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Beati noi

Pare che il Mahatma Gandhi considerasse il discorso della montagna di Matteo come la pagina più illuminante della letteratura mondiale. Una pagina che ha ispirato molte persone, nella storia, e che, a ragione, è considerata la Carta Costituzionale del Regno di Dio. Un discorso che Gesù pronuncia sulle sponde del lago di Tiberiade, a Nord, in Galilea, non lontano dalla casa dei suoi famigliari a Nazareth e da Cafarnao. Un discorso in cui Matteo cerca di sintetizzare gran parte della dottrina del Nazareno, proponendolo come un nuovo Mosè che dalla montagna, in realtà una collina, consegna le “nuove” tavole della Legge. E il discorso della montagna inizia con le Beatitudini (Mt 5,1-10), un testo poco conosciuto, ahimé, dagli stessi cristiani e ancora meno capito…

Otto affermazioni che sono delle scudisciate, otto asserzioni che, se prese sul serio, ribaltano le nostre prospettive, sconvolgono le nostre (poche) certezze. Forse per questo sono quasi del tutto ignorate!

Beati gli iellati

Gesù indica apoditticamente in cosa consiste la felicità, il senso della vita, la piena realizzazione. Era l’ora, finalmente!

Ma ad una prima lettura si resta spiazzati da ciò che riporta Matteo.

Gesù sembra esaltare la povertà, il pianto, la rassegnazione, la persecuzione…

Ma come? Gesù conferma la terribile impressione che danno molti cristiani di essere delle anime sofferenti e piagnucolose? Gesù avvalora l’idea della vita come di una concatenazione di disgrazie e di un cristianesimo dolorante e crocefisso? Torniamo al cliché del cristianesimo come religione che esalta la sofferenza come strumento di espiazione?

No, fidatevi.

Gesù propone, in realtà, una autentica rivoluzione interiore.

Beati

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Cioè beati quelli che sono consapevoli della loro povertà interiore, del limite che portiamo scolpito nel cuore e che, perciò, cercano altrove, cercano il senso. Ma anche beati coloro che vivono con un cuore semplice, essenziale, trasparente. Beati perché, anche se non se ne accorgono, lasciano Dio regnare in loro.

Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.

Beati coloro che, pur essendo nella sofferenza, sanno volgere lo sguardo oltre l’orizzonte, al Dio che fa compagnia, che con-sola, che sta con chi è solo. Beato chi sa che la vita è inserita in un grande progetto e che se anche la singola vicenda umana può essere avvilente, può essere sconfitta, il grande progetto di Dio avanza. Beato chi scopre che la vita è preziosa agli occhi di Dio, che nessun uomo, mai, è solo e abbandonato, che anche i capelli del nostro capo sono contati (Mt 10,30) e le lacrime raccolte (Sal 56,9), perché il Dio di Gesù protegge i passeri che si vendono per due spiccioli (Lc 12,6). La sofferenza, allora, non è la parola definitiva della vita.

Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che non cedono alla violenza che portano in loro stessi, che vedono il lato positivo delle persone, che credono nella redenzione dell’uomo. Anche se all’apparenza vincono i malvagi, la storia vera, quella di Dio, passa attraverso le persone che hanno imitato Dio nella sua mitezza compassionevole.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Beati quelli che non si arrendono all’ingiustizia, che sanno mettersi in gioco, che sono autentici e sinceri, che portano il peso delle loro scelte e dei loro sbagli. Beati quelli che non cedono alla seduzione del compromesso, dell’astuzia malevola, del basso profilo.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati quelli che, come Dio, guardano alla miseria col cuore, che non giudicano sé e gli altri impietosamente, che chiedono responsabilità e coerenza ma che non fanno della giustizia un idolo. Se giudicano gli altri con verità e compassione troveranno verità e compassione per loro stessi.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati quelli che hanno uno sguardo trasparente, che non sono ambigui, che non hanno malizia, che non vedono sempre e solo il negativo, che non passano il tempo a sottolineare l’ombra degli altri per attenuare la propria, la loro purezza diventa una trasparenza da cui poter accedere a Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati quelli che scommettono sulla pace, che sono pacifisti perché pacificati, che non fanno della razza, del paese, della propria religione un idolo. Beati quelli che non solo parlano di pace, ma che la pace la costruiscono giorno per giorno con le loro azioni.

Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.

Beati quelli che si assumono le proprie responsabilità, che non scaricano sugli altri, che hanno il coraggio di pagare fino in fondo le proprie scelte, e anche i propri errori. Beati i discepoli che non rinnegano la loro fede per paura.

Ci sto

Mi convince questa logica. Fatico a viverla, sinceramente, ma ci credo.

Gesù per primo l’ha vissuta, Gesù per primo, coerentemente, ha mostrato che è possibile vivere, sostenuti dallo Spirito, nella logica di Dio.

E di questi tempi, su questa nave che sta affondando, fatta di insulti e di arroganza, di minimalismo etico e di faciloneria morale, Dio solo sa di quanti discepoli che tentano di vivere le beatitudini ci sia bisogno…

Category: Parole

36 comments

  1. Beati “NOI”

    Grazie Paolo,

    già, il “NOI”, è bellissimo!

    Le beatitudini sono la vita stessa di Cristo, e il “NOI”, anche se vissuto con fatica, ci inserisce nella vita di Cristo, ci unisce strettamente a Lui, ci uniforma a Lui.

    Beato chi abita la tua casa: *
    sempre canta le tue lodi!
    Beato chi trova in te la sua forza *
    e decide nel suo cuore il santo viaggio.

    Passando per la valle del pianto
    la cambia in una sorgente, *
    anche la prima pioggia l’ammanta di benedizioni.

    Cresce lungo il cammino il suo vigore, *
    finché compare davanti a Dio in Sion.(dal Salmo 83)

    Perseverate nell’amore fraterno. Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo. Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere, e di quelli che soffrono, essendo anche voi in un corpo mortale. Il matrimonio sia rispettato da tutti e il talamo sia senza macchia. I fornicatori e gli adùlteri saranno giudicati da Dio. La vostra condotta sia senza avarizia; accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: Non ti lascerò e non ti abbandonerò.
    Così possiamo dire con fiducia:
    Il Signore è il mio aiuto, non temerò.
    Che mi potrà fare l’uomo? (Ebrei 13,1-6)

    Perché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura. Per mezzo di lui dunque offriamo continuamente un sacrificio di lode a Dio, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome. Non scordatevi della beneficenza e di far parte dei vostri beni agli altri, perché di tali sacrifici il Signore si compiace. Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi, come chi ha da renderne conto; obbedite, perché facciano questo con gioia e non gemendo: ciò non sarebbe vantaggioso per voi.
    Pregate per noi, poiché crediamo di avere una buona coscienza, desiderando di comportarci bene in tutto.
    Con maggiore insistenza poi vi esorto a farlo, perché possa esservi restituito al più presto.
    Il Dio della pace che ha fatto tornare dai morti il Pastore grande delle pecore, in virtù del sangue di un’alleanza eterna, il Signore nostro Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo (Ebrei 13,14-21)

  2. E’ proprio vero: “Signore, da chi andremmo? Tu solo hai parole di vita eterna” Spesso il discorso della Montagna mi ha messo in crisi: troppo difficile da capire e da vivere, ma nel mio cuore sento che non mi è possibile fare una scelta diversa, vivere in un altro modo.
    Perciò con fatica, a testa bassa, inciampando e cadendo spesso, cammino lungo questa via che Lui mi ha tracciato, sapendo che anche se ne percorrerò solo una parte Lui è al mio fianco e alla fine, anche se non sarò arrivata, mi prenderà in braccio e mi porterà con sè nella casa del Padre.
    (difficile è evitare di pensare di farcela da soli e credere perciò di “meritare” il Regno dei cieli).

    BUONA GIORNATA A TUTTI

  3. Voglio infatti che sappiate quale dura lotta io devo sostenere per voi, per quelli di Laodicèa e per tutti coloro che non mi hanno mai visto di persona, perché i loro cuori vengano consolati e così, strettamente congiunti nell’amore, essi acquistino in tutta la sua ricchezza la piena intelligenza, e giungano a penetrare nella perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza.(Colossesi 2,1-3)

  4. Ma in fondo cosa significa essere felici? Ho provato a dire a qualcuno che potrebbe essere “sereni”. Mi hanno detto che essere sereni significa accontentarsi. Ti manca ancora qualcosa. Infatti mi manca ancora qualcosa. Ma che cosa? Sono stata fortunata, ho avuto tanto dalla vita, ho perso mia madre ma l’ho avuta e che mamma.. qualche malanno ma nulla di grave, ma cos’è allora che mi manca?

  5. Quella delle Beatitudini è una strana logica che affascina tanto anche me. Mi piace e ci credo. Sì.
    E non mi è difficile identificarmi in almeno alcune di queste affermazioni davvero straordinarie.
    Anche se è una prospettiva diversa da ri-abbracciare tutti i giorni, è vero… ma …
    ma in fondo non mi manca nulla per potermi dire beata anch’io!: vivo, e vivo di misericordia, ho fame e sete di giustizia, di pace; piango e piango e mi sento evangelicamente pura e povera…
    eppure…
    cosa ci sfugge? perché non siamo felici-beati completamente, sempre!?
    perché viviamo anzitutto, e perché viviamo-distratti

    Io credo che non siamo felici perché abbiamo bisogno di CONSAPEVOLEZZA,
    Io ho bisogno di maggiore consapevolezza-di-amore-di Dio-per-me!
    E la cerco nella Preghiera nel contatto quotidiano con Dio la sua Parola e i fatti della mia vita.
    ….
    I momenti in cui mi sento davvero beata sono quelli in cui mi sembra che Dio mi stia portando in braccio, anche se sono momenti difficili, io bambina in braccio a un Padre che si prende cura Lui, di me, e sa quel che fa, e tutto andrà bene per me. Allora non ho paura di niente. Per quale motivo dovrei proccuparmi se Dio è con me? Se Lui è mio Padre? Se Lui mi vuole bene, sempre?! Allora per brevi attimi sono felice. Attimi.
    ….
    Con la preghiera e nella preghiera chiedo a Dio che ESPANDA questi attimi in me, che li DILATI perché durino sempre più a lungo finché non occuperanno TUTTO il mio tempo.
    ….
    Buone beatitudini a tutti.

  6. Quello che tu dici è molto bello, e molto vero, Paolo. Eppure,manca una cosa alle tue osservazioni.
    Ok.Non dobbiamo cadere nell’equivoco del cristianesimo piagnone e sospiroso, fatto solo di smunti asceti sofferenti e di velate madri dolorose. Tuttavia non dobbiamo nemmeno cascare nell’eccesso opposto, e avere paura di quella dose di sofferenza che, trasversalmente, attraversa tutte quante le beatitudini.
    Perche questa sofferenza, indubbiamente c’è, ed è considerata , misteriosamente, fonte essa stessa di beatitudine.
    Intendiamoci: nulla di bello nella sofferenza. Nulla di auspicabile, di desiderabile, di spiritualistico. Di per sè, la sofferenza è un brutto , scandaloso e insopportabile schifo. Tuttavia, vista con gli occhi di Gesù Cristo, diventa cifra di lettura ( per quanto dolorosa) delle vicende personali , grimaldello per scardinare la nostra superficialità egoistica e babbiona, vampata abbacinante che ci puo'( ci puo’ ) permettere di intravedere da vicino qualcosa della presenza stessa di Dio. Da qualche parte nella Bibbia ci sta scritto che l’uomo, nella prosperità, è un po’ un beota: e dobbiamo, serenamente, constatarlo. La sofferenza,( che, è bene sottolinarelo sempre e comunque, non è cosa che riguardi solo il cristiano o il religioso, ma ogni umano e anzi ogni essere vivente tout court) è quella che consente al cristiano di poter capire qualcosa della sostanza e della azione nella nostra storia del Dio che viene.
    E’ la sofferenza ( se lo vogliamo e se ci teniamo disperatamente acchiappati alla mano di Cristo)che schiude la nostra sensibilità, che da’ profondità alla nostra vista, senso alla nostra fede, che scongela il nostro individualismo narciso e compiaciuto, che ci apre alla fraternità con gli altri, e brucia in una fiamma improvvisa e devastante una quantità di idiozie e paturnie che ci portiamo appresso scambiandole per perle preziose o valori di vita.
    Intendiamoci: allo stesso modo, se decidiamo di chiuderci in noi stessi, di considerare tutto quello che ci capita di doloroso, o che ci capita intorno, sfiga, iella, disgrazia e basta, potremo benissimo imboccare la strada opposta e farci indurire dalla sofferenza, farci rendere piu’ freddi, duri, cinici e insensibili.
    In ultima analisi, come sempre, la parola spettera a noi, a noi la decisione di voler fare da soli ( e quindi non potere nulla, come assicura il vangelo) o restare uniti a Lui. Se puntiamo su questa possibilità ( e puntare a questo punto non sarà più elegante esercizio intelletuale, ma scelta di lacrime e sangue) la sofferenza, pur con tutta la sua inevitabile serie di negatività, si trasformerà in una inaudita e imprevista occasione di comunione, di condivisione di esperienze con il Signore, di possibilità di mettere in pratica tutto quello che è scritto nel vangelo…
    Sgombro, per finire, il campo dall’idea che tutta questa sia una brodaglia teorica: è frutto, manco a dirlo sofferto, di esperienza personale, fresca e consolidata e quotidiana.A un certo punto ( e dopo un bel pezzetto, devo dire, non certo in quattro e quattr’otto) della mia storia di difficoltà grande, mi sono accorto che, cristianamente parlando, io stavo ricevendo una pazzesca, inimmaginabile grazia, seppure non richiesta( e men che meno voluta…): essere uniti alle esperienze di Gesù, essere uniti a Lui stesso. E’ lui, prima di tutto e tutti, l’Uomo delle Beatitudini. E non a caso è pure l’Uomo dei dolori.
    E’ nella sofferenza , non presa in sé, ma presa e accettata su di noi, che il Signore ci associa intimamente e teneramente a Lui.
    Cavolo, che volere di piu?

  7. Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi.Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida o ladro o malfattore o delatore. Ma se uno soffre come cristiano, non ne arrossisca; glorifichi anzi Dio per questo nome.
    È giunto infatti il momento in cui inizia il giudizio dalla casa di Dio; e se inizia da noi, quale sarà la fine di coloro che rifiutano di credere al vangelo di Dio?
    E se il giusto a stento si salverà,
    che ne sarà dell’empio e del peccatore?
    Perciò anche quelli che soffrono secondo il volere di Dio, si mettano nelle mani del loro Creatore fedele e continuino a fare il bene.(1Pietro 4,14-19)

  8. “Mi convince questa logica fatico a viverla ma ci credo…..”
    Anche per me è così e mi sento aiutata dalla testimonianza di persone vicine a me che la vivono e che mi aiutano a credere davvero che nonostante tutto ….SI PUO’!!

  9. Cara Vera, hai colto proprio ciò che volevo esprimere. Anche per me è esattamente così. In quei momenti mi sento veramente felice, “completamente”. Negli altri sento che mi manca un pezzo..
    Grazie, è bello condividere questi stati..

  10. M sento molto in sintonia con Entino, condivido in pieno il suo pensiero.
    Non è solo pensiero ma è vita!
    Ed è proprio nelle nostre piccole grandi sofferenze che possiamo incontrare la grazia, e la possiamo riconoscere come tale.
    Per anni ho letto meditato e partecipato a seminari sulle beatitudini, ma nulla, non mi dicevano nulla, non mi appartenevano non riuscivo a incarnarle.
    E quando, camminando nella favelas del peggiore dei brasili cercavo ciò che la vita voleva rivelarmi, le ho trovate!
    Non erano nei poveri della strada (dove pensavo che fossero), ma erano nella mia povertà di donna occidentale ricca e piena di se stessa.
    Grazie Paolo perchè era tempo che non mi fermavo su questa pagina come ho fatto in questi ultimi due giorni,non guardavo nella mia sofferenza e fatica del vivere, ma anche nella gioia infinita di sapere che non sto vivendo sola questa mia vita che infondo non mi appartiene se non come il più bel dono ricevuto.

    Ogni volta che mi fermo su questo meraviglioso passo, riscopro che continuano a dirmi cose nuove ogni volta mi dicono qualcosa in più e qualcosa di diverso…. e ogni volta credo che mi abbiano detto tutto!
    STUPENDO!

  11. Beato chi cammina nella giustizia
    e parla con lealtà.

    Chi di noi può abitare presso un fuoco divorante?
    Chi di noi può abitare tra fiamme perenni?.

    Chi cammina nella giustizia
    ed è leale nel parlare,
    chi rigetta un guadagno frutto di angherie,
    scuote le mani per non accettare regali,

    si tura gli orecchi per non udire fatti di sangue,
    chiude gli occhi per non vedere il male:

    costui abiterà in alto,
    fortezze sulle rocce saranno il suo rifugio,
    gli sarà dato il pane,
    avrà l’acqua assicurata. (Isaia 33,14-16)

  12. cari amici vi chiedo una grande preghiera per mia sorella e mio cognato perchè sembrerebbe che siano in attesa del loro secondo bimbo ma… le cose a quanto pare non stanno andando per il verso giusto e… c’è molta preoccupazione che si possa perdere la nuova creatura … vi posso usare? chiediamo al Signore tanta serenità
    grazie
    serenamenteziamolly

  13. Sì Sole, è bello condividere… grazie a te! quei momenti sono bellissimi, vero?!

    Ago ed Entino, vi capisco bene anch’io, sì. Resta il fatto che quello della sofferenza e del dolore è un argomento così scottante e caldo che è persino difficile parlarne serenamente… è vero che ognuno di noi la vive, in quanto vivente, appunto. E’ vero che possiamo accoglierla e superarla per crescere… ed è vero anche che non ci aiuta crogiolarci dentro e continuare ad alimentarla, come è poi vero che molti escono dalla sofferenza esausti, sconfitti.
    E’ una “grazia” anche quella di crescere “grazie” al soffrire; io ho sofferto tanto nella mia vita, non sto parlando di minestroni teorici neanch’io… a me la sofferenza è servita per crescere in consapevolezza di me, nella conoscenza di me stessa e di tutti i miei limiti di creatura. GRAZIE a DIO.

    E ora è il momento di essere vicini a Molly, e alla sua famiglia. Affidandoli a Dio che ama chi è nato e chi nascerà, secondo la Sua volontà… fiducia e speranza Molly, un caro abbraccio a tutti Voi… Preghiere: Certo!

    (Ti sono vicina e voglio dirtelo anche così.)

  14. Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove (BEATI NOI!),sapendo che la prova della vostra fede produce la pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla.
    Se qualcuno di voi manca di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare mossa e agitata dal vento; e non pensi di ricevere qualcosa dal Signore un uomo che ha l’animo oscillante e instabile in tutte le sue azioni.
    Il fratello di umili condizioni si rallegri della sua elevazione e il ricco della sua umiliazione, perché passerà come fiore d’erba. Si leva il sole col suo ardore e fa seccare l’erba e il suo fiore cade, e la bellezza del suo aspetto svanisce. Così anche il ricco appassirà nelle sue imprese.
    Beato l’uomo che sopporta la tentazione, perché una volta superata la prova riceverà la corona della vita che il Signore ha promesso a quelli che lo amano.(Giacomo 1,2-12)

    Siate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. Perché se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: appena s’è osservato, se ne va, e subito dimentica com’era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla.(Giacomo 1,22-25)

  15. Graziemolly, noi vogliamo essere usati!

    Possa il Signore ascoltare le nostre preghiere e donare la Vita che tu chiedi.

    Preghiere per tutti, naturalmente.

  16. Beati i perseguitati x la giustizia,perchè di essi è il regno dei cieli.Beati voi tutti perchè con questo Blog fate del bene a tutti!!!!Una preghiera x don Sandro e x tutti, ciao don Paolo…..

  17. Le beatitudini sono rivolte a noi che stiamo cercando il regno, sono la nostra guida, sono la strada per entrare nel nuovo mondo che Gesù è venuto a instaurare…un mondo che si costruisce su parole come condivisione, giustizia (quella divina legata al “bisogno” non al merito), pace, servizio, misericordia…. un mondo che ha bisogno di noi per potersi realizzare: Dio chiede il nostro aiuto, la nostra collaborazione alla costruzione di questo regno qui, ora, subito…

    ” E’ un cambio meraviglioso quello che Gesù ci propone, e basta
    sperimentarlo, per confermare che le parole di Gesù sono vere e veritiere. Il giorno e il momento in
    cui tu non ti occupi più di te stesso, ma ti occupi degli altri, il giorno in cui tu, svegliandoti, ti chiedi
    “oggi cosa devo fare per rendere più felice e gioiosa la vita della persona che mi sta accanto, la vita
    delle persone che incontro” da quel momento preciso succede qualcosa si straordinario: il giorno
    che tu decidi di occuparti degli altri, senti che il Padre si occupa di te.
    E il cambio è meraviglioso.”
    (alberto maggi)

  18. Beati coloro che pur vivendo con se stessi riescono a prendere in mano il Vangelo, meditarne solo poche parole e possono non rammaricarsi per non riuscire a vivere quelle parole nella loro pienezza. Troppo umani in un mondo alieno, in perenne lotta con un io che vuole essere discepolo coerente e “l’altro io” più mondano, più disposto al compromesso. Signore solo nella Tua Misericordia possiamo realmente trovare quella felicità che fa battere forte il cuore. Beati coloro che hanno imparato ad amare l’Amore.

  19. Siate miei imitatori, fratelli, e riguardate a coloro che camminano secondo l’esempio che avete in noi. Perché molti camminano (ve l’ho detto spesso e ve lo dico anche ora piangendo), da nemici della croce di Cristo; la fine de’ quali è la perdizione, il cui dio è il ventre, e la cui gloria è in quel che torna a loro vergogna; gente che ha l’animo alle cose della terra. Quanto a noi, la nostra cittadinanza è ne’ cieli, d’onde anche aspettiamo come Salvatore il Signor Gesù Cristo, il quale trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, in virtù della potenza per la quale egli può anche sottoporsi ogni cosa.(Filistei 3,17-21)

  20. la pagina delle beatitudini è per me una delle più affascinanti del vangelo di matteo. la famiglia di santa rita come preghiera prima di mangiare recitava:
    ” beati gli operatiri di pace perchè saranna chiamati figli di Dio” e così per un lungo periodo anche io prima di pranzo recitavo in maniera alterna una delle beatitudini. quanto mi piaceva!!soprattutto a pranzo mi aiutava o dava ancora più sapore alla mia giornata. mi sono fatta prendere dal ritmo frenetico della scuola, ma penso proprio di rifarlo grazie Paolo

  21. A Giovanna e Maria Rosaria, sì è Filippesi.
    ….
    – Non ti sfugge niente Giovanna! Brava! Complimenti!

    – Grazie, Maria Rosaria per l’abbondanza di Parola che ci regali… E’ da un po’ che non sento la tua parola, però… e mi manca!
    Coma sta la tua gattina? E tu?!
    un abbraccio.

    Buona giornata, a chi, anche di sabato, viene a dare un’occhiata al Blog…
    Vera

  22. Complimenti! Volevo essere certa della vostra attenzione.

    Ciao Vera,la gattina è sempre la stessa, e grazie a Dio, sta bene;la tua?

    Devi sapere che la “Parola” corrisponde al mio pensiero; infatti penso che tu ti sia accorta che ad ogni vostro intervento io rispondo con la “Parola” perchè penso sia più importante di ciò che potrei dire io, anonima come sono; e poi, credo di averlo detto anche altre volte, io stessa applico la Parola alla mia vita, ogni giorno.

    Solo la parola di Dio sovrana rimane (Isaia 55).

    Spero che tua sorella stia meglio.

    Prego sempre per te, e per tutti, naturalmente.

    Un forte abbraccio, maria rosaria.

  23. Ciao Maria Rosaria,
    noi tutti abbastanza bene, adesso, (sono sicura anche grazie alle preghiere di molti qui!)

    La mia piccola gattina monella ha appena finito di farmi gli agguati in corridoio per farsi rincorrere e giocare, trascorriamo molto tempo a giocare noi due… è vivacissima e affettuosa. Intelligente. E’ una gioia.
    (Da lei imparo anche molte cose sul mio modo di comportarmi con Dio, sembrerà strano quanto dico… ma sono altri discorsi…)

    Certo che so cosa fai citando la Parola.
    Io leggo tutti attentamente, perché NESSUNO e’ anonimo, e per ciascuno di noi è importante quanto dice (o non dice e vive), io poi considero importante ogni cosa che accade intorno a me(!), e presto a tutto molta attenzione…
    ma non è questo il punto, quanto piuttosto la tua esperienza, il modo in cui Tu applichi la Parola alla tua vita: è ANCHE questo che mi piace sentire: la tua, le nostre esperienze!

    ci accomunano il fatto di vivere… e di trovarci poi su questo Blog!!! tutti diversi e lontani ma con la stessa voglia di Dio!
    Così l’esperienza di qualcuno può aiutarci tutti mentre viviamo ciascuno le nostre vite così disparate, forse apparentemente incomparabili, e certo uniche. E in questa Unicità è importante la tua esperienza di fede come la mia. Abbiamo un nome grande di Figli, bei nomi umani… non siamo anonimi. No.
    Così possiamo aiutarci ed esortarci a restare svegli a non perderci a riscaldare la speranza e la fede.
    A rincuorarci, illuminarci, sentirci Chiesa. Leggere insieme la Parola meditarla.
    Pregare insieme.
    Parlarci ANCHE con le nostre povere parole. Che non sono mai sufficienti a dire tutto quello che vorremmo.
    Ma ostinatamente ci proviamo!
    Ecco perché ti ho chiesto di te. Per sapere di te.

    E ti ringrazio delle Preghiere per me e per tutti.

    Un abbraccio.
    Vera

  24. Grazie, Vera, per ciò che scrivi e che condivido pienamente.
    Per quanto riguarda la tua gattina e il tuo imparare da lei molte cose sul tuo modo di comportarti con Dio, capisco benissimo ciò che intendi dire: io ho avuto una coniglietta nana per quasi nove anni e anch’io ho pensato la stessa cosa molte volte.
    “Dio agisce in tutti e per mezzo di tutti” è proprio vero.

    Un abbraccio grande a tutti.

  25. Ciao Lucia1, voglio raccontarti questo, gli altri possono anche non leggere!!!

    Gattini
    L’una e mezza di notte. Dal mio piano, molto alto, a finestre chiuse, sento dei
    miagolii disperati. Fatico ad individuare da dove provengono: due gattini ai bordi del cantiere sotto il mio palazzo stanno litigando, ma è anche chiaro che hanno fame! E’ molto tardi per andar giù a portare del cibo… così mi ripeto i suggerimenti di mio figlio: riempio un robusto tovagliolo di carta di croccantini, lo lego e lo lancio giù: per fortuna non atterra sopra nessuna delle macchine parcheggiate (sempre) in disordine!
    I gattini si muovono… Io mi auguro che durante la notte, col loro fiuto, trovino presto da mangiare… eppure… sarebbe bastato fare il giro del palazzo, andare vicino all’ingresso principale dove io e mio figlio avevamo lasciato a sera altri(tanti) croccantini.
    Ma è così. A me sembra che con Dio a volte noi facciamo lo stesso. Non facciamo il giro del palazzo! Aspettiamo sempre che ci lanci i croccantini dal quindicesimo piano.
    Vogliamo tutto mentre siamo fermi a miagolare, disperatamente e ad azzuffarci tra di noi.
    E facciamo come la mia gattina, gattina di strada pure lei, (salvata da una mia
    amica da morte certa e con me ormai da tre anni. Quando la piccola vuole mangiare giocare essere coccolata, lei… mi morde le caviglie… e si fa capire benissimo!… e si aspetta tutto da me e mi gira intorno.
    Un satellite… quando lei vuole qualcosa!

    Ma quando sto male mi si siede accanto e non si muove, tenera mi osserva e mi fa guarire facendo le fusa. Imparo tanto dalla mia gattina. (E pensare che non
    volevo animali, prima… che ancora adesso ho dei dubbi sugli animali da tenere in casa… e che lei è con noi grazie al forte desiderio di mio figlio.
    Da cui non smetto di imparare.)

    Prima di dormire quella notte mi sono fermata a considerare il miagolio della
    creazione incessante, dentro di me, e là fuori, là oltre, dove tutto sembra buio immobile e in silenzio, e ho pensato che dopo il mondo, dopo il tempo, dopo il dolore e il bisogno… c’è un altro modo di esistere e un universo in attesa: DI NOI, (per tutti noi).

    Ciao Lucia1, grazie! sempre così in sintonia tu ed io…

  26. A tutti quelli che pregano sodo: si può pregare insieme per quello che sta succedendo NEL MONDO in questi giorni?
    Non sto ad elencare…

    e adesso sto in silenzio per un po’

    Grazie
    Vera

  27. Grazie Vera, per tutto davvero, sei incredibile!

    Vuoi sapere di me, ma di solito non amo parlare di me, non riesco, non posso!
    L’unica cosa che riesco a dire è che le beatitudini per me sono come il pane quotidiano:
    Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli : non chiedo nulla, solo Dio basta!
    Beati gli afflitti, perché saranno consolati : non ho paura di essere sola, ho Dio che mi consola!
    Beati i miti, perché erediteranno la terra : amo tutti, e riesco a porgere anche l’altra guancia!
    Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati: per me la giustizia è fare la volontà di Dio!
    Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia: amo e perdono tutti, anche i miei nemici!
    Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio: Amo il Signore mio Dio e amo il prossimo mio come me stessa, e non c’è né malizia né menzogna nel mio cuore!
    Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio: cerco di trasmettere ai fratelli che incontro sul mio cammino, la Pace che Dio ha dato a me!
    Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli: anche se in prigione lo spirito è libero;
    Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia: Amo Dio al di sopra di tutto e di tutti, e ciò mi ha procurato non pochi guai, ma non me ne pento!
    Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli: nonostante tutto posso dire di essere felice!
    Fino ad ora ho evitato di citare la Parola di Dio, “Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”.
    A proposito delle preghiere per il mondo ti voglio raccontare un piccolo vissuto della mia vita:
    ogni mattina quando arrivo in ufficio chiedo alla mia collega: “cosa c’è da fare oggi di urgente?” e lei immancabilmente mi risponde:”cerchiamo di salvare il mondo!” e io a mia volta: “a quello ci sto già pensando!”
    Sembra una semplice battuta ma io vorrei davvero la salvezza di tutta l’umanità intera, nessuno escluso, ma:
    “Noi uomini non sappiamo neanche cosa è conveniente chiedere al Signore ma é lo Spirito Santo che intercede per noi presso Dio con gemiti inesprimibili!”
    Possa lo Spirito Santo illuminare le nostre menti e i nostri cuori (nostri è inteso per l’umanità intera), per un mondo nuovo fatto di : di pace, di amore, di giustizia, di verità, di carità, di misericordia, di pietà, di conoscenza, di timore di Dio, ecc., ecc., ecc….
    Beati noi! Se riuscissimo ad essere tutto ciò.
    Sogni d’oro e preghiere per tutti.

  28. Maria Rosaria, Grazie!!!
    Sono queste le cose che che voglio sentirti dire! Grazie! e immaginarti mentre entri in ufficio a salvare il mondo! bellissimo!

    E’ quello che voglio anch’io, con tutte le mie forze, la salvezza di TUTTI. E il desiderio è talvolta così forte da atterrarmi… E invoco lo Spirito, anch’io, tanto… che chieda Lui per noi quello che noi non immaginiamo neanche, piccoli come siamo… distratta la nostra fantasia da piccole cose… e quando prego intensamente così davvero a volte si spalanca e si rivela la Fantasia Creatrice di Dio, (nelle mie giornate altrimenti troppo normali) quella che lascia a bocca aperta per lo stupore e la lode…

    Ok, preghiamo insieme per per la nostra Comunità Virtuale, chi viene e chi va, per Paolo che ci ospita, per don Sandro, per i nostri cari. Per i nemici.
    E per il MONDO…
    Grazie!
    Buona FELICE e BEATA domenica di gennaio a tutti.

    P.S. Sto tornando dalla Messa, e penso che forse dovremmo anche noi dire “Felici” anziché “Beati”, rende tutto più comprensibile e immediato…

  29. @Maria Rosaria

    Ma davvero sei così?
    Vorrei esserlo anch’io, ma le mie cadute sono continue e ripetute, con tanti alti e bassi; ho solo la consapevolezza che, nonostante loro, il Signore mi accompagna e mi sostiene (anche quando mi faccio del male da sola).

    Non so cosa possiamo fare noi per tutto ciò che sta succedendo nel mondo in questo momento (io appartengo alla categoria di quelli che si affliggono e soffrono per/con gli altri), ma so che il mondo l’ha già salvato Gesù; il male ci sarà sempre, ma l’ultima parola sarà la Sua e sarà una parola di salvezza.
    Mi unisco volentieri alla vostra preghiera virtuale: è bello essere una comunità che prega.

  30. Mi piacerebbe condividere questa riflessione che ho trovato.

    Beati i poveri.
    Il povero è colui che è vuoto, rannicchiato, mendicante, bisognoso. Il peccato, allora, per Gesù è bastare a se stessi, credere di essere a posto, di non aver più bisogno di imparare nulla, di sapere più o meno tutto, di non aver bisogno degli altri e di Dio.
    Povero qui significa distaccato, nel senso di chi vive dentro a tutte le cose, totalmente immerso, ma senza aggrapparsi ad esse (quindi distaccato perché se ne va quando è ora di andare, e lascia andare quando è ora di lasciare andare).
    Nella lingua ebraica zerà vuol dire sia niente, sia “seme”. Noi siamo zero, nulla, vuoti, poveri del tutto, mendicanti. Ma nel nostro essere niente è nascosto, come in un seme, il nostro essere tutto.
    Nel nostro essere niente c’è il Tutto. Nel nostro essere poveri c’è la Ricchezza. E più io mi spoglio e smetto di con-fidare in me e più posso ri-mettermi nelle mani di Dio ed essere al sicuro.
    Quando non avrai più nulla, allora avrai il Tutto.

  31. Grazie Simone,
    a volte penso che il Signore abbia scelto la lingua ebraica, così povera lessicalmente, perchè essendo tale, può contenere il tesoro meraviglioso di ciò che Lui ci vuole comunicare.
    E’ proprio vero: Dio sceglie i piccoli, i deboli, i poveri… per portare avanti il suo progetto di salvezza
    Come dice S. Paolo, è quando sono debole che sono forte.

  32. è povera come lingua nel senso che l’originale alfabeto ebraico erano solo 22 consonanti….ma ogni lettera ha un mistero dietro, infatti agisce sulla triade cognitiva umana: Vista (forma della lettera) Udito (nome, suono) Intelletto (valore numerico).

    “Biancore superiore” è l’espressione con la quale gli antichi testi ebraici designano lo stato antecedente alla creazione (l’espressione è tratta dalla locuzione “La parte scoperta del bianco” di cui si parla relativamente a Giacobbe (Genesi 30, 37)).
    Le lettere dell’alfabeto, generalmente di colore nero costituiscono dunque l’inizio dell’intervento di Dio sul biancore primordiale.
    E’ un concetto difficile da spiegare e si è andato sviluppando nella letteratura ebraica.
    E noi abbiamo oggi abbiamo un po’ dimenticato le nostre origini culturali.

  33. Bello, Simone, molto bello le lettere nere nel biancore … ma visto che non c’era luce nel caos ante creazione, non può essere l’opposto? …

    Ah … se qualcuno trova il tempo, sulla beatitudine (da cui il “beato”), è molto interessante (nonchè vera) la spiegazione di S. Tommaso d’Aquino nella Summa Theologiae parte seconda (esiste in italiano e non è così difficile).

  34. Si entra troppo in una discussione teologica che non c’entra con le beatitudini…
    La Genesi ci dice…“La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio alleggiava sulle acque”.
    Se Dio è luce, esiste prima della creazione.

    E l’alfabeto ebraico spiega molto bene questa cosa nelle prime due lettere, l’Aleph e la Bet.
    La prima lettera dell’alfabeto ebraico è l’Aleph ( ‘ ) ed è la prima lettera del nome di Dio (‘Elohim) che si presenta nella Genesi.
    Dunque la lettera Aleph è il simbolo dello Sposo divino (Dio) che si ritrae affinché la sposa (la Creazione) sia.
    L’Aleph cioè si fa apertura, si manifesta, facendo nascere il Bet.
    Le lettere ebraiche a differenza delle nostre formano delle parole, per esempio per noi la b rimane b, nell’ebraico invece la bet oltre che una lettera è una parola e significa “casa”.
    Dunque riassumendo Bet (il mondo creato), contiene l’Aleph (il divino) come se fosse una casa.

  35. E qual è la prima lettera con cui inizia la Bibbia ebraica? E’ proprio il Bet.
    Infatti “in principio” è la traduzione della parola be-re-sit

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Article by: Paolo

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