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From Jerusalem

Picchia il sole, ovviamente. Ma vedere i pellegrini guarderai intorno facendosi largo fra le vie del suk mi dà coraggio e procedo nonostante il sole. La guida riesce a farci ospitare temporaneamente nella chiesa dei luterani per stare all’ombra ad ascoltare le travagliate vicissitudini della tomba che Giuseppe di Arimatea imprestò al Maestro. Una tomba la cui memoria fu custodita gelosamente dalla comunità cristiana dei primi discepoli anche quando l’imperatore Adriano, dopo la seconda guerra giudaica, rase al suolo la città e la rifondò col nome di Aelia Capitolina. Su quel luogo fece costuire un tempio in onore di Giove e quel tempio la regina Elena, madre del neo-convertito imperatore Costantino, fece abbattere per trovare il sepolcro. Ma la città distrutta 18 volte e assediata 149 volte nella sua storia non concede privilegi e la grande basilica costruita sui luoghi santi fu prima incendiata dai persiani e in seguito fatta a pazzi da califfo Akim il pazzo che fece addirittura scalpellare la roccia della tomba. Quella prepotenza fu all’origine della convocazione della prima Crociata e nel 1099 la Santa tornò nelle mani dei latini. La grande basilica crociata inaugurata nel 1149 in occasione del cinquantenario è, malconcia, ancora in piedi.

Saladino, riconquistata Gerusalemme, affidò la basilica a due famiglie musulmane che chiedevano il balzello ai pellegrini: ancora oggi le diverse confessioni pagano una tassa per avere aperta la basilica a noi più preziosa. A causa dei continui litigi fra le diverse confessioni cristiane, nel 1852 l’autorità islamica impose lo Statu Quo, da allora nessuno sposta una pietra o la restaura senza il permesso degli altri, dando la triste impressione di una chiesa sporca e disordinata.
Il pellegrino che si aspetta di vedere un colle con e le croci o la tomba nel giardino resta fortemente deluso entrando una buia basilica che certo non invita alla preghiera. Come la città, la basilica racchiude in sé plasticamente, tutta la luce e la tenebra dell’uomo.
Ma non abbiamo da temere: non siamo qui per le pietre, ma per verificare che quel luogo sia splendidamente vuoto.
Aspetto fuori, fatico davvero troppo a entrare.

Aspetto i “miei” pellegrini che fanno la fila per entrare nell’edicola.
I passeri volano allegri sopra di me, hanno fatto un nido fra le pietre crociate; una processione esce dalla basilica fra neri pope ortodossi con le loro barbe severe che accompagnano il patriarca greco mentre due bambini giocano a scivolare scendendo dalla passerella per disabili, ignari della goffa solennità del luogo.

Arrivano i miei amici.
Trovato Gesù?
Sorridono, la tomba è vuota, grazie a Dio.

Category: Diario in Terra Santa

49 comments

  1. … splendidamente vuota! Sì.
    Non sarà la tomba vuota dimostrare che Gesù è risorto,
    ma il vuoto dentro di noi,
    Lui è sempre altro!
    Quando pensiamo di aver capito qualcosa di Lui,
    possiamo buttare via tutto di nuovo:
    Lui è oltre.
    Ciao!

  2. Benvenuta Fabiana!

    La Tomba è splendidamente vuota, e grazie a Dio!

    Ma, il vuoto dentro di noi, Lui è altro e Lui è oltre, cosa vuol dire?

    Ciao, michaela.

  3. Ciao a te!
    Volevo solo dire
    che non possiamo farci immagini Sue,
    Lui è sempre altro da quello che ci immaginiamo noi.
    Per fortuna!
    Il vuoto era inteso in questo senso.
    Come dietro al velo del tempio:
    c’era il vuoto!
    Gesù si è rivelato,
    ma diverso da come ce lo si aspettava.
    Era questo.
    Bello sentire qualcuno! 🙂

    1. Il Messia,
      liberatore,
      Colui che avrebbe liberato in modo potente il popolo
      dai Romani, e invece, è arrivato un Messia,
      umile, seppur franco,
      che ha liberato il suo popolo facendosi inchiodare ad una croce,
      dimostrando proprio così che è Dio…
      A volte anche noi ce lo aspettiamo così,
      invece di imitarlo in questa fisucia incondizionata
      nel Padre Suo e nostro.
      No, che non infastidisci,
      perché mai?
      E’ bello dialogare.

      1. Grazie fabiana!

        Tu dici “Colui che avrebbe liberato in modo potente”

        Un Potente fra i potenti?

        A me va bene così! Non ha bisogno di mostrare la potenza con la tirannia; Lui è il Dio dell’Amore: Piccolo tra i piccoli, e come tu dici, franco tra i potenti pur conservando la Sua umiltà e la Sua pazienza nella Speranza che il loro cuore possa cambiare.

        A presto, michaela

  4. Trovato Gesù?
    Che bella domanda!
    Per mia fortuna non me la sono mai sentita fare… ci dovrei pensare prima di rispondere… ma riflettendoci sono certa che ciò che uscirebbe dalla mia bocca sarebbe:
    “Gesù è in me ma ogni volta che penso di averlo trovato devo ricominciare a scoprire da che parte sta”.
    Penso che il gioco preferito di Gesù da bambino fosse nascondino: la ricerca di Lui è continua, soprattutto quando si pensa di aver capito qualcosa, è ora i rinmettersi in cammino.
    Buona domenica!

    Domani parto per Assisi: vado nella terra del mio Santo preferito, l’innamorato pazzo di Dio. San Francesco!

  5. Grazie a Dio la tomba e’ vuota!!!,
    Gesu’ e’ risorto e ci precede… sempre… tutti!
    ci precede dovuque andiamo…e poi e’ sempre con noi…
    nella mia ultima settimana lo trovavo gia’ li’ dove andavo
    e per strada era con me… fantastico!

    (bentornati ai pellegrini adesso in viaggio, come me…
    che scrivo da un aeroporto… ma come vedete non sono sola!!!)

    (e ciao a Fabiana e Barbara)

  6. La tomba vuota!
    Io immagino le donne e i discepoli allibiti davanti alla tomba vuota; immagino le domande, le risposte, lo stupore….
    Ecco, anch’io trovo Gesù ogni volta che in me si genera quello stesso stupore: quando dopo un litigio che sembra insanabile, mio marito mi abbraccia e mi dice “ti amo”;
    quando uno sconosciuto per strada mi guarda e mi sorride; quando una telefonata inaspettata di un’amica mi risolleva il morale proprio quando ne avevo bisogno;
    quando un mio alunno viene a coccolarsi e mi dice: “maestra, ti voglio bene”;
    trovo Gesù ogni volta che mi sento infinitamente amata, io so bene di non meritarlo affatto e lo stupore mi assale a tal punto che mi manca il respiro.
    Per me è questo stupore trovare la tomba vuota, esperienza che sempre si ripete nella mia vita.

    Un abbraccio affettuoso a tutti

  7. La Tomba è vuota! Cristo è Risorto, è veramente Risorto!

    E Lui sarà con noi tutti i giorni della nostra vita!

    Anch’io, come barbara, sperimento la Sua Presenza dentro di me; e poi Lo guardo: è triste quando io sono triste, è felice quando io sono felice, è affaticato e stanco quando io sono affaticato e stanco; con la Sua Parola, mi guida e mi istruisce; asciuga le mie lacrime e mi consola…… Dove avrei mai potuto trovare un amico così? Un amico che non delude e che dà la vita per i propri amici?

    Grazie Gesù!

    Bentornato a chi arriva e buon viaggio a chi parte.

  8. Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». (dal Vangelo di oggi)

    Anche oggi, a ciascuno di noi, Gesù direbbe: “Và, e anche tu fà lo stesso.”

    E’ più facile essere serviti o servire? E’ più facile essere i primi o gli ultimi? E’ più facile dimostrarsi forti o deboli? E’ più facile comandare o obbedire?

    Eppure, cari amici, vi dico che “C’è più gioia nel dare che nel ricevere”!

    La vera forza non è nel dimostrare, ma nell’essere!

  9. Si fabiana, credo proprio di si!

    “Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome” (filippesi 2,5-9)

    L’ultimo posto tra gli uomini, ma il primo nel Regno dei Cieli! Credi tu questo? Io si, con tutta me stessa!

    E volesse il Cielo che fosse così anche per noi!

  10. Matteo 6,6 :Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

    Si, è vero, nulla sfugge all’occhio vigile di Dio!

    Gesù ci trova sempre; e quando noi, invece, non ne avvertiamo la presenza, non è che Egli non ci sia, ma forse perchè vuole che nasca in noi il bisogno di cercarlo; e l’unico modo di cercarlo e trovarlo è la preghiera costante e fiduaciosa.

    1. Ho letto su internet la notizia del tragico incidente di Carlo. Mi colpisce molto la descrizione che hai fatto di lui quale “ragazzo gentile”. Dice molto, dice tutto.
      Che il Signore bendedica lui e la sua famiglia.

  11. Per cortesia vi chiedo una preghiera x il mio nipotino di 10 mesi, deve essere operato ad un occhio,non so quando ci sarà l’operazione, vi terrò informati. Paolo ti prego tu ci sei già passato è una cataratta, il piccolo si chiama Evan Manasse. Mi affido alle vostre preghiere!! Grazie di cuore, ciao

  12. Pregherò per Carlo affinchè il Signore possa accoglierlo, oggi e subito tra le sue braccia amorose!

    Pregherò per i genitori di Carlo affinchè abbiano la Pace e il Conforto in Cristo Gesù nostro Signore!

    Pregherò per Evan affinchè la guarigione, dopo l’intervento, sia pronta e immediata!

    Pregherò per noi affinchè il Signore ci dia lo Spirito di Costanza per poter pregare sempre e bene, per noi e per tutti!

    Un abbraccio fraterno a tutti! michaela.

  13. Farò la Comunione e pregherò per Carlo, per i suoi genitori, per Evan e per coloro che hanno bisogno di suffragi e di preghiere, cioè per tutti.
    Sinceramente, Federica.

  14. Non so esprimere bene i miei sentimenti tanto più adesso che ho un’esplosione di emozioni da decifrare, vorrei però ringraziare tutti i partecipanti a Zac 3 per le premure e la gentilezza che mi hanno dimostrato. Un caro abbraccio a Paolo perchè sa sempre dire nel modo più semplice le cose e ha sempre pieno lo zaino della pazienza. A presto alla Guardia. Maria Luisa

  15. È da un po’ che rifletto sul post di Paolo. Questi sono stati per me giorni convulsi: a casa, mille cose da fare, in ufficio, sempre di meno per via delle ferie (le mie sono ancora lontane: a Ferragosto!). Corro in continuazione e sono pochi i momenti per riprendere fiato. Io e Maria Chiara andiamo a letto la sera – mai prima delle undici – distrutti dalla fatica della giornata (che inizia sempre poco dopo le sei!). Manca il tempo. Non riesco a leggere più di poche pagine ogni sera, poi crollo esausto (mi sembra di essere come Filini in uno dei film di Villaggio quando nel vagone letto, dopo aver assicurato la sveglia ai compagni per la mattina successiva, crolla in un improvviso sonno profondo, tanto da fargli miseramente disattendere il compito che si era volontariamente assunto per l’indomani). I libri si accumulano sul comodino. Sono bulimico della lettura: compro sempre più libri di quanto poi riesca a leggere.

    Oggi sono un po’ malinconico. Guardo fuori dalla finestra il cielo piuttosto cupo, grigio scuro perché carico di pioggia, assai inconsueto in questa stagione.

    Penso alla tomba rimasta vuota ed a cosa significhi nella mia vita questo evento, lontano nel tempo perché accaduto quasi duemila anni fa. Fatto straordinario, mascherato da ordinario. Un’assenza che svela una presenza viva, quella di Cristo, e salvifica. Per apprezzarlo si deve cambiare prospettiva. Bisogna fare un percorso, una corsa, come dice Giovanni nel passo del Vangelo che ci racconta l’accaduto (GV 20, 1-10). Si corre insieme per andare a vedere, così come fecero Pietro e Giovanni, ma poi ci si stacca l’uno dall’altro: ognuno ha il suo passo, il suo ritmo, il suo tempo.

    La mia corsa al sepolcro è stata alquanto lunga e tormentata. L’ho pure interrotta per un lungo tempo. Poi, arrivato là, ho visto dei segni ma non sono entrato – come Giovanni nel racconto evangelico – ed ho, invece, aspettato che l’altro mi precedesse. È vero, la mia fede ha avuto ed ha bisogno degli altri: mia moglie, grazie alla quale e con la quale vivo la chiamata al matrimonio, la mia famiglia che servo e si fa – con amore infinito – a sua volta serva, la Chiesa che mi aiuta nel mio incerto (e mai concluso!) cammino di conversione. Solo con e grazie al mio prossimo riesco a trovare la forza di entrare nel sepolcro vuoto per appurare l’assenza di Cristo.

    I bambini dormono in cameretta ed io approfitto della pace che regna dentro casa per pensare al sepolcro.

    È incredibile come questo luogo santo sia affidato alla fragilità umana che ne mantiene viva – così come può – la memoria. Gli uomini hanno combattuto e combattono tuttora per esso, per farne una loro appartenenza. Mia suocera mi ha raccontato di preti che chiamavano i fedeli dalla loro parte della basilica – quando anche lei anni fa ha visitato il Santo Sepolcro – quasi a strattonare per la giacchetta il visitatore verso una confessione più giusta e più pura dell’altra. Eppure nonostante i suoi limiti, senza l’altro non si riesce a scorgere il sepolcro vuoto, non si entra per costatare, per indagare, per vedere e per credere.

    Al termine della corsa non ho visto segni definitivi ed inequivocabili. Ho visto un sepolcro vuoto e dei “teli posati là”. Non credo neppure di essere riuscito a capire bene l’enormità del fatto. Tutto è calmo, normale, assolutamente anonimo. Eppure qualcosa manca, c’è una grande differenza in quel luogo rispetto agli altri simili ad esso. Bisogna avere la capacità di vedere, di cogliere e di capire l’immensità partendo da piccoli, impercettibili segni. E chi ti aiuta ad entrare è uno – come Pietro nel passo del Vangelo – che compie la tua stessa corsa. Uno come te!

    Scopro che il sepolcro è intorno a me e mi contiene. È fatto di miserie, angosce, sofferenze e schiavitù. Il sepolcro è il peccato che vivo quotidianamente, stritola il mio cuore. Mi sembra di essere vivo ma invece sono sepolto dentro di esso dalle mie mancanze. Sogno una vita da risorto ma ho bisogno di cambiare prospettiva, di dare il giusto valore alle cose. Guardo a quella tomba vuota e scopro la mia che mi contiene e m’imprigiona. Sono invitato ad uscirne ma le sue false attrattive mi incatenano ad essa.

    È stupefacente il fatto che ognuno di noi, nei modi e nelle occasioni più varie, è chiamato a costatare che il sepolcro è vuoto. Ancora di più lo è il fatto che siamo lasciati liberi di entrare o di restare fuori, di correre secondo il nostro passo, di fermarci o cambiare strada. Ma la straordinaria scoperta, che troviamo in quella tomba vuota alla fine della corsa, è solo l’inizio del cammino più difficile: uscire dal nostro di sepolcro!

    Alzo le mani dalla tastiera del computer e guardo fuori dalla finestra, inizia a piovere…

  16. Jenny dice: “Mi piacerebbe andare in Terra Santa, ma non so…”

    Forse, anchio ho pensato, per un decimo di secondo, la stessa cosa, ma, grazie a Paolo, sono riuscita a vedere tutto con i suoi occhi! E mi sono detta: “Cosa vado a vedere, un sepolcro vuoto? un sepolcro che nel giro di una notte era già vuoto perchè Gesù era già, ed è, Risorto?

    Egli è vivo e vive in ciascuno di noi, se vogliamo; altrimenti come dice Stefano, “Siamo noi il sepolcro vuoto!” Vuoto perchè con i nostri egoismi lo svuotiamo della Sua Presenza, ma pieno, appunto delle nostre concupiscienze; quindi, una tomba.

  17. Mi sono unita spiritualmente a voi tutti che avete partecipato con Paolo a questo pellegrinaggio in Terra Santa, dove sono stata nel 1986. Bellissimi ricordi! Tutto parlava di Lui!
    Oggi, 31 luglio, non posso non ricordarmi di paolo, nel giorno del suo compleanno…Ti auguro ogni bene, Paolo, e che Dio ti benedica! Ti ricordo nella preghiera, soprattutto a Messa..Buona festa!

  18. Grazie Suor Nerina per averci ricordato il compleanno di Paolo!

    Paolo, possa per te oggi, essere un giorno di pace, di gioia, di amore, nei fratelli e in Cristo Gesù, nostro Signore!
    Auguri di buon compleanno, e soprattutto, auguri di Santità!

    Un abbraccio fraterno, Federica.

  19. ç Paolo, non sapevo che oggi è il tuo compleanno……. AUGURI!!!! Che il Signore rivolga su di te il Suo volto e ti conceda pace!!! Ciao a tutti!!!

  20. Paolo, sicuramente sei in vacanza e stai festeggiando, ma come vedi noi siamo con te!

    Auguri di buon compleanno! michaela.

  21. E’ appena passata mezzanotte ma auguri di buon compleanno lo stesso, Paolo!

    La tomba è vuota, grazie a Dio. E Zac 2 mi ha permesso di prenderne cognizione. Una cosa che non avevo notato, e che mi hanno ricordato in questi giorni, la scritta: “Non est hic”.
    Anche se di Zac 2 mi porto ben altri ricordi, ancora più tosti, di esperienze di una chiesa di persone più che di mattoni.

    Sabato mattina, in ritiro, si è parlato della morte.
    Poi don A. ci ha detto di meditarci sopra, facendo una passeggiata.
    E, cappellino di Zaccheo in testa, bottiglietta d’acqua in borsa, Rosario in mano e un paio d’ali regalate dalla Provvidenza, sono andata a trovare don Giulio (con lui mi sarei confessata, e mi confesserei ancora, una volta al giorno).
    Sulla tomba ho trovato scritto: “Riposano qui, in attesa della Risurrezione…”

    Domenica si è parlato di Santi. Di don Alfonso, di Leletta.
    Della risurrezione.
    Verrà il giorno in cui sarà vuota anche quella tomba. In cui tutte le tombe saranno vuote.
    Che bello!!!

  22. E’ bello quello che Leletta scrive ad un’amica: “Dare agli altri il frutto della contemplazione, la VERITÀ”, la PACE, fare come gli apostoli che, appena incontrato Gesù, correvano a dirlo a un altro… che cosa bella! Saprai dell’accorata domanda di san Domenico: “Signore, cosa ne sarà dei peccatori?” Il Signore ha risposto: “Quello che vorrai tu!”Voleva dire che ha voluto che la loro salvezza dipendesse da noi, perché potessimo poi, in Paradiso, ringraziarci tutti a vicenda.”

    Credo che la Sua Tomba sia già vuota!

    Auguri Paolo!

  23. Grazie a tutti degli auguri!
    E grazie al Signore per avermi tratto all’esistenza.
    Lui sa che la mia vita e’ nelle sue mani a servizio del Regno.
    Un abbraccio dalla montagna dove mi riprendo dal viaggio in Israele, incontro gente e programmo le prossime iniziative autunnali…

  24. A proposito di sepolcri ho qualcosa da raccontare.

    Ieri pomeriggio Maria Chiara ed io abbiamo deciso di portare i piccolini di casa, Luca e Matteo, a prendere un gelato nella vicina città di Assisi. Una bella passeggiata tra le stradine di quella cittadina meravigliosa, per giunta gustando uno squisito gelato, è un bel modo di passare le ultime ore della domenica! Prima, però, abbiamo fatto una piccola deviazione in un paese vicino a Perugia, San Martino in Campo, nel cui piccolo cimitero è sepolto Alessandro, fratello di Maria Chiara.

    Neanche a farlo apposta abbiamo incontrato lì i miei suoceri, come ogni giorno in visita alla tomba del figlio prematuramente scomparso. Contrariamente al solito abbiamo deciso di portare dentro anche i due demonietti, pensando bene di approfittare della presenza dei nonni quali alleati contro l’irrequietezza dei pargoli.

    Inutile dire che ogni cosa di quel piccolo cimitero si è trasformata nell’ennesima occasione di gioco per i bambini. Il piccolo viale, ai cui lati sono poste le costruzioni contenenti i loculi, è diventato il luogo delle loro corse sfrenate. Noi quattro adulti, invece, ci siamo messi a chiacchierare quasi fossimo in visita ad Alessandro, ancora tra noi (intendo, fisicamente), scherzando insieme a lui – come spesso è capitato a casa ed in ospedale – sul tal parente o su qualche divertente accadimento. I bambini, con la loro irruenza, facevano ora come allora da rumoroso e gioviale sottofondo. Chiudendo gli occhi avrei di certo potuto immaginare di essere in presenza di Alessandro, vivo e sorridente.

    Il cimitero è uno strano posto: luogo, sì del rimpianto e del dolore, ma anche del ricordo e della preghiera. Spazio fisico da cui si accede in quello spirituale. C’è un capitolo del libro di Enzo Bianchi, “Ogni cosa alla sua stagione”, che parla proprio di questo: l’importanza di mantenere la memoria dei nostri morti per vivificare le nostre radici. In quei sepolcri c’è la nostra storia, i nostri affetti e, perché no, anche un po’ di noi stessi (riflesso del ricordo di coloro che abbiamo in vita conosciuto e amato).

    A un certo punto, mentre stavamo per andarcene, Marica, mia suocera, nel passare per il vialetto che porta all’uscita mi ha mostrato un loculo. Sulla lapide – subito sotto il nome del defunto – c’era scritto: “Allegramente, raggiunge i suoi cari nell’alto dei Cieli”. Rimasi sbalordito dall’uso improprio di quell’avverbio: stona in quel luogo! Che allegria ci può essere nella morte? Mi voltai verso Marica e dalle viscere mi uscì un “ma come?!”.

    Marica mi invitò a guardare i loculi sopra quello. Lì – mi spiegò – sono sepolti la moglie ed il figlio di quell’uomo. Dalle date impresse nelle lapidi si indovina la tragedia di quella famiglia: la mamma muore quando l’unico figlio della coppia ha appena sei anni. L’uomo rimane solo con un bambino piccolo da crescere ed accudire. Come se non bastasse il ragazzo morirà giovanissimo, a diciannove anni.

    Il tizio si trovò improvvisamente privato degli affetti più cari. Stupefacente è il seguito del racconto. L’uomo decise di fare incidere quella frase nella lapide vuota del loculo a sé riservato. Quasi fosse una speranza, una preghiera, un augurio di vedere presto finire quel suo dolore indicibile, quella sofferenza quotidiana ed implacabile. Scrivendo in quel modo è come se avesse chiesto a Dio di farlo ricongiungere presto con i propri cari.

    Quelle poche parole mi hanno scosso nel profondo, per me inaspettata testimonianza di una silenziosa tragedia famigliare di chi – avendo perduto tutto – mostra agli altri quale grande privilegio sia avere una famiglia su cui contare e degli affetti da condividere. Per molti – per troppi – questi sono lussi che non ci si può più permettere e, purtroppo, spesso diventano rimpianti che pesano come macigni sul cuore.

    In una tomba che si trova in un piccolo cimitero di un minuscolo paesino ho trovato, ieri, nelle parole incise su una pietra sepolcrale, un insegnamento prezioso offerto dalla dolorosa vicenda famigliare che ribadisce una grande verità: spesso diamo per scontato e sottovalutiamo l’importanza di rapporti ed affetti. Questi sono una ricchezza da preservare e nel caso, se possibile, da recuperare. Vorrei portare di fronte a quella lapide, ed a quella scritta, i tanti che nel tempo mi hanno parlato di rapporti interrotti con famigliari, di liti per questioni di interesse, di incomprensioni caratteriali; ma, soprattutto, me stesso che nelle relazioni interpersonali mi faccio spesso prendere dal nervosismo e guidare dall’egoismo. Molte liti ed incomprensioni perdono senso di fronte a quella scritta!

    P.S. Ora anche io vorrei fare gli auguri a Paolo per il compleanno ormai trascorso. Ho, però, un po’ di ritrosia nel fare ciò sia perché sono in ritardo sia perché ho appena finito di affrontare il tema dei sepolcri e l’accostamento dei due argomenti mi crea un certo imbarazzo. Comunque, confido nella comprensione di Paolo…

  25. “Allegramente, raggiunge i suoi cari nell’alto dei Cieli”

    Questa frase mi ricorda un pò mio padre, quando, giunto il momento di passare da questa vita terrena alla Vita Eterna, alzando le braccia al cielo, si spense con dolcezza e con gioia! Con gioia perchè era felice di andare, e quel sorriso gli è rimasto impresso sulle labbra per ben due giorni.

    Chi avrà visto? Chi mai sarà venuto a prenderlo?

  26. Per la prima volta mi trovo su questo sito.
    Avevo appena letto il commento del vangelo di oggi su “Parola e Preghiera” e chissa perche’ mi e venuto in mente di cercare nel pc
    Paolo Curtaz e……improvvisamente mi sono trovata tra amici che bello!!!! E’come respirare aria pura.Sono stata in terra santa un po’ di anni fa’ ma mi e’ rimasta dentro tanta emozione, non tanto per le cose che vedi, che possono essere una delusione per chi ci va’ solo per turismo ma per quelloche si sente nel cuore e si vede con gli occhi della fede… Si Gesu’ e’ veramente risorto! Perche’ se così non fosse non oggi non saremmo quì a parlarne.

    AUGURI PAOLO PER ILTUO COMPLEANNO!!!!! anche se con un po’ di ritardo. UN CARO SALUTO E GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  27. Ciao a tutti,
    vi scrivo anche se non vi conosco di persona, per ringraziarvi per le parole vere che avete scritto… mi emoziona e rasserena pensare che anche tante altre persone vivono la quotidianità ponendosi domande ed interrogativi su di un mondo che è attorno a noi ma si può vedere solo con gli occhi dell’anima..

    Volevo ringraziarti Paolo, mi permetto di darti del tu, perchè mesi fa, proprio mentra leggevo per caso un tuo libro, “Un Dio che muore solo come un cane”, il mio parroco mi ha proposto di intraprendere il percorso per diventare Diacono, e quanto scritto mi ha aiutato molto a capire cosa volevo fare… Sai, sono sposato da 6 anni e ho due bellissime bimbe di quasi 4 e 2 anni e non me l’aspettavo.. Subito mi sono chiesto, ma proprio io che sono un peccatore, sarò mai capace e soprattutto “degno” di farlo.. poi ho pensato che sarebbe stato bello “aiutare” e servire Gesù, nella comunità e nel prossimo. Ma pregando ho capito che oltre servire, il percorso avrebbe voluto dire prendere la priopria croce e seguire Gesù..

    Questa estate ho letto il tuo nuovo libro che mi è piaciuto molto, sempre diretto e personale… Ho letto anche “salita al monte Carmelo” di San Giovanni della Croce. E volevo condividere con voi, l’idea espressa, che ci dice che Dio alberga nell’anima di tutti noi, anche del più grande peccatore. E’ bellissimo perchè ci aiuta a vedere il prossimo e a sentirci tutti parte di un’unico “Essere”. Odiare il mio collega, il vicino che me ne combina di tutti i colori, diventa più difficile se so che dentro di lui c’è Dio, per quanto nascosto possa essere. Ed è bello perchè questo sapere di non essere solo, mi da molta forza e coraggio nelle mie capacità. Capisco meglio perchè ognuno di noi ha un grande valore, perchè ha dentro di sè DIO! San Giovanni ci dice anche che l’anima si unisce del tutto con Dio solo quando c’è “somiglianza d’Amore”..

    Scusate se mi sono prolungato, ma volevo raccontarvi qualche mio pensiero personale, magari banale, ma che racchiude in sè una forte speranza nella Vita e nell’essere parte attiva del desiderio di un mondo più bello da vivere.

    Ancora grazie Paolo! Spero di poterti un giorno conoscere di persona…

    Un abbraccio

    Graziano

  28. Buongiorno Graziano!
    Come capisco quello che dici!
    E come mi piace che tra noi cristiani si parli di quotidianità.
    A volte, almeno qui da noi, troppo,
    non si fa che parlare di straordinarietà,
    di gente che va in missione, si occupa dei cosiddetti
    ‘poveri’ ( a me non piace chiamare gli altri poveri perché lo siamo tutti) … e non si parla della vita di tutti i giorni.
    Credo che il diacono possa esprimere bene questo suo modo.
    Come tutti noi laici.
    Grazie.
    Anche a me piace un sacco s. Giovanni della croce.
    Io ho quella spiritualità lì, carmelitana.
    Eppure vivo nel cosiddetto mondo.
    Io pure vorrei conoscere Paolo.
    Un abbraccio

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Article by: Paolo

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