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Cani barboni

Ho sempre pensato che ogni autentica esperienza umana sia un’opportunità per incontrare Dio, per scoprire in noi l’inspiegabile porzione di assoluto che ci abita. Ogni autentica gioia umana, quindi, e lo dico alla fine di una incredibile giornata settembrina, si impone come un interrogativo di senso alla vita..
Ma, certo, occorre essere guidati dal piacere al bene, dal bene alla luce. E oggi mancano maestri che insegnino, testimoni che, senza mortificare l’umano, senza fuggire l’incarnazione, ci diano un alfabeto per leggere dentro le nostre vicende le tracce di Dio.

In queste settimane sto leggendo e preparando le riflessioni per il ritiro per coppie di metà ottobre, riprendendo in mano l’impegnativo Cantico dei Cantici. Riflettendo sull’esperienza dell’amore, dell’innamoramento, cerco di trarre luce e ispirazione dalla Parola di Dio.
Ma, anche, di trovare tracce dei semina verbi nella parole degli uomini.
Immaginatevi con quanto stupore e gioia ho accolto l’intuizione di uno che non si può certo accusare di essere bigotto: Nietzsche. Ecco una sua affermazione che esplicita il mio pensiero: ogni piacere aspira all’eternità.

E, carico da quaranta, ho anche incontrato l’irriverente e caustico Céline che afferma: l’amore è l’infinito messo alla portata dei cani barboni.
Grandiosi.

Category: Pensieri

10 comments

  1. Si, Paolo, condivido: ogni giorno, nella quotidianità, viviamo incontri ed esperienze che possono diventare occasione di ncontro con Dio, se lo scegliamo, ovviamente! in quanto da lassù ci amano a tal punto da lasciarci, Loro, sempre LIBERI di scegliere come comportarci, come leggere la realtà.
    Mancano testimoni, è vero
    mancano “guide”, STRA- VERO
    quindi da poveri esseri umani ci si sente spesso impotenti e persi
    in una società mediamente ipocrita, materialista, cattiva, egoista..eternamente in corsa verso….il “potere” nelle sue mille sfaccettature…
    siamo sempre liberi di scegliere con quali occhi guardare la realtà di ogni giorno, Anton Vanlingt “Sei Tu a scegliere quale senso dare alle cose dell’universo”..
    nonostante tutto ringrazio Dio di aiutarmi, mettendo sulla strada le persone giuste al momento giusto,
    dando prove, a volte terribili…
    che tolgono forze ed energie preziose…
    ma che, se scegliamo la Croce, anche “piegati”, anche lì, nel “Getsemani”
    sanno restituirci “occhi nuovi”
    per poter vedere la Loro presenza anche nelle piccole cose e piccoli avvenimenti di ogni giorno
    spero di essere stata chiara! resto a disposizione
    Simona

  2. L’aggiunta del cane non mi ispira molto. Meglio lasciare solo “barboni” che calza di più a noi, turisti a volte senza meta in questo mondo, ai senza fissa dimora che potrebbero sentirsi offesi se paragonati ai cani, ecc ecc.
    E poi mi ricorda le bestemmie, le offese a Dio.. no, no, lasciamo perdere Paolo ; )

      1. …mmm…a me non piace l’accostamento di ‘cani barboni’ ai ragazzi della foto…lo trovo moralistico… Se i giovani si comportano così non è certo colpa loro… Se ho sbagliato a capire chiedo scusa.

        1. Ovviamente non c’è nessun accostamento fra titolo e immagine, che richiama l’innamoramento ed è molto tenera. E, come già detto (ma siete tutti animalisti sfegatati?) “cani barboni” lo usa Cèline. Noi oggi avremmo detto “cani randagi” e rende bene l’idea.

  3. Ritorniamo ognuno al Signore secondo il nostro tempo e le domande si rischiarano anche se non ricevono risposte ma ricevono tanto amore di colui che è venuto a cercare il peccatore ed è disposto a perdonare se lo vuole per essere anche lui salvato. Tale perdono offre una medicina e se volgiamo una tregua davanti all’impeto della comunità virtuosa che poco perdona e le eccezioni sono solo da escludere perche sono una conferma alla regola che non si ravvedranno mai.

  4. In effetti il termine rende a pieno l’idea , piu’ volte mi sono sentito dentro randagio, cane , gatto che sia ma cmq perso ,fuori dai Suoi pascoli , senza un appiglio saldo dove aggrapparmi , sordo e cieco alla Sua parola e presenza , a volte nella direzione sbagliata ma non posso smettere di cercarLo.

  5. Ciao, carissimo Paolo. Da anni ti seguo su Liturgia.it. Ti sono spiritualmente e umanamente vicina, per la tua trasparenza e il tuo coraggio. Abito da anni ad Anzio, ma sono nata e vissuta a Milano fino al 1997. Ho un ricordo tenero e bellissimo di anni fa, mentre scendevo sul sentiero laterale dall’Acropoli di Atene, dopo averla visitata: era quasi il tramonto, una calda serata di settembre e vidi un anziano prete ortodosso, con una borsa di plastica della spesa, seguito da una dimessa signora, la moglie, che camminavano con quieta semplicità. Mi dispiace tanto che soltanto nella chiesa orientale vi sia la possibilità che i sacerdoti possano sposarsi. Da ragazza, a Milano, ho conosciuto direttamente il Card. Giovanni Montini. Ed ero amica, fin da ragazza, dì Mons. Giuseppe Colombo, che era stato Preside della Facoltà Teologica dell’Italia del Nord: ho visto che tu hai frequentato quella Facoltà. Ti aggiungo soltanto che nel 1992, e successivamente altre tre volte, sono stata all’isola di Patmos, dove San Giovanni ricevette la ‘Rivelazione-Apocalisse’. Ti stimo molto. Che il Cristo e sua Madre ti confortino e illuminino sempre. Un ideale abbraccio.

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Article by: Paolo

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