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Fede

Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».

Il vangelo feriale di oggi è uno di quelli che porto più caro nel cuore, sperando che in qualche modo la continua meditazione della Parola sradichi il gelso delle mie paure e della mia testardaggine. Il fatto che Pietro e gli altri si accorgano della poca fede è già un buon punto di partenza: quando uno scopre in sé la fede il rischio è di pensare che la strada sia tutta in discesa. La fede non è che il primo momento di un percorso, credere che il Signore che ho incontrato è colui che può dare senso alla mia vita, inserirla in un contesto più ampio. Ma, pur nella fede, le cose che non capiamo o l’esperienza del nostro limite o le prove della vita (una malattia, ad esempio), mettono a dura prova la fede: Dio è davvero così buono come ho intuito? Ma allora perché non riesco a superare questo momento tragico della vita? Il fatto che gli apostoli, pur avendo Gesù lì con loro!, si rendano conto che la propria fede ancora vacilla mi rasserena: se ho dubbi di fede, se vacillo, pur avendo Gesù al mio fianco, sono anch’io sulla buona strada. La consapevolezza dell’assenza diventa invocazione e preghiera: solo Dio può aumentare la nostra fede, ma sta a noi essere disponibili al progetto di Dio. Affidare al Signore la propria vita significa lasciarla indirizzare, ispirarla profondamente ai valori del Vangelo, orientarla verso il Regno. Allora, anche nel momento dello sconforto, la preghiera che sale, quella che chiede di aumentare la fede, già indica che questa fede esiste. E può ancora crescere.

Category: Parole

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74 comments

  1. Caro Janus…
    Sulla fede sono d’accordo con te “la Fede non è un dono di Dio … è libera risposta dell’uomo all’Amore di Dio”.

    Per l’altro argomento ribadisco il mio concetto che la fede deve portarci alla Santità.
    Giustissimo quello che dici “santo come modello di eroismo , di eccezionalità … come qualcuno da mirare ed avere come modello”.
    Ma……..Secondo te si nasce già come modello di eroismo, eccezionalità etc??
    Non credo. I Santi hanno fatto un percorso. Il primo step è quello che ho scritto…riconoscere ciò che si è, riconoscere la vita.
    I successivi passi sono essenzialmente lavorare sull’equilibrio interiore, sulla libertà che si rifletterà nelle azioni e parole.

    Detto terra terra…se non stiamo bene internamente, non riusciremo mai a combinare niente di buono!

    L’apice della vita del Santo dunque è la sua diversità dalla massa. Non ha vissuto come gli altri, ha reso la sua vita unica e distinta.

    Questo è il vero significato della parola Santo, non facciamo casini con le etimologie.
    Rashì, uno dei più grandi e autorevoli commentatori della Bibbia ci dice che “santo” è l’ebraico “kadosh”, nel senso di “distinto”, “differenziato”, “diverso” e vede, dunque, nelle parole di Dio non solo una giustificazione della diversità, ma la diversità come dovere esistenziale. Come a dire “siate diversi dagli altri popoli come Io, il Signore,Io Sono dagli altri dei”.
    A conferma di ciò il termine ebraico per “individualità” deriva da “ishiùt” .
    Ishiut contiene la parola “ish”, “uomo”, da cui esso deriva.
    Ma non solo: la parola ish è seguita da “ut”, che è il suffisso ebraico per la parola “umanità” (“enoshiùt”).
    La distanza semantica fra “umanità” e “individualità” è certamente notevole. Il superamento di questo sembra possibile solo considerando l’umanità come insieme di individualità realizzate nella loro rispettiva integrità e, al contempo, valorizzate nella loro reciproca integrazione.

    Questo non è per fare il saputello,ma sto portando la mia esperienza.
    Da qualche mese frequento a tempo perso un corso sulla meravigliosa lingua dell’ebraico. Non so ancora nulla ma da pivello posso confermare che si trovano tante risposte che noi cerchiamo invece chissà dove …purtroppo leggendo essenzialmente la Bibbia italiana snaturiamo delle parole, pur essendo stata tradotta comunque molto bene.
    Per fare un altro esempio lo stesso Paolo ha scritto in passato una bellissima riflessione sul “Peccato”, quanti scritti sono stati fatti da diversi autori su questa parola??? Miliardi!!! quando bastava andare a vedere cosa significava la parola ebraica.

  2. La Fede è dono di Dio a cui corrisponde un credo dell’uomo (fede umana), il fidarsi e seguire.

    Così mi è stato insegnato, come mi è stato insegnato che dire che la Fede NON è dono di Dio, ma opera dell’uomo è Pelagianesimo.
    Ma l’importante è cercare e lasciare che la Grazia (Fede) operi nella nostra ragione (altro dono) al fine di arrivare alla Verità …

    Per cui – non essendo nella categoria di quelli che “possono dire qualcosa” mi riduco a dire “io credo e mi fido” … altro non so, ma so cosa significa la “notte della Fede” …

  3. cmq fratello Janus…sia ben chiaro non voglio star qui a parlare per una settimana sulla parola “Santo”. 🙂

    C’è un libro intero che parla di tutte le versioni della prima parola ebraica della Genesi “bere’sit” “in principio”…questo per dimostrarti che se entriamo in questi argomenti difficilmente ne usciamo.

    Ho rispetto per la tua riflessione come spero l’avrai tu per la mia.

    buona serata

  4. La parola “santo” vista solo come “separato” mi inquieta un pochino.
    Gli Ebrei avevano un vocabolario un po’ limitato e la stessa parola aveva (ed ha)molti significati.
    Il mio docente di scuola biblica (vi assicuro molto competente, credetemi) preferisce per Kadosh il significato di “pieno di Vita”, “contaminante di Vita” (non ho tempo per spiegare il perchè, ma è seriamente motivato)e questo significato in più (non solo questo, ovvio) mi suona meglio.
    Non voglio convincere nessuno, ma se a qualcuno può servire come spunto di riflessione ne sarei felice.

    @Lidia @Paolo
    anch’io conosco molto bene (per averlo vissuto sulla mia pelle) il significato di “notte della fede”. Non sarebbe possibile parlarne?

    Buona giornata a tutti

  5. Testimonianza di fede? (leggo tra le righe scritte da paolo VI)
    Secondo voi stiamo facendo una testimonianza di fede?
    O vogliamo semplicemente scrivere un nuovo trattato catechistico sul valore teologico della parola fede?

    leggo fra le vostre righe scritte (vi ho appena incontrto) vite piene, che vengono e vanno in direzioni diverse, ma oltre che alla spiegazione o discussione(???) sulla parola santo o fede, non ho ancora colto come la fede fa concretamente parte della “nostra” vita………..
    A paolo,
    non mi sembra che siamo riusciti a cogliere la tua sottolineatura.
    Il tuo volerci far “meditare” ….Capite che cos’è la fede? Com’è interiore e propria di ciascuno spirito, eppure a tutti offerta e possibile? Come è importante e fondamentale per la religione e per la vita.
    Personalmente credo che la testimonianza di fede sia la cosa più importante, essere testimoni………….infondo Lui non ha fatto così?

    Scustemi l’intromissione (così mi sento) …lezioni teologiche le possiamo trovare ovunque e spero che la testimonianza di fede sia la cosa più complicata!!!
    buon lavoro a tutti
    P.S. paolo, credo che la tua vita ti abbia effettivamete fatto “incontrare” il più vero significto del termine fede, in quanto non ti ha risparmiato nulla…..e visto che ti sto ancora leggendo!
    un abbraccio

  6. dimenticavo………….
    non sono una donna che ha fede, sono una semplice persona che ha sete …. e da qualche parte sono sicura di trovare acqua che disseta….

    ancora ciao

  7. per Ago
    Per quanto mi riguarda scrivere qui è già una testimonianza di fede.
    E poiché continuo a mandare ad amici e conoscenti i link di Paolo Curtaz,
    capita che anche le persone che mi conoscono leggano quello che scrivo e la testimonianza a parole si avvicina ai fatti di tutti i giorni con gente che mi “costringe’ a testimoniare sul serio…

    detto questo…nei mesi scorsi ho imparato a conoscere (leggendo tutti in silenzio…)le altre persone che scrivono su questo blog e ad apprezzarle, a capire che ho molto da imparare da loro e a farmi
    stimolare dalla loro “esperienza di fede”, perché è di questo che ognuno parla, della sua concreta esperienza di fede e di vita, e se torni qui spesso o vai a rileggere i post precedenti capirai quello che dico.

    fare della teoria, come mi par di capire tu dici noi facciamo, può essere utile per mettersi d’accordo sui termini di ciò di cui si parla.

    ed è senz’altro utile per avere ben chiaro l’orizzonte in cui ci muoviamo parlando,

    ed è infine utile per chi di teoria ne “sa” poca o “di meno” oltre che essere importante per un approccio cognitivo e razionale su questioni che spesso vengono trattate come attinenti alla sola sfera emotiva o irrazionale.

    E’ altresì ovvio che l’esperienza da noi qui riportata è qualcosa di mediato
    dalle povere parole e frasi con cui tentiamo di descivere ciò che viviamo,
    mentre tu vorresti che ti mostrassimo invece gli atti concreti di fede e le scelte che compiamo ogni giorno.
    Questo è più difficile, anche, ma non solo, per le difficoltà del mezzo
    che stiamo usando per comunicare.

    come mi piace ripetere: c’è tempo per ogni cosa
    (e forse questa è una palestra in cui ci stiamo allenando)
    Vera

  8. @lucia1

    Infatti io non ho detto che il Santo è SOLO il diverso e che non si deve aggiungere più nient’altro. Quella però è la definizione della parola da cui partire e nessuno aveva sottolineato questa cosa.
    Giustamente Janus poi ci ricorda che …Sacro, Santo, Separato, Puro … condividono la medesima radice.

    @ago
    ognuno usa la propria tecnica per scrivere il commento. C’è chi usa un linguaggio semplice senza studio dietro e chi avendo conoscenze più approfondite cerca di far sottolineare certi aspetti che non sono stati trattati. Qui nessuno vuole scrivere un trattato di teologia, ma ognuno esprime la propria cultura e conoscenza …(sperando che non siano semplici copia incolla da wikipedia!!!). Se ho detto cose talmente scontate ed ho annoiato qualcuno chiedo scusa, la prossima volta vorrà dire che quando vedrà il mio nome non mi leggerà. 🙂

    E sul fatto che le discussioni teologiche si trovano ovunque. Dove? Mi dici un sito? 🙂 Magari fosse così! Io spero infatti che ogni tanto anche qualche teologo oltre a Paolo scriva il suo commento in questo blog per spiegarci delle cose e non rimanga esclusivamente una discussione di esperienze personali.
    Io la vedo così 🙂 La cultura secondo me è il punto di partenza della fede. Turoldo diceva “dobbiamo fare il cammino dalla religione alla fede”. Ovvero dobbiamo passare dal battesimo d’acqua (dogmi, riti, Scritture) al battesimo di fuoco. Questa Ago è la mia testimonianza di come vivo la fede, non sto facendo lezione teologica.

    ciao a tutti

  9. e questo pensiero non è il frutto della mia pazzia ce lo dice anche San Paolo
    “Figlio mio, tu rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù.
    Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.”
    2Tm 3,14-4,2

  10. Ultima chiamata, poi non romperò più giuro. 🙂
    Ascoltare l’esperienza di fede degli altri ci può aiutare fino ad un certo punto. Quella è l’esperienza che fa un altro…non può andare bene anche per me!
    Si impara forse di più a prendere in mano la Bibbia, studiarla e cercare dunque una PROPRIA esperienza di fede 🙂

  11. @ Simone
    Piccolo grande fratellino, non sai che gioia averti letto … come ti ho letto.

    Per mia antica stupidità, di etimologia ho approfondito molto poco le lingue semitiche.
    Per cui, se vuoi … regalamene ancora.

    La mia nota era di natura “antropologica” … ovvero cercavo di evidenziare come in tutte le culture esistono “archetipi” abbastanza “comuni ed omogenei” in relazione al Sacro ed al Religioso.

    Ciò detto … due consigli : è molto interessante lo studio di Mircea Eliade sull’ “Homo religosus” .. e per l’etimologia … ti consiglio il lavoro di Giovanni Semerano … che io non prediligo … perchè ho approfondito più la scuola indoeuropea … ma credo invece a te possa intrigare 🙂

    In ogni caso continuo a considerare la Lingua del Vangelo … e quindi della Rivelazione … Il Greco (e il Latino … :-)) )

    Per intenderci non voglio sottrarre ne a te ne ad alcuno la tensione alla santità … anzi … sai che forza poter dire … “oh io chatto con un Santo/a …vero/a ! ” 🙂

    Per chiudere il discorso sulla Santità … voglio precisare semplicemente che io credo di scorgere una via più semplice e naturale … più spontanea ed a volte anche inconsapevole …. so però anche che è molto vero quello che dici tu … che esistono percorsi, livelli e scale da salire … ma mi permetto di dirti che questo discorso che fai può essere tanto vero quanto tragicamente falso … dipende solo da chi te lo sta insegnando!
    Su questa cosa sono molto serio Simone!

    @ Lidia
    Cara amica … W Pelagio! 🙂
    Scherzo … l’anabattismo anche se ante-litteram … non lo sopporto!

    Colgo però l’occasione per chiarire quanto credo d’aver compreso in relazione alla Fede … visto che la querelle reativa il libero arbitrio umano e l’intervento divino è ancora in corso dopo 2000 anni … ed è bello pensare che anche noi oggi… possiamo tronare a discuterne … calcando con un po’ di reverenza i passi dei giganti che ci hanno preceduto:

    – Credo nel Dono gratuito ed universale di Dio all’Uomo: l’Amore (Cristo)!
    – Credo nella distribuzione di Dio ad ogni singolo uomo dei talenti specifici per compiere il destino che Dio stesso gli ha riservato, per compiere il compito che gli compete nell’edificazione del Regno.
    – Credo nella vita prima della vita … ovvero credo che l’anima venendo da Dio ed a Dio tornando … per tutta l’esistenza terrena dell’uomo viva la nostalgia della luce … rimane quindi la principale antenna … capace di percepire il richiamo del suo Creatore.

    In sintesi credo quindi che Dio doni il proprio Amore in maniera gratuita e totale e pura ad ogni essere umano, che doni ad ognuno di noi i talenti specifici per compiere il suo e nostro piano di salvezza e che ci fornisca pure una mente “spirituale” (l’anima) capace di cogliere il suo mistero ed il suo messaggio anche oltre quanto la mente “razionale” non potrebbe, per quanto grande sia, cogliere, da sola, in pieno ed in toto.

    Insomma spero sia chiaro … Dio ci ama, ha un compito per ciascno di noi e ci fornice in dono gli strumenti e le facoltà per compiere questo compito.

    Insomma la Fede senza Dio ed i suoi doni non potrebbe esistere 🙂 Ma equivale a dire che, senza Dio, … effettivamente non ci sarebbe neanche bisogno della Fede 😉

    – Credo quindi che Dio abbia donato al’uomo il libero arbitrio, ovvero la possibilità di negare od affermare, contrastare od edificare il Regno.

    – Credo che ciascuno di noi abbia il compito di riconoscere col tempo i talenti ed i doni ricevuti da Dio … e di metterli a frutto in un percorso di fede … che rimane quindi libera adesione umana, libero atto di volontà umano alla chiamata di Dio … atto di volontà che ovviamente senza Dio e senza i suoi doni sarebbe vano ed inutile!

    Io non sottraggo un’oncia di responsabilità all’uomo in relazione al suo percorso di fede!
    Dio la sua parte l’ha fatta … per tutti in eguale misura … ora sta a ciascuno di noi fare la propria parte … per chi vuole e riesce … fino alla Santità! 😉

    Ovvio che Dio … nel mentre … per i suoi compagni di squadra … rimane di supporto … continuo, stretto e presente … insommma di sostegno vero .. come ogni buon giocatore di Rugby che si rispetti 🙂

    Spero di esser stato più chiaro!

    Janus

  12. @ Simone
    Senza alcun intento polemico, ho un punto di vista abbastanza diverso dal tuo (anche stavolta…)

    “Ascoltare l’esperienza di fede degli altri ci può aiutare fino ad un certo punto.” Però, intanto, specie se siamo lontani, ci può aiutare…

    “Quella è l’esperienza che fa un altro…non può andare bene anche per me!”
    Scusa se banalizzo, ma quando un altro fa una bella esperienza, ti consiglia anche solo un posto dove andare in vacanza o un ristorante, tu provi o no? Poi magari non ti è piaciuto o hai fatto un’esperienza diversa, ma se ti incuriosisce provi.

    “Si impara forse di più a prendere in mano la Bibbia, studiarla e cercare dunque una PROPRIA esperienza di fede”.
    E dove le mettiamo mia nonna, la nonna di Paolo, le nonne di tanti altri di noi, spesso esempi di fede autentica ma istruite fino alle elementari e non certo in grado di leggere da sole una pagina della Bibbia???

    Ci sono tanti modi di trasmettere la fede. Secondo me il più potente è la testimonianza.
    Dalla mia esperienza di fede posso dirti che ho capito che della Parola non possiamo fare a meno, ma che senza la testimonianza io avrei continuato a non incontrare Dio.

    Cari saluti a tutti!

  13. A Janus

    di solito non sbaglio, e anche questa volta, non ho sbagliato sul tuo conto. TVB

    A tutti e per ciascuno

    Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo (1 Ts 5,23).

  14. la mia minuscola fede è….tentare di tradurre nei miei comportamenti ciò che mi dice la Parola: sono consapevole che a parole sono brava ma al dunque…quante incoerenze e quanta fatica..!!!..Per me fede è anche accogliermi, perchè accolta da Dio in queste mie fragilità….
    Ho avuto la fortuna di vedere vivere la FEDE in persone che hanno sofferto le disperazioni più grandi : queste testimonianze mi sono di aiuto e stimolo a migliorarmi..

  15. Aiuto!!! Dov’è oggi la mia fede? Quella che da anni ormai sto cercando di “fertilizzare” con l’humus della Parola, quella che ho creduto di custodire al di sopra di tutto e di tutti nel trascorrere degli eventi più o meno faticosi..dov’è, oggi che mi sento sopraffatta dai sentimenti negativi che mi circondano, dalle cose negative che continuano ad accadere una dietro l’altra senza soluzione di continuità, ed io sto male, male, male, così male che Dio non lo trovo più da nessuna parte. Era una fede ben fragile e inconsistente, se proprio ora che avrei così tante occasioni di testimoniarla mi sfugge completamente. E allora, che fare? Non lo so più, continuo a pregare e provo a meditare ma mi sento un automa…
    Scusate lo sfogo, ma leggo tutte le vostre riflessioni, così profonde e consapevoli, e ne esco ancora più traballante…

  16. Hei giovanna!!! certo che se gli occhi sono chiusi non si vede nulla… ma la tua luce e’ li a portata di occhi …dici : “continuo a pregare e provo a meditare ma mi sento un automa” ecco la tua fede… la perseveranza che stai dimostrando proprio in questo tuo momento cosi’ difficile!! cavoli hai piu’ fede di quanto tu non pensi!! scusami se m’impiccio (ormai un pochino mi conoscete e sapete che non resisto) Il tuo fertilizzante funziona!!!! San Paolo dice: Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede – certo ora sei in piena guerra mondiale! ma penso che Dio non sia poi cosi’ lontano … non lo cercare lontano da te… non si e’ mai sentito che lui abbandoni qualcuno… e’ li vicino ne sono sicura! posso immaginare come tu stia (infondo chi non ci e’ passato nelle tribolazioni!) ti prego, ti prego dal cuore, non smettere di ascoltare la Parola, ti consolera’… e non pensarti che la consapevolezza di fede non sia costata cara! quante lacrime, quante cicatrici ancora mi lecco… allora animooo… sei sulla giusta strada: preghero’ perche’ ti arrivi tanta luce che pure di notte dovrai mettere gli occhiali da sole!!!

    fedelmentemolly

  17. Siete oasi per me, non solo palestra.
    Ciao Janus, aspettavo una delle tue belle sintesi per oggi. Grazie.
    e non provarci nemmeno a distogliermi dal mio pensiero sulla santità!!!
    Sai che prediligo anch’io greco e latino, e che spesso sono d’accordo con te…
    eppure come tutte le cose, anche le lingue non sono separate le une dalle altre (e dal resto delle cose)
    non sono immuni da contaminazioni o separate di netto dalle lingue altre e diverse anche lontane…
    quindi il caro professor Giovanni Semerano può avere le sue ragioni!! (qui immagina un sorriso!)
    ….
    ma senza esagerare – noi però – perché non possiamo diventare tutti dei glottologi filologi e linguisti improvvisati, e di radice in radice da un etimo all’altro risalire così a Babele! (o al paradiso terrestre…)
    e soprattutto poi, mi chiedo, come mi aiutano queste conoscenze quando mi trovo nella “notte della fede” di cui Lidia e Lucia1?
    ….
    permettetemi però di dire che tutto concorre al bene di coloro che “cercano” Dio, anche le etimologie più profonde.
    Così ringrazio Simone per i suoi studi e per i suoi nuovi interessi che arricchiscono tutti…
    ..e Simone, certo che l’esperienza è personale! così come lo sono la chiamata di Dio e la nostra risposta, forse però Ago ci interrogava sul rapporto fede e opere, un altro capitolo… le piccole e grandi opere…il vivere concretamente e agire, non solo il sapere… che spesso nno porta ad agire di conseguenza…
    ….
    grazie a Maria Rosaria che offre piccole perle e alle preghiere di Molly…
    ….
    un ultima curiosità: tempo fa leggevo che il 90% del DNA dell’uomo, la parte che non è ancora stata decodificata e che veniva considerata “spazzatura”… ha delle strutture ricorrenti simili a quelle del linguaggio “universale”: questo mi piace molto, per me è il Logos, il Verbo, la Parola inscritta in noi profondamente da Dio, e noi a riscoprirla piano…
    ….
    Cara Giovanna, quando ti senti così non opporti alla sofferenza, non resisterle,
    non amarla e non odiarla, non so come dire… ma so che dal caos e dal disordine del dolore può nascere consolazione, un agire e sentire diverso e “altro” che non so descriverti…
    muore l’uomo vecchio e fa male…ma non finisce tutto lì, se tu vuoi…
    fidati di Dio anche se vedi tutto nero e non sai più che fare, e abbi pazienza con te, tanta.
    credo di capire cosa intendi dire e credo che molti qui lo sappiano,
    le preghiere di tutti sono forti.. io lo so… invito tutti a pregare per tutti anche per te.
    Vera

  18. Caro Janus, tranquillo non sei polemico, ormai ho capito come prenderti 🙂
    Mi fa solo piacere che la gente mi pone delle obiezioni, so di scrivere non chiaro e qualche volta scrivo stupidate.

    Sul fatto dell’esperienza personale…….
    Allora io ho scritto che l’esperienza di altri ci aiuta fino ad un CERTO PUNTO. Non ho detto che non serve, la vita di fede deve essere fatta con “compagni” di viaggio, ma il salto lo puoi fare solo tu.
    Questo ce lo dicono anche i nostri amici Ebrei che ci invitano a leggere i testi sacri secondo 70 livelli di lettura. Con 70 ovviamente ritroviamo il simbolo del 7 ma è certo che significa in realtà l’infinito.
    Questi 70 livelli si raccolgono in 4 livelli principali. Raggruppano tutto questo nella parola pardes che vuol dire il “giardino”, il che significa che noi siamo invitati in un giardino dove poi possiamo mangiare i frutti, per poter acquisire forza ed energia per poi poter andare in un altro giardino.
    Ma guardiamo le quattro lettere che formano la parola pardes.
    La prima P è legata alla parola pshat, che vuol dire ciò che è semplice. Cioè leggiamo la Bibbia in maniera letterale.
    La seconda lettera (seconda lettera perché l’ebraico non ha vocali) è la R della parola remez che vuol dire fare l’occhiolino, cioè io ti sto dicendo questo però ti sto dicendo anche il contrario. Ricordate nei vangeli il Cristo dice sempre “chi ha orecchi per intendere intenda” ma noi non intendiamo niente.
    Il terzo livello corrisponde alla lettera D darash che significa due cose: innanzitutto “scrutare” le scritture. Io scruto ma ne sono anche scrutata perché questo testo è la parola di Dio e questa parola mi interroga.
    L’altra traduzione della parola darash è il verbo “esigere”, il che significa che se il testo mi consegna un messaggio esige che io lo viva ed è un’esigenza temibile, che fa paura.
    La quarta lettera S corrisponde alla parola sod che significa “segreto”, solo Dio porta ciascuno di noi nel suo proprio segreto, nessun’altra persona lo può fare.

    Dunque…..Se non conosciamo almeno i valori della Bibbia, cosa vogliamo testimoniare??
    Questo non vuol dire laurearsi in teologia, c’è chi è più studioso come me che non so più dove mettere libri in casa e chi studia di meno ma non si può dire che non ha cultura.
    Perché se leggiamo i libri di Paolo è anche per capire meglio le Scritture, o sbaglio?!
    Noi testimoniamo quello che impariamo dalle Sacre Scritture, quindi tutti facciamo della cultura un punto di partenza della fede. E san Paolo mi sembra più che chiaro quando scrive a Timoteo a riguardo.
    I nostri cari nonni avevano anche loro una cultura, cioè almeno quella che hanno potuto permettersi. (“Esperienze pastorali”di don Milani è un gran libro a riguardo).
    Oggi potrò dire che la mia nonnina di 90 anni non ragiona più, ma non posso certo dire che non sa quale sia il messaggio di Cristo di amore, di perdono, di vita eterna. Quella è cultura.
    Cioè non mi può parlare del Dio di Gesù una persona che non ha mai letto il Vangelo o non è mai andata in Chiesa. Poi indubbiamente anche l’ateo può vivere una vita morale e sarà ricompensato da Dio, però non possiamo pensare ad una evangelizzazione solo di gesti. Cristo ha vissuto con la Parola e con i gesti, e i suoi discepoli hanno fatto prima di tutto “teoria”. Certo che se poi la “teoria” non la si mette in pratica e rimangono solo belle parole, bè lasciamo tutto perdere allora.

  19. “Io non vi lascero’ orfani, saro’ con voi tutti i giorni fino alla fine dell’eta’ presente”.

    Giovanna,

    chiedi a Gesù di illuminarti, di venire nel tuo cuore, e dopo aver lavato tutti i peccati, di restare con te per tutti i giorni della tua vita.

    Sono certa, non sarai delusa.

  20. Perdonatemi!

    Forse mi sono trovata nel posto giusto ma…….nel mio momento sbagliato?

    Prego il Signore, con la mia semplicità e lo prego anche per tutti voi.

    Continuo a leggervi, come sto facendo da molto tempo, e non mi precludo nessuna possibilità di intervenire……

    un buon cammino a tutti

    P.S. non ho mai detto che lo studio non serve…..anzi sono la prima a condividere, ma sono convinta che “solo”, rimane fine a se stesso!
    La vita quotidiana me lo sta dimostrando.
    Il Suo, progetto su di me, va oltre i testi che ho studiato.

  21. Ago,

    secondo me, il Signore ci fa trovare nel posto giusto nei nostri momenti sbagliati, perchè possiamo imparare, in seguito, a trovarci giusti nei posti sbagliati.

    Preghiere reciproche.
    Con affetto, maria rosaria

  22. Per Ago:
    Is 55,8
    Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
    le vostre vie non sono le mie vie.

    Sal 139,3
    osservi il mio cammino e il mio riposo,
    ti sono note tutte le mie vie.

    Sal 119,26
    Ti ho manifestato le mie vie e tu mi hai risposto;
    insegnami i tuoi decreti.

    Sal 25,4
    Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
    insegnami i tuoi sentieri.

    Sal 84,6
    Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio
    e ha le tue vie nel suo cuore.

    Sal 91,11
    Egli per te darà ordine ai suoi angeli
    di custodirti in tutte le tue vie.

    I Suoi progetti su Noi Tutti vanno oltre tutto quello che abbiamo studiato creduto e desiderato…
    buone vie anche a te!

  23. Penso che non ci siano posti giusti nei momenti sbagliati, ma posti e momenti. In quei luoghi e in quei momenti siamo chiamati ad essere noi stessi, con i nostri limiti e le nostre potenzialità per rendere quel momento e quel luogo, qualunque essi siano, giusti, degni di essere vissuti e pieni di senso nella Verità che Lui quotidianamente ci chiede di seguire. Paradossalmente potrei, da cristiano, trovarmi in un luogo “sconveniente”, ma imparare a gestire quel luogo ed il tempo e le persone seguendo il Suo messaggio. Non è facile, bisogna pregare per mantenere la fede e conservare in sè la Parola, ma siamo chiamati a questo, ad essere discepoli nel mondo, indipendentemente da dove siamo.
    Un augurio a tutti i vagabondi del Vangelo, che le mie (lo dico per me) non siano solo vane parole…
    Paola

  24. @tutti…per riflettere su meriti acquisiti.. fede e piani di salvezza….

    Dare tutto per ricevere tutto

    Dio non ha collegato la salvezza alla scienza, all’intelligenza,
    alla ricchezza, ad una lunga esperienza o a doni rari, che non tutti hanno
    ricevuto, no. L’ha collegata a ciò che può stare nelle mani di tutti,
    assolutamente tutti, dei giovani come degli anziani, degli uomini di ogni
    età e di ogni classe, di ogni intelligenza e di ogni fortuna. L’ha
    collegata a ciò che tutti possono dargli, a ciò che ogni uomo chiunque egli
    sia può dargli, mediante un pò di buona volontà : un pò di buona volontà,
    ecco tutto ciò che occorre per guadagnare quel cielo che Gesù collega
    all’umiltà, al farsi piccolo, al prendere l’ultimo posto, all’obbedire, che
    collega, altrove, alla povertà di spirito, alla purezza di cuore, all’amore
    della giustizia, allo spirito di pace. Speriamo, poiché in virtù della
    misericordia di Dio, la salvezza è così vicina a noi, anzi è già nelle
    nostre mani, e ci basta un pò di buona volontà per ottenerla.

    (Beato Charles de Foucauld (1858-1916), eremita e missionario nel Sahara
    Meditazioni sul Vangelo, in opere spirituali, (1958), p. 184.)

  25. Cari “Preghiernauti” il discorso sulla fede mi interessa davvero tanto, insieme alle virtù che essa sottende siano coltivate. Tralasciando l’annosa questione del “granello di senape” per cui (io per prima) mi sento sempre in DEBITO di FEDE (se non ottengo ciò per cui prego prego male o non ho “abbastanza” Fede?), ultimamente mi sono posta ancora una domanda: “E’ la Fede che mi pone nella condizione di coltivare le virtù che essa impone, non il contrario…ergo, se non ho fede non coltivo il circolo virtuoso….non avro mai la FEDE!!!!E lì sono entrata in crisi….C’è qualcuno di voi che mi tira fuori da queste sabbie mobili? Sbaglio? Dove? Se metto in mezzo il cuore, mi pare che la fede assuma una connotazione quasi “sentimentalistica” e non lo è di certo; se razionalizzo quel tanto che basta a connotare la fede almeno di un pò di rigore….vado in alto mare!

  26. scusate….questo pensiero è bellissimo e lo condivido con voi….

    PREGHIERA AL BUON LADRONE

    “…E così sei arrivato in Paradiso senza nemmeno baciare il Crocifisso.
    Quando penso a te, non posso fare a meno di rivedere le sequenze cinematografiche di certi cappellani che assistono i condannati a morte e passano un’ultima volta a posare frettolosamente sulle labbra di quei disgraziati un grosso crocifisso e poi si scansano rapidamente quasi nel timore di ricevere addosso la scarica del plotone di esecuzione (e qualche volta mi suggeriscono il paragone con i ferrovieri che controllano un’ ultima volta che tutte le porte delle carrozze siano chiuse,tutto sia sistemato,a posto, prima di avvertire il capostazione che può dare il segnale di partenza del convoglio…)
    Tu non hai baciato il Crocifisso.
    Stava a qualche metro di distanza. Irraggiungibile dalle tue labbra. Inafferrabile dalle tue mani,che erano inchiodate come le sue.
    A portata di voce,però.
    Tra crocifissi ci si può sempre parlare, con quel poco di fiato che rimane nella strozza, e sopratutto comprendere.
    Una rapida confessione delle tue colpe, compiuta in forma indiretta, guardando in direzione di un altro (il tuo compagno di misfatti).
    E una richiesta piuttosto vaga. Non hai domandato nulla di particolare.Semplicemente:”Ricordati di me”. Ti sei accontentato che lui ricordasse che c’eri anche tu.
    E lui è riuscito a raggiungerti,pur avendo braccia e mani paralizzate.La voce ha superato quei metri di distanza.
    Tanti altri peccatori era andato a cercarli in casa, si era messo a tavola con loro.O glieli avevano trascinati davanti.
    Il tuo è un caso limite. Non ti ha trovato per strada,e nemmeno in prigione. Per incontrarti,per…non darti da baciare (velocemente) il Crocifisso,ha dovuto raggiungerti sul luogo
    dell’esecuzione,all’ultimissimo istante. Farsi giustiziare insieme a te.
    Ti ha raggiunto diventando “compagno di morte”.
    Non sei tu che l’hai trovato.E’ lui che ce l’ha fatta a scovarti in extremis, all’ultimo respiro, rendendosi uguale a te,facendosi suppliziare insieme a te (l’unica maniera, ormai, per offrirti la salvezza: parlarsi tra crocifissi,esporsi con te al plotone d’esecuzione..)
    Che stupendi esami hai dato mentre eri inchiodato su quella croce. Qualcuno – come Pilato – gli aveva domandato se, per caso, fosse re. Altri lo stavano sfidando: se sei re, dimostralo scendendo da quel trono scomodo. Tu, invece, l’hai dichiarato re senza esitazioni. Quando sembrava un re da burla. Ti andava bene, lo accettavi, lo riconoscevi così com’era. Gli hai attribuito un regno. Allorchè aveva perso tutto, perfino i vestiti. Aveva perso tutti, perfino gli amici più intimi. E insieme, gli hai riconosciuto il titolo cui lui teneva in modo particolare: Misericordioso. Soltanto a un re traboccante di misericordia, infatti, potevi chiedere di ricordarsi di un farabutto. Gli hai sottoposto una petizione allorchè sembrava non avesse più nulla da concedere, anche perchè teneva le mani legate.
    Tu gli hai strappato una parola. Ed era quella decisiva. Così, grazie a te, abbiamo un Re che riempie il suo Paradiso di peccatori come noi…
    Non hai avuto nemmeno il tempo di fare penitenza per i tuoi peccati. Lui aveva bisogno di te subito in paradiso, a lodare la sua misericordia. Il bacio veniva rimandato là…Il tuo, il nostro Re, presentava al Padre il primo suddito del regno reclutato in un luogo di delinquenti comuni..
    E io ti prego ogni giorno…. Sei specializzato in una grazia particolare che forse pochi ti chiedono. Qualcuno ha ammesso a denti stretti che tu sei riuscito a rubare anche il Paradiso. Non è del tutto vero. Hai accettato un ‘eredità che troppi rimandano a “domani”.
    In realtà, tu gli hai strappato una parola.
    E anch’io ho bisogno di ascoltare quella parola: “Oggi..”..
    Troppa gente pensa sempre al passato (che non ha ancora finito di passare…).Altri preferiscono “domani”.
    Io voglio imparare che è ..Oggi. Oggi è la salvezza. Oggi è la conversione. Oggi è il perdono. Oggi è leredità. Oggi devo aprire occhi e orecchie. Oggi devo riconoscere il mio Re.
    Insomma, il Paradiso è oggi! (Anche se mi ritrovo in una posizione non troppo piacevole..)
    A proposito. Puoi baciare per me il Crocifisso? Sai, quelli di legno e di metallo, specie d’oro,sono un po’ freddini…
    (A.Pronzato)

  27. @Carola … 😀 … grazie per la compagnia in … “alto mare” … Ci sono anch’io!

    … ma mi butto (come Pietro) e come Pietro – per una cifra di volte – stendendo la mano quando mi pare di affogare trovo sempre la Sua pronta ad afferrarmi …

    Altro non so dirti … 🙂

  28. @ Carola
    C’è un’enciclica di Giovanni Paolo II che si intitola “Fides et ratio”. Credo sia stata scritta proprio per chi, come noi, desidera vivere una fede basata sul cuore, quindi sulla spontaneità di un gesto, sul saper porsi sempre e comunque di fronte alle sfide della vita e alle persone con autenticità e coraggio; ma anche, allo stesso tempo desidera usare la testa per vivere con concretezza la fede senza, appunto, scadere nel sentimentalismo e nell’emotività, anzi dando un senso più profondo alla ricerca della verità.
    Ti scrivo solo le prime parole dell’enciclica:
    “La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità. E’ Dio ad aver posto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso (cfr Es 33, 18; Sal 27 [26], 8-9; 63 [62], 2-3; Gv 14, 8; 1 Gv 3, 2)”.
    Non resta che leggere l’enciclica per sapere, ma anche lasciarci avvolgere, cullare, prendere, accalappiare, senza freni, senza riserve, senza resistenze, dimenticandoci un po’ di noi stessi, permettendo al messaggio di entrare in “osmosi” con noi.
    Ciao

  29. Ciao Carola,
    fermati dal nuoto in alto mare, riposa anche i pensieri. Hai già dentro te la piccola fede che basta… per cominciare a pregare…
    …cerca prima di tutto il regno di Dio e tutto (quello che ti serve) ti sarà dato!
    Nella tua preghiera, prima di chiedere…
    fermati a dire Grazie!per quello che hai…
    ……..
    qualunque cosa tu abbia, che tu pensi sia buona o cattiva, dici Grazie a Dio!
    ……
    prima di cominciare a chiedere, prega per i tuoi nemici, per le persone a cui tu hai fatto del male o che ti hanno fatto del male.
    ……..
    prega per i tuoi amici, per tutti i fratelli, con il Padre Nostro…
    ……..
    Prega con fede, con costanza, senza stancarti, con gioia o con lacrime, con parole o in silenzio, qualunque cosa tu faccia, ininterrottamente,
    se hai bisogno chiedi aiuto a qualcuno perché ti tenga sollevate le braccia…
    ……..
    prega Gesù e prega il Padre nel nome di Gesù, prega con l’aiuto degli angeli e dei santi, chiedi al Padre la cosa migliore che Lui non ti negherà mai: lo Spirito Santo, la sua Sapienza, chiedi tutto nel nome di Gesù.
    ……..
    Chiedi qualunque cosa tu credi ti possa servire, e ricorda che Dio sa meglio di te ciò di cui hai bisogno.
    Ringrazia infine dopo aver chiesto, perchè di sicuro riceverai il meglio per te; che forse non è esattamente quello che avresti voluto… ma è il meglio per te.
    …..
    (tra fratelli e sorelle per cui pregare ci sono anch’io!)
    Vera

  30. Cara CAROLA… non ben capito la tua domanda… (scusami!) ma ho la sensazione che tu quantifichi la tua fede (questo lo facciamo tutti!) se in te c’e’ desiderio di cercare il Signore non e’ forse fede? perche’ cercare la fede o chiederci se ce n’e’ abbastanza? non e’ gia’ questo un grande dono il fatto di volerne di piu’ (ingordi!)?
    non so quante fede ho, so solo che non smettero’ di cercare COLUI che gia’ mi ha trovato!
    forse un po’ semplice ma il mio cuore trova pace nel solo pensiero che il mio Re mi ama, e mi usa grande misericordia perche’ sono una grande peccatrice (gli faccio fare sempre gli straordinari!)

    un sorriso grande

  31. Per la fede, è fondamentale ciò che significa Dio per noi: per me è tutto il Bene esistente. Così, per incontrarLo,mi basta contemplare la sua presenza e gioirne ogni volta che un bene la mia coscienza incontri, ovunque lo incontri.
    Per lo stesso motivo iniziale, ritengo che Dio non ha niente a che fare col male e che sia Lui (…Lui-LEI!) a permettere una sofferenza UNICAMENTE quando sia per il nostro Bene.
    AUGURI DI UNA FEDE SERENA E LIETA A TUTTI VOI.

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Article by: Paolo

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