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Terremoti

Sono appena arrivato dal Albino dove, con sessanta persone, ho riflettuto per due giorni sul vangelo di Matteo.

Sono settimane molto intense, queste, di lavoro, di riflessione, di scrittura.

Volti, comunità, conferenze, autostrade, aerei…

Ho vissuto una quaresima da viandante, meditando e proponendo più volte a persone diverse le splendide pagine del vangelo di Giovanni: il Tabor, la samaritana, il cieco, Lazzaro.

Ora sono qui, al sole, stanco, nel cortile di casa, mentre mio figlio corre come un matto in bici con suo cugino.

 

Stamani don Armellini ha celebrato per noi un splendida messa della Passione.

Rileggere ancora quel racconto con il dipinto della crocefissione sullo sfondo ha suscitato in me un’emozione profonda.

Siamo arrivati alla grande settimana dunque.

La settimana della Passione.

Della Passione d’amore.

 

Come ci ricordava il celebrante, la settimana santa non serve a commuoverci, a spaventarci davanti al grande dolore di Gesù.

Ma, come racconta Matteo, a lasciare che un terremoto scuota la nostra vita.

Come un terremoto ha accompagnato la morte in croce del Maestro.

 

Un terremoto che ci ricordi chi siamo, in quale Dio crediamo, chi è veramente l’uomo.

Inizia la grande settimana in cui, meditando un Dio che muore per amore, un terremoto ci scuoterà dalle nostre abitudini.

Bene venga.

 

Category: Pensieri

44 comments

  1. A volte penso di essermi talmente abituata a vedere (non guardare) il crocifisso da darlo per scontato; sta lì, in fondo alla chiesa come una fotografia in una vecchia cornice posta sullo scaffale: ci passo davanti, dò un’occhiata distratta e tiro dritto.
    La frenesia della quotidianità rende tutto superficiale e frettoloso.
    Ho appena finito di rileggere il libro di Paolo “L’ultimo sì” e mi sono accorta di quanto mi sia assuefatta alla Passione di Gesù (so già tutto; ogni anno è la stessa storia e la stessa “sfacchinata” liturgica).
    Quest’anno voglio seguire il consiglio di Paolo: meditare giorno per giorno, momento per momento la Sua settimana. Prego il Signore che mi risvegli dal torpore dell’abitudine, che mi doni la grazia di stupirmi nuovamente della grandezza del Suo Amore.
    Proprio padre Armellini, in un suo ciclo di conferenze che ho trovato sul web, dice che la vera Passione di Gesù non è stato il suo martirio, la sua sofferenza, ma l’immensa passione d’amore che Lui ha per l’uomo.
    Signore, apri i miei occhi affinchè io riconosca i segni della tua Passione per me. Amen.

    Buona Settimana Santa a tutti i cercatori di Dio.

  2. Nella mia Chiesa dietro l’altare
    splendide vetrate multicolore fiorentine…
    e un mosaico, sfondi azzurro chiaro e sabbia dorata in tutte le sfumature,
    (forse 7, come i colori delle sabbie?…)
    c’è il verde delle palme, un’oasi acqua azzurra con cammelli, e il rossoarancio dell’orizzonte…
    Gesu, ragazzo, vestito di rosa (come una pennellata che c’è nel cielo),
    cammina accanto a Giuseppe in verde,
    si danno la mano, affettuosamente, e Gesù guarda Giuseppe. Si guardano. Aureole gialle.
    C’é la croce sopra di loro, ma non predomina, padre e figlio si notano di più…
    —-
    Per me non è affatto scontato il Crocifisso.
    da nessuna parte. è una conquista, un segno di identità.
    —-
    Io non uso collane o cose simili.
    Mi resta a ricordarmelo,
    la coroncina del Rosario
    e il segno della Croce. Su di me.
    molte volte al giorno
    come un terremoto interiore che
    mi dice chi sono
    e cosa sto diventando (mentre dico che «Davvero Gesù è Figlio di Dio!»)
    e cosa sarò…
    e sempre mi colpisce vedere come la morte, vinta da Gesù, non ha potuto trattenere i corpi di coloro che, Santi, uscivano dai sepolcri (e questo mi piace molto)
    mentre il velo si squarciava, incredibile!
    e la terra tremava, come trema quando meno ce lo aspettiamo:
    in quei momenti e sempre
    così come nella settimana santa che inizia
    io voglio poter dire ancora «Davvero Gesù è Figlio di Dio!».
    e davvero Dio è suo Padre; Padre anche per me.
    —-
    “Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».”

    grazie Paolo,
    per il tuo videocommento pieno, denso e pacato (da Gerusalemme) che ci ha introdotto in questa settimana che inizia e ci porta alla Pasqua,

    che venga bene, per tutti.

  3. “Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti.

    Che significa tutto ciò? Sembra un’immagine spettrale me l’ha fatta notare mia figlia ieri durante la lettura del passio, non c’avevo mai pensato.
    Mi piace l’interpretazione data da Vera “la morte, vinta da Gesù, non ha potuto trattenere i corpi di coloro che, Santi, uscivano dai sepolcri…”

    puoi spiegarmela Paolo?

    1. Matteo, che scrive ad ebrei, usa immagini che si rifanno all’AT. I segni (terremoto, resurrezioni) sono simbolici ed indicano la venuta del tempo messianico. La resurrezione ci scuote dentro e risveglia in noi il credente morto e sepolto!

      1. Sì Paolo, grazie,

        arduo parlare di risurrezione:
        (quante ce ne sono state in tutti i vangeli?!e si parla qui di risurrezione di corpi che poi moriranno ancora?
        no, non ti sto facendo altre domande che chiamano risposte!…)

        Certo, è linguaggio semitico e simbolico, e sono versetti difficili e controversi.

        eppure a me piace pensare che la vittoria di Gesù sulla morte libera anche tutti quelli che, giusti e santi vissuti prima di Lui, aspettavano di essere liberati dai lacci della morte,
        proprio dalla Sua Risurrezione!

        o come ho già detto, per me è piacevole pensare che la morte “costituzionalmente” non può trattenere coloro che sono vivi!
        vivi in Gesù Cristo! (che è Signore nostro e del Tempo e della Storia)
        e se questo viene detto in maniera simbolica mi piace lo stesso!

        Il nostro è il Dio dei vivi e noi siamo già risorti con Cristo, (e da risorti possiamo vivere oggi), non solo risorgeremo domani, perché tutto, mi piace pensare, si è già compiuto nella Notte delle Notti,
        quella che stiamo per celebrare, la Notte di Pasqua,

        quella che ha cambiato le regole….

        La morte dopo Gesù non è più la stessa.
        e questo episodio particolare, che sia simbolico o no, in questo caso che sia accaduto o no, può anche non avere molta importanza.

        Ciò che conta, credo, è la Risurrezione di ciascuno di tutti noi,

        generata emanata prodotta originata… dalla Risurrezione di Gesù.

  4. Chi entra nella Chiesa di Santo Spirito in Perugia scorge, nella penombra che ne caratterizza l’atmosfera, il grande Crocefisso ligneo posto sopra il vecchio altare, un tempo utilizzato per officiare la messa nel rito in latino e che ora fa da divisorio tra il presbiterio e l’abside che contiene il coro. Vi è rappresentato Gesù ormai morto, con la testa reclinata verso il Suo lato destro, gli occhi chiusi e l’espressione del volto assai tirata per l’enorme sofferenza patita. I capelli lunghi fino al collo fuoriescono direttamente dalla corona di spine, fittamente intrecciata. Il corpo è magro e longilineo; si intravedono le costole e la ferita di lancia sanguinante sul costato. Sarebbe nudo se non fosse per il minuscolo pezzo di stoffa che gli cinge i fianchi. Mi hanno sempre colpito i piedi, intagliati così bene dall’artista che ne è stato l’artefice ed a me ignoto: le dita, aperte in un innaturale spasmo, fanno intuire il dolore provocato dai chiodi crudelmente conficcati nella carne. Quel Crocefisso porta appeso un corpo ormai privo di vita che è però in grado di mostrare tutta la sofferenza che la brutalità dell’uomo è stata capace di infliggere. La cupa atmosfera della chiesa quasi sottolinea quel dolore rappresentato così bene dalla scultura e tutto lo spazio è pervaso da un senso di melanconia. Il tempo è lì come sospeso, paralizzato dal dolore e dalla morte.
    In più occasioni ed in fasi diverse della mia vita mi sono ritrovato al cospetto del crocefisso che si trova in quella che per tanti anni è stata la mia parrocchia. Per molto tempo quel dolore lì raffigurato, quella morte assurda di Chi era veramente Innocente, mi ha paralizzato la coscienza. La sofferenza, l’angoscia, l’ingiustizia – a volte compagne di strada anche del mio cammino – sono stati per me veli che hanno offuscato il mio cuore e che mi hanno immerso in un’atmosfera di penombra. Troppe volte mi sono fermato lì, a quell’istante terribile della Sua morte, senza vedere altro, come se il tempo fosse congelato, come se la Croce Lo riassumesse completamente. Non vedevo altro che quella sofferenza, un dolore atroce che cancella ciò che c’è stato prima (i Suoi insegnamenti) e, soprattutto, la Resurrezione che è avvenuta dopo. Solo ora mi rendo conto che quella croce insieme ai tanti dolori tipici della condizione umana mi hanno condizionato negativamente, e con loro la vana ricerca di risposte che ancora non ho trovato o che non mi hanno soddisfatto nelle rare occasioni in cui mi sono state offerte. La sofferenza annichilisce e paralizza. Non vedi niente altro: stai lì e ne domandi il senso con il cuore ottenebrato. È uno scandalo senza senso il dolore, a cui spesso non c’è risposta. E così eccomi, allora, a contemplare sempre più spesso la morte di Cristo per poi fermarmi lì.
    Mi rendo conto, però, che così mi perdo il molto, il tutto di Cristo. Posso essere certo della Sua esistenza storica, posso avere scolpite nel cuore le Sue Parole ma se non credo alla Sua Resurrezione, se non mi stupisco e se non gioisco di quel sepolcro ormai vuoto non Lo avrò mai compreso fino in fondo. Ciò che me lo fa perdere è il fermarmi davanti a quella croce, annichilito da quel dolore che è di per sé un mistero. Ho cercato risposte in luoghi dove è difficile trovarle, ho chiesto tregua dal dolore contemplando però solo la sofferenza mia e degli altri. Oggi mi rendo conto che senza la Pasqua, senza vedere la luce della Resurrezione di Cristo le mie domande non troveranno mai risposta; sono, così, destinato a rimanere impietrito davanti ad un cupo destino, rappresentato dall’effige di un Uomo morto in croce.
    Non cerco più risposte plausibili al perché del dolore ma voglio incontrare il Risorto con la Sua promessa di Vita. La prima Resurrezione deve, perciò, avvenire nel mio cuore affinché quel dolore inspiegabile si plachi grazie alla promessa di Vita Nuova. Oggi voglio guardare il Cristo Risorto che mi chiama a vivere la sofferenza in modo completamente diverso, in un’ottica di rinascita. Ne avrò il coraggio, ne sarò capace?

    P.S. Buona Pasqua a tutti!

    1. caro stefano i tuoi commenti ,anche se all’apparenza lunghi,sono molto belli,toccanti e a volte riesco a percepire i tuoi stati d’animo perchè li descrivi benissimo….vorrei darti un consiglio :prova a pregare ad adorare la croce di S.Damiano , dove il Cristo è raffigurato risorto,quasi gioiosa è la sua espressione….a me ha aiutato tanto e poi mi ricorda S.Francesco…
      pace e bene fratello

      1. Grazie Loretta,
        nella cameratta di Luca (mio figlio più grande – di quasi tre anni) è appesa una sua piccola riproduzione. La guardo spesso, soprattutto quando Luca fa le bizze per addormentarsi…
        Buona Pasqua di tutto cuore.

  5. Nella caldissima estate del 2003, durante una vacanza in Alto-Adige, sono entrata nella Collegiata di San Candido e, guardando il crocifissso, mi sono venuti i brividi: mai come in quel momento ho sentito la Sua presenza vicino a me.
    Si tratta di un crocifisso “glorioso” che porta in sè sia i segni della morte che quelli della Risurrezione.
    Sono tornata alcuni anni dopo con mio marito in quella chiesa e anche lui (persona pragmatica e niente affatto spirituale)in quella chiesa ha mormorato: “non ho mai sentito la Sua presenza così forte”.
    Non voglio dire che tutto ciò sia legato a quel crocifisso particolare, ma che siamo chiamati a vedere nel crocifisso anche la presenza del Risorto; dobbiamo andare oltre il venerdì Santo, anche se dobbiamo per forza attraversarlo, perchè la vera festa è “il giorno dopo il sabato”, il giorno in cui Gesù ci consegna la Sua Pace, il Suo Shalom.

    Dopo questo episodio non è che la mia fede sia diventata incrollabile ma, nei momenti più duri, riandare a quel crocifisso mi aiuta a sperare e a continuare a cercarLo.

    Un abbraccio a tutti

  6. Che belle le vostre riflessioni Stefano e Lucia!
    Mio marito (che non è un assiduo praticante) sostiene che il cristianesimo è una religione triste, probabilmente come dite anche voi, troppo spesso ferma al venerdì santo. Personalmente mi viene più naturale soffermarmi davanti ad un tabernacolo piuttosto che davanti ad un crocefisso. Comunque la tendenza a vedere solo soffernza e morte, lo confesso, è un pensiero ricorrente.

    Un episodio recente nella mia vita familiare ha stravolto gli apparenti equilibri: per mio marito è stato un capovolgimento delle sue razionali certezze per aprirsi ad un disegno di Dio che sia pure nella soffernza ha aperto orizzonti nuovi ricchi di misericordia e amore mai provati prima…..in me ha scatenato un terremoto interiore….che sia il segno di una resurrezione?

    Mi soffermo ancora su quei sepolcri aperti e molti corpi dei santi dormienti risuscitarono…

    che il Signore ci faccia uscire dai nostri sepolcri: nel Figlio, che dà la vita per tutti, ognuno di noi torni alla vita di figlio di Dio…

    mi piace augurarvi buona Pasqua come fanno i nostri fratelli ortodossi che si salutano così: “il Signore è risorto, alleluia! rispondendo “E’ veramente risorto, alleluia!”

  7. Un terremoto che possa smuovere la pietra che chiude il mio sepolcro, che possa aprire il mio cuore per guardare tutti i giorni con occhi nuovi la croce. Quella croce che è un pezzo di legno, che sostiene un uomo, e sulla croce un Dio fattosi uomo che sorregge tutta l’umanità. Buona settimana Autentica a tutti!

  8. Grazie Paolo, bellissima l’immagine del terremoto.
    Credo che mai come in questo momento, con tutto quello che succede nel mondo, e dentro di noi, ci sia bisogno di questo…un bel terremoto personale che non lasci le cose come prima.
    Che il Signore ci aiuti in questa settimana santa a riflettere sulle nostre “passioni” e sulla nostra “resurrezione”.
    Un abbraccio e Buona Pasqua!
    Franca
    ho appena finito anch’io di leggere “L’ultimo si” (l’anno scorso me lo sono perso) molto molto bello come sempre mi hai fatto riflettere e riportare al Vangelo grazie anche di questo

  9. Ez 37,3-5-7-9-10-22-23-28
    Figlio d’uomo, possono queste ossa rivivere?. Io risposi: O Signore, o Eterno, tu lo sai». Mi disse ancora: Profetizza a queste ossa e di’ loro: Ossa secche, ascoltate la parola dell’Eterno. Così dice il Signore, l’Eterno, a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e voi rivivrete.
    Mentre profetizzavo, ci fu un rumore; ed ecco uno scuotimento; quindi le ossa si accostarono l’una all’altra.
    Profetizza figlio d’uomo e di’ allo spirito: Così dice il Signore, l’Eterno: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi uccisi, perché vivano. Così profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi, e ritornarono in vita e si alzarono in piedi.
    Non saranno più due nazioni né saranno più divisi in due regni. Non si contamineranno più con i loro idoli, con le loro abominazioni e con tutte le loro trasgressioni; li libererò da tutti i luoghi dove hanno abitato e dove hanno peccato, e li purificherò; così saranno il mio popolo e io sarò il loro DIO.
    Stabilirò con loro un patto di pace: sarà un patto eterno con loro; li renderò stabili, li moltiplicherò e metterò il mio santuario in mezzo a loro per sempre. La mia dimora sarà presso di loro; sì, io sarò il loro DIO ed essi saranno il mio popolo. Anche le nazioni riconosceranno che io, l’Eterno, santifico Israele, quando il mio santuario sarà in mezzo a loro per sempre.

    Stefano: “Oggi voglio guardare il Cristo Risorto che mi chiama a vivere la sofferenza in modo completamente diverso, in un’ottica di rinascita. Ne avrò il coraggio, ne sarò capace”?

    Stefano, tu dici: oggi voglio..
    sono solo due parole nelle quali intravedo un’inizio di rinascita; OGGI è l’inizio di un cammino; VOGLIO è la tua volontà che si fa presente; da solo, forse, non ce la potrai fare, ma guardando al CRISTO RISORTO, sono certo che ci riuscirai. AUGURI.

  10. Io non so spiegarmi sui post, sono troppo ignorante, c’è una cosa che non capisco,prego tanto e mi/vi affido al Signore,…dopo ogni post c’è replica, perchè? Buona lieta Santa Pasqua a tutti

    1. se vuoi rispondere a qualcuno, clicca su “replica” e poi scrivi quello che vuoi dire, apparirà direttamente il tuo commento. come ho fatto io ora 😉
      Ciao Jenni, e grazie per le preghiere!
      Buona Pasqua a te e a tutti.

  11. caro paolo come al solito il tuo video mi riempie di gioia e commozione…sarà il tuo modo di parlare ,spiegare le cose ma io vedo:un uomo innamorato di Dio…questa sensazione l’ho già provata ascoltando le omelie e i vari interventi di lectio divina del mio parroco…si sente, si vede l’amore di Dio …e che dire del paragone del terremoto?come ho già scritto ,sono pochi anni che ho riscoperto la fede…un bel terremoto non c’è che dire e ringrazio il Signore per questo…perchè sentire parlare certe persone che si autodefiniscono cristiani: “sempre le solite frasi…ma quando finisce? devo andare a casa a preparare il pranzo”etc.etc.non vorrei mai e dico mai provare una fede “domenicale”!!!!è tristissimo…. quindi non mi resta che gioire sempre tutti i giorni al pensiero che Cristo è risorto ..é veramente risorto…amen

    grazie paolo

    pace e bene fratelli e buona Pasqua del Signore!!!!

  12. Guardando il Crocifisso: “La mia anima è triste fino alla morte”;
    eppure:
    Eb 9,28:Cristo si è offerto in sacrificio una volta per sempre, per prendere su di sé i peccati degli uomini. Verrà anche una seconda volta, non più per eliminare i peccati, ma per dare la salvezza a quelli che lo aspettano.
    Guardiamo, dunque, la Croce con questa convinzione: se Gesù, morto e risorto,è vivo e presente in mezzo a noi, anche noi,seguendo le orme di Cristo, morendo, cioè, al peccato e camminando sulla via della fedeltà, dell’amore, della carità e dell’umiltà,e affidandoci alla Vergine Maria, rinasceremo a vita nuova e porteremo a salvezza l’umanità intera.
    Infatti:
    matteo 24,12-14-22: per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà. Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato. Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati.

  13. Nella mia parrocchia l’anno scorso abbiamo consacrato la chiesa e l’altare, quest’anno abbiamo cambiato il crocifisso… Lo inaugureremo sabato sera, però oggi ho visto la foto sul bollettino, un Gesù bello e serio, vivo, non sofferente, ma con i segni della passione, incoronato, ma non di spine, vivo e regnante dal suo trono, che è la croce….
    La croce come postazione provvisoria…
    Buona Pasqua a tutti, un abbraccio.

  14. Paola: “Un terremoto che possa smuovere la pietra che chiude il mio sepolcro, che possa aprire il mio cuore per guardare tutti i giorni con occhi nuovi la croce”.

    Hola Paola, grazie per aver deciso di restare con noi; il tuo pensiero è molto bello, è una preghiera e una speranza insieme.
    A risentirci.
    Buona Settimana anche a te!

  15. Edda, è molto bella la descrizione che hai fatto del Crocifisso della tua Parrocchia;sembra l’immagine di una certezza terrena che ci invita ad elevarci alle realtà celesti.
    Auguri di Santità.

    1. Grazie, ma…. niente di meno impegnativo da augurare? Credo sia l’augurio più bello che ho ricevuto…
      ma visto che ho praticamnete usato le parole del don per descriverlo… girerò l’augurio a lui.
      E a te e a tutti voi.
      un abbraccio

  16. @Edda, che strano … benedite il Crocifisso durante la Veglia Pasquale?

    Te lo chiedo perchè la liturgia prevede (ed è un bellissimo segno simbolico anche se pochi lo applicano) che alla Veglia Pasquale o Messa di Resurrezione non ci sia in chiesa nessuna croce.
    Difatti la processione di ingresso con il fuoco nuovo al posto della croce, porta il Cero Pasquale.

    Amo molto (quando riesco a vedere una Messa di Resurrezione così) questo segno così potente: nessuna croce in chiesa.

    1. Non so di preciso cosa farà il don, so che ha chiesto alle ragazze (devono essere delle donne, perchè sono loro che hanno trovato per prime la tomba vuota) che lo dovranno scoprire….
      è un crocifisso, ma è un risorto, contemporaneamente…
      Sabato notte vedrò…

  17. Terremoti: in natura sono sempre qualcosa di devastante, hanno una forza prorompente che fa tabula rasa di tutto quello che si trova nel loro raggio d’azione…
    ma quella di Matteo non è la cronaca di un fenomeno della natura…
    il vero terremoto deve avvenire dentro di me…
    ma cosa c’è nel mio cuore che va distrutto, annientato,raso al suolo…?

    Gesù è venuto testimoniare qual è il vero volto di Dio; Egli NON è un legislatore, un giudice che premia coloro che osservano la Legge, i comandamenti , e punisce severamente chi li trasgredisce.
    Il Dio di Gesù è un Padre buono, SOLO BUONO, che non fa distinzione tra i suoi figli ( e tutti lo sono!!!), che AMA ALLO STESSO MODO I BUONI E I CATTIVI… la sua misericordia è infinita, Egli non condanna chi ha sbagliato, ma è il suo perdono donato senza condizioni a precedere anzi suscitare la nostra stessa conversione….
    CASPITA!!! qui ci vuole proprio un bel terremoto che scardini dentro di me l’idea di una religione, di una fede in un Dio che accoglie e premia il meritevole, e castiga e condanna il peccatore…
    E credo che questo sia solo il primo di una lunga serie di salutari, benefici terremoti….

  18. Sì … c’ero anche io domenica scorsa con te, Paolo, ero con tutti quelli che con te hanno fatto un pezzo di strada insieme e davvero la messa che ha celebrato padre Armellini è stata qualcosa di folgorante … credo che da domenica scorsa in poi sia davvero cambiato qualcosa in me, nel mio modo di vivere questi giorni!
    Sono appena tornato dalla Messa crismale in diocesi e a diversità degli altri anni nei quali mi assaliva un senso di angoscia, di tristezza, di mestizia, quest’anno mi sono ritrovato spesso con il sorriso e con la pace nel cuore …
    davvero il volto misericordioso che ci hai fatto vedere tu, Paolo, e la “passione d’Amore” che ci ha fatto scoprire P. Armellini è stata Grazia pura e ha aperto i nostri cuori.
    Ora, da ora in poi non possiamo più vivere questi giorni nella tristezza perchè abbiamo la consapevolezza che Dio ha dato tutto per noi, ha fatto la sua “dichiarazione d’Amore” una volta per tutte e ha “perso la testa” per Amore fino a dare suo Figlio e in Lui la vita!

    Non c’era bisogno di P.Armellini che dicesse questo, in realtà, ci aveva già pensato san Paolo nella lettera ai Romani con quel belllissimo brano al capitolo 8,35:
    Chi ci separerà dall’amore di Cristo …

    Ma ben vengano tutti i Paolo Curtaz, i Padre Armellini e che ci scuotano e ci facciano rinsavire dal torpore che strati e strati di “religiosità incrostata” ci ha fatto assumere e ci facciano cacciare cia le maschere di tristezza che abbiamo indossato.

    Viviamo dunque questo triduo Pasquale, quest’anno, con uno Spirito nuovo, con la gioia nel cuore!
    Non siamo a “ricordare” una morte, ma a “celebrare” una Vita!
    Una vita donata per Amore e nell’Amore Risorta!

    Sia Gloria, allora, a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli Ama!
    Buona Pasqua a tutti!
    Un abbraccio

  19. Anch’io ho vissuto per anni tutta la Quaresima ed il Triduo con la gioia nel cuore … ma è giusto? Non è uno svilire la sofferenza della Trinità?

    Mi ha sempre infastidito una Chiesa tetra e grigia, pesante e opprimente, ma se fosse solo la Resurrezione la chiave di volta della Fede, perchè mettere un Crocifisso in ogni chiesa, attaccata a molti colli, al bavero dei preti e dei consacrati?

    Perchè mai?

    Non è questione di mestizia o tristezza (affettata), ma è questione di realtà e di concretezza e mi sono accorta che nella testa di tutti:
    sono stati “gli altri” a mettere in croce Gesù
    è stato Giuda il traditore
    è stato Pietro a rinnegare
    … noi no! noi non lo faremmo mai.

    Ecco che allora quella duplice dichiarazione di Gesù nell’Ultima Cena non è per 12, non è per Giuda e non è per Pietro … ma è per noi, proprio per noi che – magari pesando di fare del bene – agiamo in modo errato.

    Ma a Pietro è servito un gallo per ricordare e dopo la terza volta che ha rinnegato Gesù e a Giuda non ha fatto effetto il fatto che Gesù “sapeva” che lo aveva tradito.

    In altre parole: non Gli hanno creduto perchè altrimenti Pietro avrebbe pianto amaramente alla prima volta e Giuda non sarebbe uscito dal Cenacolo ed i 12 non glielo avrebbero permesso … ed i dodici hanno pensato (in modo assurdo visto le parole di Gesù) che Giuda andasse a fare del bene!

    No, se la croce abita le nostre chiese e ci “veste” un motivo ci sarà … probabilmente è un ricordarci … e ricordarci, sì, una amore Trinitario. 3 chiodi per quel Crocifisso, uno per ogni Persona della Trinità: Padre e Spirito Santo i chiodi delle mani, Figlio il chiodo dei piedi … e la lancia nel costato la ferita d’amore del cuore di Dio Trinitario.

    Quel “crocifisso” – ed infastidisce parecchio sentirselo dire o anche solo pensarlo – sono per noi:
    “Prima che il gallo canti mi avrai rinnegato 3 volte”
    e
    “Uno di voi mi tradirà!”

    Quale terremoto più potente di questa croce e di questo Crocifisso?

  20. Mio Crocifisso,
    sempre ti porto con me, a tutto ti preferisco!
    Quando cado Tu mi risollevi, quando piango Tu mi consoli, quando soffro, Tu mi guarisci, quando Ti chiamo Tu mi rispondi!
    Mio Crocifisso,
    Tu sei la Luce che mi illumina, il Sole che mi riscalda, l’alimento che mi nutre, la Fonte che mi disseta, la Dolcezza che mi inebria, il Balsamo che mi ristora, la Bellezza che mi incanta!
    Mio Crocifisso,
    sii Tu mia difesa in vita, mio conforto e fiducia nella mia agonia e riposa sul mio cuore quando sarà l’ultima mia ora.

    Questa poesia (credo sia di un poeta francese) mi fu regalata da una signora, poco tempo prima della sua morte (non sapeva di dover morire),che con un piccolo gesto di gentilezza e di affetto, si è assicurata il ricordo, la preghiera perenne e, voglia Dio, anche la Salvezza.

    Il Crocifisso per me è la Vita : Egli regna con la forza dell’amore come Agnello immolato e come servo obbediente: “Spogliò sé stesso , assumendo la condizione di servo… facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio lo ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome” (Fil 2,7-9).

    1. a mio avviso la Chiesa ha fin troppo calcato la mano sulla sofferenza di Gesù e ha invitato i fedeli alla mortificazione e penitenza.

      Basta pensare a come si è calcata la mano nella via crucis che parla di tre cadute di Gesù portando la croce…ma nei vangeli non c’è scritto nulla di ciò.
      Sia chiaro, è stato aiutato da Simone di Cirene. Ma come si sono aggiunte delle azioni rispetto alla sacra scrittura si potevano aggiungere delle cose più gioiose.

      E marco 9,29 che fino alla vecchia traduzione ante Concilio diceva “perchè questa specie di demoni si caccia solo con la preghiera e col digiuno”.
      Nella traduzione moderna è sparito il digiuno. Sorpresa!
      Si è scoperto che il termine digiuno è stato aggiunto da un monaco nel IV secolo passando dal greco.

      La quaresima è sempre stata un periodo di mortificazioni e penitenze e abbiamo i vari termini “lungo come una quaresima”, o “è triste come una quaresima”.

      RALLEGRIAMOCI invece. Buona Pasqua

      1. e comunque l’intenzione della crocifissione era anche quella di poter insultare e schernire l’uomo crocefisso.

        Quindi Gesù doveva arrivare vivo al Golgota, per quello che obbligarono Simone di Cirene ad aiutare Gesù a portare la croce, non poteva morire lungo il percorso.

      2. Sì, Simone, Buona Pasqua perchè Cristo è veramente risorto!
        Come dice Paolo la gioia è una tristezza superata: non dobbiamo fermarci al Venerdì Santo, ma non può esserci Pasqua senza il Venerdì Santo (dopo tanti anni finalmente l’ho capito).
        I primo cristiani non annunciavano la morte del Signore, ma la Sua morte e resurrezione nell’attesa della Sua venuta.
        E’ questo il primo e lieto annuncio della nostra fede che noi adesso non sappiamo più capaci di fare perchè guardiamo solo al Venerdì o solo alla domenica (ma c’è anche chi è bloccato perplesso, come me, al sepolcro vuoto).
        Vorrei, io per prima, che il nostro essere cristiani (perciò con Lui risorti) illuminasse i nostri volti e le nostre vite della gioia della scoperta che la Vita ha vinto la morte e che niente ci può separare da Lui.

        SHALOM a tutti

  21. Sì Lucia hai perfettamente ragione …
    Non esiste resurrezione senza croce! E tu sei di fronte alla tomba vuota … Come tutti noi, il mistero è troppo grande perché si possa capire…
    Io credo che ci voglia una sana capacità di saper vedere al venerdì santo in prospettiva alla domenica … solo così tutto può avete un senso!
    Ecco che allora non potrà più esistere resurrezione senza croce ne croce senza resurrezione!
    Credo siamo quanto mai opportuna la frase che Gesù dice mentre lo crocifiggono “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno!” … Lo dice a noi oggi se non sappiamo coniugare Croce e Resurrezione!
    Sia per te allora una Santa Pasqua come per tutti di fronte ad una tomba vuota, ma non svuotata!!

  22. La croce e la tomba hanno la stessa valenza, ma non il Crocifisso ed il Risorto.

    Croce e tomba non parlano, ma il Crocifisso ed il Risorto sì ed è quella la Voce che dobbiamo ascoltare e seguire.

  23. Cristo è morto e Risorto!

    Anche noi, se con Lui moriremo al nostro peccato, con Lui Risorgeremo :

    Non sapete voi che se vi offrite a qualcuno come schiavi per ubbidirgli, siete schiavi di colui a cui ubbidite: o del peccato che conduce alla morte o dell’ubbidienza che conduce alla giustizia?
    perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.
    (Rm 6,16-23)

    La nostra salvezza è la Croce di Cristo (il Crocifisso); grazie a Lui saremo salvi nei giorni del Giudizio:

    “Perciò farò tremare i cieli,
    e la terra sarà scossa dal suo luogo
    per l’indignazione del SIGNORE degli eserciti,nel giorno della sua ira furente”.(Isaia 13,13).

    Parole? no, verità! altro che terremoti!

  24. Partecipare alla messa di giovedì sera (meglio nota come “in Coena Domini”) insieme ai nostri due pargoli di quasi tre anni, il primo, e di quindici mesi, il secondo, per me e mia moglie non è stata un’impresa facile. Ciò è vero, nonostante il grande interesse che ha suscitato in Luca, il maggiore dei due, la trovata di Don Ignazio di sistemare tredici bambini, seduti in altrettante sedie, davanti all’altare a rappresentare gli apostoli (dodici più uno, in ricordo di San Paolo, suo discepolo “postumo”). L’effetto calmante, almeno sul più grande, è durato lo spazio delle operazioni di lavaggio dei piedi dei bambini per poi tornare a scalmanarsi, insieme al fratellino, in fondo alla chiesa con me e Maria Chiara a rincorrerli ed a rimproverarli. Fortuna che Don Ignazio ha previsto, quando ha costruito la bellissima Chiesa Maria Regina della Pace di Santa Lucia in Perugia, un ambiente tra lo spazio riservato all’assemblea ed il portone d’ingresso – una sorta di vestibolo – dove, tra il pannello con le foto dei bambini adottati a distanza dalla Parrocchia e le pubblicazioni dei futuri matrimoni, i marmocchi possono scalmanarsi senza disturbare – o farlo minimamente – la preghiera dei fedeli. Sono un padre autoritario ma forse poco autorevole se si considerasse solo il fatto che i miei figli non sembrano minimamente sensibili alle mie frequenti sgridate. Qualcuno ha detto che la messa presa da genitori impegnati a contenere l’irruenza dei figli anche se non è da loro seguita e partecipata come si dovrebbe è, certamente, un servizio a Dio.
    Con quest’animo ho seguito la lettura del Vangelo di Giovanni (Gv 13,1-15), interrompendo l’ascolto a tratti per biasimare qualche marachella. Di quel passo del Vangelo di Giovanni mi ha colpito l’atteggiamento di Pietro dinanzi alla volontà del suo maestro di lavargli i piedi, il rifiuto di accettare un servizio alla sua persona ed il non capire il gesto d’amore di chi si reputa (a ragione!) migliore di sé. Il suo diniego (“Tu non mi laverai i piedi in eterno!”) è assoluto e definitivo come l’incapacità di comprendere l’Altro. Il non riuscire ad accettare quel gesto d’amore lo porterà sicuramente – è questo il senso dell’avvertimento che gli fa Gesù (“Se non ti laverò, non avrai parte con me”) – a non essere capace della Sua sequela, a non poter instaurare con Dio un vero rapporto salvifico.
    Mi è sempre piaciuto servire piuttosto che essere servito. Vorrei dire che ciò sia dovuto ad un grande cuore che batte nel mio petto e che mi vuole sempre prodigo di buone azioni e noncurante delle attenzioni degli altri ma, purtroppo, non è così. Devo piuttosto riconoscere che questa mia chiusura al servizio degli altri a mio favore è causata dalla mia superbia, da quell’atteggiamento che vede nel bisogno che si ha degli altri una debolezza. Invece, il dono che il prossimo fa del suo tempo, delle sue forze e finanche dei suo beni è una ricchezza da accogliere prima di tutto nel cuore, quale apertura che salva perché richiesta da Dio.
    Questo limite, questa chiusura l’ho scoperta invece essere evidentissima in me in occasione della malattia di mio cognato Alessandro.
    Ero convinto di essere io a servire e mi accostavo a lui con la consapevolezza del sano che si avvicina al malato quasi a fargli un grande regalo. Mi sentivo creditore del mio tempo e della mia tranquillità. Ero come un fariseo ritto in piedi davanti a Dio per ricordargli quanti meriti avessi acquistato con quel servizio. Non che non amassi Alessandro, non che non gioissi di strappare anche un solo sorriso al mio adorato Cognatello, non che non godessi della sua compagnia. Il fatto è che nel profondo del mio cuore mi faceva sentire alquanto meritevole questo mio servire Alessandro. Quando, poi mi ha ricambiato, partecipando alla mia festa di compleanno sebbene fosse appena uscito da una giornata di controlli in Ospedale (che grande dono mi ha fatto quella volta!) ho percepito nel mio animo come un disagio per quel suo servire me. Come – pensavo – sono io il sano e tu il malato, sono io a dover dare e tu a ricevere, non viceversa! Eppure oggi mi accorgo che proprio io nei mesi della sua malattia ho ricevuto tantissimo da Ale. Me ne rendo conto quando ripenso a tutte quelle volte che mi ha voluto accanto a sé nonostante fossero giorni di grande sofferenza, forse intuendo quanto mi facesse piacere fargli compagnia. Ho vissuto il calvario della sua malattia cercando di lenire le sue sofferenze non solo perché gli ho voluto (e gli voglio) bene ma anche – mi costa ammetterlo – perché quel servizio verso di lui mi faceva sentire meglio con me stesso e con Dio. Lui credo che abbia capito questa mia necessità e mi ha accolto al suo capezzale, lui paradossalmente il vero sano ed io malato di superbia. Ora capisco perché sia un dono anche lasciarsi servire, cioè dare la possibilità di compiere un gesto d’amore a chi ti viene incontro. Accettare costa fatica soprattutto se la superbia che governa il cuore soffre di essere in credito e smania per sdebitarsi prontamente. Il vero dono di se stessi è quello di Alessandro, capace di lasciarsi servire con amore infinito. Lui ha dato tutto se stesso lasciandosi accudire, ha donato quello che la malattia gli ha permesso di dare: tanto, ogni cosa! Capisco il senso delle parole di Gesù, il suo rimprovero a Pietro di cui leggeva la stessa chiusura verso l’altro che è in me. L’amore di Dio richiede di spogliarsi di ogni velo che ci nasconde il nostro prossimo, di ogni superbia, per essere capaci di servire anche venendo serviti. È come se mi chiedesse di accogliere con un abbraccio chi si avvicina a me, soprattutto quando non posso ricambiare ciò che mi viene donato; l’amore non si misura in se posso oppure no contraccambiare il regalo di qualcuno, ma si concretizza nel cuore di chi sa accettare semplicemente, senza considerare se gli è o non gli è dovuto. Ogni giorno che passa mi scopro sempre più debitore di Alessandro e della sua generosità, lui che ha accettato di essere mio prossimo anche se si trovava in grande sofferenza. Ogni giorno che passa mi accorgo che il vero malato sono sempre stato io!

    1. come sempre leggo con interesse il tuo post…sai che mi sono identificata per una situazione familiare analoga…ho mia madre quasi inferma ma non sempre vado da lei con la voglia di servire…grazie per questa riflessione il Signore nostro non si è fatto molti srupoli…li ha serviti tutti i suoi amici…e io posso pensare che mi pesa a volte lavare mia madre? anche se lei è una donna difficile? forse proprio per questo mi devo sforzare, per imitare Nostro Signore….

      grazie ancora

      pace e bene fratello… aggiungo nelle mie preghiere anche Alessandro

      1. Probabilemente il Signore ci vuole lì dove c’è bisognio, anche se noi vorremmo essere altrove. Spesso è difficile non cedere alla stanchezza, alla paura, all’incertezza (almeno per me è stato così). Poi, però, l’angoscia ci da tregua ed allora è bello ritovarci insieme a chi amiamo ed ha bisogno di noi (anche se a volte ci fa arrabbiare!). Insieme ad Ale ho passato dei momenti di grande serenità, incredibilmente anche nei mesi dolorosi della malattia.
        Che il Signore benedica te e la tua famiglia; le mie preghiere ci saranno sempre.

  25. P.S. dimentico sempre qualcosa ..
    Buona Pasqua del Signore a tutti

    é risorto ,è veramente risorto Alleluia!!!!

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Article by: Paolo

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