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Agnello

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Per due volte Giovanni Battista afferma di non conoscere Gesù. Il più grande profeta di Israele dopo una vita passata a cercare Dio, consumato dal desiderio della sua presenza, vivendo nel deserto nella preghiera e nell’ascesi, ammette candidamente di non avere conosciuto Dio fino a quel momento! È stordito, confuso: si aspettava la venuta di un Messia energico e possente, pronto a fustigare il lassismo e l’inedia del popolo, un Messia pronto a tagliare con l’ascia l’albero improduttivo, un nuovo, focosissimo Elia, ed invece si ritrova Gesù in fila con i penitenti… Lo Spirito lo illumina: Giovanni capisce che Gesù non sferza i peccatori, ma condivide con loro la strada per riportarli all’ovile. Anzi: intuisce che Gesù, come l’agnello ucciso la sera di Pasqua, è disposto a versare il proprio sangue per far uscire Israele dalla propria condizione di schiavitù interiore. Ci vuole tutta la vita per scoprire il vero volto di Dio, ci vuole mansuetudine e intelligenza per restare aperti e disponibili alle continue sorprese che ci riserva lo Spirito. Restiamo vigilanti, senza mai presumere di avere capito chi è Dio.

Category: Parole

One comment

  1. Molte volte l’uomo nasconde se stesso dietro alla presumibile convinzione di non aver conosciuto abbastanza Gesù, dietro alla presumibile certezza di non poter conoscere Dio.
    Questo atteggiamento poteva forse essere riservato ai Discepoli e alla gente di 2000 anni fa, ma a noi, a noi, no, non è concesso. Noi conosciamo la storia, il Vangelo ci dice ogni giorno chi è, davvero, Gesù. E, sinceramente, non credo che fosse la remissività, fatta persona, al peccato e agli uomini; umile, si; gentile, si; pronto all’amore, alla misericordia, al perdono, alla guarigione prima spirituale e poi fisica di quanti hanno glielo hanno chiesto; ma, in molte occasioni, duro e sferzante, forse più di Giovanni: “guai a voi…….” diceva; “Fino a quando resterò ancora con voi? Per quanto tempo dovrò sopportarvi? Portatemi qui il ragazzo. Gesù allora minacciò il demonio: quello uscì dal ragazzo, …” ; “Avete fatto della mia casa un covo di ladri e prostitute”; VOI NON SAPETE DI QUALE SPIRITO SIETE; poiché il Figlio dell’uomo non è venuto per distruggere le anime degli uomini, ma per salvarle; e a Pietro “và dietro a me, satana………..”
    Si, Egli, è l’Agnello di Dio, l’Agnello immolato sulla Croce, in obbedienza e remissione al Padre,, per togliere il peccato del mondo.
    “Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me…….”

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Article by: Paolo

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