Ultimi articoli inseriti In treno
Ultimi articoli inseriti La vedova e il giudice
Ultimi articoli inseriti Come Noé
Ultimi articoli inseriti Come un fulmine
Ultimi articoli inseriti Lebbrosi

Curiosi

Cercano, i magi. Sono partiti da lontano per verificare la validità delle loro teorie astronomiche. Scrutano i cieli per verificare un qualche evento che li aiuti a capire cosa sta succedendo. Scommettono su una teoria: un evento astrale indica la nascita di un grande re, a Occidente. E non si fermano alla teoria: si mettono in cammino, fanno un sacco di strada, giungono fino alla città di Gerusalemme. Forse hanno scommesso qualcosa, per vedere chi fra loro abbia ragione. E lì, al palazzo di Erode, restano interdetti: il re sembra spaventato, non c’è nessun erede appena nato, ci mancherebbe (alcuni fra i suoi figli li ha fatti ammazzare lui, non è esattamente un padre modello!). Il re convoca i sacerdoti, parlano di profezie, di un inviato celeste. Cosa sta succedendo? La loro ricerca, ora, cambia. Non c’è più nessuna scommessa in gioco, qui si parla di qualcosa di più serio. Si rimettono in strada e arrivano a  Betlemme. Lì incontrano un’adolescente che stringe al suo seno un neonato. Ecco, sono arrivati alla fine della loro ricerca. No, non c’è nessun fenomeno astrale, nessuna lucina, solo una madre e un bambino. Eppure. Per un’altra strada tornano. Il loro cuore è cambiato.

Quei magoi, ci dicono gli esegeti, rappresentano i popoli pagani che cercano la verità e incontrano Dio. Perciò l’epifania è la grande festa dei popoli che incontrano l’inaudito di Dio. L’epifania è l’inizio della nuova fede, spalancata ad ogni uomo. Non esiste più il Dio nazionale che difende un popolo: Dio è accessibile ad ogni uomo che lo cerca con cuore sincero.

Anzi: che cerca la verità. Il testo di Matteo mette in crisi anche le nostre categorie cattoliche. Non gli uomini religiosi e nemmeno i sacerdoti incontrano Dio. Solo chi ha il coraggio di mettersi in strada lo incontra. I magi sono i patroni dei cercatori di Dio.

Siamo ciò che desideriamo. Siamo ciò che cerchiamo.

Category: Santi

Tags:

19 comments

  1. Grazie Paolo.
    E’ la prima volta che mi identifico in questi cercatori di Dio.
    Mi sento come loro in cammino, con lo sguardo perennemente rivolto verso l’alto, a cercare una Luce nel buio della notte, una guida.
    A tratti quella Luce scompare e non so più dove sono e dove sto andando ma poi all’improvviso, inaspettatamente, la Luce ( cioè Lui ) ricompare e ricomincia il viaggio.
    A volte la stanchezza prende il sopravvento e quante volte smarrisco la strada.
    Ma la Luce è sempre lì ad indicarmi la giusta direzione, unico riferimento nel mio cammino.

  2. “Chi cercate?” dirà Gesù stesso!

    “Rabbì dove abiti?” rispondono un pò imbarazzati i due discepoli!

    “Venite e Vedete!”

    E andarono videro e dopo aver visto rimasero con Lui perchè avevano trovato!

    I magi sono stati i precursori di quel “chi cercate?!”

    Non sono rimasti, ma sono ritornati indietro, per un’altra strada, certi di aver trovato!

    Con il loro “Cambiar Strada” sono stati coraggiosi e consapevoli che così Erode non avrebbe potuto esercitare alcun potere su di loro, perchè quel Bambino, indifeso tra le braccia della Madre-Bambina come Lui, era la Luce che avrebbe illuminato le tenebre.

    Nulla può Erode e questo i Magi lo avevano capito!

    Si anche noi siamo in cammino alla ricerca di Dio e abbiamo la Speranza di poterLo un giorno trovare.

    A tal proposito, scusa Paolo se uso questo sito, vorrei fare gli auguri al più piccolo tra i cercatori di Dio, mi piace chiamarlo l’ultimo degli Apostoli “Mattia”!

    Egli ha lasciato tutto, madre padre fratelli per mettersi alla ricerca della verità, e sulla strada del Sacerdozio, oggi raggiunge una tappa “Accolito”.

    Possa egli essere un operatore di Giustizia e di Pace sulle orme dei Magi, sulle orme degli Apostoli, sulle orme di Gesù!

  3. La leggenda del quarto re portatore di Pace che non si è presentato perchè si è attardato a portare la pace a chi era solo ed infermo mi piace.
    Sono sicura che il Signore ha contemplato e ha per questo perdonato.

  4. Noi non siamo sicuri che fossero 3,
    quindi il quarto non si sa se c’era 🙂
    E anche se ci fosse stato:
    perdonare che cosa? 🙂
    Grazie Paolo
    che ci fai sempre riflettere e … cercare.

  5. Stella sì o stella no, di certo i Magi han visto una promessa che si stava compiendo;
    si sono messi in viaggio (molto lungo) quasi per scommessa e sono arrivati a Gesù con stupore.
    Promessa, scommessa, stupore forse i veri doni dei Magi, forse i nostri stessi doni perchè noi stessi siamo un po’ dei “pagani” o almeno c’è da augurarselo perchè solo così avremo il coraggio di cercare lontano dalla teoria (prima) e poi tornare (dopo) per un’altra strada (un altro modo di vivere) alle proprie case.

    Buon ritorno.

  6. Cercatrice di DIo; questa e’ l’unica definizione che riesco a dare di me. E la scoperta e’ che appena finisco di salire una collinetta si spalancano altri orizzonti e altre vette, e scopro che sul mio sentiero c’è tanta altra gente che cammina con me almeno per un tratto. Non credo che arriverò mai, ma il bello e’ camminare. E camminando imparare e trasmettere qualcosa di quello che ho imparato.

  7. Grazie Paolo, x tutto quello che dici. La storia de Magi giusta non si sa, io ho letto da qualche parte che erano 7, ma non importa quanti siano stati, importante credere. Ciao a tutti!!

  8. A me piace pensare che fossero 13, come ha detto maria rosaria, quali precursori degli gli Apostoli!

    13? mi direte, ma gli Apostoli erano 12!

    E ancora, mi piace pensare che oltre a Mattia, l’Apostolo che avrebbe sostituito Giuda, anche Giuda è ancora un Apostolo!

    Pensieri, solo pensieri ad alta voce!

  9. E se sono cristiana lo devo a qualcuno che mi ha testimoniato ma sua ricerca, lo devo a uomini e donne di buona volontà che hanno incrociato il mio cammino. Io sono i volti che ho incontrato. Per molti anni sono andata alla Verna, e mi aggregavo ai gruppi di pellegrini, ascoltando padre Sabatino che parlava di Francesco. mi ricordo molto poco delle parole, ma ho impressa la tenerezza dei suoi gesti, l’andare di inverno nella neve a portare da mangiare alle volpi che avevano fame, la carezza nascosta a fiori e pietre che lo vedevano passare tanta volte ogni giorno. Avevo otto anni, quello e’ stato il mio primo incontro con la bellezza del creato ed il mistero del suo creatore.

  10. Dio siè fatto presente in Adamo come creazione,
    è diventato voce in Mosè,
    coscienza in Abramo,
    esperienza in Elia,
    intimità in Giacobbe,
    Presenza visibile e toccabile in Gesù,
    Padre nella sua rivelazionepiù profonda,
    Spirito Santo nella pienezza del dono di sè.
    fratel Carlo Carretto

  11. Alcune volte mi sento un po’ uno di loro, quasi fossi il quarto re il cui ricordo è andato perduto nel tempo. Chissà se suona bene: Melchiorre, Baldassarre, Gaspare e… Stefano! Sempre meglio del ruolo di primo martire cristiano al cui ricordo è associato il mio nome. Se, continuando a fantasticare, dovessi indicare quale sia stato il dono portato a Gesù da questo re dimenticato sarei sicuramente colto da grande imbarazzo: i miei tre colleghi avevano con loro i doni che rappresentano la regalità (l’oro), la divinità (l’incenso) ed il sacrificio per noi (la mirra) di nostro Signore Gesù. Ed io, pingue re astrologo degli anni duemila, quale regalo posso mai offrire per onorare la nascita di Chi è venuto a salvarmi?

    Alcune volte, dicevo, mi sento uno di loro che segue un segno e compie il proprio cammino di ricerca per trovare Dio. Mi capita spesso, allora, di confrontarmi con l’incredulità degli altri e la loro diffidenza verso di me, quasi fossi peggio di un chiromante che fa le carte per infinocchiare il prossimo. Quante volte mi sono sentito giudicare come un superstizioso buono solo per il Medioevo, un credulone oppure un allocco amico dei preti. Nell’era del dominio della scienza e della cultura massificata, in cui la vita è breve e va ingurgitata velocemente, spremendone tutte le possibilità, per molti non ha tanto senso una ricerca che non può condurti a nulla di certo. In tanti mi suggeriscono di fermarmi ad aspettare che qualcosa accadi: insomma, in futuro si vedrà! Parole come dolore, morte, ingiustizia, povertà sono macigni che niente può sollevare dal tragitto della nostra vita – mi dicono alcuni – e nessuna ricerca potrà mai dargli senso! Allora, coraggio, siediti e… carpe diem! È difficile seguire Cristo quando tanti ti vedono come un illuso, uno che va dietro alle scempiaggini nemiche della scienza. È facile allora diventare per molti quel quarto re sconosciuto il cui dono nessuno ricorda.

    Altre volte mi ammanto, invece, della tunica preziosa del dotto sacerdote. Non che abbia fatto particolari studi in materia, anzi… Però quel poco che conosco e quell’oretta alla settimana che dedico alla Messa mi rendono ai miei occhi un uomo molto pio. Giudico il modo di credere degli altri secondo i ristretti parametri delle mie personali esperienze e di come reputo debba essere condotta una seria ricerca del divino. Me ne sto trincerato nella roccaforte delle mie convinzioni e considero le vicende degli altri spesso scuotendo la testa e dicendo “strana gente, però!”. Spesso l’altro diviene per me un astrologo, un superstizioso da evitare. Poi, dolorosamente, scopro che è più avanti mille miglia nella ricerca di Dio perché si lascia guidare da Lui, guardandone i segni. Io non scruto il Cielo per trovarvi una stella ma le mura dorate della mia fortezza, fatta di comodità e da cui è difficile sia entrare che uscire. Quello che mi paralizza è, in realtà, la paura di perdere le mie sicurezze che, invece di dare un senso alla vita, la imprigionano. E quando vedo qualcuno che ha il coraggio di mettersi veramente in gioco, fidandosi di Dio, ecco che lo reputo come se fosse un astrologo squinternato. L’essere messo di fronte alla mia paura fa vedere alla mia superbia ed al mio egoismo l’altro come un Re Magio e mi fa assomigliare ad un moderno Erode dalle vesti sontuose e profumate.

    Un augurio di buon anno a tutti voi.

  12. Il quarto re, secondo la leggenda è colui che porta un dono molto importante agli occhi di Dio, forse il più importante “la Pace!”
    Si, oro per la regalità, incenso per la divinità, mirra per l’amore donato, ma Dio ha veramente bisogno di questi doni per ricordare che è Re per ricordare che è Dio per ricordare che ci ama fino al Sacrificio estremo? Lui è già Re è già Dio e già nasce per Amore!
    Ma la Pace, quella Pace che Lui vuole donare nessuno accetta e nessuno dona……!
    Ed ecco che Gesù si rammarica con il quarto re portatore di Pace perchè non si presenta! Come mai non si presenta?

    Più tardì Gesù saprà che non si è presentato perchè lungo il cammino si è fermato a portare conforto e pace ai poveri, agli infermi, agli anziani, agli afflitti, ai deboli alle persone sole…………e il rammarico si tramuta in gioia perchè l’assenza di quel dono rappresentava in effetti una “Assenza-Presenza!”

    Cara Fabiana hai compreso ora cosa volevo dire che il Signore ha contemplato il miracolo di quel dono e ha perdonato l’assenza!?

    Caro Stefano, non riesco davvero a vederti nei panni di erode, mi piace più l’idea del quarto re!

    Coraggio, gambe in spalla, si riparte da uno!

    1. Grazie Michaela. Bellissima riflessione la tua. E’ proprio vero, la Pace è il dono più difficile da offrire… e da accettare.

  13. Sì, certo! 🙂
    Sai,
    coi bambini abbiamo fatto la recita del quarto re!
    Più che altro è perché capiscano che la carità
    è in assoluto ciò che fa più piacere a Dio

    1. Bellissimo! 🙂

      I bambini di oggi sono gli uomini di domani! Voglio sperare i veri cristiani! Tutto dipende da noi! 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Article by: Paolo

Tutte le informazioni le puoi trovare in questa pagina.
Se ti servono alcune fotografie per locandine o depliant, le puoi trovare qui

CHIUDI
CLOSE