Sbandamenti
Grandioso! Il capo della mia amica, come da copione, si è dichiarato…”mi sono innamorato di te fin dal primo momento che ti ho visto!”. Bello eh? E la cosa più bella è che lei è felice come una pasqua e l’unica cosa che riesce a fare è guardarsi allo specchio per vedere cosa può averlo colpito così tanto del suo aspetto. Prevedo dei casini notevoli a breve…ma tanto io non posso farci proprio niente, giusto? Mi dispiace tanto per lei (Che ultimamente continuava a dirmi che nella sua vita aveva bisogno di un pò di…”movimento”) per suo marito che non si accorgerà di nulla fino a quando qualcuno non inizierà a spettegolare nel peggiore dei modi… e per sua figlia che già detesta la madre per un sacco di motivi, figuriamoci poi…Non sono scandalizzata, sai? Io penso che non sia così impossibile innamorarsi anche se sei sposata. Anzi, purtroppo lo so che è possibile. Quello che sta accadendo a *, però, non ha nulla a che vedere con l’amore… proprio nulla! E questo rende tutto ancora più squallido e inutile. (Manu, via mail)
Il matrimonio non vaccina contro l’innamoramento, ovvio. Anzi, a volte succede proprio di invaghirsi di una persona nel momento in cui le cose, apparentemente, funzionano a meraviglia. Potrei quasi dire che quando una coppia si sente un po’ “arrivata” è il momento più pericoloso: si allenta la tensione ideale dell’amore e si accetta il corteggiamento di qualcun altro/a. Perché succede questo? Semplicemente perché il desiderio di essere al centro dell’attenzione, di essere amati e coccolati è qualcosa di enormemente importante per la nostra autostima. Sapere di “piacere”, di suscitare l’interesse di una persona scatena in noi il desiderio di essere al centro dell’attenzione. È un sentimento naturale e bello, euforico e galvanizzante. Si scatena in noi una tempesta di emozioni e di energia, il cuore batte all’impazzata e il mondo ci sorride. Le complicazioni ci sono, ovvio: un marito o una moglie che sentiamo – sinceramente – di amare, dei figli che non vogliamo far soffrire, le conseguenze di una storia senza sbocco che potrebbe distruggere la nostra vita. Ma nessuna ragione è sufficiente per farci desistere: la piccola adolescente, il piccolo adolescente che c’è in noi prende il sopravvento. Che fare, in questi casi? Voglio anzitutto ribadire un dato che ho sperimentato in questi vent’anni di esperienza con le coppie: un tradimento, anche fugace, anche improvvido, è sempre dannoso per la vita della coppia. Lo dico perché ogni anno, di questi tempi, sui giornali scandalistici qualche genio di (finto) psicologo dichiara: il tradimento fa bene alla coppia. Non è assolutamente vero: a volte si sopravvive ad un tradimento ma, certamente, non fa mai del bene. La possibilità di recuperare un rapporto dopo un tradimento è, dalla mia esperienza, solo del cinquanta per cento. Meglio non vivere un tradimento, quindi. Quando qualcuno viene a confidarsi con me parlando delle sue emozioni e della nascente storia, lo spiazzo sempre dicendogli: «Fantastico! Lascia tutto, parti con lei alle Bahamas, abbandona la tua famiglia senza falsi sensi di colpa. Se è la donna della tua vita devi far tutto per lei!». Già: ma come si fa a sapere se lei è la donna della tua vita? E se ti sbagliassi per la seconda volta? Alcuni consigli, allora. Anzitutto: è meglio se non ci si innamora di qualcun altro. Perciò coltiviamo (e tanto) il rapporto di coppia, anche sessuale. La seduzione, il corteggiamento sono essenziali alla coppia sempre, soprattutto dopo qualche anno di vita coniugale. Come dico energicamente ai mariti (distratti) che seguo: se non fai tu i complimenti a tua moglie li farà qualcun altro! Quando scopriamo di essere attirati da una persona parliamone con qualcuno di fidato: un prete, un amico, per smontare le nostre sensazioni e non farci trasportare dal senso di colpa (che – paradossalmente – diventa un trampolino per tradire!). Si tratta di gestire l’innamoramento, di apprezzarlo e riconoscerlo per le emozioni che da, riportando però la riflessione sulle conseguenze del tradimento. La fase dell’infatuazione è “dopata”e come tale va trattata: la persona che ti sembra splendida (perché ti dice che sei splendida!) probabilmente non ha nessuna intenzione di costruire un futuro con te ma di avere qualche mese di storia clandestina e che – credimi – lascia il cuore gonfio di amarezza… Aiuta la tua amica, se puoi, senza scivolare nell’ambito del moralismo ma della concretezza: se davvero ha amato e ha desiderato costruire un futuro col suo sposo, significa che ha investito un patrimonio interiore immenso che non vale proprio la pena di scialacquare…




questo post non ce lo facciamo davvero scappare.
Siamo entrambi d’accordo che non bisogna mai dire: “a me non succederà mai, io non tradirò mai mia mogli / marito, io non mi innamorerò mai di un altro / a .
Nessuno è mai vaccinato abbastanza da queste cose.
Certo però che più si tiene alta la “guardia” più si è consci delle proprie debolezze e ci si prega su, più queste fragilità diventano perle importanti del nostro percorso che lo valorizzano invece di rovinarlo.
Giovanni Paolo II nella “familiaris Consortio” e anche nel corso della beatificazione dei coniugi Beltrame Quattrocchi (i primi sposi diventati beati insieme nella Chiesa) ha fatto un invito ben preciso: “Famiglia, diventa ciò che sei!!!!” , quindi Famiglia, tira fuori le..
Famiglia sprigiona la tua forza…. sii Chiesa Domestica!!!!
Allora se Il matrimonio cristiano è simbolo dell’amore e dell’alleanza Tra Cristo (sposo) e la Chiesa che siamo noi (sposa) allora nostro dovere di famiglie è chiedersi:
“Noi (2, marito & moglie) siamo la sposa, Dio è il nostro Sposo: Come stà andando il nostro matrimonio? Ci sono screzi tra di noi? Mettiamo qualcosa davanti alla nostra unione? Se qualcun’altro ci fa gli occhi dolci o una lusinga come reagiamo?
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Chiediamo ancora a tutti una preghierina x noi…. siamo in attesa del terzo bimbo e ne abbiamo davvero bisogno!!!!
Grazie
Cinzia & Lorenzo
Ho letto con attenzione le vostre riflessioni: forse sono un po’ miope, ma mi sembra che il nocciolo della questione sia sempre e comunque da ricondurre alla vita di coppia che, diciamolo francamente, è comunque una bella faticata! Nella mia vita coniugale (20 anni di matrimonio e 3 figli) mi è servita molto per capire e accettare certe difficoltà ,una riflessione del filosofo e psicologo E.Eriksson che ho letto per caso su un giornale (e che ho ritagliato e conservo ormai da 13 anni): ve la propongo perchè mi sembra davvero illuminante….
“Si può dire che l’amore è dapprima illusione, poi delusione, poi dedizione. Ogni suo momento è necessario, è un passo che procede.E’ impossibile in un tempo vedere il successivo, ma solo rivivere i precedenti. Si passa dal primo al secondo per l’opera degli anni, il peso delle cose, i limiti e gli errori delle persone.Si passa dal secondo al terzo per un cammino di saggezza e per un supplemento spirituale profondo di misericordia e di pazienza, che libera dalla preoccupazione di sè e dà la precedenza all’altro.Solo al termine del cammino l’amore è maturo, libero,indipendente, creativo. Nel primo tempo si vive la felicità di avere,nel secondo il dolore di perdere,nel terzo la gioia di dare. Sempre se non si abbandona il cammino…”
ps: ho scoperto da poco Paolo e lo considero un dono grande per la mia vita.
Un abbraccio affettuoso a tutti voi!
Paola
Ecco, @Cinzia e Lorenzo credo sia l’immagine giusta della condivisione, dell’essere sullo stesso binario. Il fatto che – insieme – commentano in un blog è abbastanza insolito.
Mi piace molto questo trovare un modo per crescere insieme e per “tenere aperte le mura della famiglia” considerando con i bimbi piccoli gran parte del tempo viene assorbito da loro.
Ma … posso fare una domanda?
Immagino che quel “… ne abbiamo davvero bisogno” si riferisca alle preghiere. E’ così?
Chissà perchè, ad una prima lettura la vostra asserzione sembrava riferita a questo dolce e generoso bambino.
Ma anche in questo caso le preghiere sono assicurate, anzi, mi sa che è proprio questo vostro 3° banbino ad essere una preghiera vivente.
Tutto bene, mamma Cinzia???
(scusa papà Lorenzo, non voglio ecluderti, ma – per ora – l’onere fisico è tutto di Cinzia)
Ciao e … preghiere assicurate.
@ lidia
innanzitutto grazie x le preghiere!
Il fatto che “ne avevamo bisogno” è riferito al fatto che il tema sponsale è davvero sentito da noi… non possiamo tacere i benefici enormi che Dio ci dona nel nostro sacramento.
Il Matrimonio, è uno sceglierSi ogni giorno, anzi come dice il Nostro professore … è lo scegliere di essere scelti giorno dopo giorno, è il vedere non un uomo, donna in carne e ossa ma vedere molto più in là… vedere il suo amore.
il nostro modo di tenere “alta la guardia” ( 36 anni di matrimonio nella buona e cattiva sorte…) è il riconoscerci fragili, bisognosi dell’aiuto dell’altro, degli altri, di Dio…. eliminiamo le frasi:-A me non succederà mai!!-Abbiamo conosciuto persone molto solide…che son cadute..
ricordiamoci che anche i più forti possono avere momenti di debolezza …e che il MALE… ci aspetta in quei momenti….
Ripetiamo nel Padre nostro:-Aiutaci a non cadere in tentazione…-
Grazie a tutti!!
Grazie a tutti ma specialmente a Rosaria, Lucia1 e Lidia che hanno toccato il tema della difficoltà da parte dei mariti di accettare l’innamoramento verso Cristo che cresce in noi dopo l’incontro che ha segnato la nostra vita. Leggendovi mi sono riconosciuta. Anche mio marito ha in qualche misura “paura” che Gesù possa allontanarmi da lui. Teme che possa sostituirsi nei miei pensieri, nelle mie priorità. Ma non è così. Io amo la mia famiglia, la amo con tutto il cuore, con tutta me stessa. L’incontro con Gesù non ha fatto altro che intensificare maggiormente l’amore, a dargli un valore più completo.. Penso anch’io che con il tempo mio marito lo capirà. Cerco di non soffocarlo, di non imporgli nulla, anche lui è credente ma in maniera diversa. Anche lui ha iniziato con il darmi della “bigotta” e della “suora”, (ora un pò meno). Teme che io possa abbandonarlo anche solo “con la testa”, ma non si rende conto ancora che invece questa mia conversione non potrà che giovare al nostro matrimonio. Grande conquista: mi accompagnerà in un pellegrinaggio in Terra Santa a fine agosto! Gli ho chiesto di accompagnarmi come turista, per visitare luoghi della nostra storia, cultura.. ma sento che questo viaggio lo “acchiapperà” e allora tutto diventerà più facile, coglierà il senso vero della nostra esistenza..
Una preghiera per tutti..
X JANUS
Scusa se esco dal discorso ma se non hai letto “Messaggio per un aquila che si crede un pollo” del gesuita Antony de Mello appena hai un attimo dacci una guardata. Ne vale la pena.Considerato che ormai è stato scitto oltre 20 anni fa (sigh..sono vecchio ormai) anticipa delle cose che poi Paolo ha ampliato nei suoi libri. Sappimi dire.
Saluti
Lucio
@ Lucio
Provvederò … anche se alcune note lette velocemente qua e la … non me lo rendono propriamente “empatico” … ciò detto … evito i pre-concetti, ed appena mi si ritaglia un posticino nella linea temporale … darò una lettura al testo.
@ Paolo
Curioso che un post che aveva come tema/provocazione il “tradimento”, vissuto e visto nella coppia di credenti … stia virando verso la difficoltà della coppia di vivere Cristo con l’usata dicotomia : Moglie pia e devota, Marito credente superficiale e distratto
Mah ?
Salùt
Janus
è così Paolo!…forse non teniamo presente che una coppia di credenti ha comunque e sempre diversità e anche quando ci crediamo con uguali valori…siamo DIVERSI … ed abbiamo linguaggi diversi nel vivere i nostri valori.Anche la relazione con Dio è diversa nella coppia: non migliore nè peggiore ma diversa.”Ognuno prega nella propria lingua e non c’è lingua che Dio non comprenda” (Duke Ellington)Siamo forse a volte noi donne che facciamo fatica ad accogliere il linguaggio di nostro marito in quanto a fede…o meglio lo vorremmo simile al nostro e facciamo di tutto per renderlo tale..
Io ho tentato di far questo per anni finchè ho capito che la fede di mio marito è diversa ma non peggiore della mia ( anzi!!…).
Ho anche capito che un Dio “ben intrpretato” non allontana mai la coppia ma la unisce sempre (anche nelle diversità che sono naturali..)
@Alba … non direi proprio che non allontana mai la coppia. Non credo proprio sia sempre così se per credere non si intende una Messa e via.
Lasciando perdere il servizio ci sono anche scelte precise che possono trovare nell’altro una netta opposizione e – guarda caso – quasi sempre è proprio il marito ad opporsi.
@Janus
hai ragione e ci ho pensato anch’io … è proprio strano come la cosa abbia virato su un altro argomento, ma forse è il disagio di tante donne (mi dispiace, ma di donne si sta parlando anche nel post di Paolo) di sentirsi “divise” tra la Chiesa ed il marito, tra un credere attivo ed il marito, perchè – si sa – (lo dico in modo un po’ cinico) fino a quando una donna non si sposa è encomiabile il servizio, ma quando si sposa … e no … deve “stare sottomessa” al marito.
La cosa, però, straordinariamente, non succede per i mariti attivi nel servizio a Chiesa/parrocchia. Mah!!!
@Paolo,

ma perchè non hai postato lo stesso argomento al maschile? Voglio dire, perchè non hai citato uno sbandamento al maschile? Chissà cosa sarebbe venuto fuori, magari come ho sentito ultimamente con queste orecchie, che è “normale” per un uomo, quasi ovvio, inevitabile perchè (udite udite) “non si può mangiare sempre la solita minestra”.
Inutile dire che mi sono allontanata per non esplodere in una reazione fisica (un bel paio di sberloni) … Ah … chi lo diceva erano giovani signore … quindi … oltre agli sberloni, ho accusato anche un po’ di nausea.
@ Lidia
anche io come Alba sono convinta che la fede, riconoscersi amati dal Signore e accogliere questo amore non divide la coppia, almeno non dovrebbe…e se succede vuol dire che la coppia ha dei problemi che c’erano già prima, o che c’è qualcosa che non funziona nel modo di vivere la nostra fede, qualcosa di sbagliato…e che va rivisto e corretto, con l’aiuto della preghiera, e tanta fatica e pazienza verso noi stessi e nei confronti del compagno o la compagna di viaggio!
@Laura, è proprio quello che volevo dire.
Se uno dei due sposi non ha lo stesso percorso di fede, se per questo l’essere cristiano è solo una religione di Stato è ovvio che l’altro trova ostacoli insormontabili (guarda che ci sono mariti regolarmente sposati con il Sacramento crristiano che proibiscono alla moglie di andare a Messa per capriccio o permettono che vada a Messa quando lo dice lui … e neanche a parlare di seguire catechesi o altro e via discorrendo).
Insomma non diamo per scontato che i matrimoni cristiani lo siano veramente in termine di fede perchè non è così e sono tragedie per quelle che vivono in queste condizioni (al maschile il problema non si pone).
Tanta pazienza, certo, ma anche tanta determinazione accompagnata da sofferenza indicibile compresi gli insulti.
Non voglio dipingere di rosa un mondo che rosa non è e se non lo faccio è per profondo rispetto e cura per quelle moglie che soffrono per questo … Mi piacerebbe dire che andrà tutto bene, ma so per certo che le preghiere allo Spirito Santo fatte con le lacrime di queste donne hanno avuto come risposta – inaspettatamente – il coraggio di professare la loro Fede e di porre punti fermi con il marito per il quale ogni cosa inerente a Dio è solo questione per vecchiette e sfigate, per suore e bigotte ecc.
Esulti quindi chi vive in condizioni di Fede comune … perchè è una grande Grazia.
Ciao a tutti!
Provo a riepilogare… dopo una settimana via dal blog causa ritiro di silenzio trovo un post davvero interessante e ricco di spunti… anche se non mi ritengo particolarmente titolata a parlare di coppia!
Parto dall’affermazione di Paolo: “Un tradimento, anche fugace, anche improvvido, è sempre dannoso per la vita della coppia”.
Già, perché se c’è tradimento il rapporto di fiducia si è incrinato.
Per spiegarmi che cosa succede al rapporto di fiducia quando si incrina, una volta una persona con cui ho lavorato per qualche anno – e che si era convinta che io avessi tradito la sua fiducia e ha impiegato un anno buono per cambiare idea – ha preso una pagina di una rivista, con una bella raffigurazione, poi l’ha appallottolata tutta e, infine, ha provato a riaprire nuovamente quella pagina.
Mi disse: “Vedi, ww, non si è strappato nulla, la pagina è sempre la stessa, ma non tornerà mai più quella di prima.”
Ora, tornando a noi, chi tradisce o pensa di tradire, nella coppia, è chi appallottola la pagina. La terza persona, quella di cui Paolo auspica l’intervento prima che sia troppo tardi, è quella il cui compito sarebbe di sottolineare la fine che farebbe quella pagina.
Sempre parlando per metafore, a un matrimonio di una coppia di amici, dieci anni fa, il celebrante spiegò nell’omelia che gli sposi sono come due artisti che dipingono insieme lo stesso quadro e che il matrimonio cristiano è come una cornice. Perché venga fuori un bel quadro, ciascuno deve porre attenzione soprattutto a non pennellare fuori da quella cornice.
Non so se la cornice somigli allo steccato coi coccodrilli di Molly, ma poco importa… quello che mi sembra importante è presidiare con umiltà (= concretezza feconda) il terreno comune in cui la relazione che ha portato al matrimonio è cresciuta.
Qualcuno, nei commenti precedenti, ha evidenziato l’importanza di guardarsi da se stessi e di non confidare troppo nelle proprie capacità di gestire al meglio le tentazioni.
Ho apprezzato molto questa considerazione, che condivido.
Il pieno dominio di sé è cosa buona e giusta ma beato chi ce l’ha… e chi non ce l’ha, in qualche modo se lo deve dare o ne paga le conseguenze.
E’ così nella vita di tutti i giorni, a maggior ragione all’interno della coppia, in cui le conseguenze delle scelte e dei comportamenti di uno/a ricadono almeno sull’altro/a.
Concordo anche con Janus e con chi esprime la necessità che momenti di fatica all’interno della coppia debbano essere usati come una sorta di trampolino per mettersi in discussione e correggere il tiro.
Più difficoltoso mi risulta comprendere la tematica trattata negli OT, ovvero il presunto “tradimento” dei mariti a beneficio di Cristo e della Chiesa.
Io un marito non l’ho mai avuto, e quindi non ho sperimentato niente del genere, ma mi domando e vi domando se un marito/moglie innamorato/a possa permettersi di essere geloso del Signore e di tutto ciò che può costituire il bene dell’altra persona.
Un grazie a tutti, ma in particolare a Paola per le parole di E.Eriksson
“…. solo al termine del cammino l’amore è maturo ……”
Mi piacerebbe approfondire. Ha scritto qualcosa di leggibile per non addetti ai lavori sull’argomento?
Un abbraccio e una preghiera per ciascuno.
www …si, in un matrimonio si può anche tradire con Cristo e la Chiesa : ho visto matrimoni “saltare” causa una conversione (mal gestita).
Credo che quando siamo sposati il Signore ci chiede una sola cosa:-Amatevi in coppia .Questo amatevi è fatto di momenti di gioia e serenità ma anche di momenti di fatica,sofferenza, delusione e disperazione .Il Signore ci chiede anche di FUGGIRE LE OCCASIONI (tema sbandamenti..)assicurandoci che ci è sempre e comunque compagno di viaggio specie nei momenti di grande fatica come quello di scoprire che nostro marito o più raramente moglie non vive la nostra fede e in modo più o meno esplicito non ci permette di vivere come vorremmo questo aspetto della vita così importante per noi…
@ww … per quello che ne so io, no, un marito non può permettersi di essere geloso di Dio e neppure una moglie può permettersi di anteporre i capricci egocentrici del marito a Dio, a Cristo ed alla Chiesa, ma succede così, in molti casi succede così.
Si dice “per la pace in famiglia”, solo che dentro questa frase ci può stare di tutto, ma non Dio perchè così facendo credo si porti un uomo (marito) al livello di dio della propria vita … un dio però despota che toglie libertà … e già da questo si identifica l’errore.
Questa situazione, poi, ha delle ripercussioni anche su tutto il resto in modo subdolo e sottile mettendo la moglie in una condizione di inferiorità e di paura … e dove è finito l’amore che libera?
Quello che potrebbe succedere poi alla moglie … bé … una volta arrivata all’esasperazione arriva anche al tradimento se ha la sfortuna di incontrare qualcuno che “pare” più consono all’idea di amore che libera. Insomma, la poveretta arriva a sbagliare clamorosamente per esasperazione ed in lei nasce il desiderio di autodeterminarsi sull’altro.
Ovviamente i termini “marito” e “moglie” sono intercambiabili, anche se non serve perchè – ripeto – se capita sia il marito quello che si spende per Cristo e la Chiesa … bé … tappeti rossi e applausi.
Certi matrimoni sono dei veri e propri martirii a causa di Cristo … poi ci sono anche quelli che – invece – sono la gloria di Cristo perchè rispecchiano fedelmente quel che dice san Paolo.
Se non è per capriccio, per egocentrismo, per propria soddisfazione e orgoglio appagato, certi tradimenti sono indotti per esasperazione, anche se è vero che sono più frequenti nei primi casi.
Insomma – e giusto – per completare il quadro, tutti noi abbiamo puntato gli occhi e storto il naso su questa tizia che Paolo ha presentato nel post, ma qualcuno ha posto gli occhi sul “capo” della tizia? Qualcuno si è accorto di quale pessima persona è andando a tentare (in nome dell’amore, poi) una persona sposata e che è evidente sappia che lo è? Perchè tutti abbiamo dato per scontato che se tradimento ci sarà, la colpa sarà solo della tizia in questione e non di chi l’ha tentata in modo spietato?
Mah …
pensavo al fatto che una conversione “improvvisa”e inaspettata porta inevitabilmente un po di trambusto nella vita di coppia. Mi è successo e ho visto mio marito spiazzato dal mio cambiamento, l’ho visto geloso, l’ho visto preoccupato…ho subìto le sue battutine, continuo a sentirmi appellare “bigotta” ecc. ma tutto questo va gestito, bisogna trovare il modo di essere fermi e determinati nel continuare il cammino di conversione, accettando quello che comporta e tentando di rassicurare il più possibile le persone che ci sono vicine e che non possono capire fino in fondo questa rivoluzione che ci capita, semplicemente perchè se non la si vive è difficile da capire.
Ti capita come di aprire una finestra nella tua vita, che illumina e fa vedere cosa non va…e che prima non vedevi, ma stava lì, solo che ora non puoi richiudere la finestra e far finta di nulla, ti tocca mettere a posto il disordine. Da casalinga mi viene da pensare che non si può fare ordine e pulire senza all’inizio fare ancora più disordine. E non si può scoraggiarsi davanti al trambusto, ma armarsi di pazienza e far ordine nuovamente.
E’ quello che cerco di fare, tentando di non scoraggiarmi e darmi per vinta.
“…se un fratello ha la moglie non credente e questa acconsente a rimanere con lui, non la ripudi; e una donna che abbia il marito non credente, se questi acconsente a rimanere con lei, non lo ripudi. Il marito non credente, infatti, viene reso santo dalla moglie credente e la moglie non credente viene resa santa dal marito credente” 1Cor,7,12-14
Amen
(Viviamo serene la nostra vita di fede e matrimoniale: è lì che il Signore ci ha chiamato ad essere testimoni del Suo Amore)
@Lucia1
Grazie! E’ quello di cui sto convincendomi giorno dopo giorno: se sto qui e questa è la mia famiglia il motivo c’è, non è “per caso”, è qui che il Signore mi vuole.
Dunque, ribadisco che il problema non è un problema di coppia relativamente alla Fede e annessa “pratica religiosa” (mamma mia che brutta definizione, ma non me ne vengono altre), il/i problema/i che – credo – Paolo vuole far emergere è o sono:
1) che cosa spinge alla sbandata la signora in questione
2) quali sono i presupposti per una tale sbandata
3) ma sarà poi vero che la signora cederà a questa sbandata? Mi pare lo diamo un po’ troppo per scontato
4) Cosa molto grave, io porrei gli occhi più che altro sul capo che senza pudore va a tentare la signora. Cavolo, la signora può avere delle attenuanti, ma il capo proprio no ed una dichiarazione simile presuppone (quasi per certo) un’opera di assedio non indifferente al fine di far cedere ogni resistenza. Acc … a me fanno venire un nervoso infinito ‘sti tipini che (evidentemente) usano il proprio ruolo di potere per fare il cavolo che vogliono. Se ne fosse davvero innamorato e quindii volesse solo il bene della signora si farebbe non pochi scrupoli sapendo che è sposata no?
Ma, grazie al cielo e sotto questo cielo, ci sono anche donne che … fanno loro il detto parafrasato
“l’uomo propone, la donna dispone”