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Come?

Come?
Mi viene da urlare di rabbia, quando ti leggo.
Mi piace ciò che scrivi, è come se descrivessi una torta meringata a una che vive in dieta rigida da decenni.
Come, buon Dio, posso trovare un cammino di conversione che mi dia gioia?
Se, come hai detto, occorre superare una visione superficiale ed opportunista del cristianesimo, come faccio a trovare un cammino in questo delirio di città in cui vivo?
Lavoro tutto il giorno, devo calcolare due ore di viaggio per andare al lavoro e tornare a casa, mi devo occupare dei figli, del mio compagno, della spesa, al sabato faccio tutto ciò che non ho fatto in settimana e la domenica non riesco nemmeno a riposarmi. Mi dici come cavolo si fa?
Forse lo possono fare i monaci e gli eremiti (che invidio), ma io no, non so proprio che fare, non ne ho né il tempo, né la voglia!
(Laura, via mail)

Credo sia possibile, anche se difficile, trovare dei percorsi per conoscere Dio.
La prima cosa da fare, e la stai facendo, è ascoltare l’onda che cresce nel tuo cuore, il disagio che, come già ti dicevo, è segno di un desiderio, di una ricerca, e non va mortificato o rimosso. E qui ci siamo (e brava!), non hai messo da parte il tuo disagio ma hai cercato di dargli un nome e un cognome e hai capito che si trattava di dare un senso definitivo alla tua vita.

La seconda cosa da fare è demolire le tante idee di Dio che ci facciamo: quella del nostro inconscio, quella che ci hanno insegnato al catechismo, quella dell’ultimo editorialista, il Dio politico, quello sociale, quello che credo di conoscere…
Fare tabula rasa, per quanto possibile, di ogni pregiudizio, e metterci in ascolto.

La terza cosa da fare è interrogare la storia e i discepoli, i tanti che, prima di te, hanno veduto e creduto.
Siamo nani sulle spalle di giganti, perciò vediamo così lontano.
Trova un percorso, un tuo percorso, nelle diverse sensibilità di vivere la Chiesa.
Ascolti Radio Maria e ti vengono i nervi? Spegni la radio.
Senti un’intervista di un Vescovo in televisione e ti senti in dissonanza? Sospendi il giudizio.
Vai all’essenziale, se puoi, e l’essenziale è la testimonianza di chi c’era, la testimonianza dei primi discepoli. Prendi un Vangelo e leggi, poco alla volta.
Se non capisci una cosa chiedi. Se continui a non capirla, pazienta.

Se puoi, dedica cinque minuti al giorno al tuo “dentro”, stacca il cellulare, assumi una posizione comoda, prendi il Vangelo, socchiudi gli occhi, libera il pensiero, poi leggi. Cinque minuti al giorno, poi mi dirai.

No, non sei chiamata a vivere in un monastero, né a fare l’eremita.
Conosco diversi monaci ed eremiti e vivono esattamente le stesse fatiche e le stesse domande di senso che viviamo noi due. Hanno qualche possibilità in più, se vogliono, meditando la Parola giorno e notte. Non enfatizzare la loro scelta, rischia di essere una fuga impossibile in cui rifugiarti.
Se il Vangelo non si può vivere nella tua città, facendo il tuo lavoro, con tutte le fragilità di questo tempo disumanizzante, il cristianesimo è morto e sepolto.

Category: Incontri

26 comments

  1. @ Paolo.

    Finalmente, nuovamente … in disaccordo !

    Nella lettera della tipa e nelle tua risposta ci sono molte cose che mi turbano.
    In primis il consiglio così leggero ed un po’ protestante della lettura privata del Vangelo.
    Ma cosa credi che ci possa capire questa Laura ?

    Se Cristo avesse pensato che lo strumento giusto per la conversione dell’uomo fosse un libro … avrebbe scritto un libro!

    Invece non ha scritto alcun libro …. ne ha ispirati certo, ma la sua strategia son stati gli Apostoli, non le librerie 🙂

    Orienterei Laura ad avviare un dialogo con un Sacerdote … e magari a fare si che il “compagno” diventi “Marito” …. così, tanto per iniziare.

    😉

    Janus

  2. Ho imparato a mie spese. Catechista da pochi anni, ora più per il desiderio di parlare di Gesù con ogni ragazzo che voglia impegnare un poco del suo tempo per innamorarsi sempre più di Dio.
    Ho imparato, dicevo, perchè le prime volte mi arrabbiavo con me stesso, le volte che in questi incontri non riuscivo a ”fare” quello che mi ero riproposto, per i miei limiti.
    Poi ho capito che non era quello l’importante. Le nozioni che si trasmettono sulla fede, sulla religione del nostro Dio, sono importanti nel momento che riesco a dire, bene ragazzi, mi chiamo Marco e amo più di ogni cosa Gesù, voglio capire quello che mi vuole dire, sento nel mio cuore che nessuno mi può amare più di Lui e tutto questo non dipende da me e sono pronto a gridarlo. I miei limiti sono spariti, rimane la ricerca, nella buona volontà, di andare controcorrente. Vivere nel mondo, ma non essere del mondo, cioè vivere in Dio e ritrovarlo anche nelle due ore di coda in macchina, o al lavoro con i colleghi, nella pulizia con l’aspirapolvere, nel vicino di casa che bestemmia, nei litigi con mia moglie.
    Anche senza fare cose straordinarie, fermarsi, alzare gli occhi al cielo e gridare, mio Dio!

  3. ho rivissuto nelle parole di Laura la mia esperienza.. e so che Paolo ha suggerito ciò che veramente segna , o può segnare, il cambiamento.
    anni fa un’amica vedendo la mia sete di capire, la mia confusione .. la mia ricerca,… mi diede “Gesù punto zero”: le parole mi aprirono uno spiraglio da cui pian piano si è spalancato il cuore…
    a quel tempo nessun prete mi sembrava credibile… nessun discorso….mi pareva di essere uno studente di terza elementare ad una lezione di quint liceo ( e non osi neppure chiedere spiegazioni ! )
    tutto è iniziato nel silenzio, fra me e Lui, in un lento passeggiare fra Parole e pause …ho anche iniziato l’abitudine a leggere il brano del giorno ed il suo commento, così.. in totale discrezione, la sera prima di dormire.. o al mattino prima di scendere dal letto… spesso non capisco. … ma quelle Parole scendono dentro e pian piano compiono la loro missione !…
    credo proprio che Dio sia stato lì fermo, con le braccia spalancate, la mano aperta aspettando solo che io mi fidassi e mi lasciassi andare !!..
    ..e brava Laura che hai un compagno che diventerà marito quando quel sacramento avrà un valore per te, non per far piacere a parenti, non per convenzione sociale .. si comincia proprio con sincerità, coerenza, umiltà..!!

  4. non è facile!quando ho potuto anche io ho fatto la catechista…ma poi ho dovuto tenere il timone della barca della famiglia…e in questo non abbiamo trovato nessuna comprensione e aiuto.
    Occuparmi dei miei cari,figli e marito edesso genitori in difficoltà,è il campo dove concretizzo amore e carità….leggo ogni giorno il vangelo,prego,e quando affronto dolori e difficoltà le offro per le anime.
    Per quell’amico che ha detto di rivolgersi ad un sacerdote,….beh!un sacerdote non sempre ti dona quello che ci ha donato nei suoi libri il Curtaz…e spesso cerca di coinvolgerti nelle opere di volontariato della parrocchia….a volte anche facendoti sentire in colpa se non lo fai….e l’aiuto alla famiglia?una famiglia che è sventolata,ma che è solo criticata da tutte le parti….e che vive difficoltà economiche,di relazione,di salute….ma che viene lasciata sola….se puoi dare bene..se non puoi dare arrangiati…..come diceva madre Teresa di Calcutta,la prima indicazione su quale strada da fare è proprio dentro la tua famiglia..si inizia da lì…è un nascondimento se vogliamo…ma la più gradita a Dio….ma certamente bisogna coltivare il nostro giardino con la preghiera,sacrifici,e parola…come ha poi suggerito Paolo Curtaz.Vi incontro nella preghiera e nella Comunione….buon cammino a tutti.

  5. Anche io invidio gli eremiti… da ragazza ci ho pensato seriamente, facendo anche una breve esperienza in un monastero… ma poi “il richiamo della foresta” ha avuto il sopravvento… e eccomi felicemente sposata da 28 anni e mamma di due ragazzi di 22 e 24. Ha avuto il sopravvento soprattutto perchè ho pensato alla clausura come una “fuga” da un certo tipo di responsabilità. Ma non ho quasi mai abbandonato (con gli alti e bassi che la vita comporta) la preghiera quotidiana (mi piace tantissimo la liturgia delle ore, sentirmi veramente parte di una comunità spirituale che in tutto il mondo prega così) anche se il più delle volte riesco a farne solo una o due… e sono convinta che una buona fetta del “felicemente” di cui sopra sia dovuta a questo. Certo ancora tanta, tantissima strada da fare per diventare persona al 100%, ma col Padre sopra di me, il Figlio accanto a me e lo Spirito Santo dentro di me… Sempre sia lodato!!!!

  6. Io, non sapevo niente di Dio e delle cosa di Dio… un giorno attraverso una parola ascoltata da un laico… una frase… mi ha fatto riflettere… mi ha interpellato… esigendo una risposta… oggi sono 14 anni che la Parola di Dio mi unisce ad altri in un cammino di fede… mai avrei pensato di mettere Dio al primo posto nella mia vita….

  7. Per la mia esperienza posso dire che ciascuno ha il suo momento speciale, quella situazione, realtà, in cui scatta quella scintilla in cui non c’è impegno che tenga. Trovi la tua strada, che non è la stessa per tutti, per incontrarLo, per conoscerLo. E vai, cerchi, il tempo lo trovi, il mezzo può essere la Parola, un sacerdote, un pellegrinaggio, ciascuno ha il suo momento e la sua modalità…se vuol dire Si e aprire la Porta.

  8. cerchi il tempo x far battere il tuo cuore? certamente no, è lui che ti fa vivere x fare le 1000 cose di ogni giorno; lo stesso è per la preghiera; non è necessario trovare un tempo per pregare e LUI che già vive in noi ; fare bene ciò che c’è da fare è già preghiera – se poi cerchi più intimità, fai come nel matrimonio: per fare bene l’amore si chiude la porta – non complichiamoci troppo la vita, è GESU’ CHE CI AMA SEMPRE PER PRIMO

  9. Tragicomico spaccato !
    Ricordo per chi si fosse sintonizzato da poco che siamo Chiesa Cattolica, Una Santa Romana ed Apostolica … Piaccia o non piaccia …

    Consiglio: fate una elenco di sacerdoti “validi” a cui indirizzare la gente … ma la via passa da li … altro non è dato.

    Diversamente chiamate il Padreterno e ditegli che la sua strategia era sbagliata!
    Alla fine che palle ‘sti Sacerdoti … ma come gli è venuto in mente poi non si sa !!! Sapremo bene gestircela da soli o no ? Sempre con sta storia che c’è il Prete da sentire, la messa , la confessione … e che stufita!!
    Sappiamo leggere anche noi, ohhh !! e siamo mica scemi che non capiamo !!! Insomma molto meglio libretti, opuscoletti, commenti “vari ed eventuali” che ci fanno riflettere … che ci fanno sentire così “spirituali”

    Insomma il Buon Dio ci mandasse due righe … ecco … al massimo un bel video su youtube … qualche nota su facebook … eccheccavolo !

    Senza volermene il Curtaz … la Summa Teologica è decisamente più utile per conoscer Dio … per stessa affermazione di Dio per altro (Bene scripsisti de me, Thoma) … ma io non consiglierei mai la lettura di Tommaso d’Aquino ad uno che cerca la chiave per vivere il Vangelo … mentre l’indirizzo di qualche buon sacerdote si … quello lo dispenso sempre volentieri.

    Saluti
    Janus

  10. Caro amico Janus, cos’è che non va per te nel caro Paolo Curtaz? E’ un Sacerdote anche lui, un Teologo, in più un marito un papà, e da come racconta la Parola, credo che abbia abbastanza esperienza di Dio.
    Non sono il tipo atto alle lusinghe e agli elogi (con i ringraziamenti e gli elogi gli uomini ricevono già la loro ricompensa), ma, sinceramente, ho iniziato a leggere i suoi commenti per caso, anzi, non so come, quando iniziai a leggere i commenti al Vangelo, fui attratto dal suo nome e cominciai proprio da lui; mi piaceva come parlava e scriveva, il suo linguaggio era semplice ma nello stesso efficace, apriva pian piano il cuore alla Conoscenza di Dio. Lo seguivo ogni giorno e lo seguo ancora, e riesce sempre a stupirmi facendomi avvicinare sempre di più a Dio, al Dio di Gesù Cristo, come lui lo chiama.
    Tu cosa ne pensi, per te non è un buon Sacerdote?
    Visto che dispensi volentieri l’indirizzo di qualche buon sacerdote, per favore, lo scrivi qui in forum, affinché possa conoscerne qualcun altro da potere così fare il confronto?
    Tanto per chiarire, non sono protestante, anche se non ho nulla contro questi fratelli nella fede “Chi non è contro di noi, è con noi”; sono Cattolico Cristiano praticante, e anche se la Santa Messa, per me, è il più alto Sacrificio gradito a Dio, non disdegno la preghiera quotidiana continua, quale profumo di incenso che sale a Dio e a Maria Santissima, Madre dell’umanità, così come ha voluto Gesù.

    1. Rafael … ti abbraccerei! Perche’ hai sintetizzato perfettamente in questa risposta cio’ che anch’io avrei voluto dire…
      Grazie e … buon cammino!

    2. Mi spiace per questa inutile polemica. Visto che sono citato esplicito il mio pensiero (cattolico):
      * l’esperienza di fede parte sempre da una testimonianza, da qualcuno che ci parla del Gesù incontrato e raccontato con passione e credibilità
      * la conoscenza del Signore Gesù passa attraverso la lettura e la meditazione della Parola letta “in ecclesia”, cioè accompagnati e sostenuti da chi custodisce il deposito della fede
      * i sacerdoti dovrebbero/potrebbero aiutare ed accompagnare i fratelli nella fede nella comprensione del messaggio evangelico
      QUINDI
      * non esiste una Chiesa divisa in ministeri (cioè, per essere concreti, senza sacerdoti a altri essenziali carismi) e questi hanno una funzione nel corpo ecclesiale. Concretamente non sempre si riesce a trovare un sacerdote che abbia il tempo e la voglia di accompagnare i fedeli. W janus che ne conosce (e ne conosco anch’io, ovviamente)
      * la Parola di Dio è donata a ogni credente. Invitare un cercatore a leggere il Vangelo, Janus, è assolutamente cattolico! Così come fornirgli gli strumenti per la sua comprensione (nel mio piccolo lo faccio da anni, come ben sai)
      * nessuna contrapposizione sterile, allora, ma una visione cattolica, cioè universale, facendo le dovute precisazioni
      * solo per janus: e ci mancherebbe che san Tommaso non sia un immenso e teologo! Ma la teologia non si è fermata dal XII secolo (Tommaso stesso prevede un’evoluzione della comprensione del mistero, non del mistero) e ciò che faccio è esegesi spirituale, non teologia. 🙂

  11. Senza entrare nel merito della teologia o dell’ortodossia, io fondamentalmente non capisco una cosa.
    Quando si frequenta un blog, lo si fa perché vi si trova interesse o certa corrispondenza con le proprie attitudini e i propri pensieri.
    Tanto più chi si espone con le proprie difficoltà o fragilità (spesso molto simili alle nostre), lanciando un grido di aiuto a qualcuno che ritiene possa dargli un pizzico di risposta, un aiuto o un indirizzo, secondo la frequenza che ritiene sia maggiormente compatibile con la propria dimensione ricettiva. Sempre alla luce del Vangelo e in nome dell’Amore.
    Se a me non stessero bene i contenuti del blog di Tizio, frequenterei qualcun altro. E’ un po’ come entrare in casa altrui, sebbene la porta sia sempre aperta, accomodarsi nel suo salotto già impegnato da altri amici e contestargli la qualità del tè che sta servendo…
    Credo sia anche una questione di rispetto verso chi, lanciato il proprio sos, rischia, così, di uscirne più confuso e stordito dalle polemiche tra terzi piuttosto che confortato da qualche possibile raggio di sole cercato nel posto che più gli gradiva.

    Grazie di tutto Paolo.

  12. @ Paolo

    Caro amico, mi spiace, ma quanto scrivi è molto fumoso … non ti seguo su questa via.

    Il Blog è tuo e non mi permetto di fare polemica diretta, ma giri intorno ai concetti, non aiutando il discernimento di chi legge.
    Discernimento che, vista la confusione di quanto viene mediamente scritto, sarebbe quanto mai utile e necessario!

    Ti ho conosciuto come studioso scrupoloso ed in realtà, al di là della freschezza delle parole, come uomo di salda Dottrina.

    Spero di ritrovarti in futuro ancora così …. non sempre compiacere il proprio pubblico ci conserva sulla giusta via.

    A presto.
    Janus

  13. Io e mia moglie abbiamo avuto un cammino particolare. Posso dire che è già una grazia quella di avere avuto lo stesso cammino nello stesso tempo.
    Mai completamente lontano dalla Chiesa, ma non eravamo dei cercatori di Dio, vivevamo un cristianesimo all’acqua di rose.
    Un viaggio a Medugorje, il primo di una serie è stato la chiave di volta.
    Non sappiamo cosa sia successo, fatto sta che al ritorno ci siamo ritrovati diversi difronte a Gesù.
    Pregavamo col desiderio vivo di farlo e la messa è da allora attesa e desiderata. Ci siamo messi a disposizione per la comunità del nostro paese,
    ed è nata anche un piccolo gruppo di preghiera.
    Nel nostro paese, c’è un parroco molto anziano che oltre alla messa quotidiana, non riesce a organizzare altro. Il parroco del resto, permette, ma non appoggia più di tanto il gruppo di preghiera, che è lasciato solo alla guida di noi laici. Io e mia moglie, sentiamo molte volte lamentele di persone, in più genitori di ragazzi che vorrebbero qualcosa di più per il paese. Ci siamo chiesti tante volte se con l’arrivo di un sacerdote più giovane le cose potessero cambiare, e ci siamo risposti che se noi laici per primi non ci diamo una mossa nel fare il possibile nella nostra comunità, se noi stessi per primi non ci organizziamo e non andiamo alla ricerca di quel parroco o di quella persona che ti spiega la Parola nel modo a te più utile, per una tua crescita personale, che poi potrai portare in comunità, ma aspetti che tutto ti cada dal cielo, le cosa non potranno cambiare.
    Per cui, io penso che sia utile un parroco o altro studioso che ti spiega la parola, ma anche laici che si impegnano con le loro forze per il bene della chiesa.

  14. Penso che l’esperienza di Marco e sua moglie possa essere considerata un vero miracolo ricevuto a Medugorje! Che Dio entri nella nostra vita, che ne facciamo esperienza e lo portiamo agli altri nel servizio, nella comunità, penso sia un dono dello Spirito e non possiamo che ringraziare il Signore per questo. Forse anche il sacerdote anziano è una grazia…piuttosto che uno giovane, attivo ed entusiasta, ma incoerente e ambiguo, come purtroppo ce ne sono…

  15. Io ho l’impressione che ci sia un’ idea di Chiesa un pò stereotipato, non si tiene conto che chi segue veramente le parole del Vangelo e vive cristianamente condivide la stessa vita di Cristo, e quindi: abbraccia la Croce, anche quella che si trova nella quotidianità di ogni esistenza. Ce lo ha detto Lui:” Chi lascia il padre e la madre…non riceva già al presente cento volte tanto…INSIEME A PERSECUZIONI e nel futuro la VITA ETERNA”. Quindi non ci prospetta un cammino “spianato”, le difficoltà ce ne sono e ce ne saranno tante anche per tutti i monaci/e eremiti che vivono continuamente una vita di conversione, perchè, come diceva Enzo Bianchi, il monaco va a fondo nella spiritualità, nello studio, nella conoscenza e nella preghiera ma anche TOCCA IL FONDO, ossia, viene a scontrarsi con la propria creaturalità. L’ “energia interiore” che ci permette di sopportare le varie prove sta, secondo me, nella misura in cui siamo disposti ad accogliere la Parola di Dio e concretizzarla nella nostra vita, disposti anche a sopportare grandi sacrifici. I mezzi ci sono stati consegnati: una vita sacramentale seria è garanzia per le nostre anime. E’ vero, a volte e tanto, tanto difficile, però mi sento di dare un semplice consiglio: guardiamoci intorno, ci sono anime sante (sacerdoti, religiosi/e, laici) che hanno il dono della direzione spirituale. Io, in un momento molto critico della mia esistenza, ho avuto la grazia di incontrare un sacerdote (che tra l’altro mi stava anche un pò antipatico) che mi ha aiutato a intraprendere un cammino serio spirituale. Io ho un lavoro, la famiglia, gli amici e vi devo dire che anche il mio amore per tutte queste creature è diverso perchè nasce dal desiderio di unirle al Signore e di fargli condividere la serenità che ti permette di affrontare la vita.

  16. Io ho l’impressione che ci sia un’ idea di Chiesa un pò stereotipato, non si tiene conto che chi segue veramente le parole del Vangelo e vive cristianamente condivide la stessa vita di Cristo, e quindi: abbraccia la Croce, anche quella che si trova nella quotidianità di ogni esistenza. Ce lo ha detto Lui:” Chi lascia il padre e la madre…non riceva già al presente cento volte tanto…INSIEME A PERSECUZIONI e nel futuro la VITA ETERNA”. Quindi non ci prospetta un cammino “spianato”, le difficoltà ce ne sono e ce ne saranno tante anche per tutti i monaci/e eremiti che vivono continuamente una vita di conversione, perchè, come diceva Enzo Bianchi, il monaco va a fondo nella spiritualità, nello studio, nella conoscenza e nella preghiera ma anche TOCCA IL FONDO, ossia, viene a scontrarsi con la propria creaturalità. L’ “energia interiore” che ci permette di sopportare le varie prove sta, secondo me, nella misura in cui siamo disposti ad accogliere la Parola di Dio e concretizzarla nella nostra vita, disposti anche a sopportare grandi sacrifici. I mezzi ci sono stati consegnati: una vita sacramentale seria è garanzia per le nostre anime. E’ vero, a volte e tanto, tanto difficile, però mi sento di dare un semplice consiglio: guardiamoci intorno, ci sono anime sante (sacerdoti, religiosi/e, laici) che hanno il dono della direzione spirituale. Io, in un momento molto critico della mia esistenza, ho avuto la grazia di incontrare un sacerdote (che tra l’altro mi stava anche un pò antipatico) che mi ha aiutato a intraprendere un cammino serio spirituale. Io ho un lavoro, la famiglia, gli amici e vi devo dire che anche il mio amore per tutte queste creature è diverso perchè nasce dal desiderio di unirle al Signore e di fargli condividere la serenità che ti permette di affrontare la vita.

  17. Come ti capisco, caro Paolo, anche il mio desiderio più grande è di unire tutti coloro che amo al Signore, affinché possano ritrovare la vera pace e la vera serenità. Non sempre però è così, anzi, quasi sempre, la mia è una lotta dura, una lotta ad armi impari contro lo spirito del male che vuole impossessarsi delle loro anime, dei loro cuori, della loro mente.
    L’ho già detto e lo ribadisco: “il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente, va in giro cercando chi divorare, resistetegli saldi nella Fede” – Pt 5

  18. Ciao, sono frequentatrice del blog, ma scrivo raramente. Mi sono rivista nella lettera di Laura e ho sentito che devo dare la mia testimonianza: anch’io ho sempre lavorato lontano da casa, ho quattro figli e un marito; non so come, ma ho sempre avuto nel cuore il desiderio di Dio, come te, Laura, e mi sono lasciata guidare da Lui, approfitto del viaggio e leggo con lo smartphone la Parola di Dio del giorno con relativi commenti di sacerdoti e di Paolo Curtaz sul sito “la chiesa. It”, riesco anche a pregare le Lodi, sono sempre andata a messa la domenica e se ci riesco ad andarci di settimana lo considero un grande dono; tutto questo mi ha fatto crescere nella fede e nella conoscenza di Lui, ho conosciuto anche la meravigliosa realtà della ‘fraternita francescana di Betania” una comunità che vive di Dio, per Dio e per portare Dio agli altri. Lui ci guida, noi dobbiamo solo consegnargli la nostra vita, al resto ci pensa Lui. Un’altra cosa, ho un marito meraviglioso, ma anche questo e’ solo merito del Signore, che con il suo Spirito ha soffiato forte nel nostro matrimonio, Lui solo poteva riuscire a farci superare grandi crisi, ma la grazia del sacramento e’ stata essenziale. Ti abbraccio e ti auguro un felice cammino incontro al Signore.

  19. “Come”……………… Io credo facendo di Cristo il cuore del mondo………così che il nostro fare non sia solo un operare frenetico svuotato della sua Centralità, ma che quella Centralità stessa divenga x noi motivo del nostro operare. Allora l’Incontro non si riduce più nello spazio di cinque minuti di preghiera, ma si rinnova in ogni momento della nostra quotidianità……….

  20. Dalla mia esperienza: l’essere cercatori, mai giunti ma sempre in cammino, significa scoprire che tutto è infinitamente più semplice, ma che senza trovare un tempo giornaliero di
    lettura, preghiera, silenzio, senza saper ascoltare la brezza leggera di Elia, non si riesce a dare spazio al mistero.
    Questo è possibile, anche con i figli (ne ho 3), il lavoro, città difficili da vivere. E spesso anche con sacerdoti e messe di basso profilo (parlo sempre per esperienza diretta). Vangelo sine glossa.

  21. Vangelo sine glossa, per se stessi non basta; bisogna agire secondo il Vangelo, si, ma la cosa più importante è insegnare agli altri a mettere in pratica la Parola di Dio, bisogna essere Cercatori, Testimoni Veri (non solo con le parole) e, nello stesso tempo Profeti. Il Profeta è colui che dopo essersi messo alla presenza di Dio ed aver ascoltato la Sua Parola, si fa portatore di Voce, anche a costo della vita (terrena naturalmente), perché “Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?”. – Dal Vangelo di San Marco – cap. 8.
    Nell’inizio della Sua predicazione Gesù ha detto: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo.” – dal Vangelo di San Marco – cap. 1

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Article by: Paolo

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