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Assisi

L’incontro voluto da Papa Benedetto ad Assisi, a 25 anni dallo storico incontro precedente, è illuminato nel suo significato profondo dal suo discorso di accoglienza. In questo discorso il Papa si preoccupa del fatto che negli ultimi decenni la religione sia stata usata come strumento di violenza. Il testo, denso e profondo, va conosciuto e letto con attenzione, dal mio punto di vista. Eccone uno stralcio:

La critica della religione, a partire dall’illuminismo, ha ripetutamente sostenuto che la religione fosse causa di violenza, e con ciò ha fomentato l’ostilità contro le religioni. Che qui la religione motivi di fatto la violenza è cosa che, in quanto persone religiose, ci deve preoccupare profondamente. In un modo più sottile, ma sempre crudele, vediamo la religione come causa di violenza anche là dove la violenza viene esercitata da difensori di una religione contro gli altri. I rappresentanti delle religioni convenuti nel 1986 ad Assisi intendevano dire – e noi lo ripetiamo con forza e grande fermezza: questa non è la vera natura della religione. È invece il suo travisamento e contribuisce alla sua distruzione.

Contro ciò si obietta: ma da dove sapete quale sia la vera natura della religione? La vostra pretesa non deriva forse dal fatto che tra voi la forza della religione si è spenta? Ed altri obietteranno: ma esiste veramente una natura comune della religione, che si esprime in tutte le religioni ed è pertanto valida per tutte?

Queste domande le dobbiamo affrontare se vogliamo contrastare in modo realistico e credibile il ricorso alla violenza per motivi religiosi. Qui si colloca un compito fondamentale del dialogo interreligioso, un compito che da questo incontro deve essere nuovamente sottolineato.

Come cristiano, vorrei dire a questo punto: sì, nella storia anche in nome della fede cristiana si è fatto ricorso alla violenza. Lo riconosciamo, pieni di vergogna. Ma è assolutamente chiaro che questo è stato un utilizzo abusivo della fede cristiana, in evidente contrasto con la sua vera natura. Il Dio in cui noi cristiani crediamo è il Creatore e Padre di tutti gli uomini, a partire dal quale tutte le persone sono tra loro fratelli e sorelle e costituiscono un’unica famiglia. La Croce di Cristo è per noi il segno del Dio che, al posto della violenza, pone il soffrire con l’altro e l’amare con l’altro. Il suo nome è “Dio dell’amore e della pace” (2 Corinzi 13, 11). È compito di tutti coloro che portano una qualche responsabilità per la fede cristiana purificare continuamente la religione dei cristiani a partire dal suo centro interiore, affinché – nonostante la debolezza dell’uomo – sia veramente strumento della pace di Dio nel mondo.

(Per evitare il rischio di un approccio superficiale all’evento, cosa quanto mai plausibile, e di una lettura fuorviante da parte dei media e dei credenti, riporto l’estratto di una lettera scritta da Benedetto XVI il 4 marzo 2011 al pastore luterano tedesco Peter Beyerhaus, suo amico di lunga data, che gli aveva manifestato i suoi timori per la nuova convocazione della giornata di Assisi:

“Comprendo molto bene – scrive il papa – la sua preoccupazione rispetto alla partecipazione all’incontro di Assisi. Però questa commemorazione doveva essere festeggiata in ogni modo e, dopo tutto, mi sembrava la cosa migliore andarvi personalmente, per poter provare in tal modo a determinare la direzione del tutto. Tuttavia farò di tutto affinché sia impossibile un’interpretazione sincretista o relativista dell’evento, e affinché resti fermo che sempre crederò e confesserò ciò che avevo richiamato all’attenzione della Chiesa con la ‘Dominus Iesus’”.)

Category: Incontri

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46 comments

  1. Cosa aggiungere alle parole del Santo Padre?

    Prego Dio, il Dio dell’Amore e della Pace, affinchè possa aprire i cuori e illuminare le menti per poter camminare, tutti insieme fianco a fianco nel rispetto reciproco delle culture e delle religioni, perchè il mondo intero sia un mondo, appunto, di Pace e di Amore.

    Chiedo troppo? forse! Ma non riesco a chiedere di meno!

    E per questo, chiamo in causa lo Spirito Santo, che intercede per noi presso il Padre con gemiti inesprimibili!

  2. Scusa Paolo l’incursione …

    Oggi è la festa liturgica della beata Chiara Badano, una preghiera affinché diventi santa. Lei da lassù preghi per tutti noi.

    1. Caro Enrico anche io conosco Chiara Luce sono una sua piccola sorella devota…è molto bello sapere che siamo in tanti a pregarla…
      un sorriso

  3. sei sempre molto preciso janus…. e analitico quanto …basta .
    mi sai spiegare se vi è differenza , nell’impostazione generale … tra questo incontro e quello di 25 anni fa?
    Alcuni , come Introvigne, sembrano propendere x il si …
    Mi sembra che l’attuale Papa non fosse favorevole … in quel tempo .
    Ora tutto è stato portato avanti da Lui…
    secondo te Janus … si tratta di una specie di conversione o far di ” necessità virtù” ?
    Secondo Introvignie, questo incontro poi non è nemmeno Dialogo Interreligioso…
    Che cos’è allora?

  4. Un articolo di Sandro Magister mi sembra molto preciso:

    ROMA, 26 ottobre 2011 – Nella “giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo” che ha indetto per domani ad Assisi, a venticinque anni dalla prima e discussa edizione ad opera del papa suo predecessore, Benedetto XVI ha introdotto due novità.

    La prima è l’estensione dell’invito, oltre che a esponenti delle religioni di tutto il mondo, anche a non credenti. Con la loro presenza, la giornata di Assisi prenderà la forma di un simbolico “cortile dei gentili”, animato non solo da “timorati di Dio” ma anche da chi in Dio non crede senza però desistere dal cercarlo.

    I non credenti che hanno accettato di partecipare alla giornata di Assisi sono il filosofo italiano Remo Bodei, il filosofo messicano Guillermo Hurtado, l’economista austriaco Walter Baier e la filosofa e psicanalista francese Julia Kristeva, che prenderà la parola nella fase iniziale dell’incontro, per ultima, dopo una sequenza di nove interventi da parte di esponenti religiosi tra i quali il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I e il rabbino David Rosen del Gran Rabbinato di Israele.

    Dopo Julia Kristeva parlerà Benedetto XVI, nell’unico suo discorso della giornata.

    *

    La seconda novità è che non vi sarà alcun momento di preghiera visibile e organizzata, da parte dei presenti, né in comune né in parallelo, come invece era accaduto nel 1986 con i vari gruppi religiosi riuniti in orazione in vari luoghi della città di san Francesco.

    Domani, semplicemente, dopo il “pranzo frugale” nel convento di Santa Maria degli Angeli, saranno assegnate ai circa trecento invitati altrettante stanzette singole, nella foresteria adiacente al convento, per un “tempo di silenzio per la riflessione e/o la preghiera personali”.

    Questo appartato spazio di silenzio durerà circa un’ora e mezza. Il pensiero va a quel passaggio del Discorso della Montagna nel quale Gesù dice: “Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Matteo 6, 6)

    *

    Entrambe queste novità rendono la giornata di Assisi indetta da Benedetto XVI diversa rispetto a quella iniziale di Giovanni Paolo II e alle successive repliche sia da parte del papa, nel 1993 e nel 2002, sia da parte della Comunità di Sant’Egidio, quasi una all’anno, l’ultima a Monaco di Baviera lo scorso settembre.

    Da cardinale, Joseph Ratzinger non partecipò all’incontro di Assisi del 1986. Non lo criticò mai in pubblico, ma quella sua assenza fu interpretata come una presa di distanza dagli equivoci che l’iniziativa indubitabilmente produsse, dentro e fuori la Chiesa cattolica.

    Dopo l’incontro del 1986 nacque una formula che accendeva sia l’entusiasmo di una parte del mondo cattolico, sia le serie riserve di molti altri: lo “spirito di Assisi”.

    Giovanni Paolo II usò per la prima volta questa formula poco dopo il primo incontro di Assisi e in seguitò la riutilizzò ripetutamente.

    Benedetto XVI, invece, ne ha fatto un uso sorvegliatissimo: salvo errore, non più di due volte, e la prima volta proprio per liberarla da cattive interpretazioni.

    Era il settembre del 2006 e la Comunità di Sant’Egidio aveva indetto la sua riunione interreligiosa annuale proprio ad Assisi, nell’ottavo centenario della morte di san Francesco.

    Benedetto XVI, invitato a parteciparvi, declinò l’invito. Ma scrisse al vescovo di Assisi una lettera, in concomitanza con l’apertura del meeting.

    Nella lettera a un certo punto si legge:

    “Per non equivocare sul senso di quanto, nel 1986, Giovanni Paolo II volle realizzare, e che, con una sua stessa espressione, si suole qualificare come ‘spirito di Assisi’, è importante non dimenticare l’attenzione che allora fu posta perché l’incontro interreligioso di preghiera non si prestasse ad interpretazioni sincretistiche, fondate su una concezione relativistica.

    “Proprio per questo, fin dalle prime battute, Giovanni Paolo II dichiarò: ‘Il fatto che noi siamo venuti qui non implica alcuna intenzione di ricercare un consenso religioso tra noi o di negoziare le nostre convinzioni di fede. Né significa che le religioni possono riconciliarsi sul piano di un comune impegno in un progetto terreno che le sorpasserebbe tutte. E neppure è una concessione al relativismo nelle credenze religiose’.

    “Desidero ribadire questo principio, che costituisce il presupposto di quel dialogo tra le religioni che quarant’anni or sono il Concilio Vaticano II auspicò nella dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane (cfr. Nostra aetate, 2).

    “Colgo volentieri l’occasione per salutare gli esponenti delle altre religioni che prendono parte all’una o all’altra delle commemorazioni assisane. Come noi cristiani, anch’essi sanno che nella preghiera è possibile fare una speciale esperienza di Dio e trarne efficaci stimoli nella dedizione alla causa della pace.

    “È doveroso tuttavia, anche in questo, evitare inopportune confusioni. Perciò, anche quando ci si ritrova insieme a pregare per la pace, occorre che la preghiera si svolga secondo quei cammini distinti che sono propri delle varie religioni. Fu questa la scelta del 1986, e tale scelta non può non restare valida anche oggi. La convergenza dei diversi non deve dare l’impressione di un cedimento a quel relativismo che nega il senso stesso della verità e la possibilità di attingerla”.

    *

    Ma non è tutto. Per comprendere il significato che Benedetto XVI vuole dare alla giornata di Assisi è necessario tener presenti almeno altri due fatti.

    Il primo è che alla vigilia dell’appuntamento di Assisi papa Ratzinger ha annunciato un “anno della fede”. Il papa lo farà coincidere non solo con i cinquant’anni dall’inizio del Concilio Vaticano II ma anche e più ancora con i vent’anni dal varo di quell’abbecedario della dottrina della fede che è il Catechismo della Chiesa cattolica, audacemente voluto da Giovanni Paolo II e tuttora troppo trascurato.

    L’indizione dell'”anno della fede” va di pari passo con un’altra decisione caratterizzante di questo pontificato: quella della “nuova evangelizzazione”. Che non riguarda soltanto i paesi di antica tradizione cristiana investiti dall’ondata della secolarità, ivi inclusa l’America latina, ma anche i luoghi dove il cristianesimo non è mai arrivato, bisognosi di un nuovo slancio missionario.

    È evidente che questo obiettivo prioritario del pontificato di Benedetto XVI è incompatibile con uno “spirito di Assisi” che per amor di pace si traduca in un disarmo dell’annuncio della fede in Cristo unico salvatore.

    *

    Inoltre, il pacifico convenire ad Assisi di rappresentanti delle religioni non cancella che in varie località del mondo le fedi siano in conflitto e i cristiani in particolare siano tra i più in pericolo.

    Due fatti recenti sono l’emblema di questa drammatica realtà: il massacro di decine di cristiani copti al Cairo da parte di estremisti musulmani e dello stesso esercito e l’uccisione nelle Filippine di un missionario italiano del Pontificio Istituto Missioni Estere, padre Fausto Tentorio.

    L’abbraccio di pace di Assisi tanto più vale su questo sfondo.

    Così come valgono altri analoghi segni di pace. Uno di questi si è avuto a Milano lo scorso 21 ottobre.

    Proprio mentre in tante città del mondo ribolliva la protesta degli “indignati”, quattromila giovani hanno percorso pacificamente le vie di Milano per sollecitare dagli Stati iniziative per i popoli affamati.

    E innalzavano l’effigie di padre Tentorio, l’ultimo dei martiri, una vita spesa per l’annuncio del Regno di Dio ai poveri, un san Francesco di oggi.

    __________

    1. Grazie Paolo, il tuo secondo intervento e’ stato ancora piu’ interessante del primo! !!! (lo dico con un sorriso!)

      giornate dense per me e ci sto mettendo anche la riflessione e la preghiera su tutto questo…

      argomenti su cui rifletto e prego gia’ da molti anni, e chissa’! magari entro pochi giorni oltre a dire che Gesu’ e’ il Signore della mia vita e che questo non potra’ mai essere messo in discussione da nessun dialogo interreligioso… magari potro’ dire qualcosa di piu’,

      comunque a Stefano che ha proposto di leggere Introvigne e un po’ anche ad Anto che lo riprende, vorrei dire che io, e chissa’ perche’!, non mi trovo d’accordo spesso con Introvigne! In questo caso specifico a proposito della lettura che lui da’ delle parole del papa che parlavano di divisioni del mondo in blocchi contrapposti e che affermavano come da questa divisione nascessero difficolta’ per la pace, e non gia’ che la violenza, come Introvigne semplifica, nasceva dal comunismo… da questo assunto comunismo = violenza, secondo me formalmente non corretto anche sulla base delle parole che vuole riprendere… egli poi sviluppa tutto il suo discorso, che ovviamente per me diviene poi anche difficilmente condivisibile….
      comunque
      vedo delle profonde differenze anch’io tra il 1986 ed oggi.
      E ne sono felice. Molto felice.
      Credo che il 1986 abbia prodotto molti fraintendimenti e creato molte situazioni difficili.
      Bisogna avere il coraggio di testimoniare il Dio in cui crediamo
      che e’ amore ed e’ per tutti ma e’ il Dio di Gesu’.

      Sempre di piu’ questo papa mi piace, mi convince! mi sembra un dono dello Spirito per i nostri tempi. Mi fido di lui e della Chiesa che sta conducendo.
      Mettero’ il link al suo discorso integrale di apertura citato da Paolo qui sotto, in un altro commento.

      1. http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2011/october/documents/hf_ben-xvi_spe_20111027_assisi_it.html

        GIORNATA DI RIFLESSIONE, DIALOGO E PREGHIERA
        PER LA PACE E LA GIUSTIZIA NEL MONDO
        “PELLEGRINI DELLA VERITÀ, PELLEGRINI DELLA PACE”
        INTERVENTO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
        Assisi, Basilica di Santa Maria degli Angeli
        Giovedì, 27 ottobre 2011

        e questo:
        http://www.news.va/it/news/incontro-di-assisi-le-riflessioni-del-prof-bodei-d

      2. Ciao Vera. Ciò che mi ha colpito in maniera particolare dell’articolo di Introvigne che ho segnalato è la considerazione di fondo che la religione è ed è stata occasione di violenza non più di tanti altri pretesti. La violenza è nell’uomo e l’uomo ha spesso la necessità di apparenze presentabili per giustificarla: essa resta fondamentalmente un’ingiustizia dei singoli. Questa è un’ovvietà spesso deliberatamente trascurata per giustificare grossolani pregiudizi contro i credenti. Credo che i fondamentalisti siano la cosa più lontana dalla fede che ci possa essere. Il bello è che sempre più spesso, purtroppo, scopro esserci in me stesso una buona dose di fondamentalismo e di violenza (nel mio piccolo non mi faccio mancare niente!). Quando ciò avviene perdo la mia fede(ltà a Dio) e la mia umanità per essere solo un meschino mascherato con una manciata di puro perbenismo di facciata.

        Un saluto e grazie per i tuoi interventi.

    2. mi spiace Paolo averti fatto scrivere tanto …
      mi sembra che l’intervento di Magister sia esauriente…
      Insistere però sempre su quel relativismo …. (quasi che Giovanni paolo fosse relativista ) può diventare un mettere paletti inopportuni … Si può anche pensare che siamo persone di poco dialogo… e magari che credono poco al valore della preghiera … o al valore della pace…
      nessuno vuole poi il sincretismo o dire che tutte le religioni sono uguali …( lo spirito di assisi , non vuol certo esser tutto ciò).

  5. Si Vera, dici bene!

    “Bisogna avere il coraggio di testimoniare il Dio in cui crediamo
    che e’ amore ed e’ per tutti ma e’ il Dio di Gesu’”

    Anch’io ho meditato molto su questo : avere un mondo rinnovato dove tutti gli uomini sono uguali, tutti fratelli, tutti con un un’unica credenza “il Dio di Gesù”.

    Ma ciò, purtroppo, non è possibile!

    Non si può andare a casa del proprio vicino e dirgli come e cosa deve fare per allevare bene i suoi figli; o meglio, che un modo di educare sia migliore di un altro; no, non si può.

    Però, si può incontrare il proprio vicino in santa unione di intenti, nell’affetto, nell’amore, nell’amicizia, nell’onestà, nella fratellanza; con la certezza che il Dio di Gesù, anche se non è chiamato con lo stesso nome, è lì che guarda, sorride, si compiace di questa comunione.

    1. Federica ti rispondo cosi:

      Un mondo pieno di gente come noi!!!? come me?! per carita”!!! 🙂

      lascia che ci siano anche gli Altri!! diversi da noi e me…
      … se vanno bene a Dio perche’ non dovrebbero andar bene a me?!

      certo che mi va bene che ci siano tutti: e chi si senta lievito e sale si lasci usare per quello che e’

      Ciao Elio!

  6. Vi sento molto entusiasti di questa Assisi II^, vorrei dire però che sarebbe meglio un Vaticano III° o quantomeno l’aperto coraggio di denunciare che Il Vangelo, nonostante i tanti buoni intenti e intenzioni, anzichè affermarsi va progressivamente allontanandosi dal nostro tempo. Il Vangelo di questa domenica 30 Ottobre cade a proposito, troppi preti vivono nel mondo per il mondo (i loro telefonini squillano sempre) i laici impegnati più dei preti vengono in qualche modo ghettizzati dalla Curia perchè “fanno troppo”. Cari fratelli personalmente sarei più contento di trovare più spesso un parroco al confessionale o un laico (magari maschio) ad incontri di preghiera o lettura biblica perchè è così che la foresta cresce, cresce, l’albero Assisi ha fatto notizia ma è rimasto solo nelle orecchie e nei cuori dei “soliti”. Ma della G.M.G…. basta con le notizie a tutta pagina, alla lacrima facile, il Vangelo ci chiama alla nostra responsabilità di cristiani.

      1. …a me invece piace poco …
        C’è posto per tutti …
        preti …laici santi e meno santi..
        L’importante è non esser …troppo sicuri di sè…

  7. E continuo: Però ciò non toglie che il mio vicino, ammirato e affascinato dal mio modo di educare i miei figli, non si converta, si uniformi al mio modo di agire, creda a ciò in cui io credo; in questo caso al “Dio di Gesù”.

    Buona Domenica in Cristo Gesù!

  8. Già, tutto parte dal piccolo, dal singolo!

    E se vogliamo, Il Santo Padre ad Assisi rappresenta il singolo!

    Il Santo Padre, illuminato dallo Spirito Santo, così come ci dice Vera più sopra, dono dello Spirito, si è fatto umile e piccolo tra i grandi, per insegnare a coloro che si dicono grandi a camminare sulla via dell’unità (unità non intesa come unità religiosa) e della pace.

    Sono certo, che l’incontro di Assisi, non è un episodio a sè stante;
    sono certo che da lì partirà una nuova Evangelizzazione………!

    Coraggio Santo Padre, siamo con Te, preghiamo con e per Te, da piccoli e singoli quali siamo, nei nostri limiti, Evangelizziamo con Te!

    Preghiamo il Signore Gesù affinchè il Suo Santo Spirito possa porre il Suo Sigillo sul Papa, sui Vescovi, sui Sacerdoti, su noi, su tutti i Cristiani, su quanti si dicono Cristiani e non lo sono, su quanti non si dicono Cristiani anche se battezzati, su quanti non sono Cristiani……….su tutto il popolo di Dio!

  9. Ho sempre visto con paura l’apertura verso i cristiani di altre confessioni, figuriamoci poi se il dialogo avviene con esponenti di altre religioni oppure con atei. Ciò è dovuto principalmente alle mie insicurezze di credente “poco esperto”. Nell’ortodossia vedo quel rifugio alla mia traballante fede, per trovare lì una descrizione fedele di Cristo ed una Parola salda e sicura. La mia paura di sbagliare e di deviare dalla vera ricerca di Dio è la ragione della mia diffidenza verso le aperture ecumeniche.

    Poi, però, ho sentito parlare della Comunità monastica di Bose e di una vita comunitaria tra cristiani di differenti confessioni. Riconosco in quel minuscolo agglomerato di case nella provincia Piemontese una realtà che percepisco come vitale e benefica per tutta la Chiesa.
    In questo intervento di Enzo Bianchi, scritto in occasione dell’incontro di Assisi, sono espresse le motivazioni dello stare insieme (che tanto mi spaventa!) che ritengo valide e che vorrei condividere:
    http://www.monasterodibose.it/content/view/4253/114/lang,it/

    Vorrei anche condividere la gioia per la recente presenza in Assisi della Comunità di Bose, insediatasi con un manipolo di monaci in San Masseo. Sabato si è svolta la cerimonia di Benedizione del Monastero: http://www.monasterodibose.it/content/view/4257/122/lang,it/
    Grazie anche ad Enzo Bianchi ed alla Comunità di Bose capisco come la ricerca di Dio debba passare anche per questi difficilissimi incontri con l’altro.
    Buona domenica a tutti.

  10. Si’ Stefano, su questo siamo d’accordo: la violenza che l’uomo ha dentro di se’ si e’ resa visibile in vari modi nella storia, oggi forse e’ vestita da nichilismo secolarismo relativismo fondamentalismo … (anche forse dal nostro cristianesimo senza Cristo, annacquato e prepotente…)
    Al volo e in maniera sparsa voglio dirti alcune delle cose su cui sto riflettendo perche’ sto per uscire ho poco tempo e molte cose da fare…
    Allora velocemente:
    Vivo in contesti multiculturali e multireligiosi da molti anni e posso tranquillamente ammettere che il rispetto e la tolleranza sono possibili se garantiti dalle leggi costituzionali. Ma che essi sono infinitamente piu’ complessi e sfumati nelle loro realizzazioni pratiche quotidiane di quanto noi non immaginiamo quando ne parliamo astrattamente ai convegni. E la vera difficolta’ sta qui, e tu da uomo di legge puoi capire bene quello che intendo dire… il concreto…

    Per quanto mi riguarda, la validita’ dell’Ethos degli altri, delle altre religioni, dipende dal modo in cui esse formano la loro immagine del mondo, i loro contesti, e da come prescrivono le aspirazioni individuali e sociali dei loro fedeli (non potrebbe mai esserci a mio parere un dialogo interreligioso costruttivo con religioni che possano prevedere che so.. sacrifici umani o animali!!! Tanto per farmi capire….)
    Una sola Morale condivisa potrebbe dunque fare da sfondo ad un dialogo interreligioso serio? Puo’ darsi. Ma credo ancora che non basterebbe, e sarebbe fondata comunque su idee di cio’ che E’ buono molto diverse le une dalle altre.
    Un altro problema ancora e’ che muovendosi da una pratica religiosa comune le identita’ religiose sono poi soggettivamente interpretate e vissute da ciascuno di noi in un continuo confronto tra le istanze di fede della nostra comunita’ piu’ ampia e la realizzazione di questa stessa fede che noi diamo concretamente alla nostra vita.
    Nessuno di noi e’ cristiano allo stesso modo di un altro. Ammettiamo che possa essere cosi anche per i fedeli di altre religioni o per il laicismo dei laici.

    Alla base di ogni esperienza religiosa ci sono dei valori molto differenti.
    La stessa idea di Dio e di uomo e’ differente nelle diverse prospettive religiose.
    Cosa intendiamo quando parliamo di fondamentalismo?
    Io Vera sono fondamentalista. Una fondamentalista cattolica, e allora?
    Io sono fondamentalista perche’ parlo di Dio e pongo Dio al centro della mia vita mentre tanti intorno a me nella mia cultura hanno paura o timore di farlo.
    E lo sono anche perche’ credo che bisogna rinvigorire l’impegno politico di noi cristiani nel mondo non con-o-come strutture e partiti ma liberamente come uomini che si convertono mentre lavorano (e muoiono) per gli altri.

    Il nostro mondo ha grossi problemi politici ed economici ma soprattutto politici, irrisolti: da qui nascono i fondamentalismi politico-religiosi come li vediamo e li pensiamo adesso.
    Risolviamoli! (i problemi irrisolti!) e i fondamentalismi di questo tipo non avranno piu’ motivo di esistere.

    Non meno pericoloso del fondamentalismo anche il relativismo in cui siamo tutti immersi, se Dio non c’e’ tutto e’ relativo, tutto e’ permesso…

    Cio’ che e’ importante in una pratica religiosa secondo me, e’ il rapporto che essa descrive e propone ai suoi fedeli a proposito dei grandi temi dell’esistenza della vita della morte della felicita’ umana della Liberta’ umana … della Soggettivita’ umana… il rapporto umano collettivo e individuale con Dio.
    Il perche’ del nostro esistere sulla terra e il nostro fine ultimo.
    (E in questo sono una vecchia figlia nostalgica della nostra Europa e devo tenerne conto!)

    L’11 settembre il mondo ha riscoperto i blocchi, i nemici di cui ha sempre avuto bisogno e che in effetti non si sa nemmeno bene chi siano. io non lo so!
    Di nemici ha bisogno un certo tipo di Potere per tenerci tutti (in ansia e) facilmente sotto controllo. Ma e’ un potere di questo mondo e noi non siamo (solo) di questo mondo!
    Mi e’ capitato piu’ volte di dire parlando con amici che per ogni donna velata nel resto mondo c’e’ n’e’ una nuda da noi. in quell’occidente che poniamo al centro dell’universo! E per ogni povero un ricco. ecc ecc…
    Come se il mondo tentasse di compensare i suoi stessi equilibri.
    Come se Dio permettesse al mondo di compensare le sue esagerazioni.
    Quando arriveremo al giusto mezzo da tutte le parti, allora cesseranno anche gli squilibri.
    Ne sono sicura.

    Quello su cui io mi interrogo da sempre e’ questo: tutte le religioni sono vie di salvezza?
    Possono diventarlo?
    Poiche’ Dio permette che esistano e poiche’ vedo uomini e donne migliori di me (cristiana e cattolica) che non credono nel nostro Dio di Gesu’, ma fanno le loro cose meglio di quanto io non faccia le mie… che destino li aspetta?
    C’e’ una via di salvezza per loro?!
    Poiche’ Cristo e’ gia’ morto e risorto per tutti mi serve pensare di si’.
    Poiche’ la fede e ‘ dono e grazia di Dio non posso che pensare di si’.

    Le religioni allora come pratiche sociali ma anche come libera esplicazione della soggettivita’ di ognuno.
    Ecco cosa puo’ fare un dialogo interreligioso serio:
    Ripartire solo dal bisogno di ogni essere umano di metafisica di Verita’, di Senso della vita… e nel possibile rispetto di questo costruire dialoghi e rapporti rinegoziati di continuo socialmente e individualmente.
    La chiesa pero’ deve rifare i conti con la sua Tradizione e con Cristo.
    Confrontarsi anzitutto con Lui.
    Non con le mode culturali e la politica, essa incarnata in tempi e luoghi risente delle culture dei suoi tempi e luoghi e delle violenze che questi le hanno proposto e lei ha accettato subito e fatto sue nei secoli. Con tutte le violenze e le vergogne che ancora oggi ci vengono rinfacciate, ma davvero dobbiamo dire: quella non era la Chiesa di Cristo!
    Oggi possiamo tentare di ricostruire la Chiesa Sogno di Dio.
    La chiesa infedele e amata si deve convertire a Cristo. Continuamente per essere se stessa per non perdersi e ritrovarsi.

    Dialogo interreligioso dunque e’ fatto anche di negoziazioni e compromessi continui sullo sfondo di costituzioni di stati che garantiscono diritti umani minimi o massimi per tutti. Ma primato per noi, di Cristo, da annunciare con forza e per cui dare la vita,
    se serve a noi e agli altri.
    Avrei tante cose da dire ancora ma devo proprio andare.

    Buona giornata Stefano, a te a a tutti.
    (Grazie a te)

    (P.S. non mi faccio mai mancare nulla neppure io… di niente… tranquillo…)

  11. Grazie Vera!

    E tu dici un mondo pieno di gente come me, per carità!?

    O ancora, rispondendo a Stefano che dice “scopro esserci in me stesso una buona dose di fondamentalismo e di violenza”, tu dici per te stessa: “non mi faccio mai mancare nulla neppure io… di niente”!

    Sono certa che Dio, davvero, vorrebbe un mondo pieno di gente come te!

    Anche perchè sono pochi quelli che come te riescono ad affermare:”Io Vera sono fondamentalista. Una fondamentalista cattolica, e allora?
    Io sono fondamentalista perche’ parlo di Dio e pongo Dio al centro della mia vita e: “E lo sono anche perche’ credo che bisogna rinvigorire l’impegno politico di noi cristiani nel mondo non con-o-come strutture e partiti ma liberamente come uomini che si convertono mentre lavorano (e muoiono) per gli altri. e: “Oggi possiamo tentare di ricostruire la Chiesa Sogno di Dio.”

    Di solito si dice: “Parole tue, Parole di Dio”!

    Possa, il Signore Gesù, mandare numerose e Sante Vocazioni come la tua alla Sua Chiesa!

    1. Federica sei molto gentile davvero, ti ringrazio.

      Che io e noi possiamo essere
      come Dio ci vuole
      dove ci ha messi
      come e perche’ ci ha messi li’
      ad essere quello che potremmo essere,
      e che Lui vuole che noi siamo.

      io… certo…
      io sono felice di me eppure sono
      piccola piccola credimi (tu)!
      e non credo (io) che sia facile starmi accanto giorno e notte!
      (per questo dicevo “come me per carita’!”)
      esigente come sono con me e poi con gli altri!
      soprattutto con le persone a me care!
      ed e’ solo un esempio! 😉

      ma sono felice di me e ringrazio Dio per me.
      gli dico grazie perche’ sempre, se faccio qualcosa di buono,
      quello che di buono faccio, e’ fatto da Lui in me.
      io resto (comunque) piccola piccola e felice (nonostante tutto) di me.

      Grazie ancora a te, e Grazie a Dio.

      1. Grazie Vera!

        Ciò che scrivi è molto bello!

        E’ bella la tua umiltà!

        E anche se dici di essere piccola, sicuramente gli occhi di Dio ti vedono grande per quella che se, per quello che dici, per quello che fai!

        E’ bello anche che tu sia esigente con te stessa, più bello ancora sarebbe se fossi un pò più paziente e indulgente con chi ti vive accanto giorno e notte con dedizione!

        Un caro saluto e un abbraccio in Cristo Gesù nostro Signore!

        1. Mi fai sorridere Michaela!
          E allora io voglio far sorridere te:
          certo che sono paziente e indulgente, tranquilla!
          Con gli altri di sicuro!!! e anche con me, alla fine…
          Insomma, mi perdona Dio,
          e chi sono io per non perdonare me stessa quando sbaglio?

          E pure mostro agli altri, ancora ad esempio, come potrebbero amare me…
          e glielo mostro facendo per loro quello che vorrei loro facessero per me!
          il problema e’ che io per me (Perche’ mi voglio bene) farei (e faccio) un sacco di cose!
          Le cose che faccio appunto un po’ anche per loro… ci sei?!
          E cosi’, quasi quasi, loro vorrebbero essere amati di meno per dovermi amare di meno! !!
          E’ faticoso amare gli altri come se stessi! E non tutti hanno voglia di lasciarsi amare! o di amare!
          Allora quando amero’ (e faro’ cose) per qualche minuto solo per il gusto di amare (e di farle)… allora avro’ cominciato a convertirmi sul serio!

          Ora spero di averti fatto sorridere!
          Perche’ devo chiederti:
          Lascia stare tutto quello che ho appena detto e ricorda solo questo:
          misericordia, amore e umilta’ camminano insieme.
          E sanno dove andare.

          (un abbraccio)

  12. … e vogliamo contrastare in modo realistico e credibile il ricorso alla violenza per motivi religiosi
    Confesso che questa frase mi ha molto colpita … questa è la Chiesa che sento Madre…
    Preghiamo lo Spirito affinchè in quest’anno della fede sia molti i frutti che potremo raccogliere…

  13. Grazie a tutti, Elio mi è piaciuto quello che hai detto. Io vado ad Assisi il 17/ 11 al 20. Spero di riuscire a pregare x tutti intensamente!

    1. Ciao,
      Jenny, buon pellegrinaggio!
      Assisi è una città ‘magica’ : io ci sono stata tantissime volte …
      ed è sempe nuova! 🙂

  14. Santo, ♫ Santo, ♪ Santo ♫ il Signore Dio ♪ dell’universo.♫
    ♫♪
    I cieli ♪e la terra sono ♫ pieni della tua ♫ gloria!!! ♪
    ♪♫

    Auguri a tutti!
    che possiamo assomigliare, oggi, almeno un pochino (!)
    a Colui che E’ Santo!!!!

    buona giornata

      1. Grazie Stefano! ho usato il tuo link come un buongiorno!
        anche questo Santo e’ bello dall’Album Dove tu sei, (io ero giovane!):
        http://www.youtube.com/watch?v=i0gBsf0-Bl0&feature=related

        di seguito invece alcuni link
        i primi due del Gloria che facciamo noi tutte le domeniche
        gli altri di un paio dei miei canti preferiti.
        (inutile dire che nel Gloria noi siamo molto piu’ bravi (!) meno monotoni… e che cantiamo benissimo a una sole voce soave!!! 😉 )
        Buona giornata a tutti, usateli anche voi come “Buongiorno” da parte mia!

        http://www.youtube.com/watch?v=LAr17pfzW4Q&feature=related
        http://www.youtube.com/watch?v=Rm18qsrewTU&feature=related

        http://www.youtube.com/watch?v=FjAoFehxVIE
        http://www.youtube.com/watch?v=GINNh15cT08&feature=related

        1. Grazie Vera. Ti ho segnalato quella versione del Santo (versione di Gen Rosso) perché mi piace molto. Pensa che quando Luca aveva pochi mesi per addormentarlo dovevo cullarlo a lungo tra le braccia e dare fondo a tutto il mio repertorio musicale per bambini. Stremato ed a corto di canzoni, qualche volta facevo ricorso a questa versione del Santo… in quei momenti era anche un po’ pregare che il sonno vincesse la vivacità di mio figlio.
          Lui alla fine si addormentava, forse perché stanco della voce gracchiante del padre.
          Allora, continuando con questo Santo (versione Gen Rosso), ti segnalo altre sue due esecuzioni che ho trovato sul web, magari per cantarlo in memoria dei nostri cari di cui – in questo giorno di commemorazione dei defunti – oggi sentiamo un po’ di più la nostalgia…
          http://www.youtube.com/watch?v=pb4TVgsVWUE
          http://www.youtube.com/watch?v=rNkewWQaQxY&feature=related

          1. Grazie Stefano! e parlando di ninne nanne, e col Natale alle porte, e forse la saprai gia’ .. ho pensato ad una ninna nanna dolcissima, certo piu’ adatta alla mia voce da soprano che non alla tua (!) eppure puoi provare!! Fermarono i cieli la loro armonia cantando Maria la nanna a Gesu’… e poi ancora un canto molto bello, In notte placida che forse conosci gia’. pubblico i link piu’ in basso e magari ci vorra’ un po’ perche’ Paolo li approvi! ma spero che ti arrivino… fammi sapere di Fermarono i cieli… io la trovo dolcissima…

  15. Accogli, oggi, o Padre il nostro Sacrificio e la nostra Lode per ottenere dalla Tua Bontà, il Tuo Perdono, la Tua Misericordia, la Tua Grazia, la Protezione e l’Intercessione di Tutti i Tuoi Santi!

    Te lo chiediamo nel Nome del Tuo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo che con Te vive e regna nell’unità dello Spirito Santo, con Maria Santissima, con tutti i Santi del Paradiso, nella Gloria degli Angeli degli Arcangeli, dei Principati, delle Virtù, delle Potestà, delle Dominazioni, dei Troni, dei Cherubini, dei Serafini, per tutti i sescoli dei secoli, Amen!

    Auguri di Santità a Tutti noi, a Tutta la Chiesa e al Popolo di Dio e al mondo intero!

    🙂

  16. @ Anto

    Ero in montagna, mi riconnetto al mondo solo ora!
    Ti ringrazio per la considerazione … credo che il Curtaz abbia ben fatto a riportare le parole di Magister … chiare, esaustive … e base di profonde riflessioni … se si vuole andare un po’ al di la della nota prudenza degli ambienti vaticani 🙂

    Credo che BXVI° voglia cercare di salvare il VAT.II° dai Vaticanosecondisti … che ne hanno travisato (consapevolmente e colpevolmente) il senso ed il significato … usandolo più come strumento di “liberazione personale” … che cercando le vie giuste per porlo in opera.

    Il caro buon vecchio Nietzsche diceva giustamente che non c’è nulla che nuoccia maggiormente ad una causa … di quelli che la vogliano sostenere …. portando le argomentazioni sbagliate!

    Aggiungo io : a ciascuno valutare la buona fede o la cattiva fede … di quelli 🙂

    … ma questo è un mio pensiero …

    salùt
    Janus

    1. Caro Janus… permetti anche un mio pensiero 😉
      E spero vivamente ci sia un minimo di comprensione dall’altra parte senza rinfacciarmi che scrivo in maniera sbagliata o scrivo per autocompiacimento intellettuale….

      Chi sono io per giudicare Benedetto XVI?
      Nessuno, quindi mi astengo da fare una riflessione su di lui. Piuttosto vorrei difendere i “vaticanistisecondi” come tu li chiami.
      Se nella storia, la Chiesa ha potuto progredire ed è per esempio giunta ad accettare la libertà di coscienza in maniera religiosa (di cui i papi oggi si considerano tanto paladini) è grazie a cattolici che a loro tempo hanno esercitato una criticità, cioè hanno compiuto passi in avanti rispetto alla dimensione istituita.
      Io non so a chi ti riferisci parlando di “vaticanistisecondi”, ma se c’è qualcuno che pone degli interrogativi alla Chiesa Cattolica ascoltiamoli.
      Facciamo parlare anche teologi laici, il compito del teologo è quello di parlare di Dio esercitando il logos, la ragione.
      E ben vengano le “liberazioni personali”….che non vuol dire ognuno fa quel che vuole.

  17. Anche oggi Signore ti presentiamo il nostro Sacrificio e la nostra Lode a suffragio dei nostri cari fratelli defunti, delle Anime Sante del Purgatorio, delle Anime Sante abbandonate, di tutti i Defunti della Chiesa di Cristo, di tutti i Defunti del mondo intero; nel nome di Gesù Cristo, Tuo Figlio e nostro Signore che con Te vive e regna nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei seocoli, Amen.

    L’Eterno Riposo dona Loro o Signore……..!

  18. @ Vera

    Cara Vera, grazie, due brani molto belli; il primo francamente non lo conoscevo (ho cercato su Youtube). Per me, ovviamente, di difficile esecuzione… Ormai Luca, dall’alto dei suoi tre anni e mezzo, non ne vuole sapere delle ninne nanne del papà: si addormenta (quasi) da solo, con mamma Maria Chiara nelle vicinanze ed una bella fiaba da ascoltare. A Matteo basta molto meno: 150 gr di latte con due biscotti… beato lui!

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Article by: Paolo

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