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Derive

Oggi è san Valentino. Ieri sera, a Verona, ho tenuto un incontro sulla visione dell’amore di coppia nella Bibbia, invitato dalla Provincia che, giustamente, cerca di cavalcare la mitologia di Giulietta e Romeo per portare qualche coppia innamorata in città. Incontro intenso e bello, come per me è stupendo incontrare i miei lettori che mi caricano e mi motivano. La città è piena di luminarie e palloncini a forma di cuore. Un po’ troppo zuccherosa la cosa, ma ci sta.

Oggi il parlamento belga ha approvato, a maggioranza schiacciante e a furor di popolo, una legge che permette l’eutanasia per i minorenni, cioè per i bambini. Basta che siano consapevoli della fine cui vanno incontro e che siano malati terminali. A spingere verso questa legge sedici pediatri valloni e fiamminghi hanno precedentemente pubblicato un dotto commento sui quotidiani Soir e Morgen in cui certificavano – manuali di medicina e psichiatria alla mano – che “in casi di morte prossima, i minori sviluppano velocemente un forte livello di maturità, fino a diventare spesso in grado di riflettere” (sic)!

Nel frattempo, leggo una volta arrivato a casa, il ministro della sanità olandese Edith Schippers ha informato il Parlamento e noi che, nel 2013, 42 olandesi che soffrivano di patologie psichiatriche non terminali sono stati messi a morte. Erano 14 nel 2012. Un aumento del trecentoventi per cento. Ribadisco: non terminali. E, a partire da quest’anno, i medici potranno togliere la vita ai neonati nati con gravi malformazioni, circa trecento all’anno. L’idea dominante di alleviare la sofferenza a persone ammalate o disabili sta, di fatto, diventando un programma di selezione di razza. Un innominabile imbianchino austriaco starà sorridendo.

In Italia, ovviamente, si parla di Letta e di Renzi.

Tornando a casa, in auto, sento due commenti. Uno, molto dotto, di un docente di etica di non so quale università che plaude alla scelta di civiltà del Belgio.
L’altro, unica luce in questa tetrissima giornata, di una dottoressa di oncologia pediatrica che dice, irritata ogni oltre misura e ferita, che in vent’anni di professione non ha mai visto, e ribadisce mai, un bambino ammalato e sofferente chiedere la morte. Chiede compagnia, affetto, tenerezza, ma mai la morte.

Dio abbia pietà di noi.

Category: Pensieri

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12 comments

  1. …so che non è un argomento “facile” ma credo che ormai,per l’uomo, sia tutto lecito e possibile.Ci sentiamo autorizzati a gestire oltre che le nostre vite,anche quelle degli altri… semplicemente allo scopo di “fare del bene”.Credo che manchi il timore di Dio, il rispetto anche per quel che non riusciamo a comprendere, a concepire, a sopportare … ma che pure rientra nella nostra natura umana: la sofferenza e il dolore! Se abbiamo un briciolo di fede…”grande quanto un granello di senape”… riconosciamo la Sua presenza e la Sua forza nella nostra debolezza!

  2. Questa legge, approvata dal parlamento belga, mi ha fatto davvero sussultare. Poi, riflettendo con più pacatezza, ho pensato ai cristiani del primo secolo, così come sono descritti nel famoso brano della Didaché: “I cristiani non si distinguono dagli altri… non praticano uno stile di vita particolare, ecc. “. Ma, qui è il punto che mi interessa: “si sposano come tutti e generano figli ma non abbandonano la loro prole”, facendo supporre che gli altri invece li abbandonavano. Allora se tutti coloro che si professano cristiani vivessero in un certo modo e contagiassero altri con il loro amore per la vita, non per la sofferenza, non dovremmo temere le leggi inique. La testimonianza cristiana è la nostra crociata. E penso che vinceremo la battaglia.

  3. Nadia, condivido il tuo commento, in toto e aggiungo: per chi offende e si fa beffe dei piccoli, c’è la condanna di Gesù: una pietra da mulino (mio padre aveva il mulino con queste pietre possenti) al collo e nel profondo del mare.
    Troppi cristiani sono al rimorchio della “modernità” di morte e incapaci di scendere in piazza per il rispetto dei bambini, ragazzi, deboli… E anche la società italiana sconterà questi delitti. Ciao, Dionisio

  4. Ricordo bene una notte di luglio di tanti anni fa, in cui osai pregare ponendo a Dio un ultimatum: o fai smettere di soffrire così la mia bimba oppure la faccio smettere io con queste mie mani e non dire che non mi capisci….Soltanto chi c’è passato può capire. E’ vero, Lucia non chiese mai la morte, ma fui io a parlargliene e lei si tranquillizzò quando le promisi che, se la malattia avesse vinto, l’avrei presa ed appoggiata direttamente sulla manona di Dio. Così abbiamo fatto, perchè Lui ci ha fatto sentire la sua presenza ogni giorno ed ogni notte da quella notte. Questo manca soprattutto al nostro mondo, la fiducia in Lui che è lì accanto, a dare senso ad ogni avvenimento. Ciao, Teresa.

    1. cara Mariateresa non so pensare una sofferenza più grande di quella di vedere soffrire un figlio e poi perderlo. Io prego ogni giorno perchè non mi succeda di vivere un momento così difficile. Non mi permetto di giudicare nessuno però non vorrei sostituirmi a Dio, e nemmeno perdere la speranza e la fiducia nel Suo amore, perciò non mi piace quella legge e vorrei che le persone si unissero affinchè questa legge non venga mai attuata su nessuno, sopratutto sui bambini. un abbraccio Carmen

    2. Cara Mariateresa, grazie per la tua testimonianza e grazie a Gesù che da la forza a tanti figli di Dio di manifestare (ancor oggi) il suo grande amore per l’umanità. Sono certa che la forza della preghiera fiduciosa a Dio sia un grande aiuto per tutti noi ma soprattutto per chi soffre la malattia, la povertà, l’ingiustizia, la guerra e la mancanza d’amore.
      Ciao, Carla

  5. Semplicemente agghiacciante, da brividi! E questa sarebbe la civiltà del 2000? Povrri noi e che Dio ci aiuti e abbia pietà di noi!

  6. Non riesco neppure ad immaginare che dei bambini possano chiedere di morire, e non oso pensare all’eutanasia. La víta, qualunque essa sia é un dono e sopratutto non é

  7. nostra é di Dio e a Dio dobbiamo renderer conto. Possiamo chiedere a Dio di alleviare le sofferenze di in malato terminale e chiedere la morte, ma la decisione finale é la Sua. É Dio che taglia i fili, altrimenti si rischia di dover completate, dopo, una sofferenza mai compiuta, e šára’ peggio.

  8. Chiedo scusa per la citazione inesatta del brano che ho postato. Il brano è tratto dalla lettera A Diogneto non dalla Didaché.

  9. Ciao Paolo,
    é davvero una cosa mostruosa dare la morte a persone soltanto perchè sono malati terminali o disabili.
    Dio abbia pietà.

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Article by: Paolo

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