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L’incomodo

Scusa se ti scrivo ma ho bisogno di un consiglio. Abbiamo appena saputo di aspettare un terzo figlio e siamo spiazzati. Non ce lo aspettavamo, non è il momento, era proprio fuori dai nostri orizzonti. Siamo entrambi credenti e ci fidiamo di Dio e della vita ma devo essere sincera: dentro di me tutto grida di no. Non ho le forze mentali per affrontare una nuova gravidanza, per tirare su un altro figlio. Scusa ancora lo sfogo, ti leggo da anni, speravo tu mi dicessi qualcosa.

Ricevo ogni giorno molte mail.
Questa, stamani, mi ha scosso.
Ho pregato poi ho aspettato a rispondere. La splendida giornata di sole, dopo giorni di freddo e pioggia, mi mettono di buonumore e certamente saliremo in montagna a fare due passi.

Prima di uscire mi accingo a rispondere.

Carissima, ti capisco. Ho solo un figlio ma ci sono dei momenti in cui non ce la faccio più e, nonostante tutte le migliori intenzioni, vorrei spegnere l’interruttore. Un terzo figlio a quarant’anni è una bella sfida, significa, fra le altre cose, sapere che non ci sarà più riposo, né tempo per voi.
Ti confido però un segreto: anch’io sono un terzo figlio concepito per sbaglio.
Mia madre lo raccontava alle sue amiche per poi aggiungere, alla fine, che ero stato la sua consolazione. Allora non esisteva internet e non credo che abbia chiesto consiglio a nessuno. Ha piegato la testa ed è andata avanti, come stai per fare tu.
Eppure se oggi tu gioisci delle cose che scrivo, se in qualche modo Dio ti suggerisce delle prospettive attraverso le mie riflessioni, è grazie a quel “sì” dei miei così faticoso. Quel “sì” che state per dire, tu e tuo marito, forse darà alla luce colui che scoprirà la cura contro il cancro o forse, più semplicemente, darà alla luce qualcuno che saprà amare poiché amato. Lascia fare a Dio e alla sua migliore creazione, la vita. Un abbraccio

Viva gli incomodi.

Category: Incontri

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33 comments

  1. Cara amica, ho avuto la quarta figlia a quarantatrè anni, spronata dall’esempio che ci dà da sempre una coppia molto vicina a noi. Lei, all’età di 44 anni, aspetta con gioia, mista a trepidazione, ovvio, il suo ottavo figlio. Non è una coppia benestante, non abitano una casa gigantesca, ma il loro cuore, e la loro fiducia in Dio, sono enormi…pur nelle mille difficoltà quotidiane, supportati dagli amici, hanno scelto con gioia di rinnovare il loro sì. Il loro penultimo figlio, Paolo, concepito in un momento difficile di salute del padre, l’hanno definito “la loro carezza di Dio”. Di fronte a certi esempi mi sento piccola piccola, una “poppante” della fede, ma prego in cuor mio che mio marito ed io riusciamo a crescere nell’unica cosa davvero importante, da cui “sgorga” tutto il resto, e cioè credere che tutto concorra al bene di coloro che amano Dio. Insieme a Lui, divisi con Lui, i pesi da portare si fanno più leggeri , e te lo dice una che , ogni tanto, darebbe chissà cosa per mezza giornata di silenzio! Ti abbraccio, anzi, vi abbraccio!!!

  2. Tesoro, tu sei preziosa ai Suoi occhi e altrettanto lo è il figlio che vive dentro di te. Fermati. Rifletti. Il tuo cuore di persona ti suggerisce che continuerai a vivere la gioia piena solo se la tua vita sarà piena. Ora …il cuoricino del tuo bambino risponde :Grazie mamma e papà per aver aperto il vostro cuore all’Amore perché io voglio vivere nonostante le vostre fragilità.

  3. Cara amica… a 40 anni ho vissuto il tuo stesso “dramma” e gli stessi angosciosi interrogativi.
    In quel momento uscivo da una pesante crisi coniugale e quella gravidanza in quel momento era proprio improponibile….
    Tra l’altro iniziata sotto pessimi auspici, perdite, dolori e difficoltà di ogni genere. Mio marito non voleva. Mia suocera meno che mai. I miei familiari provavano in tutti i modi a farmi passare l’idea che se si fosse conclusa subito sarebbe stato meglio… L’unico appiglio è stata mia madre alla fine. Nella sua malattia terminale di quei mesi mi ha aperto gli occhi…
    Pure io, sono stata terza ed ultima figlia concepita per sbaglio. Figlia che è rimasta con papà e mamma fino all’ultimo loro momento.
    Ho guardato dentro di me. Ed ho sentito battere il cuore di mia figlia. Era la vigilia di Natale del 2006. Ero sicura che non sarei arrivata alla fine di quella gravidanza. Ho detto tra me e me a quel cuoricino che batteva che insieme potevamo farcela: lui ed io, io e lui.
    Ad agosto del 2007 è nata mia figlia. Sana e forte grazie a Dio.
    E benedico il momento in cui ho aperto il cuore a quel progetto di Dio su di me e sulla mia famiglia. Questa figlia è stata la mia ancora di salvezza. La forza per tirarmi fuori piano piano dai baratri in cui mi stavo lasciando scivolare… Più di tutti è stato l’appiglio forte per riprendermi dalla morte di mia madre sei mesi dopo la sua nascita.
    Apri il tuo cuore amica cara, e fidati di Dio… Se ti fidi di Lui compirà meraviglie nella tua vita.
    Spero che queste mie parole ti siano di aiuto. Un sincero e fraterno abbraccio amica cara.
    Coraggio. Ed auguri per questa nuova vita che batte vicino al tuo cuore.

  4. Non so il tuo nome, ma mi tocca il tuo sfogo, misto a a speranza dalla tua, dalla vostra fede in Dio. Sarà durissima, ti capisco. Ho due figli autistici, di 22 e 20 anni. Sono un paio di anni che respiriamo un po’. Mio marito insiste da anni che vuole un bimbo in affido familiare. Io non ne volevo sapere, ora, a quasi 50 anni, mi sono convinta. Mi dico che sarà un suicidio,ma ho visto tanti di quei miracoli con i miei due “omoni”, che penso che sarà Lui a guidarci. Sarà comunque durissima, concediamoci di lamentarci un po’, e di avere legittima paura. Con vicinanza e affetto

  5. Cara amica,ero qui indeciso se scrivere e raccontare anche la mia meravigliosa esperienza,quando il mio bambino di 5 anni si è’ avvicinato e mi ha detto: papa’ mi piace tanto la nostra bella famiglia. Voi siete affezionati al vostro piccolo?Che saresti tu? Ho risposto io. Si . Ha risposto mio figlio. E poi abbiamo continuato a parlare e scherzare. E’ stato un momento di grande tenerezza. Mi è’ sembrato un bellissimo segno; e così’ ti scrivo.. Dopo due bellissime ragazze, che avevano allora 16 e 14 anni, mia moglie aspettava un bambino. Lo spaesamento, alla conferma della notizia,normale e ovvio, e’ durato un minuto. Siamo usciti io, mia moglie e le ragazze per una passeggiata e dopo pochi minuti lo abbiamo raccontato anche alle figlie. Tutti abbiamo accettato con gioia l’arrivo assolutamente inaspettato. Cosi’ per tutta la famiglia e’ iniziata una meravigliosa avventura. Ringraziando il Signore la gravidanza e’ andata benissimo.. E’ nato Michelino che ha portato una gioia enorme nella nostra casa; una gioia di cui noi genitori e figlie godiamo tutti i giorni.. E che veramente fa passare in secondo piano quelle piccole rinunzie a cui un bimbo piccolo ti costringe. La casa con i bimbi piccoli e’ la casa abitata in ogni momento dalla felicità’ e dalla grazia del Signore.le nostre nonne dicevano che i figli rappresentano abbondanza..io è mia moglie ti confermiamo che la sua venuta ha portato nella nostra casa tanti doni bellissimi.Accogli con amore e fiducia totale questo dono.. Un abbraccio da noi cinque.

  6. Cara, ormai e lì, con te, ha bisogno di te. Non puoi abbandonarlo/a. Non puoi rinunciare alla dolcezza del suo sorriso e alla meraviglia di vederlo/a crescere. Sicuramente non sarà una passeggiata, ma l’amore da un’energia che non ha limiti e con intelligenza e coraggio le soluzioni si trovano per fare posto anche lui/lei.
    Anche a noi è capitato. Non ti nascondo la fatica, ma neppure le gioie.
    Ora ha 17 anni e non so come faremmo se lui non ci fosse.
    Dai coraggio, una nuova vita porta con se l’energia della primavera.
    Un abbraccio forte, e facci sapere.

  7. Ti capisco. Ho pianto tre giorni quando ho saputo di attendere il terzo. Ho rifiutato per mesi quella gravidanza, fuori tempo, fuori luogo. Poi é nato, ha aperto gli occhi e mi ha guardato. E ce l’abbiamo fatta. Ma la chiave di tutto è stato mio marito, terrorizzato e spaventato quanto me. Eravamo in due. Se siete in due, se vi date forza a vicenda, potete farcela.

  8. Ero piena di gioia (un po’ meno mio marito) quando, a 40 anni, mi sono accorta di aspettare il terzo figlio. Solo pochi giorni di quell’immensità poi, non l’ho più sentito, non sentivo più la vita dentro di me. Il ginecologo mi disse: “è morto”!
    Non puoi immaginare, cara amica, la tristezza e la sofferenza che ho provato, in quel momento, e ancora oggi, nell’udire quell’annuncio…….
    Ora, io dico a te: una nuova vita è la vita; è una rinascita per te e per la tua famiglia, non perderti questa opportunità; a quarant’anni sei ancora giovane, e hai ancora molte energie per poter crescere un figlio; un figlio che prima di essere tuo è di Dio. Pensa, oggi ci sono molte donne che a quarant’anni partoriscono per la prima volta…..E tu ormai sei una veterana. Non permettere che qualcuno debba annunciarti: “E’ finita, non c’è più”!
    Io, piango solo al pensiero.
    Salmo 127:
    Beato chi teme il Signore
    e cammina nelle sue vie.
    Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
    sarai felice e avrai ogni bene.
    La tua sposa come vite feconda
    nell’intimità della tua casa;
    i tuoi figli come virgulti d’ulivo
    intorno alla tua mensa.
    Ecco com’è benedetto
    l’uomo che teme il Signore.
    Ti benedica il Signore da Sion.
    Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
    tutti i giorni della tua vita!
    Possa tu vedere i figli dei tuoi figli!
    Pace su Israele!
    Shalom, michaela.

  9. Ciao… Non sono ancora mamma, ma sono una quarta figlia, (la quarta femmina per giunta 😉 ), un errore, il frutto di una settimana bianca. Le mie sorelle sono tutte vicine di età, mentre io sono arrivata a 14 anni dalla prima e 9 dall’ultima. Ho sempre avuto il terrore di sapere che la mia presenza non fosse stata così gradita come volevano farmi credere e questo perché un giorno, non vista, ho sentito mia mamma che diceva che nessuno si aspettava il mio arrivo, che lei, quando ha saputo di essere incinta, non ha fatto che piangere e chiedersi come avrebbe fatto a ricominciare tutto a 36 anni…. (E nel 1976 restare incinta a 36 anni non era così “normale”…) Non ho atteso di sentire il resto e sono scappata nella mia camera, convinta che nessuno mi volesse bene davvero, ma che fossero tutti stati “costretti” a volermene…
    Tempo dopo ho trovato il coraggio di chiederle se mi voleva bene anche se ero arrivata a sconvolgere i suoi/loro piani familiari…
    Mia mamma, con una dolcezza infinita, mi ha detto che lo sconforto è stato solo iniziale, per la paura di non sapere come affrontare le inevitabili difficoltà, ma vivendo anche il tutto con il conforto di papà, e come un dono da accogliere. Ha poi proseguito dicendomi ciò che io non avevo sentito (poiché ero scappata in camera), ossia che per lei e papà non c e stato giorno in cui non hanno ringraziato per la mia nascita, per la gioia che ho portato con il mio carattere allegro, per il mio costringerli a rimanere sempre giovani e al passo coi tempo….hanno apprezzato il potermi coccolare di più e dedicarsi a me con più pazienza, consapevolezza e tranquillità rispetto alle altre figlie….facendo loro stessi (e permettendomi) molte più cose…
    E per me è stato altrettanto un dono nascere in una famiglia così numerosa! Riesco a star loro vicina con più tenerezza proprio perché li ho “vissuti di più”….
    Accogli questo bimbo e vedrai che saprà darti una gioia diversa….un sorriso profondo, del cuore..,una serenità che ora ti pare impossibile poter tornare ad avere….
    I miei migliori auguri per tutto!
    Ilaria

  10. …dentro di me tutto grida no…
    Carissima, ieri nella predica, a Messa, il sacerdote ha detto:
    “Quando pensiamo di conoscere il progetto di Dio su di noi, vuol dire che lo abbiamo rimpicciolito a nostra misura… quando ci supera, ci invita ad andare oltre, quando non è più il nostro, allora è quello di Dio …”
    Tornata a casa ho letto la tua lettera e queste parole mi sono ritornate in mente, pensandole anche per te…
    Non sono solo parole… io sono la quarta ed ultima figlia della mia famiglia. Mia madre non era contenta di aspettare un altro figlio, aveva 41 anni quando mi ha partorita, ma aveva anche l’amore e il sostegno di suo marito.
    Mi sono sposata giovanissima con un ragazzo che era l’ottavo figlio, il sesto vivente, di una famiglia semplice, decorosa, povera di soldi, ma ricca di amore e di buoni principi… e solo io, la minore, la piccolina li ho resi nonni.
    La ruota gira ,ora siamo anche noi dei nonni… una figlia ha quattro figli, tre naturali ed una adottata, hanno 14, 12, 10 e 2 anni … molti faticano a capire perché dopo tre figli propri si faccia una domanda di adozione… è l’amore che si espande e non si può spiegare…
    Ci sono tanti altri problemi che non sto ad elencarti, ma l’amore della famiglia scalda sempre il cuore e rende più forti.
    “L’altro con le sue esigenze mi aiuta a discernere le mie responsabilità”
    ( papa Giovanni XXIII, santo)
    Un forte abbraccio da una mamma e nonna

  11. ciao cara, non ho avuto l’avventura di diventare mamma ma ho conosciuto molte donne nel momento della scelta. Nessuna di quelle che hanno fatto una scelta di morte si e’ mai più ripresa. Nessuna di quelle che hanno scelto la vita si e’ mai più pentita. Un abbraccio virtuale

  12. …. Mamma mia !! … e meno male che si dicono credenti e si fidano di Dio … pensa se non lo fossero !!!

    ….. tutto il discorso non regge ed onestamente mi lascia un po’ disgustato … ma siamo veramente arrivati al punto di far passare per eroismo il rinunciare ad ammazzare un bimbo in grembo?

    E’ a questo orizzonte umano che siamo giunti ?

    … Ma la responsabilità degli atti ? La vocazione all’accoglienza della famiglia ? Tutta sta pippa della Chiesa domestica si riduce ad un:
    “visto che bravi che siamo … oooh, è stata dura, ma mica lo abbiamo ammazzato!”

    Ma di cosa stiamo parlando ?
    Ammazzare un bimbo è diventato un vezzo? una possibilità ?
    Evitarlo è un atto di coraggio ?

    L’aborto è diventato un dato culturale che si è insinuato nel profondo delle coscienze … delle menti … e diviene una possibilità contemplabile anche per chi si dice Cattolico !!!

    La società guerriera per eccellenza, Sparta, aveva il Taigete … almeno però concedevano dignità al bimbo facendolo nascere … guardandolo fisso negli occhi, sentendolo piangere e vedendolo contorcersi prima di gettarlo nel vuoto.
    Sapevano di uccidere una persona, non gli negavano la dignità che si deve ad un essere umano …. dopo 4000 anni … ci nascondiamo dietro mortifere filosofie di egoismi personali : tanto son solo poche cellule … che vuoi che sia … ammazzarlo è un diritto !!

    Anche tutta sta fatica nel crescere figli … nel fare famiglie … io la trovo motivata da un impoverimento della persona, da un indebolimento generale degli individui, da un incipiente egoismo … più che da dati reali e concreti di difficoltà.

    Abbiamo supermercati che traboccano di ogni cosa, mangiamo pomodori 365 giorni anno, meloni, kiwi … non c’è più stagione che vincola le possibilità di alimentazione, non c’è carestia, non ci sono più malattie endemiche, non conosciamo più le pandemie …. abbiamo ospedalizzato nascita e morte … abbiamo frigoriferi, congelatori, forni in ogni casa ….
    … abbiamo televisori ultrapiatti da 50 pollici in tutte le stanze, due cellulari a testa più un computer più un tablet ….
    Affamiamo ed inquiniamo 2/3 dell’umanità per questo splendido stile di vita democratico-liberal-occidentale …. ma non abbiamo più la forza di fare famiglie e di fare figli !!

    Abbiamo tutto qui da noi …. ma non abbiamo più l’umanità di accogliere la notizia di un bambino per ciò che è … un dono di gioia, un atto d’amore di Dio …

    Sono veramente basito sia dallo spunto, che dalle testimonianze.

    Janus

    1. “…speravo tu mi dicessi qualcosa.”
      la lettera finisce con questa frase. Non la sottovaluterei.
      Non ho scritto prima, ma il post mi ha colpito particolarmente perchè proprio in questi giorni ho vissuto la stessa cosa che ha vissuto la donna che ha scritto.
      Anche io le stesse paure, la stessa ansia, che ho ritrovato nelle testimonianze che si sono assecondate…
      Non ci ho trovato quello che tu dici. Dov’è il sentirsi eroi a non uccidere un bimbo? Dove hai letto il pensiero che contemplava l’aborto?
      Non mi pare…forse la non troppa fiducia in Lui si, quello me lo sono chiesta, per quanto mi riguarda: “ora vediamo se mi fido veramente di Te!” , mentre ero frastornata da tutto un mare di sensazioni, paure…
      Quello che mi ha aiutata è stato parlarne con il mio parroco. Sentire il suo abbraccio, sentire di non essere sola, sentire parole di conforto, di incoraggiamento, di infinita dolcezza e tenerezza nei confronti della vita che forse stava nascendo dentro di me.
      Per questo ho scritto all’inizio di non sottovalutare quella frase.
      “speravo tu mi dicessi qualcosa”
      E’ una richiesta di aiuto, di sostegno, incoraggiamento.
      Non ho mai contemplato l’idea di un aborto. Non credo che l’abbia fatto questa donna.
      Semplicemente a volte ci si può sentire talmente fragili, deboli, senza la forza che la vita richiede.
      Hai ragione, se mi dico cristiana dovrei fidarmi di Lui. Chiedere a Lui la forza che non ho. Rimboccarmi le maniche e lasciare che la Sua forza aiuti la mia carenza…
      Perdona la mia fragilità, la mia incoerenza.
      Ricorda però che spesso serve più un abbraccio che una condanna per dissolvere la paura.
      Con me ha funzionato, e sono sicura che anche lei aveva solo bisogno di un incoraggiamento…

  13. ahi, ahi, caro Janus, sei veramente basito? O sei un giovane uomo presuntuoso che non sa ascoltare le vibrazioni più intime dell’animo umano, soprattutto di quello femminile, visto che 9 testimonianze su 10 sono di donne?
    Quanto tu scrivi nel tuo intervento è vero sostanzialmente, può anche essere condivisibile tutto o in parte, ma nulla è ovvio, nulla puoi dare per scontato.
    Le famiglie non sono fatte con lo stampino, le forze psichiche ed economiche delle persone non sono superficialità, la fede è un cammino non la perfezione e un ideale già raggiunti.
    Chi scrive qui non ha mai nominato la parola aborto… perché?
    tutte le persone che sono intervenute hanno lasciato trapelare lo sgomento
    di fronte a certe circostanze della vita non previste…tutte incoscienti?
    Tutte inconsapevoli delle conseguenze dei loro atti?
    Oppure persone che volevano condividere un momento della loro vita o un cammino tortuoso, non scontato, non ovvio, per arrivare alla decisione giusta!
    A che ci serve sapere che tu sei perfetto, non hai dubbi e tentennamenti nella vita, puoi giudicare tutto e tutti e comportarti come un rullo compressore?
    Io spero di non incontrare mai una persona così in un Centro di Aiuto alla Vita, in un confessionale, in uno studio medico… neanche al bar: le persone che sanno già tutto hanno un basso indice di gradimento!

    1. Intervengo solo per onore alla verità: conosco la coppia che mi ha scritto e mai, certamente, ha pensato anche solo lontanamente di abortire. Non scherziamo. Ciò detto la vita ci mette davanti a delle scelte. Il senso del post, di incoraggiamento era dato dal fatto che io, che sono un terzo incomodo, non sarei esistito quindi affidiamoci sempre alla logica di Dio.

  14. @ Carola.
    Cara amica, essere popolare è proprio l’ultimo dei miei pensieri.

    Nessuno ha parlato di aborto … ma tutti ci hanno pensato … compresa l’amica di Paolo !!!

    Diversamente sai … ed è questione di logica ed intelligenza elementari … non si capisce quale oscuro tormento l’affligga … e quali parole di conforto cerchi … quali scelte gravi e grevi stia meditando di evitare …

    Se non contemplasse altra scelta che avere il bimbo … ED ALTRA SCELTA PER UN CATTOLICO NON ESISTE! …non si capisce di cosa si stia parlando … e quel “SI” iterato che il buon Paolo ha ripetuto ben due volte … è il “Si” ad averlo …

    Poi se fa piacere foderarsi le orecchie di miele … vi lascio il giochino.

    Ma da cattolici la prima cosa che occorre dire è che “dentro di me tutto grida di no” … è voce del cornuto … Cristo è Vita ed ogni pensiero od azione che rinnega la Vita è farina del Demonio.

    Da adulti occorre anche dirle che “Non ho le forze mentali per affrontare una nuova gravidanza, per tirare su un altro figlio” … sono pippe. Se ne ha cresciuti due, sa crescere pure il terzo. Smetterla di commiserarsi e piangersi addosso … è un buon inizio … affrontare con serenità tutte le conseguenze, anche le maggiori fatiche materiali o le nuove ristrettezze economiche … è il passo successivo …

    Occorre infine dirsi pure, tutti noi … che fare due figli è un pareggio con la natura … tre figli sono il minimo sindacale per un bilancio attivo … le virtù eroiche cominciano da 5 figli in su …

    Per una coppia di sposi cattolici avere figli deve essere una cosa naturale ed auspicata … non un inciampo!

    Se ad una coppia cattolica occorre dedicare fiumi di parole melense in occasione della notizia di un figlio … a quelle coppie che si trovano con bimbi malati o disabili … cosa occorre dedicare? Ecco se devo conservare un po’ di energie per aiutare qualcuno… le conservo per aiutare chi ha veramente bisogno.

    In ultimo volevo rassicurarti … incontrare gente come me è praticamente impossibile … stai serena.

    Vi saluto
    Janus

    1. Se posso fare un obiezione a janus, pur condividendo pienamente il pensiero, è sul contesto che viviamo. da lì possiamo evangelizzarci ed evangelizzare. E il contesto che viviamo, anche tra noi cattolici è fortemente adeguato al mondo, e tutto grida verso un andarci piano verso una nuova vita. Soprattutto dal secondo in avanti, tutto intorno ci applaude che già abbiamo fatto molto. Del resto è pur vero che tale contesto è anche il contesto che ci racconta la Bibbia già col faraone e gli egiziani… far fuori i primogeniti maschi degli ebrei, o ricordo male? E solo la disubbedienza delle levatrici salva Mosè dalle acque! Anche oggi non avremo l’ordine di far fuori i primogeniti, ma comunque tutto intorno ti comunica la preoccupazione verso una nuova vita. E la cultura è anche un po’ la nostra pelle, per quanto cerchiamo di non farci incantare dalle sirene più forti, tutti un po’ ci caschiamo (altrimenti perché ci avrebbe dato il perdono?), prima di farci il callo e riuscire a seguire la dritta via. E dunque se non partiamo dalla constatazione della realtà, come facciamo a dare un tocco di vangelo al mondo che ci circonda. Certo poi le energie vanno per quelli che si trovano a vivere drammi (che nella logica di Dio sono comunque per la vita), ma credo che si vada a cerchi concentrici, un po’ come il sasso nell’acqua che lo lanci e fa diverse onde concentriche intorno a se, da vicino, amplifica e allarga l’orizzonte. No? E poi a tutti sta a scoprire, anche se per ognuno in modo specifico (dunque non è detto che tutti debbano avere 5 figli o più per essere bollati come bravi cattolici), che la vita è un cammino d’amore, e il termine di un cammino d’amore ce l’ha indicato Gesù Cristo: piedi e mani trafitte, un cuore squarciato!

      1. @ Francesco.
        Caro amico, permettimi una precisazione:
        Non ho mai detto che occorre avere tanti figli per essere Cattolici! Ci mancherebbe, ognuno faccia come crede, come può.
        Ho solamente evidenziato un mero dato aritmetico: se due individui generano meno di due figli … quella specie è designata all’estinzione … se ne fanno due … sostituiscono se stessi, la specie si conserva, ma non cresce … oltre i due figli … quella specie ha possibilità di crescere ed espandersi. Dicevo quindi che dal mio punto di vista, le virtù eroiche cominciano ben oltre i tre figli 🙂
        Il discorso ha anche una valenza non solo teorica, ma pratica, economica e demografica … parlando di Italia ed Europa …. nel senso che il futuro lo detiene il gruppo culturale che saprà più degli altri affermare la propria presenza numerica . E noi siamo in arretramento.
        Nelle zone del mondo dove i cattolici fanno più figli degli altri … la Chiesa è invece in espansione … guarda un po’! Per le riflessioni economiche, invito a leggere anche alcuni spunti di Gotti Tedeschi che mette in correlazione lo sviluppo economico con la crescita demografica.

        Credo infine, come te, che il problema, qui da noi, oggi, sia drammaticamente culturale ed antropologico … e credo anche che la Chiesa e gran parte del Magistero non siano immuni da colpe … ma sarebbe un discorso molto articolato da affrontare per tramite del blog del Curtaz 🙂

        A presto,
        Janus

  15. Cara amica
    vorrei che la mia esperienza possa aiutarti.Io e mia moglie abbiamo tre figli e ricordo che quando seppi che lei aspettava il terzo mi sentii tremare le gambe.Uscivamo da un periodo difficile e la precedente gravidanza si era interrotta a cinque mesi con grande sofferenza per mia moglie.
    Oggi posso dirti che l’ultimo figlio,Francesco,è una gioia immensa.Ogni figlio porta con se tanti problemi da risolvere ma anche tante ricompense mai pensate prima.Ogni figlio è diverso dagli altri ma forse è proprio questo che arricchisce di più la nostra vita in esperienze,emozioni e crescite continue.
    E’ proprio vero che la diversita’ è ricchezza anche se parliamo di figli.
    Un incoraggiamento il mio anche al tuo compagno visto che noi mariti siamo spesso i più duri e contrari a nuovi figli.

  16. mi unisco nella testimonianza, anche se dal punto di vista maschile, e pur sapendo che quella di Paolo è una “provocazione”. Pur partendo dall’idea di famiglia numerosa, superati i 40 e con maschio e femmina, cominciavo ad intravedere, con “sano realismo”, e dunque contro la “logica di Dio”, le difficoltà di allargar famiglia, legate a considerazioni del tipo: mi stanno a casa sino a 30 anni, e io avrò 70 anni, e mi toccherà ancora tirare la carretta, ce la potrò fare? Aggiungi un anno difficile con la moglie, per una vicenda di un furto in auto, tra cui il mazzo di chiavi di casa, cosa che ha irrigidito la mia consorte. E, appunto preso da queste considerazioni, che peraltro ti senti ripetere un po’ dal mondo che ti circonda, mi sono andato adeguando a tale leit motiv (che è quello, se ben ci pensiamo, del faraone e degli egiziani…). Complice un capodanno in Assisi dalle suore, la riconciliazione con la moglie, la scoperta di essere in attesa del terzo (qui lo posso dire, tanto il più grande ha 8 anni, ancora ci passerà un po’ di tempo prima che lo legga: anche io sono terzo e dunque un po’ ho il debole per il terzo figlio, mi ci rivedo un po’, mi capisco meglio…). E, poi mentre per i primi tre siamo stati alla “giusta” distanza: 2 anni e 10 mesi l’uno dall’altro, intorno a Pasqua – meditavo di cambiare auto per una un po’ più grande, ma non perché mi doveva servire il posto in più, giusto così… – e invece ai 6 mesi del terzogenito, la scoperta di essere di nuovo in attesa. Io credo a causa del troppo ascolto lassù in cielo dei piccoli: la femmina infatti per circa un mese è andata chiedendo: il fratellino adesso è nato, ma la mia sorellina quando nasce? E la cosa un po’ ha convinto la madre (me mica tanto…. ma gli uomini non sono molto attenti, al più fuggono…) e dunque questa nuova attesa che spiazza, mette in crisi, perché un po’ in contropiede. Perdipiù la scoperta che è un altro maschio (allora mi sa che l’angioletto che ha ascoltato la richiesta della femmina era sordo, o lassù non ascoltano così tanto i bambini come dice Gesù nel Vangelo, o forse una provocazione “burlona” di Dio per “costringerci” magari a ritentare, visto che lui è il Dio della vita, sprona ad aprirsi alla vita. Oggi il più piccolino a 18 mesi e veramente, pur spiazzati, è lo stupore, la gioia autentica che fa da padrona. E anche il fatto che nel terzo mi ci vedo ancora meglio, visto che anche io ho la “fortuna” di avere un quarto fratello che ha la stessa differenza di età tra i due nostri, e mi pare anche un carattere abbastanza volitivo (come mio fratello) e un po prepotente (del resto essendo il più piccolo, con davanti gli altri, deve emergere). Ecco davvero rispetto a 4 anni fa, quando quarantenne, mi vedevo in quei discorsi di “logica pur umana, ma oggi definisco di strette vedute”, un po’ sorrido, e lodo Dio per avermi dato occasione di scoprire e vivere sulla mia pelle una logica diversa, di aver trovato la strada (almeno per il mio modo di essere), la capacità di sapersi meglio abbandonare alla provvidenza, che sempre ha una soluzione impensata, migliore e a distanza di tempo più efficace di quella che andavi disegnando, pur nella preghiera, ma rimanendo troppo fissato nella mera concretezza… Oggi un po’ ci pensiamo ad allargarci ancora, soprattutto nel desiderio della seconda femmina, ma certo già così, seppur gioioso, non è facile. Però se a Dio piace, come lui vorrà, penso che ci abbandoneremo ancora alla sua volontà. Ecco mi preme sottolineare che ecco ognuno ha la sua strada di fiducia in Dio, dunque più di ieri, oggi mi sento molto vicino tanto a chi ha una famiglia numerosa, tanto a chi ha due, un figlio, perché è comunque un’avventura comune quella di essere genitori, e quando incontro comunque che ti comunicano quella fiducia in Dio, mi vien sempre alla mente, che vi sono diversità di carismi, ma uno solo è lo spirito. Cioè vi sono tanti modi del manifestarsi di Dio e ognuno ha quello che gli serve per manifestarlo. Purché appunto vi sia quella fiducia generosa, senza calcoli, allora si vede!

    1. Grazie, Francesco, per questa splendida e autentica testimonianza!

      Ehhh… voi Franceschi la sapete lunga sulla Provvidenza…

      1. Già….la Provvidenza………
        Genesi 22 :”Sul monte il Signore provvede”
        I miei nonni paterni hanno avuto 16 figli, e quando chiesi a mio padre come hanno fatto a crescere tanti figli lui mi rispose: “amando essi stessi e facendo amare ai fratelli il più piccolo”. Per cui gli uni si prendevano cura degli altri.
        Questa, a parer mio, è famiglia; questo è eroismo!
        I miei nonni materni, invece, hanno avuto 4 figli, ma la loro, a quei tempi, non era una famiglia numerosa…

  17. Coppia di credenti che vi fidate di Dio perchè chiedete alle creature di dirvi qualcosa anzichè chiederlo al Creatore?
    E se lo aveta già fatto, non vi ha forse soddisfatto?
    Comunque una intelligente creatura come Eduardo diceva in una sua nota opera teatrale che “ha da passà a nuttata”.
    Ecco, anche questa vostra nuttata passerà

  18. Janus, il tuoi post del 5 maggio è veramente presuntuoso .
    Ti invito a rispettare le posizioni – e soprattutto i dubbi – altrui. Ma che ragionamento è: i cattolici certe cose non le pensano??? I cattolici sono persone normali, hanno dubbi, stanchezze, fatiche e fragilità. beato te che non ne hai, secondo me è brutto segno. Alla ragazza che cercava da Paolo un sostegno, un conforto, secondo te, avremmo dovuto rispondere “ma che cattolica sei, non scocciarci più con questi dubbi” ?
    Ma che cattolico sei tu…

    1. @ Stefano
      Sei un chiaro esempio di involuzione relativista del pensiero.
      Ed ahimè credo tu sia anche perfetto prototipo del cattolico moderno …

      A) Il rispetto va dato alle posizioni che uno reputa meritino d’essere rispettate … Distribuire rispetto a destra e manca, equivale a non aver rispetto per nulla e nessuno, in realtà.

      B) I cattolici alcuni schemi di pensiero non dovrebbero averli … quando ne sono vittime … dimostrano d’essere più figli del mondo che non di Cristo.

      C) La “normalizzazione” del cattolico e del Cattolicesimo la lascio a te … io coltivo l’eccezionalità di quel messaggio … la forza prorompente e rivoluzionaria che ha trasformato imperi, confini, uomini e storia …
      So che oggi è di moda il sentirsi uguali a tutti gli altri e ridurre il Cattolicesimo ad una delle tante normali possibili vie di pensiero o spiritualità … ma, come detto, lascio ad altri questa lettura …

      D) Leggo e seguo Curtaz da anni … lo stimo come studioso, come uomo ed in gran parte come autore, ma dubito che Curtaz possa aver risposte a tutto !! Non cerco le parole di conforto degli uomini … i miei dubbi, stanchezze, fatiche e fragilità … li porto davanti a Dio … non mi sono mai trovato male !!!

      E) L’apice del decadimento intellettuale dovuto all’influsso relativista lo raggiungi nell’ultimo periodo:
      “La Donna”, sposa e già madre di due figli … , sul modello di comunicazione pietista adottato da tutti i servi della sovversione per far passare le peggiori aggressioni all’Ordine Naturale posto da Dio, diventa “La Ragazza” !!! Diabete iperglicemico !!

      In aggiunta, la confusione del pensiero, ingenera, come naturale riflesso, la confusione dei piani e del linguaggio :
      – Curtaz ha già risposto alla “ragazza” … la paventata risposta di quel “noi” impersonale … non solo è pleonastica, ma non richiesta.
      Lo scambio epistolare di Paolo con questa donna … come sempre nelle condivisioni che ci offre … si sarebbe dovuto tradurre in una riflessione sulla famiglia, sulla genitorialità … da cattolici oggi … non nella solita spataffiata di esperienze personali da terapia di gruppo.

      F) Io non so che cattolico sono … di sicuro un cattolico che sempre più spesso si sente a disagio in mezzo ai cattolici di oggi … ed ai segretari generali delle Conferenza Episcopali alla monsignor Nunzio Galantino.

      Salùt
      Janus

  19. Ciao Janus, ma tu sei sposato? Quanti figli hai? Come vivi la tua famiglia?
    Parlami di cose concrete!
    Cosa significa il brano di S.Paolo: “Portate i pesi gli uni degli altri, sopportatevi pazientemente”, secondo te?
    O meglio il comandamento di Gesù: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi” “Siate perfetti, come è perfetto il Padre mio”?
    Grazie per la tua risposta.

    1. @ Marida

      Cara amica, mi spiace, ma si sono sposato e con prole a carico 🙂
      Devi volgere altrove il tuo sguardo … io sono già impegnato 🙂

      Per quanto riguarda le letture … che dire, non sono un Sacerdote e per mia abitudine NON cito mai il Vangelo … men che meno lo interpreto …o lo spiego … cerco di viverlo … come posso, come riesco.

      Posso dirti che con la mia sposa, la via sacramentale del matrimonio , l’abbiamo interpretata innanzitutto come vocazione all’ accoglienza ed al servizio alla Vita … da qui il resto è solo conseguenza.

      Ti saluto.
      Janus

  20. Janus Janus, ammettilo: tu questo Papa Francesco non lo sopporti proprio… La sua intervista a Civiltà cattolica secondo me l’hai condannata aspramente.
    Concetti come Comunione, apertura, umiltà tu li riservi solo ai “puri e duri”, ai “primi della classe” tanto citati da Paolo. Io sono l’ultimo dei Cattolici, pieno di dubbi, errori, invidie, e spero che il Signore sia tanto grande da perdonarmi, apprezzando quegli sforzi positivi che ogni tanto (sicuramente poco) riesco a fare.
    Mi domando cosa tu possa trovare in Paolo Curtaz, non vedo punti di contatto tra voi. Oppure – e ne sarei felice – questo è proprio il segnale che, sotto sotto, stai provando a studiare anche chi non la pensa come te.
    Che ne pensi di Frollo de “Il Gobbo di Notredame”?
    Ciao

    1. Mi permetto di richiamare tutti alla correttezza dello scambio di opinione. Questo non è un ring. Janus esprime con libertà il suo pensiero sempre rispettoso, evitiamo dietrologie o ironia, per cortesia. Questo mio blog non è molto attivo, lo frequento anch’io una o due volte al settimana ma ci tengo che resti un approdo sereno, grazie a tutti. 🙂

    2. @ Stefano

      Caro amico, il Papa è il Papa … non deve essere ne simpatico , ne piacione , ne piacere necessariamente … non è una rock star od un personaggio dello spettacolo … il Papa è il Papa.

      Io non ci penso minimamente a condannare il Vicario di Cristo in terra … ma ti sembra ??!!??

      Semplicemente mi occupo di comunicazione … e per forma mentis sono incline ad occuparmi delle strutture del linguaggio … rilevo quindi che la strategia di comunicazione che ha intrapreso il Vaticano nell’ultimo periodo nasconde molti rischi … ma questo è un altro discorso.

      Per il resto … io non conosco “duri e puri” …. mi spiace, ho altre frequentazioni 🙂 … ed i miei amici son tutti ripetenti !!

      Grazie a Dio ho invece conosciuto “uomini e donne santi” … mi conforta sapere che ci sono , che esistono e che è uno stato di grazia reale.

      Chi la pensa diversamente … mi interessa sempre più di chi la pensa come me … stare allo specchio onestamente un po’ mi stufa.

      Di Hugo preferisco Novantatrè … perché parla un po’, mutatis mutandis, della mia gioventù anch’essa vandeana …

      Frollo … è un antieroe … ai miei occhi di gran lunga migliore di Phoebus ed alla fine più vittima che carnefice.

      Ti saluto
      Janus

  21. ci vengo poco anche io qui adesso, e capisco Janus che ha il coraggio di dire forte sempre quello che crede, e servirebbero molti come lui in giro. e capisco le donne e gli uomini che hanno espresso il loro sentire. capisco meno la mancanza di rispetto. per tutti. non per il pensiero di tutti, forse… ma per le persone, si’, per tutte.

  22. A proposito di madri di figli. Paolo Curtaz ci ha chiesto di pregare, poco fa, oggi 24 maggio 2014, ecco che vi riporto le sue parole:
    “Cari amici, vi chiedo una preghiera. Questo pomeriggio mia madre ha messo fine alle sue sofferenze che si trascinavano da mesi. Lo ha fatto con garbo, e il Signore le ha (ci ha) donato la grazia di colmare di piccoli segnali di luce questa partenza.”
    e sia luce per sempre! amen.

  23. E sia Luce per sempre! Caro Paolo, per lei, per te, per i tuoi cari.
    Sicuramente il Signore accoglierà tra le sue braccia la tua cara mamma, altrimenti non avrebbe accompagnato la sua partenza con i segnali di Luce.
    Il Signore ha voluto affidarla alla Beata Vergine Ausiliatrice, alla nostra mamma del Cielo.
    Prega per lei, Santa Madre di Dio, rendila degna delle promesse di Cristo!
    Sono lontana fisicamente, ma spiritualmente ti sono vicina e ti abbraccio. federica.

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Article by: Paolo

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