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A partire da me

La telefonata è lunga e accalorata.

Seguo questa persona da molti anni, è in ricerca di fede e abbiamo stretto un sottile alleanza, regalo della Provvidenza. Mi dice di avere assistito ad un dibattito televisivo con alcuni grossi nomi, fra cui un personaggio molto polemico con la Chiesa, le istituzioni, la gerarchia. La sua perplessità (da non credente in ricerca!) è proprio legata a questo stile.

“Ma come – mi dice – proprio chi dice di credere alla fine dice le peggio cose sulla Chiesa?”

Mi ha interrogato questa affermazione, essendomi venuto a trovare, in questi anni in una posizione delicata. Ho fatto per vent’anni il prete, come sapete, e ora ho scelto, attraverso una serie di vicissitudini dolorose per me e per gli altri, di abbandonare il ministero attivo e di continuare a mettere i miei doni a servizio del vangelo.

In questi anni ho ricevuto due grosse delusioni: da parte di chi pensavo essere fratello nella fede e che, invece, ha manifestato una sconcertante ferocia di giudizio e da parte di chi, invece, vuole a tutti i costi tirarmi dalla parte degli incazzosi nei confronti della Chiesa. 

Non voglio schierarmi da nessuna di queste due parti, restando fermo nel Vangelo che ho ricevuto. E voglio ribadire che credo che ogni categoria mondana abbia i suoi limiti, se applicata nella Chiesa. La Chiesa, ne sono sempre più convinto, non si cambia attraverso rivoluzioni populiste e demagogiche, e forse nemmeno attraverso riforme, ma attraverso la conversione. Il problema non è che la Chiesa è rimasta legata al passato, è che ha perso le proprie radici profonde che deve recuperare soprattutto nel loro aspetto interiore e spirituale. Resto perciò sconcertato quando vedo, anche su Internet, o sui media dei veri ring fra cattolici conservatori o progressisti, considerando l’unico vero progresso il cambiamento del cuore che si radica in Cristo e l’unica cosa da conservare la verità (anche scomoda) del vangelo, sapendo distinguere (cosa per cui abbiamo il magistero!) cosa si avvicina alla verità di Cristo e cosa meno.

Niente scorciatoie, quindi, ma la difficile strada della conversione, senza cedere alle seduzioni del mondo, senza arroccarsi in anacrosnistiche posizioni che la Chiesa stessa non assume. Come dice bene Madre Teresa, citata dal Papa nell’ultimo viaggio apostolico.

La Chiesa deve cambiare.

Lei ed io.

Category: Diario personale

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69 comments

  1. Si Paolo, bello ed edificante!

    Filippesi 4, 4-9 :
    Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi. La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino. Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.
    Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri. Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi.

    E ancora

    2 Corinzi 13,11

    Del resto, fratelli, rallegratevi, ricercate la perfezione, siate consolati, abbiate un medesimo sentimento, vivete in pace; e il Dio d’amore e di pace sarà con voi. Salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio. Tutti i santi vi salutano.
    La grazia del Signore Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

  2. Il paragone puo’ sembrare irriverente e banale: in questi giorni la Chiesa mi sembra casa mia in vista di un probabile imminente trasloco.

    Abito in alto, al quindicesimo piano, lontana dalle faccende umane giu’ in basso.
    Proprio come lei… (come sembra abiti lei)
    Molte camere, e non tutte “nobili”! Molte cose accumulate negli anni che mi sembrano indispensabili eppure… no! non tutte lo sono. Lo so.
    Le uso ogni tanto, ma potrei vivere anche senza!
    Cosi’ come potrebbe fare la Chiesa con alcune cose sue…

    Se ci fosse un terremoto un incendio una improvvisa emergenza… cosa salverei di tutto quello che ho tra i piedi, che mi affatica, che mi appesantisce e che pure spesso uso e mi serve?!
    (di fronte alla crisi che scuote le societa’ e le coscienze cosa deve mettere la Chiesa nel suo piccolo bagaglio a mano per il suo immediato futuro?)
    Insomma cosa salvare di cio’ che abbiamo io e lei?
    Quali sono le cose irrinunciabili, importanti, le cose essenziali?

    Occorre che io ci pensi bene.
    Che prenda con me le cose davvero essenziali avendo il coraggio di disfarmi di cio’ che mi affatica – appunto – e mi appesantisce.
    Disfarmi soprattutto di cio’ che e’ scandalo per Chi non possiede le molte cose che io possiedo. Forse troppe.
    (E davvero chiedo scusa al resto di quel mondo che vive nella poverta’ di beni e oggetti).

    Credo che la Chiesa dia spesso un’impressione di se’ al mondo simile a quella che vi ho descritto… (lontana, troppe cose ingombranti, troppo di tutto) e anche la Chiesa deve ripensare a Se stessa, al suo “trasloco” verso il futuro.

    Allora io devo traslocare e convertirmi!
    (Capita nelle vite degli uomini capita anche alle “Istituzioni”).
    Cioe’ ho bisogno di rendermi conto che la strada della conversione passa per la riduzione all’essenziale. Per il riconoscimento di cio’ che e’ fondamentale, indispensabile, necessario.
    E perdendomi, rinunciando all’attaccamento dato a persone a luoghi a cose,
    lasciando il resto, le cose belle ma solo se funzionali alla salvezza…
    lasciarmi andare e … affidarmi a Dio per ritrovare tutto in Lui un giorno, (che sara’ gia’ stanotte, domani), ritrovando soprattutto me stessa.

    Ecco: mi serve perdermi per ritrovarmi!
    ( Gv 12 25Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.)
    ( Mt 39Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.)
    Credo che anche la Chiesa, come me, debba perdersi e “traslocare” per ritrovarsi.
    Per convertirsi all’essenziale, come me, mentre trasloco.
    Come a me anche a lei serve svuotare i suoi sgabuzzini ed armadi e aprire (spalancare) le sue finestre. Dar via le sue cose non-essenziali, forse ancora utili, ma non-essenziali.
    Avere il coraggio di alleggerirsi.
    Per camminare piu’ agile e vicina alla gente per strada.

    Non sono un’esperta… ma sono sicura che qualcuno puo’ tradurre queste mie parole in azioni concrete applicate alla situazione concreta della Chiesa.

    Si’ Paolo, anche io devo e voglio convertirmi come Te e la Chiesa.

    E a te Paolo, caro fratello nel Signore, intanto dico: sai meglio di me (io lo imparo anche da te) che cio’ che e’ accaduto a te, e’ gia’ accaduto ad altri e si ripetera’ ancora…
    Di’ grazie a Dio se tu sei ancora in grado di godere delle gioie che la vita puo’ offrirti.
    E anche questo e’ un suo dono.
    Dio benedica la tua famiglia, e il tuo lavoro a servizio della Parola..
    Convertiamoci e preghiamo Dio che sempre ci doni di rimanere nel Vangelo che abbiamo ricevuto e che tale, integro e incorrotto, lo possiamo noi trasmettere ad altri!

    Ringrazia Dio che ti ha concesso di restare saldo nella tua fede senza cedere ai molti che ti avrebbero voluto arruolare tra le loro file di scontenti di rancorosi di arrabbiati di farisei intransigenti…
    Chi conosce il peccato, il dolore, e poi soprattutto il perdono dolce di Dio!, chi si rende conto di essere stato, ieri e per sempre, amato da Dio e di far parte della sua viva Chiesa… Queste persone si riconoscono per strada… si sorridono camminando…
    Godi tu adesso della tua nuova vita e dei molti fratelli intorno a te, che sanno di cosa stiamo parlando… e convertiamoci ancora tutti insieme!

    Aiutiamo la Chiesa-che-siamo a cambiare.

    E in prima persona proponiamoci come Attori di un cambiamento possibile che giunga fin nei meccanismi nascosti della Chiesa-Tutta che e’ intorno a noi e li converta dall’interno, per intima e profonda necessita’.

    Invochiamo lo Spirito! Senza sosta.
    Chiedo soprattutto a quelli qui tra noi che sono piu’ portati alla preghiera… invochiamo lo Spirito sulla Chiesa!
    Se e’ vero come tu ci hai spesso ricordato cio’ che il Papa dice, che la Chiesa vive oggi uno dei suoi momenti piu’ difficili, certo potremo contare sull’aiuto potente dello Spirito: che venga oggi a suggerirci cosa fare!
    Perche’… non ci si converte certo senza far nulla!

    E noi vogliamo e dobbiamo convertirci, perderci per ritrovarci.
    Tu, Io, la Chiesa… tutti Noi, qui.

    A partire da Noi.

  3. Tralascio le troppe riflessioni con connotazioni personali che questo post fa riaffiorare dentro di me.

    Credo che la difficoltà dell’essere Chiesa – ma anche l’impegno a cui noi siamo chiamati – sia quella di farci carico dei nostri fratelli.

    Solo chi ci riesce fornisce, a mio parere, una testimonianza di autenticità.
    Quella di cui un non credente in ricerca ha bisogno.
    Quella per cui un non credente in ricerca sente il bisogno di cercare Paolo o si converte grazie all’esempio di Madre Teresa di Calcutta o Gianna Beretta Molla oppure durante un pellegrinaggio a Lourdes.
    La Chiesa “holding del sacro”, a quel punto, diventa un particolare.

    Sono d’accordo: siamo noi a formare la Chiesa. Se cambieremo, restando fedeli al Vangelo come ci è chiesto, cambieremo la Chiesa.

  4. Ho scelto di restare nella Chiesa, perché ci credo.

    Ho scelto di operare nel mondo, perché sto in un luogo (Napoli) e in un tempo (oggi).

    Chiesa e mondo non sono in contrapposizione; forse possono essere anche troppo complici.

    Laddove la Chiesa vive il Vangelo, con tutta la sua forza, non può essere che testimone di verità, di misericordia, di accoglienza (e spesso scomodissima soprattutto per chi ci vive).

    Laddove la Chiesa vive il mondo, allora diviene facile preda del desiderio di potere, di visibilità, di sopraffazione. E si scorda il Vangelo.

    Essere nel mondo senza essere del mondo. Io la vedo, una Chiesa così, ogni giorno. Come vedo una religione di stato e di potere; convicono entrambe.

    Sta a me scegliere da che parte stare. E soprattutto comportarmi di conseguenza, lasciandomi guidare dal Vangelo (scomodo assai, direi…)

  5. Io credo che ci troviamo nella stessa situazione dell’epoca di Gesù.
    La religione, i sacerdoti, la “chiesa” di quell’epoca erano per diversi motivi considerate di origine sacra e divina….cioè non si potevano toccare e criticare.
    Un po’ come la Chiesa Cattolica oggi….

    Ma cosa fa Gesù all’epoca? Accetta tutto questo? No, e decide anche di non insegnare più nelle sinagoghe ma va per le strade, in riva ai laghi. Preferiva incontrare uomini liberi da schemi religiosi.

    Chi vuol capire capisca……

  6. “Nessuno può avere Dio per Padre, se non ha la Chiesa per Madre” (San Cipriano).

    Nel bene e nel male….come tutte le madri!

    1. Io credo che un interrogativo a cui dobbiamo rispondere è “cos’è la Chiesa?”.

      San Cipriano (III sec d.C.) ha anche detto «fuori dalla Chiesa non c’è salvezza» ….ma occorre vedere di quale Chiesa parlava dato che le varie denominazioni cristiane come le abbiamo oggi non esistevano al suo tempo, e nemmeno quella Cattolica!
      A meno di voler pretendere che l’unica Chiesa che discende dalla Chiesa primitiva sia quella Cattolica e quindi che tutte le altre siano «abusive».

      1. Tornare all’Essenziale della fede può ANCHE farci riunire (o riavvicinare) ciò che per lungo tempo è stato diviso, o lontano.
        (Dio voglia che sia così.)

  7. Quanto mai opportuna una riflessione/risposta di questo tenore proprio oggi (forse non a caso) Festa e ribadisco Festa dedicata a S:Francesco “l’alter christus” per eccellenza. certo si può eccepire che il suo tempo non è il nostro tempo che predicare il Vangelo come ha fatto lui allora oggi non è possibile e che… bla,bla,bla. Fratelli io dico solo che con le parole ormai stiamo veramente a zero, non pretendo di convincere nessuno ma sono arci convinto giorno dopo giorno, anzi ora dopo ora che non c’è davvero nessuna alternativa ad “amare il prossimo come noi stessi”. E’ difficile lottare con frate asino, ma se non faremo due miglia con il “nemico” che ci obbliga a farne 1 non potremo aspirare a nessun risultato concreto per superare ciò che la globalizzazione (con buona pace dei no-global) ci pone di fronte. L’aver scoperto, forse un po’ tristemente, che l’apparato ecclesiale ha perso un po’ il contatto con la Chiesa questo deve spronarci ad essere noi popolo di Dio a dare un nuovo impulso cercando di esprimere persone sante. Non dimentichiamo che la nostra meta è il Paradiso per cui gli esempi sospetti di essere fuorvianti da qualunque parte vengano sono da ignorare

  8. Domenica scorsa, prima di cena, sono uscito a buttare l’immondizia. Ho attraversato il giardino condominiale, ben curato e valorizzato dall’impegno di un condomino in pensione che negli anni lo ha abbellito e ne ha fatto un luogo d’incontro assai piacevole. Incamminatomi per il vialetto, notai nella penombra una figura seduta su una panchina poco illuminata, perché lontana da una qualche fonte di luce.

    Dalla sagoma e dalle buste della spesa vicine ad essa capii subito di chi si trattava. Avevo notato quella figura entrare in chiesa, durante la Messa delle otto e mezzo, mentre io ero tutto intento a vigilare sulla corsa del mio piccolo Matteo in fondo al tempio. Era una donna, di età indefinibile, molto secca e dai capelli corti. Mi ci è voluto un po’ per individuarne il sesso, colpa anche dei vestiti dalla foggia maschile. Nonostante il clima, stranamente caldo per fine settembre, quella donna indossava una giacca a vento invernale ed aveva con sé molte buste, probabilmente contenenti tutti i suoi averi.

    Lì per lì non feci molto caso a lei: sarà qui – pensai – per chiedere un aiuto (economico!) al prete dopo la Messa. La sera, invece, rivedendola seduta nella penombra, ne rimasi profondamente colpito, indovinandone nel mio cuore tutta la fatica nel tirare avanti, la sua solitudine che – forse per scelta – era la vera compagna della sua esistenza randagia. Almeno questi furono i pensieri che si affollarono dentro di me.

    Proseguii verso i secchi dell’immondizia per gettarvi la spazzatura. Mi sentivo, però, inquieto ed a disagio per il mio solito atteggiamento menefreghista. Gettati i rifiuti ritornai verso casa, passando di nuovo per il giardino. Quella donna era sempre lì, seduta sulla panchina. La superai, voltandomi verso di lei. Il mio cuore incominciò a battere ed il mio disagio a crescere. A casa c’erano Maria Chiara ed i pargoli che mi aspettavano per la cena ma io ero terribilmente combattuto se fosse il caso, invece, di fermarmi.

    Andare oltre, pensai, è stata sempre una comoda alternativa all’affrontare le difficoltà insite nell’incontro con l’altro.

    Decisi di non proseguire e di tornare sui miei passi. Volevo andare a vedere nell’oscurità se ci fosse bisogno di aiuto! Mi avvicinai timidamente e notai la persona là seduta irrigidirsi. Subito le chiesi: “Tutto bene? Posso fare qualcosa per te? Hai bisogno d’aiuto?”. Dissi queste parole quasi di getto, come per liberarmi con esse di un macigno che non andava né su né giù. Lei sobbalzò e, con fare apparentemente irritato, mi disse: “Senti, così mi offendi! Certo… ti sei fatto subito un tuo film, magari mi vuoi pure cacciare dal tuo bel giardino… vuoi chiamare la polizia…”. Aveva un accento del sud – probabilmente partenopeo – e la erre leggermente arrotata. Quelle parole potevano sembrare dure ma, in realtà, il suo modo di proferirle lasciava trasparire una gentilezza, quasi un timore, che mi suscitò un moto di compassione. È difficile descrivere il tumulto di sentimenti che provai al cospetto di quella figura nella penombra; posso solo dire che in quelle parole si percepiva benissimo tutta la solitudine di una persona non abituata all’accoglienza quanto, piuttosto, all’indifferenza.

    Cercai subito di tranquillizzarla: “No, no, tutt’altro! Non sono venuto qui per cacciarti, ma solo per sapere se hai bisogno di qualcosa. Sai, ti ho vista seduta nella penombra ed ho pensato di venire da te a chiederti come andava! Sono stanco di andare oltre!”. Già, dissi proprio così: “Sono stanco di andare oltre!”. Continuai: “magari hai fame… ti porto qualcosa da mangiare?”. Alle mie parole notai un suo piccolo cambiamento di atteggiamento verso di me. Mi disse – ma il discorso era un po’ confusionario – che magari io possedevo una bella famiglia numerosa e mi augurava che così fosse. Lei, però, non aveva bisogno di nulla, se non di quel posto in penombra per riposare. Dopo quelle sue parole me ne andai via, assai scoraggiato.

    Ho pensato molto a quell’incontro ed alla mia incapacità di comprendere ed aiutare quella persona. Riflettendoci bene forse io mi consideravo uno strumento della Provvidenza per quella signora piuttosto che un suo fratello. Che fortuna per lei avermi incontrato, dicevo a me stesso!

    Avrei voluto essere Chiesa con lei ed insieme a lei! Purtroppo, ho scoperto di non averne la capacità. I mezzi magari sì (un panino da condividere) ma non l’abilità di comunicare con l’altro e di farmi prossimo. Cos’è l’essere Chiesa se non la capacità di essere una Comunità, di farsi famiglia degli altri che – magari – ne sono pure privi. Alla solitudine di quella persona non ho potuto offrire altro che meschini atteggiamenti preconcetti: ragionare per schemi senza in realtà capire chi ci sia di fronte! “Così mio offendi!” oppure “ti fai un film della mia vita” sono espressioni che descrivono bene questa mia incapacità di dialogare. Non mi sono avvicinato a quella persona da pari o da fratello, non mi sono seduto nella penombra con lei, non ho condiviso nulla delle mie esperienze (magari conversando un po’!) ma mi sono subito mostrato “mecenate” con il “mendicante”. Ho voluto essere strumento della Provvidenza ma sono stato un maldestro campione di superbia.

    Anche questa volta sono andato oltre, sono passato e non mi sono fermato, sebbene all’apparenza possa sembrare diversamente. Forse in quella panchina era seduto il vero strumento della Provvidenza – quella donna – giunta lì per mostrarmi la mia inettitudine nel vedere l’altro e ad essere Chiesa.

    Quella mattina, durante l’omelia della Messa domenicale, don Saulo ci ha raccontato di aver ricevuto una lettera da una coppia di ex parrocchiani da lui sposati qualche anno prima. Chiedevano, in maniera molto formale, di essere “sbattezzati”. Non volevano più essere considerati tra gli appartenenti alla Chiesa Cattolica. Mi immagino la lettera concludersi, magari, con un asettico: “cordiali saluti”.

    Incredibile come qualcuno di noi consideri l’appartenenza al Popolo di Dio alla stregua delle categorie umane. Come a dire: “nazionalità”, “cittadinanza”… Ecco, per quei due l’essere parte della Chiesa è una formalità da potersi pure cancellare. L’essere Figli di Dio diventa una qualifica a cui poter rinunciare!

    Per loro cos’è la Chiesa? Uno Stato, un’accozzaglia di farisei? Quanti di noi considerano la Chiesa come sinonimo di Potere. Eppure questa non è la vera sostanza della Chiesa, non è l’essenziale della Comunità dei Credenti.

    Io vedo la Chiesa come il luogo dove certamente posso trovare la Parola di Dio. Nel mio cammino ho bisogno di un posto sicuro, di un appiglio che mi impedisca di venir trascinato via dalle burrascose correnti del mio egoismo, delle mie convinzioni granitiche, del mio “io” che diventa un dio. Cristo ha indicato nei suoi discepoli quell’appiglio, la fonte di insegnamenti credibili in quanto vivificata dallo Spirito Santo, anche se quegli uomini hanno evidenti fragilità, come tutti noi.

    Considerare la Chiesa come una “cricca di farisei” fa – a mio modestissimo avviso – perdere di vista questa profonda verità: Cristo ci invita ad essere Chiesa nella Chiesa, ad essere discepoli guidati da discepoli, a scoprirci fragili insieme e come gli altri.

    Brava Vera! Mi piace molto la tua similitudine della Chiesa come una casa, un’abitazione piena di cose, diverse delle quali sono vere e proprie cianfrusaglie. Certo, alcuni oggetti sono vecchi, non servono e vanno buttati via: non sono fondamentali ed importanti. Non liberarsene è rischioso: sono inciampi pericolosi che rendono la nostra dimora un luogo pieno di chincaglierie ed invivibile. Per fare pulizia, però, dobbiamo incontrarci e decidere insieme cosa sia di valore oppure no. È dentro la Chiesa e nell’accordo che si può fare questa cernita. Continuando con il bell’esempio di Vera: magari guardando gli anziani, quelli che sono passati prima (la Tradizione), si può capire che valore abbia veramente un oggetto. Magari buttiamo via un mobile – che con poco potrebbe ritornare al vecchio splendore! – solo perché non ne conosciamo la provenienza ed il valore.

    Nell’atteggiamento di molti (me compreso, purtroppo!) vedo, invece, presente la volontà di fare pulizia senza questo confronto, da soli, nell’anarchia delle proprie convinzioni o nella soggezione al volubile “buon senso diffuso del momento”. Magari diamo più credito ad un dibattito televisivo che all’insegnamento della Chiesa (che tra l’altro neppure conosciamo tanto bene!).

    Ho saputo di recente che una persona – un collega di mia moglie – ha deciso di scrivere al Vescovo della sua Diocesi sulla spinosa questione dei divorziati che si risposano. Credo che questa sua iniziativa indichi una buona strada per i nostri propositi riformisti: nella Chiesa e con la Chiesa, magari confrontandoci con i nostri pastori e magari mantenendo un atteggiamento un po’ più aperto a ciò che afferma l’altro (per tentare seriamente di capire quello che dice!) ed un po’ meno influenzato da chiusure pregiudiziali. Quanti di noi lo fanno? Quanti si rivolgono all’interno della Comunità per trovare risposte e cercare un confronto? Forse potremmo iniziare proprio dai nostri Vescovi…

    Purtroppo, se continuiamo a considerare la Chiesa come un luogo di potere, non potremo mai vedere il molto d’altro che c’è. Tanto vale chiedere di essere “sbattezzati” e magari farsi una chiesa da soli. Ma in quel luogo non c’è Dio, ma l’io che soffoca e zittisce la Parola.

  9. Io, chi mi conosce meglio qui lo sa, sono una di quelle che preferisce sbagliare NELLA Chiesa piuttosto che essere nel giusto AL DI FUORI DI ESSA, l’ho dichiarato piu’ volte e lo vivo pure, faticosamente, addosso a me! (Paolo forse mi direbbe che difendo persino le posizioni anacronistiche che la Chiesa stessa ormai non difende piu’!)

    Eppure… non sono piu’ molto sicura di poter sostenere a lungo certe mie posizioni, e magari, concedetemelo, potrei (condizionale)
    MA SOLO SU ALCUNE COSE, cambiare idea!
    E questo voglio dirvelo parlando per metafore, citandone una in particolare che qui conosciamo tutti!
    Se mia madre la Chiesa indossa un vestito dignitoso, anche bello, ottima stoffa, che le sta ancora bene, anche se fuori moda, ma comodo e utile, che mi piaccia o no… io ho poco da obiettare…
    E’ mia madre, le voglio bene, ed ha il diritto di vestirsi come vuole!

    Ma se vedo che il suo vestito e’ sporco, o che ha l’orlo scucito, la cerniera aperta, che ha smarrito un bottone o il suo merletto si sta lacerando… se vedo che la cosa crea problemi e disagi a lei a agli altri che le stanno accanto… cosa posso fare?!
    Credete che sia possibile chiedere a nostra Madre di rinnovare in qualche modo il suo guardaroba? Possiamo regalarglielo noi per il suo compleanno?
    (lavanderia sartoria boutique o grandi magazzini…)

    E vestirci meglio anche noi stessi? Con la famosa “Armatura di Dio”?

    P.S.
    grazie Stefano, in effetti riordinando si trovano dei tesori nascosti, piccole perle!, e quelle vanno tenute! Casa mia poi sembra un grande laboratorio! Ed io, amante del riciclo del bricolage del fai da te mi riempio (anche) di oggetti che, apparentemente inutili si rivelano fondamentali in piu’ di un’occasione, quando si tratta di costruire cose! la scelta e’ davvero difficile! serve coraggio audacia inventiva capacita’ di prevedere e immaginare oggetti e situazioni che non esistono ancora, riadattando anche cose vecchie… e mischiandole con le nuove… serve immaginazione insomma,
    organizzazione e lungimirante fantasia!
    Tutte capacita’ importanti anche per la Costruzione del Regno, Noi pietre vive!

    A proposito di Vescovi, il nostro riesce sempre a farmi commuovere quando riconoscendomi tra la folla alla Comunione mi dice “Il Corpo di Cristo” anziche’ “The Body of Christ”, questa per me e’ Chiesa ai confini della Chiesa: i pastori che ri-conoscono le loro pecore e le pecore che ri-conoscono i loro pastori.

  10. Cari amici,
    sono onesto nel dire che mi trovo sempre un po’ attonito nei confronti di tutta questa voglia riformatrice.

    Sarà che il mio percorso di conversione è ancora lungo e tumultuoso … vivo sempre con sofferenza chi cerca di togliermi quei pochi punti fermi che tanto faticosamente ho guadagnato.

    Insomma … la Chiesa “deve” (addiritura deve) cambiare!
    Come , in cosa, perchè?

    Ecco io proprio non capisco ….
    …. colgo il senso delle tue parole Paolo … e mi piace il tuo approccio intimista … “comincio dalla mia conversione” … cominciamo da noi stessi ….
    … va bene ci sto …. ma non capisco ancora cosa si recrimina a questa benedetta Chiesa.

    E poi Chiesa … chi?
    I preti, i frati, le suore, noi … chi sta “sbagliando” ?
    Le gerarchie? i preti diocesani … i Vescovi ? … il Papa, i Cardinali, i Monsignori?

    Boh non so …
    … chi volesse … con parole semplici ed esempi concreti alla portata dei miei pochi mezzi intellettuali, provi, per cortesia, a spiegarmi!

    Grazie
    Janus

    1. Grazie Janus. Forse la lunghezza del mio intervento ne ha fatto diluire un po’ il senso (faccio un mea culpa: cercherò di sintetizzare meglio quello che scrivo!). Anche io, come te all’inzio del cammino, vedo nella Chiesa quel punto fermo necessario per la mia conversione. Senza di essa l’avvicinamento a Dio è impossibile. L’unica cosa che posso dire è che c’è bisogno di una maggiore coerenza, ma ciò non riguarda tanto Monsignori, Cardinali, Vescovi, Preti… ma ognuno di noi (per non parlare di me!). Quindi non posso che darti ragione.

      Devo però ammettere che nella sua storia millenaria la Chiesa non è stata statica nella sua dottrina (ovviamente non parlo di dogmi fondamentali). Quella persona che ha scritto al Vescovo e di cui ho parlato nel mio intervento, ad esempio, chiedeva conto di come la Chiesa debba accogliere e comportarsi con i divorziati risposati. Ecco, semplicemente, credo che ci siano tematiche che possano essere discusse all’interno della Chiesa stessa per verificare se alcune prese di posizione siano coerenti con la Parola e da mantenere. Tutto qui.

      Comunque, concodro con te Janus nel ritenere che la Chiesa, anche quella di oggi, sia un punto di riferimento irrinunciabile. Hai ragione: piuttosto che volerla riformare sarebbe preferibile seguirla con coerenza. Magari scopriamo che questa è l’unica riforma veramente efficace!

      Arvedècce (espressione in dialetto perugino che equivale a Salùt).

  11. L’altro giorno, esattamente sabato, sul tragitto lavoro casa, ho notato, come se fosse la prima volta, un campo, dove pascolava tranquillamente un gregge.
    Strano ho detto a me stessa, quelle pecore non sono divise, infatti erano così vicine e in ordine che sembrava stessero in fila e il pastore se ne stava lì, quasi beato, a guardarle.
    Ho pensato a Gesù e ancora una volta ho detto a me stessa: sarebbe davvero bello se noi uomini potessimo essere così : vicini, in pace, in armonia, solidali, fraterni, nell’ordine perfetto del creato, come un solo gregge sotto un solo Pastore.(non è un’invenzione, è successo davvero)

  12. Ma, davvero, è così difficile cercare e perseguire la pace a cominciare da noi stessi?

    dal Salmo 34:

    “Venite, figli, ascoltatemi; v’insegnerò il timore del Signore.

    C’è qualcuno che desidera la vita e brama lunghi giorni per gustare il bene?

    Preserva la lingua dal male, le labbra da parole bugiarde.

    Sta lontano dal male e fà il bene, cerca la pace e perseguila.”

    E’ davvero così difficile seguire il Vangelo?

    E’ davvero così difficile essere umili e sottomessi gli uni agli altri?

    “Umiliati e sarai innalzato, innalzati e sarai umiliato”

    Gesù pur essendo di natura Divina umiliò se stesso e assunse la condizione di servo.

    San Francesco si spogliò dei suoi vestiti (e qui vestiti può essere una metafora) per poter essere libero, libero di dire “Padre nostro che sei nei cieli”.

    I più grandi Santi erano uomini come noi!

    Dio ci vuole Santi per poterci innalzare alla Gloria dei Cieli e noi naturalmente siamo liberi di scegliere.

  13. Cari fratelli Stefano /Perugia) Janus Vera e tutti coloro che si sentono così apiazzati nell’ essere Chiesa, personalmente preferirei chiamarla Fratellanza più che Chiesa (ma chi sono io ??) perchè è quel continuo passare accanto ai tanti altri senza vera attenzione, senza vero interesse , senza vera carità ma al contrario con assuluta indifferenza o addirittura fastidio , a fare di noi, dei tanti noi una non-chiesa e purtroppo degli estranei anche a noi stessi.

  14. Buongiorno Janus a te e a tutti! Ti voglio rispondere con le parole del Papa dirette e indirette, che ritrovi nei due link che seguono:

    “Il discorso del Papa è forte e chiaro: la Chiesa deve cambiare. Deve cambiare non per adattarsi alla mentalità del mondo ma, al contrario, per essere più fedele al Vangelo e rispondere alla sete di Dio di tanti che non sanno più credere. Ricorda come rispose Madre Teresa di Calcutta a chi le domandava quale fosse la prima cosa da cambiare nella Chiesa. Disse: “Lei ed io”:
    Questo piccolo episodio ci rende evidenti due cose: da un lato, la religiosa intende dire all’interlocutore che la Chiesa non sono soltanto gli altri, non soltanto la gerarchia, il Papa e i vescovi: Chiesa siamo tutti noi, i battezzati. Dall’altro lato, essa parte effettivamente dal presupposto: sì, c’è motivo per un cambiamento. Esiste un bisogno di cambiamento. Ogni cristiano e la comunità dei credenti sono chiamati ad una continua conversione”.
    Nel suo sviluppo storico, c’è una tendenza della Chiesa ad adattarsi ai criteri del mondo, a far prevalere la forza dell’organizzazione sull’apertura allo Spirito. Così, essa deve sempre di nuovo distaccarsi dai condizionamenti del mondo, e la storia talora viene provvidenzialmente in suo aiuto come dimostrano alcuni eventi del passato:
    L’espropriazione di beni della Chiesa o la cancellazione di privilegi o cose simili – ha sottolineato – significarono ogni volta una profonda liberazione della Chiesa da forme di mondanità: essa si spogliava, per così dire, della sua ricchezza terrena e tornava ad abbracciare pienamente la sua povertà terrena”.
    Col distacco dai suoi legami materiali, la missione della Chiesa diventa più “credibile”:

    Liberata dai suoi fardelli materiali e politici (…) – ha spiegato il Papa – la Chiesa può dedicarsi meglio e in modo veramente cristiano al mondo intero, può essere veramente aperta al mondo. Può nuovamente vivere con più scioltezza la sua chiamata al ministero dell’adorazione di Dio e al servizio del prossimo”.
    Non si tratta – precisa Benedetto XVI – “di trovare una nuova tattica per rilanciare la Chiesa” ma di riportarla “alla sua piena identità, togliendo da essa ciò che solo apparentemente è fede, ma in verità sono convenzioni e abitudini”. La Chiesa, infatti – ha aggiunto – non deve cercare l’adesione degli uomini per rafforzare “un’istituzione con le proprie pretese di potere”, ma per condurli a scoprire l’amore di Dio. Per questo deve presentare la fede cristiana per quello che è, senza accomodamenti:
    La fede cristiana – ha detto con forza il Papa – è per l’uomo uno scandalo sempre e non soltanto nel nostro tempo. Che il Dio eterno si preoccupi di noi esseri umani, ci conosca; che l’Inafferrabile sia diventato in un determinato momento afferrabile; che l’Immortale abbia patito e sia morto sulla croce; che a noi esseri mortali siano promesse la risurrezione e la vita eterna – credere questo è per noi uomini una vera pretesa”.
    “Questo scandalo, che non può essere abolito se non si vuole abolire il cristianesimo” – rileva Benedetto XVI – è purtroppo offuscato da ben altri scandali, provocati da coloro che dovrebbero farsi annunciatori della fede. Così ora, conclude il Papa, c’è “una ragione in più per ritenere che sia nuovamente l’ora (…) di togliere coraggiosamente ciò che vi è di mondano nella Chiesa. Questo non vuol dire ritirarsi dal mondo. Ma una Chiesa alleggerita degli elementi mondani” è capace di parlare in modo credibile agli uomini.”
    ————————–

    http://www.osservatoreromano.va/portal/dt?JSPTabContainer.setSelected=JSPTabContainer%2FDetail&last=false=&path=/news/vaticano/2011/222q11-Il-discorso-di-Benedetto-XVI-durante-l-inco.html&title=Come%20deve%20cambiare%20la%20Chiesa&locale=it

    http://www.news.va/it/news/friburgo-il-papa-ai-cattolici-impegnati-e-ora-di-l

    Ti rispondo per ora con questi due link! e io sono d’accordo col Papa, (poi io lo declinerei in alcuni modi il cambiamento stesso. Ma io sono troppo ortodossa! e forse difendo posizioni troppo antiche! Te/Ve ne parlo dopo ora ho da lavorare e sono di corsa!)

    (Poi ci riprovi a a raccontarci la battuta sui “tuoi miei pochi mezzi intellettuali”!!!
    un sorriso!)

  15. … secondo me stiamo facendo un po’ troppo i democristiani 🙂
    Giriamo intorno alle cose … senza il coraggio di andargli addosso.
    Ci provo io che, a dispetto di molti, (non mi riferisco al blog) non morirò mai democristiano 🙂

    Mi spiego …
    Belle, ovviamente le parole del Papa … e giuste !
    Grande l’intuizione di Curtaz e la strada proposta …
    …illuminata da Madre Teresa …tutto splendido!

    … Riassumendo per le vie brevi… : riscoperta dell’essenziale (Cristo), tensione mistica ed introspezione personale.

    Perfetto, è questo il cambiamento che si cerca ?? … ottimo …
    … sono felice, ho buttato via anni tra i tradizionalisti che temevano tutt’altro … ora son sereno!

    Però c’è un però …. siam scuri che il “rinnovamento della Chiesa” si coniughi con quanto sopra?

    Perchè invece si parla di tutt’altro?

    Faccio degli esempi ? … solo alcuni:
    – La spinosa questione dei divorziati, per dirla alla Stefano (che apre il capitolo dell’accesso ai Sacramenti ed all’Eucarestia)
    – La fine del celibato dei preti
    – Il Sacerdozio femminile
    – Modificare ancora di più il Rito della Santa Messa … farla uscire dalla chiese (??)
    – Aumento di numero e peso (come importanza intendo 🙂 ) del Diaconato Permanente …
    – Spoliazione delle ricchezze … abbandono del patrimonio materiale … della Chiesa
    Alcuni si spingono fino a :
    – Accettazione dell’omosessualità
    – Accettazione dei sistemi contraccettivi
    – Accettazione dell’eutanasia
    – Aborto …. ma si va … (ho sentito roba da “Cattolici Adulti” che mi ha fatto rabbrividire )
    – Sincretismo con altri culti (Uuo di Letture, Simboli)
    – Ecumenismo totale (come dice Simone … vogliamo mica “pretendere che l’unica Chiesa che discende dalla Chiesa primitiva sia quella Cattolica e quindi che tutte le altre siano «abusive».)
    – Ricerca sulle staminali embrionali … no? Fermeremo mica il progresso scientifico …

    Insomma … mi fermom … tralascio per spazio e tempo le curiose ricette legate allo smembramento dell’Ordine Sacro
    (… alla fine il Papa .. a che Serve? … ed il Sacerdote.. serve?)

    Quindi … perchè per rinnovamento della Chiesa … passa tutto quanto sopra … e di ricerca personale, tensione mistica e centralità di Cristo … non se ne parla?

    Al succo … il rinnovamento è un ri-trovarsi … od un perdersi ?

    Grazie ancora a chi vorrà aiutarmi.

    Salùt
    Janus

    1. Dire “ecumenismo” oggi sembra una moda, ma è tra i concetti più antichi.
      Quando mai Gesù ha fatto distinzione di popoli?
      Quando mai ha considerato un gruppo migliore dell’altro?

      Io credo alla chiesa, come gruppo di cristiani e comunità che accettano e proclamano Gesú come Signore e Salvatore (al di là dei differenti stili, culture, tradizioni, sacramenti). E che pregano e lavorano tutti insieme per l’unità…. senza altri aggettivi.

      E credo che l’appartenenza ad una religione dipenda dall’ambiente-tradizione-cultura in cui siamo vissuti.
      Io penso che se fossi nato in un paese per esempio cristiano-ortodosso da famiglia ortodossa sarei stato un ortodosso. Ma penso anche la maggior parte di voi…
      E allora? Dovrei essere dannato? invece tu cattolico anche se sbagli ma semplicemente perché sei nato in Itali sei stato educato al cattolicesimo e appartieni alla Chiesa Cattolica sei salvo?

      Quindi dicendo “solo nella Chiesa c’è salvezza”…sicuri che sappiamo che cosa sia la Chiesa?!

  16. Ciao Janus,
    premetto che e’ stata per me una giornataccia e stavo per aprire uno dei miei amati libri per rilassarmi un po’, ma ho sbagliato a non spegnere prima il computer…
    velocemente allora voglio dirti che:

    io condivido tutte le tue perplessita’ sulle cose elencate, con sfumature mie, ma le condivido.

    eppure aggiungo anche questo: io credo che il papa non si riferisca “in maniera specifica” ad alcuno degli esempi che hai elencato!… io stessa non mi riferivo a nulla di tutto cio’…
    quando oggi accennavo ai modi miei per il cambiamento non pensavo alle cose che tu dici. Ma ad altre… e sono un po’ stanca, scusatemi, giornate difficili… e dico solo che

    il rinnovamento passa attraverso le coscienze e passa ANCHE attraverso le organizzazioni umane. Talvolta anche il mezzo condiziona il messaggio.

    E se anche lo stesso messaggio che portiamo noi fragili vasi e’ piu’ forte di tutto e di noi stessi e compie quello che vuole (e sappiamo davvero che lo e’, noi che siamo qui abbiamo certo sentito qualche volta la POTENZA di Dio, e fa tremare sul serio… ), forse e’ davvero giunto il momento di ritornare tutti al Vangelo, di ri-coprirci noi vasi di una armatura piu forte, o di cambiare i contenitori in cui teniamo (a volte intrappolata) la fede.
    Non servono molti cristiani servono dei veri cristiani.
    Se ti parlo di amore, Dio mi perdoni, non posso pugnalarti alle spalle!
    O di accoglienza, Dio abbia pieta’, non posso chiuderti le porte in faccia.
    Se ti parlo, se sto parlando con te, semplicemente, desidero che tu mi comprenda e mi faccio in 4 per farmi capire!!! Ma non sempre e’ cosi’…
    Accadono tante cose strane nelle nostre parrocchie…. umano e normale certo. Lo so.
    Comunque…
    Chiediamo a Dio come fare, ci aiutera’!
    Ci mandi dei Santi che ci guidino al cambiamento!
    Noi Chiesa.

    Quello che la Chiesa porta e’ il messaggio piu’importante per l’umanita’ intera.
    Bisogna trovare il modo di ri-comunicarlo e ri-viverlo noi per primi… con piu’ volonta’ con meno scandali con piu’ forza coraggio consapevolezza
    (e’ un dentro-fuori continuo… opere e fede, pensieri e azioni, desideri e volonta’)
    non adeguandolo il messaggio alle mode scienza e costumi del secolo, il Papa e’ chiaro:

    “Non si tratta – precisa Benedetto XVI – “di trovare una nuova tattica per rilanciare la Chiesa” ma di riportarla “alla sua piena identità, togliendo da essa ciò che solo apparentemente è fede, ma in verità sono convenzioni e abitudini”. La Chiesa, infatti – ha aggiunto – non deve cercare l’adesione degli uomini per rafforzare “un’istituzione con le proprie pretese di potere”, ma per condurli a scoprire l’amore di Dio. Per questo deve presentare la fede cristiana per quello che è, senza accomodamenti:
    La fede cristiana – ha detto con forza il Papa – è per l’uomo uno scandalo sempre e non soltanto nel nostro tempo.”

    ma riscoprendolo puro il messaggio, tornando alle sue origini nelle maniere in cui lo stesso nostro secolo ci permettono di fare. (!) Indagando, interrogandoci certo,

    ma parlando poi forte chiaro a tutti usando linguaggi comprensibili per dire cose antiche cose eterne, per raccontare di Gesu’ e del suo amore-dolore e della sua morte-risurrezione a tutti di nuovo e davvero. Sapendo quello che stiamo vivendo o facendo.
    Con piena responsabilita’ tutti.

    ? vogliamo magari parlare di 8permille di concordati di scuole cattoliche vogliamo parlare della responsabilita’ dei fedeli di farsi carico direttamente e in prima persona delle esigenze materiali dei loro pastori e di sostenerli anche perche’ facciano cio’ che e’ compito loro: annunciare! vogliamo parlare di accoglienza condivisione rispetto di tutti ma di verita’ su cui non si puo transigere, di identita’ da non svendere e barattare negli ecumenismi effimeri che fanno solo del male alle persone, ?
    o magari del rigore dell’annuncio ma anche della dolcezza di esso…?

    e di altre cose… e ne parliamo dopo. se vi va.

    ora buonaserata a tutti

    1. Grazie Vera, hai detto ciò che avrei voluto dire io, solo che tu sei più brava!

      Voglio aggiungere solo una piccola cosa: la Chiesa non è un’Istituzione e non ha bisogno di scendere a compromessi per poter aumentare il numero degli iscritti; la Chiesa è il Corpo di Cristo e come tale deve essere bella, pura, casta e senza rughe.

      Di solito si dice: pochi ma buoni.

  17. Ora giù la maschera: è venuto il momento di mettere sul piatto le vere questioni di fondo di tutto questo parlare di Chiesa e di riforme!

    Oggi mi sento molto spregiudicato, tanto da non avere peli sulla lingua… anzi sulla tastiera!

    Stasera voglio tirare fuori quel demo-cristiano che è in me!

    Su cosa intendo per Chiesa ho pochi dubbi: lo ripeto ogni volta a Messa mentre recito il Credo in maniera meno meccanica di un tempo: “Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica”. Vorrei sottolineare quel “apostolica” che per me vuole dire che la fonte più attendibile che ci possa tramandare gli insegnamenti di Cristo è quella rappresentata da coloro che gli sono stati accanto, gli Apostoli appunto, e che hanno visto. Dopo di essi i loro discepoli ed i discepoli dei discepoli… Altre fonti, altre chiese, per me non hanno la medesima attendibilità!

    Più complicato è dire a cosa serve la Chiesa. Chi non è demo-cristiano pensa che la Chiesa, cioè la Comunità dei credenti, possa avere una qualche utilità ed attendibilità solo nella dimensione personale della ricerca della fede. È un utile strumento che ci avvicina a Dio nella Sua ricerca e nella preghiera, quali singoli in cammino accompagnati da altri singoli. Quando non si limita a questo ristretto campo intimista la Chiesa diviene un’insopportabile invadente.

    Poi c’è chi a questo aggiunge un’ulteriore funzione, quella di mediazione della Comunità sui temi fondamentali dell’umanità. Più di qualcuno ritiene che la testimonianza di Dio possa esplicarsi anche in relazione ad argomenti più vasti della ricerca di Dio fatta dal singolo. Qualcuno pensa che il magistero della Chiesa passi anche dalla necessità di considerare l’uomo nella sua dimensione sociale, nei suoi bisogni e nelle sue relazioni. Si pensa che la Chiesa possa essere custode di una fondamentale visione (diretta promanazione di Dio) rispetto all’uomo quale “animale sociale”. Forse l’amare il prossimo come se stessi implica anche il testimoniare Dio e la sua Parola al di fuori della dimensione personale, quale limite, invece, voluto da molti…

    Ecco cosa non va: molti non riconoscono questo ruolo sociale della Chiesa. In fondo – pensano in molti – Dio parla all’uomo, non agli uomini… ma, forse, non è proprio così?

    1. “Altre fonti, altre chiese, per me non hanno la medesima attendibilità! ”

      La storia dice altro….Ma lasciamo perdere 🙂
      E molto probabilmente non conosciamo le altre religioni…alzi la mano chi sa qualcosa sulla dottrina ortodossa o protestante…
      “Il pericolo di assolutizzare la propria credenza è quasi inevitabile se conosco solo la mia religione Per capire il mio credo, devo sapere qualcosa dell’umanità degli altri.” (Panikkar)

      Ogni Chiesa Cristiana dice “siamo noi la verità, le altre Chiese sono false”. A chi credere? Bo…al momento rimango cattolico perchè questa è la mia cultura e tradizione e vedo comunque nella Chiesa Cattolica la verità.
      Ma un ortodosso potrebbe dire lo stesso…
      Quindi agli occhi di Dio siamo uguali.

      Scusate…lo so che il tema era un altro 🙂

      1. Si, Simone, anche secondo me, agli occhi di Dio siamo uguali; Dio guarda la persona, non guarda la cultura la razza la religione.

      2. Caro Simone,
        “Cattolico per tradizione”. Fermo restando che agli occhi di Dio siamo uguali, secondo me la risposta ai tuoi dubbi la devi ricercare nella “credibiilità” di chi ti testimonia Cristo. Non, non siamo tutti credibili alla stessa maniera… non diciamo tutti le stesse cose …e la Storia dice questo.
        Spesso non conosciamo neppure bene cosa ci dice la Chiesa…Cattolica…
        😉

      3. No Simone, mi spiace ma le Chiese non dicono affatto questo. Informati meglio sul cammino ecumenico: ogni Chiesa coglie e sottolinea diversi aspetti del cristianesimo sapendo che è solo una parte della verità. Poi, ovviamente, ognuno pensa di essere più vicino alla verità degli altri ma questo è inevitabile. Come quando si guarda una montagna da diverse angolazioni: i cattolici pensano di essere più vicini alla cima, ma la montagna di si guarda è la stessa. Per poter dialogare bisogna anzitutto sapere in cosa si crede e in questo il cammino ecumenico ha fatto tanto.

        Il punto della situazione di Papa BENXVI

        Cari fratelli e sorelle nel Signore!
        “Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola” (Gv 17,20): così ha detto Gesù, secondo il Vangelo di Giovanni, nel Cenacolo, al Padre. Egli intercede per le generazioni future di credenti. Guarda al di là del Cenacolo verso il futuro. Ha pregato anche per noi. E prega per la nostra unità. Questa preghiera di Gesù non è semplicemente una cosa del passato. Sempre Egli sta davanti al Padre intercedendo per noi, e così in quest’ora sta in mezzo a noi e vuole attrarci nella sua preghiera. Nella preghiera di Gesù si trova il luogo interiore, più profondo, della nostra unità. Diventeremo una sola cosa, se ci lasceremo attirare dentro tale preghiera. Ogni volta che, come cristiani, ci troviamo riuniti nella preghiera, questa lotta di Gesù riguardo a noi e con il Padre per noi dovrebbe toccarci profondamente nel cuore. Quanto più ci lasciamo attrarre in questa dinamica, tanto più si realizza l’unità.

        È rimasta inascoltata la preghiera di Gesù? La storia del cristianesimo è, per così dire, il lato visibile di questo dramma, in cui Cristo lotta e soffre con noi esseri umani. Sempre di nuovo Egli deve sopportare il contrasto con l’unità, e tuttavia sempre di nuovo si compie anche l’unità con Lui e così con il Dio trinitario. Dobbiamo vedere ambedue le cose: il peccato dell’uomo, che si nega a Dio e si ritira in se stesso, ma anche le vittorie di Dio, che sostiene la Chiesa nonostante la sua debolezza e attira continuamente uomini dentro di sé, avvicinandoli così gli uni agli altri. Per questo, in un incontro ecumenico, non dovremmo soltanto lamentare le divisioni e le separazioni, bensì ringraziare Dio per tutti gli elementi di unità che ha conservato per noi e sempre di nuovo ci dona. E questa gratitudine deve al contempo essere disponibilità a non perdere, in mezzo ad un tempo di tentazione e di pericoli, l’unità così donata.

        L’unità fondamentale consiste nel fatto che crediamo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra. Che lo professiamo quale Dio trinitario – Padre, Figlio e Spirito Santo. L’unità suprema non è solitudine di una monade, ma unità attraverso l’amore. Crediamo in Dio – nel Dio concreto. Crediamo nel fatto che Dio ci ha parlato e si è fatto uno di noi. Testimoniare questo Dio vivente è il nostro comune compito nel momento attuale.

        L’uomo ha bisogno di Dio, oppure le cose vanno abbastanza bene anche senza di Lui? Quando, in una prima fase dell’assenza di Dio, la sua luce continua ancora a mandare i suoi riflessi e tiene insieme l’ordine dell’esistenza umana, si ha l’impressione che le cose funzionino anche senza Dio. Ma quanto più il mondo si allontana da Dio, tanto più diventa chiaro che l’uomo, nell’hybris del potere, nel vuoto del cuore e nella brama di soddisfazione e di felicità, “perde” sempre di più la vita. La sete di infinito è presente nell’uomo in modo inestirpabile. L’uomo è stato creato per la relazione con Dio e ha bisogno di Lui. Il nostro primo servizio ecumenico in questo tempo deve essere di testimoniare insieme la presenza del Dio vivente e con ciò dare al mondo la risposta di cui ha bisogno. Naturalmente di questa testimonianza fondamentale per Dio fa poi parte, in modo assolutamente centrale, la testimonianza per Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio, che è vissuto insieme con noi, ha patito per noi, è morto per noi e, nella risurrezione, ha spalancato la porta della morte. Cari amici, fortifichiamoci in questa fede! Aiutiamoci a vicenda a viverla! Questo è un grande compito ecumenico che ci introduce nel cuore della preghiera di Gesù.

        La serietà della fede in Dio si manifesta nel vivere la sua parola. Si manifesta, nel nostro tempo, in modo molto concreto, nell’impegno per quella creatura che Egli volle a sua immagine, per l’uomo. Viviamo in un tempo in cui i criteri dell’essere uomini sono diventati incerti. L’etica viene sostituita con il calcolo delle conseguenze. Di fronte a ciò noi come cristiani dobbiamo difendere la dignità inviolabile dell’uomo, dal concepimento fino alla morte – nelle questioni della diagnosi pre-impiantatoria fino all’eutanasia. “Solo chi conosce Dio, conosce l’uomo”, ha detto una volta Romano Guardini. Senza la conoscenza di Dio, l’uomo diventa manipolabile. La fede in Dio deve concretizzarsi nel nostro comune impegno per l’uomo. Fanno parte di tale impegno per l’uomo non soltanto questi criteri fondamentali di umanità, ma soprattutto e molto concretamente l’amore che Gesù ci insegna nella descrizione del Giudizio finale (Mt 25): il Dio giudice ci giudicherà secondo come ci siamo comportati nei confronti di coloro che ci sono prossimi, nei confronti dei più piccoli dei suoi fratelli. La disponibilità ad aiutare, nelle necessità di questo tempo, al di là del proprio ambiente di vita è un compito essenziale del cristiano.

        Ciò vale anzitutto nell’ambito della vita personale di ciascuno. Vale poi nella comunità di un popolo e di uno Stato, in cui tutti devono farsi carico gli uni degli altri. Vale per il nostro Continente, in cui siamo chiamati alla solidarietà in Europa. E, infine, vale al di là di tutte le frontiere: la carità cristiana esige oggi il nostro impegno anche per la giustizia nel vasto mondo. So che da parte dei tedeschi e della Germania si fa molto per rendere possibile a tutti gli uomini un’esistenza degna dell’uomo, e per questo vorrei dire una parola di viva gratitudine.

        Infine vorrei ancora accennare ad una dimensione più profonda del nostro obbligo di amare. La serietà della fede si manifesta soprattutto anche quando essa ispira certe persone a mettersi totalmente a disposizione di Dio e, a partire da Dio, degli altri. I grandi aiuti diventano concreti soltanto quando sul luogo esistono coloro che sono totalmente a disposizione dell’altro e con ciò rendono credibile l’amore di Dio. Persone del genere sono un segno importante per la verità della nostra fede.

        Alla vigilia della visita del Papa si è parlato diverse volte di un dono ecumenico dell’ospite, che ci si aspettava da questa visita. Non c’è bisogno che io specifichi i doni menzionati in tale contesto. Al riguardo vorrei dire che questo costituisce un fraintendimento politico della fede e dell’ecumenismo. Quando un Capo di Stato visita un Paese amico, generalmente precedono contatti tra le istanze, che preparano la stipulazione di uno o anche di più accordi tra i due Stati: nella ponderazione dei vantaggi e degli svantaggi si arriva al compromesso che, alla fine, appare vantaggioso per ambedue le parti, così che poi il trattato può essere firmato. Ma la fede dei cristiani non si basa su una ponderazione dei nostri vantaggi e svantaggi. Una fede autocostruita è priva di valore. La fede non è una cosa che noi escogitiamo o concordiamo. È il fondamento su cui viviamo. L’unità cresce non mediante la ponderazione di vantaggi e svantaggi, bensì solo attraverso un sempre più profondo penetrare nella fede mediante il pensiero e la vita. In questa maniera, negli ultimi 50 anni, e in particolare anche dalla visita di Papa Giovanni Paolo II, 30 anni fa, è cresciuta molta comunanza, della quale possiamo essere solo grati. Mi piace ricordare l’incontro con la commissione guidata dal Vescovo [luterano] Lohse, nella quale ci si è esercitati insieme in questo penetrare in modo profondo nella fede mediante il pensiero e la vita. A tutti coloro che hanno collaborato in questo – per la parte cattolica, in modo particolare, al Cardinale Lehmann – vorrei esprimere il mio vivo ringraziamento. Non menziono altri nomi – il Signore li conosce tutti. Insieme possiamo tutti solo ringraziare il Signore per le vie dell’unità sulle quali ci ha condotti, ed associarci in umile fiducia alla sua preghiera: Fa’ che diventiamo una sola cosa, come Tu sei una sola cosa col Padre, perché il mondo creda che Egli Ti ha mandato” (cfr Gv 17,21).

        1. sarò semplicistico e metterò tutto in un pentolone e non so cosa “teologicamente” significhi ecumenismo…. io semplicemente leggo il Vangelo e di fronte ad una persona che fa del bene (cristiana, atea o credente di altro) non posso non dire che segue Cristo.
          E per me quella persona fa parte della Chiesa, sarà una Chiesa “simbolica”, ma per me è il popolo di Dio…

          1. Turoldo diceva anche che l’ecumene non può ridursi alla comunione delle chiese cristiane, ma deve designare anzitutto l’intero mondo abitato e il più perfetto successo ecumenico risulterebbe pur sempre parziale se non fosse segno e strumento dell’unità del genere umano.

            Torniamo all’argomento delle riforme della Chiesa Cattolica…io credo che sarà il tempo a guidarci nelle scelte anche più difficili, come lo è sempre stato fino ad ora. Certe aperture di oggi erano impensabili solo 50 anni fa. Aspettiamo…

            E non intendo neanche contestare più di tanto la struttura amministrativa e tutte le relative attività (università, ospedali, banche, scuole). Anzi ritengo che siano un bene perchè senza istituzioni non si incide in questo mondo. L’anima del credente commette un errore però quando scambia la sua fede cristiana con l’adesione incondizionata alla dimensione istituzionale della Chiesa. L’istituzionalismo è un mezzo non un fine. Lo stesso ordine e le leggi sono per la vita, non la vita per le leggi, persino i sacramenti sono per l’uomo, non l’uomo per i sacramenti.

  18. Qual e’ la vera ricchezza della Chiesa? San Lorenzo rispose ‘i poveri’ (e non fu il solo). In che direzione deve andare quindi una conversione, se non verso i poveri? E allora , forse, il problema e’ che oggi non sono i poveri la prima preoccupazione, dal tuo elenco, caro Janys, manca lo IOR, casomai, manca la gestione del potere, manca di accettare di stare in silenzio e tacere la verità per salvare il piatto di lenticchie dell’8×1000 e dei finanziamenti (questo vale per la gerarchia italiana). Se prima preoccupazione della bissa e’ salvaguardare le proprie ricchezze, allora ripartiamo dalle beatitudini e vediamo come siamo messi rispetto a quelle, io, tu, tutti noi chesismo parte della Chiesa e che la vogliamo amare sempre più casta e meno meretrix .

  19. Buongiorno,
    il mio augurio per Noi-Chiesa! dal Vangelo di oggi:

    “…quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».”

    (Mio Dio Padre, nel nome di Gesu’ donaci oggi il tuo Spirito, che chieda Lui per Noi-Chiesa quello che Noi non immaginiamo neanche.
    Amen-Si’.)

  20. …Per un’esperienza personale e dolorosa proprio all’interno della mia comunità diocesana, credo di poter sintetizzare anche il pensiero di Paolo: la Chiesa è sempre e comunque Madre, sono gli uomini che la rendono matrigna…

  21. Caro Paolo! convertire, vergere con….insieme. Conversione è aprirsi a quel mondo meraviglioso che quel falegname di Nazaret ci ha annunciato, accorgerci che nella fatica quotidiana si apre uno spiraglio di festa, mai da soli, nella certezza della misericordia…con la gioia nel cuore per ogni fratello e sorella che incontriamo, invitati alle nozze pure loro…

    Grazie Paolo per la tua passione, per la Parola annunciata con serenità e speranza….è bello!

    ciao

    p. gio

  22. Ho letto tutti i vostri commenti. Non sono brava a dibattere. Vorrei solo dirvi che per fortuna ho conosciuto e ho letto autori come Arturo Paoli, Raimon Panikkar, Mattew Fox, Carlo Molari, Angelo Casati e il mio cuore si è rallegrato, ha scoperto nuovi mondi, pensieri grandi e profondi per capire meglio il Vangelo, per vivere più intensamente e più serenamente le mie relazioni, per amare la Chiesa, Madre e Maestra, con più onestà intellettuale…
    Ed è quest’ultima la qualità che trovo poco presente in molte persone che si definiscono cattoliche…non si può mettere prima il totale e poi aggiungere gli addendi …cioè fare ricerca premettendo già l’obiettivo da proteggere, il risultato che deve rimanere invariabile!
    Gesù ha giocato la sua vita e ha dato tutto se stesso per amore… si fosse fatto due conti prima cosa avrebbe mai potuto lasciarci?

  23. Ottimo, la questione mi appssiona.
    Scusate se procedo col mio metodo un po’ schematico, ma, come detto, dotato di scarse capacità mentali … solo così riesco a seguire un certo discorso.

    Fissiamo due punti:
    I° – Il “problema” è legato all’efficacia dell’azione evangelizzatrice della Chiesa alle nostre latitudini, con conseguente disaffezione ed allontanamento di “credenti” .. incapacità di “dialogo” con i non credenti … difficoltà col mondo giovanile etc etc … in aggiunta a questo deficit di capacità di comunicazione si sommano scandali vari interni alla Chiesa stessa …Ne deriva quindi perdita di credibilità agli occhi della gente…e gli stessi credenti e praticanti stentano a ritrovarsi su certe posizioni nella fatica di dirsi ed essere oggi cattolici.

    II° – Occorre quindi cambiare … ed il cambiamento vuole esser rivolto alla soluzione di quanto sopra. Ovvero sintetizzando … nuove formule per ritrovare nella Chiesa autenticità ed efficacia evangelizzatrice … mica poco!

    Bòn .. ciò detto la mia lista, non avendo trovato, per fortuna, sostenitori in questi interventi … se siete d’accordo si snellisce di questa fuffa tanto di moda:
    – Accettazione dell’omosessualità
    – Accettazione dei sistemi contraccettivi
    – Accettazione dell’eutanasia
    – Accettazione Aborto
    – Accettazione Fecondazione varia ed eventuale

    Non mi pare che ci siano stati (credevo il contrario in verità) grandi alfieri per:
    – Fine del celibato dei preti
    – Sacerdozio femminile
    – Ulteriore “liberalizzazione” del Rito della Santa Messa
    – Diaconato Permanente
    Immagino quindi non si considerino elementi utili a rinnovare la Chiesa … meglio così.

    Ad onor del vero … Vera ha fatto un breve accenno al coinvolgimento ed alla responsabilità dei fedeli al sostentamento del Sacerdote ed all’affiancamento dello stesso nella conduzione della propria missione.
    Lascerei quindi come punto:
    – Ruolo del Sacerdote / Organizzazione territoriale della comunità.

    Arriviamo quindi ai punti che pare riscuotano maggiori attenzioni (Vera, Stefano, Costanza, Simone Elio etc etc) …
    … mi par di capire che al succo si recrimini alla Chiesa di “predicar bene e razzolar male” in relazione a :
    – Ricchezza
    – Rapporto col potere
    – Disponibilità ad un dialogo vero ed umile con la altre confessioni (… od anche genericamente religioni Simone?)

    Quindi … immaginiamo qualche soluzione …

    “La chiesa vende (chi li compra poi … boh?) tutti i suoi averi …. che fa? li da ai poveri … ottimo … incarnare povertà”
    Si, giusto?

    “Rapporto col Potere, qualsiasi esso sia … basta! Basta connivenze, basta dialoghi, basta ammiccamenti … si tenessero l’8×1000, paghiamo l’ICI per le proprietà … basta agevolazioni alle Scuola Cattoliche, basta concordati …. liberi e puri da ogni condizionamento” … così ?

    “Dialogo interreligioso … benvenuto! … Con umiltà diciamo che la Chiesa Cattolica è al pari delle altre, anzi meno, nei secoli ne ha fatte di cotte e di crude e di roba da farsi perdonare ne ha più degli altri …. quindi … basta dire che la Verità e tra noi … mettiamoci tutti assieme intorno ad un tavolo e cerchiamola assieme la verità… edificando una Chiesa Nuova..” Giusto Simone … così?

    Grazie
    Janus

    1. L’Ente in cui lavoro ha siglato proprio in questi giorni una convenzione con una nota Università per far frequentare, con riconoscimento di alcuni crediti formativi, ai propri dipendenti che fossero interessati il corso di laurea in Scienze della comunicazione. Da come interagisco in questo Blog – e, soprattutto, da come mi sembra che venga interpretato quello che scrivo – credo che sia quantomeno opportuno farci un pensierino…

    2. Nell’ultima omelia a Instanbul Giovanni XXIII nel 1944 dichiarerà: “ Gesù è venuto a abbattere le barriere, è venuto a proclamare la fraternità universale … Credete voi di potervi chiudere in casa tappando le porte dicendo: “io sono cattolico, io penso a me stesso”?

      Certo Janus tutti intorno ad un tavolo perché è quello che ci chiede Dio.
      La Chiesa non è stata fondata da Gesù duemila anni fa.
      Duemila anni fa è stato fondato il cristianesimo storico e la Chiesa storica, i quali si collegano a qualcosa di più antico che esiste dalla Creazione.
      Sant’Agostino parla di “ecclesia ab Abel”, una Chiesa da Abele, cioè dal primo uomo giusto.
      Dio è giustizia e bene. Quindi un essere umano che aspira a conformare la sua vita a questi ideali fa parte di una realtà “Chiesa”.
      Anche se non si è battezzati e non si va a messa se ne fa parte. Non basta dire “Signore, signore….” (Mt 7,21-23).
      Alla Chiesa il compito ” che ogni germe di bene che si trova nel cuore e nella mente degli uomini, o nei riti e culture propri dei popoli, non solo non vada perduto, ma sia purificato, elevato e perfezionato” (‘Lumen gentium’, CVII). Nella misura in cui la chiesa riconosce, discerne e fa proprio quanto di vero e di buono lo Spirito Santo ha operato nelle parole e nelle azioni dei non cristiani, diventa sempre più la vera chiesa cattolica, “che parla tutte le lingue e tutte le lingue nell’amore intende e comprende, superando così la dispersione babelica” (‘Ad gentes’, CVII).
      Ed ecco allora che si aprono scenari di “teologia laica” come la chiama il teologo Mancuso, che non vuol dire spodestare il papa o i vescovi, ma pensare che il fine ultimo del pensiero non sia la dottrina della Chiesa Cattolica, ma la verità della vita.

      Per quanto riguarda le istituzioni, la ricchezza….in passato ero più polemico, ora mi sto tranquillizzando.
      L’istituzione serve alla società. Ogni volta che si è voluto formare forme di sola spiritualità senza un’istituzione si è andati a gambe all’aria, o si è giunti dopo poco ad un’istituzione.
      Basta pensare alle Chiese sorte con la Riforma protestante….non hanno aspettato tanto a crearsi una loro gerarchia, i loro dogmi e le loro persecuzioni.
      Mi sapete indicare un’istituzione coerente e pulita? Gli stati? I partiti? Quindi il problema credo che vada al di là del magistero….
      A noi il primo passo, perché non è vero che la colpa di tutto è il clero, ognuno viva il proprio sacerdozio. Le cose si sistemeranno da sole…

      1. Simone, mi piacciono molto i tuoi interventi perchè mi fanno sentire meno sola a sentirmi controcorrente. Condivido quanto sostiene il teologo Vito Mancuso in termini di “teologia laica” che significa apertura al dialogo e al confronto per unire e non dividere.
        Fintanto che la chiesa cattolica continuerà a ritenersi unica fonte di fede e di salvezza e non si aprirà al dialogo e al confronto con i “diversi” nella fede cristiana ma non solo credo che sarà destinata ad un sempre maggior allontamento di coloro che già ne fanno parte e di quanti vorrebbero accolti incondizionatamente.

        Per rispondere a Janus: che ci sarebbe di male se finalmente la chiesa accogliesse – senza se e senza ma – anche divorziati , omosessuali ? E che senso ha oggi parlare di celibato dei sacerdoti ? Perchè costringere alle “dimissioni” quelli che si formano una famiglia ? Dove stà scritto che un prete non può sposarsi ? E qualora decidesse di farlo sarebbe meno credibile come tale per questa sua scelta ?

        E ancora : perchè la chiesa cattolica continua a demonizzare l’uso dei contraccettivi invece di sostenere una maternità consapevole ?
        Forse si vuole dimenticare che la legge 194 è nata per tutelare la maternità e non per “risolvere” gravidanze indesiderate e come tale va difesa e applicata correttamente. Incominciando col smetterla di condannare le donne che hanno necessità di abortire, perchè si tratta sempre di una scelta sofferta e di cui si portano i segni tutta la vita.

        E infine: ritengo che la ricchezza della chiesa Cattolica sia una contraddizione rispetto a quanto vada invece predicando. Da sola basterebbe a risolvere la fame nel mondo e non solo. Come può essere credibile un qualsiasi papa quando dice agli altri di fare ciò che la chiesa non fà.

        Si tratta comunque di argomenti che meriterebbe un dibattito approfondito che non è possibile fare qui ma che una volta per tutte andrebbe fatto.

        Ma credo che non piacerà questo mio intervento a coloro che frequentano questo blog e che si sentono in sintonia con la chiesa cattolica “a prescindere”.

        Termino qui, perchè a differenza di Simone, non riesco a parlare di queste cose senza provare rabbia.

    3. Per quanto riguarda l’elenco che fai janus (omosessualità, eutanasia,aborto…) sono argomenti troppo delicati da affrontare così in generale. Non dimentichiamoci comunque “nell’intimo della coscienza (verbo scire=sapere con) l’uomo scopre una legge che non è a lui darsi, ma alla quale deve obbedire” (“Gaudim et spes”, sempre CVII).

      1. Poi qui si parla solo di Benedetto XVI o GPII quando mi ricollego ad una frase di Paolo Ricca, preside della Facoltà Valdese di Roma che nel’84 disse pensando a Giovanni XXIII ” con questo Papa e con questo concilio, mi domando perchè rimango ancora protestante”.

        Quindi non è il primato del Papa che dà fastidio, è come si utilizza il papato, cioè come viene esercitato il primato.
        C’è un libro intitolato “un cristiano sul trono di Pietro”,….è giusto, un cristiano, lì sul trono di Pietro ci sta bene e il ruolo del primato nel modo in cui lo ha vissuto Papa Giovanni è stato riconosciuto e accettato da tutti.

  24. E sono d’accordo con “Il punto della situazione di Papa BENXVI” postato da Paolo!

    E dal mio punto di vista: nel dialogo, nella pace, nella concordia, tutti i popoli di tutte le nazioni, se casti, puri e senza ruga, sono liberi di seguire ciascuno la propria religione con la certezza che, una volta al cospetto di Dio, la meraviglia sarà grande quando si renderanno conto che Dio è unico per tutti.

    Un solo Dio, un solo Pastore per un unico gregge!

    Janus, i contribuenti, e io sono una fra quelli, possono decide di donare l’8 per mille alla Chiesa Cattolica. Perchè no?

    La Chiesa Cattolica saprà bene come utilizzarlo!

    E sempre a mio avviso, i grandi cambiamenti avvengono con la testimonianza e con l’esempio credibili, a partire dal singolo, nel suo piccolo, nel proprio ambito, nella propria latitudine, per poi estendersi gradatamente fino agli estremi confini della terra.

  25. Non mi sembra di aver detto che la Chiesa debba vendere i propri beni; ho detto che i cristiani che ne fanno parte devono seguire un Vangelo che ha alla propria base l’opzione preferenziale per i poveri, e quiondi devono comportarsi di conseguenza, il che significa, per dirla con don Chiavacci:

    -cerca di non arricchirti
    -se hai, hai per condividere.

    Rispondiamo a questi due comandamenti in modo concreto? Dove sono depositati i nostri risparmi? In banche che li usano per produrre mine, dando un interesse maggiore, o in banche che ne fanno uso per il microcredito? Minuscolo esempio, ma ne possiamo fare a centinaia.

    O il Vangelo informa e cambia tutta la nostra vita, e quindi anche la vita della Chiesa della quale facciamo parte, oppure la Chiesa non può cambiare.

    Poi, io sono favorevole al sacerdozio femminile, all’abolizione del celibato dei preti, alla crescita del ruolo dei laici nelle comunità, ma li considero elementi legati alla cultura maschilista e di potere che informa da millenni il nostro occidente, dato che secondo me Dio non ha la barba…

    E do’ l’8×1000 alla chiesa valdese (come tantissimi cattolici praticanti) perché ritengo che la gerarchia italiana abbia ceduto troppo il suo dovere di ribadire quale siano le priorità ad ottenere benefici, abbia cioè ceduto la propria primogenitura per un piatto di lenticchie, quindi per ora levo la mia lenticchia dal piatto stesso.

  26. Ciao Janus.
    Ricco di sintesi e stimoli.

    Ciao Stefano,e’ vero, non si finisce mai di studiare! Comunque credo che i problemi relativi al “capirsi” persisteranno… (guarda me: io ho studiato comunicazione per anni e continuo a farlo, eppure… Mi rendo sempre conto che e’ difficile comprendersi per noi tutti: nella Babele che divide serve solo lo Spirito a riunire i significati i sensi le sofferenze e le faticose e imprecise parole incarnate degli uomini).

    Ciao Simone, di cui capisco e a modo mio, condivido, le preoccupazioni.

    Ciao a tutti!

    Io ho parlato anche di comunicazione e linguaggio.
    E sono convinta che il rinnovamento della Chiesa sia anche, e principalmente, un problema di Comunicazione e Linguaggio.

    Chi mi legge qui lo sa! io ne parlo spesso di questo perche’ penso davvero che i rapporti tra gli uomini, rapporti che passano attraverso le Relazioni (di qualunque tipo esse siano, amici, mogli e mariti, genitori, singoli e istituzioni… ) siano anzitutto un problema di comunicazione linguistica.
    Piu’ spesso di quanto non ce ne accorgiamo nelle nostre interazioni quotidiane con gli altri capita che diciamo le stesse cose e magari anche che vogliamo le stesse cose che desiderano pure gli altri, tutti per il bene di tutti!… ma lo diciamo in modo diverso e non ci capiamo! E ci percepiamo diversi.
    Perche’ la nostra comunicazione umana passa anzitutto attraverso le parole…
    (come la Parola di Dio che crea!… anche le nostre parole creano mondi, e in questo
    (lode a Lui) Dio ci ha fatto davvero simili a Lui!)
    … e si incarna poi, la nostra comunicazione, nelle nostre azioni … ma ci ritorno su questo.

    Abbiamo gia’ parlato (ricordate?) del perche’ la Chiesa non riesce a comunicare in maniera efficace oggi, il suo messaggio, quando si e’ parlato del libro di Paolo Perche’ restare cristiani.
    Io riassumo al volo (ancora) il mio punto di vista: politici classe dirigente scuola preti societa’ intera … abbiamo tutti bisogno di ri-elevare i nostri livelli di “cultura e alfabetizzazione” per evitare un pericolissimo analfabetismo di ritorno che ci rende incapaci di capire analizzare il mondo e decidere e determinare consapevolmente le nostre vite.
    Abbiamo bisogno di ricominciare a capirci sulle cose essenziali.
    E ri-deciderle magari insieme.

    Noi pecore di Gesu’ (o galli o leoni o scimmie o conigli dipende dalle situazioni, dalle giornate, dalle persone che ci troviamo davanti) noi variegata umanita’ sappiamo anche “parlare”! Che bello!
    Ma non ci capiamo “quasi” mai. Meno bello!
    ?Invochiamo lo Spirito prima di parlare tra noi?! Che ne dite? Sarebbe utile!

    Dicevo che il mezzo veicola il messaggio.
    Riferendomi alla nota espressione di Marshall Mc Luhan, (Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore, Milano, 1967, uno che ha avuto qualcosa da dire sulla Comunicazione e che mi e’ simpatico). Con questa espressione si riassume l’importanza e la specificita’ del mezzo usato per comunicare certi messaggi e l’interrelazione mezzo/messaggio – anche in termini di aspettative, condizionamento, formazione di modi di pensare – e altre cose ancora… leggetelo se vi va, se ne avete voglia o se non lo avete gia’ fatto!

    Ed io perche’ richiamo questo qui!? Mi viene in mente perche’ parlando di noi Chiesa penso che:

    Il punto non e’ che si predica bene e si razzola male.
    Il punto e’ che si predica male e si razzola peggio.

    (per inciso anche il cosiddetto “razzolare male” e’ in qualche modo previsto! si chiama Peccato ed e’ gia’ stato perdonato da Gesu’ sulla Croce – per chi vuole accogliere il perdono e la vita di Dio! E convertirsi poi sul serio.)

    E penso che: anche se ioVera, vaso fragilissimo e crepato, porto dentro di me l’acqua di vita del messaggio di Gesu’, che io sia peccatrice o santa, la sua acqua-messaggio disseta comunque coloro a cui in qualche modo io riesco a passarla. Anche senza volerlo o anche se tento pure di impedirlo ficcandomi nella pancia delle balene o scandalizzando il mondo intero coi miei comportamenti bizzarri! (tutto sempre concorre al bene…)
    Questo accade per la potenza della vita e della risurrezione che il sepolcro dei miei peccati non riesce a trattenere, fisiologicamente!
    E’ la Potenza di Dio che supera quella dei miei tristi peccati.

    E poi ancora penso che: per fede sappiamo che il Kerigma e’ l’Annuncio, il messaggio, quello piu’ importante per l’umanita’! e a chi e’ affidato questo messaggio? A gente come me e come voi. Mi viene da ridere! o da sorridere? o da piangere?!
    Noi che non ci capiamo nemmeno tra noi!
    Figuriamoci a portarlo in giro questo messaggio…
    Perche’ siamo noi a doverlo portare in giro il messaggio!, addosso a noi.
    Esso Cammina attraverso di noi.

    Allora continuo: che Cristo e’ morto e risorto occorre dunque che Io lo dica CON la mia vita che si fa essa Messaggio.
    Il messaggio passa dunque attraverso le mie azioni o le mie parole, da quello che faccio si capisce “di chi sono” e “chi sono” e “a cosa” sto invitando altri ad accorrere per credere e salvarci insieme! Ognuno poi con la sua propria esperienza.

    Cristo e’ morto per amore, e siamo d’accordo! Non per eroismo, non per coerenza fine a se stessa! Non per rispetto di rigide regole fisse e immutabili… Ne’ per le istanze particolari dei secoli del nostro o di altri… ma per l’eterna-essenza-dell’umanita’ da salvare! E ormai salvata! Immutabile fuori dal tempo Egli muore e risorge oggi con me, oggi prega il Padre con me, con me oggi manda su me il suo Spirito.

    Perche’ il medium qui siamo noi! Noi mezzo-e-messaggio.
    Un medium caldo caldo incandescente. Una lava e un’esplosione.
    Di umanita’ completa.

    Allora, se io sono insieme mezzo-e-messaggio, occorre che ioVera sia piu’ vera.
    Piu’ autentica, per rispettare la verita’ e l’autenticita’ di quello in cui credo,
    di quello che credo importante per la Vita, mia e degli altri,
    e di quello che sto trasmettendo e vivendo.

    La responsabilta’ non e’ mai abbastanza.

    A proposito dell’8permille, se lo tenga chi vuole! A me non nteressa.
    E cosi’ le scuole cattoliche. Non credo che queste e altre cose siano utili. Anzi.

    Io credo che abbiamo gia’ una societa’ – campo intero – su cui agire (seminare zappare inaffiare coltivare piangerci su di notte pregare per i frutti e i raccolti rispettando grano e zizzania insieme morire come i semi…) senza steccati senza recinti “privilegiati” abbiamo gia’ (grazie a Dio!) in Italia le scuole pubbliche! rendiamole buone per tutti! Portiamo i nostri bambini, che vorremmo cristiani, li’ dentro ed esercitiamoci ad essere cristiani in mezzo agli altri, esercitiamo le nostre responsabilita’ e le nostre sensibilita’ cristiane nel confronto con le decisioni di tutti i giorni, insieme a tutti.

    I nostri preti: se ognuno di noi, come puo’, fosse in grado di dare una piccola parte di cio’ che guadagna ogni mese per il sostentamento delle nostre chiese locali, delle difficolta’ dei fratelli, dei bisogni della comunita’, io credo che ne trarrebbe giovamento per prima la nostra conversione e il nostro affidarci continuo a Dio (la’ dove e’ il nostro tesoro e’ il nostro cuore!) oltre che la Chiesa tutta in generale.

    Non occorre dar via patrimoni artistici o chiese edifici o altro… basta fare piccoli passi indietro.
    O fermarsi. Facendo spazio alle responsabilita’ dei fedeli e al loro coinvolgimento nella gestione delle nostre chiese locali. Discorsi lunghi e complessi. (Non spetta a me farli non ho la preparazione adeguata per farli, anche se li intuisco e li immagino)

    Preparazione dei preti, o scandali di varia natura. Se ci fosse una piu’ attenta preparazione per i nostri pastori, preparazione umana, ma anche preparazione culturale, e piu’ attenta e aggiornata ai tempi che stiamo vivendo…. forse ad esempio non ci ritroveremmo con omelie domenicali in cui non si sta di cosa si sta parlando e a chi e perche’ mentre il Vangelo e’ in soffitta.
    O in cantina o in sacrestia come un paramento inutile e superato.

    Rapporti con altre fedi e confessioni: io sono cattolica perche’ ho scelto e ri-scelgo di esserlo tutti giorni e con fatica-grande credetemi. Perche’ solo in Gesu’ io trovo quello che sento-la-mia-anima-cerca e cio’ di cui ha bisogno, a parte la bellezza di Dio di cui si ama oggi parlare, io di Lui sento forte la paternita’ (e da madre che ama suo figlio so un pochino cosa vuol dire amare il proprio figlio, e se io dimentico il mio… Dio non si dimentica mai di me! (e insieme a me ricorda anche mio/suo figlio…)…)
    Io riscelgo di essere cattolica perche’ solo il nostro Dio e’ Padre come Gesu’ ce lo ha mostrato (e la Chiesa coi suoi difetti mi racconta!), non altri dei … e io desidero solo stare accanto a Lui, viverlo e raccontarlo facendomi io stessa messaggio per come posso, molto umilmente nella mia vita coi suoi vari “ambiti”, e nella maniera piu vera a me possibile.

    Omosessuali, o divorziati o aborto o contraccezione o cellule staminali… e il resto di cui Janus ci parla:
    Ci sono sofferenze di uomini e problemi reali.
    Ci sono anche verita’ (naturali) su cui la chiesa non puo’ transigere.
    E che deve continuare a ricordare agli uomini in maniera chiara serena comprensibile.
    E chissa’…
    Le prostitute, gli omosessuali, i divorziati, le donne-e-gli uomini che hanno abortito… puo’ darsi che questi ci passino davanti nel Regno dei cieli perche’ si convertono mentre noi discutiamo… perche’ abbracciano, loro, la misericordia di Dio (rotolandocisi dentro di gioia!) mentre noi ancora parliamo di sacrifici.

    E’ un equilibrista il cristiano, oltre che un cercatore.
    Alla perenne ricerca del giusto equilibrio tra la sua intransigenza
    e l’accettazione dell’amore gratuito di Dio che e’ per tutti (per l’umanita’ gregge di tanti colori.)
    Giusto Equilibrio tra
    la sua verita’ e la Verita’ di Gesu’.
    la sua liberta’ e quella degli altri.

    Essere cristiani e’ anche difficile, lo so.

    Anche la Chiesa e’ appoggiata su un perenne delicato equilibrio, ed e’ difficile, lo so.

    1. Vera, per fortuna esistono persone come te disponibili al confronto aperto anche pronte ad ammettere le contraddizioni che la chiesa cattolica certamente ha.

      Non esiste una sola verità e per me avere fede vuol dire apertura, condivisione. Ma credimi, mi è sempre più difficile far parte di una chiesa che discrimina e allontana. Per fortuna ho fede in Gesù che ha dimostrato con la parola e i fatti di essere tutt’altra cosa.

      I tuoi interventi dimostrano una profondità e delicatezza che è come una carezza per la mia anima tormentata.

      Grazie

      1. Ciao Cinzia, nella mia vita sono passata attraverso molte esperienze mie e di fratelli, la Chiesa allora ha saputo parlarmi ed illuminarle, (con la Luce Gesu’), per me per loro… e la ringrazio. Mi considero “fortunata”
        per questo… per il cammino di fede che mi e’ stato concesso di fare in passato in molti modi… e che continuo a fare in altri… non si smette mai di convertirsi e io di piu’ nella fatica della mia vita di oggi… (e nella stanchezza pure, a volte…)
        ma se la Chiesa parlasse a tutti cosi’ anche oggi, come l’ho sentita fare ieri… se sapesse spiegarci il perche’ delle cose, con garbo come spieghiamo ad un bambino le prime semplici elementari nozioni biologiche, un seme che muore e nasce e cresce volgendosi alla luce… e di cosa ha bisogno per vivere e cosa invece gli fa male… cosa lo danneggia…
        se la Chiesa trovasse il modo di farsi capire semplicemente anche oggi anche qui tra noi… certo non ci porremmo – credimi – queste domande sul sacerdozio sul celibato sui divorziati sugli omosessuali sui contraccettivi… sull’aborto… tutto sarebbe piu’ charo, immediato: una fotografia che non lascia dubbi.
        un panorama limpido. particolari nitidi.

        Se certe cose venissero spiegate e “raccontate” bene e se ci fossero dati piu’ strumenti per meglio sperimentare e interiorizzare la Parola e la vita che porta con se’, forse molte cose sarebbero piu’ chiare e condivise sarebbero ovvie… scontate.

        per il resto…
        grazie a te, cara amica.
        un abbraccio a voi

  27. Che fatica comunicare e capirsi! Siamo Chiesa – comunità tra di noi – ma a volte anche isole. Resta incomprensibile la volontà di Dio che, invece, ci vuole uniti. Ognuno di noi proviene da esperienze diverse, da vite differenti, da culture, interessi eterogenei. Convergere diviene difficile, forse impossibile.

    Mi rendo conto, però, che Chiesa è prima di tutto incontro e scambio della Parola. La Chiesa è il luogo dove si tramanda l’insegnamento di Cristo e si cerca l’altro.

    In questo Post abbiamo affrontato tanti temi ed abbiamo descritto tante Chiese, tutte quelle che albergano in ognuno dei nostri cuori. Mi piace l’esempio riportato da Paolo: ognuno guarda la stessa montagna ma da angolature e prospettive diverse.

    Credo, però, che pur non convergendo, pur non trovandoci d’accordo oggi siamo più Chiesa di ieri. Ciò perché abbiamo goduto del dono del confronto e ci siamo ritrovati a discutere insieme a coloro che, spesso, evitiamo perché troppo diversi da come la pensiamo. L’unità della Chiesa passa anche per luoghi (perfino virtuali come questo) in cui ci si ferma a chiedersi il perché ed il come della nostra fede.

    Francamente non è tanto (o soltanto) importante dare o ricevere delle risposte soddisfacenti a quesiti fondamentali, magari sedimentate in noi senza troppi approfondimenti, quanto piuttosto avere la possibilità di incontrarsi, soprattutto se si è agli antipodi gli uni dagli altri.

    Nella mia vita ho avuto poche possibilità di confrontarmi con persone culturalmente e ideologicamente lontane da me. Di solito non si ha voglia di venire a contatto con pensieri differenti dai propri perché il mettere alla prova le proprie convinzioni o, semplicemente, ascoltare l’altro stanca ed è molto difficile. Eppure arricchisce, funge da “Cartina di Tornasole”, da banco di prova delle proprie convinzioni. Confrontarsi è una crescita culturale e, in materia di fede, spirituale.

    Credo che avere la possibilità di parlare con chi la pensa in maniera differente sia una Grazia enorme. Credo che, fondamentalmente, il male oppure il bene della Chiesa passi da questa capacità di mettersi in relazione con cui, invece, si tende ad escludere dalla nostra vita perché troppo differente.

    La Chiesa è unità e noi in questi giorni lo siamo stati, pur mantenendo le nostre differenti opinioni. Provocatoriamente mi lamentavo di non essere capito. In realtà ciò che è frustrante è il non convincere e questa incapacità può allontanare chi s’incontra con l’altro per “fare vincere” la propria tesi a tutti i costi. La comunicazione diventa incontro quando è disponibilità, accettazione, condivisione e testimonianza.

    La nostra Chiesa è viva finché cerca l’incontro con l’altro e offre un luogo (come questo Blog!) per discutere e pregare insieme. Tutto il resto verrà da sé…

    Vedendoci qui ed in questi giorni, pur nelle differenze e nelle lamentele (le mie!), riscopro che questa comunità, e con essa la nostra intera Chiesa, è ancora viva e vegeta perché respira nell’incontro con l’altro.

    Un grazie particolare a Vera per le sue riflessioni e per il dono dell’accoglienza…

    1. Grazie Stefano a te!

      (e a Perugia, a cui sono legata anch’io da dolci antichi ricordi e li ripenso ogni volta che vedo Perugia-Rassicurante accanto al tuo nome, grazie).

    2. Seguo poco il blog…. e mi scuso se nei pochi interventi che faccio rischio di passare come un “maestro in israele”.
      Sento però il dovere di ringraziare tutti x il dibattito molto acceso e costruttivo nel post ” a partire da me”.
      La tendenza è purtroppo quella di esser unilaterali( ma direi che ciò fa parte del nostro DNA , quel DNA che esprime tutto il nostro limite!! ) insistendo solo su un aspetto della Verià(che per noi cristiani si identifica con XTO , e solo con LUI).
      Ovvio che anch’io ho “le mie idee” !! ma come quelle degli altri sono dovute oltre che alla mia capacità – o incapacità- intellettiva anche ad esperienze fatte, alla mia formazione umana – cristiana , al mio ambiente di vita …. e in particolare alla mia ricerca umile ma appassionata della Verità( in questo ultimo aspetto siamo tutti molto carenti!).
      E’ abbastanza evidente che certe posizioni sono in contraddizione- almeno apparente- con altre…( se confrontiamo x es, le idee di janus con quelle di cinzia simone costanza ..) il che non significa che ciascuno non debba sentirsi “bene” nella propria verità “soggettiva”…. Non sta certo a me dire chei è più vicino al Vangelo!
      Proprio x questo apprezzo molto quello che ha scritto Stefano , e anche Vera .
      Entrambi mettono in risalto la fatica del comunicare ..( ricordiamo quanta ne ha fatto Gesù… eppure aveva tutti mezzi a disposizione, sia come Dio che come Uomo!). Stefano e Vera ( ma anche altri) provano a farlo con equilibrio considerando i vari aspetti del nostro esser cristiani , oggi .
      Entrambi esprimo bene… la ricchezza della diversità nell’unità della stessa Fede e Carità, espresse e manifestate — ma con quanta fatica lungo i secoli– dalla Chiesa di Cristo, Una ,Santa Cattolica e Apostolica ( caratteristiche che dovrebbero esser commentate….perchè lungo il suo cammino nella storia la Xsa non è nè totalmente Una nè Santa nè Cattolica nè Apostolica … pur essendo contemporaneamente tutto ciò!!!
      La conversione personale , non meno di quella Comunitaria, … è certamente fondamentale…sostenuti , tutti, da un discernimento personale e comunitario, che permettono allo Spirito di guidarci verso una comprensione della Verità.. sempre più autentica … e verace…
      Su tutti e su ciascuno invochiamo la Benedizione di Dio .

    3. “Resta incomprensibile la volontà di Dio che, invece, ci vuole uniti. Ognuno di noi proviene da esperienze diverse, da vite differenti, da culture, interessi eterogenei.”

      qui nessuno ha detto che ci dovrebbe essere un’unica religione, un’unica verità, un’unica dottrina nel mondo….
      E nessuno mette sullo stesso livello Cristo (figlio di Dio, messia, resuscitato da morte) con le divinità indù e i grandi asceti orientali etc…..

      1. Si, giusto!

        qui nessuno ha detto che ci dovrebbe essere un’unica religione, un’unica verità, un’unica dottrina nel mondo….ma camminare fianco a fianco, nel dialogo e nel rispetto reciproco.

  28. Racconto con parole mie ciò che c’è scritto nel Vangelo:

    E Gesù dice :Zaccheo scendi dall’albero perchè oggi devo venire a casa tua
    E Gesù dice alla samaritana : tu hai avuto cinque mariti e dici il vero quello con cui vivi non è tuo marito

    E Gesù vede Levi al banco delle imposte, lo guarda e gli dice: “seguimi”

    E Gesù dice alla donna adultera : chi ti condanna? neppure io ti condanno, vai e non peccare più

    E Gesù dice a Simone: questa donna mi ha lavato i piedi con le sue lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli, mentre tu quando sono entrato non mi hai neppure salutato con il bacio dell’accoglienza

    E potrei continuare ad oltranza perchè il Vangelo è pieno di episodi di perdono, di misericordia, di accoglienza da parte di Gesù.

    E come potete vedere, cambiano i tempi, cambiano i modi ma gli uomini sono sempre gli stessi.

    Gesù ha accolto, si è fatto prossimo, ha gradito anche l’accoglienza per poter convertire.

    I divorziati, argomento delicato!

    Io sono contrario al divorzio, ma ci sono uomini e donne che ad un certo punto della vita per un qualsiasi motivo oppure anche senza un valido motivo, hanno deciso di non voler o di non poter più vivere insieme e che magari successivamente hanno trovato l’accoglienza pura e sincera da parte di un altro partner.
    Che si fa? Si nega loro il cibo della vita eterna? Si solo se diventa consuetudine.

    L’aborto, altro argomento delicato!

    Io sono contrario all’aborto, ma al giorno d’oggi, ormai è risaputo il sesso è l’argomento predominante, quindi forse è meglio l’uso del contraccettivo che l’aborto.

    Il matrimonio tra omosessuali, no, non riesco ad accettarlo, anche se ci sono casi di omosessualità in cui davvero vi è la prevalenza di ormoni maschili o femminili, ma da questo al matrimonio………
    La depravazione, poi, riguardo a questo argomento, sinceramente mi disgusta, ma non conosciamo dove arriva la misericordia di Dio.

    Gesù ha amato e perdonato, ha vissuto le beatitudini fino in fondo, ma ha detto anche: “Guai a voi………..”

    La Parola di Dio secondo me è così vasta e profonda da dare le risposte a ciascun argomento.

  29. Simone, Michaela,
    Voglio aggiungere il mio punto di vista, sfumature sottili:
    se io continuo ad essere cristiana (e ad interrogarmi di continuo su cosa vuol dire concretamente esserlo nella mia strana vita) e’ perche’ credo che Cristo sia effettivamente l’UNICA VIA VERITA” VITA!!!

    E questo non significa da parte mia mancanza di rispetto per chi non crede come me o non significa che io pensi che solo io cristiana (come desidero prego agisco e spero!) mi possa salvare!
    Anzi: io sono convinta che nel mondo ci siano molte persone che non credono in cio’ in cui io credo, e che pure si salveranno prima e meglo di me! perche’ vivono e agiscono prima e meglio di me!

    Come il figlio che dice no e poi fa.
    O magari come gli invitati al banchetto di oggi raccolti per strade diverse dalla mia… e ce ne sono di strade nel mondo!…

    A proposito del vangelo di oggi,
    solo un pensiero che mi gira attorno da un paio di giorni:
    Dio si sposa e ci invita! E forse l’altra meta’ della Coppia siamo proprio noi. (non piu’ invitati soltanto ma protagonisti indispensabili)

    1. Vera l’ho già scritto… che se sono ancora cattolico è perchè credo comunque nella verità della Chiesa Cattolica e Cristo è la verità.
      Ecumenismo non vuol dire tutti insieme appassionatamente.
      Cose già dette…e finisco qua, continuiamo a ripetere sempre le stesse cose 🙂

      1. a leggere i commenti sembra che ho intrapreso un pensiero che pregare Dio, Allah o una divinità indù sia la stessa cosa!!

  30. Cambiamenti… riforme…
    Ero arrivata in anticipo, (taxi sotto casa, “fortuna” che mi assiste da qualche giorno… e non devo aspettarne uno libero per ore come faccio a volte nei momenti piu’ caotici della giornata)
    Con calma ho dato anche il cibo ai miei amici gattini che vivono nei cortili della Chiesa… e anche se qualcuno spesso mi rimprovera e tenta di impedirmelo (!) io obietto e disobbedisco alle leggi degli uomini e li nutro lo stesso! loro mi aspettano!

    E poi, in Chiesa… non capivo cosa stesse succedendo: Messa veloce, niente canti o canti tagliati a meta’ (?) col sacerdote indiano che ci guardava storto per la fretta … (un omone grande e burbero di solito, ma che sorride e gli si illumina il viso soltanto quando all’omelia ci racconta con gusto delle storie e aneddoti pertinenti, (sorride meno spesso quando indica e lo fa sempre, l’altare dell’Eucaristia e il Crocefisso), ma che oggi, 4 minuti di spiegazione per il Vangelo… e filava via anche per il resto come una metropolitana!: poca coordinazione anche tra noi stessi fedeli! Aiuto!

    E poi finalmente ci hanno spiegato il perche’: il 27 novembre, ad inizio avvento, ci saranno dei cambiamenti nella Liturgia di Lingua inglese, (non so se ovunque nel mondo o solo da noi e ho poco tempo ora per verificare!)
    Comunque, alla fine della nostra triste (scusatemi mi vien da dirlo!: “quasi italiana”) Celebrazione di oggi durata poco piu’ di mezz’ora, (Comunione compresa ma la distribuiscono in tanti…)
    ed ecco a cosa serviva recuperare tempo…
    qualcuno ha cominciato ad introdurre spiegare e motivare i cambiamenti: dicono che andremo in una direzione di maggior profondita’ di linguaggio, piu’ aderenza alla traduzione latina e alla Parola di Dio e che avremo piu’ immagini “poetiche”… vi riporto alcuni esempi su cui ci siamo esercitati oggi da bravi scolari botta e risposta: se prima quando il celebrante diceva “The Lord be with you” noi rispondevamo “And also with you” ora invece dovremo dire “And with your spirit”, e al Vangelo quando lui diceva: “A reading from the holy gospel according to…” noi rispondevamo: “Glory to you, Lord” ora dovremo dire “Glory to you O Lord”… e cambieranno molte altre cose ancora. Parecchie. Forse troppe!
    Le hanno accennate, ci hanno dato link ed email e aiuto e supporto per le famiglie per il catechismo…, ora ho poco tempo per guardare i link e tutto… per informarmi come si deve, ho dato una lettura veloce a qualcosa…

    Io che cambio sempre tante cose e che ogni tanto vorrei vederle fermare le COSE …
    Io sono un po’ preoccupata!

    A me sembra, ad una prima impressione, che il cambiamento avvicini la Liturgia inglese a quella nostra italiana, per capirci, o a quella delle lingue neolatine, (come due amiche di lingua spagnola oggi mi confermavano a fine Messa) una bella cosa! Certo!

    Ma non vorrei che questo causasse tra non molto, per le persone che vivono qui, lo stesso effetto di lontananza e distacco che hanno per molti di noi oggi in Italia, le sia pur bellissime parole della nostra Liturgia.
    Belle, piu’ profonde… tanto profonde da essere irraggiungibili! e davvero poi piu’ lontane!…
    Non so!, mi sembra ieri che vi dicevo come a volte le cose dette in inglese o in altre lingue mi sembrassero quasi piu’ fresche e piu’ vicine alle persone… mi sembrava di riscoprirle…. e quella e’ la direzione da prendere per me!… una delle possibili migliori e piu’ semplici direzioni da prendere… (piu’ bello che tutti capissimo le parole “alte latine poetiche” ma lo vedo piu’ dififcile adesso)

    Comunque attendo fiduciosa le prossime “lezioni” (fino al 27 novembre tutte le settimane – con Messa frettolosa incorporata e non e’ un buon inizio questo…) per saperne di piu’! La settimana prossima ci venderanno anche il libricino e avro’ il quadro veloce e completo della nuova situazione, non voglio essere pessimista, ma intanto le ultime Messe si stanno “accorciando e sciupando” nello studio e nell’esercizio per le Messe future…
    Che il Cambiamento (e soprattutto quello “obbligato”) quando avviene nelle nostre singole vite o nelle vite dei molti, per davvero serva a qualcosa infine!,
    questo mi auguro per il bene di tutti!

  31. Sono appena rientrato da un viaggio in Polonia con la mia ragazza.
    Durante i giorni di permanenza abbiamo partecipato alla messa conclusiva del congresso mondiale sulla Divina Misericordia tenutosi a Cracovia.
    Durante la fila per entrare in chiesa abbiamo incontrato un signore ben distinto polaco che spingeva una sedia a rotelle con sopra uno zaino. Accortosi della nostra presenza ha iniziato a rivolgersi a noi in perfetto italiano. Dal momento, anche se con molta discrezione non ci ha abbandonato un attimo.
    All’inizio si è preoccupato di trovarci un posto in chiesa, a fine messa si è trattenuto con noi pur avendo il biglietto per partecipare al pranzo per gli iscritti al congresso, dandosi da fare per far pranzare anche noi pellegrini in terra straniera come lui ci definiva.
    Alla fine abbiamo scoperto che è una persona senza fissa dimora. La sua casa è rappresentata da una sedia a rotelle, da uno zaino e da un ombrello. Ci ha raccontato che la sua pensione non gli consente di spendere più di 3 € al giorno. Le sua ricchezze sono la fede e la certezza nella provvidenza che non lo hanno mai abbandonato.
    Lui che dovrebbe preoccuparsi della sua vita, del suo domani si preoccupa accogliere e nutrire noi. E noi che dovremo preoccuparci degli altri ci tormentiamo per i nostri problemi chiedendo che gli altri, compresa la Chiesa, cambino per accettare meglio il nostro stato. Grazie Signore per la bella esperienza di Chiesa e di Fede. Quello che diceva il superiore generale dei gesuiti Pedro Arrupe che nell’educazione è importante formare “persone per gli altri” è vero. Amando gli altri ci dimentichiamo dei nostri problemi e troviamo la forza di ricominciare in unione con altre persone formando una comunità (Chiesa).
    Alla fine, dopo una giornata intensa, ci ha salutato ricordandoci che la santità non è un privilegio di alcuni eletti ma un dovere per tutti battezzati. Alla domanda su come potevamo contattarlo in futuro ci ha risposto che potevamo rimanere in contatto spirituale da qualsiasi parte del mondo alle ore 12, alle 15 e alle ore 21 di ogni giorno. Questa per me è la Chiesa. Una Chiesa viva fatta di persone diverse ognuna con i propri carismi, tutti chiamati a formare la Chiesa voluta da Cristo. Una Chiesa, non dimentichiamolo, formata e diretta da persone con tutti i limiti dell’uomo. La Chiesa potrebbe anche cambiare le formule ma se l’uomo non cambia il cuore non ci potrà essere conversione.
    Difficile entrare in argomenti come il divorzio e altri prima citati in questo forum, anche perché la croce di un altro non può essere capita finche non la si porta con la propria persona. Non dimentichiamoci però che ogni nostra azione porta delle conseguenze per noi e per gli altri e che dovremo essere maturi per accentarne le conseguenze con la certezza che tutti siamo chiamati e Amati da Dio se acetiamo la Sua Misericordia.

    Chiudo con una bella preghiera di Santa Faustina Kowalska:

    “Aiutami, o Signore, a far si che i miei occhi siano misericordiosi, in modo che io non nutra mai sospetti e non giudichi sulla base di apparenze esteriori, ma sappia scorgere ciò che c’è di bello nell’anima del mio prossimo e gli sia di aiuto. Aiutami a far si che il mio udito sia misericordioso, che mi chini sulle necessità del mio prossimo, che le mie orecchie non siano indifferenti ai dolori ed ai gemiti del mio prossimo. Aiutami, o Signore, a far si che la mia lingua sia misericordiosa e non parli mai sfavorevolmente del prossimo, ma abbia per ognuno una parola di conforto e di perdono. Aiutami, o Signore, a far sì che le mie mani siano misericordiose e piene di buone azioni, in modo che io sappia fare unicamente del bene al prossimo e prenda su di me i lavori più pesanti e più penosi. Aiutami a far sì che i miei piedi siano misericordiosi, in modo che io accorra sempre in aiuto del prossimo, vincendo la mia indolenza e la mia stanchezza.
    il mio vero riposo sta nella disponibilità verso il prossimo. Aiutami, Signore, a far si che il
    mio cuore sia misericordioso, in modo che partecipi a tutte le sofferenze del prossimo. A
    nessuno rifiuterò il mio cuore. Mi comporterò sinceramente anche con coloro di cui so
    abuseranno della mia bontà, mentre io mi rifugerò nel Misericordiosissimo Cuore di Gesù.
    Non parlerò delle mie sofferenze. Alberghi in me la Tua Misericordia, o mio Signore.”

  32. Grazie a tutti per le risposte e per esser stati al “gioco” della lista.
    Era provocatoria in parte la cosa … ovvio, mi pare però sia andata bene … no?
    La parte non provocatoria era e rimane il mio autentico interesse a capire il senso e la misura dello “scontento” tra i “fedeli”.

    Molte cose ancora non le capisco …. per altre invece mi avete aiutato. Vi ringrazio ancora.

    A mio avviso … Don Sandro …. ha colto nel segno :
    “La tendenza è purtroppo quella di esser unilaterali( ma direi che ciò fa parte del nostro DNA , quel DNA che esprime tutto il nostro limite!! ) insistendo solo su un aspetto della Verià(che per noi cristiani si identifica con XTO , e solo con LUI).”
    … e mi permetto di aggiungere che questa naturale attitudine umana si sposa alle nostre latitudini ed al nostro tempo, con quell’insopportabile tendenza ad imporre il soggettivo sull’oggettivo … il particolare al generale …. a farsi tifosi e partigiani … nel nostro provincialismo.

    Un tempo ciascuno per il proprio carisma viveva la gioia del proprio particolare cammino … non voleva imporre il proprio cammino agli altri … ne gioiva e basta … e ne percepiva l’armonia … come parte di un tutto più grande …. più alto!

    Ora, annichiliti … incapaci di respirare a pieni polmoni e di sollevare lo sguardo dal nostro ombelico (manco più dalla punta dei piedi) … figurarsi se riusciamo a cogliere la grandezza dell’orizzonte.

    Parliamo di Chiesa Cattolica … e spesso conosciamo poco di questa chiesa fuori dalla nostra parrocchia o città!
    Pensiamo a ricette e soluzioni …. architetture e svolte …. e non abbiamo idea di quanto realmente grande e vasta sia l’azione della Chiesa nel mondo.

    Guardiamo … se va bene all’Europa …. se va bene!!! … Altrimenti lo sguardo si ferma a questo disgraziato paese in cui viviamo …. e crediamo che questo sia tutto … facciamo di questa piccola visuale … il tutto!

    Con le spalle calde ed i culi molli su divani comodi … parliamo … di riforme … mentre nel mondo, nostri fratelli vengono uccisi ogni giorno per portare la Croce, per poter vivere il Vangelo … per vivere Cristo !!

    E noi parliamo …. di riformare la Chiesa !
    Certo ….
    Chi la vuole più povera, chi più ricca,
    Chi meno interventista nella politica, chi di più …
    Chi molto più interventista … però per come la pensa lui … che se no non va bene.
    Chi vuole più accoglienza per gli stranieri, chi meno … chi si ma solo quelli che vogliamo noi … chi no, ma prendiamo solo quelli che vengono, lavorano ci pagano le tasse, le pensioni e tornano a casa loro….chi si, basta che rispettino le leggi, ma le moschee no, mai!
    Chi legge il Vangelo e crede di averci capito più del Magistero …
    Chi legge il Vangelo e non ci capisce nulla, in ogni caso i preti non la raccontano giusta …
    Chi non legge il Vangelo… e comunque la Chiesa con tutte quelle ricchezze … Gesù nei film è povero !
    Chi i gay si, il preservativo si … ma dai … siamo nel 2000…. e le suore-preti … ed i preti-suore … e monache e monaci in conventi e monasteri unificati … eddai… siamo nel 2000!
    Chi vuole ammazzare il nonno che un po’ rompe con questa pervicacia nel vivere … ed allora eutanasia si! E’ giusto, non vedi come soffre? Chi invece no … io non potrei mai farlo … è il medico che deve staccare la spina … Chi invece no assolutamente, tanto son ricco e ci pensa la clinica al nonno! Chi semplicemente va in Svizzera .. li si che sono avanti… protestanti, mica cattolici rompiballe! Chi invece il nonno se lo tiene in casa fino alla fine … accudendolo … stupidi!

    …. facciamo un televoto … no?

    Intanto … sempre belli caldi , ci proclamiamo cristiani in ricerca di autenticità …. e mangiamo e beviamo e dormiamo beatamente … ed andiamo pure a messa …. mentre in questo disgraziato paese, 600 bimbi, più di 200.000 all’anno, 25 all’ora, uno ogni tre minuti, vengono uccisi nel ventre delle loro madri, smembrati e buttati nei cassonetti …. già!

    Io credo di avere una fortuna … il mio percorso di conversione è ancora lungo … per cui non devo ancora vestire i panni buonisti del cristiano tutto peace&love&poorness che la vulgata moderna vuole.
    La Chiesa mi ha accolto … mi ha dato dei dogmi, e dei punti saldi. Mi a indicato il Nemico, ed i suoi scherani e le sue opere.
    Il Signore mi ha concesso la grazia di vedere la sua Chiesa operare non solo qui da noi … di percepire quindi, in parte intendiamoci, … la vastità della sua opera …

    Sopratutto non mi illudo che siano i fedeli d’Europa, d’italia men che meno … il futuro della Chiesa.

    Io mi cruccerei poco sul perchè da noi sia così difficile oggi per la Chiesa …perchè è giusto che così sia … chi perde volontariamente le proprie radici e le proprie tradizioni … perde se stesso …
    … torneremo pagani … anzi peggio, atei e materialisti … se non totalmente lobotomizzati e microcefali … e ci convertirà nuovamente a Cristo un africano … chi lo sa …

    Un tempo Dio ha scelto Gerusalemme per camminare tra noi, appoggiando la sua opera su Atene e Roma.
    Son passati 2000 anni …. ci sta che Atene e Roma siano ora la Gerusalemme corrotta … e Dio decida nei prossimi 2000 anni di affidare il proprio compito ai fratelli d’Africa o dell’Asia o del Sud America … chi lo sa…

    Io so solo che ci va bene se verrà fuori che noi, qui, abbiamo esauriti il compito ed il destino che Dio ci ha dato …
    … so che ci andrà un po’ meno bene se scopriremo invece che quel compito e quel destino … noi, qui …. li abbiamo traditi.

    PS
    Simone, caro amico …. sei cresciuto moltissimo! Complimenti! C’è molto di vero in ciò che dici …. ma anche molto errore!
    Continua per questa strada … ma attento a derive gnostiche e ad un certa forma di autocompiacimento intellettuale 😉

    Salùt
    Janus

  33. Vera, va tutto benone … Simone ed io ci intendiamo a meraviglia!

    Siamo amici di vecchia data !

    Non preoccuparti 🙂

    Grazie,
    Janus

  34. (Questo non mi piace:
    anche se capita che sia vero o utile per qualcuno!!!:
    “i nemici dei miei nemici sono miei amici”)

    Questo invece mi piace:
    “gli amici dei miei amici sono miei amici” !!!

    (sembra quasi la filosofia di Facebook, che ne dici, Janus?)

    Comunque lo so!
    Tu e Simone siete persone intelligenti e io sono orgogliosa di conoscervi!
    Grazie a te.

  35. …. macchè litigare …
    … sono solo un appassionato di teoria dei giochi, e porgo il mio tributo a Nash (e Pareto) con piccoli tentativi di giochi TU, anche qui sul blog 🙂

    Per l’altro discorso, Vera … proprio non ho capito!
    In ogni caso, entrambe le asserzioni … non mi piacciono!
    E non ho profili su libro delle facce 🙂

    Ciao
    J.

  36. Ed io su quel libro pensa, ho il profilo ma non ho la faccia!
    questione di privacy, quella è solo per gli amici reali.

    e forse non ci siamo capiti noi proprio perché non ci sei dentro e magari ti sfugge dunque il meccanismo dell’amicizia ai tempi di FB. interessante, non voglio dilungarmi sugli aggettivi.
    t
    con le mie batute sugli amici intendevo sottolineare la schermaglia di anni tra te e Simone, persone diversamente ricche! con tante cose da dire.
    ed intendevo parlare di affinità’ tra le persone intendevo dire anche che spesso, le persone con cui più’ volentieri ci intratteniamo, diventano poi amiche tra loro.
    esempio:
    molte persone mie amiche in ambiti diversi in anni diversi… si sono incontrate attraverso di me
    e sono diventate amiche a loro volta.
    chissà’ per quali affinità!
    tutto qui.

    non ho conclusioni da proporre, ma anch’io solo giochi da immaginare…
    buonanotte Janus.

    1. “non ho conclusioni da proporre, ma anch’io solo giochi da immaginare…”
      Bellissimo!

      Buona notte amica mia ..
      … Borges veglierà sui tuoi sogni!

      Janus

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Article by: Paolo

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