Ultimi articoli inseriti Elia
Ultimi articoli inseriti Capricci
Ultimi articoli inseriti Battaglie
Ultimi articoli inseriti Venite a me
Ultimi articoli inseriti Pecore perdute

In viaggio

Fuori è ancora buio e piove. Tanto. Voglio tornare a casa e superare la tangenziale di Milano prima che sia intasata: l’idea è quella di arrivare in tempo per portare Jak a scuola. L’ultimo mese è stato davvero difficile, per lui, febbri improvvise e violente, nulla di grave, ma eventi che capitano sempre quando il suo papà  è in giro ad evangelizzare. L’ultima volta sabato sera: ho lasciato le coppie che erano con me ad Albino e sono corso a casa. L’indomani, prodigi della tecnica, ho fatto l’ultima meditazione da casa, via Skype. Salendo, quella sera, piuttosto turbato, mi sono confrontato col mio datore di lavoro: se vuole che io continui a fare l’evangelizzatore free lance deve cortesemente darmi una mano, sennò schiatto. La risposta ieri, mentre ero di nuovo in viaggio, quando sono stato contattato da Radio Vaticana per un’intervista sulla sobrietà nelle prime comunioni.

Ieri sera è andata molto bene, come spesso accade in questi ultimi tempi: i libri, internet, le conferenze, i viaggi… tutto mi dimostra il desiderio delle persone di tornare all’essenziale, di incontrare Lui.  La pioggia è battente e nel tratto che mi porta da Bergamo a Milano c’è già molta gente. Cerco di cacciare il sonno e di stare in campana, guardando le luci rosse degli stop di chi mi precede per lasciare uno spazio per la frenata. Brucia ancora l’urto con un tir di un mese fa, di ritorno da una conferenza, fermi in tangenziale, un duro colpo al portafoglio e alla voglia di guidare. Ma si sa, abitare ai confini dell’Impero ha molti vantaggi e qualche svantaggio, quello di essere, appunto, ai confini. Ascolto i vari notiziari, viaggiando: lo spred, Sarkò, il calcio, Ruby… Prevale un senso di angoscia, di notizie da fine del mondo. Anch’io, come tutti, fatico a galleggiare e mi sconforta l’idea di vedere il mio futuro dipendere dalla follia del mercato. Come se non le avessimo fatte noi, quelle regole, come se fosse tutto invitabile.

Ora la pioggia toglie la visibilità, mentre albeggia, ma vedo la barriera di Milano: ancora non c’è la coda, bene. Mentre viaggio in tangenziale cambio stazione radio e mi godo un attimo di classica, alzando il volume. La stanchezza e le tante auto che con me stanno viaggiando mi allargano la mente. Eccoci, tutti in strada, sono le sei e mezza del mattino. Dieci, cento, mille auto, e camion, e furgoncini. Tutti a lavorare, tutti a cercare di sbarcare il lunario. Storie a migliaia e vite e speranze e dolori e gioie.

Sonno che svapora negli abitacoli, mentre, all’orizzonte, uno squarcio nelle nubi annuncia un miglioramento, forse. Prego, facendo dell’abitacolo una cappella. Vedo nell’auto che mi supera Giuseppe che va al lavoro e nel furgoncino che supero il Nazareno che guida. No, non sono allucinazioni, è la logica dell’incarnazione che fa del quotidiano il tempio. Eccolo qui il risorto, a camminare con noi sulle strade Emmaus o la A4 fa lo stesso. Eccolo, presente nel presente, nel quotidiano. Questo Dio che sa, che conosce, che incoraggia.

La pioggia smette, anche se il tempo è grigio. Entro nelle “mie” montagne, la neve è scesa ai mille metri. Telefono alla nonna dicendole di svegliare mio figlio, lo porto a scuola per le 8,30.

Category: Pensieri

Tags:

32 comments

  1. Coraggio, Paolo! Il Signore è al tuo fianco…tu dicevi sempre che anche se sembra che dorma, è dentro la barca, cioè accanto a te e non fuori e allora avanti, anche se costa ma…..e credo lo dicessi anche tu…tutto quello che vale, costa e poi la Parola non può essere incatenata! Anch’io stasera tutto avrei fatto, fuorchè tenere il gruppo biblico in parrocchia….non mi sento al meglio dopo la botta di lunedi e invece….Dai, allora, non demordere! Spero che a Jak sia passato tutto…Auguroni!

  2. Grazie Paolo,
    perche’ sei ancora per strada.
    (pericolosa strada)
    esposto al sonno
    al rischio
    nelle strade di tutti di ogni giorno
    fra tir furgoni macchine e storie e colpi e urti di precarieta’
    e pioggia
    ma con Gesu’ in mezzo a noi!
    mentre i nostri figli dormono dopo le febbri
    (febbri che arrivano sempre nei momenti che Dio sa perche’…)
    mentre i nostri figli ci crescono in braccio
    (in sapienza e intelligenza e grazia di Dio)
    affidiamo il nostro e il loro futuro al Padre di tutti i viventi
    (e cosa altro ci resta da fare?! )

    Padre che sa di cosa abbiamo bisogno
    e che ci dara’ cio’ che ci serve, se vuole, anche mentre dormiamo,
    proprio come noi tentiamo di darlo ai nostri figli che dormono mentre noi guidiamo
    sotto le nostre tempeste di pioggia.

    Padre che sa di cosa abbiamo bisogno
    gia’ prima che iniziamo a pregare ma forse aspetta che iniziamo a farlo
    con fede con forza e speranza e fiducia…
    e per questo io chiedo a tutti di iniziare a pregare
    (con fede con forza speranza e fiducia):

    preghiamo allora Paolo il tuo nostro datore di vita/e/lavoro che si prenda cura di noi mentre noi cerchiamo e portiamo per prima cosa il suo Regno alla prossima curva al prossimo incrocio al prossimo semaforo alla prossima persona conosciuta incontrata salutata incrociata intravista per caso attraverso ogni vicolo e strada transitabile che ogni uomo possa mai percorrere nei suoi mondi possibili.
    (mondi fatti di si’ e di no – dei suoi/nostri si’ e dei suoi/nostri no di uomini)

    Ma continui a volere Dio che ovunque ci possa essere qualcuno che porta e annuncia il vangelo, perche’ Gesu’ e’ gia’ li’ ad aspettare colui che si lascia guidare dal suo Spirito mentre dice “Padre Nostro, sia gloria a te, venga il tuo regno la tua volonta’ dacci oggi tutto quello di cui sai che abbiamo bisogno e donaci di perdonare come tu ci perdoni, e liberaci dal male dentro e fuori di noi.”
    amen

    —————————————

    ho molte altre cose da dire e un post di questo tipo lascia scossi e commossi e pensierosi… magari le dico dopo, magari.

  3. Le difficoltà di Paolo, sono le difficoltà di molti e sono difficoltà che queste persone devono superare tutti i santi giorni e non una volta ogni tanto.

    Paolo non credo voglia indicare a sé stesso ed alla sua fatica, credo – invece – voglia indicare ed invitare ad avere occhi nuovi e pensiero largo per ricordare ogni mattina chi per lavoro deve davvero fare una fatica enorme e destreggiarsi tra tenagenziali/autostrade/figli ammalati/paure di guidare dopo un incidente e così via.

    Credo voglia indicare come si possa “vedere” il Vangelo nelle persone di tutti i giorni e nella quotidianità dando il via a quello straordinario processo del “grande che si fa piccolo affinché il piccolo diventi grande”.
    Gesù ha fatto questo e noi dobbiamo fare questo.

  4. “La risposta ieri, mentre ero di nuovo in viaggio, quando sono stato contattato da Radio Vaticana per un’intervista sulla sobrietà nelle prime comunioni.”………………..
    “La stanchezza e le tante auto che con me stanno viaggiando mi allargano la mente. “…………..
    “Prego, facendo dell’abitacolo una cappella. Vedo nell’auto che mi supera Giuseppe che va al lavoro e nel furgoncino che supero il Nazareno che guida. No, non sono allucinazioni, è la logica dell’incarnazione che fa del quotidiano il tempio. Eccolo qui il risorto, a camminare con noi sulle strade Emmaus o la A4 fa lo stesso. Eccolo, presente nel presente, nel quotidiano. “……………
    Ho voluto fare questo copia -incolla peerchè è ciò che mi ha colpito maggiormente nelle parole di Paolo mentre facevo una prima rapida lettura.
    Sono parole che mi aiutano in un momento faticoso del mio cammino di fede.
    Grazie, Signore, grazie anche a te Paolo… di tutto.

  5. “Prego, facendo dell’abitacolo una cappella…” …caro Paolo, benvenuto nel club di quelli che pregano quando, dove, come possono…cercando di parlare un po’ con il Signore Risorto nei loro pochi momenti di pace, così preziosi e così rari durante la giornata. I km tra casa e lavoro aiutano in questo…. Magari con l’aiuto della musica, magari contemplando la bellezza delle montagne all’alba (ho questa fortuna!) si cerca di dare la giusta direzione alla propria giornata, che si sa faticosa e ricca di incontri. E’ inutile sognare la condizione ideale per pregare: si concretizza raramente. E’ più saggio trovare uno spazio nella normalità dei nostri giorni, circondati da fratelli in viaggio come noi. …..e ricordarci a vicenda, per sostenerci. Un bacio.

  6. Anch’io ho notato quella cappella di cui parli e ho pensato istintivamente alla cella interiore.
    Mi ci ritiro volentieri, ma sento la mancanza del tempo
    per stare davanti al Santissimo. Per me e per la Chiesa tutta, e
    per il mondo che corre che non sa dove va.
    Almeno noi, forse, sappiamo dove andare.
    Ciao Paolo!

  7. Cinque minuti, solo cinque minuti di preghiera……….! grazie Paolo per averci insegnato che quando non si ha molto tempo, bisogna pregare lo stesso, almeno cinque minuti. E poi si corre via e si continua a pregare nell’abitacolo dell’auto che diventa cappella; e Lui , lì, al nostrofianco che ascolta le nostre preghiere mentre ci dice: “non correre! Anche se hai fatto tardi, non correre!” E si, Signore, per te che non hai da timbrare il cartellino con le vicende liete e tristi della vita è facile dire non correre! E quante volte abbiamo sventato il pericolo grazie a quella benedetta preghiera che in quel momento stavamo recitando…….!
    Chi più chi meno, siamo sempre, ogni giorno, in viaggio sulle strade del mondo della vita e Lui lì con noi, che evangelizza con noi in qualunque modo in qualunque posto in qualunque momento.
    Il terreno è duro e sassoso e il lavoro per dissodarlo è assai lungo difficile e faticoso…….! il Signore, a chi prima e a chi dopo, ci ha chiamati a lavorare nella Sua Vigna; a noi dunque la decisione di mettere o meno la mano all’aratro, consapevoli del fatto che non bisogna voltarsi indietro!

    Io, sinceramente, ho deciso di iniziare questo Santo Viaggio nel mio cuore; e prego e chiedo a Dio, mio/nostro Padre, che possa assistermi ed aiutarmi a portare a compimento l’Opera da Lui iniziata!

    Un abbraccio nel Signore nostro Gesù Cristo, fede.

  8. Grazie Paolo per il bellissimo we di Bergamo. Ci hai chiesto cosa ci ha lasciato? Bè io sono tornata a casa felice, e di questi tempi non è poco. Grazie per quello che fai x tutti noi. Coraggio! Spero che il piccolo stia meglio… Sandra della fraternità Ruah di La Loggia

  9. * Evangelizzatore free lance: Free home delivery *

    Cari amici,
    nelle parole di Paolo io non vedo solo la preoccupazione di un padre per suo figlio che si ammala!
    E caspita, sappiamo bene tutti noi genitori che i nostri figli si ammalano di molte cose prima di diventare grandi! E pure dopo! E mi sembra che lo sappia bene anche Paolo!
    Neppure vedo solo la stanchezza per il viaggio e la guida o la strada o il clima!…
    E neppure la scoperta della preghiera ogni dove: scusate, non fa altro che ripeterci l’importanza della preghiera proprio Paolo!, e chi legge Parola e preghiera tutti i mesi lo sa!

    ecco invece cosa vedo:
    “Salendo, quella sera, piuttosto turbato, mi sono confrontato col mio datore di lavoro: se vuole che io continui a fare l’evangelizzatore free lance deve cortesemente darmi una mano, sennò schiatto.”
    “tutto mi dimostra il desiderio delle persone di tornare all’essenziale, di incontrare Lui.”
    “Anch’io, come tutti, fatico a galleggiare e mi sconforta l’idea di vedere il mio futuro dipendere dalla follia del mercato.”
    “ Eccoci, tutti in strada, sono le sei e mezza del mattino. Dieci, cento, mille auto, e camion, e furgoncini. Tutti a lavorare, tutti a cercare di sbarcare il lunario. Storie a migliaia e vite e speranze e dolori e gioie.”
    “ Eccolo, presente nel presente, nel quotidiano. Questo Dio che sa, che conosce, che incoraggia.”

    Ora riassumo: seguo Paolo da anni, e piu’ volte l’ho sentito parlare della difficolta’ del suo strano lavoro, difficile e delicato, precario, incerto. Forse piu’ dei nostri. (Forse senza il forse)
    Sono tempi duri per tutti, lo so, ma non a tutti e’ stato dato il carisma che ha Paolo e credo che lui lo sappia e che e’ proprio per questo che e’ ancora al servizio del Regno, del suo datore di lavoro!, e sempre io mi chiedo pure:
    quanto ancora potra’ durare?

    A noi fa comodo certo che Paolo cammini sulle strade e ci porti la Parola e il Vangelo come sa fare lui, a casa nostra o giu’ di li’… gente che lo chiama “vieni qui!” e “quando vieni la’?” …e pure altra gente che fa fatica a smuoversi di 50 km… e lo vorrebbe ascoltare proprio sotto casa sua!
    Free home delivery, consegna a casa gratuita, cosi’ dicono dalle mie parti…
    E quante conferenze quante ore di lavoro vengono consegnate a noi gratuitamente ogni mese!?
    ma noi, ci siamo mai chiesti quanto “costa” a lui tutto questo?

    Non sarebbe forse piu’ facile per Paolo trovarsi un lavoro piu’ normale e tentare di sbarcare il lunario come facciamo noi tutti?

    In questo post amici, io vedo ancora di piu’: vedo l’amore di Paolo e lo zelo per il vangelo! e la sua stanchezza umana di dover correre qua e la’, nell’incertezza anche e nel sacrificio che questo suo zelo comporta per la sua famiglia… e mi continuo a chiedere:
    quanto ancora potra’ durare?

    E voi, ad esempio, lo sapete e ricordate che c’e’ l’Associazione Zaccheo che promuove le conferenze e i viaggi di Paolo? non occorre fare chissa’ quali grandi cose, ma basta poco tutti insieme per sostenerlo per aiutarlo, per incoraggiarlo, per fargli sentire che ci siamo con il nostro-poco ma siamo presenti e vicini.
    Col carisma che abbiamo. Qualunque esso sia. A disposizione di tutti.

    Provate a pensare cosa succederebbe se Paolo fosse costretto a trovarsi un nuovo lavoro!

    Se Paolo e’ costretto a cercarsi un altro lavoro per mantenere la sua famiglia e poi il sito e il blog e i viaggi … e tutte le varie attivita’ che hanno un loro costo… allora non ha perso lui, Paolo, allora abbiamo perso noi!
    Avremo perso il suo carisma che dovra’ impegnarsi in altro.
    Avremo perso un grande evangelizzatore free lance.

    Ma avremo perso anche una bella opportunita’ di inventarci chiesa in maniera diversa di
    “osare il vangelo” (cito Paolo stesso) per condividere un po’ tutti quello che abbiamo e che non e’ mai solo per noi. mai. Di qualunque cosa si tratti, i talenti e i doni che Dio ci ha dato non sono mai solo per noi.
    Perso un’occasione per condividere e saper discernere i doni che Dio fa e accettare ognuno il proprio posto e riconoscere che ci sono persone che sanno spezzare la Parola e quello e’ bene che continuino a fare e persone che sanno preparare da mangiare o accendere lampade e aprire le finestre, ma che tutti facciamo parte dello stesso corpo-chiesa e che guardiamo tutti nella stessa direzione: Gesu’.
    Ecco: e’ il momento per tutti di renderci conto che la condivisione e’ l’unica strada possibile, il baratto d’amore che ci lega: noi comunione dei santi e noi (nella) chiesa.

  10. Cara Vera, condivido pienamente ciò che dici, è una riflessione che faccio spesso anch’io. Invito tutti i frequentatori del blog a riflettere su queste bellissime parole di Vera.

  11. una preghiera e anche più per te Paolo, così paolino nell’evangelizzare.

    evangelizzare è fatica ma quanto è bello vedere la gioia nell’altro quando sente e sperimante Gesù.

    e chiedo a te una preghiera per la mia piccola Valeria che martedì 1 maggio fa la Prima Comunione.

    grazie per le tue parole forti e pieno di Spirito.

  12. Dici bene Michele anch’io ho sempre detto che Paolo è come San Paolo l’Apostolo delle genti, Paolino nell’evangelizzare!

    da “Atti 20”:
    ho servito il Signore con tutta umiltà, tra le lacrime e le prove che mi hanno procurato le insidie dei Giudei; non mi sono mai tirato indietro da ciò che poteva essere utile, al fine di predicare a voi e di istruirvi, in pubblico e nelle case, testimoniando a Giudei e Greci la conversione a Dio e la fede nel Signore nostro Gesù. Ed ecco, dunque, costretto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme, senza sapere ciò che là mi accadrà. So soltanto che lo Spirito Santo, di città in città, mi attesta che mi attendono catene e tribolazioni. Non ritengo in nessun modo preziosa la mia vita, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di dare testimonianza al vangelo della grazia di Dio.

    e ancora:

    E ora vi affido a Dio e alla parola della sua grazia, che ha la potenza di edificare e di concedere l’eredità fra tutti quelli che da lui sono santificati. Non ho desiderato né argento né oro né il vestito di nessuno. Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani. In tutte le maniere vi ho mostrato che i deboli si devono soccorrere lavorando così, ricordando le parole del Signore Gesù, che disse: «Si è più beati nel dare che nel ricevere.

    Non è facile evangelizzare e nessuno di noi è obbligato a farlo; ciascuno di noi è libero di scegliere in base alle proprie motivazioni!

    Paolo è stato dotato di molti carismi e credo che sia stato scelto dal Signore per questo; e se il Signore lo ha chiamato credo che il Signore stesso gli darà la forza e i mezzi necessari per portare a termine la sua missione!

    Forza Paolo, è dura ma ce la puoi fare, a meno che non sia tu stesso a voler mollare tutto…! (ci mancherai naturalmente)

    Possa il Signore Gesù benedire il tuo lavoro! Con affetto, michaela.

    1. Grazie!
      Affidiamoci al Signore e costruiamo giorno per giorno in Regno in mezzo a noi. Mi sento sempre sostenuto dalla preghiera e dall’affetto di molti.
      😉

  13. Anch’io penso che il tuo lavoro sia prezioso per la costruzione del Regno! Magari se a volte sei un pò stanco, forse potresti ridurre i ritmi! 😉
    Siamo con te, Paolo, preghiamo e speriamo con te!

    Un abbraccio fraterno, angelo.

  14. per la prima volta dopo circa 2 anni che ascolto Paolo ho capito che era ed è un sacerdoto. Lo sono anche io e ti sn vicino, mi piace la tua sincerità e la tua freschezza nell’annuciare la “Parola”, che tu sia chiamato e scelto da Dio, lo sei, se nella tuo cammino un evento importante è successo, una vita , nn è un’incidente. San Paolo cita le gare delle olimpiade dei greci dicendo che se uno cade si rialza ma nn rinuncia alla corsa,anche se la meta è una corona di alloro che che è la gloria del mondo, a maggior ragione la nostra meta è …Cristo.
    resisti amico e fratello, un abbraccio e spero che in futuro potrò ascoltarti di presenza.

  15. carissimo paolo ,
    carissimi tutti…
    ci ritroviamo molto in ciò che scrivi.
    Molti di noi hanno due capi…
    Il Capo ( che a quanto pare è anche il tuo…) e il capo… che molto spesso ti fornisce indicazioni differenti dal Capo (con la C maiuscola).
    Morale? il disorientamento è grande perchè a volte le logiche aziendali sono così folli, da renddre difficoltoso un cammino familiare. A lorenzo è chiesto di lavorare 16 17 ore al giorno, nottate, sabati e domeniche (attenzione straordinario non retribuito). anche nel mio caso a volte mi trovo a dover fare obiezione di coscienza all’interno di imput aziendali che non sono accettabili per un cristiano.
    E’ bello quello di trasformare la propria auto e il proprio luogo di lavoro in una cappella. Io lavoro in un call center (dopo 11 anni passati negli uffici, elastigirl mi chiamano le mia bambine….) volevo rendervi partecipi di una preghiera che ho scritto tempo fa e che recito puntualmente tutte le mattine sulla mia postazione di lavoro già con la mia cuffietta in testa.

    Gesù, lavoro al telefono con tante persone
    sentirò le loro voci anche se non vedrò i loro volti.
    Guida le mie parole , conducile sempre al Bene e a quella gentilezza sincera e premurosa che ti contraddistingue.
    Rendimi capace di ascoltare con il cuore.
    Donami sollecitudine nelle mie azioni, ma soprattutto bontà e correttezza verso colleghi e superiori.
    Ti raccomando tutte le persone che oggi sentirò,
    raccomando alla protezione di Tua MADRE le loro preoccupazioni i loro desideri e i loro cari.
    Fa che i miei intenti siano sempre orientati al sostegno della mia famiglia e al bene comune e non alla vana gloria personale.
    Manda il Tuo SS Spirito su di me ora che mi accingo a iniziare il mio lavoro .
    E a proposito di Chiamate Gesù fa che con tutte le chiamate fatte e ricevute io non dimentichi la più importante: La TUA!

    mi9 da molta forza… e se qualcuno di voi verrà tediato da una mia telefonata, mentre sono sul lavoro… bene, ci sono delle preghierine in arrivo!

  16. Non capito spesso sul blog, ma stavolta voglio associarmi col cuore alle parole di Vera…
    Bazzico l’ambiente ecclesiale dall’interno e da molti anni, e davvero non esiste nessun altro prete capace di evangelizzare con la freschezza interiore, la profondità spirituale e l’efficacia pastorale che da sempre contraddistingue il nostro Paolo!
    No, non può trattarsi di un dono ricevuto dall’Alto in una sola volta: è lo Spirito che Lo abita, e dunque Gli suggerisce le parole per trasmettere la Parola, secondo dopo secondo…
    Da quando l’ho conosciuto, mi sono innamorato…letteralmente.
    Per Lui soltanto si può davvero dire, riportando pari pari il mandato del Signore ai Suoi ministri: “Ti ho posto come luce per le genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra” (At. 13, 47)!
    Grazie di esserci, grazie di lottare ogni giorno per continuare a indicarci la Luce, grazie per passarci e volerci, nel tuo modo unico al mondo, quel bene che Dio stesso prova per ciascuna creatura, così com’è.
    Prego che ciascuno di noi, io per primo, faccia sempre più il possibile, ed anche oltre, per sostenere questa Tua meravigliosa passione a servizio del Regno e di tutti i cercatori d’Infinito!
    Abbraccio, con amore grande…

  17. Grazie anche da parte mia, per aver saputo dare voce a un concetto che condividiamo in tantissimi, qui…
    Hai descritto benissimo la qualità del dono di Paolo, e l’effetto che ha su molti di noi.
    Un abbraccio a tutti.

  18. Proprio così Matteo, è impossibile restare insensibili.

    Carissimo Paolo, ti vogliamo bene in tanti, continua con la tua missione.

  19. In viaggio.
    Vera hai perfettamente ragione, tutti noi siamo “per strada”, su strade pericolose.
    Tutti noi, nella nostra vita quotidiana, siamo in viaggio, alla ricerca di qualcosa.
    Un lavoro, una casa, la salute, la felicità …. Spesso però, nel nostro viaggio, incontriamo malattie, disagi, incomprensioni, tristezza.
    E allora, ecco, l’importanza della preghiera, dell’affidare le nostre preoccupazioni a Chi ci ama realmente, a Chi davvero ci può aiutare.
    E allora, anche quando il nostro viaggio si arresta bruscamente o ci porta dove non avremmo mai immaginato, capiamo che proprio quella era la nostra meta.
    Se ci lasciamo amare, la strada sarà meno faticosa.
    Se qualcuno, come Paolo, continuerà a camminare accanto a noi e ci aiuterà a seguire (a tentare di seguire) la strada giusta, anche quando saremo stanchi, incerti e demoralizzati, allora la nostra via sarà illuminata da una grande luce.

  20. Sto attraversando un periodo difficile per una grave malattia che ha colpito mia madre, anziana e sempre più debole e sofferente… La preghiera mi sta accompagnando; anch’io cerco di far diventare “cappella” ogni spazio possibile all’interno della mia giornata… Per questo la Parola è diventata ancora più necessaria e l’esegesi incarnata di Paolo mi aiuta. In questi mesi sento l’esigenza di non sentirmi sola nella preghiera e coccolo la speranza che molti vorranno pregare con me affinché il “passaggio” che il Signore sta preparando per mia madre avvenga con dolcezza e nella pace del suo cuore. Sto chiedendo al Padre di abbracciarla per non farle sentire la paura e lo smarrimento.
    Vuoi, Paolo, unirti a me e anche tutti voi?
    Vi ringrazio nel nome del nosrto comune fratello Gesù!

    1. sono certa che pregheremo tutti per voi Imma, sii serena, per come puoi esserlo in questi momenti forti e profondi. La tua mamma che (sembra) ti stia lasciando, ti regala ora la preghiera continua… ringraziala ancora: questo dono e’ piu’ grande di molti altri che ti ha gia’ fatto! e ricorda: come sappiamo siamo gia’ immortali. Tua madre va avanti, poco ancora e noi la seguiremo, nella pace di Dio, uniti tutti nella comunione dei santi, mistero di amore che non ha tempo ne’ luogo, un abbraccio a te e alla tua mamma, affidiamola a Dio e a Maria con la sua dolce preghiera: Ave per sempre!

    2. Ciao Imma,
      conosco la tua sofferenza che è stata anche la mia di qualche tempo fa. Ti posso dire che durante quel periodo, man mano che le condizioni di salute del mio Cognatello Alessandro peggioravano, ho scoperto di trarre un grande sostegno nel mio ritrovato rapporto con Dio. Con le preghiere, certo, ma anche leggendo le testimonianze di coloro che erano passati prima di me nella stessa angoscia. Con Alessandro ho scoperto che, nonostente tutto, la fine della storia sarà la rinascita a Vita Nuova (quella di Ale e – spero – anche la mia). Vorrei consigliarti parole di speranza nella lettura del libro di Antonio Socci dal titolo “Caterina” che uscì proprio nel periodo più doloroso della malattia di Ale. Lì troverai il diario della sofferenza della famiglia dell’autore ma, soprattutto, tantissimi spunti per ritrovare la Speranza anche dove sembra impossibile che ci possa essere. Per me quella lettura è stata rifugio e preghiera.
      Che Dio benedica te e la tua famiglia… sicuramente è lì accanto a tutti voi!

  21. grazie Antonina, grazie Matteo, grazie Maria Rosaria (Pd), grazie Fabio Bernardini, grazie Marina, e grazie a tutti! …
    mi manca Stefano.
    Un caro saluto a te, se ci senti da Perugia.
    Spero che vada tutto bene da quelle parti.

    1. Ciao Vera,
      un saluto anche a te. Sono qui, anche se silenzioso. Vi seguo sempre (anche se un po’ ad intermittenza!).
      Grazie per i tuoi interventi e per il tuo costante impegno verso il Blog.

      1. ciao Stefano,
        a volte basta sapere che ci siamo ancora. ti capisco… anche io ogni tanto cado in braccio al silenzio!
        e anche se silenziosi noi, anche se lontani, hai visto la mia proposta per un gruppo di preghiera? servira’ anche a questo: a pregare per tutti noi qui, lontani e forse silenziosamente intermittenti di parole ma non di Dio.
        quando il silenzio arriva… e’ per dirci qualcosa.
        ognuno ha ritmi e tempi e cose “da fare”nella vigna, grazie a Dio per quello che ci dona di fare!
        che la tua luce non si spenga mai nel tuo mondo.
        anche se non la vedo, io la sento e rscalda. ciao Stefano, un abbraccio… e abbi cura di tutti voi. a presto.

  22. AAA cercasi… amanti della Preghiera.
    Sono certa che trovero’ in mezzo a voi persone che amano pregare e che hanno la bella intenzione di farlo insieme, seriamente, con impegno, passione e costanza; mi rivolgo a persone che gia’ pregano piu’ o meno cosi’!, o che hanno una grande voglia di farlo!
    Ma non date risposte affrettate: pregate prima di decidere!
    Gli entusiasmi veloci muoiono presto.
    E poi, chi vuole, mi scriva a questo indirizzo, per richiedere informazioni piu’ precise o semplicemente per dare la propria adesione: veraveraeveraeveramveravera@gmail.com,
    Io non posso e non voglio spiegare ora, qui, come ho in mente di procedere e di organizzare il gruppo, e’ ovvio pero’ che io mi riservo di decidere chi potra’ fare parte del piccolo gruppo di preghiera GdP che desidero formare! Buona preghiera a tutti.
    (e tutti tranquilli, tanto… pregheremo insieme per tutti!)

  23. Grazie, Vera e grazie Stefano,
    sempre attenti ai bisogni dell’altro…
    Stefano, ho letto a suo tempo dell’ esperienza dolorosa vissuta per tuo cognato Alessandro e ti ho pensato molto in questo periodo…
    Ogni testimonianza di dolore (ma anche di gioia) dà forza al nostro spirito, ci fa sentire meno soli e si fa segno dell’amore del Padre per noi .
    Ti ringrazio del suggerimento di lettura che mi hai dato, sono alla ricerca di speranza , di pace e di alimento per la mia fede…

    Vi abbraccio tutti in Cristo Gesù.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Article by: Paolo

Tutte le informazioni le puoi trovare in questa pagina.
Se ti servono alcune fotografie per locandine o depliant, le puoi trovare qui

CHIUDI
CLOSE