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Beato lui

Che effetto fa avere conosciuto un santo? Me lo sono chiesto molte volte, in questi giorni, dopo avere visto la beatificazione di Giovanni Paolo. L’ho incontrato diverse volte, come molti, peraltro. Il fatto di avere avuto la fortuna e la fatica di ospitarlo in una delle mie parrocchie, quando facevo il parroco, m ha permesso di entrare in una specie di “confidenza” con quel mondo strano eppure semplice che è la “famiglia papale”.

Un personaggio carismatico, senz’alcun dubbio, con una incredibile capacità di relazione, di profezia, di carisma. Ha saputo far uscire il papato dalla gabbia in cui la storia l’aveva relegato, riprendendo in mano l’intuizione originaria: il Papa è il primo fra gli evangelizzatori. E così è stato: Giovanni Paolo ha davvero percorso il globo come nessun altro, annunciando il vangelo, lui che dal vangelo aveva ricevuto tutto. Un papato lungo un quarto di secolo, portato avanti anzitutto con uno sguardo luminoso e tenace di fede. Nel mondo che abbandonava tutte le certezze, Papa Giovanni Paolo ha ricordato ai credenti che l’unica certezza era l’immutato vangelo.

La sua vita, poi, è stata un vera parabola vivente. Giovane e atletico cardinale, il neoeletto Papa ha spiazzato tutti per la sua forza, il suo dinamismo, la sua presenza. Poi la malattia lo ha piegato, stravolto, sfigurato: eppure ha saputo mettere anche la malattia nelle mani di Dio, perché diventasse luminoso esempio, in un tempo in cui il malato è nascosto.

Anche i critici di professione, davanti al suo declino, hanno dovuto riconoscergli la tempra del santo, del pastore che dona la vita per le sue pecore.

Molte cose si dicono e si scrivono su Papa Giovanni Paolo: penso che sia corretto riconoscere la complessità di un pensiero che si esprime per 25 anni (e che pochi conoscano!) e il diritto, per un Papa, di fare qualche errore di troppo e di non piacere necessariamente a tutti. Ma in una logica di fede, Papa Giovanni Paolo ha donato tanto alla chiesa ed è stato strumento.

Riconoscere che il Cristo ha prevalso nella sua vita è ciò che la Chiesa, seguendo la sua tradizione millenaria, ha appena fatto, riconoscendo le sue virtù eroiche.

Beato lui.

Category: Santi

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69 comments

  1. E’ il papa che più ammiro e che sento vicino, è stato un” GRANDE PAPA”mi affido a lui nelle preghiere che interceda x me presso il SIGNORE. Ciao a tutti!!!

  2. Per me era già Santo, come per molti, come per chi si è sentito in qualche modo avvicinato al Signore da lui.
    L’anno prima che morisse sono stata anch’io a Roma con gli scout, per accompagnare mio figlio, non perchè ci tenessi. E mi sentivo fuori posto, mi chiedevo cosa ci facessi lì, insieme a tutte quelle persone che al contrario di me sapevano perchè erano lì:per lui.
    Continuavo a pensare che non sarei dovuta stare lì, che infondo ciò che rappresentava per me il papa e la Chiesa era qualcosa che non mi accettava, che mi rifiutava, che mi chiudeva la porta in faccia…infondo cosa facevo di male?….
    e mentre pensavo ecco che inaspettatamente la macchina con il papa fa un giro diverso dal solito, e passa proprio vicino a noi, tutti alzano le mani per salutarlo, e non so bene perchè, come, anche le mie mani si sono alzate “da sole”, per salutare. Vederlo, sofferente, ma luminoso, ha cambiato in quel momento il mio modo di vederlo, come se lo Spirito gli avesse fatto “sentire” il mio grido, e lui lo avesse portato direttamente a Gesù. La mia vita è cambiata anche grazie a lui, e ai tanti incontri con persone che mi hanno, a poco a poco, portato a riconoscere in Gesù il mio Signore. Persone che sono state Suo strumento.
    Domenica non volevo seguire l’evento in tv, ero un po perplessa, certo ero felice della sua beatificazione, però…
    alla fine ero da sola in casa, ho acceso la tv, ed ho seguito tutto, tra lacrime di gioia, commozione, gratitudine…

    1. Grazie Laura x la tua testimonianza, io ho seguito un po tramite il tg.Ho partecipato alla S. Comunione di mio nipote e non potevo seguire in diretta la Beatificazione…..

    2. …l’emozione è qualcosa che ha la forza di smuovere le nostre insicurezze e le nostre paure..
      grazie per la tua testimonianza

  3. Naturalmente abitando sotto il “cuppolone” mi son tenuta ben lontana dalla marea umana che ha invaso le strade nei giorni della beatificazione (complice anche la febbre di filippo) e mi sono goduta lo “spettacolo” da casetta … bello, veramente bello vedere quanta gente ha creduto in quest’uomo che portava Cristo e la sua Croce… ha dato credibilita’ alla Chiesa, le sua fedelta’ alla sofferanza ha reso sopportabile la sofferenza di tanti altri… e i giovani? altro che bamboccioni perditempo… ha insegnato che la seguire Gesu’ e’ ancora bello, e’ ancora un’avventura straordinaria!

    grazie Karol Grande Uomo

    ps. ho avuto la fortuana sfacciata di incontrarlo tante e tante volte… ed ogni volta le emozioni erano fortissimeeeeee… confesso che lo penso ancora in vaticano a lavorare… non mi sembra sia morto!

  4. Curiosa la memoria e i meccanismi che legano avvenimenti pubblici e storici con fatti personali, privati… si tratta di una memoria particolare, dicono gli esperti, e non sempre gli avvenimenti sono ricordati con obiettività… eppure, alcune cose le ricordo bene e si sono svolte proprio come le ricordo… mi sembra ieri:
    anche a me è capitato di incontrarlo più volte, ovvio!, Giovanni Paolo II sempre in giro, instancabile!…
    In una vecchia foto, io giovane nei cortili della mia università, ci siamo dati la mano! (sopra le transenne…)
    Per anni l’ho avuta davanti agli occhi, poi…
    Non l’ho più ritrovata… durante uno dei miei molti traslochi l’ho persa di vista. (Spero di vederla spuntare prima o poi da un vecchio libro, anche se ho sempre poco tempo per salutare i miei vecchi libri quando sono in Italia in vacanza…)

    altri incontri… e… la storia della sua vita intrecciata alla mia… alla nostra…

    infine, ricordo quella sera che è morto.
    Mio figlio era allora piccolo, aspettavamo che trasmettessero Spirit, cavallo selvaggio…
    ma non era serata per sorridere quella… era solo una serata di forti emozioni. ma di altro tipo. preludio ad altre giornate dense di sentimenti forti.

    questo appunto per quanto riguarda l’emotività, il sentire profondo…

    la fede e la ragione invece, che per me in questo caso vanno di pari passo, mi fanno sottoscrivere quello che dice Paolo, con qualche sfumatura in più, ma sostanzialmente sono d’accordo con lui.

    beato lui e beati, speriamo, anche noi, un giorno!

  5. Giovanni Paollo II: grande evangelizzatore: “Aprite, spalancate le porte a Cristo”

    Grazie della tua testimomonianza!

  6. Non ho mai avuto la fortuna di conoscere un santo salito agli onori degli altari.
    Mi viene da pensare, chissà quante volte abbiamo incontrato dei santi e non ci siamo accorti solo perché guardiamo con occhi umani pieni del nostro io.
    Mi viene da pensare a suor Bernadette Soubirous che se anche portava segni evidenti di santità veniva osteggiata dalle sue colleghe suscitando in loro sentimenti di invidia: “perché lei e non io”.
    Mi viene da pensare a suor Faustina kowalska che veniva presa, dalle suore del suo convento, come un invasata.
    Queste erano sante e non le hanno viste …. Che lo Spirito ci illumini.
    Leggendo qualche volta la vita dei santi, pur se con spiritualità diverse, in tutti ho trovato una costante. L’umiltà e il farsi docili al volere di Dio svuotandosi del proprio io.
    Mi viene in mente, la frase di san Paolo che per me può definire bene un santo: “Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me”.
    Riguardo all’essere docili al volere di Dio (che non ci farà mai del male) mi viene in mente, ancora, suor Bernadette Soubirous che diceva: “come lo vuole, quanto lo vuole e per quanto tempo lo vuole”. O ancora, un espressione più forte della beata Chiara Badano (che consiglio di leggere) che pur essendo una ragazza di appena 17 anni, piena di vita, sportiva, quando gli diagnosticano un tumore la prima cosa che dice è “Se lo vuoi tu, Gesù, LO VOGLIO anch’io”. Che forza e che grazia che hanno saputo accettare.
    Quanto è bello leggere il Vangelo. Mamma mia quanto è difficile metterlo in pratica.
    Chiudo con un augurio, utilizzando le parole del beato papa Giovanni Paolo II, che diceva: “Contemplate e riflettete! Iddio ci ha creato per condividere la sua stessa vita; ci chiama ad essere suoi figli, membra vive del Corpo mistico di Cristo, templi luminosi dello Spirito dell’Amore. Ci chiama ad essere “suoi”: vuole che tutti siano santi. Cari giovani, abbiate la santa ambizione di essere santi, come Egli è santo! …. Maria Santissima vi insegni, cari giovani, a discernere la volontà del Padre celeste sulla vostra esistenza. Vi ottenga la forza e la sapienza per poter parlare a Dio e parlare di Dio. Con il suo esempio vi sproni ad essere nel nuovo millennio annunciatori di speranza, di amore e di pace.”

  7. Cari amici chiedo una preghiera speciale per un bimbo di nome PIETRO figlio di amici che ha un tumore maligno al cervello e lo stanno operando proprio ora… e per una mamma, MARGHERITA che non sta bene … la grazia del Signore operi cose grandi e ci faccia accettare la croce… nonstante la pasqua!

    grazie
    molly

    PS AL MIO FRATELLO DON SANDRO: come stai? spero bene …

  8. Anche se non intervengo, sono presente, soprattutto nel momento della preghiera!

    Voglio affidare il bambino e mamma Margherita, oltre che al Divin Padre, anche a Maria Santissima, “Beata Vergine del Santo Rosario”; lo farò recitando il Rosario naturalmente.

  9. C’è un diffuso pudore nel parlare di miracoli. Già, nell’era di Internet, delle enormi distanze coperte sempre in meno tempo da mezzi sempre più veloci, della cultura enciclopedica di Wikipedia a portata di click, della ingegneria genetica a cui guardiamo con fiducia quale rimedio allo sfacelo dei nostri corpi, parlare di miracoli e di Santi rende sempre l’interlocutore alquanto perplesso. “Lasciamoli” – così mi ha detto un caro amico – “al Medioevo dove Santi e miracoli erano comode fantasie per tenere buono il popolino ignorante”.
    Questo pudore mi pare riaffiorare ancora oggi in mezzo agli stessi cercatori di Dio, come a voler affrancare il nostro credo da ogni elemento (giudicato irrazionale) che lo potrebbe contaminare. Via i miracoli, via tutto ciò che si crede essere figlio della superstizione!
    In alcuni interventi del precedente post qualcuno si è interrogato come mai lui, perché la Chiesa e la sua gerarchia abbiano scelto di beatificare Papa Giovanni Paolo II piuttosto che un altro: ci sono tantissimi e validi testimoni di Dio che aspettano da secoli una consacrazione che pare ingolfata nei meandri delle procedure ecclesiali. La Congregazione delle cause dei Santi è per molti un labirinto dove le pratiche di canonizzazione – a seconda del favore goduto in Curia – possono trovare un’improvvisa e definitiva accelerazione od una secolare sepoltura!
    Eppure ci si dimentica un elemento fondamentale: la Provvidenza divina sotto forma di miracolo. È vero che Papa Giovanni Paolo II è diventato Beato nel giro di pochi anni, ma ciò è stato possibile grazie all’intervento di Dio che per il suo tramite ha permesso il compimento di quel miracolo – la guarigione scientificamente inspiegabile di una suora dal morbo di Parkinson – che ha aperto al Papa polacco gli onori degli altari. È bello pensare che una “procedura di riconoscimento” gestita dagli uomini abbia un tale avallo; mi stupisce ogni volta l’intervento divino che sotto forma di accadimento inspiegabile per la scienza umana dimostra a tutti noi il valore prezioso di una testimonianza.
    Spesso ci rivolgiamo ai Santi con le nostre preghiere per chiedere un aiuto, affinché intercedano per noi presso Dio. Siamo interessati ad ottenere grazie che leniscano le nostre pene ed alleggeriscano i nostri bisogni. Quante volte io stesso mi sono rivolto a questo od a quel Santo con accorate suppliche per vedere esaudita la richiesta del momento. Alcune volte i Santi diventano essi stessi il centro della nostra spiritualità così da scalzare il rapporto che abbiamo con Dio; possono farsi addirittura pericolosi idoli che ci conducono inesorabilmente fuori strada. Se è innegabile la loro funzione di mediazione presso Dio, ritengo che bisogna guardare ai Santi piuttosto come coloro che con la loro vita Lo hanno efficacemente testimoniato. Questo è, secondo me, il vero significato della canonizzazione: il riconoscere in esistenze elette un modello di Fede da imitare. Mi piace leggere le loro vite, ripercorrere nelle loro biografie quei tratti che di volta in volta costituiscono preziose testimonianze. Cosa ci chiede Dio? Come possiamo essere Suoi credibili seguaci? La risposta si legge anche nelle vite dei Santi. Guardando loro si osserva il Vangelo vissuto nel concreto, in meravigliose applicazioni pratiche che ne sostanziano gli insegnamenti.
    Il termine santo richiama etimologicamente ciò che è sancito. Questo riconoscimento che è nello stesso momento umano e divino, grazie alla necessità del miracolo, non esaurisce però i casi di santità. Paolo si domanda che effetto faccia avere conosciuto un Santo, riferendosi ai suoi incontri con Papa Giovanni Paolo II: io, invece, mi stupisco al pensiero di quanti Santi ho incontrato fin’ora nella mia vita. Non mi riferisco a quelli canonizzati, a quelli sanciti dalla Chiesa e da Dio, ma ai tanti – la maggioranza – silenziosi testimoni del Vangelo che ognuno di noi incrocia (senza saperlo) nella propria esistenza. Penso ai miei cari ed alle persone che ho conosciuto e che ora non ci sono più: coloro che mi hanno fatto comprendere la possibilità di vivere il Vangelo con esistenze limpide e coerenti. Mi riferisco a quegli amici che mi hanno lasciato prematuramente, nel rimpianto di momenti trascorsi insieme in confidenza su temi importanti della vita: persone a me care che nel mio cuore so ora trovarsi in Paradiso. E che dire di coloro che, invece, hanno vissuto esistenze tempestose, magari dedite al peccato e senza amore per se stessi e per gli altri, ma che al momento opportuno sono stati in grado di aprire il loro cuore a Dio e così di salvarsi, accettando il dono della Sua misericordia! Sono le Sante anime del Purgatorio, che pure trovandosi nel tormento hanno la certezza della futura Gioia Eterna! Loro dimostrano l’amore di Dio per tutti i Suoi figli, anche per quelli più disgraziati. Loro testimoniano la speranza di ottenere il perdono di Dio e ci invitano ad avere un cuore sempre pronto a ricevere il Suo abbraccio.
    Non credo che la mancata canonizzazione di un Servo di Dio possa avere una qualche rilevanza sul valore innegabile di una vita spesa nel seguire (e servire) il Vangelo. I disegni divini che con il suggello del miracolo indicano alla Chiesa chi fare salire agli onori degli altari rendono solo alcuni testimoni più visibili di altri. Credo, basandomi anche sulla mia esperienza, che nell’economia della Misericordia divina ci sia un motivo per cui alcune figure siano destinate, pur nella loro indiscussa santità, ad assumere un ruolo più modesto, e forse più vicino alla nostra quotidianità. Io, ad esempio, sono un devoto di Madre Speranza di Gesù, una suora spagnola che ha fondato in Collevalenza, un paesino vicino a Todi (meno di un’oretta di macchina da Perugia), un Santuario dedicato all’Amore Misericordioso (quello stesso di Suor Faustina Kowalska e di Papa Giovanni Paolo II). Sono legato a questa suorina spagnola, giunta in Italia alla vigilia della seconda guerra mondiale e morta nel 1983. A lei era devotissima mia nonna materna che l’ha pure incontrata di persona; io ho mancato l’appuntamento – quando i miei nonni mi ci hanno portato Madre Speranza era già gravemente ammalata e non ebbe modo di riceverci – anche se posso dire di incontrarla nei racconti del mio parroco che la cita spesso nelle sue omelie. Una donna pratica che nel suo apostolato curava tanto i bisogni corporali – con opere di carità spicciola – quanto quelli spirituali. La sua umiltà, la sua silenziosa obbedienza a Cristo, il suo affidarsi alla Provvidenza nel compiere ciò che il Cielo le suggeriva e che sembravano essere sempre compiti impossibili, sono qualità che forse stridono con ogni terrena celebrazione. Per lei ancora non c’è nessun miracolo a suggellare quella salita agli altari che forse la renderebbe una madre lontana dai bisogni pratici e concreti di noi poveri questuanti.
    Essere santi si sostanzia nel testimoniare Dio e si concretizza in limpide esistenze od in cuori aperti alla Sua chiamata, fino all’ultimo respiro; i Santi sono doni offerti dal Cielo e da imitare.
    “Siate santi”, dice il Signore a Mosè (Lv 19, 1-2) e per me la santità si sostanzia soprattutto nell’essere testimoni credibili di Cristo. L’essere Santi è l’augurio più bello che posso fare a me stesso ed agli altri. Perciò, auguri di Santità a tutti noi!

    1. Le guarigioni e i miracoli non sono una esclusiva nè per un credente nè tanto meno per un cattolico.
      Tanti atei guariscono improvvisamente e ci sono luoghi sacri di altre religioni nel mondo come Lourdes dove la gente guarisce.

      Quindi io personalmente starei attento ogni volta a parlare di miracoli. Non sono ancora arrivato ad un mio pensiero ad una mia conclusione (se mai ci arriverò).
      Però anche molti scienziati sono d’accordo con il pensiero del fondatore dell’osteopatia “il vostro corpo è perfettamente in grado di curarsi da solo”.
      E’ un’affermazione forte lo so, che ha dei limiti razionali guardando i nostri cari che soffrono e muoiono nella malattia.
      Ma non è nemmeno da escludere che in momenti di forte emotività e di preghiera in noi si crei una particolare energia in grado di farci guarire.
      E la prova sono i tanti atei che facendo persone di psicoterapia, avvicinandosi alla meditazione a rimedi naturali riescono persino a guarire dai tumori…..e non urlano al miracolo di qualche santone.
      Quindi mi chiedo ….Perché qualche santo far guarire qualcuno invece di altri? (se lo meritano di più?) E perché atei guariscono?…allora non c’entra nulla il miracolo cattolico??

      E’ un argomento difficile e spero di non essere frainteso…sono convinto da una parte di un intervento divino ma d’altra vedo una religione che chiede continuamente sempre segni da vedere per poter credere, ma Gesù ci dice “credi, cioè dammi adesione e tu stesso diventerai un segno che gli altri possono vedere”.

      1. Sono d’accordo: quando si parla di miracoli bisogna fare molta attenzione… un po’ meno sul fatto che esista un “miracolo cattolico”. Dio ci chiama e lo fa in vari modi: alcune volte (poche) si mostra con segni prodigiosi, altre volte (il più delle volte) ci invita a Sé sommessamente, quasi di nascosto. Il miracolo è un segno di Dio che chiama tutti: cattolici, atei, scienziati. È una occasione per convertire, per guarire il nostro cuore e riportarlo a Dio. È proprio chi non crede che ha bisogno di un segno tangibile che gli doni la Speranza.
        Mi stupisce, invece, la chiusura di certi scienziati nei confronti di guarigioni inspiegabili dalla conoscenza umana, per poi rifugiarsi in spiegazioni tipo l’autoguarigione. Lo trovo un controsenso rifiutare aprioristicamente l’intervento divino per poi avallare dubbie spiegazioni basate… sulla “fede del non credere”!
        Cito Madre Speranza di cui ho parlato nel mio intervento (per intenderci, non è una santona, essendo stata dichiarata Venerabile dalla Chiesa Cattolica il 23 aprile 2002) che affermava la necessità di una Fede adulta, di “cuore e ragione” uniti nella ricerca di Dio: la Fede senza ragione è superstizione, mentre la ragione senza Fede è monca. La ragione ti porta alle soglie di Dio, ma il salto per incontrarlo può essere fatto solo grazie alla Fede.
        Il bello è che Dio ci chiama e qualche volta lo fa con i miracoli, segni che non guardano altro che un cuore pronto ad accoglierLo, sia esso di un credente, di un ateo o di un autoguaritore. Chiediamo segni, è vero, e paradossalmente è Gesù stesso che ci invita a farlo, non perché abbia bisogno Lui della nostre suppliche ma perché servono a noi per giungere a Lui.
        Ci chiediamo perché Dio guarisca l’uno e non l’altro (io l’ho fatto spesso!) ma così facendo forse giudichiamo aprioristicamente il Suo operato con un cuore aperto più a dare un giudizio che a cercare una spiegazione. Il vero miracolo – quello più grande ed evidente – è questo Dio che chiama tutti noi, spesso volta dopo volta, instancabilmente, caparbiamente…

        1. L’autoguarigione ha comunque delle fondamenta scientifiche (o meglio per la parte della scienza che se ne occupa).
          Basta pensare ai benefici delle tecniche di rilassamento o omeopatia che risolvono patologie croniche dopo continui inutili farmaci chimici.
          Ognuno poi è libero di credere se ha veramente effetto, se è un effetto placebo etc etc…

          Se parliamo invece di vere malattie gravi beh certo è difficile parlare dell’autoguarigione. Ma se il miracolo non lo cerchi prima dentro di te difficilmente arriverà da Dio o da qualche Santo. Ateo o credente che sei.

          Le parole di Gesù all’emorroissa sono state “la TUA fede ti ha salvato”. Gesù non ha mosso un dito. A me fa molto riflettere quella vicenda.
          Poi certo i disegni di Dio sono indecifrabili e quindi non voglio incasinarmi 🙂

          1. comunque il post è su Giovanni Paolo II. Quindi…Io non metto in dubbio la guarigione della suora, rallegriamoci!!

            Però più che il papa abbia risposto alle suppliche e preghiere di questa signora, mi ricollego al mio pensiero precedente che la suora tramite la sua fede verso Giovanni Paolo II abbia prodotto in sè una scintilla di forza creatrice da guarire.
            Allora ecco che il nostro papa diventa il mezzo per salvarci, ma non un dispenser di miracoli.

            Chiudo 🙂

    2. “qualcuno si è interrogato come mai lui, perché la Chiesa e la sua gerarchia abbiano scelto di beatificare Papa Giovanni Paolo II piuttosto che un altro”

      Perché uno riceve un miracolo e un altro no?

      Anche SANTA TERESA DI LISIEUX si poneva questa domanda.

      Questa la sua risposta:
      “Per tanto tempo mi sono chiesta perché Dio abbia delle preferenze, perché tutte le anime non ricevano grazie in grado uguale, mi meravigliavo perché prodiga favori straordi¬nari a Santi che l’hanno offeso, come san Paolo, sant’Agostino, e perché, direi quasi, li costringe a ricevere il suo dono; poi, quando leggevo la vita dei Santi che Nostro Signore ha carez¬zati dalla culla alla tomba, senza lasciare sul loro cammino un solo ostacolo che impedisse di elevarsi a lui, e prevenendo le loro anime con tali favori da rendere quasi impossibile che esse macchiassero lo splendore immacolato della loro veste battesimale, mi domandavo: perché i poveri selvaggi, per esempio, muoiono tanti e tanti ancor prima di avere inteso pronunciare il nome di Dio?
      Ma Gesù mi ha istruita riguardo a questo mistero. Mi ha messo dinanzi agli occhi il libro della natura, ed ho capito che tutti i fiori della creazione sono belli, le rose magnifiche e i gigli bianchissimi non rubano il profumo alla viola, o la sem¬plicità incantevole alla pratolina… Se tutti i fiori piccini voles¬sero essere rose, la natura perderebbe la sua veste di primave¬ra, i campi non sarebbero più smaltati di infiorescenze. Così è nel mondo delle anime, che è il giardino di Gesù. Dio ha voluto creare i grandi Santi, che possono essere para¬gonati ai gigli ed alle rose; ma ne ha creati anche di più piccoli, e questi si debbono contentare d’essere margherite o violette, destinate a rallegrar lo sguardo del Signore quand’egli si degna d’abbassarlo. La perfezione consiste nel fare la sua volontà, nell’essere come vuole lui.
      Paolina riceveva tutte le mie confidenze intime, e gettava luce su tutti i miei dubbi. Una volta mi meravigliavo che il Signore non dia gloria uguale in Cielo a tutti gli eletti, e temevo che non tutti fossero felici; allora Paolina mi disse di andare a prendere il bicchiere grande di Papà e di metterlo accanto al mio piccolissimo ditale, poi di riempirli di acqua tutti due; e mi domandò: «Quale è più pieno?». Le risposi che erano pieni tutti e due, e che non si poteva mettere più acqua di quanta ne potevano contenere. La mia cara Madre mi fece capire così che il buon Dio dà in Cielo ai suoi eletti tanta glo¬ria quanta possono riceverne, e che l’ultimo non avrà niente da invidiare al primo. In tal modo, mettendo alla mia portata le verità più sublimi, lei, Madre, sapeva dare all’anima mia il nutrimento che le occorreva.”

      1. Mi è cara Santa Teresa! ma non risolve il problema che lei stessa pone: per me lo porta solo più a monte.
        Chi si scopre ditale spesso rifiuta anche di farsi riempire…
        e il vero problema per me è:
        perché c’è chi è ditale e chi bicchiere?!

        ma so bene che alcune cose sono misteri per noi,
        ed è inutile farsi domande a cui non possiamo rispondere!
        … se non con la fede di una Santa!

        1. Non so Vera, su molte cose la nostra intelligenza è limitata. Possiamo solo guardare con gli occhi della fede senza cercare risposte a tutte le cose, compresi i miracoli.
          Il cammino verso la santità potrebbe essere visto come una scala su cui salire. Man mano che si sale (per Grazia) si arriva a una conoscenza dei misteri di Dio e a una consapevolezza di quanto Dio sia perfetto e noi peccatori. Cito un episodio della Beata Anna Katharina Emmerick. La beata aveva già ricevuto i sacramenti, ma prima di morire volle ancora confessarsi d’una lieve colpa d’infanzia, di cui si accusava sovente, che consisteva nell’aver desiderato le mele cadute dall’albero del vicino.
          Penso che queste persone (bicchieri), possano ricevere molto di più di noi (ditali) per il grado raggiunto. Allo stesso tempo sia noi che loro riceviamo il massimo. Lo scoprirsi ditali e rifiutarsi di farsi riempire penso sia un rifiutare la misericordia di Dio.
          “perché c’è chi è ditale e chi bicchiere?!” Gesù dice: “Non siete stati voi a scegliere me, ma io ho scelto voi.”
          Spero di non aver complicato le cose …

  10. Ho pregato e prego ancora per il bambino e per la mamma, anche se non ero presente nel momento in cui tutti lo erano.
    Possa il Signore esaudire le nostre preghiere!

    Si, Stefano, ci sono molti Santi che vivono nel silenzio e nel nascondimento, grati solo all’amore di Dio.
    Ci sono, però, Santi quale è il nostro Giovanni Paolo II, che hanno amato Dio fino all’inverosimile, e hanno esortato altre anime a fare lo stesso, tanto da portarle a Lui.
    E’ vero il Signore ama il silenzio, non ama la vanagloria, ma a volte si serve di tutto questo per una testimonianza credibile.

    -Chi osserva la parola di Gesù Cristo,
    in lui l’amore di Dio è veramente perfetto.(1 Giovanni 2,5)

    E Giovanni Paolo II, BEATO LUI, ha seguito Cristo, ha osservato la Sua Parola ed è stato, davvero, un testimone credibile.

    1. Grazie … grazie veramente a tutti… ancora si aspetta il decorso post operatorio e poi inizieranno chemio in dosi massicce!

  11. Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
    Ma siamo uomini e pertanto portati a chiedere dei segni visibili.
    A Lourdes e guardavo le foto delle persone che hanno avuto un miracolo. La maggior parte sono donne. Voi vi spiegate il perché?
    Un sacerdote scherzando mi ha risposto che le donne chiedono più degli uomini la grazia.
    Comunque vi assicuro che anche in questi luoghi si verificano più miracoli dello spirito che del corpo.

    1. io sono stato a Lourdes e per me il vero miracolo è stato stare insieme a gente di tutte le età, di tutte le razze in fila pregando. Questa cosa dà speranza. Probabilmente lo stesso effetto l’ha vissuto chi è andato domenica scorsa alla beatificazione

      1. Bravo. Anche io ho provato la stessa cosa sia a Lourdes o Roma. La cosa che ti tocca veramente è la manifestazione di fede. Vedere tante persone, di ogni età, condizione sociale, ad ogni ora della notte o giorno pregare.
        Bello. Veramente bello. Una cosa che ti riempie di Dio. Consiglio a tutti ogni tanto di prendersi dei giorni da dedicare a Dio. Che sia Lourdes, Roma o un ritiro spirituale, immergetevi nel silenzio e Dio vi parlerà. Nel nostro tempo siamo troppo pieni di rumore ….

        1. Il silenzio è essenziale, vitale.

          Chi non può partecipare ai ritiri può riprodurlo in casa propria anche nel rumore delle nostre città: spegnere più spesso la radio, la TV, e la musica continua in macchina, nei negozi, al bar, in molti luoghi pubblici… spegnere le chiacchiere inutili e i discorsi che anche noi facciamo a noi stessi incessantemente…

          Chi non può riprodurlo in casa propria, lo può inventare dentro di sé: prima che gli altri si sveglino al mattino, quando gli altri dormono a sera, ritirandosi per un minuto da qualche parte, chiudendo gli occhi, anche tra la folla… e respirando piano, profondamente immersi in se stessi o nella preghiera silenziosa.

          io amo molto il silenzio! lo cerco come l’aria.

    2. E’ davvero così?! le donne hanno avuto più miracoli?! mi vien da sorridere…
      magari è perché siamo più tenaci di tanti fra voi uomini, e non vi vergogniamo di chiedere… di insistere, e magari, lo dico così, in maniera imprecisa e intuitiva, forse perché abbiamo meno paura di connetterci a quella parte più inconscia e spirituale di noi stesse, vicina alla energia divina…alla energia creatrice della preghiera che libera il miracolo… che permette il miracolo… a chiunque avvenga nel mondo, come diceva prima Simone (e avviene!…)e Dio soltanto sa come e perché…
      (ricordate ad esempio l’emorroissa? mi affascina da sempre, energia trasmessa in silenzio…)

      1. Si Vera, la maggior parte dei miracolati a Lourdes sono donne. Per la precisione su 67 miracoli riconosciuti dalla chiesa, 53 sono donne e 14 maschi. Vale a dire più del 79 %. Chissà se in atri posti esiste la stessa ricorrenza.

        1. Ciao Enrico,
          allora, se è così anche altrove…
          il consiglio che do a noi tutti
          (a me, donna, per prima!)
          è di coltivare la “parte femminile” che è in noi. In tutti.

  12. …Lourdes: ho accompagnato per 6 anni mia sorella malata da 20 anni di sclerosi multipla ed ora ridotta all’immobilità assoluta nel letto……ma miracolata!!! Nel 1 anno ha ricevuto il miracolo dell’accettazione della sua malattia!!Ora ringrazia Dio perchè…non ha perso la vista ….e ha trovato il senso della sua sofferenza.Quante lezioni di vita ricevo da lei ….

  13. Arrivo tardi a dirlo, ma questa sera, davanti al Tabernacolo, ho creato il mio silenzio, mi sono connessa con Dio e ho pregato anch’io per il bambino, per la mamma Margherita e per coloro che hanno bisogno di preghiere, cioè tutti.
    La preghiera è uno degli elementi essenziali per mettersi in Comunione con Dio e ottenere guarigioni, e materiali, e spirituali.

    In un prefazio leggiamo: “Tu non hai bisogno della nostra lode, ma per un dono del tuo amore ci chiami a renderti grazie; i nostri inni di benedizione non accrescono la tua grandezza, ma ci ottengono la grazia che ci salva, per Cristo nostro Signore.

    Molly, per favore, tienici aggiornati.

    1. Si , Molly , tienici aggiornati…
      Essere in sintonia di SPIRITO, facendo proprie le sofferenze e le gioie altrui … è già essere in atteggiamento di preghiera reciproca ….

  14. E’ stato detto che Giovanni Paolo II usava spesso crearsi i suoi momenti di silenzio per pregare, e i risultati si sono visti. Beato Lui!

  15. Gesù non è stato mandato dal Padre per donare la guarigione e la vita fisica, anche se poi, grazie alla Fede, compie molti prodigi e guarigioni, ma per donare la grazia di salvezza, la Risurrezione Eterna.

    E questo il Santo Padre Giovanni Paolo II, Beato Lui, lo ha capito; ha avuto Fede fino a morire, anche se ha sperimentato su se stesso il dolore, la sofferenza e il disfacimento fisico.

  16. Quando, l’hanno scorso, abbiamo consacrato la chiesa e l’altare, nell’altare abbiamo messo alcune reliquie di santi, tra cui S. Gianna Beretta Molla. alla dedicazione è venuta sua sorella, Suor Virginia, applausi a non finire e tutti che facevano la fila per stringerle la mano… ( è stato un onore averla tra noi)
    Alla dedicazione è venuta anche una signora che conosco abbastanza bene a cui voglio molto bene, nativa di qui ma abita via, per cui era un po’ che non la vedevo…. ha un figlio di circa 40 anni con un sacco di problemi dalla nascita: cieco e ritardato…. lei è sempre allegra, sorridente, canta come un usignolo, dà una mano nella sua parrocchia… quando lo vista l’ho abbracciata. Più tardi una signora mi ha chiesto” Hai dato la mano alla sorella di Santa Gianna?” “Io ne ho abbracciata una viva, di santa, non serviva dare la mano a una sorella.”

    Comunque pensavo a un libretto che girava qualche anno fa, pseudo-psicologia… “le brave ragazze vanno in paradiso e le ragazze toste vanno dove vogliono” dopo aver letto qualche vita di santi (e sante, soprattutto) l’idea che mi sono fatta è stata quella di persone TOSTE che hanno deciso che VOLEVANO andare in paradiso…e il Capo le ha accontentate.
    Auguri di santità.

  17. Urca!
    Quanta carne al fuoco su cui avrei qualcosa da dire avete già messo… provo a dire la mia.

    Trovo che la santità di Giovanni Paolo II consista nell’essersi sempre posto con tutta la sua persona (anima e corpo) al servizio del progetto di Dio.
    Senza ritrosie, senza infingimenti, senza freno a mano tirato. Con fiducia.

    I santi che incontriamo nel quotidiano sono coloro che si pongono sempre, anima e corpo, al servizio del progetto di Dio. Senza ritrosie, senza infingimenti, senza freno a mano tirato. Con fiducia.

    I miracoli.
    Ricordo un’omelia di un frate, qualche anno fa, che disse molto banalmente: “Il miracolo che ognuno di noi è portato a chiedere è quello di far sparire la propria croce con una bacchetta magica.”
    Io sarò sui generis, ma questo non l’ho mai chiesto perché ho sempre ritenuto che il Signore provveda ai nostri bisogni, quale che sia il nostro stato.
    Mi sono sempre ripetuta, inoltre, che se Dio vuole servirsi dei miracoli per rendersi presente, può fare a meno di farlo con me… vi immaginate se Lui arrivasse stasera mentre sono qui a digitare sulla tastiera, si avvicinasse senza farsi notare, mi mettesse una mano sulla fronte e mi dicesse: “ww, smettila con i tuoi giri di testa!”???
    Per prima cosa mi verrebbe una strizza da restarci secca; se poi restassi viva e riuscissi a parlarne con qualcuno, finirei dritta dritta alla neuro.

    La mia “antipatia” verso i miracoli mi ha portato, per anni, ad avere perfino un’idea falsa di Lourdes, posto nel quale non ho messo mai piede fino al 2004… perché, stolta, non avevo niente da chiedere e credevo che per ringraziare bastassero anche solo i santuari nella zona di casa.
    Quest’anno, a Dio piacendo, tornerò a Lourdes per la decima volta in sette anni.
    A Lourdes ho imparato che la vita è dono, che la morte è dono, che la salute è dono, che la malattia è dono, e che tutto concorre al progetto di Dio.
    A Lourdes ho capito molte cose di me e della vita.
    A Lourdes metto il tasto “stop” alla mia quotidianità e trascorro cinque giorni a ringraziare per tutto quello che ho. Credo sia mio preciso dovere farlo, considerato che – nonostante tutto – sono una persona realizzata e la mia è una bella vita.
    A Lourdes ho incontrato e incontro l’umanità più varia. A Lourdes non vedo atti di devozione, solo tanta misericordia e gente che si converte.
    A Lourdes la sofferenza è sullo sfondo, sarebbe carino fare una statistica e chiedere a tutti gli ammalati che si fanno portare lì quanti di loro chiedono di guarire. Sono disposta a scommettere che non arriviamo a uno su due.
    Alla Madonna di Lourdes ho portato e porto intenzioni pesanti e gravose di persone a me care. Con insistenza e con fiducia. Lei sa quali presentare a Suo Figlio e devo dire che ne hanno esaudite molte.
    Se sia giusto o meno utilizzare il termine miracoli per descrivere tutto questo, non lo so e non mi importa. Va bene così. L’importante sono i frutti dello Spirito che portano.
    Di sicuro so una cosa… che anche il demonio fa miracoli e che, quindi, bisogna stare molto attenti nel discernimento.

    Un’ultima notazione riguardo alla medicina, alle malattie, all’autoguarigione.
    Per chiarezza preciso che sono per la medicina tradizionale, ma rispetto i punti di vista di tutti.
    Chiedo, però, di usare i piedi di piombo quando si parla di autoguarigione, senza una cura.
    Uno non può autoguarire da una patologia organica; se autoguarisce, allora semplicemente non è malato.
    In proposito, vi rimando alla puntata di Mi manda Raitre che hanno trasmesso ieri sera e che si può visionare sul web (oggi ce ne sono spezzoni cult anche sui siti delle principali testate giornalistiche). Era ospite la mamma di una signora di 45 anni, che avrebbe potuto salvarsi ricorrendo alla chemioterapia e che invece è morta di un linfoma dal quale si era convinta – grazie a “medici” che si ispirano alle teorie di un certo Hammer – di poter autoguarire senza prendere iniziative di cura.
    La preghiera ci aiuta a stare meglio, l’affidamento a Dio ci aiuta a stare meglio, ma, per stare meglio, Dio ci mette in condizioni di curarci!

    1. Io non ho mai detto che le persone malate non si debbano curare. Io sono il primo che si prende 2/3 antibiotici all’anno. Era un discorso su un piano spirituale, si nominano solo le guarigioni di credenti che pregano Madonne e Santi e mai quelle degli atei.

      Per quanto riguarda il dottor Hammer, non so chi sia ma conoscendo i media si ricorderanno solo le persone morte (anche solo una) per screditare e mai quelle guarite.
      E nessuno parla invece di quanta gente è morta per la medicina tradizionale…o per interventi chirurgici inutili.

      Credo che non esista un percorso di guarigione universale e assoluto.

    2. Cara WW,
      Se sei un medico, o lavori nel campo medico, grazie, perché sono sicura che sarai anche una brava cristiana! e pregherai certo anche per i tuoi pazienti!
      ora voglio dirti quello che penso io:
      Oggi anche la medicina, come molte altre faccende umane è diventata SOLO un business, molto vantaggioso. Per moltissimi.
      Non parlo delle case farmaceutiche (e dei loro brevetti innaturali in tutti i sensi, e del loro strapotere) e delle terribili maxiraccolte di soldi che “dovrebbero” aiutare la “ricerca” su questo e su quello… “dovrebbero”.

      Io credo che il medico, e i sistemi sanitari del mondo, non dovrebbero guardare il paziente come uno o più organi, “pezzi di un individuo”, presi separatamente, che non funzionano… ma come un essere corpo e spirito (inserito in un contesto) in una visione olistica della realtà. La malattia, di qualunque tipo è uno squilibrio del corpo e dello spirito tutto insieme, e bisogna intervenire nel complesso…
      Io sono per la medicina naturale: così come il nostro corpo è in grado di somatizzare in negativo, allo stesso modo io credo possa somatizzare in positivo! Se mi ammalo anche perché stressata, ecc ecc… posso anche guarire perché purificata grazie a una vita più sana, e soprattutto grazie al contatto con Dio nella preghiera, e nella meditazione.
      (magari anche ottenere “miracoli”)
      Nella pace del corpo e del cuore.
      Piccole cose piccoli passi.

      Questa che segue è solo una MIA personalissima opinione: io credo che quando anche il nostro corpo risorgerà, incorruttibile, si auto-rigenererà grazie alla vicinanza con Dio, Autore della Vita, purificato (il corpo) finalmente, dalle scorie del mondo. Ripeto che è una mia opinione personale!
      —-
      Oggi accade che ci si stressa anche solo prima di andarci dal dottore: prendere l’appuntamento, gestire l’ansia, pagare, aspettare i risultati delle analisi… dove vivo io se non hai l’assicurazione o non paghi non ti visitano neppure e poi, anche se dici che non vuoi le medicine, tanto paga l’assicurazione e te le rifilano lo stesso! per la gioia delle case farmaceutiche!, molte e sempre nuove, ciò che non cambia sono i malefici effetti collaterali… che spesso (leggete il foglietto illustrativo per favore!) spesso provocano e prevedono gli stessi disturbi per alleviare i quali ci erano stati prescritti… una follia! tranne poi andare, questi medicinali, a modificare chimicamente (e alterare) altri equilibri del nostro corpo…

      Occorre davvero molta prudenza e discernimento, certo, e bisogna fare attenzione sempre ai ciarlatani e a tutti quelli che vogliono ancora una volta guadagnare sulla nostra pelle, occorre educazione alla salute e alla cura di se’… fin da bambini.
      Ma io sono per una medicina naturale! Il più possibile. Che ricorra a metodi di cura “forte” solo nei casi estremi sono quando vi è necessità: un’operazione chirurgica “necessaria”, un intervento urgente di emergenza, patologie gravi… croniche…
      Ma soprattutto tanta tanta profilassi e prevenzione. e una vita più sana e naturale per tutti e meno stress e più cibi naturali…(nei limiti del possibile… anche qui senza stress!) e preghiera!
      —-
      Il giuramento di Ippocrate… che se lo ricorda più?
      …Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio; mi asterrò dal recar danno e offesa.
      Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; (…)
      In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.

      —-
      Link al Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia
      http://www.comitatomnc.org/home

      link per cure naturali:
      http://www.cure-naturali.it/
      http://www.sanihelp.it/cure_naturali/

      1. grazie Vera condivido appieno ciò che dici. I ciarlatani vanno comunque allontanati sia dal mondo della medicina alternativa, sia da quella tradizionale.
        Molte malattie vengono proprio per i farmaci chimici che ci buttiamo giù.

        Solo con le preghiere non si può guarire e solo con i medicinali neanche.

      2. Cari tutti, scusate il ritardo ma sono molto preso e allergizzato!
        Il miracolo consiste nel vedere la presenza di Dio nella nostra vita e il restare nelle sue mani. Che poi succeda una guarigione va bene, ma sempre e solo come manifestazione di una guarigione interiore. Raccontano che un monaco, sentendo declamare li miracoli di un santo che operava miracoli, replicasse, curiosa, la vostra gente che chiama santo chi convince Dio a fare la sua volontà. Da noi chiamiamo santo chie fa la volontà di DIo!
        Insomma mi terrei sulla soglia del mistero, senza finire nella posizione di chi nega tutto quello che non capisce e di chi crede solo nelle cose strane!
        E rispetto alle medicine alternative penso che ci siano degli approcci diverso alla malattia e a cosa rappresenta. Sono del parere che la medicina giusta… Sia quella che guarisce!

  18. WW: “Di sicuro so una cosa… che anche il demonio fa miracoli”

    Io sono certa che Gesù fa molti miracoli, ma, per favore, mi dici quali miracoli fa il demonio?

    Scusa la domanda, ma davvero non so, e vorrei sapere e capire.

    1. Fede, non devi scusarti, ci mancherebbe!

      E’ la stessa domanda che ho fatto a Paolo qualche anno fa dopo aver letto questo spunto in un libro sul discernimento secondo la spiritualità ignaziana.
      Davvero non capivo.
      Poi mi sono confrontata con lui, che mi ha portato un esempio illuminante.
      Lì ho capito, e ho imparato.

      Non volermene, ma per questa ragione preferisco lasciare la spiegazione al padrone di casa.

      Buona domenica a tutti!

    2. Non so a cosa si riferisce WW (!) e aspetto anch’io curiosa di sentire il padrone di casa, quando avrà tempo e modo, si intende!

      comunque è vero che pure:
      “La venuta dell’empio avverrà nella potenza di Satana, con ogni specie di miracoli e segni e prodigi menzogneri e con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati. Dio perciò manda loro una forza di seduzione, perché essi credano alla menzogna e siano condannati tutti quelli che, invece di credere alla verità, si sono compiaciuti nell’iniquità.” 2Ts 2,9-12

  19. Di Giovanni Paolo a me è rimasta molto impressa la sua soffrenza o meglio la forza con la quale ha affrontato quella sofferenza rimanendo al suo posto. Quel soglio a cui era stato chiamato non da miseri giochetti di uomini ma da Dio. “Ama il prossimo tuo con tutto te stesso” straordinario. Un corpo che si sfalda ma uno spirito che si rafforza: quando lo vedevo aggrappato alla sua croce mi veniva subito da pensare a Gesù nell’orto dgli ulivi, amore di padre per i figli tutti fino all’ultimo respiro:”non abbiate paura spalancate le porte a Cristo”

  20. Oltre a dirvi Buona domenica…
    oggi non è forse la festa delle Mamme?!
    allora Auguri a tutte le Mamme
    (e per osmosi… a tutti i Papà e a tutti i Figli!)

  21. Grazie Vera, e grazie Jenny, possa Maria Santissima, la Madre di tutte le madri donare a noi mamme, a tutti i papà e a tutti i figli del mondo intero, la Sua Materna Benedizione, affinchè possiamo camminare tutti, in Santità e Giustizia, come ha camminato il Beato Giovanni Paolo II, sulle orme del Figlio Suo Amatissimo, che è la Via, la Verità e la Vita.

  22. Cari fratelli… grazie per la vostra presenza … e la preghiera continua ed affettuosa… ricevo ora delle notizie del piccolo pietro(4 anni) scivevo ad angelo che si aspetta ancora il decorso post operatorio e dopo si iniziera’ un dose massiccia di chemio…

    per mamma margherita invece forse si prevede un miglioramento….

    forse per voi sembra poco ma il vostro calore vi assicuro che sta scaldando i cuori di chi sta soffrendo….

    il Signore ve ne renda merito!

    un abbraccio a tutti… e un sorriso!

    1. Una volta dissero ad una mia amica mentre stava entrando in sala operatoria per una difficilissima operazione che sua Mamma le sarebbe stata accanto. Lei eccepì che sua mamma era in Francia e che non era potuta venire ad assisterla perchè impossibilitata ma che certamente la sentiva vicina. Si sentì rispondere che la mamma che le sarebbe stata accanto per tutta l’operazione sarebbe stata quella Celeste.Quella impensata assistenza tranquillizzò un po’ la mia amica che entrò in sala opertoria con quel pensiero felice. Mi piacerebbe che la sensazione di non essere soli nella difficoltà e nel dolore, ma accompagnati ed accuditi dalla Madre Celeste, fosse anche una piccola consolazione per il piccolo Pietro, per mamma Marcgherita e per i loro cari (che saranno nella più grande preoccupazione). Piccola, piccola, come le nostre povere preghiere… piene di Speranza.

      1. Si, Stefano, Maria, come una Mamma, è la prima ad accorrere nei momenti di bisogno, specialmente se invocata; il Santo Rosario è la preghiera che Lei più gradisce. A Lei si affianca il Suo Amatissimo Figlio, ricordi nelle Nozze di Cana: “Non hanno più vino!” e poi dopo un diniego, da parte di Gesù: “……Non è ancora giunta la mia ora!” senza attendere il consenso, da parte di Lui, esordisce “Fate quello che Lui vi dirà”; la Madre, quasi sempre, diventa insistente, e il Figlio, non può fare a meno di ascoltarLa.
        Preghiamo dunque, la Nostra Madre Benedetta affinchè riesca a coinvolgere il Suo Figlio, nelle vicende liete e tristi della nostra vita, anche quando sembra che Lui non ne voglia sapere: “Che ho a che fare con Te, Donna!”(è un Gesù umano qui, proprio come uno dei nostri figli, che dice alla propria Madre: “non ti impicciare!” ma poi….La accontenta).

  23. Carisiimi tutti,
    sono nuovo ed è la prima volta che mi affaccio al mondo di Paolo Curtaz.
    Sono emozionato ed antusiasta, potermi confrontare con un gruppo di persone sulle vicende della vita per me è molto importante e, credetemi, non lo dico tanto per dire.
    Apprezzo molto il pensiero di Paolo Curtaz e le sue azioni conseguenti, per cui, per logica, mi sento molto vicino a tutti voi.
    Leggere i suoi e i vostri interventi mi aiutano e mi danno forza.
    Sull’argomento di oggi, vorrei segnalarvi anche opinioni discordanti, di persone che non accettano la beatificazione di Gioovanni Paolo anzi lo criticano aspramente, in qualche caso con rabbia.
    Se non lo conoscete ancora (e mi sembrerebbe strano) vi consiglio di andare a vedere il blog di Don Giorgio De Capitani.
    Al riguardo non ho parole, non mi permetto di giudicare il “prete” e l’uomo, dico solo che sono sgomento, frastornato e atterrito.
    Sicuramente lo trovo come sacerdote in difficoltà.

    1. Bentrovato!
      Ovviamente non c’è mai unanimità di pensiero e di giudizio, ma non ti spaventare! Un santo non è tale per sondaggio ma per virtù riconosciute ed essere santi non significa non fare qualche errore! Conserva serenità, la Chiesa è lunga, larga e profonda e c’è posto per tutti

    2. Ho dato un’occhiata veloce al Blog del sacerdote che tu nomini, non posso ancora esprimere un giudizio completo, ma non credo che tocchi a me farlo!
      (la chiesa per tutti…)
      Certo che il Blog di cui parli è molto complesso e pieno di cose “diverse”, molto sociale, molta politica, alcune polemiche…
      Eppure credo che meriti comunque un approfondimento, e così, che tu sia sgomento o no, io ti ringrazio ugualmente, Maurizio, per avermelo fatto conoscere.

      Benvenuto in questo Blog, che, come la Chiesa ha posto per tutti!

    3. non credo sia una cosa obbligatoria accettare la beatificazione di Wojtyla. L’importante è rimanere nel dialogo pacifico, io ho le mie buone ragioni per non considerarlo santo, tanti altri hanno le loro per difenderlo. Punto 🙂

      Ho anche io aperto il blog che hai citato. Sinceramente mi sembra che questo prete applica un approccio un po’ troppo forte ai temi. La correzione fraterna (se è attuabile) va fatta con toni pacati, rispettando tutti e tutto. Poi ovviamente la libertà di parola e pensiero non la si nega a nessuno….

      buona serata

  24. Romani 5,1-5 : Giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo; per suo mezzo abbiamo anche ottenuto, mediante la fede, di accedere a questa Grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. E non soltanto questo: noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la Speranza. La Speranza poi non delude, perché l’Amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

    Io credo che il Beato Giovanni Paolo II, oltre che ad essere in pace con Dio, perchè giustificato per la Fede, si sia vantato nella Tribolazione che gli ha prodotto Pazienza, la Pazienza, a sua volta, gli ha prodotto la Virtù Provata, e la Virtù Provata la Speranza.

    Non l’uomo ha santificato l’uomo, ma Dio il Santo!

  25. Maria Sole cerca di consolare Tessa che ha 30 anni, un giovane marito moribondo e un bambino di 18 mesi

    ….ho 36 anni ed una bimba di appena un mese e mezzo…mio marito ha un tumore alla lingua…dicono che non ci sono speranze….ormai non vivo più…anche se continuo a sperare…per questo posso capire il tuo dolore….se fossi vicina abbraccerei te e il tuo bimbo….

    queste righe provengono da un doloroso forum di malati oncologici e dai loro familiari . Ce ne sono a centinaia di testimonianze cosi’. Si prova a dare coraggio scrivendo qualcosa ma e’ difficile trovare le parole. Anche questa e’ la vita

  26. So solo che mi sento “orfano” di Giovanni Paolo II il Grande….Anche se spesso non condividevo il suo pensiero, lo seguivo alle giornati mondiali della gioventù. La sua forza è stata quella di averci fatto sentire sulla pelle l’amore di Cristo…
    Egli è andato per il mondo a cercare gli uomini, i giovani in particolare, e li ha trovati, tutti!

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Article by: Paolo

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