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Fuoco

Qualche giorno di vacanza con la mia famiglia, ci voleva. Stacco il cellulare e non mi connetto, dimentico di avere un nuovo libro da consegnare la prossima settimana e ancora almeno dieci conferenze in un mese. Ci voleva.

Sabato santo usciamo dalla cena di un ristorantino che merita la fama che ha. Passeggiando per le vie del centro della grande città incrociamo molti turisti. Di lato ad una piazza vedo un signore intento a preparare il fuoco per la veglia pasquale. Ci guardiamo con L e decidiamo di partecipare almeno all’Exultet. Di più no, mio figlio non reggerebbe e abbiamo già contrattato per la messa domani mattina. Mancano pochi minuti alle 21: in piazza un locale fa musica dal vivo, non bellissima ad essere sincero. Si interromperanno, penso. Illuso.

Alle 21 escono il prete e i chierichetti. Non più di dieci persone con lui. Inizia la benedizione, senza amplificazione, con il frastuono della band rock (ignara o maleducata non so). Due signore giapponesi fotografano la scena, per loro inusuale.

Non sento una parola, il prete, visibilmente scocciato, tira diritto per la sua strada.

Una scena surreale, davvero. Entriamo nella grande chiesa semivuota: altri quaranta fedeli hanno aspettato dentro. Il gesto per accendere le candele battesimali è faticosissimo: nessuno mi passa la fiamma, devo inseguire un fedele che gentilmente accende la nostra candela. Il sacerdote annuncia che canterà l’antico inno in latino. Sia. Il problema è che gli manca il fiato: una vera pena.

Sono passati 25 minuti, usciamo, meglio non abusare della pazienza di mio figlio che si è dilettato a guardare la fiamma, visto che gli ho detto che quella fiamma ci ricorda che Gesù è risorto.

Fuori, straniti, commentiamo.

Lo Spirito mi ha fatto un gran regalo: ho vissuto una vera e propria parabola della situazione attuale della Chiesa.

Che fatica a farsi ascoltare, sommersa dal caos attorno a lei.

Che fatica a trasmettere la luce, anche solo a chi vorrebbe riceverla.

Che non vuole uscire in piazza, dentro si sta meglio.

Che non trova le parole per farsi capire.

Ma, nonostante tutto, Cristo risorto la abita.

Category: Pensieri

120 comments

  1. Non sai quanto tutto ciò mi rattrista…e purtroppo è tutto vero! La Chiesa sembra non più capace di parlare il linguaggio degli uomini del nostro tempo e soprattutto dei giovani…
    Ma io sono ottimista e la mia esperienza mi dice che si può tentare ed osare di più! Che il Risorto e il beato Giovanni Paolo II ci donino una buona dose ‘sprint’ di Spirito Santo….con gioia!!! Un abbraccio…

  2. I diversi volti della Chiesa in Italia e in altri paesi, nel mondo.
    La Chiesa, dalle mie parti, è un po’ “diversa”… una parrocchia enorme, molte comunità di fedeli, fermento continuo.
    (Nella stessa notte di cui parla Paolo erano in diecimila a vegliare, e tutti in ginocchio…. o tutti in piedi…
    o tutti a cantare… o tutti a fare tutto insieme!!!…)
    Adesso sto tornando da una Celebrazione davvero coinvolgente, la prima comunione per
    bambini italiani, in italiano stavolta, credo sia la prima volta in molti anni. Genitori che non si confessavano da una vita… persone che si riavvicinano ai Sacramenti e alla Chiesa dopo tempo, (magari perché tutti lontani dall’Italia, in un paese straniero… e il sacerdote (proprio bravo!) che ci diceva: “forse Dio ci ha portati qui per questo?!”) ma grande festa per tutti! Tutti abbiamo partecipato con gioia e consapevolezza. (Gli Auguri e i Grazie
    scambiati alla fine sanno di vero e mi scaldano il cuore anche ora che sono a casa.)
    E persino quello che in Italia può sembrare stucchevole o esagerato Qui acquista un
    sapore diverso!

    Bellissime e vissute anche le messe della domenica con persone dalle molte lingue e
    culture che “un cuor solo e un’anima sola” e una sola voce (!) cantano le lodi di Dio (:il
    Gloria e il Santo dritti dritti al cielo!!!)

    E’ triste e surreale davvero quello che Paolo descrive… ed è parte, pure questo, della mia esperienza… altrove…
    Ecco perché sono convinta che:
    LA nuova evangelizzazione sia ormai necessaria per l’Europa e l’Occidente:
    E’ li che devono andare i nuovi missionari… religiosi ma anche famiglie e bambini
    attenti, consapevoli, preparati… Testimoni di Gesù morto e risorto…

    E prego (sempre)per la Chiesa tutta nel mondo. Abitata tutta da Dio. E amata.

  3. A me invece è capitato (ma è una cosa usuale da me) l’opposto … esattamente l’opposto.

    Dove la gente (tantissima, davvero tantissima) ha chiuso gli occhi ad una liturgia pressapochista che di pasquale aveva ben poco ed ha seguito, ha partecipato, ha PREGATO!!!!!

    Incredibile, vero? E non abito in un paesino di montagna … Stessa cosa è capitato lo scorso anno in una grande metropoli …

    Quindi la Chiesa parla, si accende, è presente, ma spesso quelli che non ascoltano/non si accendono/non ci sono non è TUTTA la Chiesa.

    E poi, non credo sia giusto scandalizzarsi tanto, Gesù quando è risorto quanti Lo hanno accolto? quanti Lo hanno riconosciuto? Ci sono stati forse folle impazzite?

    No, ma Gesù il Risorto, il Cristo continua la Sua opera, giorno dopo giorno, persona dopo persona …

  4. Il racconto di Paolo rattrista tanto anche me. Da noi, a Bari, la veglia è iniziata alle 22:30 per poi terminare alle 01:30!!!

    La chiesa era stracolma di gente(alcuni hanno avuto persino il coraggio di partecipare in piedi!!) Il momento iniziale con l’accensione delle candele è stato uno dei più suggestivi e forti per tutti!!

    Cristo è risorto, è davvero risorto!

    Il nostro parroco, un grande uomo ricolmo dello Spirito Santo, voleva che scendessimo in strada, come succede in Grecia, per annunciare festosi, lungo le strade della città, che Cristo è Risorto!

    La chiesa è lunga, larga e profonda… preghiamo affinché il fuoco di Cristo divampi per primo in noi e, attraverso di noi, nella chiesa che viviamo!

  5. Il racconto di Paolo mi fa tornare in mente una considerazione di Rosario Livatino, il “giudice ragazzino” che nel suo diario – forse presagendo una fine violenta quanto prematura – scrive: alla fine Dio non ci chiedera’ se siamo stati credenti ma se siamo stati credibili.
    Me la ripeto continuamente

  6. Bella genet, io non mi sono affatto rattristato!
    Era solo una nota di colore che ho letto come un occhiolino dello Spirito Santo. E le vostre risposte confermano che Gesù è risorto!

    1. “Ma, nonostante tutto, Cristo risorto la abita.”
      Nonostante tutto e nonostante noi, Gesù è presente, e anche se a volte fatica a farsi sentire, quando non lo ostacoliamo riusciamo a “vederLo” e a “sentirLo”, e possiamo solo ringraziare…
      Questa mattina mi sono svegliata con il Gloria nel cuore, mi sono resa conto che anche stanotte nel dormiveglia “cantavo”.
      E oggi un giorno bellissimo, per tanti motivi, e poche parole, solo lo stupore e le lacrime di gioia e commozione, che sono scese. Grazie Signore Gesù!

    2. buona sera, più leggo il forum più mi accorgo che siete una grande famiglia, ricca di ogni grazia
      la fede è in ognuno di Voi, ma come fate!!! io sto attraversando un perido nel quale non vedo Dio accanto a me.voi mi siete di grande aiuto soprattutto le parole di Paolo. grazie

      1. Annarita
        eh … che dire se non un “idem per me”.

        Tranquilla, siamo in tanti, davvero in tanti nelle tue condizioni, ma tra uno che tira e quell’altro che spinge, prima o poi ci arriveremo anche noi.

      2. Ciao Annarita, grazie,

        uno che tira e l’altro che spinge come dice bene Lidia, alternandoci!

        o come in Ebrei 3,13: “Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura questo oggi…”

        confermarci ed esortarci.
        noi qui.

      3. Cara Annarita, magari tra un po di tempo ripenserai a quel desiderio che senti dentro che ti spinge a cercare, a sapere di più su Gesù, e scoprirai che quel desiderio era Lui che bussava al tuo cuore!
        Il Signore è accanto a te, anche se ti sembra che non ci sia, perchè anche tu fai parte della Sua famiglia.

      4. cara annarita, io non ho visto Dio attorno a me per oltre trenta anni,e ora mi chiedo come ho fatto….adesso lo so, Lui era sempre lì accanto a me, ero io che non Lo vedevo…pregherò affinchè una mattina aprendo gli occhi,ti succeda( come è successo a me ) di pensare al suono delle campane,come se fosse una sveglia dentro di te e incominciare a ringraziare Dio per averti svegliata.

        così sia

        pace e bene sorella

    3. e devi avere una grande FEDE, Paolo! Le cose di Dio vanno trattate da DIO! Ma come si fa a celebrare la pasqua in mezzo al frastuono….il mio parroco avrebbe rimandato tutti a casa. Già,in altre parti del mondo tirano le bombe, eppure ci celebra ugualmente. Tutto ciò mi fa pensare a quanto siamo male abituati, alla nostra piccola fede borghese, a come tutto sembra un film già visto di cui si conosce il finale. No, non così per Dio che non si è ancora stancato di amare noi poveracci….

  7. già la chiesa fatica… e chi l’ha mai detto che seguire CRISTO sarebbe stato facile? Ecco però ch il Signore ci manda buoni operai … adesso a San Pietro c’è una moltitudine di CHIESA VIVA riunita intorno al Grande KAROL infondo un semplice papa… infondo siamo semplici pecorelle anche noi… allora forza diamo ragione della LUCE che CRISTO ci ha donato la notte Santa!
    Questa è la chiesa che mi piace, che mi scalda e mi rassicura… non abbiamo paura la via è ancora lunga da percorrere … ma avete visto quanta gente è venuta a roma…? vuol dire che i cristiani ci sono e sono ancora lievito.

    beatamentemolly

    1. cara sorella molly…
      la Chiesa è viva se riunita… numerosa x il “Grande Karol2 ( anch’io son stato alla GMG di Parigi ( anche se giovane non ero più) e anche ho avuto la grazia di incontrare GP2 x ben tre volte, parlandogli anche x un breve periodo…
      ma penso che sia vera Chiesa anche quella che incontro ogni giorno ( fatta di 3-4 persone) che celebrano Messa con me…. e quella che incontro al Corpus Domini… mentre cerca di farsi strada in mezzo al Mercatino… del paese… E’ la stessa chiesa che a Gerusalemme … fa la Via Crucis… nel frastuono , nel caos… in quel frastuono , caos… ci sono le Anime sante del Purgatorio e del Paradiso … e tanto altro ..!!!

  8. DOMENICA PRIMO MAGGIO:

    BUON RIPOSO NEL SIGNORE,

    E BUON LAVORO A TUTTI!

    CON UN PENSIERO PARTICOLARE
    PER CHI LAVORA NELLE SITUAZIONI E NEI MODI PIU’ PRECARI, PERICOLOSI, DIFFICILI.
    E PER CHI IL LAVORO NON LO HA.
    E PER CHI NON HA IL LAVORO CHE VORREBBE.

    (DIO BENEDICA QUELLO CHE TUTTI FACCIAMO.)

  9. O.T.
    Oggi 1° Maggio:
    1)Festa della Divina Misericordia (voluta da Giovanni Paolo II)
    2)Beatificazione di Giovanni Paolo II
    3)Inizio del mese di Maggio (mese mariano per eccellenza)
    4) San Giuseppe lavoratore

    … ed oggi abbiamo San Tommaso, “quello” che sino ad oggi è passato per l’incredulo, ma anche quello (se per caso qualcuno se ne fosse scordato) che ha detto ai suoi “fratelli” “Andiamo anche noi a morire con Lui” … come è poi stato perchè anche i “vecchi” discepoli sono morti abbracciati da Gesù e sono nati i “nuovi” risorti in terra anche se solo nello Spirito (per ora) …

    Fantastico Tommaso, coraggioso più a dire “fino a quando non metterò il dito …” che nel dire “Andiamo anche noi a morire con Lui” …

    Qualcuno ha idea di quale tempesta si agitava nel cuore di questo coraggioso uomo?
    Io no, ma come per Pietro ha tutta la mia simpatia.

    Festa dei lavoratori, quindi, ma lavoratori della Terra per il Cielo.

    Buona quadrupla festa a tutti.

  10. “NON ABBIATE PAURA, APRITE ANZI SPALANCATE LE PORTE A CRISTO”

    Per tutto il giorno queste parole hanno riecheggiato nella mia mente:

    BEATO Te Giovanni Paolo II! che hai creduto e non hai avuto mai paura; non hai avuto paura nella Tua infanzia, non hai avuto paura nella Tua giovinezza, non hai avuto paura nella povertà e nella persecuzione, non hai avuto paura nella violenza contro la Tua stessa persona, non hai mai avuto paura in tutto il Tuo Ministero Petrino, ed infine non hai avuto paura davanti alla Tua sofferenza che ha annientato il Tuo vigore e la Tua stessa Vita.

    Dentro Te c’era un fuoco che divampava giorno dopo giorno, il fuoco dell’Amore per Cristo, per la Sua MADRE SANTISSIMA, e per i FRATELLI TUTTI.

    BEATO TE GIOVANNI PAOLO II! Grande Uomo, Grande Papa, Grande SANTO!

    BEATO TE, BEATO TE che ora regni tra le braccia del PADRE!

    Prega per noi Santo Padre, prega per il Tuo Carissimo Amico e Successore Benedetto XVI, affinchè infiammato dello stesso ardore possa portare a compimento l’Opera da Te iniziata.

  11. Auguri a tutti i lavoratori, auguri ai precari e anche a coloro che non hanno lavoro affinchè con la Grazia di Dio e con l’aiuto del nostro RICCO Governo, possano trovare un lavoro.

    Scusate, come al solito c’è qualcosa che non so: ho capito che il Cero Pasquale rappresenta la Luce di Cristo, e il fuoco cosa rappresenta? perchè viene benedetto?

    1. Il fuoco viene acceso e benedetto, e rappresenta la Luce di Cristo, poi il cero viene acceso con quel fuoco, e dal cero si accendono le candele.

        1. Da ricordi di quando istruivo i ministranti, un liturgista (abate di non mi ricordo dove) mi aveva spiegato che:

          1)il cero era simobolo dell’umanità di Gesù che si era consumata per noi e che è stata rinnovata con la resurrezione
          2)il fuoco (nuova creatura di Dio perchè non c’è nella creazione) era la luce del Cristo
          3)il cero acceso è la presenza di Gesù Cristo nella Chiesa, è la Chiesa

          Tra le altre cose, mi aveva anche detto – con dolore perchè nessuno lo faceva – che tutte le croci in questa notte santa dovrebbero sparire dalle nostre chiese.
          (questa cosa l’avevo già detta, ma mi ha colpito molto)

  12. GIOVANNI PAOLO II BEATO! Grande traguardo per la Chiesa (o grande inizio?)!

    Oggi, mi sono unito Spiritualmente, alla Celebrazione Eucaristica di Beatificazione del Sommo Pontefice, e nel mio piccolo, ho potuto constatare che lo Spirito del Signore aleggiava indisturbato in Piazza San Pietro.
    Dentro me c’era un fuoco che ardeva e le lacrime scendevano, copiose, inarrestabili, dai miei occhi, per la gioia di questo Grande Evento(Come fai, Paola, a dire che non riesci a commuoverti durante una celebrazione solenne?).

    Possa, il Signore, con il Suo Spirito d’Amore, infiammare il cuore del Papa, dei Cardinali, dei Vescovi, dei Sacerdoti, dei Diaconi, delle Suore, dei Religiosi, dei Laici, dei Governanti, dei Politici, di tutto il Popolo di Dio e di tutti gli uomini della terra, affinchè tutti possano giungere a SALVEZZA.

    1. Correzione fraterna:

      “(Come fai, Paola, a dire che non riesci a commuoverti durante una celebrazione solenne?)”
      Per favore, vacci piano con queste affermazioni. Se tu ti commuovi vuol dire che hai avuto dal Signore questo dono, altre persone non ce l’hanno perchè ne hanno altri.
      Non c’è da sentirsi in colpa se qualcuno non si commuove alle celebrazioni solenni o meno: non mi pare che Gesù nel vangelo ci abbia chiesto questo.
      Scusa il tono, ma Gesù ci ha invece chiesto di non essere da scandalo per i piccoli e chi si avvicina a fatica a credere è da considerarsi tale.

      Un abbraccio

      1. Non so perchè, ma ho intuito che Paola ha bisogno di stimoli, positivi naturalmente; non avevo alcuna intenzione di sminuire la sua Fede, lungi da me! Naturalmente non mi conosci e non hai capito che la mia era un’esclamazione fraterna.
        La tua correzione che accetto e farà sì, in futuro, che io sia più accorta anche nelle esclamazioni benevole, mancava, forse, di un pò di carità? Non ti conosco, ma avrei percepito il tuo tono, anche se tu non avessi detto “scusa il tono”.
        Ora scusami tu,non te la prendere a male, credimi, non è nel mio stile fare degli appunti a qualcuno, di solito sto zitto e offro a Dio. Spero che questo incontro sia servito alla crescita di entrambi. Un abbraccio anche a te.

        1. Hai ragione. Ero consapevole che il mio tono non era dei migliori (per questo mi sono scusata).
          In realtà mi sono sentita anche un po’ toccata in prima persona, in quanto per molto tempo anch’io ho avuto il dono di vivere intensamente le celebrazioni cui partecipavo. Purtroppo da qualche anno inspiegabilmente il Signore si è ripreso questo dono e la cosa mi fa soffrire molto.
          Forse mi sta “chiamando” a condividere la sofferenza di chi non riesce a “partecipare emotivamente” alle varie celebrazioni… è in questa veste che ti chiedo, per favore, più attenzione a ciò che scrivi: certe parole sono sale sulle ferite aperte di qualcuno (me compresa, purtroppo).

          Un caldo abbraccio

          1. Avrei voluto risponderti no problem! come fa Paolo, ma con te no.

            Io, certamente sarò più attento, d’altronde lo avevo già scritto che lo avrei fatto, ma la tua carità deve ancora migliorare!

            Un caldo abbraccio anche a te.

      2. grazie Lucia1…Capisco che una frase buttata li’, sinceramente ma stringatamente, possa colpire chi legge. Cerco sempre di ricordarmi che NON ci conosciamo, non sappiamo nulla l’uno dell’altro. Non abbiamo in comune che la fede o la ricerca della fede e un blog prezioso che in totale liberta’ ci mette in contatto.
        P.S. Ciao Angelo

  13. ancora grazie Paolo delle tue riflessioni sulla chiesa: grande verità sono le tue parole….ma..l’ultimo versetto del canto pasquale dice:
    sì ,ne siamo certi Cristo è davvero risorto
    Tu, re vittorioso abbi pietà di noi!

    Amen

    pace e bene fratello

  14. …da noi invece è stato bello, bellissimo… le liturgie sono state lunghe, ma non ce ne siamo accorti… un’ora e tre quarti giovedì, più un’altra ora di adorazione per chi voleva fermarsi, un’ora e mezza venerdì e dalle 9 a mezzanotte sabato… la chiesa sempre piena, anche da noi qualcuno si è fatto la Veglia in piedi, abbiamo ascoltato, cantato, riso, pianto… ci siamo emozionati… al Padre Nostro della veglia, fortuna le vetrate sono fissate bene, altrimenti venivano giù…
    è stato davvero bellissimo….
    …certo, adesso c’è da uscire e portare a tutti la gioia del signore risorto, alleluia alleluia!!!!
    se qulcuno volesse ascoltare http://www.parrocchiazananonoboli.it

    1. Un bel sito, belle le immagini della Chiesa. Attiva e vivace la Parrocchia!
      Bella l’Italia nelle foto di carnevale, ne ho fatte un paio più piccole anch’io, (Italie di cartone!) poco tempo fa… Bravi!
      Grazie Edda!

  15. Più che altro la fatica è quella di uscire dalle chiese, l’altra sera san Gennaro, a Napoli, NON ha fatto il miracolo. Duomo gremito, fedeli, turisti, autorità, pompa magna, e fuori cumuli di monnezza, pioggia, violenza. E qualcuno (eravamo una decina, con il ns gruppo eticaesperanza) che chiedeva parole forti alla gerarchia che troppo spesso si rifugia nella liturgia (se possibile in latino) per non dover denunciare i propri e altrui errori.
    Ma speranza ci deve essere,a nche se ogni messa è un calvario per la tanta (troppa) distanza dalla gente e dai problemi reali, motivo per cui perdere il lavoro, o non trovarlo proprio, è una prova che meriterà un premio nell’adilà e non una conseguenza di scelte economiche e politiche che noi stessi avalliamo ogni giorno.

  16. Ho appena ascoltato il commento di Paolo “i segni del risorto” in cui ci parla di Tommaso. Come non riconoscermi in questa figura che tanto mi assomiglia per i dubbi, le perplessità e la fatica nell’accettare quanto per altri è scontato. Come Tommaso ho bisogno di “vedere” Gesù, di riuscire a sentirlo, di andargli incontro, con molta umiltà. Vorrei che mi prendesse per mano e mi aiutasse a non sentirmi più sola, anche in mezzo a tanta gente e ad affrontare le difficoltà della vita che ogni giorno ti tolgono il respiro e ti fanno dire “non ce la faccio più”….spero di avere occhi per vedere e il cuore per sentirlo.

  17. Quest’anno abbiamo dovuto rinunciare alla Veglia Pasquale: da premurosi genitori – quali ci sforziamo di essere – non ce la siamo sentita di sottoporre i nostri piccoli allo strapazzo di una celebrazione che di solito termina a tarda notte. Abbiamo preferito lasciarli riposare in santa pace nella loro accogliente cameretta, optando per la messa delle undici e mezzo dell’indomani mattina, certamente più comoda per una famigliola con bambini molto piccoli come la nostra. Inutile dire che le faticate della giornata trascorsa avevano fiaccato e non poco la mia “vitalità”: ai consueti compiti di “vigilanza, accompagnamento ed intrattenimento” dei pargoli, nonché ai numerosi giri per commissioni, si sono aggiunti i tradizionali preparativi tipici della festività, come la benedizione dei cibi in parrocchia. Nonostante il rimpianto di non poter partecipare alla suggestiva celebrazione della notte, decisi di seguire la diretta della Messa Pasquale trasmessa da Tele Radio Padre Pio. Purtroppo è stata una lotta impari con la stanchezza, terminata con una mia sonora sconfitta, a rito del fuoco appena iniziato, sul divano della sala. L’ultimo mio ricordo di quella notte è il fuoco acceso, scoppiettante ed abbagliante fuori nel sagrato della Chiesa di San Pio a San Giovanni Rotondo.
    La sera precedente, invece, io e Maria Chiara abbiamo partecipato alla Via Crucis nel consueto percorso attorno alla Chiesa Maria Regina della Pace di Santa Lucia, portandoci dietro il nostro figlio maggiore, Luca, di non ancora tre anni. Considerata l’ora non tarda in cui si sarebbe svolta la processione ed il fatto che di solito vi intervengono anche i bambini, abbiamo deciso di portarcelo dietro, sperando nell’effetto ipnotico delle candele accese e dei canti. Manco per idea! Appena entrati in chiesa – punto di ritrovo e di partenza della processione – Luca, a cui avevamo preso un flambeaux di colore celeste, ha mostrato a quelli delle panche vicine a noi il lumicino chiedendo poi a ciascuno: “il tuo, che colore è?”. Avuta la risposta ribatteva ossessivamente – tipico di un bambino di quella età –, con la sua dolce vocina: “che colore è?”! Iniziata la processione, uscimmo tutti dalla chiesa; vi lascio immaginare quale gioia sia stata per Luca accendere la candela: ha iniziato ad agitare il flambeaux, con nostro grande terrore ogni volta che qualcuno gli si avvicinava! Luca ha certamente gradito quella inaspettata occasione di gioco e non se l’è certo fatta sfuggire: ogni sosta era un’opportunità per raccogliere sassolini o per fare cucù ad una bambina – più grande di lui – che lo fissava con aria di sufficienza a pochi passi da lui, oppure per mettere a disagio noi genitori con qualche domanda inopportuna, frutto della sua spontaneità e della grande curiosità. Così è accaduto che durante una sosta della processione Maria Chiara lo ha preso in collo; da quella posizione non sono sfuggite all’attenzione di Luca due signore – piuttosto anziane – per via del vistoso porro che una delle due aveva proprio sul naso. Il mio piccolo monello ha quindi chiesto gridando: “Ti sei fatta male?”, indicando il naso della poveretta. La signora si è messa a ridere, annuendo, e lui di rimando: “Ci devi mettere un cerotto?”. Io e Maria Chiara, afferrata la situazione, abbiamo alzato il tono della nostra voce per coprire, con l’esecuzione del provvidenziale canto appena iniziato, le ulteriori domande di Luca. Ci siamo, quindi, allontanati ma solo per incappare in una nuova occasione buona per suscitare la curiosità del pargolo e conseguenti nuove domande. Come se non bastasse il mio nervosismo cresceva sempre di più, insieme all’esasperazione, ad ogni stazione della Via Crucis!
    Certo, non posso dire di aver meditato la Passione di Cristo quella sera, né affermare di essere stato immune da qualche momento di grande irritazione, dovuti all’apparente sordità di Luca alla mia voce ed a quella della madre!
    La serata non è andata come era nei nostri piani ma, ragionando a mente fredda, mi è piaciuto compiere insieme a Luca il rito della Via Crucis. È una pratica devozionale che ho riscoperto da poco grazie a mia moglie. Per me diventata presto un’occasione di preghiera ma anche di incontro, per sentirmi appieno parte della comunità parrocchiale. Mi piace pensare che il legame che oggi ho con la Chiesa di Cristo è stato indotto anche da abitudini, da riti compiuti – spesso svogliatamente – insieme a tutta la mia famiglia. La messa della domenica, le feste, le solenni celebrazioni, hanno cadenzato la mia crescita e tutta quanta l’esistenza, legandomi quasi inconsapevolmente alla Parola. Quando è giunto – spesso è inevitabile, almeno per quella che è la mia esperienza – il momento della contestazione, del dubbio, dell’allontanamento, ecco allora che quei gesti abitudinari sono diventati uno strumento prezioso, un appiglio nascosto nel cuore che serve a Dio per sollecitare la conversione, per richiamare a Sé, per invitare. Certo la Fede non può essere rito, non si può esaurire in esso! Sebbene la quotidiana ripetizione di gesti può essere quella strada che introduce Dio nel nostro cuore. Così è stato per me: sono entrato in chiesa e ho ritrovato negli atti ripetuti tante volte una nuova via, un nuovo inizio. Quei doveri imposti sono diventati scelte consapevoli e preghiere condivise.
    Ciò è tanto più vero, nonostante le stonature del prete, le prediche che qualche volta hanno annoiato e scandalizzato quel cuore tumultuoso che si ha specialmente nell’adolescenza. Ciò è tanto più vero, nonostante l’atteggiamento dei “bravi” parrocchiani più a loro agio con i pistolotti e le reprimende che con il conforto del fratello in difficoltà.
    Quante messe sono state per me un interminabile tedio, ma anche e soprattutto piccoli tasselli che hanno aiutato il mio cuore ad aprirsi alla comprensione della preghiera! Se fossi stato altrove sarebbe mancato un mezzo efficace ad impedire che quella voragine che allontana da Dio divenisse ogni giorno di più profonda.
    Mi piace pensare che in un futuro Sabato Santo, in una grande città, mi troverò a passare con Maria Chiara e vedrò un fuoco. Uscirà dalla chiesa un prete svogliato ed una manciata di chierichetti; non si udirà nulla perché una rock band continuerà imperterrita a far musica in un vicino locale. Poi, improvvisamente, una chitarra smetterà di suonare. Sarà un nostro figlio, magari Luca, che vedendo quei gesti sempre uguali, guardando quel fuoco acceso nella notte, si ricorderà di vecchie e noiose preghiere e forse riscoprirà di essere amato e cercato da Dio. Ritroverà la strada che aveva perso, magari grazie alla stonatura di un pessimo prete ed ai volti di cera di fedeli immobili nelle loro panche. La Chiesa è oggi un bicchiere mezzo pieno che sta a tutti noi (con l’aiuto di Dio) rabboccare, ognuno nel suo ruolo, ognuno consapevole dei propri limiti.
    Hai detto bene Paolo: Cristo risorto abita la Chiesa!

    1. Grazie Stefano, ciò che scrivi è sempre molto profondo e utile per approfondire le mie personali riflessioni.
      Ultimamente ho scoperto che “essere in com-unione” significa mettere a disposizione i propri doni per UNIRE e FAR CRESCERE la comunità.
      Tu, quando scrivi, stai facendo questo.
      Grazie.
      (Una carezza al piccolo Luca)

  18. Sabato santo.
    Stavolta niente ritorno nella mia città d’origine, dalla mia famiglia. Non ci voleva.
    Non posso staccare il cellulare, ho una scadenza importante la prossima settimana e, se andrà tutto bene, ancora sette settimane di non vita per impegni lavorativi.
    Però uno stacco ci vuole.
    Mi lascio convincere a partire per una breve fuga dalla metropoli, un giorno e mezzo. Vorrei andare in Valle. In fondo sono solo 200 km. Insisto.
    I miei compagni di viaggio mi propongono 200 km in direzione opposta; la meta è una ricca città del Nord Est che non ho mai visitato. Potremo festeggiare la Pasqua partecipando alla celebrazione in una famosa Basilica.
    Sono troppo stanca per negoziare un’altra meta. Va bene così. Ci voleva, comunque.

    Usciamo dalla cena in un ristorantino che merita la fama che ha. Passeggiando per le vie del centro della ridente città incrociamo molti turisti, ma soprattutto un sacco di ragazzi.
    Sulla piazza del Duomo vedo un signore intento a preparare il fuoco per la veglia pasquale. Siamo in quattro, e solo io intendo assolutamente partecipare alla veglia; uno degli altri tre mi segue, forse per non lasciarmi da sola per le vie della città a noi sconosciuta. Con gli altri abbiamo già contrattato per la Messa domani mattina.

    Mancano pochi minuti alle 21: in piazza i locali che fanno musica smettono, e i giovani nei locali un po’ sbevazzano, un po’ si accostano incuriositi.
    Di gente ne arriva tanta, il Duomo è grande, penso che si riempirà.
    Alle 21 l’altoparlante prega tutti, ma proprio tutti, di andare fuori. Spengono le luci in chiesa.
    Il Vescovo presiede, altri sei sacerdoti concelebrano, siamo in centinaia alla benedizione, ben amplificata nel silenzio intorno.
    Non so se qualcuno abbia fotografato la scena. Spero di sì. Era tutto perfetto.
    A ognuno di noi è stato donato perfino un libretto di oltre 50 pagine che riporta la liturgia e i canti della Veglia per filo e per segno. Lo custodirò per ricordo.
    Ho lodato il Signore per tutta questa perfezione.

    La celebrazione mi sembra partecipata. Tutto fila. Una scena surreale, davvero.
    Così diversa dall’exultet nella mia città d’origine, con il povero parroco che ogni volta accende in diretta il fuoco e sfida frate vento e i suoi scherzetti. E che ho messo in difficoltà con la mia assenza… ci vorrà un altro lettore per l’Epistola!

    Entriamo nella grande chiesa, pienissima. Nessuno ha aspettato dentro, ma tutti la stiamo riempiendo. Il gesto per accendere le candele battesimali è facilissimo: la fiamma passa facilmente da un fedele all’altro, una corale intona l’antico inno in latino e canterà tutti i salmi della veglia. Un certo non so che mi fa sentire al posto giusto nel momento giusto.

    La celebrazione fila via velocissima, tra letture, salmi e sacramenti.
    Sei persone adulte ricevonoil Battesimo, la Cresima e la Prima Comunione. Davvero toccante.
    Tra queste uomini, donne, giovani, anziani, italiani, stranieri. Mi colpisce soprattutto D., il classico ragazzo ventenne come tanti, magari proveniente da una di quelle buone famiglie in cui i genitori non battezzano i figli da piccoli per non prendersi la responsabilità di scegliere per loro.

    In lui, vestito della tunica bianca,
    nel suo sorriso mentre scambia il segno della pace con i suoi amici che sono tutti lì con lui anziché suonare musica dal vivo fuori,
    nell’intensità del suo raccoglimento dopo la Comunione,
    leggo la gioia di credere nel Signore Risorto.
    Mi sono commossa, e mi commuovo ancora, mentre ne scrivo.

    A mezzanotte, dopo una celebrazione durata ben tre ore, ma mai così intensamente vissute, sulla strada del rientro in albergo, straniti, commentiamo.

    Lo Spirito mi ha fatto un gran regalo: ho vissuto una vera e propria parabola della situazione attuale della Chiesa.

    Che fatica a farsi ascoltare, ma ci sono momenti in cui il caos attorno a lei cessa.

    Che fatica a trasmettere la luce, ma che riesce ad arrivare a chi vorrebbe riceverla.

    Che chiede letteralmente con l’altoparlante di uscire in piazza… e se non lo senti, ti serve proprio l’esame audiometrico 😉

    Che, anche in mezzo ai canti in latino, trova le parole per farsi capire.

    Nonostante tutto, Cristo risorto la abita…

    … e lo Spirito Santo si diverte a organizzare scherzetti, a Paolo e a me, e forse non solo a noi 😉

    1. …lasciarsi andare a volte alla corrente degli eventi permettersi di seguirli senza resistenze…
      per ritrovarsi poi CERTI di essere al posto giusto nel momento giusto.

      Ti sei lasciata convincere bene!, proprio in quella città (in cui non saresti voluta andare – benedetta stanchezza e non hai negoziato altro!) proprio lì si stava preparando qualcosa per te.
      E Dio ti voleva là,
      (come oggi mi vuole qua dove sono e domani, chissà…)

      Grazie WW per la simpatica testimonianza! e per il sorriso che mi hai dato!
      grazie allo Spirito Santo!, lo dico sempre io che il nostro Dio è fantastico!!!
      così auguro una buona fantastica giornata a tutti!
      (piena di Spirito Santo e Fantasia).

  19. Riemergiamo dopo qualche mesetto di silenzio e lettura silenziosa…
    Questa è stata una Pasqua di gioia, oltretutto ci prepariamo a celebrare tra poco il battesimo di Paolina e questo l’evento Pasquale ci ha ancora di più aiutati a “preparare il cuore”.

    In altre circostanze abbiamo riflettuto sul medesimo argomento: se è vero (come dice Paolo) che la Chiesa fa fatica a farsi ascoltare in questo tempo da “lupi”.
    E’ anche vero che (almeno x noi) è giunto il tempo della restituzione.
    Nella nostra vita abbiamo avuto la grazia di incontrare tanta gente che ci ha accompagnato nei tortuosi sentieri della vita mano nella mano con Gesù.
    Ora in una situazione in cui i valori Cristiani sono calpestati in ogni sua forma e laddove la Chiesa fa fatica a trovare le parole e i modi di comunicare conta su ciascuno di noi e di voi……

    1. Mi piace la restituzione-gratitudine
      di chi sa e riconosce
      di aver avuto tanto!
      e scalpita-freme per condividere con gli altri
      le cose belle che ha ricevuto in dono!
      trovando possibilità anche nuove e diverse per farlo…

      …perché è uno dei modi per dire “grazie!” a Dio e a tutti: condividere.

      Mt 10,8
      Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

      Grazie, Cinzia e Lorenzo!

  20. Dopo tanti Tridui passati più o meno ben celebrati e partecipati, più o meno sentiti emotivamente, più o meno rivelanti, oggi mi chiedo: “Ma Gesù Cristo, quando è risorto, proprio in quel momento, chi ha trovato vicino a Sè?” ..
    La risposta è “Nessuno!”

    Il miracolo più grande si è compiuto nella notte, nel silenzio, proprio come alla Sua nascita.

    Gli apostoli, poi, non hanno esultato subito … ci hanno impiegato un bel po’ di tempo.

    Quindi, bando alle belle o brutte celebrazioni, bando all’esperienze emotivamente forti o perfettamente insensibili … Anche oggi, come al momento storico di Gesù, ci vuole tempo per assaporare la Pasqua e vivere da “risorti”.

    Ci vuole tempo e poco importa come ci siamo sentiti in questa Pasqua … arriverà “l’ottavo giorno dopo il Sabato” anche per noi.

    Questo lo dico per tutti quanti (e sono tanti) non hanno sperimentato nulla o – peggio ancora – si sono un pochino inquietati; per quelli che avevano il cuore sigillato da una pietra, per quelli che pensano di “essersi persi una Pasqua” o pensieri simili.

    L’importante è Gesù Cristo e l’enorme dono che ci ha fatto il Padre.

  21. Sono reduce da Roma dalla beatificazione del papa. Tre giorni intensi. Tre giorni faticosi. Tre giorni bellissimi. Soprattutto l’attesa con tantissimi giovani che cantavano dentro le chiese aperte per tutta la notte. Un atmosfera da Tabor. Una folla immensa alla ricerca del Risorto sulla nuova strada disegnata da un Santo che porta a Cristo. La Chiesa non è morta, Cristo non è morto. Ha solo bisogno di persone che accettino la Misericordia di Dio. Preghiamo per i nostri sacerdoti. Preghiamo perché diventino santi. Anche loro sono uomini come noi. A noi il dovere di sostenerli.

    1. certo enrico …condivido …
      Preghiamo x i nostri laici, preghiamo perchè diventino santi…(almeno come noi preti)… anche loro son uomini come noi….
      A noi preti il dovere di sostenerli … nel cammino di santità!!

      1. … aggiungerei anche un’altra “categoria”, quella delle anime del purgatorio. Ogni tanto preghiamo anche per loro, in modo particolare per quelle più dimenticate. Ricordiamoci che loro possono pregare per noi ma non possono fare niente per loro. Pregare per loro consiste nel compiere un opera di Carità.
        Dalla novena della Divina Misericordia: “”Oggi portami le anime che si trovano nel Purgatorio ed immergile nell’abisso della mia Misericordia, affinché gli zampilli del mio sangue ristorino la loro arsura. Tutte queste povere anime sono da me immensamente amate; esse soddisfano la Giustizia Divina. È in tuo potere portar loro sollievo offrendo tutte le indulgenze e le offerte espiatorie prese dal tesoro della mia Chiesa. Se tu conoscessi il loro tormento, non smetteresti di offrire l’elemosina delle tue preghiere e di pagare i debiti che esse hanno contratto con la mia Giustizia”.

  22. Cari tutti,
    premetto che rispetto la buona fede e i sentimenti sinceri di chi si è sentito coinvolto nell’evento di beatificazione di papa Giovanni Paolo II, tuttavia mi parso un grande evento mediatico che poco sembra avere a che fare con una fede che molti preferiscono concepire intima e discreta che non ha bisogno di “apparire” e impressionare. So che quello che dico non vi troverà d’accordo ma non potevo fare a meno di dire il mio pensiero e che non me ne vorrete.

    1. Può anche essere che sia stato un evento mediatico, ma per una volta che è stato a favore comunque della Chiesa, della fede, del coinvolgimento popolare con tante testimonianze toccanti ed emozionanti ben venga!! E’ anche questo un mio parere, chiaro che la fede è un fatto intimo ma è comunque bello condividerla: dà un senso di appartenenza!

    2. Ciao Cianzia, rispetto la tua opinione. Ti posso dire che la parte più bella per me è stata l’attesa. Ti assicuro che vedere tante persone che cercano di dormire per terra, pregano per tutta la notte nelle chiese, vedere sacerdoti di lingue diverse che dopo la veglia confessano nelle strade, sulle panchine, per me questo è cercare Dio. Dimostra la voglia dell’uomo di cercare l’infinito.

    3. Ciao Cinzia,
      voglio dirti anch’io quello che penso:
      ti capisco, (come forse ti avrei capita in passato, anni fa, quando Giovanni Paolo II era ancora vivo…)
      E’ vero che ogni evento che passa attraverso i media rischia di essere banalizzato, semplificato, sminuito nella sua essenza. Ma dai media stessi e per la massa.
      Non per chi ha fede.
      Quel giorno ero fuori casa, con molte persone, vedere sugli schermi di televisioni straniere il papa e tanta gente per lui e con lui mi ha rallegrata.
      E’ stato un grande evento mondiale.
      Era comunque una notizia di interesse mondiale.
      Il racconto di Enrico mi ha fatto ricordare quando anch’io molti anni fa cantavo le lodi di Dio e ballavo nelle piazze tante lingue e tanta gente, notti sugli autobus attraverso l’Italia cantando pregando… i grandi raduni… momenti belli che non si dimenticano mai… insomma, dipende da come li si vive, e possono anche essere lampada per qualcuno.
      Ad Enrico dico poi:
      a proposito del latino è stata la lingua comune della Chiesa per tanto tempo, lo è ancora per molte cose… E’ una lingua comune!
      Forse preferiresti oggi l’inglese?
      Io NO.

  23. Forse perchè è un “fatto di Chiesa” e che quindi non può essere un fatto “intimo”?

    La “lampada sul moggio”, la “lampada sul moggio” ….

  24. L’unica cosa che non capisco … chiedo a te Paolo che conosci le alte sfere di intercedere :-). Ma perche ci si ostina a celebrare le messe in lingua latina?

    1. …si dice enrico che il motivo …è il seguente: far capire che la chiesa …ha una sua lingua …- appunto quella latina– sovrumana.. Al di sopra e prima delle altre.. é un linguaggio che supera i secoli …
      i motivi poi xchè si usa il latino forse son anche altri … ma spesso come capita a enrico .. non facilmente comprensibili …
      … ancor meno quando ci si ostina” a dir messa in latino” in contesti – per es. rurali… dove non si parla nemmeno la lingua italiana … ma solo il dialetto…
      .. e dopo la “summorum Pontificum”.. tutto è diventato più semplice .. x chi vuol seguire questa strada!

      1. Grazie Don Sandro. Intendevo proprio questo. Può andare bene come dice Paolo in eventi “eccezioni” ma non capisco in contesti solo “italiani”. Penso che la Parola di Dio debba essere sempre resa accessibile. In modo particolare la Santa Messa che è il momento più alto di incontro con Dio. Se vado in Africa non parlo l’italiano per far conoscere Dio. Qualche volta sentendo parlare di evangelizzazione del terzo mondo (cosa giustissima) mi sono chiesto: ma a noi chi ci evangelizza. Non so, forse è una mia percezione ma qui da noi molte cose sono date per scontate. A quaranta anni ho acquistato un libro che spiegasse la Santa Messa ecc ecc. Quanto scritto non si legga come una polemica: “Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica”.

  25. Un evento di quelle proporzioni non può che essere mediatico, si tratta solo di prenderlo per il verso giusto, senza polemiche. Penso che sia stato una bella manifestaIone di fede da parte di chi ha partecipato… La messa in latino, davanti a un milione di persone provenienti da mille paesi e una buona soluzione!

    1. temevo che il mio pensiero avrebbe infastidito, perchè ancora una volta ci si deve adeguare ed evitare di esprimere opinioni discordanti altrimenti si viene accusati di essere polemici. Per dirla tutta avrei desiderato che fosse stato beatificato anche Monsignor Romero che è stato trucidato in difesa dei diritti dei più deboli e che papa Giovanni Paolo II ebbe modo di incontrare ma che forse non era gradito dalle alte sfere vaticane. Anche alcuni sacerdoti “di strada” hanno sofferto del mancato riconoscimento pubblico di un’uomo di fede che ha dato la vita per ciò in cui credeva.
      Potrò ancora partecipare al vostro blog?

      1. Cara Cinzia, sul Post Ciechi, vai a riguardarlo se vuoi, io avevo accennato a posizioni simili alle tue.
        Ti ho detto che ti capisco.
        Anche se le mie posizioni sono ancora diverse ma non ne voglio parlare qui.

        Il partecipare al Blog non richiede un rilascio da parte di nessuno di nessuna tessera, grazie a Dio! e rileggiti tutto quello che sempre diciamo a proposito di questo, per favore, non voglio ripetermi ancora! Il Blog non è nostro siamo qui ospiti, dipende da noi il saperci rapportare gli uni agli nel rispetto di tutti.
        Dipende da te decidere a cosa puoi partecipare… che domande!, io ti dico: certo che sì! e sono sicura che tutti direbbero la stessa cosa.
        Non siamo qui perché pensiamo allo stesso modo, e abbiamo lo stesso colore di occhi o marca di scarpe. Siamo qui perché abbiamo la stessa fede, chi più chi meno, e siamo tutti in cammino.
        Dio su tutti e prima di Tutto.

      2. non sei l’unica Cinzia, anche io ho sempre avuto perplessità su Giovanni Paolo II (preferisco altri papi che purtroppo stanno andando nel dimenticatoio, ma sai comè il potere dei media certe volte maschera la realtà)….

        Nonostante questo rispetto la fede di altri, di chi è andato a Roma. Mi ha comunque fatto piacere che domenica scorsa la gente è scesa in piazza per un motivo religioso e non per una partita di calcio o per stupidaggini come avviene troppo spesso!!! E’ già bello questo.

        Ti ringrazio anche del pensiero su Romero. Che in molti non sanno manco chi è.

        buona giornata

  26. L’atra faccia della medaglia. Guardavo su internet le foto di ragazzi in festa per strada per la morte di Osama. E dire che Cristo a pagato a caro prezzo anche per quel sangue. Quando noi uomini capiremo che solo l’amore vince?
    “Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero”

    1. Quando muore qualcuno, chiunque egli sia, le prime parole che sempre mi vengono in mente, silenziose, sono: “l’eterno riposo…”
      amen

  27. Ecco Enrico, forse è proprio su questo che dovremmo essere polemici: la festa di popolo per un uomo morto che per quanto assassino e terrorista sempre uomo è.

    Su questo dovremmo polemizzare e in modo bello deciso e forte anche.

    Comunque la santità anche se è riconosciuta dalla Chiesa fatta da uomini è sempre su indicazione dello Spirito Santo … Difficile spiegarlo, ma non mi sento di dire “perchè questo sì e l’altro no?”

    Pasqua, signore/e, Pasqua che passa da un Venerdì santo,

  28. Scusate ma a prescindere da chi è andato a Roma o meno, penso che la fede sia Cristo. I santi sono delle strade che portano a Cristo. Ognuno di loro ha una spiritualità diversa come siamo diversi tutti noi. Ma la fede è unica. Ben vengano altri santi agli onori degli altari. I santi per me sono persone come noi che hanno preso sul serio il vangelo. Che ci dicono che possiamo salvarci anche noi. E comunque se la nostra aspirazione è la salvezza anche noi (speriamo tutti) un giorno saremo santi. Andare in Paradiso equivale a essere santo. Tutto sempre per grazia. Questo è il mio pensiero. Se legge qualche teologo magari me le canta 🙂

    1. giusto Enrico. Infatti i santi sono da seguire non da venerare.
      Mi è piaciuta tanto una frase di un giornalista che ha scritto : “Ho incontrato più volte Giovanni Paolo II e sono fiero di non avergli mai baciato la mano. Coltivo l’idea che apprezzasse di essere trattato da uomo e non da Dio.”

  29. Stamattina ho fatto “salti mortali” per partecipare alla messa. Sono arrivata in ritardo. Ma ho seguito abbastanza per poter ascoltare le parole di cui avevo bisogno: “non capisco bene, ma mi fido”.
    Si, non capisco ancora bene, non so molto, so che Tu ci sei!
    Ieri avevo dei dubbi che mi assillavano da tempo, sulla devozione. Non mi sento devota ai Santi come vedo intorno a me tamte persone. Non riesco ad accendere una candela senza sentirmi in difficoltà, forse come un po falsa…
    Oggi queste parole mi hanno illuminata! Si, non capisco bene la devozione, non la sento profonda in me. Però la Chiesa mi dice di pregare i Santi, che possono intercedere per me, per noi. e allora mi hai indicato la via dell’umiltà. Anche se non lo capisco mi fido, della Chiesa, di Te, e non voglio essere superba nel credere di poter fare da sola, con Te. Pregherò i Tuoi Santi, pregherò con loro Te, perchè segua sempre la Tua via. Grazie Signore Gesù!

    1. I santi hanno imitato Gesù, ognuno di loro vivendo la sua propria realtà, condizione e mestiere!… ecc ecc, e questo ci dimostra che anche noi, vivendo le nostre proprie realtà, condizioni e mestieri, possiamo imitare Gesù: i santi indicano Lui, da cui discende tutto!
      Mi piace la Comunione dei Santi, eppure penso anche che le preghiere di intercessione rivolte SOLTANTO ai santi, siano, secondo me, ad un altro livello rispetto alla preghiera rivolta direttamente al Padre, ma questa è solo una mia opinione…

      1. “Mi piace la Comunione dei Santi, eppure penso anche che le preghiere di intercessione rivolte SOLTANTO ai santi, siano, secondo me, ad un altro livello rispetto alla preghiera rivolta direttamente al Padre, ma questa è solo una mia opinione…”

        Una non esclude l’altra! 😉

        1. Ciao Laura!
          Certo che l’una non esclude l’altra!
          “…E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.”
          Infatti io io ho detto “SOLTANTO” e ho parlato di “livelli”!

          un sorriso e un abbraccio a te!

  30. Mi fa piacere aver scatenato un vivace scambio di opinioni. Condivido le parole di Vito Mancuso (anch’egli non proprio ben visto dalla Chiesa tradizionale): “il vero uomo è l’uomo libero. La vera libertà però è anzitutto interiore, perché ciò che impedisce alla nostra vita di essere autentica sono le menzogne che diciamo a noi stessi, all’origine di quelle che diciamo agli altri. È la libertà da se stessi a rendere la vita veramente libera e quindi autentica. Ma come si diventa liberi da se stessi? E poi, vale davvero la pena vivere una vita autentica in un mondo basato sulla finzione?”……

    1. Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”.

      Solo la Parola di Dio, ascoltata, masticata e messa in pratica, ci porterà ad essere veramente liberi da noi stessi e dagli altri.

    2. Cinzia, mi sembra che le domande (forse domande retoriche, almeno l’ultima, in particolare!?)
      siano mal poste…
      mi piacerebbe leggere tutto il contesto…

      Dal mio punto di vista, autenticità e sincerità sono essenziali.
      Comunque e dovunque.
      Per me vivere E’ vivere una vita libera ed “autentica” – punto – Non vedo altri modi.
      O meglio:
      desiderare di farlo e continuamente provare e tendere a farlo… rimuovendo la finzione del mondo che sporca e contamina tutti, anche me.
      Perché nasce, spesso, anche dentro di noi.

      Come leggo ti ha detto anche Michaela, (che saluto!)… confrontandoci con la Parola, piano piano, la verità ci farà liberi… sì! e a me piace soprattutto citare (o parafrasare!) il vangelo e la bibbia.

      1. Vera, se vuoi ti consiglio di leggere i libri di Vito Mancuso che magari già conoscerai per comprendere anche il mio pensiero di credente sempre alla ricerca di comprendere anche libera di dubitare, se è il caso. Io appartengo a quella generazione che rifiutava la religione in quanto “oppio dei popoli” e che in questi ultimi anni cerca di rimettere tutto in discussione, con molta umiltà, percorrendo un cammino di ricerca molto faticoso. Certo sarebbe tutto più facile accettare delle “verità prestabilite” e ti posso assicurare anche meno doloroso. Ciò nonostante ho deciso di andare avanti e di non scoraggiarmi se nel mio percorso spesso ci sarà chi mi farà sentire a disagio con le sue certezze. Pazienza. Spero di farcela.

        1. ognuno ha il suo percorso, il suo momento. Ti auguro di farcela!
          Ora stiamo camminando insieme, spero di non esserti di ostacolo con le mie poche certezze, ho anche molti dubbi…come tutti credo. Nessuno può dire di non avere mai dubbi, solo certezze. Sarebbe preoccupante.
          Ti abbraccio 🙂

        2. Diffido di coloro che non hanno mai provato difficoltà a credere, forse è perché non hanno ben capito di che cosa si tratta (J. Green).

          Molti santi hanno vissuto momenti di buio spirituale. Non lasciarti scoraggiare dai tuoi dubbi che ti assicuro sono comuni a molti. La fede va nutrita, impegnati solo nel cercare di fare questo. Tutto ciò che manca lo aggiungerà Dio.

        3. 3 gennaio 1948 dal libro “Lui e Gabrielle Bossis”

          “Riprendi fiducia e ricomincia il tuo umile cammino, sempre più vicina a me.
          Sai che non hai solidità e che i tuoi fondamenti non possono essere che in me.
          Quando crolli, io prendo le macerie e rifaccio un tempio nuovo più bello, perché ti sei umiliata.
          Pensa a questo per riuscire ad amare l’umiliazione.
          Non l’ho vissuta io stesso per tutta la mia vita terrena?
          Io, Dio! Quale compagna, figlia mia! … Vedi, ciò che affligge l’amore è l’indifferenza, è l’apatia, è l’inerzia: molte anime sono con me cose se io fossi ancora morto.
          Ma sono vivo, figlia mia, e sono vicino a loro, dentro di loro, aspettando che mi parlino, che mi sorridano e che il loro cuore batta un po’ per me.
          Esigo così poco! Sono contento così presto …
          Chiedo solo di essere invitato e m’incarico io della festa”.

          “Ricordi? Sul Sinai solo Mosè poteva avvicinarsi a Dio. Se altri varcavano il limite ai piedi della montagna, erano colpiti a morte. Ora che sono venuto io a morire per voi, vi dico: Avvicinatevi. Venite ad amarmi senza timore. Perché vi amo”.

          “io voglio mantenere il mio Fuoco in te, non perché tu bruci sola, ma perché tu propaghi l’incendio segreto …”

  31. Cara Cinzia,
    a proposito di generazioni… io sono nata nel 1964; e tu?!
    E so che la nostra vita è un soffio. E’ breve. Mi piacerebbe leggere molti libri, e so che non riuscirò a leggerli tutti, e tanti ne leggo.
    (immagino una grande biblioteca nel mio paradiso!)
    oppio dei popoli… verità prestabilite…. so cosa vuoi dire… ma l’esperienza di fede è un’altra cosa, diversa dalle parole. (e da QUELLE parole.)

    Confido e sono certa che Dio ha dato dà e darà anche a te, come a tutti coloro che ogni tanto si affacciano qui e ci rimproverano certezze, la possibilità di accedere alle vostre proprie personali certezze, fossero anche quelle di non averne a sufficienza, secondo voi, per le esigenze della vostra propria vita. E che questo vi spinga a decidervi, ad agire, a capire da che parte volete e potete stare, a mettervi all’ascolto, a seguire e imparare a conoscere Gesù, umilmente, con semplicità, come stiamo facendo noi qui…

    Allora io ti dico, se siete qui e mettete a disagio anche me, credimi, con uno scoraggiamento talvolta poco costruttivo…. (insomma Dio in qualche modo si è fatto vicino e accessibile a tutti e non lo dico solo io questo… e io non posso, non posso davvero dovermi trincerare dietro probabili dubbi che possono esserci certo, ma io ho anche il dovere di testimoniare e render conto della mia fede. e lo faccio. e guai a me se non lo facessi… la fede con tutto quello che comporta… (e che non è SOLO svolazzamento di angeli e pianto alle celebrazioni o chiedere aiuto a Dio quando siamo nei pasticci e sentimenti celestiali di varia natura…)
    … Se siete qui, dicevo, state cercando qualcosa, e chi cerca con sincerità, stai tranquilla, trova! credimi.
    “cercate e troverete chiedete e vi sarà dato bussate e vi sarà aperto….”

    Se cerchi Dio con cuore sincero guardati bene intorno o apri gli occhi, magari è già lì e non te ne accorgi.
    Le mie saranno opinioni, prendile come vuoi. Io non conosco la strada che tu stai percorrendo… o la tua fatica nel percorrerla… (scusami…)
    La storia che ti è toccato vivere!
    Ma io mi fido di Dio e so LUI che non è SOLO per me.
    So che tutti possiamo farcela in Lui e con Lui. Se lo vogliamo davvero.
    Se magari smettiamo di, permettimi il termine, “invidiare” le certezze degli altri per scoprire finalmente le nostre proprie certezze!

    (un abbraccio, certo che puoi farcela).

    1. Care Laura e Vera,
      non era mia intenzione ferirvi nell’esprimere il mio pensiero. Mi rendo conto che è difficile approfondire un argomento così delicato e profondo in un contesto come questo, meriterebbe spazi e tempi diversi. Non mi permetterei mai di giudicare il vostro modo di vivere la fede. Anzi, a volte leggo nei vostri messaggi una serenità che davvero vorrei avere che mi fà riflettere e che spero mi possa contagiare.
      Di me posso dirvi che ho 52 anni, sono sposata ed ho due figli di 15 anni. Ho frequentato scuola materna ed elementare gestite da suore delle quali purtroppo non ho buoni ricordi. I loro metodi coercitivi, le punizioni, i sensi di colpa e la terribile paura del diavolo che ci dicevano poteva essere dappertutto mi hanno resa insicura e diffidente. Sono cresciuta in una famiglia numerosa con scarse disponibilità economiche ma ricca di valori morali. Con l’adolescenza sono incominciate le contestazioni con l’impegno politico militante ed il femminismo che non rinnego perchè hanno rappresentato – nel bene e nel male – una parte importante della mia vita. Per non pesare sulla mia famiglia, ho iniziato a lavorare giovanissima in uno studio legale e la sera studiavo per il diploma in corrispondente commerciale in lingua inglese. Successivamente ho lavorato per importanti aziende sino a ricoprire ruoli di responsabilità. A 30 anni mi sono sposata per amore, dopo diverse storie finite male. A 36 anni sono nati i miei figli che oggi hanno 15 anni. La mia vita lavorativa di donna “in carriera” si è interrotta dopo due anni dalla loro nascita per scelta obbligata in quanto l’azienda per cui lavoravo non mi ha concesso alcuna agevolazione d’orario per potermi occupare della famiglia. Così, dopo vari tentativi con baby-sitter e asili nido ho sentito la necessità di fermarmi per fare la mamma a tempo pieno. Dopo qualche anno ho ripreso a lavorare saltuariamente fino ad oggi: impieghi precari spesso frustranti ma che tuttavia mi consentono di contribuire al bilancio famigliare. Nonostante tutte le mie contraddizioni ed il mio matrimonio solo con rito civile, ho voluto che i miei figli fossero battezzati, prendessero la prima comunione e la cresima. I problemi sono iniziati (per me) quando i miei figli hanno iniziato a chiedere perchè dovessero andare in chiesa quando noi genitori non ci andavamo mai e questa domanda mi ha mandato in crisi. Da qui è cominciato il mio cammino, da sola, perchè mio marito che non è credente non sente questa necessità.
      Questa è la mia breve (!) storia.
      Grazie per avermi ascoltato. Un abbraccio.

      1. Carissima,
        la tua storia non è molto diversa dalla mia e da quella di molti altri cercatori di Dio.
        A me sono successe quasi le stesse cose.
        Poi un giorno (una grave malattia di mia figlia) ho avuto bisogno di Lui e Lui mi ha ascoltato. A quel punto non potevo tornare alla vita di prima: dovevo scoprire chi era!
        Ho cominciato a cercarLo dappertutto, cercando ogni più piccolo segno della Sua presenza nella mia vita; ho voluto saperne di più, conoscerlo meglio; ho cominciato a leggere il Vangelo (sempre commentato, perchè senò chi ci capisce), frequentare la parrocchia, corsi biblici, esercizi spirituali… insomma “cercasi Dio disperatamente”…
        Alla fine l’ho trovato, anzi Lui mi ha trovato!
        Non mi ha risolto dubbi ed incertezze, ma mi ha cambiato la vita, trasformandomi in una persona nuova.
        Adesso continuo faticosamente a camminare, perchè per me la fede è fare due passi avanti e uno indietro, ma nel profondo del cuore “sento” che davvero Lui è la Via, la Verità e la Vita.
        Continuiamo a camminare insieme se vuoi, condividiamo senza paura dubbi, gioie e frustrazioni (anche curiosità): la Chiesa di Cristo è fatta di giovani agnelli scalpitanti di conoscere e di correre avanti; di vecchie pecore dal passo lento e misurato; di pecore madri stanche e affaticate.
        C’è posto per tutti. Le grandi braccia aperte di Gesù sulla croce non escludono nessuno, ma sono lì ad accogliere chiunque alzi lo sguardo su di Lui.

        Ti abbraccio forte forte, con affetto e simpatia

        1. Grazie Cinzia e Lucia1 della vostra testimonianza …
          … come minimo … un forte abbraccio ve lo meritate .. tutto !

      2. Cara Cinzia,
        non mi hai affatto ferita, tranquilla! Piuttosto non vorrei mai farlo io, ferire te o qualcun’altro che per me rappresenta semplicemente un’altra me in un’altro momento della vita. A volte vedo me stessa in qualcuno che mi capita vicino, riconosco certi atteggiamenti, pensieri…e la cosa non mi ferisce affatto, capisco perchè l’ho vissuto anch’io.
        Certo non posso rinnegare le certezze che mi sono state donate, e farne partecipi gli altri mi sembra giusto, per questo lo faccio.
        Ma come ti dicevo, non ho solo certezze, anzi! E la mia vita non è perfetta, ma faticosa come quella di chiunque altro (anzi per tanti è molto più faticosa e dolorosa, specie per chi non ha ancora riconosciuto l’Amore del Signore che gli è vicino).
        Ti ringrazio per averci raccontato un po di te, e per essere ancora qui con noi.
        Lo stai cercando, per me vuol dire che è Lui che sta bussando…ma te ne accorgerai tu stessa, quando sarà il momento!
        Ti abbraccio, sorellina! 🙂

        1. Cara Laura, è bello che mi chiami sorellina. Mi sarebbe piaciuto averne invece ho tre fratelli più grandi di me, e non è proprio la stessa cosa.
          Grazie anche a te per il sostegno e spero che approfondiremo la nostra conoscenza.
          Ti abbraccio

          1. Allora a presto, sorellina! Se vuoi puoi chiedere il mio indirizzo mail a Vera. Un abbraccio

  32. Carissima Cinzia,
    le ferite che mi fanno davvero male sono quelle che io posso fare agli altri magari senza volerlo, quasi come un effetto collaterale del mio agire parlare ed essere, me ne scuso se questo può accadere anche qui.

    Ti dicevo ieri che la fede comporta molte cose, la verità, anche per chi dice di credere, non è “prestabilita” e la sua ricerca comporta dolore per tutti.
    pace serena e anche dolore. nei giorni. negli anni.

    Pochi gli anni di differenza tra noi, e abbiamo vissuto atmosfere vicine, da ragazze. Ti ho detto che ti capisco!
    Poi… storie un po’ diverse le nostre, ma sfondi comuni e desideri simili. Lavoro, famiglia…: credi, ti capisco, e io sono più pudica a parlare di me, qui, grazie e te invece per la tua schiettezza.
    Tempo fa ho pubblicato una mia email, se ti va possiamo approfondire da lì, ma non è questo che conta adesso…

    ciò che conta è il PRESENTE, quello che viviamo adesso, non più, ormai, cosa è stato ieri, quello che ci ha portato qui… ma che è comunque già stato!
    e non possiamo più farci nulla ormai per cambiarlo, per farlo diverso o migliore, SE NON ILLUMINARLO con la Parola di Dio come un FARO RETROATTIVO per capire la nostra storia di sempre E DECIDERE OGGI il nostro futuro.

    E vedere quanto e come Dio ci ha guidato e continuamente amato ed è sempre stato presente più di noi, a noi stessi.
    E ti aspettava qui. Lui ha messo nel tuo cuore il desiderio di far comunque ricevere i sacramenti ai tuoi figli e Lui ti aspettava qui, davanti alle loro legittime domande!

    Benedetti figli adolescenti che chiedono coerenza, verità, ragione di ciò che facciamo. Questo ci costringe ad interrogarci, a dare risposte a noi prima che ad altri.
    E le risposte arriveranno, forti e decisive.
    Fulmini e luce per noi e per tutte le persone che a noi sono affidate.
    Ora smetti i ragionamenti umani, sospendili per un po’. Se puoi. Grazie!

    Ora tocca a te: permettiti di entrare in una dimensione diversa: prega, accostati ai sacramenti come puoi. Avvicinati alla Parola.

    Preghiamo insieme affidando il nostro mondo e noi stesse a Dio che tutto sa e tutto può.

    1. Grazie Vera per le tue parole di incoraggiamento. Mi piacerebbe approfondire la nostra conoscenza magari da quella mail di cui parlavi. Non amo i social networks (Facebook, twitter, ecc.)perchè è un pò come aprire la finestra far sapere a tutti i fatti tuoi, con i rischi che ciò comporta. Forse sarà l’età?……..In questo blog mi sono fidata e vi ho raccontato un pò di me, forse dilungandomi troppo ma ho voluto immaginare di avervi di fronte e così è stato più facile.
      Quanto mi suggerisci lo sto già facendo, a modo mio appunto. Ascolto i commenti di Paolo, ascolto “dieci cammelli inginocchiati” di Padre Ronchi sulla preghiera che ho trovato molto intenso e coinvolgente, ho iniziato a leggere il vangelo con qualche commento per facilitarne la comprensione, mi sono avvicinata in punta di piedi a Famiglia Cristiana (che un tempo giudicavo troppo di parte) e che oggi si rivela per me una sorpresa ricca di articoli interessanti ed utili. Amo i libri che parlano di Gesù, di fede e religione scritti da coloro che credono ma anche da chi si definisce non credente. Perchè ritengo che bisogna avere una visione ampia dell’argomento per poter farsi una propria opinione.
      L’avvicinarmi al rito domenicale o in altre festività è per me ancora difficile. Preferisco entrare in chiesa quando è vuota (adoro le chiesette di montagna), mi piace stare lì in silenzio per sentirLo vicino a me. Per il resto ho ancora bisogno di tempo e di imparare a fidarmi un pò di più.
      Spero che con il vostro sostegno potrò migliorare.
      Mi unisco alle vostre preghiere e vi abbraccio.

      1. Ciao Cinzia, scusa se mi permetto di darti un consiglio ma la tua frase “L’avvicinarmi al rito domenicale o in altre festività è per me ancora difficile” non mi lascia tranquillo. Posso immaginare che oggi ti viene difficile avvicinarti al rito domenicale ma, anche se non capisci pienamente il senso, nutri la tua fede anche e soprattutto con la Santa Messa e con i sacramenti (penitenza e eucarestia). Vedrai che col tempo riuscirai a capire molte cose e a fidarti di Lui. In questo momento, offri a Cristo il tuo stato, offri l’andare a messa anche se non capisci appieno il senso. Stai tranquilla che Lui capirà, apprezzerà e ti farà capire quanto ti Ama. Di questo sono ne certo. Se leggi la vita di qualche santo, potrai verificare quanto loro si sono fidati di Lui anche se non capivano. Molte volte si sono fidati gettandosi quasi nel vuoto … il loro affidamento è stato ricambiato pienamente ….
        Il consiglio ti arriva da uno che fino a poco tempo fa era un “pasqualino” e “natalino” ….

        1. Ciao a te Enrico, è mia opinione che partecipare alla Messa sia una cosa seria e per credenti senza se e senza ma, come sono io. Ancora provo disagio quelle poche volte che mi capita di prenderne parte perchè spinta da qualche mio conoscente praticante. Per questa ed altre ragioni credo sia inopportuno prendere l’eucarestia.
          Io di Gesù mi fido, meno dei componenti della Chiesa che in Suo nome decidono cosa è bene e cosa è male ed in questo modo allontanano le persone.
          Mi piacerebbe avere un padre e/o una madre spirituale che mi facessero cambiare idea. Chissa che in questo blog non si proponga……

          1. Ti capisco anche io credevo non fosse bene prendere l’eucarestia ecc ecc. Col tempo ho capito che dovevo permettere a Cristo di amarmi per quello che sono.
            Lo so, molte volte la chiesa sbaglia ma Gesù ha voluto affidare la chiesa a Pietro un uomo come noi con tutti i rischi e non a un angelo sceso dal cielo.
            Benissimo per un padre spirituale, magari se cerchi hai già qualcuno vicino a te.

          2. Cara Cinzia, dici che di Gesù ti fidi, allora continua a fidarti e fa quello che Lui ti dice: vieni!
            E’ Lui che si fa presente nell’Eucaristia, è Lui che vuole venire da te, come in ogni uomo.
            Fidati e non dar retta a quei pensieri che ti allontanano da Lui, che ti fanno credere che non devi prendere la comunione…
            Certo che la Messa è una cosa seria, che Gesù che viene è una cosa seria, ma proprio per questo tu ti lasci sfuggire l’occasione per accoglierLo?
            Lascia da parte tutto quello che pensi della Chiesa e delle persone, e guarda e pensa solo a Lui!

  33. Proprio adesso ho ascoltato il commento di Paolo al Vangelo della prossima domenica e mi ha molto colpita perchè parla proprio dei “pastori” che guidano la nostra vita.
    Interessante la riflessione sul lato “umano” degli uomini di Chiesa ed in quanto tali, delle loro possibili debolezze. Ne ho proprio parlato nel mio ultimo commento.
    Grazie Paolo per le tue parole che mi danno speranza.

    1. Ciao Cinzia,
      mi permetto anch’io di darti un consiglio: non ti privare della grazia di partecipare all’Eucaristia; non confondere l’Eucaristia con “la chiesa”: l’Eucaristia è il corpo di Cristo, vivo e presente in mezzo a noi, la chiesa siamo tutti noi, poveri peccatori, che ci raduniamo intorno a Lui, per nutrirci di Lui, per cercare di essere come Lui, ognuno con il suo fardello di limiti e di virtù (anche il papa, i cardinali, i vescovi, i preti e tutti noi laici).
      Mi piace pensare che il Signore abbia scelto proprio Pietro a rappresentarLo per ricordarci sempre che non ci chiede di essere un popolo di “perfetti”, ma di “perdonati” (a renderci santi ci pensa Lui con la sua grazia).

      Per quanto riguarda padri/madri spirituali, mi sembra che qui il Signore te ne abbia messo a disposizione un bel po’, non stiamo forse già camminando insieme?

      Ti abbraccio forte “sorellina” di tutti noi.

      1. Cara Lucia, grazie per il calore delle tue parole. Percorrere assieme questo cammino mi fà sentire in “famiglia” e attenua la mia solitudine.
        Un abbraccio

    2. Ciao Cinzia,
      a proposito della messa, ti consiglio di parlarne personalmente con un sacerdote, di usare i sacramenti che puoi, e in questo di fidarti, sospendendo i pregiudizi.
      Anch’io ho incontrato sacerdoti diversissimi tra loro… santi e meno santi… tu non preoccuparti, credi che quando amministrano i sacramenti, puoi fidarti di loro!, puoi sentirti nelle mani di Dio, (non guardare i loro problemi e i loro peccati e la loro incoerenza, sono uomini come noi. e si confessano pure loro…) fidati!, non autoescluderti giudicandoti non pronta,
      e chi lo è mai!…
      stiamo parlando di cose serie, appunto! allora è tanto più importante farti consigliare da chi può e sa, più di te e di noi. (Chi può e sa per grazia dell’Unico Sacerdote. Gesù Cristo.)

      Ma non escluderti da sola a priori giudicandoti non pronta, valuta bene se lo sei o no, e fatti aiutare! il Blog non è la vita e noi per quanto vicini, non potremo mai sostituire qualcuno che ti asciughi le lacrime, se serve.

      Io sono qua, altri sono qua, se vuoi parlare e confrontarti, come facciamo; ma sempre, io credo, il lavoro più grande è quello che ognuno di noi fa su se stesso con difficoltà e sincerità guardandosi dentro guardando la chiesa comunità dei fedeli ascoltando la parola. pregando e sperando.

      un abbraccio

      1. Vera, non è così semplice per me parlarne con un sacerdote. Ci ho provato, anche di recente, ma non mi sono sentita accolta. Era proprio un sacerdote che stimavo molto perchè in passato era apparso aperto e disponibile ma ora è cambiato, mi è apparso più rigido e intransigente. Pensa che anni fà andavo solo alle sue Messe proprio per ascolate le sue parole e qualche volta ci fermavamo a parlare un pò. Oggi è molto impegnato perchè si occupa di mille cose e forse proprio per questo non ha più tempo per quelli come me. Questo è soltanto una delle delusioni avute, evito di raccontarne altre.
        Continuerò comunque a guardarmi attorno e chissà che il futuro non mi riservi qualche bella sorpresa.
        Ora sono contenta di stare tra voi per la serenità che mi date.
        Un abbraccio anche a te.

        1. Mi dispiace,
          e anche in questo ti capisco!
          prega per lui, povero sacerdote, sarà pieno di cose da fare: che non si perda tra le cose da fare!,
          prega per lui perché, senza volerlo, ti ha ferita, perdonalo.
          E guarda avanti.

          A messa, domenica da noi, c’era un sacerdote ospite, di passaggio, che mi sembrava triste e arrabbiato…
          ma appena ha aperto bocca…
          si è illuminato ed è stato grande! bravissimo!, ha parlato coinvolgendo tutti, (e ci faceva parlare e rispondere in coro…) e chi lo avrebbe mai detto?!… l’apparenza può ingannare, sì, l’ho visto ancora una volta…

          E pensa che le belle sorprese arrivano inaspettate.
          le tue si stanno preparando già!!!
          mi sembra di sentirne il profumo!

          1. Si Vera, preghiamo per i nostri parroci, preghiamo perche non si perdano tra le cose da fare ma guardino all’essenziale. Aiutiamoli anche noi nel loro/nostro cammino.
            Magari Cinzia puoi fargli notare col sorriso e qualche battuta che hai bisogno di lui…
            Al mio parroco (che ho soprannominato “Marta”) ogni tanto gli faccio qualche battutina …

  34. Forse avete ragione voi Vera ed Enrico, dovrei modificare il mio atteggiamento e comprendere che tutti possiamo sbagliare. La mia eccessiva sensibilità e il timore del giudizio altrui spesso mi fa apparire rigida ed intransigente, esprimere il mio parere non sempre è gradito e può condizionare irrimediabilmente il rapporto con gli altri. Ma ognuno ha la sua storia ed il suo carattere; personalmente stò provando ad essere più accogliente e meno “tagliente” e spero di riuscirci.
    Nonostante tutto però qualcuno mi ha anche detto che sono simpatica e che ho la battuta pronta. Vuol dire che qualcosa di buono ce l’ho anch’io…..

    1. le mie parole possono essere banali e superficiali, sono giovane quindi magari Vera, Enrico, Lucia e tutti gli altri sanno dare dei consigli in più.
      Io comunque dopo la cresima (come ormai la maggior parte dei ragazzi) ho smesso di frequentare la chiesa.
      Dopo qualche anno però ho cominciato ad aver problemi anche a scuola, ansia, stress etc. E grazie all’aiuto di persone vicine ho riscoperto la fede. Leggo tantissimo e scrivo a preti, scrittori per delle spiegazioni, chiarimenti. La fede è tutto un dubitare, quando avremo finito le domande vuol dire che siamo morti dentro. Anche il nostro rapporto con le persone e col partner è fatto di domande, finchè ci chiediamo “cosa rappresenta il mio partner per me?” il rapporto va avanti,perchè così scopriamo e conosciamo sempre più cose su di lui/lei.

      Riguardo alla Chiesa e i preti ormai certe cose mi scivolano via. Io non ho mai condiviso il Vaticano, ma credo sia una battaglia persa. Meglio pensare a se stessi e stare nella Chiesa, possibilmente in una comunità che sentiamo vicina.
      Di preti Cinzia ne trovi quanti ne vuoi anche “virtualmente” in internet e nei libri.
      Giusto per citarne qualcuno don Marco Pedron, David Turoldo…. prendendoli con le pinze anche Alberto Maggi e don Gallo qualcosa hanno da insegnare.

      1. Le tue/nostre parole non saranno mai banali o superficiali se arriveranno dal cuore e sapremo rimanere umili: “Beati gli umili, perchè di essi è il regno dei cieli.”
        Per quanto riguarda il vaticano, quindi anche il papa attuale, mi sento di darti un consiglio: ogni tanto come lettura scaricati le sue omelie e le udienze del mercoledì.
        Purtroppo, essendo poco mediatico è poco ascoltato. Ma sono del parere che abbia molto da insegnarci nel comprendere il vangelo.

        1. Caro Enrico io sono più per i fatti.
          Ratzinger è un grande teologo, nessuno lo mette in dubbio, ma finchè le parole rimangono lì io ho sempre qualche perplessità.
          Sarò io cieco? Beh prego allora che lo spirito santo mi apra gli occhi, altro non so che dire. 🙂

          Prima ho citato anche don Gallo… qualcuno lo classificherà pazzo, scemo, rincretinito però per me è il Vangelo vivente. Ha messo la sua vita al servizio degli ultimi pur magari predicando castronerie e non cose da teologia. E morirà per gli ultimi.

          1. papa Roncalli era anziano anche lui, è stato papa meno di Ratzinger e ha cambiato la Chiesa.
            Poi le vie del signore sono infinite, magari nei prossimi mesi, anni il papa attuale risulterà il migliore di sempre. Aspettiamo. Io comunque continuo il mio percorso di fede indipendentemente da cosa succede a Roma 🙂

          2. Caro Simone, ognuno di noi ha dei talenti che gli sono stati donati da Dio. Ognuno di noi è importante nel progetto di Dio nella sua chiesa.
            Come nel nostro corpo tutte le membra sono indispensabili per il buon funzionamento, ognuno di noi è importante per il “buon funzionamento” della chiesa che è il corpo mistico di Cristo.
            Può il nostro corpo essere composto da sole mani o da soli occhi ecc?
            Non credo che funzionerebbe bene.
            Tutti quanti siamo componenti della chiesa e tutti quanti dobbiamo collaborare con i nostri talenti aiutandoci a vicenda. Che lo Spirito ci elimini dagli occhi la nebbia che ci impedisce di vedere Cristo nel prossimo.
            Certo, se noi non siamo disponibili alla volontà di Dio il suo progetto andrà avanti ugualmente con l’aiuto di qualcun altro che sia disponibile alla Sua volontà.
            Mi immagino la chiesa (corpo mistico), come una bilancia a due piati, quello che non fa uno viene fatto da un altro.
            Chissà quante persone troveremo in paradiso che si sono salvate o che ci hanno salvato per una preghiera, sofferenza ecc. Che gioia proveremo nello scoprire.
            Certamente la chiesa ha bisogno di mani e quindi di fatti, ma le tante suore che hanno donato anche a noi la loro vita e si sono rinchiuse in un monastero di clausura a cosa serviranno mai?

          3. vorrei replicare sulle suore di clausura (non credo sia uno stile di vita molto evangelico) ma non voglio prendere il controllo del blog.
            Ho già espresso il mio pensiero abbastanza.
            Ti ringrazio comunque dell’attenzione che hai posto comunque a leggere i miei messaggi. Condivido comunque appieno ciò che dici che “ciò che non fa uno lo fa un altro” 🙂

      2. E’ ovvio poi che per il parroco del paese la preoccupazione è quella di omologare il uso messaggio a un gruppo di fedeli che va dai bambini fino agli anziani e la messa domenicale risulta essere un rito ripetitivo e non riesce tanto a incidere su un percorso di fede.
        Ai bambini e agli anziani “semianalfabeti” (come vedo in mia nonna) il prete deve dare certezze e non si può incasinare in discorsi troppo difficili. L’adulto di oggi invece è istruito e probabilmente ha bisogno di stimoli diversi.

        Quindi qualche volta cerchiamo di staccarci anche dal nostro parroco abituale,dalle nostre comunità e frequentiamo anche dei monasteri dove si fanno percorsi di fede.
        Ecco allora che si avvera la frase di Turoldo “un praticante può essere non credente, ma un credente sente la necessità di essere praticante”.
        Io non vado a messa perchè devo, vado perchè sento il bisogno e da quando ho conosciuto certi frati per me è una gioia andare a messa la domenica ed esco veramente felice. Sarei in grado di perdonare chiunque.

        Io quindi mi distacco da quello che altri hanno detto in precedenza che devi comunque andare a messa che prima o poi l’illuminazione ti arriva (rispetto tutti sia chiaro).
        No…cerca piuttosto insistentemente un prete, un luogo che senti vicina e frequentalo. Chi ha sete cerca e alla fine trova.
        Magari è anche il prete del paese vicino.

        Aspettare che la fede arriva da un giorno all’altro secondo me è una perdita di tempo, devi farlo tu il primo passo. Poi indubbiamente ci sono degli eventi imprevedibili, delle persone che ti accendono la scintilla, ma il fuoco poi lo devi alimentare tu se no si spegne.

        ciao

          1. Era per Cinzia 🙂
            sapendo la città dove abita magari ognuno di noi è in grado di consigliarle qualche prete

        1. Ciao Simone, sei giovane e hai le idee ben chiare. Spero che i miei figli adolescenti, che oggi si definiscono non credenti, un giorno sentano la necessità di un cammino di ricerca come sto facendo io. Non mi sembra giusto forzarli perchè credo di non essere stata un esempio di coerenza per loro (come mio marito del resto), però mi stanno osservando e a volte mi chiedono, un pò provocatoriamente, cosa mi stia succedendo, perchè leggo tanti libri di fede, anima, Gesù, ecc. vedono girar per casa famiglia cristiana, il giornalino santuario della Madonna della Guardia ed il vangelo. Ho semplicemente risposto loro che ho bisogno di capire, di conoscere ed approfondire un argomento che in passato rifiutavo e che ora mi è diventato quasi indispensabile.
          Io abito in un paesino in Liguria da qualche anno ma sono di Genova e quando ero poco più che ventenne ho frequentato Don Gallo e la sua comunità come volontaria, in quanto era un’attività complementare al mio impegno politico di allora. Poi il lavoro, le circostanze della vita mi hanno portato a fare altre cose ma ho un bel ricordo di Andrea (come vuole essere chiamato). Anche se a volte non condivido alcune sue iniziative, provo grande affetto e stima per lui soprattutto per la sua coerenza ed onestà nel continuare a stare dalla parte degli ultimi proprio come avrebbe fatto Gesù e per questo mal sopportato dalle autorità ecclesiali.
          Il parroco del mio paese è una persona tranquilla, che non vuole problemi, fa il suo lavoro di sacerdote come farebbe un qualsiasi altro lavoro. Qualche volta gli ho parlato ma l’ho visto a disagio e in difficoltà per gli argomenti che trattavo. Così ho lasciato perdere. Ho sentito parlare di un paio di sacerdoti di paesi vicino che mi hanno descritto essere accoglienti e disponibili al dialogo ma temo di restare delusa.

          1. I giovani di oggi non sono disinteressati alla fede, il punto centrale è che non accettano ipocrisie e non accettano spiegazioni banali di certi preti che si arrampicano sugli specchi. E dove non trovano coerenza la rifiutano, e fanno bene.

            Noi associamo la religione cattolica alla messa domenicale e al parroco del paese, ma l’Italia è piena di gruppi e centri studi biblici molto frequentati per percorsi di fede. Non ci sono regole, ci sono incontri, liberi a tutti. E la gente ci va perché è assetata di verità, di giustizia, ma soprattutto di coerenza.
            La gente non può (e fa bene) accettare un messaggio quando la persona che lo annuncia dimostra il
            contrario. Allora si rifiuta. E questa forma di rifiuto è una forma di legittima difesa.
            Io ho pienamente fiducia nella gioventù. Come diceva Enrico “ciò che uno non fa, lo fa un altro”.
            Io non amo le cattedrali piene, le madonne che appaiono di qua e di là…amo invece andare in piccoli monasteri, nel silenzio, nella tranquillità e meditare sulla parola di Dio.
            Se la Chiesa va avanti con tutte le sue incoerenze del Vaticano è perché è compensata da queste realtà che ti sto presentando che portano avanti il vero messaggio di Cristo.

            In liguria appunto mi viene in mente solo don Andrea, che va stimato per la sua attività, ma per un percorso di fede forse devi cercare altro. Con i mezzi di comunicazione di oggi è facile contattare chiunque per porre delle domande.

    2. Ciao Cinzia,
      non ho detto che devi modificare il tuo atteggiamento…
      e certo che sei simpatica! (anche a me!)
      e guarda anche alle cose buone… di tutti!

      sempre!

    3. «Ama e fa’ ciò che vuoi»

      “Sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene”.
      S. Agostino)

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Article by: Paolo

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