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San Halloween martire

HalloweenRientro in casa dalla biblioteca, con mio figlio.

Siamo appena passati a salutare il nonno materno al cimitero, morto quando mia moglie aveva l’età di mio figlio. L’occasione per fare una piccola catechesi sulla morte e sorridere delle tombe di famiglia e sulle casette che lui vorrebbe con garage annesso. Il sole sta tramontando e incrociamo diversi gruppi di bambini più o meno travestiti da streghette e maghetti, accompagnati da un adulto. Stanno facendo il giro del paese con la rituale frase “dolcetto o scherzetto”.

So per certo che nessuno di loro conosce l’origine della stramba festa che ha sostituito la nostra ben più simpatica festa dei santi. E nemmeno i loro genitori. Non sono un talebano su queste cose, semplicemente in casa non vi diamo peso e il risultato è che mio figlio non chiede di partecipare a questo tipo di festa.

Davanti alla porta di casa abbiamo messo il cartello “Halloween? No, grazie” e, ad oggi, nessuno osa suonare. So, però, che i genitori dei ragazzi vicini di casa hanno bollato la nostra famiglia come “asociale”. Me ne vanto.

Domani andremo in montagna a goderci il sole autunnale e i colori emozionanti. Abbiamo comperato i pasticcini per festeggiare il nostro onomastico. La sera andremo a celebrare l’eucarestia gioendo dell’amicizia e dell’esempio dei santi. Domenica, poi, andremo a salutare i miei genitori, in particolare mia madre, scomparsa da poco.

Tutto qui. Senza farne una tragedia o una lotta di civiltà, trovo immensamente più simpatica la gioia dei santi all’irriverenza delle streghette.

Category: IncontriSanti

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9 comments

  1. Sono insegnante di Lettere in una scuola media. Uscita da poco, ho anch’io incontrato per strada stregherette e streghetti vari… A un ragazzino che a fine lezione mi ha augurato “buna festa di Halloween” ho risposto “Grazie, ma
    preferisco buona festa dei Santi”… Avrei voluto dirlo di più, ma, forse, meglio lasciare spazio all’azione…

  2. ..questa sera, anche io sono passata col mio “piccolo” di 9 anni sul cimitero per portare i fiori simbolo di vita e i lumini simbolo della luce che ancora irradia i nostri cuori, di coloro che ci sono vicini in altro modo. Hanno bisogno delle nostre preghiere e noi della loro vicinanza…. era già buio ma Luca non aveva paura…
    “mamma, ma andare alla festa di Hallowen, sarebbe un po’ come prendere in giro il nonno morto vero?”
    un po’ sì… è sminuire tutto quello e tutti quelli che ci hanno preceduti…. e, come dicevi tu Paolo, la nostra eternità incomincia da ora…
    grazie per le tue riflessioni e buona festa di tutti i Santi!

  3. Bellissimo e tenerissimo questo momento che hai condiviso con tuo figlio.
    Non credo ci sia nulla di più importante per un bambino! Fare delle giuste valutazioni su ciò che per gli altri è scontato…permette,secondo me, di elaborare un senso critico e porta a non uniformarsi con superficialità al”sociale”!!!

  4. Vorrei chiedervi alcune cose riguardo a quanto avete scritto. Non tanto per contestare un’opinione o un credo che può essere più o meno religioso ma per avere un dialogo e aprire magari, anche ad altri, spunti di riflessione. Ogni 31 ottobre si crea questa specie di divisione tra Halloween si e no.
    Io che ne conosco il significato vi domando: il festeggiare questa festa non può diventare anche un modo per sdrammatizzare o “rimpicciolire” la paura dei mostri e di ciò che è diverso ai vostri piccoli?
    Non può diventare un momento di intercultura in cui si conosce qualcosa che non ci appartiene? Non può essere un momento educativo sulla morte e sul modo in cui viene celebrata?
    Basandomi su quanto scritto da te Paolo addirittura un cartello con scritto “Halloween, no grazie?” mi sembra un po’ esagerato. Se è vero che tuo figlio non è interessato a questa cosa perchè delimitare i confini tra ciò che è la tua scelta e ciò che è la scelta degli altri? non potrebbe esserci uno scambio di idee sulla porta di casa?
    All’insegnante di lettere vorrei invece dire che originariamente “All Hallows Day” (inglese arcaico da cui deriva ALL SAINTS e con cui si arriva ad Halloween) che avrebbe potuto semplicemente creare un dialogo, con l’alunno o con la classe e fare chiarezza anche qui per dare la libertà di conoscere e di scegliere.
    Sono d’accordo con te Alice invece per quanto riguarda l’elaborare il senso critico.. Penso però che come genitori, insegnanti, “educatori” in senso lato si debba sempre distinguere fra “il ciò che è”, “il ciò che penso io” e “quello che si fa”. Penso che solo così arriveremo in un momento in cui i figli avranno una consapevolezza e una capacità critica tale da portare ad una scelta del bambino stesso.
    vi ringrazio e vi auguro una buona giornata di festa.

    1. D’accordo nel non drammatizzare ma, come ho avuto modo di scrivere sui social, grande rispetto per quello che era la festa alla sua origine e qualche perplessità per quello che è diventata (così come Natale o san Valentino). Non so se abito io in un posto particolare ma tutta questa consapevolezza e senso critico negli adulti miei coetanei non la vedo neanche lontanamente. Fatevi un giro nei locali che stasera fanno festa nelle discoteche: francamente a me sembra l’ennesima americanata importata per vendere. Felice si essere smentito.

      1. Concordo: piu’ che Halloween (ma lo stesso vale per altre ricorrenze ) sembra che si stia festeggiando il dio denaro.

  5. Bellissime le tue riflessioni. Anch’io la penso come te e con mio figlio mi comporto allo stesso modo. Con l’aiuto del Signore li faremo crescere Uomini! Ciao Paolo.

  6. … al primo posto, nel mio tentativo di educare a un pensiero critico, è il proprio il confronto e il dialogo che non è mancato, né mancherà, mi auguro, in seguito… Grazie per la Sua attenzione.

  7. @ ALIS
    Mi spiace amica mia, ma non è proprio come dici … nella radice delle parole permane, vive e si rinnova la verità dei significati. Anche quando questi puzzano di zolfo. Wikipedia non sempre basta.

    @ Paolo
    Io sono un po’ meno “leggero” con questo genere di influssi. Vengo dal paganesimo … e ne conosco bene il lato oscuro, anche se si cela dietro apparenti innocue zucche vuote.

    Come sempre però, temo di più il vuoto delle zucche degli uomini.

    Credo sia importante riflettere sul fatto che il Cattolicesimo, dalle nostre parti, ha perso l’ “esclusiva” delle feste collettive e soprattutto ha perso il monopolio del nostro serbatoio simbolico, origine e proiezione di ogni società.

    Con l’abbrutimento e l’umiliazione della Liturgia, il Cattolicesimo sta tradendo il bisogno di Rito che non si esaurisce neanche nell’uomo moderno ed ha abdicato dall’ essere centro e perno della cultura della nostra società. Stiamo lasciando al Nemico di sempre l’educazione e la lettura dei riferimenti essenziali della morte e della vita.

    Oggi se una maestra parla ai bimbi di “gender” e sodomiti vari viene lodata, se dovesse parlare dell’inferno verrebbe internata …. ed il Sinodo dei vescovi cattolici (?) la lascerebbe pure sola dietro le porte del manicomio.

    Salùt
    Janus

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Article by: Paolo

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