente lo accusa (a parte la risibile e indifendibile posizione di Socci sull’invalidità della sua elezione) lo contrappone a Papa Benedetto. Di fronte a queste perplessità si ergono i difensori di Francesco che vedono in questo atteggiamento un’attacco alla sua opera di riforma della Chiesa e invitano alla pugna.

Ora: io credo che papa Francesco non abbia bisogno di difensori o di detrattori e resto molto perplesso dalle partigianerie che si stanno organizzando intorno a colui che, nella Chiesa, unisce e non divide. Se la cosa è tollerabile sui mezzi di comunicazione (un giornalista deve fare il giornalista e la logica mondana, in quel contesto, è normale) mi risulta incomprensibile in ambito cattolico. Talmente incomprensibile da farmi sorgere il dubbio che qualcuno non abbia ancora ben capito quale sia il ruolo del papato nella Chiesa cattolica.

La faccio semplice (so bene che i teologi, grazie al cielo, NON leggono queste righe avendo di meglio da fare così non storcono il naso): l’eccessiva personalizzazione del Papato fa un pessimo servizio alla Chiesa, sia per chi difende questo Papa, sia per chi lo denigra.
Non siamo qui a cercare un Papa che, guarda caso, alla fine sia d’accordo con la nostra prospettiva di fede e di vita ma che custodisca il deposito della fede, conducendo la barca della Chiesa, assieme ai confratelli nell’episcopato, verso il Regno.
A questo “serve” un Papa: a garantire che la fede in Gesù Cristo rivelatore del Padre sia custodita dalle mode e dalla deviazioni lungo i secoli. Solo a questo! Forzare la sua presenza, la sua funzione, il suo ruolo, rende un pessimo servizio al Vangelo.
Il Papa indica il Cristo e noi, in massa, ad applaudire il Papa.
Prego?

Applaudiamo Cristo, conosciamolo, preghiamolo, amiamolo, serviamolo. Insieme a questo e agli altri Papi, tutti concordi nel proclamare la stessa fede.
In questo tempo di iper-medializzazione, estrapolare una frase dai suoi discorsi per costruirne una teoria complottista è davvero squallido. Come, peraltro, già si faceva con san Giovanni Paolo II.
Categorie come “progressista”, “conservatore”, “innovatore”, “tradizionalista” lasciamole al mondo, per cortesia.

Noi abbiamo un solo Padre e siamo tutti fratelli. Fra i fratelli, Pietro ci garantisce che il Vangelo che leggiamo e interpretiamo è lo stesso da duemila anni.

I partigiani, i difensori del Papa di prima, di quello di adesso, chi si accusa a colpi di citazioni, rischiano di perdere di vista il fatto che la Chiesa o è multiforme nella sua unità, o non è.
Quindi ognuno è libero di esprimere le sue opinioni.
Dal mio punto di vista, però, se possibile, tenendo presente due limiti da non valicare: il Papa non è la Chiesa, ma un figlio della Chiesa, il custode del deposito della fede, il primo fra gli apostoli. Il suo carattere, la sua cultura, la sua formazione, la sua sensibilità sono il suo modo di vivere la fede (e su questo la Chiesa sa distinguere da sempre cosa è l’esperienza personale di fede di un credente diventato Papa e cosa ci vincola quando riflette come Papa). Un Papa ha anche il diritto di essere un credente con la sua sensibilità spirituale! Insomma: viva Francesco informale. Come viva Benedetto timido. Come viva Giovanni Paolo irruento.
Secondo: bene esprimere le opinioni ma, come diceva benissimo il cardinal Biffi, qualche spintone a chi fa buchi sul fondo della barca per affondarla, ci sta!

Category: Cose di Chiesa

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23 comments

    1. …tuttavia le visioni profetiche della beata Emmerich sull’epoca dei due papi sembrano davvero concentrarsi sui giorni nostri.

      Il mio cuore resta fedele a papa BenedettoXVI (e al suo magistero e tesoro spirituale, di cui l’ultima enciclica Lumen Fidei diverrà pietra miliare…), che resta tale avendo rinunciato solo al ministero petrino forse per paura di un nuovo scisma all’interno della Santa Chiesa Cattolica Romana

          1. Paolo, ti seguo e ti stimo.

            Non sono però alcuni di noi a scegliere chi è Papà…

            …in fin dei conti il 28 Febbraio 2013 BenedettoXVI dichiarò che si è papi ” per sempre”!

            Credo si possa essere fedeli a BenedettoXVI come lo si debba essere agli insegnamenti di PaoloVI prima e Giovanni Paolo II poi.

          2. No, mi spiace. Se ragioniamo come il mondo la Chiesa è persa. Lo Spirito accompagna la Chiesa e le sue scelte, Papa dopo papa da Pietro ad oggi.

  1. Grazie Paolo il dono di scrivere chiaramente ed esprimere altrettanto chiaramente concetti difficili è un tuo carisma. Molto bella la sintesi – il papa unisce e non divide – se tutti lo ricordassimo, o per lo meno tutti quelli che si dichiarano cattolici, sarebbe più semplice.
    Invito tutti a pregare per il papa invece di perdersi in parole a volte inutili.

  2. APPELLO A SOSTEGNO DI PAPA FRANCESCO

    E’ davvero curioso che un prete come Paolo Farinella, fino a poco tempo fa schierato contro almeno due papi, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, nonché contro i cardinali Bertone e Bagnasco, si sia trovato ora a redigere un documento-appello in difesa di Papa Francesco I, quello che tanto aveva sognato e di cui aveva scritto in un romanzo di fantasia (edito da Gabrielli) oggi tramutato in realtà.
    Proprio a lui è toccato, in un pomeriggio appena dopo Natale 2014, redigere l’Appello qui sotto che ha fatto il giro del web arrivando a più di millecinquecento firme al momento che scriviamo.
    L’hanno sottoscritto soprattutto sacerdoti in vista per la loro vita sempre fedele al Vangelo: da don Luigi Ciotti a padre Alex Zanotelli, a don Alessandro Santoro della Comunità di Base “Le Piagge”, a don Aldo Antonelli di “Libera”l’associazione contro le mafie, e don Albino Bizzotto di “Beati i Costruttori di Pace” . Preti scomodi che vogliono la difesa di Papa Bergoglio, duramente attaccato dal giornalista cattolico conservatore Vittorio Messori sul Corriere della Sera accusandolo di creare confusione tra i fedeli cattolici per le sue “strane” posizioni. Ecco il testo qui sotto:

    «L’arrivo del Papa “venuto dalla fine del mondo” che assume il nome di Francesco presentandosi non come Pontefice Massimo, ma come Vescovo di Roma, provoca reazioni scomposte dentro la Curia vaticana che, falcidiata da scandali e corruzioni, considera il Papa come corpo «estraneo» al suo sistema consolidato di alleanze col potere mondano, alimentato da due strumenti perversi: il denaro e il sesso.
    Dapprima il chiacchiericcio sul “Papa strano” inizia in sordina, poi via via diventa sempre più palese davanti alle aperture di papa Francesco in fatto di famiglia, di “pastorale popolare” e di vicinanza con il Popolo di Dio per arrivare anche – scandalo degli scandali – a parlare con i non credenti e gli atei.
    Dopo lo sgomento di un sinodo “libero di parlare”, l’attacco frontale di cinque cardinali (Müller, Burke, Brandmüller, Caffarra e De Paolis), tra cui il Prefetto della Congregazione della Fede, ha rafforzato il fronte degli avversari che vedono in Papa Francesco «un pericolo» che bisogna bloccare a tutti i costi.
    Rompendo una prassi di formalismo esteriore, durante gli auguri natalizi, lo stesso Papa elenca quindici “malattie” della Curia, mettendo in pubblico la sua solitudine e chiedendo coerenza e autenticità.
    Come risposta all’appello del Papa, il giorno dopo, il 24 dicembre 2014, Veglia di Natale, scelto non a caso, il giornalista Vittorio Messori pubblica sul Corriere della Sera “una sorta di confessione che avrei volentieri rimandata, se non mi fosse stata richiesta», dal titolo «I dubbi sulla svolta di Papa Francesco”, condito dall’occhiello: “Bergoglio è imprevedibile per il cattolico medio. Suscita un interesse vasto, ma quanto sincero?”.
    L’attacco è mirato e frontale, «richiesto», una vera dichiarazione di guerra, felpata in stile clericale, ma minacciosa nella sostanza di un avvertimento di stampo mafioso: il Papa è pericoloso, “imprevedibile per il cattolico medio”. È tempo che torni a fare il Sommo Pontefice e lasci governare la Curia. L’autore non fa i nomi dei “mandanti”, ma si mette al sicuro dicendo che il suo intervento gli “è stato richiesto”.
    Ci opponiamo a queste manovre, espressione di un conservatorismo, che spesso ha impedito alla Chiesa di adempiere al suo compito “unico” di evangelizzare. Papa Francesco è pericoloso perché annuncia il Vangelo, ripartendo dal Concilio Vaticano II, per troppo tempo congelato. I clericali e i conservatori che gli si oppongono sono gli stessi che hanno affossato il concilio e che fino a ieri erano difensori tetragoni del «primato di Pietro» e dell’«infallibilità del Papa» solo perché i Papi, incidentalmente, pensavano come loro.
    Noi non possiamo tacere e con forza gridiamo di stare dalla parte di Papa Francesco. Con il nostro appello alle donne e agli uomini di buona volontà, senza distinzione alcuna, vogliamo fare attorno a lui una corona di sostegno e di preghiera, di affetto e di solidarietà convinta.
    La “svolta di Papa Francesco” non genera dubbi, al contrario coinvolge e stimola la maggioranza dei credenti a seguirlo con stima e affetto. Il ministero del Vescovo di Roma e la sua teologia pastorale suscitano speranza e anelito di rinnovamento in tutto il Popolo di Dio e il suo messaggio è ascoltato con attenzione da molte donne e uomini di buona volontà, non credenti o di diverse fedi e convinzioni.
    Desideriamo dire al Papa che non è solo, ma che, rispondendo al suo incessante invito, tutta la Chiesa prega per lui (cfr. At 12,2). È la Chiesa dei semplici, delle parrocchie, dei marciapiedi, la Chiesa dei Poveri, dei senza voce, dei senza pastori, la Chiesa “del grembiule” che vive di servizio, testimonianza e generosità, attenta ai “segni dei tempi” (Matteo 16,3) e camminando coi tempi per arrivare in tempo.
    Allo stesso modo, molti non credenti, atei o di altre religioni, uomini e donne liberi, gli esprimono pubblicamente la loro stima e la loro amicizia. La sètta di “quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re” (Luca 7,25) e non possono stare con un Papa di nome Francesco che parla il Vangelo “sine glossa”.
    Papa Francesco, ricevi il nostro abbraccio e la nostra benedizione.
    Roma, 25 dicembre 2014 – Natale di Gesù
    Firmano:
    Comunità di San Torpete Genova, con Paolo Farinella, prete
    Ornella Marcato e Fabio Cozzo, coniugi
    «Una Chiesa a più voci» di Ronco di Cossato Biella con Mario Marchiori, prete
    Comunità Le Piagge Firenze, con Alessandro Santoro, prete
    Noi Siamo Chiesa – Italia con Vittorio Bellavite, presidente
    Aldo Antonelli, prete
    Benito Fusco, fratello dei Servi di Maria
    Luigi Ciotti, prete – Presidente di Libera
    Centro Studi «Edith Stein» Lanciano, con Amedeo Guerriere, diacono e Carmine Miccoli, prete
    Franco e Anna Borghi, coniugi
    Luisa Marchini, laica
    Beati i costruttori di pace, con Albino Bizzotto, prete

    (seguono altre 1500 firme)\

  3. @Paolo

    Caro amico, non ti facevo democristiano 🙂

    Come sai io non ho mai nascosto la mia preoccupazione per la strategia di comunicazione che questo papato stava avviando.
    Ero critico già in tempi non sospetti.
    Ora posso dire che non tutti i miei timori erano infondati …
    … cerco ancora di non vederci dietro alcun disegno, ma, come si dice, errare è umano, perseverare …

    Tu dici … “il Papa unisce” …
    Però mica è colpa nostra se l’effetto che porta molta della sua pastorale è di divisione e “scandalo” tra i credenti … che dobbiamo fare?

    Tu dici … “Pietro ci garantisce che il Vangelo che leggiamo e interpretiamo è lo stesso da duemila anni” … appunto … sei sicuro che stia andando proprio così ?
    La “Pastorale” sta diventando (da tempo per altro) una clava per distruggere o “superare” un “Depositum Fidei” che altrimenti non si potrebbe superare?

    Che senso ha proclamare la Verità del Vangelo e leggere quanto scritto nelle tesi del Sinodo per la famiglia ultimo scorso ?

    Che senso ha infilare qua e la frasi, concetti od immagini che stentano a trovare riscontro in 2000 anni di Chiesa … oltre che a profilare errori teologici e dogmatici rilevanti …

    Che senso hanno questo furore e questa violenza tremenda che si respira nella Chiesa verso il mondo conservatore e tradizionalista, mentre la “misericordina” è dispensata qui e la, dolce, mielosa ed accomodante … anche fuori luogo : Scalfari, Benigni, Pannella, il Leoncavallo …. ma scherziamo ???

    Credo, Paolo, che la situazione sia un pelo più complicata e drammatica di come la presenti.

    A presto.
    Jansu

    1. Caro Professor Curtaz,
      La ringrazio della pacatezza delle Sue parole, ma credo che quanto Lei dice non colga il senso di quanto sta avvenendo.
      Non sono stato “papa boy” a 20 anni, certamente non lo sono a 50, ma che Jorge Mario Bergoglio stia delineando un’identità del cristianesimo cattolico assai più radicalmente evangelico di quanto è avvenuto almeno negli ultimi trent’anni, è un dato di fatto che negano solo esponenti dei movimenti cattolici più autoritari che hanno avuto mano libera durante i due pontificati precedenti all’attuale. E’ “ovvio” che il Papa debba orientare lo sguardo di tutti verso Cristo (come, d’altra parte, la venerazione mariana è effettivamente cristiana, se orienta a Cristo e non se è mariolatria), ma che quanto sta avvenendo dal 13 marzo 2013 in poi stia “indirizzando” liberamente tantissime persone, anche sedicenti “non credenti”, verso il Vangelo di Gesù Cristo, più di quanto sia avvenuto dal Vaticano II al 2013, è un altro dato di fatto, che chiunque, in particolare chi come Lei e me è teologo di professione, non può che registrare serenamente. Che la Chiesa debba essere plurale è un’altra “ovvietà” che non appare sorprendente a Lei né a me, ma a coloro a cui è stato raccontato da secoli che, originariamente, vi era un’unità della Chiesa che sarebbe stata rotta nel 1054 e nel XV-XVI secolo e non che l’unità è stata condizione di pochi momenti che hanno punteggiato una “normalità” fatta di molteplicità tesa e multiforme.
      Confido che papa Bergoglio riesca a riformare effettivamente la Curia vaticana, che riesca a realizzare tante parti del grande e luminoso programma di evangelizzazione contenuto nell’esortazione apostolica “Evangelii gaudium” e che il Sinodo dei vescovi cattolici dell’ottobre 2015 faccia segnare dei passi in avanti in una considerazione della famiglia e delle relazioni intra-familiari lontana dai giuridicismi e dai dottrinalismi e innervata dalla freschezza liberante del Vangelo, che non chiede di escludere dai sacramenti, ma di far triondare ovunque possibile l’amore del Dio di Gesù Cristo.
      Molto cordialmente

      Ernesto Borghi

      1. @ Borghi

        Caro amico, intanto grazie.

        Trovare punti di certezza e verità è sempre difficile.

        Finalmente è chiaro a tutti che dal 13 marzo 2013 è nata una nuova Chiesa che non sente la necessità di rispettare ed onorare la continuità con la Chiesa dei precedenti 2000 anni.

        Finalmente è chiaro il revanscismo di certi ambienti, da sempre marginali, che vedono nel Pontificato di Bergoglio la possibilità di compiere il Vat II secondo le più sfrenate fantasie ed iperboli dottrinarie e teologiche.

        Grazie di cuore perchè ognuno ora potrà e dovrà scegliere.

        Un inciso sulle presunte folle di nuovi convertiti:
        A) I numeri dicono altro, ma si sa la propaganda filobergogliana, della Verità, un po’ se ne frega. Un esempio è proprio la condizione della Chiesa in Sudamerica …

        B) Convertire un non credente all’errore non è che valga un gran che.

        C) Convertire all’errore un non credente e mollarne altri 100 nella confusione dottrinale … non mi sembra una grande strategia.

        D) La rigidità della Dottrina e la fermezza dogmatica servono sempre ed in primis ai più deboli, agli ultimi. La vaghezza al contrario non aiuta chi è nel peccato, non aiuta chi faticosamente cerca di vivere ed interpretare il Vangelo nella vita di tutti i giorni … ma serve solo a compiacere l’appetito intellettuale di chi frequenta piccoli salotti radical-chic … dove si incontrano gli Scalfari, i Benigni , i Pannella etc etc

        … potrei continuare, ma mi fermo …. solo una domanda Borghi :

        Perchè non vi fate una benedettissima Chiesa Riformata del chi sa qual evento o anno e lasciate stare la nostra Santa Chiesa Cattolica?
        Vi fate uno scismetto, una piccola apostasia … che vi frega ?!?!
        Potreste dire e fare tutto ciò che volete, anche rivendicare la vera e pura interpretazione di Cristo … fare donne Sacerdote, sposare e far divorziare chi volete, riammettere od escludere chi volete, fare dei sacramenti ciò che volete, inventarne di nuovi, eliminare quelli scomodi, vi fate i dogmi che volete, le liturgie che più vi aggradano … insomma ma che volete da noi Cattolici di Santa Romana Apostolica Cattolica Chiesa ?

        Cordialmente
        Janus

  4. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «E io di Cefa», «E io di Cristo!». Cristo è stato forse diviso? (1Cor 1,10-13.17 )
    Non si può parteggiare per questo o per quel Pontefice, poiché il Pontefice, in primis, e la Chiesa tutta con Lui, rappresenta il Corpo di Cristo, Unito e non diviso; non spezzato a metà e senza alcun pezzo mancante, anche se infinitesimale.
    Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte.
    Ogni Papa ha la sua storia nella storia; ogni Papa ha il suo Carisma (ed io a questo voglio credere); ogni Papa, a partire da Giovanni XXIII, è stato strattonato, bistrattato, ucciso e messo all’angolo. Quando un Papa crede al Vangelo e vuol seguire le orme di Cristo, secondo il suo modo di essere, il suo carisma, la sua personalità, non va bene?
    Non lasciamoci ingannare da colui che divide, calunnia, accusa (diabàllo), ma cerchiamo di essere uniti in Cristo.
    Anche Gesù mangiava e beveva con i peccatori.
    Sii forte, Papa Francesco, sii te stesso, non avere paura, mai, di essere solo, perché sono certa che il Signore è con te.
    Preghiera-Preghiera-Preghiera, federica

  5. Grazie professor Curtaz per l’esposizione del suo pensiero su Papa Francesco. Che dire ? La sottoscritta è una semplice fedele in ascolto, amo la Chiesa e amo il Papa; e riguardo a Papa Francesco, mi creda, fin dal quel suo ” fratelli e sorelle buonasera! ” mi è entrato nel cuore. Ricordo che il mio cuore esultò di gioia solo nel sentirlo pronunciare un semplice saluto. Per esperienza personale so benissimo che chi riesce a trasmettere ” pace amore gioia ” segno che in quella persona vive Cristo e sta operando. Non mi meraviglio se sua santità è perseguitato e forse anche odiato, e proprio da chi gli sta più vicino! Noi tutti, noi che col Papa formiamo il Corpo di Cristo, avevamo bisogno di un Papa che ci venisse incontro, che camminasse con noi, che ci annunciasse il Vangelo per com’è e non per come tanti dotti vorrebbero far credere, a riguardo cito una frase di Sant’Agostino, giusto perchè comprendiate il mio pensiero…cmq: ” Di un buon predicatore prendi il fiore ma lascia stare le spine ” …. Ebbene, di buon predicatori nella Chiesa di Cristo ce ne sono tanti, ma non tutti danno l’esempio, mi dispiace dirlo ma questa è la pura realtà; invece il nostro caro Papa, non solo è semplice nel parlare, ma ciò che dice, fa!
    Lui chiede sempre: ” pregate per me! “.. Certo caro Papa, sei nelle nostre povere preghiere, io personalmente non mi dimentico e ripeto la frase che tu stesso dicesti la sera dell’elezione: ” Dio la protegga e la Madonna la custodisca ” .
    Forza e coraggio, Papa Francesco, non sei solo! Dio è con te.
    Pregate pregate pregate, anche solo un’Ave Maria, detta col cuore, fa tremare le porte dell’inferno ….( Ave, Maria, piena di grazia,
    il Signore è con te.
    Tu sei benedetta fra le donne
    e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
    Santa Maria, Madre di Dio,
    prega per noi peccatori,
    adesso e nell’ora della nostra morte.
    Amen.) ….. Madre dolcissima, custodisci Papa Francesco…. Luisa Casu

  6. Il fatto che parecchie persone di Chiesa: fedeli, preti, consacrati, ecc. ecc. criticano…anche aspramente il nostro Papa Francesco mi fa pensare che il mestiere di “PAPA” è molto difficile. Personalmente, non so, se per ignoranza o meno, questo Papa mi piace e non mi perdo neanche un omelia.

  7. Concordo con Luisa quando afferma di “sentire” la pace che emana da Papa Francesco: credo sia proprio questa ad incuriosire e ad attirare tanti che si definivano lontani dalla Chiesa. La dottrina che guida le azioni è una conseguenza – che può e deve allargarsi al mutare del mondo e della storia – della pace che ci riempie il cuore quando qualcuno ci testimonia Gesù Cristo con tutto se stesso e noi vogliamo parteciparne.

  8. “Rompe gli schemi e sa dare speranza ecco perché è giusto sostenerlo”

    di Luigi Ciotti

    “la Repubblica” del 3 gennaio 2015

    Ho aderito all’appello a sostegno di Papa Francesco perché, al di là di certe espressioni un po’ forti, ne condivido la sostanza e il contenuto. Le parole del Papa, da cui derivano gesti e scelte conseguenti, suscitano in tanti, anche non credenti, la speranza di una Chiesa profondamente e umilmente evangelica, al servizio del bene comune, lontana dalle tentazioni del lusso e del potere, attenta alla dottrina ma prima ancora ad accogliere i bisogni e le fragilità delle persone. È evidente che questo possa creare sconcerto e allarme in ambiti abituati a un magistero della Chiesa meno diretto, più prudente ma anche, a volte, più reticente sulla necessità per il cristiano di saldare il cielo e la terra, dimensione spirituale e impegno sociale e civile. Compito al quale il Papa non smette di richiamare: «Non si può più affermare — ha scritto nella Evangelii Gaudium — che la religione deve limitarsi all’ambito privato e che esiste solo per preparare le anime per il cielo». E poco più avanti: «Una fede autentica implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo».

    Questo modo di vivere la fede può dare fastidio perché rompe gli schemi, rifugge i formalismi, denuncia i compromessi. Ma soprattutto perché è un modo di vivere la fede inseparabile da un’etica, cioè da un’assunzione coerente e concreta dei principi del Vangelo in ogni istante della nostra vita.

    Questo è quello che fanno molti preti e realtà la cui firma compare in calce all’appello, e questo è quello che, con molti limiti, cerco di fare anch’io. Ed è in nome di questo impegno che abbiamo voluto esprimere il nostro affettuoso, convinto sostegno a un Papa che, con molta determinazione — e forse, a volte, senza il sostegno adeguato — sta ridando alla Chiesa quell’autorevolezza che viene innanzitutto da una completa purificazione dal potere e da una piena consonanza con la Parola di Dio.

    Detto questo, fa bene Vittorio Messori nel suo articolo a chiedersi quanto sia sincero il vasto interesse suscitato dal Papa. Ma il primo a chiederselo, immagino, sia il Papa stesso. Lui infatti è il primo a richiamarci alla responsabilità contro la subdola tentazione della delega. Guai se pensassimo che un’unica persona, per quanto eccezionale, possa porre rimedio con le sue sole forze alle violenze, alle ingiustizie e alle disuguaglianze di questo mondo.

    È un compito, questo, assegnato a ciascuno di noi. Il Papa non permetterà che il consenso suscitato dai suoi gesti e scelte resti un fatto emotivo o, peggio, ipocrita, senza tradursi in un impegno e una responsabilità collettivi nella costruzione del bene comune

  9. Lettera di Enrico Peyretti a Messori

    Torino, 25 dicembre 2014, Natale

    Enrico Peyretti

    Caro Vittorio, ci sentiamo raramente, ma ci ricordiamo entrambi della vicinanza e dell’amicizia, quando eri a Torino, e collaborasti anche nel 1971 (allora non firmavamo gli articoli) ai primi numeri de “il foglio: mensile di alcuni cristiani torinesi”, che oggi probabilmente non condividi.
    Ho letto, in rete, il tuo articolo-confessione di ieri sul Corriere. Sai che non lo condivido, ma rispetto il sentimento con cui lo hai scritto. Mi chiedo chi ti ha richiesto quella confessione: il Corriere per amor di dibattito? Oppure quelle parti di gerarchia che avversano la linea di papa Francesco, fino a scrivergli contro un libro cardinalizio, nel momento dell’apertura del sinodo, e fino al punto che qualcuno teme uno scisma lefevriano (sulla questione dei divorziati) in nome di un rigorismo morale né misericordioso né ecumenico?
    Rispetto le tue perplessità. Secondo me sono un buon segno. Il vangelo deve sconcertarci tutti. Io mi preoccupo piuttosto perché, peccatore come sono, e di poca fede, mi sconcerta poco. Il vangelo turba, prima di allietare. Successe lo stesso alla gente a cui parlava Gesù, salvo i più poveri e umili. Un amico mi scrive oggi: « Riguardo agli attacchi a Francesco aggiungerei che ne sono lieto, perché il cristiano e la Chiesa devono essere occasione di scandalo e di contraddizione. Quando tutti i potenti della terra (politici e religiosi, e opinionisti) fossero d’accordo col papa, allora delle due l’una: o è avvenuta una miracolosa conversione oppure la Chiesa si è venduta».
    Io trovo che Francesco è un papa evangelico. Più evangelico che dottrinario. Ed è bene, grazie a Dio. Gesù fu proprio così, condannato dai farisei custodi della legge, e così fu anche papa Giovanni, e a Torino Pellegrino, e alcuni altri (mica tanti nella gerarchia….).
    Perché Francesco dovrebbe essere stato «prevedibile» per tutti i cardinali elettori? Lo Spirito Santo è capace di scombinare i calcoli, anche dei cardinali e dei teologi. Dio sorprende.
    Francesco «turba la tranquillità del cattolico medio, abituato a fare a meno di pensare in proprio, quanto a fede e costumi, ed esortato a limitarsi a “seguire il Papa”. Già, ma quale Papa?». Così scrivi. Sono d’accordo nel distinguere tra i papi: tutti vanno ascoltati, rispettati, amati, aiutati. Ma siamo tutti un pochino in grado, perché anche noi abbiamo lo Spirito, di riconoscere quale più quale meno di loro vive e dice il vangelo. Francesco lo fa molto bene. Ringraziamo Dio per questo dono!
    Se Francesco turba quel cattolico passivo (abituato dal clero ad essere passivo), io direi: molto bene! Infatti, va turbato. Paolo VI mi disse personalmente, nel 1970, «non turbare». Ma chi più di Gesù ha turbato? Magari io sapessi davvero turbare!
    Tu noti aspetti contraddittori nell’azione di Francesco. Ma la vita, ogni cammino, è così: si cammina con due gambe e ogni passo è lo squilibrio di una posizione, per potere procedere. Mi interessa la direzione, ben più dei singoli passi (alcuni passetti di Francesco non piacciono neanche a me: ma nessuno può piacere in tutto).
    Sono d’accordo con te: Cristo sa chi sceglie, anche tramite i nostri errori, come suo rappresentante terreno. «Temporaneo», certo, siamo tutti temporanei, ma non c’è proprio da sottolinearlo quasi attendendo che Francesco rimanga per poco!…. Quella scelta, dici, è sconcertante nel breve ma con sue ragioni nel tempo lungo.
    Ti dirò che non mi piace il titolo tradizionale “vicario di Cristo” (tu non l’hai usato), perché Cristo non è assente, vive in tutti, non ha bisogno di vicari: il papa è “servo dei servi di Dio”, deve essere il primo nella carità e nel servizio. Francesco adempie bene questo suo compito.
    Ti sconcertano quelle parole (ammesso che Scalfari le abbia rese bene) «Dio non è cattolico». Io credo proprio così. É assai di più, è di tutta l’umanità, culture, religioni. Raimon Panikkar, cattolico universale, scrive Il Cristo sconosciuto dell’induismo (Jaca Book). Io sono grato di essere nato ed educato nella chiesa cattolica, in cui sto, nella quale c’è la luce data a me, a noi, ma riconosco Dio padre di Gesù nei cristiani non cattolici – coi quali parlo, discuto, penso, prego, partecipo alla Cena di Gesù – e con tutti gli spiriti pensosi e religiosi dell’umanità. Magari fossi capace di imparare e ricevere di più da tutti!
    Tu poni bene la domanda assolutamente seria: «Come annunciare il Vangelo ai contemporanei? Come mostrare che il Cristo non è un fantasma sbiadito e remoto ma il volto umano di quel Dio creatore e salvatore che a tutti può e vuole dare senso per la vita e la morte?». Questo ci impegna tutti, non contro qualcuno, ma nell’incontrare lo Spirito diffuso da Gesù in ogni cuore di buona volontà, anche nei cammini umani accidentati.
    Dubito che al papa tocchi «soprattutto, la custodia del “depositum fidei”». La dottrina delle precedenti generazioni cristiane è per noi preziosa, ma non è un idolo. «Scriptura crescit cum legente» (Gregorio Magno), quindi più che le definizioni dottrinali conta il continuo nuovo ascolto del vangelo, nelle situazioni varie dei tempi, che sono pure “segni” dati a noi, da cogliere con discernimento, ma da cogliere. L’annuncio e la testimonianza del vangelo è ben più che una dottrina. La teologia è importante, preziosa, ma Gesù non è teologo né professore: è maestro e donatore di vita nuova.
    Ti scrivo con franchezza, senza la pretesa di non sbagliare, nel tentativo sincero di cercare insieme, anche nelle differenze, la strada umana e cristiana delle nostre vite che scorrono veloci (ho compiuto i 79, sono più vecchio del papa!..).
    Ti saluto, in questo giorno felice di Natale (ma quante ombre dolorose nel mondo!), fraternamente.

  10. @ Davide
    grazie amico,
    ora un pensiero tuo non guasterebbe.

    @ Tutti.
    Scusate, ma non capisco.
    Ai vostri occhi, fino a Bergoglio … non c’era tenerezza nella Chiesa?
    BXVI° era un serial killer ?
    S. GPII° era un sadico crudele ?
    In 2000 anni di Chiesa … nulla? Deserto, aridità, sofferenza, tristezza ?
    Dove vivete? Dove avete vissuto ? 🙂

    Qui il punto non è fare il tifo o meno sul Papa. il Papa è il Papa. Non deve piacere necessariamente … non fa l’attore o la rockstar.

    Nella storia della Chiesa è già successo d’aver avuto pessimi papi … siamo sopravvissuti!
    Sopravviveremo ancora.
    Un papa si può criticare contestare per quanto dice e fa … mica parla sempre secondo infallibilità! Il codice canonico prevede anche la legittima disobbedienza del credente nel caso in cui il pastore palesemente violi l’impianto dogmatico e dottrinale insegnando l’errore.

    Non sto dicendo che è in toto il caso di Bergoglio, però trovo veramente preoccupante questa violenza inaudita contro tutti coloro che solo provano a dirsi non molto convinti di Papa Francesco.
    Una violenza mai vista prima … mi ricordo critiche ben più feroci a BVI° che quelle molli del Messori di questi giorni … Messori … dai!
    Questo è molto preoccupante … alla faccia della pluralità della Chiesa …
    E’ in corso un’epurazione senza precedenti … e che contrasta molto con l’immagine invece sorridente e bonacciona che questo papato rivolge verso il proprio pubblico.

    Comunque sia … tutto starà a vedere il partito filobergoglio quanti danni saprà fare.
    Come sempre si giudicherà la pianta dai frutti.

    Buon notte.
    Janus

  11. Janus, ho sempre detto che mi piacciono le tue provocazioni.
    Ho amato Giovanni XXIII, ed è Santo.
    Ho amato Paolo VI, ed è Beato, sulla via della Santità.
    Ho amato Giovanni Paolo I, non ha avuto il tempo di farsi conoscere qual era, ma per me Santo
    Ho amato Giovanni Paolo II, ed è Santo
    Ho amato, ed amo come non mai, Benedetto XVI, per me Santo e chissà un domani….
    Amo Papa Francesco, per me, Santo anche Lui.
    Ma, a prescindere da ciò che penso io, o gli uomini, la Santità viene data da Dio. E’ Dio stesso che ha impresso il sigillo dello Spirito Santo sulla loro fronte.
    Amiamo, pertanto, il Papa e la nostra Chiesa, UnaSantaCattolicaApostolica (volesse il cielo..).
    A presto, federica.
    Come sempre, Preghiamo-Preghiamo-Preghiamo.

  12. “Papa Francesco non divide, bensì unisce”. A me, veramente, sembra che avvenga esattamente il contrario. Non che separare il grano dalla pula (presente sia fra i conservatori sia fra i progressisti) sia un fatto negativo. Del resto Gesù stesso, se ricordo bene, è venuto a portare divisione tra padre e figlio, tra suocera e nuora). L’attuale pontefice è un essere umano che cerca di svolgere come meglio crede l’incarico che gli è stato affidato. Quanto ai risultati potremo esaminarli meglio in futuro, soprattutto dopo il prossimo sinodo. Veritas filia temporis. Per il momento non condivido né le viscerali attestazioni di stima e di simpatia di molti per papa Francesco né tutte le accuse e le critiche espresse nei suoi confronti. Condivido, però, le perplessità di vittorio Messori (che non mi pare possa essere definito, visto anche il finale dell’articolo incriminato, un avversario di papa Bergoglio). Grazie a JANUS per le sue giuste osservazioni.

  13. FRANCISCUS!
    Quando ho sentito il nome che si era scelto ho avuto un colpo al cuore!
    Ho soffocato un grido e mi sono buttata sul divano… Dio, che felicità!
    Perché “Francesco” non è solo un nome: è un programma!
    Non sarà certo un caso se ancora nessuno aveva mai “osato”…
    Perché dire “Francesco” significa immediatamente dire tante altre cose:
    Francesco è povertà
    Francesco è gioia
    Francesco è fraternità
    Francesco è servizio
    Francesco è umiltà
    Francesco è pace
    Francesco è semplicità
    Francesco è armonia
    Francesco è Grazia
    Questo è stato Francesco d’Assisi e questo sta ripercorrendo Papa Francesco.
    Fratelli e sorelle… buonasera!

  14. @ Salvatore.
    🙂

    @ Robis
    Cara amica … bastasse il nome!
    Per dovere di cronaca ricordo che l’ottima Divina Provvidenza tra il XII ed il XIII secolo suscitò ben tre grandi Santi … e non a caso :
    – Fancesco d’Assisi
    – Domenico di Guzmàn
    – Giovanni de Matha

    Li trovo tutti e tre … ed i carismi relativi i tre ordini da loro fondati … molto attuali.
    Come vedi … noi uomini vediamo e ricordiamo sempre solo il pezzetto che più ci piace, scordando che un’orchestra ( e tu dovresti saperlo) per esprimere bellezza … è composta da più voci di strumenti assieme … in armonia.

    L’elenco che fai non è esclusivo di S. Francesco!

    A presto
    Janus

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Article by: Paolo

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