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Sul dolore

Come molti sanno, è appena uscito un mio nuovo libro (Sul dolore. Parole che non ti aspetti – San Paolo).

Due libri in un anno sono forse troppi, ma tant’è. Dopo una parentesi con un editore laico e un libro pensato per chi sta alla soglia della fede, con questo libro mi rivolgo nuovamente ai discepoli del Signore che, con me, cercano nel vangelo risposte alle tante domande che affollano il nostro cuore.

Il titolo esprime il contenuto e vi confesso di avere lungamente esitato ad affrontare un tema così impegnativo. Non vorrei, come scrivo nella presentazione, che qualcuno pensasse che il libro contenga delle risposte esaustive. Al discepolo il dolore non viene evitato e ci sono delle persone e delle situazioni in cui proprio il dolore finisce con l’essere la componente dominante di una vita.

Nella storia della Chiesa il tema è stato affrontato da molte angolazioni con risposte molto diverse, a volte efficaci, altre volte addirittura fuorvianti. In questo libro cerco, con quanta più onesta possibile, di lasciar condurre la riflessione dalle (poche) tracce di luce presenti nella Bibbia.

Se la Bibbia stessa non osa dare una risposta esaustiva al dolore non credo proprio che ci debba riuscire io…

Eppure non possiamo rinunciare a riflettere, a dire qualcosa, a lasciarci consolare e scuotere dalla Parola.

Una prima parte del libro tenta di fare chiarezza perché, come molti sperimentano, sotto la parola “dolore” ci sono molti diversi atteggiamenti. E il rapporto fra il dolore e Dio non è scontato, molto spesso il dolore che sperimentiamo ce lo creiamo da noi stessi…

Una seconda parte del libro cerca di cogliere nel vangelo e nella vicenda di Gesù un qualche indicazione concreta.

(Chiedo scusa se intervengo poco nelle discussioni ma non me la sento, non ne ho il tempo e non lo considero così essenziale. Le cose che scrivete, modulate secondo la vostra sensibilità, vanno bene se non diventano capricciosa imposizione delle proprie opinioni o se sono fuorvianti. Solo una minima parte di chi legge, l’1% circa, interviene e di questo devo tenere conto. Grazie della fiducia che continuate a manifestarmi)

 

Category: Diario personale

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51 comments

  1. l’ho gia’ comprato!!!
    due libri in un anno immagino che per te siano uno sforzo enorme per noi invece una manna dal cielo

    grazie

  2. Ho letto il primo capitolo… non so se chiamarla così, la mia solita fortuna, che le parole giuste mi arrivino al momento giusto…

    grazie Paolo.

    … ieri il figlio di un’ amica, catechista della mia parrocchia, amico dei mei figli ha avuto un incidente, è gravissimo… 19 anni, figlio unico…. l’abbiamo messo nelle mani di Dio…
    ….
    e aspettiamo….
    e preghiamo
    ….
    silenzio….
    ….
    a me era successo 13 anni fa, sempre a ottobre, per fortuna sono stata seduta solo 3 giorni fuori della rianimazione, poi Dario ha recuperato tutto tranquillamente, oggi è un bellissimo ragazzone che gioca a rugby e fa le mozzarelle…
    da allora ho un ciuffetto di capelli bianchi, che adesso non si vedono quasi più, visto che sto ingrigendo….
    ….
    un po’ di tempo fa il don ci ha fatto riflettere su quali sono stati i momenti più belli della nostra vita… quelli che hanno portato luce…
    gli avevo detto che era un momento che auguravo a nessuno, ma forse i capelli bianchi mi sono venuti quando il dottore è uscito dalla rianimazione e mi ha detto “suo figlio ce la farà”
    …..
    metto Luca nelle Sue mani…
    aspetto
    e prego, per lui e i suoi genitori
    in silenzio.

    1. Incontrai A, amico di mia figlia, in ospedale, dove avevo accompagnato mia madre per una visita di controllo; non lo vedevo da alcuni mesi, e dopo esserci salutati con un bacio sulla guancia, improvvisamente, scoppiai a piangere; un pianto dirotto che nasceva dal cuore, inarrestabile…..
      A. mi chiese stupito perchè stessi piangendo, riuscii solo a dire: “per te!”
      Subito dopo mi disse che era lì per una tac in quanto, soprattutto di notte, aveva dei dolori alla gamba.
      Non so perchè, ma quella volta non riuscii ad essere rassicurante come mio solito.
      Successivamente si seppe che aveva un cancro…….
      Dopo vari interventi e terapie devastanti…. A. è morto.
      Il dolore che hanno provato i genitori, il fratello più piccolo, la fidanzata, gli amici è stato straziante……
      Che dire?
      Nulla!
      Bisognava solo pregare, e pregare molto per lui, per i genitori, soprattutto per la madre che non riusciva a dire neppure una piccola preghiera..

      Nonostante siano passati alcuni anni prego ancora per lui con la speranza che il Padre, se non lo ha già fatto, possa accoglierlo fra le braccia della Sua Misericordia.

    2. Per esperienza personale, conosco il dolore di una madre che soffre per il proprio figlio……!

      Oggi è San Luca e prego questo Grande Santo ed Evangelista affinchè con la sua intercessione possa riportare Luca, sano e salvo tra le braccia dei suoi genitori!

      E prego ancora San Luca per tutti coloro che portano questo nome, e auguro loro ogni bene in Cristo Gesù nostro Signore!

      1. Scusate, mi correggo, pensavo al dolore dei genitori…

        Prego San Luca affinchè possa riportare Luca, sano e salvo tra le braccia del Padre!

        E prego il Signore affinchè possa dare il giusto sostegno ai genitori di Luca!

        Preghiere, preghiere, preghiere!

  3. Io intervengo poco, non ho molto tempo; la scuola e glialunni mi “sfibrano” e mi lasciano ben poche energie per riacciuffare un qualche pensiero che sia degno di essere condiviso….
    Ti assicuro però, Paolo, che questo blog di riflessione mi aiuta molto a ritemprare le forze e la mia fragile fede…
    Sono, come tutti, alla ricerca di sprazzi di luce che possano permettere di regalarci una Vita nel senso pieno del termine. Cerco, con molti limiti, di ancorarmi al Vangelo e alla sua Parola…

    Grazie a te e grazie a tutti quelli che mi aiutano a pensare e a meditare!

  4. Pochi giorni dopo la morte per una malattia senza speranza del mio caro “Cognatello” Alessandro scrissi una e-mail a Paolo per condividere con lui – autore di libri da me molto apprezzato – tutto il dolore e la devastazione di quell’esperienza. Spedii quella e-mail dopo essere venuto a conoscenza – leggendolo su Internet – del proposito di Paolo di scrivere un libro sul tema del dolore. Gli raccontai della mia difficoltà nell’affrontare la malattia di miei cari ed allegai alla stessa il testo di una mia lunga e-mail inviata precedentemente ad alcune persone mie amiche in cui descrivevo il doloroso percorso di sofferenza e di fede di Alessandro.

    Quando scrissi l’e-mail era il periodo in cui Paolo era convalescente dall’intervento all’occhio. Lì per lì non pensai che quella mia lunga lettera potesse essere per lui di difficile lettura, non facendo caso al fatto che il mio scritto prolisso potesse non essere compatibile con le condizioni ancora precarie della sua vista. Tutta colpa del mio egoismo che mi fa considerare solo le mie difficoltà e non quelle degli altri!

    La risposta di Paolo arrivò nel giro di pochissimo, tanto che mi stupii della velocità con cui aveva replicato alla mia e-mail. Scrisse poche parole, ma estremamente concrete ed efficaci, rivelandomi tutta la sua difficoltà nell’affrontare il tema del dolore ma anche concludendo che “la sofferenza ci mette davanti alla verità di noi stessi in maniera più chiara”.

    Ma Paolo non ha risposto solo con quelle parole, ma con molto di più: leggendo l’e-mail mi sono accorto che era stata scritta con un carattere molto grande. In un attimo ho capito quanta fatica gli deve essere costata leggere il mio scritto ed rispondermi, visto che era ancora in convalescenza dall’operazione e probabilmente doveva evitare di sforzare eccessivamente gli occhi. Quel carattere gigantesco usato nello scrivermi era la più bella risposta alla mia sofferenza e dimostrava una commovente partecipazione al dolore mio e di tutta la mia famiglia.

    Quell’e-mail è rimasta nel mio cuore come un bellissimo gesto di comunione e di compassione proprio perché regalatomi nonostante le evidenti difficoltà della limitazione fisica di cui allora soffriva Paolo. Io ancora non ho letto il suo libro – lo comprerò presto! – ma, forse, non ne ho poi così tanto bisogno: è bastato quel suo gesto di solidarietà – rivelato dai caratteri grandi utilizzati in quella sua e-mail – ad offrirmi una bella e credibile testimonianza cristiana sul tema del dolore.

    Grazie di cuore Paolo.

  5. Prometto che domani in pausa pranzo vado a recuperare il libro, sono molto curiosa di leggerlo.

    Non so quale sarà l’impostazione che Paolo ha dato a questa sua nuova opera, so solo che gli è costata molta fatica e sono certa che il Signore gliene renderà merito.
    Il primo capitolo, che ho appena letto su internet, tuttavia mi ha riportata a una storica frase di Giovanni Falcone: “Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, si è privi di sostegno.”
    Giovanni Falcone si riferiva alla mafia, ma se proviamo ad applicare la sua profezia al dolore il risultato non cambia.
    Chi soffre muore dentro (e anche fuori) se è solo, se vive come troppo grande quello che gli tocca affrontare, se non ha vicino qualcuno a tendergli una mano.
    A me, a noi, di fronte a chi soffre tocca manifestare la nostra presenza, in silenzio, fraternamente, come riusciamo.
    Questo spunto mi interroga, mi scuote, mi muove. Ma, nella mia intransigenza, dico che non lo fa mai abbastanza 🙁

  6. Ho iniziato a leggere l’ultimo libro di Paolo sul Dolore o vorrei condividere con voi alcuni punti che mi hanno toccato profondamente: …. il dolore non si può nascondere, non si può mascherare o dissimulare, cambia dal di dentro, segna come un aratro la vita delle persone. Chi soffre e supera il proprio dolore riconosce a chilometri di distanza chi sta soffrendo o ha sofferto……
    Le persone abbandonate, rifiutate, guardate con commiserazione, mi hanno convinto che il dolore spaventa, infastidisce, inquieta. Le persone toccate dal dolore imbarazzano e destabilizzano, ci spaventano. Vorremmo non conoscerle, non incontrarle, rinchiuderle in una riserva indiana, non confrontarci.
    ….il dolore fa fuggire e genera solitudine. E’ una necessità per la sopravvivenza, una priorità assoluta, una regola interiore primitiva, selvaggia: quando incontriamo persone segnate dal dolore, la prima cosa che vorremmo fare è fuggire da esse. Come se il dolore dall’altro potesse contagiarci, come se, fuggendo dalle persone ammalate o sfregiate nel loro corpo, nella loro mente, potessimo vivere meglio, galleggiare in qualche modo, evitare di fare i conti con la sofferenza o spostarla più in avanti, nel tempo, nello spazio…..

    Parole vere, che mi hanno toccato nel profondo perchè le ho vissute sulla mia pelle e che ancora sento vive sulla pelle.

    Poi il racconto struggente dell’incontro di Paolo con Claudia, sua collega di scuola e amica, malata di tumore
    Anche a me è capitato di trovarmi in situazioni analoghe e davvero l’emozione è fortissima e non sai se riuscirai a farcela. E spesso accade che siano proprio loro a toglierti dall’imbarazzo, proprio come è accaduto in questa storia.

    Sono d’accordo con Paolo quando dice che non è stato facile scrivere questo libro e aggiungo che non lo è neppure per chi lo legge perchè richiede uno stato d’animo particolare in quanto va a toccare punti molto sensibili di ognuno di noi.

    Desidero ringraziarlo per averlo scritto, nonostante le difficoltà e la sofferenza che avrà certamente dovuto affrontare e consiglio a ognuno di voi di leggerlo, anche se pensate di non averne bisogno.

  7. “Valore del dolore: senza il Calvario non è possibile alcuna cosa. Se il seme non muore, non porta frutto. È Dio che da valore al nostro sacrificio, bisogna credere come Abramo”

    Benedetta Bianchi Porro.

  8. E poi c’è il dolore dell’anima; quel senso di colpa che ti prende solo per non aver servito l’amico, il collega che aveva bisogno di aiuto; e te ne rendi conto solo dopo; e ci stai male tutto il giorno; e non vedi l’ora che arrivi il giorno dopo per poter riparare e chiedere scusa, perdono.
    Così, come neve al sole, quel grumo di dolore che si era formato lì, alla bocca dello stomaco, improvvisamente si scioglie.
    Mio Dio mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati…….!
    Peccati che, anche se non necessariamente gravi, ma piccoli atti di mancanza di carità, riescono a togliere il respiro, ma che poi ti fanno comprendere che il servizio, l’amore, quello vero, quello Universale, è ciò che più conta in questa vita, perchè quando arriverà il momento, saremo interrogati sull’ Amore.

  9. … già ora, adesso,
    siamo interrogati sull’amore!
    Scusa Federica, non volevo ribattere a te.
    E’ solo che sto vivendo un momento
    in cui lo devo richiamare anche a me stessa.

  10. Il dolore …. quanto ne ho passato e sentito, quando, come adesso leggo tristi notizie, il dolore si rinnova, ma fa maturare. Prego x i famigliari di Luca, il Signore lo ha accolto fra le Sue braccia. Ciao a tutti. Grazie Paolo!!

  11. Devo dire che il libro mi è piacuto tantissimo. Per prima cosa tocca un’aspetto originale che nessuno o pochissime persone hanno affrontato.

    Alcune cose più o meno le sapevo già. So che il dolore può trasformarsi in vittimismo e diventare una culla molto attraente per la persona. So anche che a volte non ho parole per dire qualcosa a chi veramente soffre.

    In ogni caso grande Paolo che sei riuscito a trattare un’argomento in modo molto serio e adulto

  12. Essi erano partiti nel pianto, io li riporterò tra le consolazioni;
    li condurrò a fiumi d’acqua
    per una strada dritta in cui non inciamperanno.

    Essi saranno come un giardino irrigato,
    non languiranno più.
    Allora si allieterà la vergine della danza;
    i giovani e i vecchi gioiranno.
    Io cambierò il loro lutto in gioia,
    li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni.

    Rachele piange i suoi figli,
    rifiuta d’essere consolata perché non sono più».
    Dice il Signore:
    «Trattieni la voce dal pianto,
    i tuoi occhi dal versare lacrime,
    perché c’è un compenso per le tue pene;
    essi torneranno dal paese nemico.

    Da Geremia 31 ho preso alcuni versetti; leggete tutto il capitolo, a me è sembrato significativo!

    La vita terrena è tutta un pianto e sofferenza ma…….

  13. Ogni libro di Paolo e’ un evento piacevole, vedo, non solo per me.
    (Due, tanti, non bastano mai, per aiutarci a convertirci infine).
    Lo comprero’ non appena mi sara’ possibile comprarlo, sia per me che per altri.
    (“Regalo dei regali”, piu’ utile di molti altri oggetti!…)
    Ora mi esercito, anch’io soffrendo, a pensare al dolore.
    Parlandone in modi diversi, perche’ soffro (provo dolore) nel non riuscire a dire tutto quello che voglio in una volta sola, (come (soffro quando non ci si capisce… ) e allora divido i miei discorsi in molte parti, (come anche il dolore si divide in molte parti), perche’ se qualcuno ha voglia di leggere quello che scrivo, non sia frenato dalla lunghezza del testo.
    E tra poco, se vi sembrera’ lungo quello che dico, e’ perche’ ricopio da Isaia 53 che vorrei voi leggeste con me.
    Oggi divido: come ogni tanto mi ricordo di fare! (e non sempre, ma ogni tanto).

  14. il dolore per me

    esistono molti aspetti del dolore
    del corpo dell’anima dello spirito
    tutti necessari. (per vivere)
    io ne conosco alcuni.

    il dolore e’ come l’amore,
    essi sono parti essenziali e importanti della vita

    il dolore si puo’ vivere
    perdonando con amore cio’ che va perdonato
    per continuare a vivere,
    soffrendo (in silenzio), amando (in silenzio)
    dolorosamente e con amore.

    il dolore e’ la croce inevitabile per risorgere
    il dolore e’ la morte, per vivere.

    nessuno tra noi e’ privo di vita, nessuno privo di dolore,
    nessuno manca di amore, da quando Gesu’ e morto e risorto.

    La Croce:
    quella e’ la strada per accettare il dolore della nostra esistenza
    dolore che e’ alla base di ogni nostra paura,
    quella la via per arrivare all’amore purificato: soffrire.

    Abbracciare la Croce.

    Possiamo esortarci a sorridere e gioire perche’ Cristo e’ risorto, e vi invito a farlo! Su, sorridiamo e gioiamo!

    ma non possiamo far finta che la croce non faccia del male o sperare di scavalcarla senza rendercene conto… che in un attimo si e’ risorti in maniera indolore!…
    come in un film o in un cartone animato
    no! solo attraverso la croce e la morte, e la consapevole croce e morte,
    anche per noi il dolore diventera’ vita e amore che soffre felice di farlo…

  15. Dolore vuol dire Croce.
    Che me lo procuri io, o gli altri,
    o che mi sia toccato in sorte coi miei capelli riccioli e il mio nome,
    Dolore, per me, vuol sempre dire Croce.

    E la mia croce e’ la piu’ pesante che mi sia mai capitato di vedere e portare (ricordate? mesi fa dicevo che la croce del vicino e’ sempre piu’ verde come l’erba!), ma quando mi capita di avvicinarmi a qualcuno e vedo bene la sua… sono quasi pronta a cambiare idea, e a pensare che forse poi, tutto sommato, la mia non e’ poi cosi’ male.

    E forse il dolore a me ormai noto e’ piu’ semplice, per me.
    Credo che anche voi potreste fare e dire qualcosa di simile con altri.
    Credo che Dio ci dia la forza e la grazia di poter sopportare i nostri dolori se glielo chiediamo.

    Soffre un corpo ferito, o dovunque ammalato, soffre una madre a generare un figlio e il figlio a diventare figlio nel distacco, soffre un artista a generare la sua opera e soffriamo noi nelle relazioni quotidiane con gli altri, soffrono gli amanti rifiutati e delusi, e chiunque sente la mancanza di qualcosa, di qualcuno che e’ morto, di qualcosa che non esiste piu’, di una persona lontana, di qualcuno e qualcosa che non potremo avere mai piu’. che non potremo avere MAI.
    Soffrono i poveri del mondo per le ingiustizie e i ricchi per il loro egoismo.
    Soffre la Storia ferita e la Verita’ legata e nascosta, soffre la Terra sfruttata e i popoli imbrogliati. Soffrono gli ignoranti ignorando e i perseguitati soffrono la persecuzione.
    Ce n’e’ per tutti, soffro pure io a parlare qui a voi, oggi, di Dolore.

    E la Bibbia ne parla poco, certo, ma ci mostra l’Uomo dei Dolori, colui che conosce ogni miseria davanti a cui ci si nasconde, colui che ha preso su di se’ i peccati degli altri che ha guarito e sanato corpi ma soprattutto anime. Che non e’ stato indifferente di fronte al dolore degli uomini ieri come non lo e’ oggi di fronte al nostro. Al mio.
    E ci salva dai nostri stessi dolori,
    (mi salva anche dai miei riccioli e dal mio nome)

    Isaia 53
    Disprezzato e reietto dagli uomini,
    uomo dei dolori che ben conosce il patire,
    come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
    era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
    Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
    si è addossato i nostri dolori;
    e noi lo giudicavamo castigato,
    percosso da Dio e umiliato.
    Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
    schiacciato per le nostre iniquità.
    Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
    per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
    Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
    ognuno di noi seguiva la sua strada;
    il Signore fece ricadere su di lui
    l’iniquità di noi tutti.
    Maltrattato, si lasciò umiliare
    e non aprì la sua bocca;
    era come agnello condotto al macello,
    come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
    e non aprì la sua bocca.
    Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
    chi si affligge per la sua posterità?
    Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
    per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.
    Gli si diede sepoltura con gli empi,
    con il ricco fu il suo tumulo,
    sebbene non avesse commesso violenza
    né vi fosse inganno nella sua bocca.
    Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
    Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
    vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
    si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
    Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
    e si sazierà della sua conoscenza;
    il giusto mio servo giustificherà molti,
    egli si addosserà le loro iniquità.
    Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
    dei potenti egli farà bottino,
    perché ha spogliato se stesso fino alla morte
    ed è stato annoverato fra gli empi,
    mentre egli portava il peccato di molti
    e intercedeva per i colpevoli.

  16. Inserisco uno scritto trovato su internet di padre Fausto, il sacerdote ucciso pochi giorni fa nelle Filippine.

    In una sorta di testamento spirituale, aveva scritto di “essere riconoscente a Dio per il grande dono della vocazione missionaria” e di essere “cosciente che essa comporta la possibilità di trovarmi coinvolto in situazioni di grave rischio per la mia salute ed incolumità personale, a causa di epidemie, rapimenti, assalti e guerre, fino all’eventualità di una morte violenta. Tutto accetto con fiducia dalle mani di Dio, e offro la mia vita per Cristo e la diffusione del suo Regno”.

    Che insegnamento!

    Mi rende triste pensare al silenzio dei giornali e telegiornali per la sua morte. Come sempre il dolore dei giusti fa poca notizia.

  17. Grazie, come sempre, Vera!

    Mentre leggevo il mio viso si rigava di Lacrime di dolore!? anche se io preferisco chiamarle di commozione!

    E la lunghezza del testo non penso che spaventi se non chi è già spaventato e non ha voglia di leggere o non vuole entrare nel merito di determinati argomenti! Per me non è così!

    Tu scrivi e noi leggiamo, e se a volte non ci si capisce, la cosa più semplice da fare è chiedere spiegazioni, perchè non c’è nulla che non possa essere chiarito; almeno, questo tipo di dolore possiamo evitarlo, così come tanti altri piccoli dolori quotidiani che a volte ci procuriamo da soli…….ma: c’est la vie!

    Tu dici: “qualcosa che non potremo avere mai piu’. che non potremo avere MAI”.

    Si, conosco questo tipo di dolore di sofferenza, ma io MAI, non lo direi, perchè quel mai di questa vita, si tramuterà in SEMPRE nella Vita Futura!

    Per il resto, se non ci è dato di evitarlo,perchè non rientra nelle nostre competenze, facciamo come dice Gesù: “Ciascuno prenda la sua Croce e mi segua” e sono certa che la ricompensa sarà grande!

    1. grazie a te Michaela,

      per avermi ricordato che
      i nostri “mai” certo saranno dei “sempre”
      quando il “nostro tempo” non avra’ piu’ ragione di esistere.

      nel presto che arriva.

  18. dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Romani della Liturgia odierna:

    “il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore”.

    Pertanto, fratelli, il dolore,la sofferenza, la gioia, la felicità, la tristezza, l’allegria, non sono altro che emozioni di questa vita, senza le quali non potremmo vivere ma alle quali non bisogna affezionarsi perchè ciò che ci verrà donato nell’altra vita, non avrà paragoni.

    Enrico, davvero, ciò che ha scritto Padre Fausto è un grande insegnamento!

    Preghiamo il Padre affinchè, dopo il suo dolce patire, possa accoglierlo nella dolcezza della sua Misericordia.

  19. Nei momenti di dolore mi sono sempre aspettata (purtroppo) le parole che mi venivano dette, ma chi mi faceva veramente stare meglio erano coloro che non mi aspettavo di avere vicino e che tacevano, ma parlavano con la loro presenza costante .. più “dopo” il momento tragico (quando tutti se ne vanno) che durante (quando tutti sono presenti)

    Uno su tanti il mio ex parroco che con una telefonata ha solo detto il mio nome e accolto tutto il mio dolore.

    Credo che il dolore imponga silenzio di parola lasciando libero il silenzio di parlare: è la comunicazione più profonda che si esprime con il capire le necessità prima ancora che vengano formulate.

  20. non avrei mai pensato di scrivere queste parole; eppure sento di dover dire grazie al dolore e alla sofferenza che ho sperimentato nell’ultimo anno. il dolore ti scava dentro, ma ti aiuta anche a fermarti, a capovolgere le classifiche e le priorità, a capire che le piccole cose della vita sono un dono prezioso

  21. da AsiaNews/Agenzie: Il modo in cui l’ex leader libico è stato umiliato e ucciso è contro tutte le leggi internazionali. Esso è offensivo anche verso la tribù di appartenenza di Gheddafi, gli Al-Gaddadfa, che oggi ha chiesto di poter ricevere la salma per la sepoltura.

    E’ anche contro la legge di Dio!

    Mentre le immagini scorrevano sotto i miei occhi, il mio animo era in tumulto, il mio cuore batteva all’impazzata, le lacrime affioravano dapprima lentamente per divenire poi un fiume in piena!
    Non era commozione! provavo dolore! Forte, Cruento!

    Ho sempre sperato che quest’uomo avesse potuto giungere a degli accordi…….! Ma anche se non lo ha fatto, non può l’uomo giudicare e flagellare un altro uomo!

    Chissà se all’ultimo istante della sua vita, dopo aver pianto, dopo essersi pentito amaramente, non si sia sentito rispondere : “In verità, oggi stesso sarai con me in Paradiso!”

    Mi viene spontaneo pregare per lui, mi viene spontaneo dire: Signore, ti prego, tramuta il suo dolore in Gioia Eterna!

  22. … di certo non era un santo!
    Io ero molto indignata per quello che ho visto, però!
    Mai andare contro la dignità della persona.
    Nessuno tocchi Caino, sta scritto.

  23. Se noi riusciamo a provare dolore e tormento per, se vogliamo, uno sconosciuto, quale indicibile dolore e quale tormento avrà provato Maria, la Madre di Gesù, nel vedere trattato alla stessa maniera, se non peggio, il suo unico e amatissimo Figio!

    Madre, vogliamo oggi consolare e baciare le tue lacrime per lacrime della Tua Dilettissima Madre!

  24. Errata corrige: Gesù, vogliamo oggi consolare e baciare le tue lacrime per le lacrime e il dolore della Tua Dilettissima Madre!

  25. Anche io, come voi, sono rimasto turbato dalle immagini dell’orrenda fine di Gheddafi. Leggendovi mi è balenata alla mente una breve considerazione sul dolore del tiranno perché anche chi prevarica gli altri ed atrocemente li sottomette può venire a trovarsi alle soglie del dolore. Allora, mi chiedo, quale valore abbia questo dolore. Possibile che la sofferenza del tiranno possa essere uguale a quella dell’innocente, di cui il più delle volte proprio lui ne è stato la causa? Magari il Vangelo di oggi “amerai il prossimo tuo come te stesso” può aiutarci a guardare in maniera diversa il dolore del tiranno e nonostante tutto – pur non dimenticando le ragioni della giustizia – essere capaci di provare compassione e misericordia anche per quella sofferenza. Il dolore del tiranno resta, comunque, diverso da quello degli innocenti. Il suo è spesso la conseguenza di azioni riprovevoli. Quel dolore non è ingiusto ma il logico risultato di comportamenti malvagi. Il difficile è superare il nostro (umano e limitato) senso di giustizia per guardare con occhi diversi anche quella sofferenza. Io per primo, però, non ne sono capace.

    Credo che questo sguardo diverso serva prima di tutto a noi per non diventare a nostra volta dei tiranni. Il tizio che ha ucciso Gheddafi ha usato gli stessi mezzi dell’odiato Raìs. Uccidendolo è diventato come lui ed ha perso la sua umanità. Se avesse avuto compassione – nonostante le sofferenze e le ingiustizie causate da quel pazzo criminale! – avrebbe conservato quella fondamentale differenza d’umanità che ora, dopo il gesto di giustizia sommaria, si è andata molto attenuando. È difficile stare di fronte al dolore del tiranno senza essere condizionati dal suo precedente ingiusto comportamento e da quest’ultimo essere travolti.

    Resta, comunque, il fatto che al tiranno dobbiamo opporci, sempre, altrimenti rischiamo di essene addirittura complici. Ma dal tiranno dobbiamo anche differenziarci nel nostro modo di fare giustizia.

    Buona domenica a tutti.

  26. c’e’ tempo per ogni cosa:
    ai tiranni ci si puo’ opporre mentre essi, e noi, siamo in vita,
    col nostro fare politico attivo!
    con la resistenza attiva o passiva. con diplomazia. con intelligenza e carita’.
    tiranni sono anche coloro che permettono ai tiranni di esistere: siamo noi.
    quanti di noi tiranni ancora camminiamo e viviamo?

    e i giudizi che diamo delle cose politiche siano mediati dalla carita’ e misericordia.
    (la Storia degli uomini e dei popoli forse, a volte… sembra quasi che “abbia bisogno”, anche di tiranni… incarnazione e proiezione di tutti noi… di quello che ognuno di noi e’ nel profondo, essa e’ governata da leggi che noi non sappiamo… che Dio ci illumini e ci guidi a capire… a pregare … ad agire… a cambiare quello che si puo’ cambiare per tempo, dovunque…. La Storia (degli uomini e dei popoli) ha bisogno di convertirsi come ognuno di noi.)

    ma quando qualcuno muore, chiunque egli sia,
    c’e’ solo questo da fare: affidarlo a Dio!,
    “l’eterno riposo…”
    e affidare a Dio anche i nostri facili tardivi giudizi.

    quanti tiranni camminano ancora sopra di noi?
    ne parleremo quando saranno morti?!

  27. Avete mai provato a correggere un fratello nella fede?

    Si è convertito?

    Ha cambiato il suo punto di vista o il suo modo di agire?

    E anche se la correzione è avvenuta nella carità, non ha forse provato, anche se celato, risentimento nei vostri confronti?

    Ed era un fratello nella fede!

    Un tiranno si lascia correggere?

    Anche se la speranza non muore mai, ne dubito!

    Però non possiamo parlarne solo dopo che saranno morti, allora forse, davvero, non ci sarà più nulla da fare!

    Parliamone ora, e senza mai abbandonare la carità, come se dovessimo dire qualcosa a noi stessi, diciamo ora ciò che potrebbe essere corretto; e se l’amico o il tiranno, chiunque esso sia, non ascolta, se continua, ignorandoci, per la sua strada, beh, pazienza noi ci abbiamo provato, e il giudizio sicuramente non ricadrà su di noi!

    Il nostro lavoro però non finisce qui, perchè possiamo continuare a pregare, nella speranza che i cuori di pietra si trasformino in cuori di carne; e anche se non ne siamo convinti, vi assicuro che la preghiera è una potente arma, un’arma letale contro il male.

    E il giudizio, l’ultima parola, lasciamoli pure a Dio! E come sta scritto e Vera ci ha ricordato: “Nessuno tocchi Caino!”

    Il sangue del fratello, anche se tiranno, anche se ingiusto e disonesto, ma sempre fratello, ricadrebbe su di noi!

        1. Certo e’ la stanchezza… tranquilla! buon riposo a te Michaela! ricordi quando ho sbagliato a scrivere io il tuo nome? senza la “a”? 😉

  28. Si, quando dobbiamo dare un giudizio, ma meglio non giudicare, mettiamoci sempre al posto dell’altro, ricordate il gioco dello specchio che vio ho proposto qualche tempo fa? Vi assicuro che il giudizio che ne nascerà sarà fatto di amore e misericordia!
    Non per nulla il Signore Gesù nel Vangelo di oggi ci ricorda: E amerai il prossimo tuo come te stesso!”

  29. Silenzio, Pianto, Dolore nel mondo dello sport:

    24 anni, un volto, una storia, la fama, la vittoria…….. dove sono finiti oggi?

    Io spero che Marco Simoncelli oggi abbia avuto la possibilità di invocare il nome di Gesù!

    E se ciò non è avvenuto: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi Pietà e Misericordia di lui!

  30. Mi ha commosso tanto la morte di Marco Simoncelli, era una caro ragazzo simpatico dai capelli sempre scompigliati e che mi faceva molta tenerezza.

    Penso al grande dolore dei genitori e voglio pregare per loro affinchè riescano a sopravvivere a questa tremenda disgrazia.

    Che Gesù ti accolga tra le sue braccia.

  31. Il Libro sul dolore di Paolo Curtaz,
    è proprio un libro che entra nella profondità del cuore,
    non si ferma a teorie teologiche che spiegano ma non sollevano il cuore, in questo libro di entra in punta di piedi per “capire” il dolore e si esce dal libro con un profondo Amore, ho terminato di leggerlo in meno di una settimana perchè ti senti condotto per mano nelle varie vicende di vita che toccano il DOLORE….
    Grazie Paolo di questo grande contributo del libro… il Dolore insegna, il Dolore trasfigura, il dolore ti fa amare la Vita ma solo se unito a LUI sempre sempre!!!

    Grazie

    D. Gianni Mattia
    cappellano ospedaliero

  32. Chi conosce realmente il dolore forse un giorno saprà dare il giusto valore alla gioia, perchè per assaporarla realmente, la gioia, in tutta la sua profondità, bisogna prima addentrarsi e conoscere anche il suo opposto, guardarlo in faccia, viverlo e poi lasciarlo andare.. si, perchè nessun dolore è mai perenne, per sempre.. ma la gioia può esserla invece, perchè gioia è capire che la sofferenza è solo un’emozione passeggera, una nuvola nera che oscura solo momentaneamente l’infinito cielo.. la nostra vera natura.. quella di figli della Luce Eterna, di figli di Dio.

  33. Oggi inizio a leggere il libro ….. il prologo e’ molto “sincero” e questo mi ha stuzzicato a leggere. Sto preparando un incontro di Aziona Cattolica …..sapete quest’anno la guida degli adulti chiede di riflettere sul “bisogno di guarigione” chissa’ se il libro di Paolo mi aiuta …….penso proprio di si. NB: Ho trovato questo libro leggendo una pagina di “Avvenire”.

  34. Finalmente, e da qualche giorno ormai, possiedo anch’io una copia de “Sul dolore, parole che non ti aspetti” di Paolo Curtaz!

    magari, se qualcuno ne ha voglia, ci ritroviamo su IBS su aNobii Qui su Fb o altrove … per discuterne!
    buona giornata

  35. Ciao Paolo, dovevamo esserci anche noi come famiglia di ruah al festival biblico ma aimè alberto (mio marito) era ko per la febbre. Volevo peró dirti che la mia amica vicentina che ci avrebbe ospitato che è anche giornalista e ha seguito in veste professionale e non solo e ci teneva aggiornati sugli eventi, oggi mi ha scritto: Curtaz sul dolore… da urlo!!!. Grazie

  36. Dimenticavo… Al posto di essere lí siamo stati tutto il pom con una mamma che conosciamo che ha perso da poco il figlio ragazzino e che ci ha dato una gran testimonianza di fede… Nonostante appunto il Dolore!

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Article by: Paolo

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