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Un passo alla volta

Guidami, luce gentile, nel buio che mi avvolge, guidami Tu!

La notte è oscura, io sono lontano da casa: guidami Tu!

Custodisci i miei passi!

Non ti chiedo di vedere l’orizzonte lontano:

un passo alla volta è sufficiente per me!

(J.H.Newman)

Category: Incontri

33 comments

  1. Non ti chiedo di vedere l’orizzonte lontano..
    eppure il significato ultimo è proprio là, in quell’orizzonte lontano che non riusciamo a intravedere, immaginare, a toccare. Nei momenti difficili, incomprensibili, la perdita di un bimbo innocente, morti senza colpe, dove diventa difficile vedere la luce, quando il buio più pesto ti avvolge, lo sguardo volge verso il lontano e non ti accontenti o forse non ti accorge della flebile fiammella che hai vicino. Signore accresci in me la fede..

  2. Confesso: spesso invece chiedo proprio l’ORIZZONTE!!! mi manca… ne sento di averne diritto e grido forte perche’ me l’hanno portato via!!!
    Ma poi il cuore trova pace in quel piccolo passo che Lui mi fa fare … e la gioia per quel piccolo passo al buio mi fa trovare il sorriso.

    gentilmentemolly

  3. Guidami luce gentile nel buio….diquei giorni che a vlte sembrano non passare mai.
    La tua luce é mano tesa alla mia, mi accoglie, mi fà attraversare quel buio al dilà del quale troverò l’orizzonte che sembra così distante da me.
    Esso é un’orizzonte che mi avvolge come un’abbraccio ed in quell’abbraccio io trovo Te Signore.
    E proprio perchè all’rizzonte dei miei giorni ci sei Tu, voglio mettere da parte il mio buio, voglio abbandonarmi a Te,,,,,ed un passo alla volta raggiungerti. Sono consapevole che la strada da fare comporta tannat fatica ma con Te vicino non ho paura…

  4. Salve a tutti, Grazie Paolo!, Preghiera e Poesia…
    l’invito a una Festa, per me…

    “Lead, kindly Light, amid the encircling gloom,
    Lead thou me on;
    The night is dark, and I am far from home,
    Lead thou me on.
    Keep thou my feet, I do not ask to see
    The distant scene; one step enough for me.”

    Così il Papa a settembre: «Il motto del Cardinale Newman, Cor ad cor loquitur, “il cuore parla al cuore”, ci permette di penetrare nella sua comprensione della vita cristiana come chiamata alla santità, sperimentata come l’intenso desiderio del cuore umano di entrare in intima comunione con il Cuore di Dio. Egli ci rammenta che la fedeltà alla preghiera ci trasforma gradualmente nell’immagine divina.
    Come scrisse in uno dei suoi forbiti sermoni: “l’abitudine alla preghiera, che è pratica di rivolgersi a Dio e al mondo invisibile in ogni stagione, in ogni luogo, in ogni emergenza, la preghiera, dico, ha ciò che può essere chiamato un effetto naturale nello spiritualizzare ed elevare l’anima. Un
    uomo non è più ciò che era prima; gradualmente… ha interiorizzato un nuovo sistema di idee ed è divenuto impregnato di freschi principi”»
    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2010/documents/hf_ben-xvi_hom_20100919_beatif-newman_it.html

    …one step enough for me, passo dopo passo, step by step, scelta dopo scelta, pregando, io decido di cambiare, gradualmente, affidandomi a Dio.

    Quando devo decidere se fare o non fare una cosa, (quando mi sveglio al mattino), quando dico un «Sì» come Maria, (quando ripeto col Salmo “sul rotolo del libro è scritto di me che io faccia la tua volontà…” e non so come andrà a finire), quando il lavoro mi si accumula davanti e sembra una montagna invalicabile, (o quando il lavoro non c’è, e non so da dove cominciare per ri-averlo), quando devo iniziare qualcosa di nuovo che non so dove mi porterà…
    (quando seguo il mio istinto che di qualcosa mi dice FIDATI…) quando mi sembra che gli eventi intorno si accalchino per portarmi dove non vorrei,
    …quando compongo un numero di telefono, mando una email, rispondo ad una telefonata, incontro una persona, e NON SO come finirà…
    passo dopo passo… non ho navigatori satellitari indirizzi o telefoni che mi possano salvare dal rischio di
    perdermi!, non ho illuminazioni a giorno perpetue.
    Ho la mia Bibbia e lo Spirito Santo, la Messa e la Preghiera.
    L’orizzonte ogni tanto sembra lontano, un miraggio, e sono nel deserto, ma l’orizzonte è il mio eterno futuro e passo dopo passo mi ci sto dirigendo. Questo lo SO.
    ….
    Quando mio figlio aveva tre anni non lo mandavo certo a comprare la frutta al negozio sotto casa, né si vestiva o leggeva da solo! ora fa questo ed altro ancora, e domani farà nuove cose che oggi non è in grado di fare.
    Come noi con Dio. Step by step. Con una piccola torcia in mano, una Coroncina del Rosario?!…


    P.S. Qui, Maria Rosaria, ti puoi sbizzarrire a proporci Parola Ricca di immagini suggestive, (cioé buone
    per la conversione…) Ma magari nei prossimi giorni ti do una mano…

  5. Mah, per vedere l’orizzonte lo vediamo tutti (sia quello fisico che quello spirituale) il problema è raggiungerlo: quello fisico non è possibile, ma quello spirituale è un Credo ed un Credo conosce stanchezze, timori, dubbi ed ogni altra cosa che fa rallentare il passo … ma poi – non si sa come – si continua a camminare a volte con fatica, a volte correndo.

  6. Non volendo pensare a quello che mi porterà il domani, mi sento libero come un uccello.

    Un passo alla volta mi basta!

    Mahatma Gandhi

  7. Così, ognuno ci consideri servitori di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Del resto, quel che si richiede agli amministratori è che ciascuno sia trovato fedele. A me poi pochissimo importa di essere giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, non mi giudico neppure da me stesso. Infatti non ho coscienza di alcuna colpa; non per questo però sono giustificato; colui che mi giudica è il Signore. Perciò non giudicate nulla prima del tempo, finché sia venuto il Signore, il quale metterà in luce quello che è nascosto nelle tenebre e manifesterà i pensieri dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio.(1Corinzi 4,1-5)

  8. Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo! (Genesi 4:7)

  9. Le Parole che mi vengono in mente…

    Per Lidia con un sorriso:
    Pr 4,12
    Quando camminerai non saranno intralciati i tuoi passi,
    e se correrai, non inciamperai.

    Per me e per tutti:
    Pr 16,9
    Il cuore dell’uomo elabora progetti,
    ma è il Signore che rende saldi i suoi passi.

    Pr 19,2
    Il desiderio ansioso senza riflessione non è cosa buona,
    e chi va a passi frettolosi sbaglia strada.

    Mt 6,34
    Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena. (piccoli passi)

    Sal 56,9
    I passi del mio vagare tu li hai contati,
    nel tuo otre raccogli le mie lacrime:
    non sono forse scritte nel tuo libro?

    Sal 40,3
    Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose, dal fango della palude;
    ha stabilito i miei piedi sulla roccia,
    ha reso sicuri i miei passi.

    Lc 1,79
    …per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
    e nell’ombra di morte,
    e dirigere i nostri passi
    sulla via della pace”.

    Come seguire Gesù (a piccoli passi? un piccolo passo dopo l’altro?)
    Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: “Ti seguirò dovunque tu vada”. E Gesù gli rispose: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”.

    Poi, a tutti, diceva: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà.

    Gv 21,18
    In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi”.

    Ger 10,23
    Lo so, Signore:
    l’uomo non è padrone della sua via,
    chi cammina non è in grado di dirigere i suoi passi.

    1Sam 2,9
    Sui passi dei suoi fedeli egli veglia,
    ma i malvagi tacciono nelle tenebre.
    Poiché con la sua forza l’uomo non prevale.

    Qo 4,17
    Bada ai tuoi passi quando ti rechi alla casa di Dio. Avvicìnati per ascoltare piuttosto che offrire sacrifici, come fanno gli stolti, i quali non sanno di fare del male.

    Sal 119,133
    Rendi saldi i miei passi secondo la tua promessa
    e non permettere che mi domini alcun male.

    sempre in cammino…

  10. Luci e ombre sono il presente del mio cammino verso l’orizzonte.
    Quando sono nella luce il Signore mi è vicino; quando sono nell’ombra il Signore mi porta in braccio come portò la pecorella smarrita.
    Si, un passo alla volta, ma sempre in cammino.
    Grazie a tutti.

  11. Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati (Romani 8,28-30)

  12. Fantastico Maria Rosaria!, sono mesi che prego con queste parole… bellissime!,

    “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”

    e tanto VERE per me… deliziosamente VERE.

  13. Ciao a tutti e grazie, la prima cosa che cerco sul mio pc al mattino è la pagina di Paolo e i vostri commenti. Siete tutti insieme la luce che mi guida nel cammino verso Dio e Lui solo sa quanto bisogno ci sia di Luce in questo periodo

  14. Solo per oggi, cercherò di vivere alla giornata, senza voler risolvere il problema della mia vita tutto in una volta.

    Solo per oggi, avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà;
    non alzerò la voce; sarò cortese nei modi; non criticherò nessuno; non
    pretenderò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.

    Solo per oggi, sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice
    non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.

    Solo per oggi, mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le
    circostanze si adattino tutte ai miei desideri.

    Solo per oggi, dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche buona lettura,
    ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo,
    così la buona lettura è necessaria alla vita dell’anima.

    Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.

    Solo per oggi, farò almeno una cosa che non desidero fare;
    e se mi sentirò offeso nei miei sentimenti, farò in modo che nessuno se ne accorga.

    Solo per oggi, mi farò un programma: forse non lo seguirò a puntino, ma lo farò.
    E mi guarderò da due malanni: la fretta e l’indecisione.

    Solo per oggi, crederò fermamente, nonostante le apparenze,
    che la buona Provvidenza di Dio si occupa di me come se nessun altro esistesse al mondo.

    Solo per oggi, non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nella bontà.

    Posso ben fare, per dodici ore, ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita!
    (Beato Giovanni XXIII)

    non è stupenda?

  15. Milena, “Solo per oggi”!

    Se la rileggiamo domani,dopodomani, dopodomani ancora e ogni giorno, sarà sempre oggi.

    Quindi ogni giorno è: “Solo per oggi”.

    Facciamo dunque, “Solo per oggi”, ciò che ci sgomenta fare per tutta la vita; e giorno dopo giorno sarà naturale.

    Un abbraccio, maria rosaria.

    P.S.: io già lo faccio!

  16. Io mi rallegro dunque per voi, ma desidero che siate saggi nel bene e incontaminati dal male. Il Dio della pace stritolerà presto Satana sotto i vostri piedi. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con voi.(Romani 16,19-20)

  17. Non è il blog giusto, la Filotea l’avete mai letta? Io ho incominciato la settimana scorsa, è bello.Saluti e preghiere reciproche

  18. Grazie Jenny,perchè dici che questo non è il blog giusto per la Filotea?

    Io invece ti dico che mi hai invitata a nozze, e qui di seguito, ne riporto solo alcuni tratti:

    Come un uomo guarito di recente da una malattia, cammina quel tanto che gli è necessario, piano piano e trascinandosi un po’, così il peccatore, guarito dal suo peccato, cammina quel tanto che Dio gli comanda, trascinandosi adagio adagio fino a che non giunga alla devozione. Allora, da uomo completamente sano, non soltanto cammina, ma corre e salta nella via dei Comandamenti di Dio e, inoltre, prende di corsa i sentieri dei consigli e delle ispirazioni celesti.

    La gente vede che i devoti digiunano, pregano, sopportano le ingiurie, servono gli infermi, assistono i poveri, fanno veglie, controllano la collera, dominano le passioni, fanno a meno dei piaceri dei sensi e compiono altre azioni simili a queste, di per sé e per loro natura aspre e rigorose; ma non sa vedere la devozione interiore e cordiale che trasforma tutte queste azioni in piacevoli, dolci e facili.

    Guarda l’ape sul timo: ne può ricavare soltanto un succo amaro, ma succhiandolo lo trasforma in miele, perché questa è la sua caratteristica.

    Mi rivolgo a te, persona del mondo, e ti dico: le anime devote incontrano molta amarezza nei loro esercizi di mortificazione , questo è certo, ma praticandoli li trasformano in dolcezza e soavità.

    Il fuoco, la fiamma, la ruota, la spada per i martiri sembravano fiori odorosi, perché erano devoti; e se la devozione riesce a rendere piacevoli le torture più crudeli e la stessa morte, cosa non riuscirà a fare per le azioni proprie della virtù?

    Lo zucchero rende dolci i frutti un po’ acerbi e toglie il pericolo che facciano male quelli troppo maturi; la devozione è il vero zucchero spirituale, che toglie l’amarezza alle mortificazioni e la capacità di nuocere alle consolazioni: toglie la rabbia ai poveri e la preoccupazione ai ricchi; la desolazione a chi è oppresso e l’insolenza al favorito dalla sorte; la tristezza a chi è solo e la dissipazione a chi è in compagnia; ha la funzione di fuoco in inverno e di rugiade in estate, sa affrontare e soffrire la povertà, trova ugualmente utile l’onore e il disprezzo, riceve il piacere e il dolore con un cuore quasi sempre uguale, e ci colma di una meravigliosa soavità.

    L’amicizia fondata sullo scambio del piacere dei sensi è grossolana e non merita il nome di amicizia; così pure quella fondata su virtù frivole e inutili, perché sono virtù che dipendono dai sensi.

    Do il nome di piaceri dei sensi a quelli che sono legati in modo diretto e principale ai sensi esteriori, quali sono il piacere di ammirare la bellezza, di ascoltare una voce dolce, di toccare e simili.
    Do il nome di virtù frivole a certe abilità e qualità inutili che gli spiriti deboli chiamano virtù e perfezioni.
    Simili amicizie sono cattive, folli e vane:
    cattive, perché vengono e finiscono nel peccato della carne; rubano l’amore, e di conseguenza anche il cuore, a Dio, alla moglie, al marito, a chi era dovuto; folli perché non hanno basi, né motivazioni serie; vane, perché non recano alcuna utilità, nessun onore, nessuna gioia. Al contrario, ci fanno perdere tempo, offuscano l’onore, e non offrono alcun piacere, a meno che non si voglia chiamare piacere l’ansia di attendere e sperare, senza sapere né quello che si vuole, né che cosa si attende.
    Questi spiriti piccoli e deboli sono persuasi che c’è un non so che nelle testimonianze di amore che ricevono, ma non saprebbero precisare che cos’è; per questo la loro brama è insaziabile ed alimenta, senza soste, nel loro cuore, eterne diffidenze, gelosie e tormenti.

    Chi ci farà la grazia di poter dire con il grande Re Davide: “Ho scelto di essere abietto nella casa del Signore. Piuttosto che abitare nelle tende dei peccatori”?

    Guarda la scala di Giacobbe, che è la vera immagine della vita devota: i due montanti, tra i quali si sale ed ai quali sono fissati gli scalini, rappresentano l’orazione, che chiede l’amore di Dio e i Sacramenti, che lo conferiscono; gli scalini sono i diversi livelli della carità, per i quali si sale, di virtù in virtù; o discendendo in aiuto e sostegno del prossimo, o salendo per la contemplazione all’unione d’amore con Dio.

    Un Passo alla volta, piano piano e trascinandosi un po’, si giunge alla consapevolezza.

    Jenny, ti prego, scrivi senza timore di sbagliare; lo Spirito Santo ti illuminerà.

    Con profondo affetto, maria rosaria.

  19. Guidami, luce gentile, nel buio che mi avvolge, guidami Tu!
    La notte è oscura, io sono lontano da casa: guidami Tu!
    Custodisci i miei passi!
    Non ti chiedo di vedere l’orizzonte lontano:
    un passo alla volta è sufficiente per me!

    (J.H.Newman)

    Non ci sono certezze personali in queste parole, non ci sono testi autorevoli in queste parole.
    L’unico “io” presente è per ammettere la distanza da casa, la difficoltà, il non capire … ed era Newman.

  20. Lidia,ti rispondo con un racconto:

    “La piccola anima e le tre tazze”

    L’Anima non è un biscottino! Dov’è scritto che bisogna immergerla nelle tre tazze?

    Una Piccola Anima era arrabbiata con la mano che continuava ad immergerla nelle tazze, e mentre ancora aveva le parole tra le labbra un altro tuffo nelle nere acque della prima tazza, l’Anima chiuse la bocca per non berne e come in apnea attese senza fiato che la mano la riportasse fuori dalla tazza. Così accadeva tutte le volte un immersione, l’apnea e poi di nuovo fuori dalla tazza.

    B A S T A A A!!!!

    Urlò la Piccola Anima una volta fuori.

    Se avessi i piedi ti darei un calcio, se avessi le mani ti schiaffeggerei, se avessi i denti ti morderei!!!

    Intanto…era di nuovo fuori dalla tazza ma pochi furono gli istanti, che la Mano ridiscese e per immergerla nella seconda tazza, colma delle mille verità. E di nuovo la Piccola Anima chiuse la bocca per non berne, pochi momenti e poi di nuovo fuori. L’Anima era rammaricata ma nel contempo rassegnata e questa volta non parlò più.

    Questo rito ormai si ripeteva da troppo tempo, le tre tazze erano lì che facevano bella mostra sul tavolo della Vita, ma lei veniva puntualmente immersa solo in due, la tazza del Buio e la tazza delle Mille Verità e da entrambe le tazze si era sempre rifiutata di bere. Ma della terza tazza non sapeva nulla ed allora colta da improvvisa curiosità, le si avvicinò e mentre i suoi occhietti vagavano nel suo interno che all’apparenza sembrava vuoto, la Mano la spinse facendola cadere dentro.

    La Piccola Anima chiuse immediatamente la bocca, pronta alla solita apnea, ma questa tazza sembrava non contenere liquidi che avrebbero potuto soffocarla, sembrava contenere pura e limpida aria. L’Anima aprì gli occhi e la bocca e con sorpresa si ritrovò in un luogo, pieno di spazio, dove una Voce la raggiunse attraverso le mille bolle d’aria che sembrano quasi carezzarle la pelle.

    Benvenuta Piccola Anima.

    Fai presto a parlare!

    Disse l’Anima frettolosamente.

    Perché?

    Rispose la Voce serenamente.

    Perché tra un attimo la Mano verrà a portami via, forse non sai, ma noi Anime siamo usate come fossimo dei biscottini.

    Capisco, tu saresti come un biscottino che s’intinge in una tazza di latte? E questa Mano che ti immerge impietosa, di chi sarebbe?

    Ma come non sai di chi è, la Grande Anima del Mondo?

    Disse l’Anima.

    Quindi correggimi se sbaglio, tu sei una Piccola Anima, e la Grande Anima del Mondo ti immerge nelle tazze come un biscottino, ma perché dovrebbe farlo?

    Questo non lo so!

    Rispose l’Anima pensierosa.

    Un motivo ci sarà, ma lo sai a noi non è dato di sapere, forse potremmo intuirlo con un pizzico di fantasia., forse il tormento potrbbe essere una strada, per far giungere al cuore quel fermento in grado di elevare le Anime. Dal piccolo e cieco cammino sino alla strada che congiunge ai Cieli, quella che ci porterà a vedere le cose attraverso la giusta luce. Chissà…

    Disse l’Anima sognante.

    Le tue parole sono poesia, Piccola Anima e dov’è che avresti appresa tanta saggezza?

    Non lo so, nel tempo sono diventata così!

    Disse la Piccola Anima.

    E tu pensi che niente abbiano a che fare le tue frequenti immersioni nelle tazze? Che si diventi quel che oggi sei, così automaticamente?

    Che dirti Voce a noi non è dato di sapere!

    Se oggi sei in questa tazza è perché ora lo puoi comprendere.

    Ti ascolto.

    Rispose la Piccola Anima con voce mite.

    Non si diventa quel che sei, senza che ogni tua cellula sia stata impregnata dalle acque putride dell’Errore, ma non avresti compreso l’errore senza immergerti nelle acque delle Mille Verità. Non si diventa quello che sei senza aver ascoltato e cantato al suono delle due campane. E tu Piccola Anima non ti saresti mai volontariamente immolata, avevi bisogno di una spinta per crescere, ma come vedi alla terza tazza ci sei arrivata da sola.

    E’ vero ci sono arrivata da sola, ma anche qui sono stata spinta…

    Ti saresti mai tuffata?

    Chiese la Voce.

    Non sono mica pazza? Non ci si tuffa volontariamente in una tazza.

    Rispose la Piccola Anima, poi alzò il capo come in attesa di qualcosa.

    Cosa aspetti?

    Chiese la voce.

    La Mano? E’ logico!

    Disse senza calare lo sguardo.

    Sono destinata a fare il bagno di “salute” nelle tazze, e tra poco verrà a riprendermi, ne sono sicura!

    Disse triste e rassegnata.

    La Piccola Anima aspettò un giorno, due giorni, tre giorni ma la mano non scese più…e allora colma di sorpresa disse incredula:

    Scusa Voce ma la Mano? Mi ha lasciata in questa tazza?

    Ora che hai maturato comprensione, non occorre più che tu venga immersa nelle altre tazze…io sono l’Arianascente che inebrierà di vita ogni tuo istante, porta alla luce il tuo Diamante.

    Disse la Voce.

    E fu così che la Piccola Anima si accese di gioia vera e visse della sua luce per sempre.

    Con sincero affetto, maria rosaria.

  21. Lidia, non sono antitetici:

    E vidi un altro angelo che saliva dal sol levante, il quale aveva il suggello dell’Iddio vivente; ed egli gridò con gran voce ai quattro angeli ai quali era dato di danneggiare la terra e il mare, dicendo: Non danneggiate la terra, né il mare, né gli alberi, finché abbiam segnato in fronte col suggello i servitori dell’Iddio nostro.(Apocalisse 7, 2-3)

    Questi che son vestiti di vesti bianche chi son dessi, e donde son venuti? Io gli risposi: Signor mio, tu lo sai. Ed egli mi disse: Essi son quelli che vengono dalla gran tribolazione, e hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello. Perciò son davanti al trono di Dio, e gli servono giorno e notte nel suo tempio (Apocalisse 7,14-15)

  22. Io voglio ritornare alla Luce che mi guida verso la mia vera casa mentre cammino coi miei piccoli passi nel buio già sconfitto, e se Dio vuole, io voglio essere stella e luce per qualcuno, e avere sempre olio nella mia lampada,
    fino a quando non ci sarà più bisogno di lampade… perché saremo tutti immersi nella luce!:


    In principio era il Verbo,
    e il Verbo era presso Dio
    e il Verbo era Dio.
    Egli era, in principio, presso Dio:
    tutto è stato fatto per mezzo di lui
    e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
    In lui era la vita
    e la vita era la luce degli uomini;
    la luce splende nelle tenebre
    e le tenebre non l’hanno vinta.
    Venne un uomo mandato da Dio:
    il suo nome era Giovanni.
    Egli venne come testimone
    per dare testimonianza alla luce,
    perché tutti credessero per mezzo di lui.
    Non era lui la luce,
    ma doveva dare testimonianza alla luce.
    Veniva nel mondo la luce vera,
    quella che illumina ogni uomo…

    Gv 5,35
    Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.

    Lc 11,33
    Nessuno accende una lampada e poi la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candelabro, perché chi entra veda la luce.

    Es 27,20
    Tu ordinerai agli Israeliti che ti procurino olio puro di olive schiacciate per l’illuminazione, per tener sempre accesa una lampada.

    Mt 25,8
    Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”.

    Ap 22,5
    Non vi sarà più notte, e non avranno più bisogno di luce di lampada né di luce di sole,perché il Signore Dio li illuminerà.
    E regneranno nei secoli dei secoli.

  23. Ma la certezza di brillare di luce propria come una stella è, non potrebbe portare:

    – alla cecità sui propri limiti?
    – O far diventare insensibili?
    – O non misericordiosi?
    – O perfetti anche se si dice il contrario?
    – O bloccare i passi perchè se la luce già c’è non serve più cercarla?

    Chi può dire “sono Luce”?

  24. Salmo 36,10
    È in te la sorgente della vita,
    alla tua luce vediamo la luce

    Ciao Lidia, stavi parlando con me?
    suppongo di sì quindi rispondo: e chi ha mai pensato di poter brillare di luce propria? l’immagine della stella si riferisce alla cometa di qualche post fa…
    e poi non siamo forse tutti chiamati ad essere
    luce del mondo
    sale della terra
    lievito
    amore fraterno fra di noi per testimoniare l’Amore e farci riconoscere come suoi discepoli?! (amore e misericordia e carità, anche coi “nemici”, magari!?…)

    certo che rischiamo di crederci perfetti, Tu, Io, Altri, di crederci santi prima del tempo!, di crederci migliori di molti e di diventare poco misericordiosi, di pensare di essere già arrivati… e guardare agli altri con superiorità…
    è successo a tanti prima di noi…
    fidiamoci di Dio…
    PERCHE’ a tutto questo ci pensa Dio…: a metterci nella verità e a tenerci lì.
    Io mi affido a Dio, e non penso di essere migliore di nessuno, EPPURE… Sì, ringrazio infinitamente DIO per quello che sono e che ho, e non vorrei essere diversa da come sono, pur considerando e partendo proprio dai miei limiti, dalle mie fragilità, dai miei difetti, che sono parte della strada, cammino a piccoli passi, che ho da percorrere per arrivare a Lui.

    Comunque penso che a volte diciamo le stesse cose da diversi punti di vista e credimi, non voglio sembrare saccente e presuntuosa, dà fastidio anche a me talvolta vedere persone che si credono e di dichiarano arrivate… e sante…
    ma si tratta di momenti… e magari quelle persone sono già sante davvero CHI può dirlo? io presumo che si parli, ciascuno, con la sincerità possibile alle nostre parole. Io sento quello che dico, e sento il “dovere” di dirlo. Nell’umiltà. Con umiltà.

    Per quanto riguarda poi il non cercare più la luce, perché saremo immersi nella Luce,
    Dio ci doni che questo accada per tutti in paradiso, è lì che non ne avremo più bisogno…
    non oggi, non qui… ora sempre in cammino nelle tenebre che non devono farci comunque paura perché Gesù le ha già illuminate per noi: LUI è la luce e la lampada, e noi vogliamo seguirlo e assomigliargli un pochino magari…

    Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
    Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.


    …se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

    Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
    Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.


    ….!!! assomigliargli un pochino magari !!! …

  25. Vera, anche se il Post è già cambiato, non posso fare a meno di dirti che, se già stai mettendo in pratica ciò che scrivi, e io sono certa che si, con i tuoi piccoli passi (d’altronde un lungo cammino comincia sempre dal primo passo) già Gli somigli; e sono ancor più certa che Dio vorrebbe ringraziare te, per la fiducia che riponi in Lui, per come sei e per voler essere migliore e assomigliare a Lui, anche se ti accontenti di un pochino; a mio parere, un pochino va bene ora, ma un passo alla volta, alla fine dei tempi sarai luce che rispecchia la Luce.

    Avevo ragione, sei incredibile!
    Ti voglio bene, maria rosaria.

  26. Grazie Maria Rosaria!,
    “un pochino” è un modo di dire…
    (io, per le mie cose… punto sempre al meglio…)

    Con tanto affetto anch’io.
    Vera

  27. Bellissima questa poesia, c’è tutto l’abbandono e la fiducia di chi si mette nelle Sue mani proprio come un bambino, solo così Chi guida può farlo più facilmente, e senza forzature, un passo alla volta…

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Article by: Paolo

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