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Donne e pozzi

Ha sete d’amore, la samaritana, come tutti.

Ma lei è fragile e non ha trovato niente e nessuno che l’abbia dissetata.

La Parola ce la descrive in un momento difficile della sua vita: abbandonata quattro volte da uomini che promettevano amore, si ritrova ora a convivere con un altro uomo, forse rassegnata. Nel frattempo, però, il suo desiderio di essere amata ha prodotto una catastrofe: il giudizio dei suoi concittadini. È una donna leggera, una pocodibuono, giudicata e condannata dai benpensanti di ieri e di oggi. Il giudizio nei suoi confronti è così pesante che preferisce fare acqua in pieno sole, pur di non incontrare nessuna delle vicine “a modo” che la guardano dall’alto in basso.

Il suo cuore è pesante, dissetato di acqua salata.

E lì, al pozzo, incrocia quell’ebreo stanco e assetato, che attacca bottone.

È guardinga, la samaritana: è stufa di farsi sedurre, è stufa di essere illusa, pensa subito che quel tale che le chiede di attingere acqua voglia corteggiarla.

Ha perfettamente ragione.

Il pozzo è il luogo del corteggiamento, nella Bibbia. Al pozzo Mosè incontra Zippora, al pozzo Isacco incontra Rebecca. Al pozzo lo Sposo cerca la sposa delusa e infedele. Non per giudicarla, ma per dissetarla.

Ha sete, lo Sposo.

Ha sete della fede della donna, della nostra fede. E prende l’iniziativa, stanco, perché Dio è stanco di cercare l’umanità infedele che si disseta a cisterne screpolate.

Il dialogo deve superare la diffidenza enorme della samaritana, ma Gesù accetta.

È un dialogo rispettoso, delicato, che invita la donna a guardare oltre, ad alzare lo sguardo, a guardarsi dentro. Certo: è Gesù che chiede da bere, ma è lei che è assetata e Gesù è la sorgente di acqua inesauribile.

La donna tentenna (Chi si crede di essere questo maschio ebreo?), ma alla fine è incuriosita. Una sorgente d’acqua che disseta? Una sorgente di acqua viva, non acqua stagnante di pozzo? Averne!

E Gesù osa: parlami di te, dimmi della tua sete.

No, questo no.

La donna si chiude a riccio. Eccone un altro. Uno di quelli che giudicano, che si sentono migliori, che aggiungono sale alle ferite, come se lei non sapesse che il suo cuore l’ha ridotta ad uno straccio, che la sua vita affettiva è una bandiera al vento. Ecco un altro di quelli che pensano che per credere in Dio bisogna, prima, superare l’esame.

No, questo no, basta.

E Gesù accetta, si tira indietro, sa che è un nervo scoperto.

Eppure insiste, con rispetto, senza giudizio.

Se vuoi essere dissetata, fa intendere alla donna, sii onesta con te stessa.

Dio non ti giudica, Dio non ti condanna, gli altri sì, sempre, e più si dicono di Dio e peggio giudicano, no stai serena, nessun esame da superare, solo un limite da accettare.

La donna svicola, la mette sul religioso: Dio bisogna pregarlo a Gerusalemme o qui, sul Garizim?

Domanda ingenua, domanda imbarazzante. Lei, pubblica peccatrice, non può entrare nel Tempio, né in quello della Giudea, né avrebbe potuto in quello ormai distrutto dei Samaritani. La religione ha le proprie regole, e lei è fuori.

E invece no, dice Gesù. Il suo cuore è un tempio, la sua verità, il suo spirito le permettono di accedere alla gloria.

Lei è un tempio e lì può incontrare Dio.

Tace, la donna.

Mai nessuno le aveva detto di essere un tempio, di essere amata. Mai nessuno l’aveva amata.

Il mondo si era divisa in chi l’aveva usata e in chi l’aveva condannata.

Nessuno, mai, le aveva detto di essere amata senza condizioni.

Beve, ora, la samaritana, beve come se mai avesse assaporato il gusto dell’acqua, come sei mai avesse assaggiato l’acqua fresca di sorgente. Beve e sente in lei aprirsi la sorgente, spezzare la roccia del dolore, come quella che Mosè diede al popolo nel deserto.

Corre.

Abbandona la brocca (che le importa, ora?), corre dai suoi vicini e grida: è arrivato il Messia.

I vicini accorrono, stupiti. È proprio lei, e parla, incrocia gli sguardi, non li fugge, è lei, diversa, nuova, trasfigurata. Resta, il rabbì ebreo, e disseta tutti, ora.

La peccatrice diventa discepola, la donnaccia, un’opera d’arte. Il suo limite diventa il trono della gloria di Dio, la sua vita disordinata l’epifania del volto di Dio. Beve, ora, e lei stessa diventa sorgente.

Category: Parole

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124 comments

  1. Stamane, ripensando all’incontro di Gesù con la donna samaritana, mi è scoppiata nella mente l’immagine di Lui che le dice: “Lasciati amare.”
    Amare dell’Amore vero, non come quello di questo mondo che è anche bramosia e possesso, ma di un Amore assoluto, puro, disinteressato, che vuole solo il mio bene senza chiedere nulla in cambio.
    Gesù mi chiede di fidarmi di questo Amore incredibile che Lui ha per me, di non cercare altri amori (idoli), che alla fine mi lasceranno prosciugata, ma di accettare il Suo Amore inesaurabile che tutto dà e niente chiede….
    Sentirsi amati così! Come non restare stupiti? Come non arrendersi alla fine?
    “Lasciati amare, così come sei” mi ripete ogni giorno il Signore; ma che fatica ricordarlo; che fatica non lasciarsi distrarre dalle molte sirene quotidiane.
    Per questo per me è importante ritornare ogni giorno alla Sua Parola (e anche a questo blog) che mi aiuta a far memoria, a ricordare che Lui mi ama così come sono.

    Buona giornata e un abbraccio a tutti.

  2. @ Laura

    Sì, bisogna non mettere al centro la sofferenza!
    Lascio parlare il Papa

    “Anche se ( risposati e conviventi) non possono andare alla comunione sacramentale, non sono esclusi dall’amore della Chiesa e dall’amore di Cristo. Una Eucaristia senza la comunione sacramentale immediata non è certamente completa, manca una cosa essenziale. Tuttavia è anche vero che partecipare all’Eucaristia senza comunione eucaristica non è uguale a niente, è sempre essere coinvolti nel mistero della Croce e della risurrezione di Cristo. È sempre partecipazione al grande Sacramento nella dimensione spirituale; nella dimensione anche ecclesiale, se non strettamente sacramentale.
    E dato che è il Sacramento della Passione di Cristo, il Cristo sofferente abbraccia in un modo particolare queste persone e comunica con loro in un altro modo e possono quindi sentirsi abbracciate dal Signore crocifisso che cade in terra e muore e soffre per loro, con loro. Occorre, dunque, fare capire che anche se purtroppo manca una dimensione fondamentale tuttavia essi non sono esclusi dal grande mistero dell’Eucaristia, dall’amore di Cristo qui presente. Questo mi sembra importante, come è importante che il parroco e la comunità parrocchiale facciano sentire a queste persone che, da una parte, dobbiamo rispettare l’inscindibilità del Sacramento e, dall’altra parte, che amiamo queste persone che soffrono anche per noi. E dobbiamo anche soffrire con loro, perché danno una testimonianza importante, perché sappiamo che nel momento in cui si cede per amore si fa torto al Sacramento stesso e l’indissolubilità appare sempre meno vera”
    (Papa Benedetto al clero valdostano, trascrizione)

  3. Vera, scusa se ho tardato a risponderti,
    ho potuto ritagliare,solo ora, un minuto di tempo (io non ho un computer mio, mi devo accontentare dei portatili dei miei figli quando non li usano; oppure, qualche volta, raramente, nei momenti di calma, dò una sbirciatina dal computer della scuola); tutta questa premessa per dire che siete bravissimi anche senza di me,tu specialmente, a cercare nel Vangelo e nella Bibbia le risposte alle domande e ai dubbi che si presentano nelle varie circostanze.
    Infatti, ora che ci penso, quando hai risposto a Sole “Certo, e tu dammi un po di tempo per cercare”, mi è venuto d’istinto risponderti con un sorriso: ma dai!, proprio tu?.
    Anche tu sei nel mio cuore e prego anche per te; a proposito di preghiera, nella mia Parrocchia ci sono le “Solenni Quarantore EUCARISTICHE”, e questo è il terzo giorno, e davanti a Gesù Eucaristia ho portato Tutti, a partire dai vicini, e fino agli estremi confini della terra.
    Ora ti lascio, non so se potrò intervenire ancora e quando; se lo farò, sarà solo per brevi commenti.
    Forse mi sono allungata in un dialogo non costruttivo; Paolo mi picchierà (scherzo). Un abbraccio, maria rosaria.

    1. Ciao Maria Rosaria!
      grazie perché preghi anche per me.

      precisamente ho detto a Sole:
      “certo, e tu dammi un po’ di tempo: in questi giorni corro qua e là…”
      tempo non per “cercare” ma per poter essere precisa, senza citare a memoria!, e questo richiede tempo… come sai!

      ieri stavo facendo molte cose tutte in una volta! come mi accade spesso, e avevo bisogno solo di qualche minuto!…

      Io comunque credo che il tempo per fare le cose che ci stanno davvero a cuore lo troviamo sempre! se vogliamo!
      Come le Quarantore Eucaristiche. Belle!
      40-Ore con Dio!

      E nella mia esperienza so che il tempo dato alla Preghiera (a me con Dio e con gli altri…) poi mi ritorna centuplicato, e le cose si incastrano e si organizzano meglio di quanto avrei mai potuto pensare e organizzare da sola!

      Ciao Maria Rosaria, un miao! alla tua gattina, e… condividete bene i computer, ne hai diritto anche tu!

      P.S. l’unico modo per parlarci è qui!, non avendo tu mai usato la mia email-filtro usa-e-getta che ho pubblicato tempo fa! e Paolo ci capirà!

  4. Rosaria R.:
    “Ma dovrai renderti, conto che ha bisogno soprattutto dì Me, e di tutto quello che aiuta e favorisce questo incontro con Me: la pace nel cuore, la purezza di spirito, la preghiera, la Parola, il perdono,la speranza e la fiducia in Me, la Mia vita.
    Sono Io e non tu il principio, il fine, il destino di tutta la sua vita.
    “La ameremo insieme”. Sono Io che ho messo nel tuo cuore l’amore per lei.”

    Grazie Rosaria R., ho pianto davanti a queste parole.
    Devi saper che io sono separata da circa un anno e mezzo, dopo 28 anni di matrimonio e 7 di fidanzamento, non mi vergogno a dirlo perchè fosse stato per me non sarei mai giunta a questa conclusione(amavo, amo, ed amerò mio marito di un amore eterno); solo che lui improvvisamente, anche se ha sempre saputo del mio amore per Dio ha deciso che non gli andava più perchè non capiva la mia vocazione; allora ha chiesto la separazione (un pò come: “dammi quello che mi spetta perchè voglio andare via”); dopo vari tentativi ho acconsentito. Qualche istante fa, prima ancora di leggere la poesia scritta dal parroco,facevo questa considerazione; ecco perchè ho pianto, perchè quelle parole rispecchiano parte della mia vita.

    1. “non capiva la mia vocazione”

      quante volte mi sono sentita come te….poi è successo recentemente, una malattia seria (di mio marito)ha cambiato radicalmente la prospettiva di vita, la sua, principalmente. Ho scoperto di avere accanto una persona apparentemente dura, ma fragile dentro, forse per la prima volta ha incontrato Dio nella sua vita. Allora mi sono chiesta perchè, Signore? Non potevi usare un altro mezzo un pò meno doloroso? Quante volte ho pregato perchè convertisse il suo cuore….
      Coraggio M.Rosaria, il Signore non abbandona i suoi figli, ma li cura con amore di Padre. Ti abbraccio

  5. Non ho potuto continuare, prima, per le lacrime che grondavano dai miei occhi; volevo aggiungere che sono sola, con i miei figli, ma sola, senza alcun tipo di legame;sono felice e sto bene perchè ho il mio Dio che mi ama e mi è fedele (perchè Dio non può rinnegare se stesso);anch’io Lo amo immensamente, e Gli resterò sempre fedele, finchè morte non ci unisca.

    1. Maria Rosaria, non ho parole altre da dirti, quelle che ti servono davvero le hai già.
      Io ti sono vicina, e le nostre lacrime,
      le tue di ieri, le mie di adesso… gocce e gocce sciolgano e diluiscano piano la sofferenza.
      un abbraccio carissima.
      Dio sia con te sempre e con TUTTA la tua famiglia.
      —-
      una preghiera che mi ha aiutato in momenti difficili della mia vita:
      “Dio ha dato e Dio ha tolto sia benedetto il nome del Signore”

  6. Grazie Vera!

    Lidia, è lungo e complicato da dire,perciò ti rispondo con la Parola di Dio:

    Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla, ma osserverete i comandamenti del SIGNORE vostro Dio, che io vi prescrivo. (Deuteronomio 4,2)

    Tu amerai dunque il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze.(Deuteronomio 6,5)

    Ccosì anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza. (Ebrei 9,28)

  7. Decontestualizzare la Parola di Dio citando solo frasi, può essere molto pericoloso.

    E’ il problema dei Testimoni di Geova …

  8. Ovviamente è quello che mi hanno insegnato e – in effetti – nessun prete, sacerdote, vescovo e neppure il Papa lo fa.

  9. A Lidia e Maria Rosaria: scusatemi se intervengo nel vostro dialogo.

    Lidia capisco quello che vuoi dire! e anch’io mi sono chiesta cosa intendesse Maria Rosaria…. ma dentro di me ho poi letto e tradotto la parola Vocazione come “conversione più profonda” e non accettata. La nostra Maria Rosaria, lo sappiamo non ama parlare molto di sé.
    Anch’io le chiedo di essere più esplicita, se crede, se vuole, ma nel rispetto del suo dolore e del suo privato e dei suoi tempi.
    —–
    a Michaela mi dispiace di aver scritto male il tuo nome ed è una delle cose che non sopporto si facciano!
    non accadra più promesso! … ma è dovuto all’h dopo la c seguita dalla a che le mie mani veloci non hanno ancora memorizzato… ecco che mi scuso! ok! Ciao

  10. A Laura, grazie per averci segnalato i nuovi file audio su http://www.tiraccontolaparola.it

    ho appena ascoltato anch’io l’mp3 della conferenza di Paolo Curtaz sul peccato, e cosa posso dire…
    1 consigliare a tutti si ascoltarla?!
    2 ringraziare Dio per il carisma dato a Paolo?!
    3 ringraziare Paolo perché lo usa e lo usa anche a nostro favore?
    Sì, per 1, 2, 3.
    Ciao

    P.S. ricordiamo il ritiro online… sei d’accordo?
    Ciao

    1. Ciao Vera!
      era una tirata d’orecchi? 😉
      In effetti non posso prendermi il merito di aver segnalato gli mp3 delle nuove conferenze…
      Confermo 1,2e3!!!
      Per il ritiro: se e quando Paolo potrà, sarebbe bello, senza fretta.
      Ciao

      1. Ciao Laura, e grazie…

        tranquilla, io non tiro le orecchie neanche ai compleanni! pur essendo io combattiva (e tenace) come Michaela!

  11. Lidia, non ho voluto decontestualizzare nulla e tantomeno sono testimone di Geova (anche se fratelli da amare).
    In breve:
    Punto uno (Deuteronomio 4,2): la mia vocazione è ascoltare la Parola di Dio, metterla in pratica, e aiutare altri a fare altrettanto.

    Punto due (Deuteronomio 6,5):la mia vocazione è amare il Signore Mio Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze, e aiutare altri a fare altrettanto.

    Punto tre(Ebrei 9,28): morire al peccato con Cristo per poi con Lui Risorgere quando verrà nella Gloria, e aiutare altri a fare altrettanto.

    Spero di essere stata abbastanza esaustiva, altrimenti non so come fare.

    Mi dispiace di aver creato scompiglio, ma a volte riesco a spiegarmi meglio con la Parola di Dio più che con le mie misere parole.

    Vera, ho raccontato parte della mia storia e ho pianto, perchè ho avuto un momento da condividere visto l’argomento in discussione.

    Comunque è vero, non amo parlare di me e preferisco restare nel silenzio e nel nascondimento.

    Chiedo scusa a tutti e soprattutto a Paolo, vado via così come sono arrivata.

    1. non hai nulla da rimproverarti! Anche io come Vera avevo capito cosa intendevi.
      Quello che fanno i testimoni di Geova è portare avanti una loro teoria usando la Parola come meglio credono…non è ciò che hai fatto tu.
      Se vuoi andare non sono io che ti obbligo a rimanere, ma sarebbe un vero peccato!
      Ciao 🙂

  12. Vera, ho detto, in precedenza, di essere un tipo combattivo (nel senso buono della parola però, perchè non ho paura di affrontare le varie situazioni), ma non guardo le sottigliezze, anzi…….!
    Non ti preoccupare, grazie comunque per le scuse, ma con me, ti prego, non ti scusare mai.

    Per Lidia, hai letto il Vangelo di oggi?
    “Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni»”.
    Abbiamo un pò fatto con maria rosaria come è stato fatto con Gesù.
    C’è poco da fare, la Parola di Dio se letta e meditata ogni giorno non si smentisce mai.
    Ecco perchè penso che maria rosaria usa fare spesso riferimento ad Essa, perchè sento che è radicata in Cristo.

  13. @ Maria Rosaria,
    ti scrivo da (quasi neo) marito, essendo sposato da (non ancora) quattro anni. Qualche volta vivo questa mia condizione come se fosse una mia conquista personale, come se fosse un mio merito aver costruito una famiglia (abbiamo due bambini piccoli) che è per me ragione e scopo di vita. È il mio tutto. Da quando ho conosciuto Maria Chiara (mia moglie) la mia vita ha finalmente avuto un senso. Spesso, però, mi capita di guardare meglio dentro di me e mi rendo conto che questo dono che ho ricevuto non è una mia conquista, non è un gioiello da indossare per pavoneggiarsi e dire a tutti: “guardate cosa sto costruendo!”. Quello che sto vivendo è, in realtà, un dono preziosissimo che mi è stato affidato.
    Spesso ho paura di non essere capace di conservare e custodire questo enorme regalo di Dio come dovrei. L’essere marito e padre è una condizione che, come ti dicevo, mi rende finalmente consapevole del senso della mia esistenza, che si sostanzia nei volti dei miei cari e nell’amore che provo per loro. Ma non posso nasconderti la fatica e, soprattutto, la paura che questo ruolo mi fa conoscere giorno dopo giorno. Non posso tacerti tutta la mia difficoltà di essere in comunione con un’altra persona (anche se amata immensamente), del dover tenere sotto controllo il mostro che è dentro di me: il mio egoismo. Quante discussioni nascono perché non si parla con la voce del cuore ma con quella dell’egoismo! Io su questo sono un maestro.
    Tu parli di “vocazione”. Ecco, per me questo termine è la sostanza di quello che sto vivendo, termine che però deve essere accostato ad una parola bellissima, senza la quale non avrebbe alcun significato: “amore”. E tu utilizzi, nel tuo commento, proprio queste due parole.
    Vorrei trovare il modo per asciugare quelle lacrime che tu dici sgorgare dal tuo viso ma che sento anch’io nel mio cuore, stretto da una sensazione di precarietà.
    Ti posso solo dire, da marito pauroso quale sono, che spesso il mio egoismo mi fa perdere di vista quello che sono, mi fa dimenticare quella vocazione e quell’amore a cui in un giorno (bellissimo) di giugno ho detto “si!”. Quante volte sbottando contro Maria Chiara ho detto delle cose di cui mi sono stupito io stesso mentre le proferivo. Mi sono meravigliato di come potessi essere capace di parlarle in quel modo, così lontano dall’amore che provo per lei. L’egoismo mi rende schiavo di me stesso, annienta la mia persona, quello che sono e che vorrei essere, distrugge la mia vocazione ed il mio amore.
    Si può servire Dio in tanti modi ed alcune volte siamo chiamati a testimoniarlo in condizione di profondo dolore. Scusami se mi permetto, ma nella tue parole io leggo tanto amore e ritrovo quella vocazione che ti (e ci) chiama ad essere presenti nonostante tutto, e ad essere fedeli a Lui ed a noi stessi. Che il Signore benedica te e la tua famiglia (tutta, anche quella che si è persa…!).

  14. @ tutti

    Vi lascio soli due minuti e…
    Bene, la riflessione si è fatta profonda a tratti emotivamente molto forte. Penso che tutti pregheremo per MRosaria. Vivere sulla propria pelle una separazione dopo tanti anni è davvero terribile e fa un sacco di male, il fatto di non avere potuto condividere l’essenziale (la fede!) col proprio coniuge fa tristezza.
    Ma lo dico con forza: il Signore è fedele e dove si chiude una porta, si spalanca una finestra.
    Ricordiamoci sempre da dove siamo partiti, da Gesù che cerca ognuno di noi!

  15. @Maria Rosaria, non andare via, è troppo bello leggervi scrivete cose sensate e giuste,ascolta Laura non andare via. Ciao a tutte/i, il Signore sia con tutti noi!!

  16. Stefano,dopo aver letto i tuoi precedenti scritti e dopo l’incoraggiamento di oggi ho potuto dedurre che tu hai un dono bellissimo, quello della sensibilità (anche se qualche volta te ne dimentichi). A conferma di quanto hai detto ti trascrivo una piccola parte del discorso che il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto ieri nell’Udienza del mercoledì:

    In conclusione, vorrei ricordare che il nostro Santo (Alfonso Maria dè Liguori), analogamente a san Francesco di Sales – di cui ho parlato qualche settimana fa – insiste nel dire che la santità è accessibile ad ogni cristiano: “Il religioso da religioso, il secolare da secolare, il sacerdote da sacerdote, il maritato da maritato, il mercante da mercante, il soldato da soldato, e così parlando d’ogni altro stato”.

    Grazie della benedizione del Signore che hai invocato per me e la mia famiglia; tu dici tutta anche quella che si è persa, ma per me non si è persa, la separazione è solo un atto legale, il matrimonio davanti a Dio non si può cancellare (e solo Dio sa se dico il vero).Grazie, grazie di cuore il Signore te ne renda merito.
    In conclusione, vorrei aggiungere solo una cosa a tuo riguardo, senza essere irriverente, lungi da me ferire il fratello, preferirei ferire me stessa: “il vanto e l’orgoglio per quello che si è o si ha non porta da nessuna parte perchè, per il Dio di Gesù Cristo, è ben altro ciò che conta; l’egoismo men che non si dica, Gesù è venuto per servire non per essere servito, e noi cristiani abbiamo il dovere di imitarlo (c’è più gioia nel dare che nel ricevere); le parole, poi, proferite senza il cuore sono lame taglienti nel cuore di chi le riceve, e Gesù ha detto amate! amate! amate! amate anche chi non vi ama. Non voglio essere maestra, ma a me piace costruire non distruggere.

    Paolo, grazie anche a te per le preghiere.

    Grazie Jenny ! Possa il Signore benedire noi e il mondo intero.

  17. Vabbé, era solo una conferma personale … Sono giunta alla conclusione, ahimé, che un po’ di tempo fa, sono stata consigliata male e finita peggio … e i cocci sono miei, solo miei.

    Ma io incarto tutto con carta regalo, metto un bel fiocco, appiccico un cuoricino e lo spedico a Gesù … è un dono ed è una rinuncia.

    Spero Gli piaccia.

    1. Ho ancora il tuo sorriso-lucciola con me Lidia, un regalo che mi avevi fatto e mi era piaciuto moltissimo.

      i tuoi regali piacciono!

  18. Ciao a tutti.
    intervengo solo ora perché nel pomeriggio ero lontana dai computer!
    ————-
    A Maria Rosaria:
    ricordi quando sono stata io a dire ho bisogno di silenzio?
    ottobre, novembre…

    tempo fa ho scritto ad amici:
    Ci si ritrova di tanto
    in tanto, quando
    nessuno ha bisogno di noi altrove.

    oggi aggiungo:
    quando anche noi non abbiamo bisogno dell’altrove.

    dopo il mio “altrove”… Voi eravate ancora qui, e io vi ho ritrovati, pieni di intelligenza per le cose di Dio e intorno alla Parola che ci viene spiegata così bene da queste parti, per questo mi piacete tutti, qui…

    “porto di mare” dice Paolo, ed ha ragione… finché lui ci dà l’opportunità di ritrovarci qui, noi andiamo e veniamo…
    liberamente, serenamente…

    però, Maria Rosaria, non dire “vado via” per disagio, per chissà cosa…
    o almeno, non farlo dopo che io ti ho chiamata e solo perché ho sentito la tua mancanza!
    No, per favore!!! aspetta ancora un poco, rimanda un po’!!!

    Tutti noi abbiamo i nostri problemi, credimi! e – stasera mi autocito ancora – come ho detto in altre occasioni ” la Croce del vicino ci sembra sempre più verde” e migliore della nostra… ma ci sbagliamo!
    pesano, le croci, tutte allo stesso modo, graffiano e feriscono fino alle ossa e sono umilianti…
    ma alla fine son tutte Gloriose le sofferenze accettate e offerte per amore
    nella Croce Gloriosa del Signore Risorto! e noi con Lui.
    e tu lo sai meglio di me.
    un abbraccio.

    P.S. a memoria e non ricordo il numero: “alla sera sopraggiunge il pianto, ma al mattino ecco la gioia”
    oggi abbiamo pianto con te e certo che pregheremo insieme: aspettando e preparando la gioia.

  19. Michaela, non posso farlo.
    Mi dispiace, ma non posso …
    Altrimenti non sarebbe più una sorpresa … per Gesù ah ah ah 😀

    Preferisco un bel sorriso, uno sguardo pieno di speranza … solo questo.

    Anzi, ti dirò che è stato un cedimento quel paio di commenti.

    Per ognuno c’è una strada particolare da percorrere, magari stessi accadimenti, ma con esiti e soluzioni diverse.

    Mi dispiace, ma non posso di alcuna altra cosa.

    Grazie.

  20. Paolo, le tue parole entrano nel fondo del Cuore. La lucidità dei tuoi pensieri, misto alla realtà di tutti i giorni, fanno di te uno splendido osservatore. Quante volte pecchiamo tutti i giorni mettendo in dubbio l’esistenza del Signore. Attecchisce in me il seme piantato dell’amore per Dio, ora dopo ora. Leggerti, è avere una verità; il reale miracolo che gli scettici (credenti e non) hanno bisogno di vedere è sotto gli occhi di tutti: è la parola. Dopo aver letto i Vangeli, non può la mente umana non porsi delle domande, mai più la vita sarà la stessa. La verità è sotto gli occhi di tutti. Ho deciso di aprirli come il cielo nella lettura del Vangelo di domenica prossima. Ho lasciato che poco a poco la parola germogli dopo aver piantato il seme. Ora la pianta è forte, e mi nutro dei primi frutti.
    Grazie anche a te, perchè il tuo pensiero, nonostante la presenza di Dio esista da sempre, è più che mai attuale e rapportato ai giorni nostri. Il vero miracolo è forse anche questo.
    Il vero miracolo di cui abbiamo bisogno tutti i giorni è lasciare che la parola di Dio entri nei nostri Cuori. Da quando ho imparato ad ascoltare, la visione della vita si è allargata a tal punto dal voler raggiungere il Padre fra le sue braccia in ogni momento della mia vita. E quando guardo tutti i giorni negli occhi di mio Figlio e di mia Moglie, penso che il Signore è grande perchè sentirsi amati è avermeli messi al mio fianco, per tutti i giorni della mia vita.
    Buon tutto.

  21. La mia nonna aveva una statuina del presepe a cui era molto legata e di cui spesso mi raccontava e raccomandava: la statuina dell’ “incantato”

    Normalmente era posta lontana dalla “capanna”, sopra un rialzo ed era “uno” che si metteva la mano aperta sopra gli occhi nell’atteggiamento da tutti noi conosciuto di chi vuol guardare lontano “delimitando” il campo visivo.

    L'”incantato” scruta

    Ecco, credo che Paolo sia un po’ questa statuina e credo anche che ognuno di noi lo debba essere anche perchè l’ incantato così è rimasto, INCANTATO DA TANTA BELLEZZA al punto che ciò che ha intravisto è (e sa che lo è davvero) il suo fine.

    Gli incantati indicano una strada.

    Alessandro, è stato una meraviglia il tuo commento che ha avuto per me lo stesso sapore del
    … e uscimmo a riveder le stelle
    (Dante – Inferno XXXIV, 139)

  22. Lidia, ti ho chiesto di spiegare meglio solo perchè non mi è piaciuto quel “Ma io incarto tutto con carta regalo, metto un bel fiocco, appiccico un cuoricino e lo spedico a Gesù … è un dono ed è una rinuncia.
    Spero Gli piaccia.”

    Non ti sentivo tranquilla. Per il resto va bene.

  23. Gesù è venuto a completare e la Legge, e i Profeti:

    Osea 2
    Il numero degli Israeliti sarà come la sabbia del mare, che non si può misurare né contare. E avverrà che invece di dire loro: “Voi non siete popolo mio”, si dirà loro: “Siete figli del Dio vivente”.

    I figli di Giuda e i figli d’Israele si riuniranno insieme, si daranno un unico capo e saliranno dalla terra, perché grande sarà il giorno di Izreèl! Dite ai vostri fratelli: “Popolo mio”, e alle vostre sorelle: “Amata”.

    Accusate vostra madre, accusatela, perché lei non è più mia moglie e io non sono più suo marito!
    Si tolga dalla faccia i segni delle sue prostituzioni e i segni del suo adulterio dal suo petto; altrimenti la spoglierò tutta nuda e la renderò simile a quando nacque, e la ridurrò a un deserto, come una terra arida, e la farò morire di sete.

    I suoi figli non li amerò, perché sono figli di prostituzione. La loro madre, infatti, si è prostituita, la loro genitrice si è coperta di vergogna, perché ha detto: “Seguirò i miei amanti, che mi danno il mio pane e la mia acqua, la mia lana, il mio lino, il mio olio e le mie bevande”.

    Perciò ecco, ti chiuderò la strada con spine, la sbarrerò con barriere e non ritroverà i suoi sentieri.

    Inseguirà i suoi amanti, ma non li raggiungerà, li cercherà senza trovarli.

    Allora dirà: “Ritornerò al mio marito di prima, perché stavo meglio di adesso”.
    Non capì che io le davo grano, vino nuovo e olio, e la coprivo d’argento e d’oro, che hanno usato per Baal. Perciò anch’io tornerò a riprendere il mio grano, a suo tempo, il mio vino nuovo nella sua stagione; porterò via la mia lana e il mio lino, che dovevano coprire le sue nudità.

    Scoprirò allora le sue vergogne agli occhi dei suoi amanti e nessuno la toglierà dalle mie mani.

    Farò cessare tutte le sue gioie, le feste, i noviluni, i sabati, tutte le sue assemblee solenni. Devasterò le sue viti e i suoi fichi, di cui ella diceva: “Ecco il dono che mi hanno dato i miei amanti”.

    Li ridurrò a una sterpaglia e a un pascolo di animali selvatici. La punirò per i giorni dedicati ai Baal, quando bruciava loro i profumi, si adornava di
    anelli e di collane e seguiva i suoi amanti, mentre dimenticava me! Oracolo del Signore.

    Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore.
    Le renderò le sue vigne e trasformerò la valle di Acor in porta di speranza. Là mi risponderà come nei giorni della
    sua giovinezza, come quando uscì dal paese d’Egitto.

    E avverrà, in quel giorno – oracolo del Signore – mi chiamerai: “Marito mio”, e non mi chiamerai più: “Baal, mio padrone”. Le toglierò dalla bocca i nomi dei Baal e non saranno più chiamati per nome.

    In quel tempo farò per loro un’alleanza con gli animali selvatici e gli uccelli del cielo e i rettili del suolo; arco e spada e guerra eliminerò dal paese, e li farò riposare tranquilli.

    Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell’amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore.

    E avverrà, in quel giorno – oracolo del Signore – io risponderò al cielo ed esso risponderà alla terra; la terra risponderà al grano, al vino nuovo e all’olio e questi risponderanno a Izreèl. Io li seminerò di nuovo per me nel paese e amerò Non-amata, e a Non popolo-mio dirò: “Popolo mio”, ed egli mi dirà: “Dio mio”.


    “attingeremo acqua con gioia alle sorgenti della salvezza”
    non come a Massa e Meriba…

    Buongiorno a tutti!

  24. @ Tutti, non centra niente con il blog, vorrei farvi sapere che domani mattina vado a Medugorje, spero di trovare il tempo x pregare. Vado x fare volontariato. Una preghiera reciproca,saluto tutti,don Sandro ciao.

  25. Amare costa.

    Costa dire “Hai ragione”

    costa dire “Perdonami”

    ed anche dire “Ti perdono” costa.

    Costa fare una cosa

    che non hai voglia di fare

    ma che l’altro vuole.

    Costa cercare di capire.

    Costa tenere il silenzio.

    La fedeltà costa

    e sorridere al suo cattivo umore

    e trattenere le lacrime che ci fanno soffrire.

    A volte costa impuntarsi, a volte costa cedere.

    Costa dover dire “E’ colpa mia”.

    Costa confidarsi e ricevere confidenze.

    Costa sopportare i difetti,

    costa cancellare le piccole ombre,

    costa condividere i dolori.

    Costa la lontananza e costano i distacchi.

    Costano le nubi passeggere,

    costa avere opinioni differenti,

    a volte costa dire di “Sì”

    Eppure a questo prezzo si genera e si conserva l’amore.

    La creatura che hai al fianco è mia. Io l’ ho creata: Io le ho voluto bene da sempre. Per lei non ho esitato a dare la mia vita. Ho dei grandi progetti per lei. Te l’affido! La prenderai dalle mie mani e ne diventerai responsabile. Quando tu hai incontrato questa mia creatura, l’ hai trovata bella e te ne sei innamorato. Sono le mie mani che l’ hanno plasmata; è il mio cuore che le ha messo dentro la tenerezza e l’amore; è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità e tutte le belle qualità che tu hai trovato. Però non basta che tu goda del suo fascino…. Ti renderai conto che ha bisogno di tante cose: casa… vestito… serenità… gioia… equilibrio… affetto… tenerezza… ecc. Ma dovrai renderti conto che ha bisogno soprattutto di Me e di quello che l’aiuta a incontrarMi: la pace del cuore, la purezza dello spirito, la preghiera, la Mia Parola, il perdono, la speranza e la fiducia in Me, la Mia Vita. Dobbiamo fare un patto tra noi: l’ameremo insieme! Io la amo da sempre, tu hai incominciato ad amarla da qualche anno. Sono io che ho messo nel tuo cuore l’amore per lei: è stato il modo più bello perché tu ti accorgessi di lei, è stato il modo più bello per dirti “te l’affido”. Ti renderò capace di amarla come io l’amo! Dobbiamo metterci d’accordo: Non è possibile che tu l’ami in un modo e io in un altro…. Molti si illudono di poter fare a meno di Me! Ma se Io non sono con voi nell’edificare la vostra vita e il vostro amore, vi affaticherete invano. Di più. Se vi amerete in questo modo diventerete forza anche per gli altri…. Oggi si crede così poco all’Amore Vero!! Si cercano le emozioni amorose più che l’Amore! Se voi saprete amarvi come Io amo, con una fedeltà che non viene mai meno, sarete una speranza per tutti, perché tutti vedranno che l’Amore è una cosa possibile! Facendo riferimento a Me, scoprirai quale sia il modo di amare e ti svelerò quale vita ho sognato per questa creatura che è diventata tua sposa, tuo sposo!”
    Scritta da P.Giordano Muraro domenicano

    un grande abbraccio e un grazie infinito a tutti

  26. L’AMORE conta!

    Grazie Vera, grazie di tutto; si è vero tu mi hai chiamata, ma a me ha fatto piacere; è vero che provo disagio, ma non per me stessa, io provo il disagio che potrei portare ad altri, in questo caso a voi.Non sono andata via, ma preferisco eclissarmi; però, di tanto in tanto quando non riuscirò a tenere a freno le dita (come diceva Janus), comparirò. Ti voglio bene.

    Lidia, non dico “ti perdono”, perchè mi sembra, un gesto di superiorità, e a me non piace essere avanti a nessuno, siamo tutti fratelli, figli di uno stesso Padre.Voglio bene anche a te.

    Milena, no, l’amore non costa; costa per chi non ama, ma per chi ama è tutto semplice e facile. Però bisogna esercitarsi.

    Jenny, pregheremo noi per te e per tutti, un saluto a Maria Santissima.

    Voglio bene a tutti! e Preghiere per tutti! con affetto maria rosaria.

    1. Grazie Maria Rosaria, anch’io.

      A presto, a quando le dita fremono, come le mie in questi giorni!!!(e sì, come diceva Janus! ma lui lo sa che mi manca pure lui ed io rispetto le sue decisioni..)

      tanto noi preghiamo, vero!?
      un abbraccio.
      grazie.

      P.S. io non ho alcun disagio e credo che neanche altri lo abbiamo…
      si tratta di sensazioni, e possiamo modificarle con la preghiera….

      allora a presto!

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Article by: Paolo

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